I SOLITI IGNOTI: IO, MODELLA CURVY, VI SVELO COS’È SUCCESSO DIETRO LE QUINTE DELLA TRASMISSIONE TELEVISIVA

Le identità segrete da indovinare… Sapete riconoscere la modella curvy?

Messaggio da Curvy Pride “Ciao Martina, ti piacerebbe partecipare ad una puntata de “I soliti ignoti”? Stanno cercando l’identità “modella curvy”.
Perchè no, ho pensato, così ho inviato i miei dati ed alcune foto e dopo qualche giorno la produzione mi ha contattata per registrare la puntata a Roma!
Che emozione!

Non sono mai stata in uno studio televisivo e per me, che vengo dal Veneto e non da una metropoli come Roma o Milano, tutto era nuovo.
Sono rimasta stupita dall’organizzazione, efficienza e puntualità di RAI/Endemol nel gestire la logistica, e ancor di più sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla gentilezza di tutti gli addetti, soprattutto da parte di Ilaria.

Davanti al Teatro delle Vittorie

Dopo essere arrivati al Teatro delle Vittorie abbiamo iniziato le procedure burocratiche: sommate a quelle da seguire per il COVID erano pari ad un rogito (su stessa ammissione degli addetti!). Alla fine di tutto l’iter un notaio si assicurava che ciò che avremmo affermato durante la puntata corrispondesse a verità.
Abbiamo fatto una riunione con gli autori, che ci hanno fatto alcune domande sul nostro mestiere e sulla nostra vita quotidiana, per estrapolare degli “indizi”, gli stilisti hanno scelto e controllato i nostri outfit (sapete che in RAI esiste un “occultatore di marchi”?), infine abbiamo fatto una prova generale della trasmissione.

I miei “indizi”



Dietro alle quinte il clima era molto rilassato, abbiamo chiacchierato tra di noi in attesa arrivassero Amadeus e l’ospite VIP misterioso.
Gli autori RAI ci hanno indicato quali frasi dire al concorrente in caso avesse chiesto degli indizzi o la “Fotona”.
Uno dei miei indizi era “Con queste forme mi sento sempre in forma!” un gioco di parole azzeccato e che sottolinea la positività di essere una modella curvy.

Si abbassano le luci ed inizia la registrazione. Entra il concorrente VIP, l’attore, comico, cuoco e cantante Andy Luotto.
Amadeus introduce le varie identità, tra cui la “Modella Curvy, ovvero una modella con delle misure un po’ più abbondanti” e nel corso della trasmissione ad un dubbio di Andy spiega, correttamente, che la modella curvy ha delle misure più abbondanti rispetto alle modelle standard.

Per chi conosce il mondo curvy, era fin troppo evidente che la modella curvy fossi io, infatti ero la più formosa tra le concorrenti e, su consiglio degli stilisti del programma, indossavo un abito elegante e tacchi alti.
Dovevo infatti essere una tra le identità più facili da indovinare.

Ero l’identità nr.7 e prima di me si è presentata Afef, bellissima ragazza di origine marocchina. Andy non ha dubbi, la modella curvy è lei. “Qui l’idea è ben precisa… la modella curvy non la può fare lui o l’altro, e la signora beh per fare la modella ci vuole…hem…” e conferma l’identità di Modella Curvy.
Per chi non ha visto la puntata, Afef è la concorrente nr. 4 nella foto di gruppo.

Amadeus chiede alla concorrente che taglia porti e lei simpaticamente risponde “La meno venti! A parte gli scherzi, la mia taglia non è da considerarsi fuori dagli standard”. Andy spiega che secondo lui Afef “ha le curve”, Amadeus ribatte che ci sono curve E CURVE, nel caso della modella curvy la taglia è più abbondante.
Complimenti sia al conduttore che al concorrente che, accortisi di essere al limite della gaffe politically correct, precisano che tutte le curve sono belle!
Amadeus puntualizza che in Italia le misure curvy partono dalla taglia 46.

E’ il mio turno!

