SIMONA IZZO DAVANTI ALLO SPECCHIO: “RACCONTO A CURVY PRIDE TUTTO QUELLO CHE NON MI HANNO MAI CHIESTO”

Simona Izzo si racconta a Curvy Pride. Davanti allo specchio, senza riflettori e senza trucchi, ci presenta il suo lato più intimo e profondo.

CURVY PRIDE ANTOLOGY: RIPROPONIAMO QUESTO ARTICOLO INTERVISTA DI MARZO 2020 E RINGRAZIAMO DI CUORE SIMONA IZZO PER LA DISPONIBILITÀ, LA SINCERITÀ E LA SIMPATIA.

“Eccomi qui davanti allo specchio. Senza riflettori. Senza copione. Senza trucco. Solo con me stessa. Con le mie curve e con voi che mi leggerete. Provo per una volta a intervistarmi da sola” 

Chi è la donna che vedi nello Specchio? Tutte le donne che ho dentro di me, dipende dal mio stato d’animo: se sono triste non mi guardo allo specchio, quando mi guardo mi sorrido.

Che donna sei? Appassionata.

Come sei diventata la donna che vedi? Vivendo, soffrendo, ridendo e piangendo molto.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo follemente la mia infanzia, circondata da una madre bellissima un padre affascinante e acuto, con una gemella  migliore di me, due sorelle più piccole bellissime -le bambole della mia vita!- Odio il giorno in cui ho compiuto trent’anni: avevo appena divorziato, mi sentivo molto sola, mi aggrappavo a mio figlio come fosse l’albero della vita. Lui mi ha salvata.

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Ti piaci? Non sempre.

Cosa ti piace di te? Le tette, la mia energia psichica -quando ce l’ho- e la tenacia.

Cosa cambieresti invece? I periodi bui, la malinconia che mi attanaglia ogni tanto e le crisi di panico.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Difficile, ma ogni tanto ne sono fiera! So di occupare uno spazio scenico e mi impongo con la mia stazza e la mia altezza.

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E con la bilancia?  La frequento tutti i giorni: la sfido, la inganno appoggiandomi al muro, la spizzo, la sbircio, ma non ne potrei fare a meno! Sono bilancia dipendente!

Come ci convivi con la taglia? Detesto i numeri alti, adoro le taglie americane: 12 sta per 46!

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? Determinante sentirmi in ordine: capelli puliti, faccia appena truccata, manicure e pedicure perfetti; ma non puoi essere a posto sempre, non ho questa ossessione.

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Simona e il cibo. Ho un rapporto discontinuo: a volte mangio in modo compulsivo, altre detesto il cibo. Quando una persona che amo sta male, io smetto di mangiare e bevo solo latte, credo sia una consolazione infantile.

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Ai dolci, alle cotolette, alle patatine fritte, al riso al latte -torna sempre l’infanzia!

A cosa non sai rinunciare? Al latte nel caffè, alle noccioline nei frigobar degli alberghi, al Ciocorì.

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? Ho una forte ansia di accettazione, credo che gli altri la percepiscano e ne siano lusingati. Mi piacciono le persone comunicative e odio i musoni, i silenzi ingiustificati, i seduttori volontari, ma anche gli indifferenti e gli avari, sia di tasca che di cuore.

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Quanto conta il giudizio degli altri? Il giusto, ma se hanno un giudizio negativo nei miei confronti cerco di farglielo cambiare.

Cosa ti fa soffrire?  La precarietà del mio lavoro, certe afasie intellettuali, certi assopimenti dell’intelligenza, un deficit dell’attenzione di cui soffro quando mi annoio e quando vengo meno alle aspettative che ho su me stessa.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Molliccia, perché è una condizione non solo fisica.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? Non ci sono geometrie, tanto meno rette, al massimo percorsi ad ostacoli. Ricordiamo che le curve fanno sbandare gli uomini: meglio averle!

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Sei felice? Ogni tanto.

Cosa ti rende felice? Una bella dormita. Una bella mangiata. Una notte d’amore. L’abbraccio di mio figlio, i baci dei miei nipoti e gli occhi di mia madre.

Cosa ti manca per essere felice? A volte tutto…

La donna in cui ti rispecchi di più. La mia gemella Rossella: non tutti hanno il privilegio di avere un doppio a portata di mano e di cuore.

La canzone a cui ti senti più legata. Ci vorrebbe un amico, del mio ex marito.

Il film che ami di più. “Le relazioni pericolose”, perché le relazioni interessanti sono sempre pericolose.

La frase che ti racconta. Un libro di Pavese: “Il mestiere di vivere”.

Cosa vedi davanti a te? Nipoti, amore, marito, film da fare, libri da scrivere. commedie teatrali da ideare e molto altro.

Dì qualcosa a te stessa. Ci penserò domani. Mi piace rimandare, ma non all’infinito. Però se posso spengo la sveglia, il cellulare, abbraccio mio marito e mi dico appunto: ci penserò domani. Come Rossella O’Hara in “Via col vento”!

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