LA SOLITUDINE NON È UNA MALATTIA

Come una goccia d’acqua in un vaso….la senti cadere giorno dopo giorno finché col passare del tempo il vaso si riempie…e l’acqua fuoriesce incontenibile!

Vedo cosi la solitudine che con gli anni mi ha fatto rinchiudere in me stessa.

Sono Tiziana, una donna di 49 anni, sono mamma di due splendidi adolescenti e sono una donna dalle forme morbide, che oggi chiamiamo Curvy .

Diciamo che sono nata magra, nel senso che le mie curve sono iniziate a spuntare in un determinato periodo della mia vita, ma non voglio con questo articolo raccontarti e annoiarti con tutta la mia storia personale.

Voglio invece raccontarti di come mi sono trovata sola ad un certo punto della mia vita, di come ho sofferto questa solitudine, e di come ho poi capito che non è una malattia e quindi che da sola potevo farcela a sconfiggerla.

Sono sempre stata una donna molto solare, dal sorriso facile, non ho mai avuto problemi a fare amicizia, ho sempre approcciato le persone con umiltà, serenità, buona fede, ho sempre amato fare nuove amicizie conoscere gente diversa, lo considero un arricchimento personale.

Detta così posso sembrare una persona tutt’altro che sola…anzi l’immagine che do è di una persona piena di amicizie vita sociale, insomma una vita da favola.

Non è esattamente cosi, quella goccia di acqua nel vaso, giorno dopo giorno mi ha riempito il cuore di solitudine.

Ho iniziato a rinchiudermi in me stessa da quando per la prima volta da giovane avevo più o meno 24 anni mi è stata detta la frase cosi gentile dal mio fidanzato di allora “ma questa brutta pancia la levi??” facile a dirsi ma non è esattamente cosi che funziona, non si tratta di togliere uno zainetto dalle spalle sfilando le cinghie!!

Quando iniziai il mio primo lavoro il dottore dove lavoravo mi chiamava “la culona”.

Continuando negli anni potrei raccontarti mille episodi:

  • ci fu la volta che andai a fare un colloquio di lavoro, feci test e colloquio orale, passai il tutto in maniera eccellente, ma quando mi chiamò il titolare queste furono le parole : “lei è un ottima persona molto preparata peccato che sia una palletta di ciccia!!”
  • Ci fu la volta in cui il posto di lavoro lo ottenni, ma al momento di farmi la divisa mi venne detto: “senti della tua taglia purtroppo non ho camicie puoi dimagrire una decina di kg in pochi giorni? Altrimenti diventa un problema”
  • Ci fu quella volta  al bar, dove una mamma delle amichette di mia figlia, inopportunamente fuori dal contesto della conversazione, si girò verso di me dicendo: “ma tu quando hai iniziato a prendere peso? Hai mai provato a dimagrire? Ti ci sei mai messa con la testa?”

L’elenco è lungo e doloroso, una goccia dopo l’altra….che mi ha portato a rinunciare…

  • Rinunciare a fare colloqui di lavoro
  • Rinunciare al caffè con le amiche
  • Rinunciare ad uscire di casa
  • Rinunciare…e quindi rinchiudermi in me stessa

Perché mi sentivo diversa non adeguata sbagliata!!!

Ho iniziato una lunga lotta col mio corpo per cercare una normalità, quella normalità che non mi apparteneva ma che vedevo nella testa e negli occhi delle persone che mi circondavano.

Fino a quando è arrivata la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso, quando oltre che esclusa mi sono sentita anche sfruttata, perché pur di essere accettata ero sempre disponibile ad aiutare tutti senza chiedere nulla in cambio, fin quando ho avuto bisogno io di aiuto e nessuno era disponibile.

Ed è esattamente in quel momento che mi sono resa conto di essere sola! Nel momento che ho avuto io bisogno di aiuto non c’era nessuno disponibile, avevano tutti troppo da fare, ero l’invisibile della situazione, mi sono resa conto che se a telefonare non ero io, quel telefono non squillava, se ad invitare non ero io, quegli inviti non erano contraccambiati, se avevo necessità io di disponibilità non c’era mai tempo.

Il tempo delle mie rinunce era già avviato, e quindi dopo aver perso il lavoro mi trovavo a casa perché non volevo affrontare altre umiliazioni ai colloqui di lavoro, non andavo in palestra perché non volevo essere l’oggetto delle chiacchiere sottovoce negli spogliatoi, non andavo più al bar la mattina dopo aver accompagnato i bimbi a scuola per evitare quelle domande imbarazzanti.

Cosi all’improvviso una grande solitudine è piombata nella mia vita nel mio cuore, la sofferenza è stata devastante, ho passato giornate intere guardando nel vuoto e sentendo nella mia testa solo un’unica cosa: ”sono sola”.