Arriva il mio turno e dagli scalini scendo verso il centro dello studio sul mio tacco 12. A questo punto Andy esclama: “Adesso ho capito tutto! Lei sta bene, e si vede!”. Ringrazio e continuo il gioco, Andy conferma immediatamente “Modella Curvy”e naturalmente indovina, portandosi a casa i 5.000 Euro.
Amadeus ci tiene di nuovo a sottolineare che il curvy parte dalla taglia 46, esclama “bella ed elegante!” , Andy ribadisce “ed anche una bella simpatia!” , poi passano all’identità successiva ed al “parente misterioso”.
Non ho riportato i complimenti che ho ricevuto per vantarmi, ma per far capire alle donne che mi leggono che una donna curvy che si ama e si prende cura di sè non ha nulla da invidiare ad una donna snella. Non siamo peggiori o migliori delle donne magre, ogni donna vale per quello che si sente di valere.

Due sono i motivi che mi hanno spinta a raccontarvi la mia esperienza in TV:
il primo naturalmente è per raccontarvi cosa succede dietro alle quinte di uno spettacolo televisivo e per ringraziare Curvy Pride di questa fantastica opportunità, la seconda è per riflettere sulla parola CURVY, questa parola multiforme e misteriosa…

Modella Curvy, il mestiere misterioso.

La partecipazione a “I soliti Ignoti” mi ha dato modo di riflettere sul termine “curvy”.
Sto scrivendo sul blog di Curvy Pride, penso che la maggior parte delle persone che mi leggono sapranno cosa significa curvy: una donna che indossa una taglia più abbondante rispetto alle taglie considerate standard.
In Italia la moda curvy parte ufficialmente dalla taglia 46, anche se alcuni marchi di moda iniziano già dalla 44.
Il termine curvy significa semplicemente “con le curve” e se volessimo fare i precisini con l’etimologia della parola, tutte le donne dovrebbero essere considerate curvy. Il corpo della donna è per sua definizione, accogliente e pieno di curve, che sia magro, formoso o plus size.

Ora entriamo nella terminologia della moda, stiamo infatti parlando di “modella curvy”.
Negli anni ’50 e ’60 la donna curvy era la pin-up, una donna snella ma dalle forme morbide su seno e fianchi: come dimenticare Betty Page e Marilyn?
Dagli anni 90 all’inizio degli anni 2000, come ben sappiamo, la moda ha considerato quasi esclusivamente modelle magre e molto magre, relegando la donna curvy ad informi “taglie conformate” che poco valorizzavano e molto nascondevano. Da qualche anno a questa parte finalmente la moda si è accorta delle tante donne curvy e plus-size ed ha iniziato a creare linee di abbigliamento che sappiano valorizzarci.
Dalla necessità di valorizzare il corpo di donne molto diverse (dalla taglia 46 in su, con diverse proporzioni) nasce l’esigenza di molte modelle curvy: quella snella con seno prosperoso, quella piccolina e rotondetta, quella a pera, quella giovane e quella più avanti con gli anni e così via.

Se lo standard della modella nell’immaginario collettivo è una donna giovane, alta e magra, come possiamo definire lo standard per una modella curvy?
Ebbene, non c’è uno standard.
La modella curvy viene scelta per le sue particolarità dall’azienda in base allo stile e al settore di mercato che vogliono valorizzare. Ci sono differenze notevoli anche da un Paese all’altro, basti pensare che se in Italia si parte da una 44/46, in Germania non si considera curvy una donna sotto la taglia 50.

Il mestiere di modella curvy viene svelato, a sinistra durante una sfilata, a destra una foto in posa come fotomodella curvy.

Una modella curvy è quindi una donna di bella presenza, che i Italia indossa una taglia 46 o oltre (alcune case di moda iniziano già dalla 44 ), questa donna deve saper posare e sfilare.
Udite udite, ciò che fa la differenza non è più un numero, una taglia, un’età, ma la professionalità della modella stessa.
Torniamo per un attimo alla trasmissione “I soliti ignoti”, finché eravamo ferme, il concorrente ha indicato subito Afef come modella curvy, perché ha pensato che una modella dovesse essere bella, giovane e con un bel fisico (ricordiamo che la nostra società ancora individua, più o meno consciamente, la bellezza fisica in un corpo snello).
Nel momento in cui mi ha vista scendere le scale con disinvoltura ed eleganza, senza cadere dai trampoli, ha esclamato “adesso ho capito tutto!”
Anche Amadeus ha sottolineato “bella ed elegante”.
La differenza tra “Martina” e “Martina modella” non l’ha fatta il mio aspetto fisico, bensì il mio portamento e la mia esperienza nello sfilare e nel posare.

