HO CERCATO L’INCLUSIONE A MAREDAMARE 2023 PER UNA MODA ALLA PORTATA DI TUTTE LE FISICITÀ

Ciao, sono Martina! Come vi avevo anticipato QUI, ho visitato MAREDAMARE che si è tenuta dal 23 al 25 Luglio a Firenze. Il mio scopo era trovare per voi i modelli e i brand più inclusivi della fiera: ecco quello che ho visto! Ho varcato la soglia e sono stata travolta da un’ondata di colori: la facevano da padroni le fantasie tribali ed afro sui toni del beige/marrone/arancione, i colori tropicali, i costumi a tinte piene richiamavano invece le geometrie anni ’60-’70.

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MAREDAMARE SVELA LE TENDENZE BEACHWEAR PER L’ESTATE 2023

Ciao, sono Martina! Una delle mie passioni è sempre stata la moda. Soprattutto la moda estiva, con i suoi colori ed i suoi tessuti leggeri.
Per diversi anni ho sofferto la ”prova costume” in quanto la moda mare veniva prodotta quasi esclusivamente nelle tre taglie canoniche ”S M L” ed avevo difficoltà a trovare costumi che mi valorizzassero.

Per fortuna oggi possiamo contare su molti marchi di moda mare inclusiva, da alcuni anni ho iniziato ad amare Bikini e costumi!

È per me un onore poter visitare MAREDAMARE e vedere in anteprima le tendenze swimwear 2023: anche tu sei curiosa di scoprirle?
Eccoti qualche anticipazione!

MAREDAMARE è l’evento europeo di riferimento per il mercato del beachwear che si terrà dal 23 al 25 luglio nella Fortezza da Basso di Firenze. Ospiterà quasi 200 marchi del settore e svelerà in anteprima assoluta i temi che definiranno le tendenze da spiaggia per l’estate 2023. I quattro temi ‘distillati’ sono il frutto di un’ approfondita e scrupolosa indagine messa a punto analizzando le direction dei più importanti trends forecaster del mondo per poi perfezionarle al dettaglio grazie alla condivisione con gli uffici stile dei più noti brand del comparto.

Blossom Tales

Storie di fiori che si svelano. Tutta la forza e l’esuberanza dei colori naturali disegnano fondi pieni pronti ad ospitare la più sublime ricercatezza pittorica. Micro o macro, si prendono la scena per consegnarci una vera e propria opera d’arte da indossare.


Solid and Stripes

Geometrie severe e armoniche dividono gli spazi, ne determinano il ritmo e la punteggiatura. Cadenzano in una danza perfetta e rigorosa, tagliano e accompagnano per un effetto finale moderno e pesato. I fondi pieni, invece, giocano su tagli più decisi e colori naturali, dalle terre ai mille azzurri del cielo.


Vitamin Pills

Luci e bagliori taglienti, i colori fluo multivitaminici si prendono tutta l’attenzione come integratori di felicità e benessere. Pillole di vitalità in comodi blister per accendere l’estate di pura energia. Uniti o combinati si intrecciano in un sapiente gioco di sguardi.


Tribal Sauce

L’etnico contemporaneo in salsa tribale. Ispirazioni di viaggi esotici, di popolazioni remote e segni ancestrali disegnano una nuova semiotica del tema tribale allontanandosi dai circuiti di massa per approdare in un nuovo territorio tutto da scoprire.


Ti aspetto la prossima settimana qui, su Curvy Pride Blog, per raccontarti la mia esperienza!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia, ma fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia

I SOLITI IGNOTI: IO, MODELLA CURVY, VI SVELO COS’È SUCCESSO DIETRO LE QUINTE DELLA TRASMISSIONE TELEVISIVA

Le identità segrete da indovinare… Sapete riconoscere la modella curvy?

Messaggio da Curvy Pride “Ciao Martina, ti piacerebbe partecipare ad una puntata de “I soliti ignoti”? Stanno cercando l’identità “modella curvy”.
Perchè no, ho pensato, così ho inviato i miei dati ed alcune foto e dopo qualche giorno la produzione mi ha contattata per registrare la puntata a Roma!
Che emozione!

