CHI SE NE FREGA DELLA MODA CURVY?

Vi siete accorti di questa nuova rivoluzione in atto?

Vanity Fair “Donne curvy: la rivoluzione è in atto! Si parla sempre più delle donne curvy, una volta soprannominate ‘taglie forti’: e forti lo sono davvero. Dalla moda allo spettacolo, passando per il benessere, ecco perché curvy è bello (e necessario!)” Vanity Fair

Nell’occhio del mirino ultimamente ci sono le curvy. Spuntano calendari, piovono post e stories e i curvy articoli sono ovunque.

“Rivoluzione taglie forti: Tess Holiday la top model curvy che fa sognare” Il Mattino
Donna FanPage
GoWoman
YesLife
“La rivoluzione del fashion word: la moda curvy” Trinity News
“Curvy revolution, una rivoluzione partita dall’Italia e arrivata all’alta moda di NY” Elisa Dospina
it “Rivoluzione curvy, Candice Huffine è la nuova stella della Img Models. Ed è pronta a cambiare il mondo” Bellezza.it

Era ora? Beh sì, era tempo che venissero considerate come moda anche le taglie oltre la 42. Da anni disegno e confeziono outfits, senza contare quale sia la misura. Per me ciò che è importante è l’ambiente a cui è destinato l’outfit o la forma del corpo quale tavolozza su cui dipingere il quadro. Le taglie servono per determinare le circonferenze e nella produzione in serie sono sicuramente un codice fondamentale per gestire la produzione, l’assortimento e via discorrendo. Però non dimentichiamo che sono solo dei numeri. Anche io scrivo di moda e spesso mi rivolgo alle taglie dalla 46 in su, le curvy!

Anche a noi curvy hanno aperto le porte della corte della moda e ci hanno fatto entrare. Entriamo tutte con il nostro bel cartellino curvy. Si sa, l’uomo ama le mode in generale, si innamora di una cosa poi di quell’altra, poi esce una cosa più IN e tutto il resto può diventare OUT. Siamo di gran moda ora! Siamo noi ad essere veramente IN! Siamo le curvy. Non c’è niente di male.

Non possiamo proprio fare a meno di una categorizzazione, di uno stereotipo o di un badge? Per gli amanti del cartellino ci sono grandi novità in arrivo.

Il Fatto Quotidiano

Fat -dall’inglese grasso- e kini -da bikini-. Veramente? Quindi ora non vado a comprare un costume da bagno, vado a comprare un fatkini. Perché il modello del costume cambia a seconda della taglia? Mica ho capito bene…

Facciamo un passo più avanti? Parliamo di moda e basta. Chi sono io per dire questo?  Nessuno. Sono solo una tizia che indossa una taglia 46 che di lavoro e di passione immagina e realizza outfit e ambienti e scrive su un paio di blog.

Facciamocela questa risata. Usiamo pure il fatkini e riconosciamoci curvy  ma sdrammatizziamo lo stereotipo e prendiamoci cura di gestirlo adeguatamente  quando lo incontriamo. Perché in fin dei conti, chi se ne frega della moda curvy?

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Paula Elena Liguori che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell‘Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

DILLO A CURVY PRIDE VINCE LA BENEMERENZA DEL PREMIO MELVIN JONES. VI RACCONTO LA MIA SERATA MAGICA A BOLOGNA

Dillo a Curvy Pride vince la benemerenza del primo concorso letterario Melvin Jones indetto dai Lions di Ferrara. Vi racconto la magia di una serata d’estate a Bologna.

“…E a ritirare il premio, Fabiana Sacco!” Quando ho sentito il mio nome è stato bellissimo, emozionante. Chi mi conosce lo sa che sono sempre abbastanza disinvolta in società ma questo evento è stato qualcosa di diverso, qualcosa di unico, che non avevo mai vissuto prima. Essere in quel salone meraviglioso con attori, scrittori, giornalisti e autorità mi ha fatto tremare le ginocchia! Il nostro libro DILLO A CURVY PRIDE era tra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Nazionale Melvin Jones, intitolato ‘Talento, ambizione, filantropia per migliorare il mondo’ e si è portato a casa una benemerenza che la giuria ha voluto riconoscerci per il grande contributo sociale apportato con le nostre storie di vita. Ma cominciamo dall’inizio.

Le emozioni sono appena cominciate, la benemerenza Melvin Jones mi apre le porte di un palazzo storico

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LO SGUARDO CON CUI CRESCI (storia di attesa alla fermata dell’autobus).