Curvy Pride è ancora una volta una meravigliosa realtà che crea aggregazione e condivisione: stavolta lo fa attraverso GLAMOUR SOCIAL MODEL, progetto legato al mondo della moda, degli shooting e delle sfilate. Siamo un gruppo di persone “normali” e modelle di ogni tipo che… beh, se volete scoprire cosa facciamo e avere tutte le info e magari sfilare con noi, cliccate Glamour Social Model

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia, ma fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia

È NATO IL GRUPPO GLAMOUR SOCIAL MODEL

Questo mese di marzo 2021 ospita la nascita del nuovo progetto Curvy Pride legato al mondo della moda, del fashion e della bellezza: Chiediamo qualcosa a riguardo a Angela Mattia, referente del progetto, e anch’io, Martina Giraldi, ospite d’eccezione nelle Zoom, vi svelo qualche chicca.

Angela, come è nato il progetto Glamour Social Model?

Un bel giorno ho ricevuto una telefonata da Simona, la responsabile di Curvy Pride, che mi ha detto queste testuali parole: “Angela, vorresti fare la coordinatrice del mondo fashion?”, al che le ho risposto: “Non so ancora cosa significhi, ma già dal nome accetto!”
Con questa iniziativa vogliamo tornare alle origini dell’Associazione (per chi non lo sapesse, il tutto è nato dall’idea di un flash mob) diffondendo la “curvy revolution” con sfilate, shooting, in maniera più leggera e divertente oltre a continuare a trattare temi socialmente importanti con iniziative sui social e letterarie.

In cosa consiste il progetto?
In questo periodo di pandemia molte iniziative dell’associazione sono rimaste ferme.
Pensiamo ad esempio a Meraviglie a Palazzo, ai flashmob, agli shooting fotografici e alle partecipazioni a trasmissioni nazionali come ITALIASI e DOMENICA IN.
Il progetto GLAMOUR SOCIAL MODEL consiste nella creazione di un gruppo pronto a sfilare e a rispondere alle interviste quando sarà il momento, con ben chiari e saldi i valori dell’associazione Curvy Pride.

Ci siamo chieste: cosa possiamo fare ora?
Abbiamo così programmato delle videoconferenze in Zoom e creato un gruppo Whatsapp per imparare i trucchi del mestiere e condividere informazioni ed esperienze.

Chi può partecipare al progetto?
Tutti! È proprio questo il bello perché non c’è alcun limite di taglia, colore, altezza, età, sesso, etnia; porteremo in passerella qualsiasi tipo di forma e di storia.
Vogliamo realizzare sogni, sfilare, fare shooting fotografici, per regalarci e regalare una giornata e sentirci fantastici!
Non ci sono limiti: questa è l’unicità e potenza di questo progetto!

PER PARTECIPARE ALLE ZOOM E ISCRIVERVI AL GRUPPO WHATSAPP VI INVITIAMO A SCRIVERCI A glamoursocialmodel@gmail.com

LA PROSSIMA ZOOM SI TERRÀ MARTEDÌ 20 APRILE ALLE 19

Martina, cosa ne pensi di Glamour Social Model?
Credo che questo progetto sia una vera e propria rivoluzione nel mondo della moda. Per la prima volta, ogni persona viene presa in considerazione, si dà la possibilità a tutti di mettersi in gioco e di poter raggiungere un sogno, o di fare una nuova esperienza.
Anche se la moda curvy è stata sdoganata, è molto difficile entrare a far parte di un’agenzia di modelle curvy se non si hanno i requisiti necessari (età, altezza, misure), io stessa non potrei farne parte perché sono troppo “vecchia”, bassa e non ho le misure richieste!
Fin da quando ero piccola ho sempre pensato che ogni essere umano nasca con dei TALENTI da condividere con l’umanità: nella nostra società spesso i nostri talenti vengono soffocati sul nascere perché non stiamo nei rigidi parametri della bellezza fisica stereotipata.
Glamour Social Model è un’opportunità per tutte le persone di mettersi in gioco e scoprire i propri talenti!