Non sono mai stata in uno studio televisivo e per me, che vengo dal Veneto e non da una metropoli come Roma o Milano, tutto era nuovo.
Sono rimasta stupita dall’organizzazione, efficienza e puntualità di RAI/Endemol nel gestire la logistica, e ancor di più sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla gentilezza di tutti gli addetti, soprattutto da parte di Ilaria.

Davanti al Teatro delle Vittorie

Dopo essere arrivati al Teatro delle Vittorie abbiamo iniziato le procedure burocratiche: sommate a quelle da seguire per il COVID erano pari ad un rogito (su stessa ammissione degli addetti!). Alla fine di tutto l’iter un notaio si assicurava che ciò che avremmo affermato durante la puntata corrispondesse a verità.
Abbiamo fatto una riunione con gli autori, che ci hanno fatto alcune domande sul nostro mestiere e sulla nostra vita quotidiana, per estrapolare degli “indizi”, gli stilisti hanno scelto e controllato i nostri outfit (sapete che in RAI esiste un “occultatore di marchi”?), infine abbiamo fatto una prova generale della trasmissione.

I miei “indizi”



Dietro alle quinte il clima era molto rilassato, abbiamo chiacchierato tra di noi in attesa arrivassero Amadeus e l’ospite VIP misterioso.
Gli autori RAI ci hanno indicato quali frasi dire al concorrente in caso avesse chiesto degli indizzi o la “Fotona”.
Uno dei miei indizi era “Con queste forme mi sento sempre in forma!” un gioco di parole azzeccato e che sottolinea la positività di essere una modella curvy.

Si abbassano le luci ed inizia la registrazione. Entra il concorrente VIP, l’attore, comico, cuoco e cantante Andy Luotto.
Amadeus introduce le varie identità, tra cui la “Modella Curvy, ovvero una modella con delle misure un po’ più abbondanti” e nel corso della trasmissione ad un dubbio di Andy spiega, correttamente, che la modella curvy ha delle misure più abbondanti rispetto alle modelle standard.

Per chi conosce il mondo curvy, era fin troppo evidente che la modella curvy fossi io, infatti ero la più formosa tra le concorrenti e, su consiglio degli stilisti del programma, indossavo un abito elegante e tacchi alti.
Dovevo infatti essere una tra le identità più facili da indovinare.

Ero l’identità nr.7 e prima di me si è presentata Afef, bellissima ragazza di origine marocchina. Andy non ha dubbi, la modella curvy è lei. “Qui l’idea è ben precisa… la modella curvy non la può fare lui o l’altro, e la signora beh per fare la modella ci vuole…hem…” e conferma l’identità di Modella Curvy.
Per chi non ha visto la puntata, Afef è la concorrente nr. 4 nella foto di gruppo.

Amadeus chiede alla concorrente che taglia porti e lei simpaticamente risponde “La meno venti! A parte gli scherzi, la mia taglia non è da considerarsi fuori dagli standard”. Andy spiega che secondo lui Afef “ha le curve”, Amadeus ribatte che ci sono curve E CURVE, nel caso della modella curvy la taglia è più abbondante.
Complimenti sia al conduttore che al concorrente che, accortisi di essere al limite della gaffe politically correct, precisano che tutte le curve sono belle!
Amadeus puntualizza che in Italia le misure curvy partono dalla taglia 46.

E’ il mio turno!

Arriva il mio turno e dagli scalini scendo verso il centro dello studio sul mio tacco 12. A questo punto Andy esclama: “Adesso ho capito tutto! Lei sta bene, e si vede!”. Ringrazio e continuo il gioco, Andy conferma immediatamente “Modella Curvy”e naturalmente indovina, portandosi a casa i 5.000 Euro.
Amadeus ci tiene di nuovo a sottolineare che il curvy parte dalla taglia 46, esclama “bella ed elegante!” , Andy ribadisce “ed anche una bella simpatia!” , poi passano all’identità successiva ed al “parente misterioso”.
Non ho riportato i complimenti che ho ricevuto per vantarmi, ma per far capire alle donne che mi leggono che una donna curvy che si ama e si prende cura di sè non ha nulla da invidiare ad una donna snella. Non siamo peggiori o migliori delle donne magre, ogni donna vale per quello che si sente di valere.

