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TODOS PODEMOS SER SEXY!

 

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L’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE è approdata anche in SPAGNA!

Vi presentiamo le nostre stupende amiche di GRANADA!

Sono solari, allegre, con tanta voglia di vivere e di divertirsi.

Il loro motto è #TodosPodemosSerSexy.

Guardate il loro video: è S P E T T A C O L A R E ! ! !


 

 

Capitanate da BKE FOTOGRAFIA & MODELS, si mettono in gioco con estrema simpatia per aiutare tutte quelle donne che, oppresse da stereotipi e complessi, non riescono a uscire dal loro guscio e … VIVERE!

Grazie GRANADA! Grazie SPAGNA! A PRESTISSIMO!!

#TodosPodemosSerSexy

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LA DISCIPLINA OLIMPIONICA DELL’IMMAGINE

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CURVY CONFIDENTIAL – UNA RUBRICA A VOSTRA DISPOSIZIONE

La riflessione
di Susanna Zandonà

“Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”, titola così  l’inserto de Il Resto del Carlino dell’ 8 Agosto, alla sua pagina del Quotidiano Sportivo. I commenti si sprecano. E cadono le prime teste, tra cui quella del direttore, Giuseppe Tassi. Ma non manca chi ricorda che quattro anni fa (precisamente il 30 Luglio 2012), il più celebre quotidiano sportivo italiano, La Gazzetta dello Sport, titolava: “Gli arcieri extralarge conquistano Londra”, riferendosi al trio Michele Frangilli, Mauro Nespoli e Marco Galiazzo (Link: http://archiviostorico.gazzetta.it/2012/luglio/30/Gli_arcieri_extralarge_conquistano_Londra_ga_3_120730004.shtml?refresh_ce-cp)

Si accusa di eccesso di femminismo, si urla alla spettacolarizzazione della circostanza e qualcuno ci specula perfino sopra. Ma allora perché le dinamiche in questi casi paiono tanto diverse?
Partiamo dal presupposto che nessun giornalista, pur in buona fede che sia, dovrebbe permettersi di affibbiare nomignoli denigratori a qualcuno, tantomeno a degli atleti di fama internazionale. Ma quello che desta più preoccupazione e che giustamente deve essere contestato, è il fatto che l’essere umano debba obbligatoriamente adempiere ad un bisogno innato di etichettare e catalogare l’altro. Perfino nell’ assurda presunzione di generare empatia. Sì, perché io me lo immagino questo direttore. Uno che autorizza un titolo simile lo fa peccando di zelo. La sua non è vera e propria meschinità, ma l’inconsapevolezza tipica di chi non ha mai vissuto una situazione sulla propria pelle. E che forse è perfino peggio della crudeltà del bambino che si permette di additare il compagno ed esclamare ingenuamente: “ciccione”. Perché uno così idiota, non lo si deve nemmeno prendere in considerazione. E comunque a me hanno sempre insegnato che se uno è grasso può anche dimagrire, ma se uno è stupido lo rimane. Mentre un giornale ha la pretesa di raccontarci la verità e non può nemmeno schermarsi dietro alla coltre dell’ignoranza. Così, il titolo giunge come una stoccata. Vanifica gli sforzi, il tempo, i tanti allenamenti e i sacrifici compiuti da queste tre donne coraggiose: Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari, che chissà quanti scogli avranno dovuto superare prima di giungere a Rio de Janeiro. Ma che purtroppo devono sentirsi “inadeguate” e “giudicate” da una società di cui il giornale si rende comunicatore, la quale, invece che giustamente valutarle col metro del talento, di fregiarsi del fatto di avere a disposizione tre signore del loro calibro, le valuta col metro dell’ apparenza e dello stereotipo. E ci sono caduti anche all’estero. Corey Cogdell-Unrein, statunitense medaglia di bronzo nel tiro sportivo, è stata presentata dal Chicago Tribune come la moglie del difensore dei Bears. “La moglie di”. Ma di cosa stiamo parlando?
Purtroppo in questo processo i personaggi pubblici sono quelli più esposti, divenendo carne da macello da buttare sulla griglia mediatica. In una società dedita al culto dell’immagine, in cui invece di sport si parla di bellezza esteriore, forma fisica e prestanza, dove, all’indomani delle gare si stilano le classifiche degli atleti più attraenti e dei loro rispettivi fidanzati e fidanzate, si parla più di apparire che di performance agonistiche. Dimenticandosi il vero spirito sportivo che dovrebbe essere quello di accomunare, unire nelle diversità, fare squadra, rispettare l’avversario. Esattamente quello che andrebbe fatto nella vita di tutti i giorni.