Qui sotto trovate alcuni link al profilo YouTube di Curvy Pride con alcuni dei nostri eventi delle edizioni precedenti. Con l’augurio per tutti noi di tornare a fare questi eventi live al più presto!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia e fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia

REMOTE SHOOTING: PRO E CONTRO (PARTE 2)

Dopo avervi raccontato la mia esperienza con il remote shooting, il servizio fotografico da remoto, vi espongo le mie considerazioni.

Di certo può sembrare una modalità limitante e per certi versi lo è, ma per molti fotografi e modelle è anche la possibilità di continuare a lavorare durante la pandemia, o di scattare con fotografi situati in luoghi lontani da raggiungere e di ampliare così il nostro portfolio.
In Italia non se ne parla ancora molto, ma all’estero è già molto usata.

Se, come me, non disponete di attrezzatura fotografica professionale ( IphoneX o Iphone12, sfondi e luci fotografiche) vi “divertirete” ad inventare soluzioni rocambolesche (Leonardo Da Vinci sarà fiero di voi). Il nastro adesivo diventerà il vostro miglior alleato per posizionare il tablet o lo smartphone nei modi più disparati e potrete sbizzarrirvi nelle angolazioni.

Quali programmi possiamo utilizzare?

FaceTime: durante la videochiamata il fotografo dà alla modella le indicazioni sull’inclinazione dello smartphone (o tablet) e sulla posa da assumere, e scatta la foto durante la videochiamata. L’immagine viene salvata come scatto, e non come semplice screenshot, nel device del fotografo.
La qualità è abbastanza alta, naturalmente la foto risulta un po’ pixellata perché dopotutto stiamo usando una connessione internet. Sarà quindi necessario un lavoro di postproduzione da parte del fotografo per rimuovere i pixel (con Photoshop o simile).
La qualità fotografica è più che adeguata per una foto da pubblicare su Instagram, ma non è qualità di stampa.

Foto scattata con FaceTime ed editata con Photoshop, by Neil Adams @thecurvyzone


Clos:
Un vantaggio di questa app è che può essere utilizzata sia con i devices Apple che con il sistema Android o PC da parte del fotografo.
La modella invece deve avere un device Apple, per ora. La app è in fase di implementazione quindi forse fra qualche mese sarà disponibile anche per Android.
Vista la quantità esorbitante di immagini, il fotografo ha urlato “WOW” quando ha aperto i files. Il risultato e la qualità di Clos, rispetto a FaceTime, erano spettacolari.

Anteprima del fantastico servizio fotografico da remoto “da sposa” di Neil Adams. Queste sono le foto grezze, così come sono risultate dagli scatti con Clos. Le foto vengono poi elaborate dal fotografo con un programma di grafica per togliere eventuali pixel o imperfezioni e per regolare la luminosità.
Foto scattata con Clos ed editata con Photoshop, by Neil Adams @thecurvyzone

Facebook Messenger o Whatsapp ( la qualità fotografica è simile ):
La qualità era nettamente inferiore a quella di Clos e di FaceTime. Vi allego qualche scatto di prova, per mostrarvi la differenza di qualità fotografica delle varie app.
Con lo stesso outfit abbiamo poi sperimentato sia FaceTime che Clos e la qualità era elevatissima.
Zoom: potete usare anche Zoom con la stessa modalità e risultati analoghi.

Foto a sinistra provino con Whatsapp.
Foto a destra di Hellroy Castle @E_photohorizon con FaceTime. Le foto sono state scattate lo sresso giorno, nella stessa stanza, con lo stesso outfit ma notate la differenza abissale di qualità in base alla app utilizzata.

