DIETA: UNA PAROLA SEMPLICE CHE DIVENTA UN’OSSESSIONE

Per la rubrica Curvy Pride Anthology riproponiamo la storia di Valeria, che si è raccontata a Curvy Pride aprendo il suo cuore e compiendo un gesto coraggioso. Perché raccontarsi davvero non sempre è facile, a volte si toccano dei punti deboli, altre si riportano a galla vecchie ferite. Ma la cosa più importante è che raccontarsi vuol dire guarire, è come togliere un po’ di peso dalle nostre spalle, come appoggiare un bel librone pesante e lasciarlo lì, perché non ci serve più. E se qualcuno che passa lo vede e pensa di averne bisogno, beh, che lo prenda e lo trasformi in un dono prezioso! Ecco le parole di Valeria.

Il mio racconto lo faccio partire da qui: dal mio presente e da ciò che sono oggi. Guardare indietro non fa più male e soprattutto non mi fa più paura. Ho 38 anni, sono una donna, una moglie e una mamma e amo la vita come non mai.

In passato ho permesso che il mio corpo mi facesse male. Fin dall’infanzia i miei ricordi sono legati al rapporto non sano con il cibo. Nascondevo merende e merendine, carte e involucri vuoti. Oggi mi fa sorridere ma se mi fermo e mi guardo dall’esterno provo un’infinita tenerezza per me stessa: vedo una ragazzina di 12 /13 anni, cicciottella, con degli occhioni grandi e lunghi capelli castani seduta nel lettino della sua cameretta a mangiare qualsiasi cosa. Adesso anche lei mi guarda e solo ora so cosa nasconde dietro quegli occhi che mi fissano con sincera intensità. E poi vedo gli anni che passano e tutto cambia, io cresco ma continuo ad avere quegli occhi che non mentono. Sono occhi talmente grandi che se li guardo bene riesco a leggere la mia storia. La storia di una bambina a cui è stata incisa nella mente una parolina che l’ha accompagnata per una vita: DIETA. Peccato però che un bel giorno questa parola così semplice, di sole 5 lettere, diventa un’ ossessione. Sai cosa significa vivere una vita perennemente a dieta? Significa non avere una vita normale.

È facile giudicare, è facile parlare ed esprimere giudizi sulle persone in carne, grasse e obese. Ma nessuno sa cosa si nasconde dietro il loro aspetto.
Da qualche tempo qualcuno ha definito l’obesità come una malattia, ma ancora oggi si esprimono giudizi e pensieri senza curarsi del male che si infligge alle persone, perché purtroppo questa è una malattia delle mente, che piano piano ti distrugge l’anima.

Immagino che tu sappia che il giorno perfetto per iniziare la dieta è sempre il lunedì, perché fino alla domenica sera devi gustarti l’ultima cena, l’ultimo piatto preferito, perché poi chissà quando potrai rifarlo! E poi ecco che arriva il lunedì, quante speranze in quel lunedì che ti fa dire da oggi sono a dieta, questa è la volta buona. Peccato però che già verso il pomeriggio qualcosa non va e assaggi solo un cracker. Ed è esattamente in quel momento che arriva l’ ennesimo fallimento. Tu sei il fallimento, il fallimento che sei stata abituata ad essere per tutti, per anni.

Però sai una cosa strana? Noi grassi in quel momento stiamo bene! Mangiare ci appaga e ci soddisfa perché scaccia la noia, ci distoglie dai problemi e dai disagi che viviamo tutti giorni. Quando vivi in un corpo che detesti fai finta di stare bene: la realtà è che vorresti essere altro, indossare un abito diverso e tacchi alti, ma sei troppo pesante e quindi eviti. Eviti tutto, anche te stessa. Gli sguardi cattivi e impietositi della gente, l’inadeguatezza e la vergogna diventano parte della tua vita, sono la tua vita, ma scappare da tutto questo è impossibile. Finché arriva il giorno in cui dici BASTA e impari semplicemente a volerti bene. A voler vivere e provare ad essere ciò che vuoi essere.
Per me quel giorno è finalmente arrivato. Dopo 26 anni ho detto basta: basta mangiare di nascosto, basta fingere di essere chi non sono, basta essere quella che però che peccato perché hai un bel viso. Quante volte me lo hanno detto!

Ho iniziato a guardarmi ed accettare ciò che ero, solo così sono uscita da quel tunnel in cui avevo vissuto per 26 anni. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il 17 marzo 2017 e da quel giorno ho deciso di volermi bene. Sono stata una figlia perfetta, una scolara perfetta, una lavoratrice perfetta, e ancora moglie e poi mamma. Ebbene sì, nonostante tanti pareri sfavorevoli sono diventata anche mamma e questo mi ha dato una forza inspiegabile! Era finalmente giunto il momento di non essere più perfetta per nessuno ma di essere semplicemente Valeria una (ormai) donna che ama la vita, il mare, il caffè, sorridere, ballare ma anche il cibo! Quel cibo che oggi, dopo un lunghissimo e faticoso percorso su me stessa, non è più un eterno nemico. Lo è stato per troppo tempo. Era nemico e anche compagno di vita, idea fissa, ossessione e immenso malessere.

Questa è la mia testimonianza e anche se sembra triste dirlo, è solo una minima parte di una vita passata a provare a convivere con me stessa.

Ma adesso finalmente VIVO FELICE E CONTENTA.

Valeria Mallardi

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