IMPARANDO A RESPIRARE HO CAMBIATO UN PEZZO DI ME

Mi chiamo Valentina e nessun nome poteva essere meno adatto. Di lento la mia testa non ha nulla, l’unica cosa in cui non vado di fretta è la corsa. Non so come si fa: da bambina i miei compagni correvano, giocavano a guardia e ladri, io guardavo e camminavo, forse pensavo che il gioco si chiamasse “Guarda i ladri” o qualcosa del genere.

Anyway. Ogni tanto butto li qualche parola in inglese, fa figo e poi destabilizza. Tornando a noi, il mio problema è sempre stata la troppa velocità cerebrale. Non do tempo, non lascio che le cose avvengano e prendano il decorso degli eventi, come quando prendi un libro e vuoi arrivare all’ultima pagina saltando tutto ciò che c’è in mezzo.

Poi però, arriva un giorno in cui devi fare i calcoli con la vita. Qualcosa ti aspetta dietro l’angolo con le sue mille porte e se non hai in passato aperto quella giusta, ti ci fa fiondare dentro per forza e con forza. Dopo una grande sofferenza, ho capito che o imboccavo quella porta, partendo dall’inizio, avvicinandomi piano piano aprendo la mano poggiandola sulla maniglia, premendo e poi sorpassando la soglia, oppure Valentina avrebbe sempre sofferto.

Affrontare il dolore, non schivarlo, sennò poi ti arriva tutto in faccia e fa mille volte più male. Mi sono chiesta cosa potessi fare per cambiare. Semplicemente cambiare. Non devo passare la vita ad incolpare chi ha sbagliato con me, ma guardando dentro me. Paura eh? Sì, leggere dentro di sé e capire che non si è per nulla perfetti fa paura.

Dopo quel momento mi sono avvicinata alla meditazione, un percorso lungo e difficile per chi come me vive a mille, ma proprio questo mi ha insegnato che a  MILLE ci deve stare solo l’Orietta Berti ed io posso iniziare dal dieci. Ho cercato una coach di vita e siamo partite insieme nel viaggio della meditazione. per prima cosa ci siamo soffermate sul respiro. Da bambini ci insegnano ad allacciarci le scarpe, a mangiare con la schiena dritta, a ringraziare, ma nessuno ci insegna a respirare. Lo diamo per scontato, e invece parte tutto da lì. Una buona respirazione regola l’ansia e i pensieri vorticosi che -come me- non hanno sosta. Ho eliminato il caffè che mi dava tachicardia, ho promesso di fare una volta al giorno una corretta respirazione, con la postura a fiore di loto, ascoltando musica rilassante per conciliare i pensieri positivi. Incredibilmente mi sono trovata a capire che se pensiamo positivo otteniamo positivo, non alla Jovanotti per quanto abbia fatto un’epoca, ma è davvero così. Io dico che la vita è karmica.

Se crediamo che una cosa non potrà mai accadere, questa non accadrà perché manderemo delle vibrazioni negative, se invece smuoviamo noi stessi, i nostri pensieri, la nostra luce porterà positività. La mia coach sarebbe fiera di me per queste parole, voglio solo mantenere la costanza. Quella sconosciuta per me.

Ma se Valentina può diventare un po’ più lenta, tutti possono modificare la propria indole, senza distaccarsi totalmente da se stessi, ma creandone un bel mix più equilibrato, come il mio amato GIN TONIC. Ben shekerato.

Valentina Casalegno



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