Shutter App:
Questa applicazione ha il vantaggio di poter essere utilizzata sia da chi ha Ios (Apple) che da chi ha Android.
La qualità è abbastanza buona, le foto vengono salvate come scatti (e non come screenshot) sul device del fotografo.
Unico neo: non è possibile utilizzare la fotocamera anteriore ma solo quella posteriore, quindi potete fare riferimento solo alla voce del fotografo senza vedere le sue indicazioni mentre scatta (molto utile soprattutto se il fotografo non parla italiano). Dovrete inoltre regolare molte volte la fotocamera per raggiungere la distanza e l’inclinazione giuste, perché appunto non vedrete l’inquadratura nel vostro device, solo il fotografo la vede.

Bozza di foto (non ancora editate) scattate con Shutter App. La qualità non è buona come FaceTime o Clos ma di sicuro migliore di Whatsapp o Facebook messenger. Foto di @the.thiird.eye


Il bello del remote shooting è anche il fatto di scattare a casa propria, in completa sicurezza, senza temere di trovarsi in situazioni imbarazzanti con un fotografo che non si conosce bene
La modella ha il pieno controllo di outfit, pose, tempistiche, si può quindi sperimentare anche con degli stili nuovi in completa tranquillità.
Per essere ancora più tranquille, vi consiglio di utilizzare Clos e di creare una “stanza” (room), da questa stanza inviate il link al fotografo. In questo modo tutti gli scatti verranno salvati esclusivamente sul vostro device.
Controllate di avere abbastanza memoria a disposizione prima di iniziare lo shooting, per non rischiare di perdere tutto il lavoro, e fate subito un backup su Drive.
Il fotografo avrà in questo modo solo le foto che voi gli invierete, senza paura che possa condividere scatti imbarazzanti che non avete approvato.
A tal proposito vi invito sempre a scaricare e compilare la LIBERATORIA FOTOGRAFICA che andrà da voi compilata e controfirmata dal fotografo. Trovate il file PDF sul web e potete eventualmente aggiungerci delle clausole.

Riassumendo, ecco i pro e contro della fotografia da remoto, secondo me:

CONTRO:
-La qualità è nettamente inferiore rispetto alla macchina fotografica, e a meno che voi non abbiate delle luci professionali a casa, ne risente anche la luminosità.
-La connessione internet deve essere stabile per ottenere una buona qualità.
-TUTTA la preparazione è a carico della modella, che non solo dovrà curare il proprio look e make-up, ma dovrà organizzare la location prima dello shooting vero e proprio con sfondo, accessori, luci ecc. La modella inoltre dovrà spesso cambiare angolazione della ripresa, secondo le indicazioni del fotografo, vi consiglio di avere un buon supporto smartphone/tablet stabile e regolabile a 360°.
É consigliabile fare una o più prove luce e connessione con il fotografo GIORNI PRIMA dello shooting vero e proprio, accordatevi inoltre sugli outfit in modo da avere già il cambio abito a portata di mano tra una serie di scatti e quella successiva. Meglio programmate, più fluido sarà lo shooting.
-Sconsigliate le app Whatsapp e Facebook Messenger in quanto hanno una bassa qualità.

PRO:
-La possibilità di fare un servizio fotografico anche durante questo periodo di restrizioni, e di scattare con fotografi che si trovano distanti da noi, anche in previsione di un futuro shooting dal vivo.
-Ideale per lavorare con un fotografo nuovo prima di investire tempo e denaro in una trasferta, o come provino.
-La modella ha il completo controllo di foto e pose durante lo shooting, in caso di comportamento inappropriato del fotografo o presunto tale, basterà spegnere il device (e bloccare il maleducato!)
-Essendo a casa vostra sapete quali sono gli angoli della casa migliori, ancora meglio se in prossimità di una finestra con luce naturale, avete a disposizone tutto il vostro armadio!
-Se volete sentirvi ancora più tutelate durante lo shooting, scaricate la app Clos, disponibile per Ios (Apple). Tale app permette alla modella di creare una “stanza” virtuale ed inviare il link d’invito al fotografo. Gli scatti vengono salvati unicamente sul device della modella (ricordatevi di controllare di avere abbastanza spazio di memoria), che li invierà al fotografo una volta visionati. In questo modo non rischiate che girino vostri scatti imbarazzanti!
-Consiglio le app FaceTime o Clos (per Ios – Apple)
-Usate una ring light per illuminare il viso o per creare effetti luce.