Due sono i motivi che mi hanno spinta a raccontarvi la mia esperienza in TV:
il primo naturalmente è per raccontarvi cosa succede dietro alle quinte di uno spettacolo televisivo e per ringraziare Curvy Pride di questa fantastica opportunità, la seconda è per riflettere sulla parola CURVY, questa parola multiforme e misteriosa…

Modella Curvy, il mestiere misterioso.

La partecipazione a “I soliti Ignoti” mi ha dato modo di riflettere sul termine “curvy”.
Sto scrivendo sul blog di Curvy Pride, penso che la maggior parte delle persone che mi leggono sapranno cosa significa curvy: una donna che indossa una taglia più abbondante rispetto alle taglie considerate standard.
In Italia la moda curvy parte ufficialmente dalla taglia 46, anche se alcuni marchi di moda iniziano già dalla 44.
Il termine curvy significa semplicemente “con le curve” e se volessimo fare i precisini con l’etimologia della parola, tutte le donne dovrebbero essere considerate curvy. Il corpo della donna è per sua definizione, accogliente e pieno di curve, che sia magro, formoso o plus size.

Ora entriamo nella terminologia della moda, stiamo infatti parlando di “modella curvy”.
Negli anni ’50 e ’60 la donna curvy era la pin-up, una donna snella ma dalle forme morbide su seno e fianchi: come dimenticare Betty Page e Marilyn?
Dagli anni 90 all’inizio degli anni 2000, come ben sappiamo, la moda ha considerato quasi esclusivamente modelle magre e molto magre, relegando la donna curvy ad informi “taglie conformate” che poco valorizzavano e molto nascondevano. Da qualche anno a questa parte finalmente la moda si è accorta delle tante donne curvy e plus-size ed ha iniziato a creare linee di abbigliamento che sappiano valorizzarci.
Dalla necessità di valorizzare il corpo di donne molto diverse (dalla taglia 46 in su, con diverse proporzioni) nasce l’esigenza di molte modelle curvy: quella snella con seno prosperoso, quella piccolina e rotondetta, quella a pera, quella giovane e quella più avanti con gli anni e così via.

Se lo standard della modella nell’immaginario collettivo è una donna giovane, alta e magra, come possiamo definire lo standard per una modella curvy?
Ebbene, non c’è uno standard.
La modella curvy viene scelta per le sue particolarità dall’azienda in base allo stile e al settore di mercato che vogliono valorizzare. Ci sono differenze notevoli anche da un Paese all’altro, basti pensare che se in Italia si parte da una 44/46, in Germania non si considera curvy una donna sotto la taglia 50.

Il mestiere di modella curvy viene svelato, a sinistra durante una sfilata, a destra una foto in posa come fotomodella curvy.

Una modella curvy è quindi una donna di bella presenza, che i Italia indossa una taglia 46 o oltre (alcune case di moda iniziano già dalla 44 ), questa donna deve saper posare e sfilare.
Udite udite, ciò che fa la differenza non è più un numero, una taglia, un’età, ma la professionalità della modella stessa.
Torniamo per un attimo alla trasmissione “I soliti ignoti”, finché eravamo ferme, il concorrente ha indicato subito Afef come modella curvy, perché ha pensato che una modella dovesse essere bella, giovane e con un bel fisico (ricordiamo che la nostra società ancora individua, più o meno consciamente, la bellezza fisica in un corpo snello).
Nel momento in cui mi ha vista scendere le scale con disinvoltura ed eleganza, senza cadere dai trampoli, ha esclamato “adesso ho capito tutto!”
Anche Amadeus ha sottolineato “bella ed elegante”.
La differenza tra “Martina” e “Martina modella” non l’ha fatta il mio aspetto fisico, bensì il mio portamento e la mia esperienza nello sfilare e nel posare.

