IO, LA MAMMA DELLA BAMBINA CONGELATA, TI RACCONTO IL MUTISMO SELETTIVO

Angela e Flavio si trovano in difficoltà con la loro bambina. Non riescono a comprenderla fin quando non scoprono che è affetta da mutismo selettivo.

Questa è una storia vera. Una di quelle che non sentirai al telegiornale, non troverai nei libri di storia e per questo tanto preziosa. Conosco Angela in una libreria, durante un circolo di lettura. È una persona composta, delicata nei gesti e nelle parole, ogni volta che ci incontriamo percepisco il suo bisogno di parlare. Un giorno scopro che ha una figlia e la invito a uno dei miei incontri con i bambini, ma Angela, in tono confidenziale, mi dice che la bambina non ama la confusione. Quella frase rimane appesa tra noi, così decido d’ incontrarla in libreria, scegliamo un angolo appartato e ordiniamo una tisana (sono fantastiche le librerie con la sala da tè!).

E se come mamma non sono in grado di capire mia figlia?

Continua a leggere “IO, LA MAMMA DELLA BAMBINA CONGELATA, TI RACCONTO IL MUTISMO SELETTIVO”

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

Are you new to blogging, and do you want step-by-step guidance on how to publish and grow your blog? Learn more about our new Blogging for Beginners course and get 50% off through December 10th.

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

AMARE ME STESSA E TROVARE IL SOLE DENTRO DI ME

C è la formula per ritrovare se stessi? Ho conosciuto Vittoria. Un vero uragano. Energia pura e tanta voglia esplodere. Vittoria ama il sole e il mare e crede che in essi ci sia la risposta. Il sole ed il mare sono dentro di noi. Siamo il deserto; pensiamo che non ci sia niente fino a che non ci imbattiamo nelle nostre oasi ed è allora che rinasciamo.

Mi chiamo Vittoria Pasca, ho 27 anni e abito a Porto Cesareo, un paese in provincia di Lecce. Ho sempre desiderato entrare nella community di Curvy Pride. Molti argomenti da Voi trattati sono per me, dei veri e propri punti di riferimento. Con determinazione, in questi anni, ho voluto intenzionalmente migliorare il mio aspetto interiore ed esteriore. Ho sempre avuto molta difficoltà ad accettarmi fino in fondo, ma dopo un faticoso e prezioso percorso, ora posso dire di aver raggiunto un tipo benessere sia mentale che fisico. Tutto è iniziato circa 5 anni fa quando, all’ età di 22anni, ho intrapreso una nuova avventura, iniziando a vivere da sola lontano dai miei affetti più cari. Ho sempre, fin da piccola, avuto un brutto rapporto con il mio fisico. Sono sempre stata bullizzata, discriminata e mi sono sentita non accettata sia dagli altri che da me stessa. Il “difetto” per me più complesso che non riuscivo ad accettare, oltre a vedermi grassa e quindi a non piacermi, era proprio un’assimmetria mammaria lieve e poco evidente, a dir poco INACCETTABILE. Provavo vergogna e ribrezzo nel guardarmi allo specchio. Decisi di non intraprendere nessun tipo di intervento chirurgico, ma accettarmi e migliorarmi con la forza, il coraggio e la determinazione che avevo e che ho. Così con il tempo, piano piano con molta calma e pazienza, ho iniziato ad impegnarmi nel mantenere un ritmo di vita salutare ed a conquistare il mio equilibrio fisico e mentale.

Il mio sogno sarebbe quello di diventare una modella curvy. Vivendo al Sud Italia, ho notato che ci sono poche realtà ed eventi che valorizzano il mondo Curvy e tutto ciò che lo circonda. Si fa fatica a trovare negozi, eventi, fotografi che promuovono il pensiero del body positive. Pertanto, mi piacerebbe sensibilizzare sull’argomento anche questa parte di territorio che tutt’ora ne sembra ignaro e sprovvisto. Sono solo all’inizio di questo percorso, ma decisa ad aiutare e sostenere tutte quelle persone che vogliono accettarsi, migliorarsi e soprattutto AMARSI.

