L’ IRONIA CI SALVERÀ di Cristiana Iannotta

Sono Cristiana, socia Curvy Pride da dicembre 2020. Sono dell’idea che l’ironia sia di grande aiuto per superare qualsiasi ostacolo. Se non tutti, la maggior parte. L’ironia, per dirla seguendo il logo Curvy Pride, fa bene al cuore. Sì, perché ridere con intelligenza è un primo passo per gettarci dietro le spalle le paure e i vincoli che ci tengono ancorate a tutti quegli stereotipi da cui, giustamente, ci vogliamo distaccare.

“Non ce la potrò mai fare…”

“Questa cosa, di sicuro, non fa per me…”

“Cosa ci faccio qui?”

Quante volte anche voi avete pronunciato queste frasi? Io, tantissime. Per poi ritrovarmi, magari dopo solo qualche mese, a darmi delle sonore bastonate in testa perché mi sono resa conto che quella cosa, sì, proprio quella che tempo prima non avevo fatto per paura, era facile come bere un bicchier d’acqua.

Allora sono arrivata alla conclusione che prima di dire no a tutto, a prescindere, sorseggio un bel bicchiere di prosecco (altro che acqua) accompagnato da due noccioline e mi butto a capofitto. No, niente balconi né finestre.

Oso.

Tanto, o mi faccio male perché mi sono buttata oppure perché costretta a darmi le bastonate in testa da sola tra qualche mese… cosa cambia?

Questo, più o meno, è stato il mio ingresso in Curvy Pride.

Sono entrata in punta di piedi, come mio solito, iniziando a seguire vari incontri su Zoom e, in uno di questi, sono stata “spinta”, letteralmente, a scrivere un articolo per il blog.

“Ti piace scrivere? Bene. Allora perché non prepari un articolo?”

Il piccolo riquadro sul monitor mi ha restituito un’espressione che non vedevo da tempo, della serie: “E mo’ che faccio?” Panico.

Probabilmente l’hanno vista tutte le partecipanti. Ansia a mille.

“Non ti preoccupare, fallo quando vuoi. Ma fallo!” Frase che voleva essere incoraggiante, ma…

Cavolo! Un salto nel buio, tra persone che non conosco e che, a detta di tutte, diventeranno un’altra famiglia. Ansia a duemila.

Ho iniziato ad arrotolarmi un riccio tra le dita, pensando di declinare l’invito. Poi ho aggiustato gli occhiali sul naso mentre pensavo che non ce l’avrei mai fatta. Mi sono toccata il collo e di nuovo arrotolato un riccio. Davanti ai miei occhi le immagini di clamorose figuracce scorrevano veloci. Ansia a tremila.

Infine, l’illuminazione. Se nel mio tempo libero, da qualche anno ormai, sono diventata una scrittrice, perché mai dovrei aver paura di scrivere un articolo?

Solo perché l’ansia del nuovo mi spinge sempre a farmi consolare dal no detto subito e a prescindere, quel no che mi mantiene nella cosiddetta comfort zone e che diventa “la copertina di Linus” più avvolgente che c’è.

Per poi rimanere a guardare gli altri che si cimentano in cose nuove. No!

Io, in fondo, sono una persona curiosa e, lo sostengo da sempre, la curiosità e l’ironia sono caratteristiche legate strette una all’altra. Così mi sono sgranchita la voce e ho risposto con finta nonchalance: “Certo, perché no. Posso provare.” Ero sudata come se avessi passato un’ora sotto il solleone di agosto.

Ho chiuso il computer e mi sono data della sciocca.

Sudata e pure sciocca. Connubio vincente! Adesso sono qui con voi e già rido, almeno per un paio di buoni motivi.

Il primo è che non mi bastonerò la testa tra qualche mese perché sono certa di aver fatto la scelta giusta.

Il secondo è che in questa Associazione non c’è il giudizio buttato lì a caso, solo per svilire l’altro. Magari ci sarà un dibattito, un commento, e allora che ben venga questa conoscenza con voi tutte. Lo stare insieme e la condivisione sono fondamentali per riuscire a costruire qualcosa, che sia un libro, un racconto o “semplicemente” un nostro percorso individuale. Il confronto, basato sul rispetto e sull’ascolto, restituisce sempre nuove strade da percorrere.

Ringrazio quindi per l’accoglienza e anche per il salto nel blog. Propedeutico all’apertura di una nuova porta sul cuore. Il mio e il vostro.

A pensarci bene, avrei anche un terzo motivo per ridere.

Approfitto dei consigli di Fabiana, che dice di non soffermarci solo sui nostri difetti, ma di approfittare dei pregi e alle attitudini personali, e vi dico che una cosa buona la so fare. 

So scrivere. E lo faccio con passione.

Mi chiamo Cristiana e sono molto felice di trovarmi con voi.

Nel frattempo il bicchiere di prosecco è finito. Che faccio, me ne verso un altro?

Libri: “A volte nulla è come sembra”, “L’Attimo di mezzo”, “La spiaggia dell’amicizia”.

Cristiana Iannotta

Riceviamo e pubblichiamo con piacere questo articolo, grazie a tutte le socie e i soci che dedicano parte del loro tempo alla crescita del Curvy Pride Blog, impegnandosi nel volontariato.

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