Curvy Pride è ancora una volta una meravigliosa realtà che crea aggregazione e condivisione: stavolta lo fa attraverso GLAMOUR SOCIAL MODEL, progetto legato al mondo della moda, degli shooting e delle sfilate. Siamo un gruppo di persone “normali” e modelle di ogni tipo che… beh, se volete scoprire cosa facciamo e avere tutte le info e magari sfilare con noi, cliccate Glamour Social Model

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
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È NATO IL GRUPPO GLAMOUR SOCIAL MODEL

Questo mese di marzo 2021 ospita la nascita del nuovo progetto Curvy Pride legato al mondo della moda, del fashion e della bellezza: Chiediamo qualcosa a riguardo a Angela Mattia, referente del progetto, e anch’io, Martina Giraldi, ospite d’eccezione nelle Zoom, vi svelo qualche chicca.

Angela, come è nato il progetto Glamour Social Model?

Un bel giorno ho ricevuto una telefonata da Simona, la responsabile di Curvy Pride, che mi ha detto queste testuali parole: “Angela, vorresti fare la coordinatrice del mondo fashion?”, al che le ho risposto: “Non so ancora cosa significhi, ma già dal nome accetto!”
Con questa iniziativa vogliamo tornare alle origini dell’Associazione (per chi non lo sapesse, il tutto è nato dall’idea di un flash mob) diffondendo la “curvy revolution” con sfilate, shooting, in maniera più leggera e divertente oltre a continuare a trattare temi socialmente importanti con iniziative sui social e letterarie.

In cosa consiste il progetto?
In questo periodo di pandemia molte iniziative dell’associazione sono rimaste ferme.
Pensiamo ad esempio a Meraviglie a Palazzo, ai flashmob, agli shooting fotografici e alle partecipazioni a trasmissioni nazionali come ITALIASI e DOMENICA IN.
Il progetto GLAMOUR SOCIAL MODEL consiste nella creazione di un gruppo pronto a sfilare e a rispondere alle interviste quando sarà il momento, con ben chiari e saldi i valori dell’associazione Curvy Pride.

Ci siamo chieste: cosa possiamo fare ora?
Abbiamo così programmato delle videoconferenze in Zoom e creato un gruppo Whatsapp per imparare i trucchi del mestiere e condividere informazioni ed esperienze.

Chi può partecipare al progetto?
Tutti! È proprio questo il bello perché non c’è alcun limite di taglia, colore, altezza, età, sesso, etnia; porteremo in passerella qualsiasi tipo di forma e di storia.
Vogliamo realizzare sogni, sfilare, fare shooting fotografici, per regalarci e regalare una giornata e sentirci fantastici!
Non ci sono limiti: questa è l’unicità e potenza di questo progetto!

PER PARTECIPARE ALLE ZOOM E ISCRIVERVI AL GRUPPO WHATSAPP VI INVITIAMO A SCRIVERCI A glamoursocialmodel@gmail.com

LA PROSSIMA ZOOM SI TERRÀ MARTEDÌ 20 APRILE ALLE 19

Martina, cosa ne pensi di Glamour Social Model?
Credo che questo progetto sia una vera e propria rivoluzione nel mondo della moda. Per la prima volta, ogni persona viene presa in considerazione, si dà la possibilità a tutti di mettersi in gioco e di poter raggiungere un sogno, o di fare una nuova esperienza.
Anche se la moda curvy è stata sdoganata, è molto difficile entrare a far parte di un’agenzia di modelle curvy se non si hanno i requisiti necessari (età, altezza, misure), io stessa non potrei farne parte perché sono troppo “vecchia”, bassa e non ho le misure richieste!
Fin da quando ero piccola ho sempre pensato che ogni essere umano nasca con dei TALENTI da condividere con l’umanità: nella nostra società spesso i nostri talenti vengono soffocati sul nascere perché non stiamo nei rigidi parametri della bellezza fisica stereotipata.
Glamour Social Model è un’opportunità per tutte le persone di mettersi in gioco e scoprire i propri talenti!

Qui sotto trovate alcuni link al profilo YouTube di Curvy Pride con alcuni dei nostri eventi delle edizioni precedenti. Con l’augurio per tutti noi di tornare a fare questi eventi live al più presto!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia e fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia

REMOTE SHOOTING: PRO E CONTRO (PARTE 2)

Dopo avervi raccontato la mia esperienza con il remote shooting, il servizio fotografico da remoto, vi espongo le mie considerazioni.