Adriana non ha la patente e trasforma il tempo in attesa dell’autobus in momento di riflessione su se stessa. L’incontro con sconosciuti passeggeri diventa motivo di crescita. Dentro di lei, sempre presente, lo sguardo amorevole e incoraggiante di sua madre.

Questa è una storia vera. Una di quelle che non sentirai al telegiornale e non troverai nei libri di storia. Una di quelle che fanno la vita di tutti i giorni.

A Roma, in agosto, il caldo ammorbidisce l’asfalto e i tacchi lasciano il segno sul marciapiede.  Adriana ha dimenticato a casa gli occhiali da sole e alzando lo sguardo verso il display della fermata dell’autobus abbassa la falda del cappello. Il display è rotto. Non è dato sapere se l’autobus è passato o sta passando. Si guarda intorno, tre persone in attesa. Adriana non ha mai voluto prendere la patente. A lei piace incontrare persone, ascoltare storie e tutto questo non puoi averlo seduto nella tua macchina. Ma girare a Roma con gli autobus è un’impresa di grande tenacia, soprattutto in agosto. Sul marciapiede di fronte una mamma spinge un passeggino. Il bambino le dice qualcosa, lei si ferma e Adriana pensa “Ora gli dà il cellulare in mano per distrarlo.” E invece no. La giovane donna si china sulle ginocchia davanti al bambino, sorride, lo guarda negli occhi e quell’atteggiamento di cura e amore riporta Adriana a un tempo lontano. Un tempo in cui quello sguardo era su di sé.

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LE PROFESSORESSE GIUSTE di Vanessa Spada

Durante la sua vita la nostra Vanessa ha incontrato alcune donne davvero speciali che l’hanno compresa e hanno tirato fuori il meglio di lei. Oggi le ringrazia e si lascia ispirare dal loro esempio.

Vanessa è entrata nella mia vita per caso. Avete presente il classico “fulmine a ciel sereno”? Ecco, proprio così. So che usare sempre frasi fatte non va bene, ma quest’amicizia è nata in questo modo, senza preavviso. Forse con alcune persone abbiamo più cose in comune di quanto non ci immaginiamo. Forse quest’ anno così assurdo può lasciarci in eredità cose inaspettate o forse, semplicemente, Curvy Pride ha fatto la sua magia e ci ha avvolte con la sua aura, catapultandoci in un mondo che non sapevamo esistesse. Abbiamo scoperto che la scrittura è un ottimo modo per comunicare e che ci permette di di far emergere i nostri pensieri.

Vanessa si racconta al nostro blog

“Se non riesci a dirlo, scrivilo!” Così mi disse mia madre, quando ero appena adolescente e le confidavo il mio malessere nel non riuscire ad esprimere quello che sentivo. Da allora feci tesoro del suo consiglio, scrivendo diari dove scaraventavo la confusione che si creava nella mia mente, scrivendo riconoscenti lettere alle amiche con le quali mi sentivo vista e poesie d’amore, mai consegnate ai ragazzi su cui fantasticavo.
Questo scrivere mi ‘sistemava’, districava quest’ammasso di emozioni e pensieri esoprattutto mi faceva sentire reale.
Frequentai l’Istituto Alberghiero a Casal Bruciato, dove ebbi la fortuna di avere una professoressa d’italiano che riconobbe in me la necessità di essere
guidata e la voglia di esternare ciò che sentivo. Tra una lezione e l’altra, un giorno, mi prese da parte e mi disse: “Tieni, leggi questo libro, è una storia d’amore, ti piacerà!”. Lo lessi in una notte, sentendomi grata e sbalordita dalla capcità che quella donna aveva avuto di vedermi per davvero.
A giugno del secondo anno, dopo una gita alla fonte dell’acqua Egeria, dove ci regalarono delle t-shirt, pensammo di scriverci una dedica di fine percorso, visto
che l’anno seguente ci avrebbero smistati in classi diverse, a seconda della specialità scelta da ognuno.

Chiedemmo anche ai professori di rilasciarci una dedica e la mia prof. di ricevimento scrisse “Aggredisci la vita, non le persone!” con tanto di smile. Io, che ero estremamente suscettibile in quel periodo, rimasi attonita di fronte a quelle parole. Mi ricordo proprio l’istante, la ventata che fece spalancare ‘sta finestra nella mia testa.