Verdetto:
Sconsiglio lo shooting da remoto se volete un risultato fotografico professionale. La qualità di una vera attrezzatura fotografica è incomparabile.
Consigliato invece per chi vuole provare una nuova tecnica, vuole mettersi in gioco o vuole lavorare con un nuovo fotografo, anche da un altro Paese.
Ricordo ancora una volta di prendere accordi chiari, meglio se per iscritto, con il fotografo, e di compilare e firmare la liberatoria fotografica che potete scaricare dal web.

Ora che sapete tutto, o quasi, sul remote shooting, l’unico limite è la vostra creatività!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia e fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia


REMOTE SHOOTING: UNA NUOVA FRONTIERA (PARTE 1)

Oggi vi racconto la mia esperienza con il remote shooting, ovvero il servizio fotografico da remoto attraverso una webcam, un tablet, uno smartphone che ci connette con il fotografo o fotoamatore che sta dall’altra parte.

Di certo può sembrare una modalità limitante e per certi versi lo è, ma per molti fotografi e modelle è anche la possibilità di continuare a lavorare durante la pandemia, o di scattare con fotografi situati in luoghi lontani da raggiungere e di ampliare così il nostro portfolio.
In Italia non se ne parla ancora molto, ma all’estero è già molto usata.

Vi racconto la mia esperienza in prima persona.
Durante la quarantena seguivo la pagina Instagram The Curvy Zone, pagina americana dedicata alla fotografia di curvy e non solo.
Questa pagina mi ha colpito subito perché a differenza di altre non raffigurava solo le curvy in pose sensuali e provocanti bensì in abiti quotidiani e da lavoro. Ogni foto era accompagnata dall’intervista alla modella e le venivano alternate da frasi positive e motivazionali.
Sono entrata in contatto con il gestore della pagina, Neil Adams, che ho scoperto essere anche fotografo e autore di tutte le foto pubblicate, e ci siamo scambiati opinioni e punti di vista sulle differenze tra essere curvy in Italia e negli USA.

La differenza è abissale: negli USA le donne curvy sono amate ed apprezzate non solo per la loro carica sensuale ed erotica ma anche, e soprattutto, per il loro empowerment e per la loro consapevolezza. In Italia nella maggior parte dei casi le curvy sono viste in due modi: o come donne “poco sane e pigre perché il sovrappeso fa male alla salute” (ma noi di Curvy Pride sappiamo bene che non è così e stiamo cercando, insieme a voi, di combattere questo pregiudizio) o come “sogno proibito” dei maschietti italiani.

Come fotomodella curvy mi arrivano molte richieste di collaborazione, la maggior parte, purtroppo, ha secondi fini o chiede di fare scatti troppo audaci finalizzati non tanto alla fotografia artistica, quanto al sollazzo degli amanti delle curvy.
Fortunatamente ho potuto collaborare con diversi fotografi e fotoamatori che si sono comportati in modo serio e professionale.
Se siete aspiranti modelle curvy, non abbiate paura di chiedere informazioni sul tipo di servizio fotografico e non cedete alle pressioni se non vi sentite a vostro agio con la richiesta: un fotografo professionale è sempre rispettoso della modella.

La prima foto del servizio fotografico da remoto con Neil Adams, qui si nota l’illuminazione artificiale e lo sfondo casereccio creato a partire da un lenzuolo bianco!
@thecurvyzone

Tornando al discorso del remote shooting, sono sempre stata molto diffidente in quanto pensavo di poter incappare in malintenzionati, ho rifiutato diverse proposte da fotografi che si sono proposti in modo ambiguo.
Neil, al contrario, mi ha fatta subito sentire a mio agio e mi ha fatto sperimentare la famosa professionalità ed organizzazione statunitense. Io, in questo caso, rappresentavo l’intraprendenza italiana di una persona che, priva di attrezzatura fotografica professionale, doveva inventarsi soluzioni rocambolesche (Leonardo Da Vinci sarebbe fiero di me). Il nastro adesivo è diventato il mio miglior alleato per posizionare il tablet nei modi più disparati.