Questo succede quando il Sole che abbiamo dentro tocca il mare di Curvypride.

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono in CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”

INSTAGRAM: 9 CONSIGLI BASE DA CUI PARTIRE PER UN PROFILO DA INFLUENCER ADDICTED

9 consigli base da cui partire per un profilo da influencer addicted

Oggi sono qui per darvi ben 9 consigli per un profilo instagram da influencer addicted e non mancheranno approfondimenti di esperti nel corso di questo articolo.

Mi iscrissi a Instagram nel lontano 2013 e allora avevo un profilo privato, inizialmente pubblicavo sostazialmente foto dei miei figli senza avere un’obiettivo preciso se non tenere traccia per me dei loro momenti. Poi hanno iniziato a crescere e ho deciso di evitare il più possibile la loro presenza sui social. Nel corso degli anni, dal 2018 iniziai a seguire persone “influencer” con messaggi positivi verso l’umanità e a partecipare a qualche evento formativo per estrapolare idee e suggerimenti per migliorare il profilo dal punto di vista estetico, mentre per i contenuti si sa devi avere qualcosa da dire. Ecco che quindi ho raggruppato i vari consigli base da cui partire.

  1. La biografia. Lo spazio a disposizione è davvero poco, con qualche parola bisogna descrivere chi siamo, cosa facciamo, deve essere ben chiaro il nostro messaggio, e a chi ci vogliamo rivolgere. Nella biografia si possono aggiungere hashtag creati o di progetti di cui facciamo parte, possiamo anche citare profili con cui collaboriamo.
  2. la foto profilo. Dato che é davvero una miniatura e non c’è modo di ingrandire (se non navigando in Instagram da PC) è consigliabile scegliere un’immagine bella, pulita, di voi stessi in tutto il vostro splendore (evitate foto dei vostri amici animali o del tramonto a meno che non sia proprio il profilo del vostro amico a 4 zampe).
  3. Il nome. Meglio se le persone vi riconoscono per nome e cognome, se questo però non è proprio ciò che volete potete decidere di inserirlo nel campo “name” visibile quando si clicca “modifica profilo”, in questo modo quando le persone vi cercheremo nel motore di ricerca di Instagram vi troveranno.
  4. Il link. È possibile inserire un solo collegamento a una nostra pagina web, pertanto possiamo mettere il nostro sito o il nostro blog. Se però vogliamo lasciare diverse opzioni come ciò che facciamo o brand con i quali collaboriamo può essere molto valido linktree che offre già svariate opzione con l’account free ma anche instabio.
  5. Le storie in evidenza. E’ importantissimo pubblicare stories in modo da portare i nostri utenti a casa nostra, nel nostro mondo. Sicuramente avremo più argomenti di cui ci piace parlare o condividere pertanto è consigliabile creare delle cartelle rinominate ad hoc con l’aggiunta di immagini di copertina che possano aiutare in pochi secondi a far capire cosa racchiuderà tale raccolta, potete usare un sito di grafica come canva o molto simile crello, ideali soprattutto fuori casa con il cellulare quando non si ha a disposizione i programmi adobe.
  6. Il feed. E’ la bacheca, la visualizzazione che hanno gli utenti quando vedono il nostro profilo, o come vediamo quello degli altri. Instagram a differenza di facebook raccoglie le foto in una griglia che a prima vista è come un poster, una rivista fotografica. E’ importante che la pubblicazione dei nostri post abbiano un senso. Potete pubblicare tranquillamente se avete sempre belle foto o se avete dei testi decidere di dedicarci la colonna di destra o di sinistra o centrale o di alternarli con un schema tale per cui se uno visualizza il vostro profilo troverà ordine. Con l’aiuto di un app come preview potete avere un anteprima prima di pubblicare.
  7. le foto. Essendo un social che punta sull’immagine, esse devono essere di qualità. Se non avete la fortuna di un fotografo in casa dovete improvvisarvi fotografi di voi stessi; potete per cui acquistare un luce bianca su treppiede con telecomandino (per esempio questa su Amazon) in modo da scattarvi selfie come se fossero altri a farlo evitando così la freddezza degli scatti con il braccio che si intravede. Una volta scattata la foto con un app come lightroom potete modificare i colori e decidere che le vostre foto avranno sempre certe tonalità in evidenza, ovvero la vostra palette (siti appositi vi lasciano 1/2 download gratuiti per palette sul bianco, sul nero o svariati stili).
  8. la pubblicazione. Deve essere frequente, se avete attivato un profilo professionale potete guardare le statistiche e decidere di pubblicare in determinate ore. A tal proposito potete approfondire con qualche info di esperti sui social, ne trovate davvero tanti che danno qualche piccola pills gratuitamente.
  9. Gli hashtag. Col tempo stanno avendo meno importanza ma possono essere comunque necessari. E’ consigliabile metterne circa 7 e inerenti al nostro target. Alcuni consigliano di verificare personalmente se l’hashtag utilizzato è stato bannato e quindi oscurato (ne parlo in questo articolo del 2019 qui.). Esistono anche app in grado di suggerirvi alcuni Hashtag classici da inserire.