Per un lungo periodo fu la frase che condusse molte delle mie azioni. Non voglio farti pensare che divenni una specie di “Buddha de borgata”, che con i gomiti nel fango avanzava e sopravviveva alle tempeste ormonali… no, caro lettore, per molti anni continuai ad intermittenza ad aggredire quando non capivo.
A 21 anni approdai a Londra, più precisamente a Manor Park, dove feci la ragazza alla pari, in una famiglia italo-inglese, composta da Claudia, la mamma di Z. e G.. Claudia era una donna accogliente e il suo sorriso emanava una ricerca alla gioia che avrebbe influenzato anche il più depresso e introverso degli uomini. Parlammo a lungo e volentieri di arte, musica e libri. Mi consigliò numerosi libri che lessi con avidità, trovando in ognuno quello che cercavo, non sapendo nemmeno di averne bisogno. In una delle numerose conversazioni, mi disse: “Per me è molto importante mantenere le amicizie, nonostante la distanza e questa vita super busy”. Lei era nata in Inghilterra ma cresciuta a Testaccio, trasferitasi a Londra dopo la maturità; aveva amiche sparse tra Barcellona, Berlino, Italia e Irlanda e nonostante le migliaia di km che le divideva, il loro non era un rapporto a distanza, per lo meno con il cuore.
Quando tornai a Roma, a 23 anni, conobbi Roberta, cugina del mio fidanzato di allora. Se mi chiedessero di dare un volto all’empatia incornicerei uno dei suoi sorrisi. Lei, sociologa e autrice di numerose pubblicazioni, appena mi vide disse una cosa della quale ancora rido: “Ma questa non è troppo bona per te, Gianlù?!”
Ovviamente s’instaurò un rapporto fondato su una profonda complicità e fiducia, tanto da avermi permesso di diventare la compagna di giochi dei suoi figli, nonostante io e suo cugino ci lasciammo con leggerezza.

In tutti questi anni lei è stata la mia più grande fan e mi ha sempre incoraggiata a vedermi, nonostante io non mi sentissi in gradi di farlo. Ora ho 31 anni e vivo a Tavon, un piccolo paese circondato da montagne e boschi in Val di Non.

Qualche tempo fa ho conosciuto Curvy Pride e, durante un incontro online sull’autostima, la sensazione che ho avuto è stata quella di avere di fronte a me tutte le donne della mia vita, o, come mi piace chiamarle, le professoresse giuste!
Quelle che negli anni mi hanno aiutata a capirmi, a scoprirmi, ma soprattutto ad amarmi.
Questo scritto è dedicato a voi, alla vostra capacità di amare in forma gratuita e senza aspettative chi, come me, ha la fortuna di inciampare in questo meraviglioso gradino dal nome “Curvy Pride”.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”

CURVY JUMPSUIT, TUTE TRENDY ALLA RIBALTA

Vediamo insieme quale modello di jumpsuite è il più adatto alle varie forme del corpo. Parliamo anche di reggiseni da abbinare, per un look davvero comodo e valorizzante.

Dal 2017 sono in rimonta le tute monopezzo, in inglese jumpsuit. Questo capo non è solo per le “magre” ma con qualche accorgimento al taglio è perfetto anche per un fisico curvy! La linea giusta della tuta mette in  risalto i punti forti, ammorbidisce la silhouette, aiuta a rendere omogenee  le curve e poi, ammettiamolo, è molto pratica. L’unico neo è quando dobbiamo usare la toilette, perché è necessario sfilarla dall’alto. Indossare la scarpa adatta è fondamentale: se la tuta è corta o con le gambe del pantalone classico, a tubo o sigaretta, vanno bene anche le scarpe basse o sportive. Se la tuta è lunga è preferibile utilizzare scarpe più alte, anche con plateau o zeppa; se la tuta ha le gambe del pantalone larghe è meglio che la scarpa sia alta.

Usate gioielli adeguati, non esagerate nelle dimensioni delle collane e degli orecchini, soprattutto se avete un fisco a mela. Scegliete la jumpsuit della taglia giusta! Se è troppo larga “ingrossa” e se è troppo stretta “insacca” e accentua i rotolini. Abbiamo preso in considerazione l’idea di iniziare ad abituarci -se non siamo avvezze- a linee di abbigliamento più sinuose, femminili e, perché no? un po’ più glamour. Forse non molto spesso valutiamo l’idea di outfit con questo capo, ma alcuni modelli di jumpsuit ed alcuni tessuti valorizzano davvero molto i fisici curvy.

