#MyCurvyPride: GAIA MOSCHETTI

Chi sei? Mi chiamo Gaia, ho 23 anni, lavoro nel negozio di calzature di famiglia, studio Scienze della Moda e del Costume a La Sapienza, collaboro con giornale, infatti un’altra delle mie più grandi passioni è la scrittura oltre che la lettura, ho ripreso dopo 4 anni a fare teatro, mi piace viaggiare e di tanto in tanto lavoro come modella o hostess.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è quasi uno stile di vita, non racchiuso solo nell’evento in sé per sé, ma nelle vita di tutti i giorni. Ogni giorno dovrebbe essere un Curvy Pride nel nostro piccolo, ogni giorno mi metto in prima linea per difendere la bellezza genuina delle donne, sincera, non malata.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Anni fa ero molto più magra, appena misi qualche kilo, mi è stato quasi vietato di partecipare a concorsi o che perché “erano magre e dovevo dimagrire, se no erano brutte figure” e così abbandonai la moda. Per la pallacanestro, invece, avere un fisico “importante” serviva, ma in realtà non mi sono mai sentita molto a disagio, è la concezione sbagliata degli altri che me ne provocava.

Come hai reagito? Ma nulla, la mia vita andava avanti, piccole soddisfazioni me ne toglievo e poi ho perso quasi 10 kg senza accorgermene, iniziando a limitare alcolici, a mangiare più sano, a fare sport di nuovo (lasciai la pallacanestro per un problema al ginocchio).

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Il parere altrui spesso così come ti distrugge ti può far risalire a galla. Alta 1,83 con una taglia 46/48, iniziai a notare che le persone mi guardavano e non facevo schifo, anzi ero apprezzata. Il problema era, ripeto, le persone di questo mondo strano “moda” e di quelle che se ne lasciano influenzare, così ho ripreso a volermi bene.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza spesso aiuta, inutile negarlo, ma nessuno è brutto, tutti abbiamo qualcosa che ci rende unici e quindi belli. Ma con una buona faccia ci vuole anche una buona testa, se non hai quella arrivi poco lontano. Nella mia vita, ha contato molto in alcune occasioni, ma in tutto quello che mi sono guadagnata poco. Ho studiato,(e studio), mi sono sempre data da fare al 101%, senza mai credere di essere migliore di altri, anzi, spesso ho cadute di autostima!

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Non ne ho uno in particolare potrei citarne milioni. Sophia Loren, puteolana come me; Nicole Kidman perché mi ha fatto sognare con l’interpretazione in “Moulin Rouge!”; la Sandrelli perché la stimo e apprezzo che a differenza di molti attori e attrici non sia super rifatta e continui a mantenere una bellezza unica. Per i maschili ce ne sono alcuni ma preferisco i tratti mediterranei, magari capelli ricci, occhi verdi..

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei abbattere tutte le barriere, vorrei che per una volta fossimo guardate in fila da una taglia 40 a una 60 con gli stessi occhi senza pregiudizi, ma ricchi di ammirazione.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Ma non saprei, credo le gambe lunghe però!

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Mi viene in mente la frase “al mio segnale, scatenate l’inferno” con tutte pronte per correre per le piazze e lanciare palloncini in aria con la scritta “CURVY PRIDE”…

Una frase che ti rappresenta?Si vive una sola volta e viviamocela bene“.

 

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