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Susanna Zandonà è appassionata di moda, beauty e arte contemporanea.
Nel tempo libero ama scrivere e viaggiare, la sua passione. Si definisce una persona curiosa per natura.
Per conoscerla meglio seguitela sul suo blog Oh my … Rock Style!
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#My Curvy Pride: RAFFAELLA SEVERINO

Chi sei? Mi chiamo Raffaella Severino e sono una semplice ragazza in carne di Napoli.

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Che cos’è per te Curvy Pride? È un associazione sociale, un movimento femminile attivo che dimostra volta per volta che la bellezza non ha taglie si può essere belle e sentirsi modelle anche con una taglia 48 rispetto alle 38 che offrono le case di alta moda.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Si molte volte nonostante io non sia eccessivamente “grassa”.

Come hai reagito? Ho snobbato, per fortuna mi piaccio tanto e questo mi rende abbastanza sicura anche se in passato non lo ero affatto.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Ho imparato ad amarmi quando ho iniziato a credere in me stessa.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza non è tutto nella vita questa deve essere accompagnata da tante altre caratteristiche di una persona, ma nel corso della mia vita ho imparato però che la bellezza a primo acchito aiuta tanto in tanti campi.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Sophia Loren perché per me rappresenta la tipica bellezza mediterranea, solare, bella e in carne!

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Non saprei.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Il mio sorriso.

Una frase che ti rappresenta? La fortuna aiuta gli audaci.

CLAUDIA, LUCILLA, GUENDALINA: SIAMO ORGOGLIOSE DI VOI!

Claudia Mandia, Lucilla Boari e Guendalina Sartori sono le componenti della squadra di tiro con l’arco che hanno sfiorato l’impresa alle Olimpiadi di Rio2016.

Le AZZURRE sono state sconfitte da Tapei per 5-3 nella finale per il terzo e quarto posto ma hanno comunque dimostrato di essere delle grandissime atlete!

BRAVISSIME RAGAZZE!!!! CONTINUATE COSI’!

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CLAUDIA MANDIA

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LUCILLA BOARI

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GUENDALINA SARTORI

 

 

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L’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE CERCA CURVY PRIDE POINT IN TUTTA ITALIA!

L’Associazione CURVY PRIDE cerca CURVY PRIDE POINT in tutta ITALIA!

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L’Associazione CURVY PRIDE promuove la cultura della pluralità dei modelli di bellezza e vuole diffondere il suo messaggio su tutto il territorio nazionale.

Gestisci un esercizio commerciale? Condividi la cultura della pluralità dei modelli di bellezza?  Vuoi lanciare un messaggio a Donne e Uomini sul diritto di essere felici a prescindere dalla taglia che si indossa? Sostieni la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare?

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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L’Associazione CURVY PRIDE cerca negozi di abbigliamento, bar, caffetterie, librerie, lidi balnearishowroom, parrucchieri, pasticcerie, scuole di danza, ecc. gestiti da persone che condividano i valori dell’Associazione e desiderino essere un punto di riferimento per donne e uomini intenzionati a riappropriarsi del rapporto con il proprio corpo senza essere condizionati dal giudizio degli altri per vivere con gioia e pienezza la propria vita.

L’obiettivo è creare dei punti di incontro “fisici” e non più solo “virtuali” dove conoscersi, scambiarsi idee e consigli, organizzare corsi ed eventi, … vivere!

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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Chi può diventare un CURVY PRIDE POINT? Qualsiasi tipologia di esercizio commerciale che condivida i valori dell’Associazione CURVY PRIDE e sottoscriva LA FILOSOFIA DEL QUI.

Cos’è la FILOSOFIA DEL QUI? E’ il decalogo redatto dall’Associazione Curvy Pride a cui ogni esercizio commerciale deve attenersi:

       Filosofia del QUI (decalogo)

  • QUI la bellezza non ha taglia;
  • QUI si sostiene la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare;
  • QUI ogni persona è unica, speciale;
  • QUI gli stereotipi non possono entrare;
  • QUI si lavora per l’autostima e si nutre l’orgoglio;
  • QUI non è il peso a definire chi siamo e a influenzare i nostri giudizi;
  • QUI si osa;
  • QUI prima si sorride, poi si saluta;
  • QUI accettarsi è una parola da scrivere insieme;
  • QUI puoi sostenere il progetto CURVY PRIDE ed esserne protagonista!

