Il mio mondo in Pink!

Per aggiungere colore e gioia alla mia vita ho iniziato a accettare colori a me ostili..

Se penso al passato avevo una vera è propria fobia verso alcuni colori.. in particolar modo per il rosa! Vi chiederete ma come mai?

Beh, non è poi così difficile. Da bambina avevo interesse per diverse cose soprattutto maschili. Avrei voluto giochi come la pista da macchinine e intraprendere una carriera da motociclista. In famiglia però tutto questo non era ben visto perché ero una femmina. Il sentirmi dire “No, sei una bambina”, e no, “sei una donna” mi ha portato ad amare l’azzurro considerandolo nel subconscio un colore da uomo e di fatto fino ai 25 anni anche il mio armadio era monocolore.

Per chi mi conosce ora, che mi vede sempre con colori accesi e vivaci, è sicuramente una scoperta.

Facciamo qualche cenno di storia: Spesso non si ricorda l’origine del significato del colore perché scivola nel folclore e nella convinzione che “è sempre stato cosi” come il blu per i maschi e il rosa per le femmine. Questa scelta si ripete cosi spesso da sembrare naturale, e biologicamente predisposta ma in realtà è molto più recente. Per secoli, in Europa e in America i BAMBINI NON INDOSSAVANO ALCUN COLORE, portavano camice bianche. Era una questione legata alla praticità. il bianco si poteva pulire e disinfettare più facilmente con la candeggina prima che si imparasse ad usare il bagno in autonomia.

All’inizio del XX secolo, bambini e bambine iniziarono ad indossare i colori, il BLU era considerato delicato e appropriato alle femmine mentre il ROSA (essendo associato al rosso ovvero alla mascolinità) era ritenuto un colore più forte ed audace e, quindi, più adatto ai maschi.

Dopo la seconda guerra mondiale, alla fine degli anni ’40, tutto questo si ribaltò. Il perché resta un po’ un mistero, ma sembrerebbe che un grande magazzino americano lanciò una campagna a favore del rosa per le femmine e del blu per i maschi. Una vera campagna di marketing che rese più facile la produzione di merce in DUE COLORI e questo divise il mondo tra rosa e azzurro.

Ma la storia del rosa non finisce qui e approfondiremo, magari, in un altro articolo.

Tutto questo per dirvi che, inconsciamente, avevo maturato un odio profondo per il rosa perché veniva considerato da “femminuccia” e io non volevo essere etichettata tale. Le mie amiche lo adoravano, io lo ritenevo ripugnante.

Col tempo poi ho maturato attrazione per il colore rosso (un colore mascolino) associato non solo alle sensuali pin-up della Coca-Cola, ma anche a moto, e auto (tanto che la prima auto che mi regalarono fu una 500 rosso Ferrari)

Con gli anni l’ approccio nei confronti del mondo dei colori cambiò e un fattore determinante è stato l’incontro con CurvyPride e la sua maglietta fucsia. Non nego che all’inizio ero un po’ riluttante in questa tonalità, ma mi accorsi che quel tipo di colore, con grande stupore, mi donava, ravvivando perfino il colore dei miei occhi e a poco a poco ho iniziato a fare pace con il rosa, amandone ogni sfumatura.

Da allora, dal 2018, a poco a poco ho iniziato a introdurlo nella mia quotidianità con vasi per i fiori, scarpe col tacco, cappotto, nelle pareti della lavanderia, nelle persiane della mia casa. Incuriosita da questi cambiamenti di me stessa ho iniziato a studiare la psicologia dei colori e a chiedermi: quali colori mi fanno sentire felice?

Durante la ristrutturazione della mia casa ho riflettuto su quali colori utilizzare per infondere ricordi allegri e felici. Il modo in cui vediamo il mondo plasma chi scegliamo di essere e scegliere determinati colori avvincenti può cambiarci la vita in meglio. Pensando a come arredare casa sono arrivata alla conclusione che il colore bianco sporco delle pareti mi dà fastidio e ho iniziato a desiderare ambienti più luminosi, ma non solo per ragioni estetiche, ovvero ho notato gli effetti positivi e negativi che il colore ha sulle emozioni, mie soprattutto: il blu mi fa sentire calma, il rosso mi da energia, il verde mi rigenera a mente, il fucsia mi dà allegria e i monotoni (grigi, beige) mi fanno sentire priva di ispirazione o addirittura triste.

Dopo aver letto la mia esperienza vi sfido a raccontarmi quale colore considerate nemico e perché? Cosa vi evoca, quali emozioni? Parlarne con qualcuno potrebbe inaspettatamente farvi cambiare idea.


***********

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e collaboratrice dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...