Di certo può sembrare una modalità limitante e per certi versi lo è, ma per molti fotografi e modelle è anche la possibilità di continuare a lavorare durante la pandemia, o di scattare con fotografi situati in luoghi lontani da raggiungere e di ampliare così il nostro portfolio.
In Italia non se ne parla ancora molto, ma all’estero è già molto usata.

Se, come me, non disponete di attrezzatura fotografica professionale ( IphoneX o Iphone12, sfondi e luci fotografiche) vi “divertirete” ad inventare soluzioni rocambolesche (Leonardo Da Vinci sarà fiero di voi). Il nastro adesivo diventerà il vostro miglior alleato per posizionare il tablet o lo smartphone nei modi più disparati e potrete sbizzarrirvi nelle angolazioni.

Quali programmi possiamo utilizzare?

FaceTime: durante la videochiamata il fotografo dà alla modella le indicazioni sull’inclinazione dello smartphone (o tablet) e sulla posa da assumere, e scatta la foto durante la videochiamata. L’immagine viene salvata come scatto, e non come semplice screenshot, nel device del fotografo.
La qualità è abbastanza alta, naturalmente la foto risulta un po’ pixellata perché dopotutto stiamo usando una connessione internet. Sarà quindi necessario un lavoro di postproduzione da parte del fotografo per rimuovere i pixel (con Photoshop o simile).
La qualità fotografica è più che adeguata per una foto da pubblicare su Instagram, ma non è qualità di stampa.

Foto scattata con FaceTime ed editata con Photoshop, by Neil Adams @thecurvyzone


Clos:
Un vantaggio di questa app è che può essere utilizzata sia con i devices Apple che con il sistema Android o PC da parte del fotografo.
La modella invece deve avere un device Apple, per ora. La app è in fase di implementazione quindi forse fra qualche mese sarà disponibile anche per Android.
Vista la quantità esorbitante di immagini, il fotografo ha urlato “WOW” quando ha aperto i files. Il risultato e la qualità di Clos, rispetto a FaceTime, erano spettacolari.

Anteprima del fantastico servizio fotografico da remoto “da sposa” di Neil Adams. Queste sono le foto grezze, così come sono risultate dagli scatti con Clos. Le foto vengono poi elaborate dal fotografo con un programma di grafica per togliere eventuali pixel o imperfezioni e per regolare la luminosità.
Foto scattata con Clos ed editata con Photoshop, by Neil Adams @thecurvyzone

Facebook Messenger o Whatsapp ( la qualità fotografica è simile ):
La qualità era nettamente inferiore a quella di Clos e di FaceTime. Vi allego qualche scatto di prova, per mostrarvi la differenza di qualità fotografica delle varie app.
Con lo stesso outfit abbiamo poi sperimentato sia FaceTime che Clos e la qualità era elevatissima.
Zoom: potete usare anche Zoom con la stessa modalità e risultati analoghi.

Foto a sinistra provino con Whatsapp.
Foto a destra di Hellroy Castle @E_photohorizon con FaceTime. Le foto sono state scattate lo sresso giorno, nella stessa stanza, con lo stesso outfit ma notate la differenza abissale di qualità in base alla app utilizzata.

Shutter App:
Questa applicazione ha il vantaggio di poter essere utilizzata sia da chi ha Ios (Apple) che da chi ha Android.
La qualità è abbastanza buona, le foto vengono salvate come scatti (e non come screenshot) sul device del fotografo.
Unico neo: non è possibile utilizzare la fotocamera anteriore ma solo quella posteriore, quindi potete fare riferimento solo alla voce del fotografo senza vedere le sue indicazioni mentre scatta (molto utile soprattutto se il fotografo non parla italiano). Dovrete inoltre regolare molte volte la fotocamera per raggiungere la distanza e l’inclinazione giuste, perché appunto non vedrete l’inquadratura nel vostro device, solo il fotografo la vede.