Ma le influencer cosa hanno da aggiungere?

Alcune ragazze del mondo body positive ho iniziato a seguirle quando ancora erano a 2000/4000 follower e ben lontani dal superare i 10K. Mentre con altre l’incontro è stato più recente. Nel tempo, con costanza hanno saputo fidelizzare i lori seguaci grazie alla loro energia positiva. Ho voluto chiedere cosa fosse per loro importante e vi condivido i lori suggerimenti:

  • @Cinzia.in.wonderland afferma: per lei è importantissimo il rapporto con la community, risponde sempre a tutte le richieste e cerca perfino di aiutare le persone che le scrivono. Aggiunge inoltre che è importante un profilo curato (che faccia la differenza) e chiaro, una persona deve capire di cosa tratti guardando il tuo feed. Inoltre può essere interessante partecipare a progetti congiunti con altre pagine che fanno parlare di te.
  • @nadjalanany confida: per lei è importante trovare ispirazione, fare community, creare relazioni, trovare persone che la pensano come lei.
  • @aeromarti_curvymodel riferisce che per lei è importante che le persone capiscano ed apprezzino il messaggio che condivide oltre che ad essere d’aiuto per qualcuno.
  • @iamdanielamazzaferro secondo lei è importante che le foto siano spontanee con sorrisi e non impostate. Inoltre è necessario essere presenti, attivi per i followers.

profili instagram a confronto

Analizzando i consigli iniziali vi faccio vedere come anche io abbia sistemato e messo in ordine in modo base il mio profilo: @valentina_incolors. Io adoro i COLORI in ogni sua forma ed è per me molto difficile a volte decidere cosa pubblicare, una cosa è certa adoro i sorrisi, l’allegria, la natura e la creatività in generale.

profilo instagram valentina parenti
profilo instagram valentina parenti

*************************************************************

Questo articolo è stato scritto dalla socia, staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita dell’Associazione CURVY PRIDE – APS. Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valentina Parenti (@valentina_incolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

TAKE CARE OF YOU (PRENDITI CURA DI TE)

La malattia è spesso un conflitto tra l’anima e la personalità, si parla quindi di disturbo psicosomatico e sono sicura che l’hai provato almeno una volta nella tua vita.

Ci sono sintomi che non sono altro che allarmi inviati al nostro corpo e che vanno accettati, ascoltati, compresi e mai allontanati; se li allontaniamo si possono trasformare in patologie vere e proprie.

Il corpo grida quello che la mente non vuole sentire o quello che la bocca tace spesso per comodità.

