QUANDO SCOPRI CHE UNA VITTORIA PUO’ AVERE IL SAPORE AMARO DI UNA SCONFITTA.

Flavio, 11 anni, vince le elezioni come rappresentante di classe, ma alcuni compagni si prendono gioco di lui. Riuscirà a cavarsela?

Questa è una storia vera. Una di quelle che non sentirai al telegiornale e non troverai nei libri di storia. Per questo ancora più preziosa. Sembrava una cosa bella quand’era accaduta, come quelle che vedi nei films. Aveva vinto le elezioni ed era stato eletto rappresentante di classe. L’idea di candidarsi non era stata sua, figurarsi! Lui, Flavio Pacifici, undici anni, non era di certo il ragazzino più popolare della classe, ma la maestra si era detta sicura che poteva rappresentare i compagni in modo degno.

Una vittoria per una lezione di democrazia

In modo del tutto inaspettato anche per lui, Flavio aveva vinto. I compagni lo avevano scelto e questa cosa lo aveva stupito perché a lui capitava di sentirsi lontano, o meglio, diverso dagli altri. No. Non era neanche così. Lui in realtà si sentiva semplicemente Flavio e stava bene con se stesso. Però accadeva che alcuni compagni lo facessero sentire in un modo che a lui non piaceva. A Flavio piacevano i documentari di Piero Angela, le note della sigla di Superquark lo facevano entrare in fibrillazione, ma si rendeva conto di non avere molti compagni con cui parlare del libro “I tre giorni di Pompei “. Flavio amava ballare, gli piaceva leggere ( ma tantissimo, proprio issimo!) e delle volte lo coglieva un’allegria di vivere che lo spingeva a intonare “Il tuo bacio è come un rock” di Adriano Celentano. Dettagli della sua vita che non avrebbe mai raccontato ai suoi compagni, preferiva tenerli per sé. E comunque, quel giorno della vittoria, Flavio era uscito felice da scuola perché in effetti fa bene sentirsi dire da qualcuno “abbiamo fiducia in te” che poi è quello che fanno i grandi quando vanno a votare, no? La maestra si era messa in testa di insegnargli cosa fosse la democrazia e aveva spiegato quanto fosse importante esercitare il diritto al voto, altrimenti le decisioni per te le prende qualcun altro.

Ma era davvero una vittoria la sua?

Non è facile essere un ragazzino di quinta elementare durante una pandemia. Metti la mascherina, togli la mascherina e rimetti la mascherina. Se devi prestare una matita (che chissà perché Luca, al primo banco, non la porta mai) la devi disinfettare con il gel e poi, quando la riprendi, di nuovo gel e ancora gel sulle mani. E fin qui la situazione è sopportabile, peccato poi qualcuno cominci a dire che sei fissato. Ma non sono fissato, prova a spiegare Flavio, è la regola, altrimenti può accadere qualcosa ai nonni e dopo io con chi canto “Il tuo bacio è come un rock?” Eppure qualcosa va  storto. Tutto quello che fa sembra sbagliato. Qualcuno gli comincia a dire che in classe, senza di lui,  si sta meglio. Flavio ci rimane male perché è uno che sta attento a non farsi notare troppo. Allora cerca di capire dove sbaglia, ma quello che capisce è che persino il suo modo di parlare sembra per alcuni fastidioso. Il punto è che lui non riesce a parlare come quelli che lo prendono in giro, non capisce le parole che usano, nei libri che divora non ne ha mai trovate di simili.  Così arriva il momento che andare a scuola non gli piace più.