Bozza di foto (non ancora editate) scattate con Shutter App. La qualità non è buona come FaceTime o Clos ma di sicuro migliore di Whatsapp o Facebook messenger. Foto di @the.thiird.eye


Il bello del remote shooting è anche il fatto di scattare a casa propria, in completa sicurezza, senza temere di trovarsi in situazioni imbarazzanti con un fotografo che non si conosce bene
La modella ha il pieno controllo di outfit, pose, tempistiche, si può quindi sperimentare anche con degli stili nuovi in completa tranquillità.
Per essere ancora più tranquille, vi consiglio di utilizzare Clos e di creare una “stanza” (room), da questa stanza inviate il link al fotografo. In questo modo tutti gli scatti verranno salvati esclusivamente sul vostro device.
Controllate di avere abbastanza memoria a disposizione prima di iniziare lo shooting, per non rischiare di perdere tutto il lavoro, e fate subito un backup su Drive.
Il fotografo avrà in questo modo solo le foto che voi gli invierete, senza paura che possa condividere scatti imbarazzanti che non avete approvato.
A tal proposito vi invito sempre a scaricare e compilare la LIBERATORIA FOTOGRAFICA che andrà da voi compilata e controfirmata dal fotografo. Trovate il file PDF sul web e potete eventualmente aggiungerci delle clausole.

Riassumendo, ecco i pro e contro della fotografia da remoto, secondo me:

CONTRO:
-La qualità è nettamente inferiore rispetto alla macchina fotografica, e a meno che voi non abbiate delle luci professionali a casa, ne risente anche la luminosità.
-La connessione internet deve essere stabile per ottenere una buona qualità.
-TUTTA la preparazione è a carico della modella, che non solo dovrà curare il proprio look e make-up, ma dovrà organizzare la location prima dello shooting vero e proprio con sfondo, accessori, luci ecc. La modella inoltre dovrà spesso cambiare angolazione della ripresa, secondo le indicazioni del fotografo, vi consiglio di avere un buon supporto smartphone/tablet stabile e regolabile a 360°.
É consigliabile fare una o più prove luce e connessione con il fotografo GIORNI PRIMA dello shooting vero e proprio, accordatevi inoltre sugli outfit in modo da avere già il cambio abito a portata di mano tra una serie di scatti e quella successiva. Meglio programmate, più fluido sarà lo shooting.
-Sconsigliate le app Whatsapp e Facebook Messenger in quanto hanno una bassa qualità.

PRO:
-La possibilità di fare un servizio fotografico anche durante questo periodo di restrizioni, e di scattare con fotografi che si trovano distanti da noi, anche in previsione di un futuro shooting dal vivo.
-Ideale per lavorare con un fotografo nuovo prima di investire tempo e denaro in una trasferta, o come provino.
-La modella ha il completo controllo di foto e pose durante lo shooting, in caso di comportamento inappropriato del fotografo o presunto tale, basterà spegnere il device (e bloccare il maleducato!)
-Essendo a casa vostra sapete quali sono gli angoli della casa migliori, ancora meglio se in prossimità di una finestra con luce naturale, avete a disposizone tutto il vostro armadio!
-Se volete sentirvi ancora più tutelate durante lo shooting, scaricate la app Clos, disponibile per Ios (Apple). Tale app permette alla modella di creare una “stanza” virtuale ed inviare il link d’invito al fotografo. Gli scatti vengono salvati unicamente sul device della modella (ricordatevi di controllare di avere abbastanza spazio di memoria), che li invierà al fotografo una volta visionati. In questo modo non rischiate che girino vostri scatti imbarazzanti!
-Consiglio le app FaceTime o Clos (per Ios – Apple)
-Usate una ring light per illuminare il viso o per creare effetti luce.

Verdetto:
Sconsiglio lo shooting da remoto se volete un risultato fotografico professionale. La qualità di una vera attrezzatura fotografica è incomparabile.
Consigliato invece per chi vuole provare una nuova tecnica, vuole mettersi in gioco o vuole lavorare con un nuovo fotografo, anche da un altro Paese.
Ricordo ancora una volta di prendere accordi chiari, meglio se per iscritto, con il fotografo, e di compilare e firmare la liberatoria fotografica che potete scaricare dal web.

Ora che sapete tutto, o quasi, sul remote shooting, l’unico limite è la vostra creatività!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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