Ma dovevo reagire per i miei figli, perché la mia infelicità era contagiosa, dovevo reagire perchè la vita è una ed è facile sprecarla.

Fu una frase detta da mio figlio che mi destò dal mio stato, mi disse: “mamma se tu sei triste sono triste anche io perché non ti vedo più ridere!!!” In quel momento ho capito che la mia felicità non poteva e non doveva dipendere dagli altri!

All’inizio ho imparato ad ascoltarmi, a convivere con me stessa apprezzando quelle piccole cose che la solitudine mi regalava, mangiare un piatto di pasta ascoltando musica, piuttosto che leggere un libro in completo silenzio o anche andare in giro per la città nei vicoli più impensati. Ma l’uomo è un animale sociale e ha quindi bisogno dei suoi simili. Per tornare a star bene ho cercato dentro di me quella forza che mi permettesse di rinunciare a….”Rinunciare”. Ho iniziato a chiedermi cosa veramente volessi, cosa mi piaceva quali erano i miei desideri le mie passioni, tutto quello che avevo sommerso per non affrontare il mondo.

Ho scoperto cose di me che non sapevo di avere, grandi capacità che non pensavo di avere, ad esempio che ero brava con la tecnologia, mi sono riscoperta una brava cuoca, mi sono riscoperta una donna dalle mille sfaccettature.

Cosi ho iniziato da dove volevo ripartire, non volevo intorno persone che non mi apprezzavano per quella che ero, non volevo persone che sfruttavano solo la mia grande bontà, pian piano ho lasciato andare tutte queste persone mi sono resa conto che non avevo bisogno di gente così nella mia vita, piuttosto era meglio stare sola e ho selezionato chi veramente volevo vicino a me.

Il secondo passo è stato ricominciare a valorizzarmi come donna, ho cambiato pian pianino il modo di vestire scegliendo cose più morbide ma che valorizzavano la mia figura , ho ricominciato a truccarmi per vedermi più colorata e meno grigia davanti lo specchio, ho tagliato i capelli, ho ricominciato a curare il mio aspetto estetico e ho pian pianino ricominciato a vedermi meglio e a guardarmi allo specchio con amore.

Ma la cosa più importante è che ho ricominciato a curare il mio aspetto interno, se non mi volevano nel mondo del lavoro, bene, ho capito che il lavoro dovevo crearmelo io ripartendo da quello che era la mia indole, da quello che più mi piaceva fare.

Ho investito su di me facendo dei corsi, per cercare la mia strada, ho ricominciato ad uscire di casa. Da cosa nasce cosa e ho scoperto che per fortuna non tutte le persone sono uguali, sono nate nuove amicizie con persone molto più profonde, e ho capito che chi si nasconde dietro ad una critica lo fa per una sua insicurezza personale per sentirsi più forte.

La profondità di una persona disarma! e quando sei disarmato attacchi per non essere attaccato!

Sul mio cammino di rinascita ho incontrato l’associazione Curvy Pride, e qui ho scoperto un mondo di persone che guardano oltre. Oltre ogni fisicità, oltre ogni pregiudizio, dove chiunque può esprimersi come vuole rispettando ogni tipo di fisico o disabilità o pensiero.

La cosa fondamentale in questo mio cammino è che ho imparato che la solitudine non è una malattia, che si può uscirne partendo da se stessi, dai propri valori dalle proprie necessità. Ho imparato che apparire non è essenziale, che il mondo è bello perché vario e devo essere io a scegliere chi voglio nel mio mondo per sentirmi bene sempre con me stessa.

Oggi sono una donna felice mi sto realizzando professionalmente sono diventata una coach e anche una networker, sono una mamma felice, e quando vedo i miei figli orgogliosi di me so che ho fatto un buon lavoro.

Il mio motto è: “NON C’E’ NIENTE CHE IO NON POSSO FARE”, mi amo e mi voglio finalmente bene, adoro stare sola in tanti momenti, ma adoro ancor di più conoscere persone che la pensano come me!!! Esci dalla Rinuncia lascia andare chi non ti apprezza, là fuori c’è un mondo che ti aspetta!!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Ciao, sono Tiziana Bernardini.
Per varie vicissitudini della vita
ho deciso di fare la mamma a
tempo pieno e quando i figli
sono diventati grandi e autonomi
ho deciso di riprendermi in mano la mia vita,
mi sono rimessa in gioco, sono diventata una coach e collaboro anche con un’ azienda
che si occupa di benessere.
La mia soddisfazione più
grande è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com

Autore: Tiziana bernardini

Coach networker, socia attiva di curvy pride e blogger

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