DONNE A TUTTO TONDO: AZZURRA MAZZARA.

Tondo rimanda a qualcosa di perfetto. Pensate solamente al cerchio di Giotto. A tutto tondo indica ciò che può essere visto, osservato e contemplato da tutti i lati e le donne, a partire dalle loro forme fino ad arrivare al loro universo più completo, ne rispecchiano in pieno il concetto. Obiettivi, speranze, sogni, delusioni e amore. Sì, perché l’amore è tondo. Non lo sapevate?

Ospite di oggi: Azzurra Mazzara.

Con mio grande piacere vi presento la prima ospite della rubrica Donne a tutto tondo: Azzurra Mazzara.

Azzurra è una donna dai mille volti e dalle altrettante attività: innanzitutto è una naturopata di professione, diplomata dopo quattro anni di Accademia e vari master. Da un anno collabora con Mister JP, il referente nazionale di un’impresa moda uomo e donna per il Triveneto, e insieme portano avanti vari progetti di sensibilizzazione, come la campagna contro la violenza sulle donne attraverso il progetto Indossare l’arte; e quella relativa alla fibromialgia, affinché venga riconosciuta come malattia invalidante. A questo proposito, a breve Azzurra presenterà al pubblico il suo libro, dal titolo Io fibro anima. Inoltre, è modella curvy e, sempre insieme a Mister JP, anche influencer ufficiale per Pitti Uomo, una delle manifestazioni di moda più importanti d’Italia.

Puoi raccontare a chi ci legge la tua storia e come riesci a conciliare la moda, che ti sta dando molte soddisfazioni, con il tuo lavoro?

Non ho paura di raccontare la mia esperienza molto particolare. Quando ho iniziato con i concorsi di moda e a vincere le fasce nell’estate del 2020, avevo una vita molto agiata con il mio ex marito e questo mi ha permesso di non avere molti pensieri, infatti ho seguito il mio percorso fra eventi shooting e sfilate in tutto il centro nord. Oggi la mia vita è profondamente cambiata: mi sono trasferita e allontanata da quella relazione matrimoniale evidentemente tossica per me e dopo vari periodi di riabilitazione emotiva e psicologica ho potuto ricominciare una vita dove la mia indipendenza economica è iniziata da un lavoro di pulizie professionali. Non mi vergogno affatto di dire che negli ultimi sei mesi, dopo una settimana con la sveglia alle 4:00, affrontando tutti i dolori della fibromialgia, quando nel weekend ci spostavamo per gli eventi in programma, avevo paura di non farcela o di crollare durante una passerella. Mi addormentavo in macchina durante il viaggio di ritorno e spesse volte ho rinunciato all’ultimo a qualche invito per la stanchezza e le pessime condizioni fisiche. Ad oggi sto di nuovo cambiando lavoro, sto conquistando una posizione molto importante che è quella di responsabile di punto vendita all’interno del centro commerciale tra i più grandi di Italia. Oggi ho compreso che qualsiasi sia la mia posizione lavorativa in futuro affronterò tutto con immensa gioia poiché non ci si deve mai montare la testa e bisogna rimanere umili anche se si calcano le passerelle della Milano Fashion Week, o anche se si è invitati in trasmissioni di leva nazionale come ho avuto il piacere di fare. Infine, svolgo la mia attività di naturopata nel weekend collaborando con associazioni o con altre colleghe naturopate e creando eventi a scopo di fare educazione primaria della salute. La mia passione del momento è organizzare piccole gite ed escursioni presso boschi ed alberi monumentali per praticare i bagni di foresta. Insomma, per una persona multipotenziale come me non è facile conciliare i sogni con le bollette. Ma si cerca di fare del proprio meglio!

Secondo te, quanto si ha paura di apparire inadeguati in una società che predica “il bello” a tutti i costi?

Siamo passati dal cerone degli anni ‘50, quando bastava solo un make-up all’avanguardia per essere al top, a trattamenti invalidanti per i quali molti malati di immagine – come li chiamo io – hanno anche rischiato la propria vita. Non dimentichiamo l’adrenocromo, sostanza brevettata nel 1985 dallo scienziato inglese Deryck F. Nata come cura per la schizofrenia e l’epilessia, ha la capacità fortissima di rigenerare il tessuto interno, e per questo molte star di Hollywood ricorrono all’utilizzo di questa sostanza, iniettandola per la modica cifra di 20.000,00 euro. Penso che, per fortuna, le nuove generazioni stiano lentamente assistendo a un cambiamento di passo, per il quale in maniera diretta o indiretta, volontaria o involontaria, tutto il mondo della moda e del fashion si sta avviando verso una realtà più inclusiva.

