I LOOP DI AGATA – QUANTO È FACILE LASCIARSI AMARE?

Questo è il diario di Agata. Chi è Agata? Sono io, sei tu. È la tua migliore amica, tua sorella, la vicina di casa che canta mentre stende i panni. È la donna romantica che piange guardando un film, la guerriera che si sveglia presto per andare al lavoro e che si destreggia tra figli, famiglia e doveri. Agata convive con i suoi loop, invadentissime paranoie tutte femminili che la mettono spesso in difficoltà di fronte alle cose della vita. Adesso ha deciso di tenerne un Diario. Un bel Diario in cui scrivere tutto quello che le passa per la mente. Per scoprire se riesce a conoscersi un po’ di più, per condividere i suoi pensieri. Per se stessa, per te.

Caro Diario,

rieccomi con uno dei miei super loop, come avrai capito sono un tipo piuttosto cervellotico e come in tutte le situazioni cerco risposte e motivazioni per qualsiasi cosa. Ma in amore si sa che è tutto più difficile perché le emozioni non si possono controllare e decidere a tavolino come, quando, dove e perché innamorarsi. Credo che nel mio caso tutto sia collegato. Ho una visione distorta dell’amore. Se la persona più importante della vostra vita sceglie di scomparire senza lasciare più nessuna traccia di sé come potrete mai legarvi a qualcuno senza vivere nel terrore che una mattina aprendo gli occhi capiste che non c’è più. Mia madre forse era troppo giovane, io non la giudico, per quanto ne so è stata la decisione più difficile della sua vita, ma che fatica ragazzi, una cosa successa ormai quasi 40 anni fa condiziona ancora così tanto la mia esistenza. Ma forse tutto parte proprio da lì. Qualsiasi tipo di amore diventa un affare di stato. Domande come: Perché gli piaccio? Cosa gli piace? Perché avrà detto quella cosa? Maschi o femmine che siano entro vorticosamente in un turbine di angosce e timori, come se una catastrofe dovesse abbattersi su di me da un momento all’altro. PERCHÉ SECONDO LA MIA MALSANA TEORIA NON POSSO ESSERE SEMPLICEMENTE AMATA.

Quanto è facile lasciarsi amare?

Le persone si avvicinano sempre a me, che sia per parlare, per flirtare o per curiosità, ma alla fine se ne vanno sempre; questa è una bugia ovviamente, che io mi racconto per non ammettere che sono io a cacciare tutti perché temo che potrei soffrire ancora come un cane. Ma la cosa peggiora quando non riesco a riconoscere l’amore vero. Mi passa accanto ma io sono talmente presa dagli scheletri nel mio armadio da non avere idea di quello che mi accade attorno.

Mi sono sposata due volte e ho saputo riconoscere la falsità del sentimento del primo matrimonio. Ero assolutamente sicura che l’amore non fosse così. Si vergognava di me. Avevo 18 anni e ad una festa ballavo con lui e lui mi girava verso i suoi amici per far vedere il mio sedere anatomicamente alto e in fuori. Credevo che mi volesse bene perché mi aveva chiesto di lasciare tutto per trasferirmi da lui. Forse avrei dovuto seguire i consigli di chi mi voleva bene e di lui non si fidava, ma erano i consigli di qualcuno che mi diceva che nessuno mai si sarebbe innamorato di me se non per soldi o una malattia mentale e mi sembrava così assurda come cosa che non ho voluto crederlo. Ho seguito il mio istinto e mi sono ritrovata sola e piena di ansie in una città sconosciuta. Ho iniziato a lievitare come un tortino al cioccolato E HO SMESSO DI PRENDERMI CURA DI ME STESSA. Ricordo molto bene che un giorno stavamo passeggiando e uno mi ha chiamata “Elefante”, lui ha accelerato e mi ha detto che era ovvio andando in giro conciata così. In quel momento il mio cuore si è spezzato e ho percepito un vuoto intorno a me ai limiti della sopportazione. Ancora una volta la persona più importante (in quel momento) mi abbandona. Non fisicamente ma bensì la mia anima. Mi fidavo e lui mi aveva lasciata sola facendomi sentire sbagliata. Ancora me le ricordo queste cose, significa che mi hanno segnata a tal punti da impedirmi, poi di lottare per me stessa e di sentirmi bene.

La solitudine e la paura mi hanno paralizzata al punto da non occuparmi più di me.

Il secondo matrimonio, 10 anni dopo, mi ha vista sperimentarmi con qualcuno di completamente diverso. Qualcuno che mi ha percepita come una manna dal cielo, un porto sicuro con il quale costruire qualcosa di meraviglioso. Mi guarda ancora oggi con gli occhi dell’amore più puro e, anche se è uno scontro fra titani per via dei nostri caratteri, vedo quegli occhi a cuore che avevo tanto sognato. Quando mi faccio la doccia viene ad asciugarmi la schiena, sempre e anche se vorrei scomparire ogni volta che succede, sento e so che lo fa per il piacere di farlo, per una coccola e non per mortificarmi o mettere in evidenza il fatto che non riesco ad asiugarmi bene e dappertutto, quanto è confortante tutto questo. Ma non serve a niente. Auto sabotarmi orami è un mestiere che svolgo ad alti livelli. La sua vita è concentrata sul rendermi felice, sul trovare 1000 modi per vedermi sorridere, ma a me non basta, io non lo so apprezzare. Non so vedere dove realmente c’è amore puro senza interessi, scopi o sotterfugi. Il mio carattere e il mio bagaglio di vita mi impediscono di vedere dove io posso essere al sicuro. Cerco abbracci che non voglio, baci che non mi servono e un amore che non sarà mai all’altezza. Posso essere tanto complicata? Mi sento così stupida.

La verità è che non sono stata aiutata per niente. SONO NATA DA QUALCUNO CHE NON POTEVA AMARMI E SONO CRESCIUTA CON QUALCUNO CHE NON VOLEVA AMARMI, anche se non lo sapeva. Ed io giustifico tutti non considerando che questo bagaglio di incertezze devo e posso trascinarlo da sola.

Quando siamo bambini sentiamo l’amore e quando non lo sentiamo diventa un peso, un macigno che ci schiaccia per tutta la vita.

” Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante. O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.” Cit. Film “Vi presento Joe Black”

L’amore di cui parlo è tanto, confuso e di tutti i tipi. Forse l’unico tipo di amore definito è quello per i miei figli. Ma anche qui sono gelosa e possessiva, terrorizzata che tutto possa finire da un momento all’altro. Non riesco a vederlo come un percorso di vita ma solo come una vendetta da parte di un qualcuno cha ha deciso che io dovrò respirare infelicità. Quando so benissimo che l’infelicità sta altrove.

Che ne dici caro Diario, riuscirò a trovare il giusto equilibrio?

Agata

Ringraziamo tutti coloro che dedicano il proprio tempo alla gestione e alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

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