Ho riletto questo estratto di Alejandro Jodorowsky Prullansky (poeta cileno, scrittore, fumettista, regista, drammaturgo) e che con piacere ti riporto:

“…

lo stomaco arde quando le rabbie non riescono ad uscire,

il diabete invade quando la solitudine duole,

il corpo ingrassa quando l’insoddisfazione stringe,

il mal di testa deprime quando i dubbi aumentano,

il cuore allenta quando il senso della vita sembra finire,

il petto stringe quando l’orgoglio schiavizza,

la pressione sale quando la paura imprigiona,

la nevrosi paralizza quando il bambino in noi tiranneggia,

le ginocchia dolgono quando il tuo orgoglio non si piega

…”

Spesso cerchiamo di mettere a tacere tutti questi sintomi con terapie o farmaci, ma ci chiediamo veramente quale sia la fonte del nostro malessere interno? Quali disturbi silenziosi abbiamo?

Se riguardo quell’elenco, ma soprattutto se riguardo nel mio passato, dico: “Questo ce l’avevo, anche questo e quest’altro” e provo un po’ di sconforto. Nello stesso istante però mi ricordo l’evoluzione fatta per non sentirmi angosciata o troppo ipocondriaca (ipocondria detta anche patofobia o ansia da malattia): ho cambiato mentalità nei confronti dei problemi della vita.

Ho un approccio, seppur da migliorare, meno ansioso rispetto a prima. Quello che mi faceva stare male era spesso “l’ansia da prestazione” (e non parlo di quella vissuta dall’uomo nella sfera sessuale, parlo di esami scolastici, lavoro, vita di coppia, perfino l’immagine data sui social) in qualsiasi ambito della mia vita e da cui derivava mal di stomaco, inappetenza, insonnia, mal di testa, palpitazioni.

Quando il mio corpo, anche recentemente, ha sentito questa forma d’ansia, mi ha inviato immediatamente il suo allarme così io ho potuto agire per tempo e soprattutto ho fatto in modo che non si trasformasse in qualcosa che poteva rovinare le mie giornate, ma non solo, anche i rapporti con le altre persone.

Ho imparato a trovare “le soluzioni migliori per me”, ho imparato a vedere alternative, ho imparato a riconoscere il problema e parlarne con chi è più esperto di me.

Quante volte poi nell’arco della mia vita mi sono sentita di azzannare letteralmente un dolce in un momento di crisi sentimentale o di sconforto affettivo! Ecco che dall’episodio singolo è nata una vera e propria patologia di cui vi parlerò nei prossimi articoli.

Consapevole che ognuno di noi reagisce in modo diverso alle situazioni,ti regalo il pensiero positivo che mi segue anche nella vita professionale da infermiera: “La salute è il primo dovere della vita” (Oscar Wilde), perché senza di essa ci saranno altri ostacoli da affrontare e con più difficoltà.

Quindi PRENDITI CURA DI TE E ASCOLTATI!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell‘associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Laura Chiapparini , infermiera, modella e fotomodella curvy; il mio motto di vita è ” SPQR : SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE”
MAIL : fairylaura83@gmail.com INSTAGRAM ACCOUNT laura_kitty_1

PERCHÉ INCLUSIVITÀ NON SIA SOLO UNA BELLA PAROLA

Faccio parte di quelle persone che passano parecchio tempo su Facebook. Un po’ per lavoro, un po’ per svago, il dito scorre velocemente sulla home, finestra di vite vicine e lontane.
Nei miei placidi scorrimenti spesso la mia attenzione si sofferma sui post di una madre che ho tra i contatti, che quotidianamente vedo battersi per il diritto ad una vita normale per la propria figlia.
Ogni giorno percepisco la sua frustrazione verso chi non comprende le esigenze della sua bambina e al contempo l’orgoglio incommensurabile di madre per le quotidiane sfide che la figlia supera solo con le proprie forze.
Poiché essere curvyblogger significa anche raccontare vite reali, ho voluto chiedere a questa mamma, che per privacy chiamerò Raffaella, di narrarmi la sua storia.

Continua a leggere “PERCHÉ INCLUSIVITÀ NON SIA SOLO UNA BELLA PAROLA”