Quando viene sottoscritta la FILOSOFIA DEL QUI? In occasione dell’inaugurazione del CURVY PRIDE POINT verrà sottoscritta la FILOSOFIA DEL QUI, consegnata a mano direttamente dal Presidente dell’Associazione CURVY PRIDE, Marianna Lo Preiato.

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Dove trovo il CURVY PRIDE POINT più vicino a me? L’elenco dei CURVY PRIDE POINT è disponibile sul sito www.curvypride.it

Quanti CURVY PRIDE POINT è possibile trovare in ogni città? Nei piccoli centri un solo esercizio commerciale; nei centri medi 1/2 esercizi commerciali per quadrante/municipio (a insindacabile discrezione dell’Associazione CURVY PRIDE).

Cosa è possibile fare nei CURVY PRIDE POINT? Nei CURVY PRIDE POINT sarà possibile iscriversi all’Associazione Curvy Pride, ritirare la maglietta del CURVY PRIDE e organizzare insieme all’Associazione CURVY PRIDE eventi e manifestazioni ufficiali.

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Come si richiede di diventare un CURVY PRIDE POINT? E’ semplicissimo: basta scrivere a curvypride@gmail.com indicando i recapiti e la denominazione dell’attività. Verrai subito ricontattato!

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SEI CURVISSIMA? PARTECIPA AL CONCORSO MISS CURVYSSIME 2016!!!

VINCI L’ABITO DA SPOSA DEI TUOI SOGNI, personalizzato come vuoi tu e DIVENTA LA PROTAGONISTA insieme alla modella Hillary Marrazzo di un CATALOGO davvero speciale dedicato al matrimonio: CURVYSSIME 2017!

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Iscriviti subito sul sito CURVYSSIME, invia la tua foto, partecipa al casting e preparati a vivere un’emozione unica.

Le concorrenti selezionate verranno ricontattate e convocate al casting più vicino alla propria zona di provenienza.

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Per partecipare al concorso è necessario che le concorrenti siano di sesso femminile, abbiano rigorosamente compiuto il diciottesimo anno d’età e una taglia superiore alla 52 Italiana.

La finale del concorso nazionale MISS CURVISSIME si terrà nei lussuosi ambienti del CASTELLO  SAFFARONE a Torino!

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CURVISSIME è nato dalla personale esperienza di Cristina Guccioli, proprietaria di un atelier di abiti da sposa a Torino che, imbattendomi sempre di più nell’esistenza di spose con una taglia forte, ha deciso già due anni fa di fondare il brand che sta portando avanti con molta energia e passione. Cristina ritiene che, indipendentemente dalla taglia, ogni sposa debba poter indossare l’abito dei propri sogni.

Il PRIMO CASTING di Miss Curvyssime 2016 avverrà il 6 agostoRICCIONE nella splendida location sulla spiaggia del Beach caffè, rinomato locale della riviera romagnola.

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Altre informazioni sul concorso:

  • la partecipazione è rigorosamente gratuita
  • può partecipare chiunque purché abbia le giuste forme
  • non necessariamente bisogna essere aspiranti modelle
  • già sposate sì! (non vinceranno l’abito)
  • senza fidanzato sì! (arriverà in futuro!)
  • il fotografo è a disposizione di tutte
  • l’abbigliamento è a piacere
  • le concorrenti dovranno rispondere a qualche domanda e poserrano per alcuni scatti
  • imperativo il “divertimento”!!

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LA TAGLIA CONTA IN UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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Mi chiamo Marta, ho 31 anni e sono disoccupata.

Ho lavorato per un periodo come contabile in un’azienda che ha dovuto ridurre il personale. Quindi mi hanno  licenziata.

Sto cercando un impiego in ambito amministrativo ma mi adatterei a qualsiasi altro lavoro. In questo periodo riesco a ottenere pochissimi colloqui di lavoro. E quei pochi colloqui alla fine non vanno bene.

Sono una taglia 48/50. Da qualche mese mi sto convincendo che non vengo scelta a causa del mio aspetto esteriore. E’ stata mia madre a mettermi la pulce nell’orecchio e mi sta suggerendo di mettermi a dieta ferrea (ma io non ci riesco!).

Il problema è che adesso affronto i colloqui con molta più ansia e tensione.

Mi sento giudicata per come sono e non per ciò che so fare. E non capisco se si tratta ormai solo di una mia fissazione. Mi sento in un vicolo cieco.

Scusate lo sfogo ma vorrei sapere se sta capitando o è capitato a qualcun’altra una situazione simile.

Marta