STORIA VERA: UNA PERSONA CHIAMATA “SASSO”

Mi chiamo LAURA ed è da quando ho ricordi delle  scuole elementari che provo sulla mia pelle il body shaming .

Ho sempre avuto la “forma tonda” ed  anche da piccola ero la bambina più in carne della classe.

Sicuramente anche la costituzione conta molto ma ancora non lo capivo, anzi, a dire il vero sono stati  i “grandi” a farmi sentire inadeguata a quell’epoca.

Ricordo ad esempio alcune frasi dette da qualche adulto nelle partite di basket, che peraltro mi piaceva come sport, frasi del tipo: “al massimo potrà fare la raccattapalle” evidenziando sia la scarsa agilità, sia  la bassa statura.

Una cosa che mi aveva messo in imbarazzo e che mi ha fatto odiare poi tutta l’attività ginnica e sportiva è stato quando, in quarta elementare, ho iniziato un corso di nuoto ed ero stata messa nella categoria dei “sassi” ossia oggetti tondi e pesanti che non riescono a galleggiare perché non ne sono in grado .

Ecco come sentirsi umiliati in mezzo secondo! oltretutto eravamo lì per imparare a nuotare e non per fare gare olimpioniche!

Con il tempo ho capito che a volte anche solo certi nomi possono fare la differenza sull’ apprendimento di un bambino, tanto è vero che, se già avevo vergogna a mettermi in costume, figuriamoci a frequentare le lezioni di nuoto!

Morale: non ho mai imparato a nuotare ; e tutto per colpa di una stupida categoria in cui ero stata inserita.

A mia mamma alcune amiche dicevano che avevo un bel viso che ha ma avrei dovuto dimagrire un po’ e questa è stata la frase epica da sempre!! Provavo un fastidio inaudito  e perché ero piccola, altrimenti adesso saprei io come rispondere …

Non parliamo poi dell’adolescenza che è stata disastrosa! Soffrivo di desquamazione cutanea al cuoio capelluto , probabilmente per la fase di sviluppo  e ho dovuto tagliare i miei lunghi capelli a “caschetto” (per favorirne la pulizia quotidiana anche con shampoo secco ) quando hanno ricominciato a crescere  crescevano in larghezza e non in lunghezza .. praticamente il nome “testa di fungo” mi ha seguito per un intero anno scolastico .

Alle medie giravo per i corridoi della scuola con un cappotto verde e blu, peraltro di seconda mano  per nascondere il mio corpo che visualizzavo come un  grosso cumolo di grasso .

Anche in quel caso non avevo ancora capito che, essendo l’ unica a portare un cappotto in pieno corridoio, invece di diventare invisibile agli occhi degli altri  ero quella più soggetta a derisione e facce disgustate .

Alle superiori il body shaming è passato dal corpo al cervello… ero molto brava a scuola  e c’erano diverse   ragazze che mi odiavano per questo .. in una occasione mi hanno picchiato perché non suggerivo nei compiti in classe.

Poi il mio corpo si è trasformato  quando, più consapevole di me stessa, con una dieta e il prezioso sostegno di mia mamma (che dalle elementari mi ha sempre seguita perché i primi disturbi alimentari li ho avuti da molto piccola), ho assunto un’alimentazione corretta  ed uno stile di vita più sano.

Ero felice, ma sempre con quella idea che dovevo piacere agli altri e non a me stessa.

Di conseguenza, una volta che da bozzolo sono divenuta farfalla, ecco che ho subìto bullismo al contrario! In pratica, a detta di qualche mia compagna di classe,  io avevo i bei voti dei professori perché ero piacente e con un bel sorriso e non perché passavo ore ed ore sui libri a studiare! Così come per il lavoro che sembra sempre che se sei più carina sia più facile trovare il posto; beh, oggi sono infermiera e garantisco che non serve essere una “gnocca” ma serve essere pronti a tutto , professionisti preparati in tecniche di ogni tipo e avere molta molta pazienza e umanità.

L’ultimo atto di body shaming che ricordo risale a qualche anno fa, quando, ad una sfilata di moda curvy e non, un ragazzo si è coperto gli occhi con le mani mentre sfilavo in passerella e mi sentivo molto orgogliosa di me e del mio corpo che oggi amo.

Non mi sono arrabbiata, mi sono solo molto rattristata per lui, perché  ho capito che nella sua testa non aveva ancora accettato che la bellezza sta nella diversità  e che ognuno di noi è “portatore sano” di qualità e caratteristiche uniche e meravigliose!!

E voi avete la vostra storia da raccontare? Vi ritrovate nel racconto che ho scritto? È capitata anche a voi questa discriminazione per il vostro corpo ?

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Ringraziamo tutti i soci e le socie che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

LAURA CHIAPPARINI, INFERMIERA E FELICEMENTE SPOSATA. IL MIO MOTTO DI VITA è “SPQR”: SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE !!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...