Ma la strada è ancora lunga e si dovrebbe pensare a un’educazione mirata e progettata che entri nelle scuole e che insegni ai giovani a non identificarsi nei vari modelli sociali che si succedono era dopo era.

Per quello che mi riguarda, non mi sono mai preoccupata del mio aspetto fisico che, se devo essere sincera, non è mai stato un problema. Fin da bambina fortunatamente non sono mai stata oggetto di bullismo e non ho mai sofferto di un’obesità grave. Non mi sono mai sentita brutta anzi sono sempre stata consapevole di essere una gran bella ragazza. Una cosa che invece mi ha sicuramente molto segnata è stata la violenza sessuale che ho subito all’età di 5 anni che, sommata a un padre assente fin dalla nascita, ha comportato delle problematiche psicologiche che ho dovuto affrontare sin dall’adolescenza. Sono convinta che già da bambini possa essere molto utile avere delle nozioni di base di lavoro sull’Io e sulla conoscenza del sé, cosa che con me ha fatto veramente la differenza e mi ha aiutata a superare tutte le mie problematiche.

Nel mondo della moda e dello spettacolo, e non solo, le donne sono da sempre bersaglio di commenti negativi, specialmente se si tratta di curvy. Secondo te, perché?

Con questa domanda andiamo a nozze poiché io sono una fortissima sostenitrice della filosofia di ESHO FUNI, ovvero la non dualità tra vita e ambiente, concetto che ho studiato e approfondito nei miei 15 anni di pratica buddista. Questo principio asserisce che più la tua fragranza interna sarà mantenuta e più gli eventi esterni saranno favorevoli, tanto da farti sentire protetta. In altre parole potremmo dire che coltivando internamente un equilibrio tra desideri terreni e illusioni mentali – compresa quella che vi siano persone migliori o peggiori di noi – possiamo godere di abbondanza di buone relazioni. Se, al contrario, dentro di noi coltiviamo rabbia, invidia, collera, l’ambiente risponderà facendo da specchio e restituendoci una realtà che risuona alla stessa frequenza che stiamo emanando in quel momento.

Credo di aver risposto alla domanda, ma vorrei aggiungere che per ovviare al problema degli insulti e della cattiveria che spesso si abbatte soprattutto su noi modelle curvy, sia urgentemente necessario creare un’inversione di marcia rispetto a ciò che stiamo vedendo proprio nell’ambito delle aspiranti modelle curvy o emergenti. Non dirò la solita banalità per cui se ci si espone, per forza di cose si è criticati. È un luogo comune. Anche sostenere che ci saranno sempre persone che giudicheranno, non è una consolazione e non porta nessuna soluzione al problema dei commenti negativi. Ciò che invece potrebbe fare la differenza è assolutamente una rivalutazione di noi stessi e questo è possibile mettendosi sempre in gioco, avendo l’umiltà di accettare che ci sono persone che hanno sempre da insegnare e imparare a seguire i modelli che sono più in alto di noi. La domanda è: quale modello voglio seguire? Ma soprattutto che messaggio voglio far passare di me? La comunicazione non verbale in uno scatto è tutto. Da una piccola smorfia o un movimento leggermente diverso può passare in un attimo il messaggio da: guardate come sono professionale a guardate come sono in cerca di apprezzamenti. Quindi ad ognuno la propria ricerca. Va bene tutto. Basta avere le idee chiare.

Hai anticipato la mia prossima domanda! Spesso le donne sono anche esclusivamente oggetto di marketing. Quanto è importante la consapevolezza nel mostrarsi e quanto conta il proprio atteggiamento per il raggiungimento degli obiettivi prefissati?

Appunto, abbiamo parlato di atteggiamento e come sia importante essere consapevoli di come usare il linguaggio del corpo per comunicare.

Per rispondere a questa domanda vorrei lasciare qualche consiglio.