Fondamentale  è scegliere l’intimo giusto, l’intimo è l’amico segreto  delle curve, modella, sostiene e rende la figura più affusolata. Per questo ho chiesto il parere di Mirella Marenco, esperta in corsetteria e  intimo femminile. Il suo punto di vista ci aiuterà a capire cosa dovrebbe essere messo sotto alla tuta per ottenere una migliore silhouette. Abbiamo fatto una diretta su Instagram dal profilo ufficiale di CURVY PRIDE – APS, troverete il link per vederla al fondo dell’articolo. ed

Passiamo ai modelli di jumpsuit che abbiamo analizzato nella diretta. Esiste un tessuto di cui abbiamo parlato che rende giustizia ai fisici curvy che si chiama scuba: è sostenuto, leggermente elastico, è consigliato anche a chi ha tanto seno e soprattutto non segna!

  • Ecco il primo modello di jumpsuit che vi propongo:

Questa linea dona maggiormente a chi ha il fisico a pera -più largo nei fianchi- a chi ha tanto seno da sorreggere e desidera stare più comoda e a chi ha il fisico a clessidra -seno e fianchi di simile circonferenza e con vita stretta-.

Alcuni punti possono essere modificati con pinces e pieghe per adattare il modello alle varie fisicità, stringere o allargare.

Per il fisico a mela molto pronunciato nella parte superiore, dovrebbero essere fatte delle modifiche alla linea, altrimenti si rischia di ingrossare ulteriormente la parte alta e considerato che poi cade un po’ largo anche sotto, il risultato non sarebbe dei migliori se non si modificasse un po’ il taglio.

Il reggiseno adatto a questo tipo di jumpsuit è un tipo a fascia (io ho la quarta misura e li uso, reggono, anche se stringono un po’).

  • La SECONDA jumpsuit che ho scelto per voi segna molto il seno, è adatta a fisici “a pera” e “a clessidra“. Poco adatta a chi ha davvero tanto seno o ai fisici “a mela”, per  poterla adattare sono necessarie delle modifiche.

Il reggiseno consigliato per questi modelli è la bralette, che divide bene il seno e accompagna la scollatura. Questo modello è di Serim.

  • Il reggiseno consigliato per questi modelli è la bralette, che divide bene il seno e accompagna la scollatura. Questo modello è di Serim.
  • La TERZA jumpsuit proposta si adatta molto bene per i fisici “a mela“, cioè quelle forme che hanno parte superiore più grande e spesso rotondeggiante o quadrata. Se le gambe sono molto magre, non esagerate a stringere le gambe dei pantaloni.

Alcuni accorgimenti possono essere fatti a seconda della divesa conformazione “a mela”. Possono essere allargate le circonferenze delle gambe, aggiunta una fascia più importante in vita o modificate le maniche.

Ovviamente i colori e le fantasie possono cambiare, si può scegliere quelli più adatti a noi.

Il modello di reggiseno adatto alla jumpsuit qui sopra è decisamente con ferretto. C’è necessità di valorizzare il seno al fine di armonizzare la figura. Attenzione al posizionamento delle spalline, si possono anche agganciare alla spalla della jumpsuit per assicurarsi che non si veda.

I vari tipi di forme del corpo sono trattate nel mio articolo precedente.

***BONUS***

Aggiungo un altro modello che non abbiamo visto durante la diretta per mostrare che anche chi ha tanto seno può portare una jumpsuit scollata, ma preferibilmente con incrocio dei tessuti sotto al seno, a patto che si indossi un reggiseno specifico, scollato, con coppe resistenti e spalline ad intreccio dietro la schiena.

Per questa bella jumpsuit il reggiseno adatto non deve essere alto davanti e deve avere il ferretto e, come già precisato, con le spalline che incrociano dietro. Questo modello aiuta a creare un bel décolleté che anche qui è il punto forte! Il modello delle foto è Serim.

Bene ragazze, siamo alla chiusura dell’articolo.

Potevo non sottolineare nuovamente le magie delle pence? 😉

Piazziamone qualcuna nel punto giusto!

Inoltre confermo la mia disponibilità nel dare delle mini lezioni gratuite focalizzate sulla creazione di pence, oppure scrivetemi se volte qualche ragguaglio sugli outfit!

Fatemi sapere se volte approfondire qualche argomento in particolare, scrivetemi!

🤗Un abbraccio! A presto!

Credits photo: Asos – Elami – Serim

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Paula Elena Liguori che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell‘associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Paula Elena Liguori Couturier per una moda senza stereotipi!
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