La maestra lo capisce. E lui capisce che lei l’ha capito. Gli ha chiesto se può dimettersi da rappresentante di classe, così smette di essere tanto visibile, ma lei non ha voluto. Un giorno è arrivata in classe e ha letto una poesia di Petrarca e poi ha detto che la lingua italiana è molto ricca e che è bello conoscere tante parole. Si è inventata il gioco dei sinonimi: per esempio lei dice fare e loro devono trovare altri modi per dirlo. Flavio suggerisce svolgere ed eseguire, tutti rimangono stupiti perché lui conosce termini che altri non conoscono e, se prima questo era un motivo di scherno, ora è motivo di ammirazione. Allora ecco che gli amici libri gli vengono in aiuto e lui ricorda una frase di Momo “Non si può mai pensare alla strada tutta in una volta… si deve soltanto pensare al prossimo passo, al prossimo respiro. “(Micheal Ende) Così Flavio comincia  a proporre cose da fare visto che è il rappresentante di classe. Tra di loro c’è una compagna albanese e due compagne rumene, così propone di fare una ricerca per conoscere i luoghi da dove provengono. Qualcuno comincia ad apprezzare. Cominciano a consigliarsi con lui: “Flavio, come sono andato all’interrogazione?”, “Flavio, vuoi leggere la poesia che ho scritto?”, “Ma non mi dire che anche te ascolti Bob Dylan!” Flavio comincia a sentirsi più sicuro e parlando con i compagni scopre che poi così diverso dagli altri non è , alcuni di loro hanno i suoi stessi interessi. E allora alla fine lui capisce: non vinci quando hai vinto sugli altri, vinci quando vinci su te stesso. Certo è che lui cosa sia la democrazia l’ha compreso bene e da grande andrà a votare per dire la sua.  Non sarà mai uno seduto in panchina a guardare la vita scorrere. Flavio è uno che la vita ha deciso di attraversarla. Ma del resto questo è ciò che accade se a undici anni decidi di leggerti “On the road”.

Ringrazio Flavio Pacifici per avermi donato al sua storia.

Ringrazio la libreria Nella tana del coniglio di Palestrina per essere luogo di incontro e crescita personale.

Questo articolo è pubblicato dalla socia e scrittrice Catia Proietti che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Di formazione assistente sociale ed educatore degli adulti, vive a Roma, con marito, figli, due tartarughe e un cane in affido congiunto con dei buoni vicini. Scrive libri per ragazzi, cura la collana Extraordinario della casa editrice Albero delle Matite ed è responsabile del Progetto Scrittura di Curvy Pride. Da anni organizza incontri per la promozione della lettura da un anno di vita e collabora con le realtà territoriali per una cultura libera da pregiudizi. Se hai una storia, una domanda, una riflessione che vuoi condividere con lei scrivile a proietti.catia@libero.it, Facebook https://www.facebook.com/katia.proietti.12 . Instagram https://www.instagram.com/catia_proietti_/?hl=it Sito https://www.catiaproiettiautrice.it/

Autore: Catia Proietti

Di formazione assistente sociale ed educatore degli adulti, lavora da anni presso il comune di Roma con la qualifica di educatrice, partecipa a innumerevoli iniziative per la promozione della lettura e di una cultura del rispetto, libera da pregiudizio, insieme alle realtà associative del territorio. A seguito della pubblicazione del suo romanzo DA ORA IN POI (ed. Il ciliegio, young adults) ha organizzato eventi in diverse biblioteche comunali e librerie a Roma e non solo. Il testo è stato adottato in molte scuole secondarie di primo grado e nel biennio di diversi licei a Roma, Milano, Siena, Napoli e provincia, dalla campagna “UP-prezzami, non fermarti all’etichetta” di Sotto-Sopra, Movimento giovani per Save the Children ed è stato protagonista della Giornata della legalità in onore di don Peppe Diana a Mugnano di Napoli. "Da ora in poi" è stato motivo di dibattito con i ragazzi di Libera nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma e con l’associazione Curvy Pride per una cultura contro gli stereotipi e il bullismo. Questo percorso è continuato con il libro "A PIEDI NUDI", vincitore del Premio Microeditoria di Qualità, e con la nuova uscita "SULLA STRADA DI IQBAL". Catia continua a parlare con ragazzi e genitori di disuguaglianze, di difficoltà nelle relazioni e di ingiustizie. Per rendere partecipi i ragazzi ai suoi eventi ha escogitato un sistema: lascia farfalle di cartoncino colorato sulle sedie e chiede di scrivere, protetti dall'anonimato, il proprio sogno o il proprio messaggio al mondo. Negli anni ha raccolto centinaia e centinaia di messaggi. E' responsabile della collana Extraordinario della casa editrice Albero delle Matite e responsabile del Progetto Scrittura di Curvy Pride - APS proietti.catia@libero.it www.daoraimpoi.it Potete trovarla su Facebook e Instagram .

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