Il primo è approcciarsi al mondo curvy come alla scoperta di un sé nuovo e sacro, come se si entrasse in un luogo di cui non sappiamo niente, un tempio, e far sì che lo scopo di questo viaggio non sia colmare le insicurezze attraverso il bisogno di riconoscimento da parte degli altri, bensì che il viaggio sia la scoperta del proprio valore e della propria unicità. Solo così a mio avviso si può andare lontano, altrimenti ci si brucia in uno o due anni e si rischia di attrarre solo ostilità dai colleghi e dagli addetti ai lavori o di rimanere mediocri nel mondo della moda. L’altro consiglio che mi sento di dare è quello di lasciare il nudo fai da te, i selfie, e le strade improbabili dei contest on line – spesso alcuni sono vere e proprie gare a chi mostra più oscenità. Non considerarli nemmeno come ultima spiaggia, poiché è proprio questo atteggiamento che porta a una svalorizzazione della donna. Un mio amico un giorno mi disse: “Ognuno mostra ciò che vuole vendere”. Purtroppo, sempre più frequentemente assisto a vere e proprie svendite di autostima e self confidence. Per questo è necessario, visto che non esiste al momento un’Accademia di sole modelle curvy, fare un percorso di studio autodidatta per educarci in primis da sole su cosa voglia dire portare valore alla propria persona attraverso l’immagine, il portamento, la ricerca dello stile. Non dico che le aspiranti modelle debbano conoscere tutti i nomi degli stilisti curvy in Italia, la descrizione in gergo delle stoffe e dei capi di abbigliamento, o cosa voglia dire armocromia e fashion design, ma almeno avere una visione generale sulla moda, sì. Altrimenti che modelle siamo? Neanche Chiara Ferragni, una delle più note influencer a livello mondiale, da principio sapeva come definire i capi che osservava alle sfilate della Parigi fashion week, adesso… è lei che insegna! Quindi ben venga chi segue blog di moda, chi si appassiona e studia, chi ricerca le news della nostra contemporaneità. Riguardo alla vendita della propria immagine sarà necessario scindere le richieste giuste da quelle di mercato e saper scegliere sempre quelle più professionali. Un lavoro professionale può essere svolto anche a livello dilettantistico, ad esempio la sfilata di paese può essere un allenamento e fungere da trampolino se è organizzata in modo professionale. Quindi non è necessario arrovellarsi il cervello per sparare in alto, puntiamo innanzitutto a creare un flusso di professionalità e valore. Last but not least mi sento di consigliare di far conoscere un proprio talento, una propria capacità oppure progetto/sogno in contesti di valore – certificati attraverso enti culturali – come eventi benefit, raccolta fondi, sensibilizzazione.

Gli argomenti su cui lavorare sono talmente tanti e a volte inflazionati – vedi la violenza sulle donne o il bodypositive – che si potrebbe stare qui fino a domani. Questo si riaggancia al secondo punto. Quindi va bene il calendario curvy, ma attenzione che non sia quello da mettere in officina, perché la linea è sottilissima.

Oltre tutto quello che hai raccontato, hai un messaggio a cui tieni particolarmente che ci vuoi donare?

Darsi un valore! Dopo un’accurata ricerca interiore, trovare questo valore e porlo in alto come fosse l’asticella sotto la quale non scendere mai.

FINE

Se volete, potete contattare Azzurra Mazzara ai seguenti indirizzi: Facebook ; pagina fb Naturopata Mazzara ; instagram; e-mail

Ringrazio moltissimo Azzurra per la sincerità e la disponibilità avute nel rispondere alle mie domande. Per la semplicità con la quale si è raccontata, senza remore e senza tralasciare anche importanti e negativi eventi personali. Grazie.

Questa chiacchierata mi ha fornito numerosi spunti per nuovi argomenti da approfondire in seguito: come relazioni tossiche, l’importanza di raggiungere una giusta indipendenza economica, quanto può aiutare il supporto psicologico e quanto il trovare veri amori e sincere amicizie. Per il momento spero di poter avere ancora ospite Azzurra, per parlare con lei di naturopatia. Argomento per me molto interessante che, sono certa, potrà piacere anche alle lettrici della rubrica.

La vera libertà è essere quelle che siamo. Sempre.

Per essere la protagonista del prossimo articolo SCRIVIMI QUI

Sono nata nel 1968 – contate in silenzio – a Roma.
Mi muovo esclusivamente con i mezzi pubblici perché non guido e non potrei mai vivere senza Trastevere, il Colosseo, le stupende fontane della Capitale e i fastidiosi sampietrini.
Da che ho memoria ho riempito di scarabocchi tutto ciò che ho avuto la fortuna, o la sfortuna fate un po’ voi, di avere a portata di mano: dal muro di casa dietro il divano del soggiorno (avevo quattro anni), a ritagli di carta, quaderni e diari. Da allora è stato un susseguirsi di poesie, racconti, romanzi e favole per bambini, il tutto condito da premi, pubblicazioni e gratificazioni varie.
Golosa di dolci e di emozioni. Amante di viaggi e fotografie. Adoro Vasco e i Queen… sì, lo so che sono agli antipodi, ma così è!
Se vuoi contattarmi in privato, scrivimi qui: cristiana.ian@libero.it

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Autore: Cristiana Iannotta

Ho iniziato a scrivere sulla parete dietro il divano di casa. Poi sono passata a riempire i fogli bianchi. Mi è sempre piaciuto scrivere a mano. Tanto. Per forza di cose, e mancanza di tempo, sono approdata a scrivere direttamente al computer. Ora scrivo, scrivo ovunque.

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