Per questo primo servizio abbiamo utilizzato il programma FaceTime: durante la videochiamata il fotografo dà alla modella le indicazioni sull’inclinazione dello smartphone (o tablet) e sulla posa da assumere, e scatta la foto durante la videochiamata. L’immagine viene salvata come scatto, e non come semplice screenshot, nel device del fotografo.
La qualità è abbastanza alta, naturalmente la foto risulta un po’ pixellata perchè dopotutto stiamo usando una connessione internet. Sarà quindi necessario un lavoro di postproduzione da parte del fotografo per rimuovere i pixel (con Photoshop o simile).
La qualità fotografica è più che adeguata per una foto da pubblicare su Instagram, ma non è qualità di stampa.

Una delle mie foto preferite del primo remote shooting di Neil Adams, abbiamo sfruttato il più possibile la luce naturale della finestra. @thecurvyzone

Durante l’estate ho potuto nuovamente lavorare con fotografi dal vivo, ma non appena le restrizioni per il Covid sono tornate a farsi sentire ho preso nuovamente in considerazione il remote shooting. Nel frattempo Neil mi aveva chiesto se sarebbe stato possibile fare delle foto in abito da sposa, in quanto il settore “matrimonio” era un suo target.
Neil mi ha inoltre proposto di utilizzare il programma Clos, in quanto le foto sarebbero state di qualità migliore rispetto a quelle scattate con FaceTime la volta precedente.
Il matrimonio è uno dei giorni più importanti per una donna, quindi anche se non mi sarei sposata sul serio volevo fare le cose in grande e con tutti i crismi. Ho potuto contare sulla collaborazione di diversi professionisti, entusiasti di prender parte al nostro progetto oltre oceano: Sposa Curvy mi ha prestato un abito da sposa (mi sono letteralmente commossa quando ho aperto la scatola), il mio parrucchiere mi ha acconciata da sposa nonostante il capello corto, una Mua è venuta a casa mia dotata di tutti di dispositivi di sicurezza necessari, ed una serra della mia zona mi ha confezionato un piccolo boquet a tema con l’abito.
Da parte mia l’organizzazione per coordinare tutto è andata avanti per circa due settimane, il fotografo ed io abbiamo anche fatto alcune prove luce ed abbiamo testato Clos.
Un vantaggio di questa app è che può essere utilizzata sia con i devices Apple che con il sistema Android.
Puntuali, il 3 Dicembre alle 14.30 ora italiana (8.30 negli USA) abbiamo iniziato a scattare. Sono risultate la bellezza di 890 foto! Vista la quantità esorbitante di immagini, le foto finite non sono ancora pronte ma vi mando un’anteprima. Il fotografo ha urlato “WOW” quando ha aperto i files. Il risultato e la qualità di Clos, rispetto a FaceTime, erano spettacolari.

Anteprima del fantastico servizio fotografico da remoto “da sposa” di Neil Adams. Queste sono le foto grezze, così come sono risultate dagli scatti con Clos. Le foto vengono poi elaborate dal fotografo con un programma di grafica per togliere eventuali pixel o imperfezioni e per regolare la luminosità.
Ci tengo a ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto:
La MUA Rosita Ros, che vedete all’opera in foto, in perfetta osservanza delle normative Covid @rosita_make_up
Sposa Curvy per l’abito da sogno @sposacurvy
Il team parrucchieri TagliatiXilSuccesso di Marco Amistani @amistanimarco
Florgarden Bet per il boquet – Florgarden Bet su Facebook.

Arrivati questo punto, il povero Neil era giustamente stufo di fotografare sempre la stessa modella, per quanto simpatica! 😉
Ho ringraziato il bravissimo Neil, e in attesa degli scatti finiti ho iniziato altre collaborazioni via remoto con Emanuele ( in arte Hellroy Castle ) ed altri fotografi italiani ed esteri.

Ultimiamo questo articolo con alcuni scatti stile fetish di Hellroy Castle!
Non avrei mai pensato di scattare in stile fetish, invece ho scoperto che è un mondo dalle molte sfumature, non per forza estreme o volgari.
Il bello del remote shooting è anche il fatto di scattare a casa propria, in completa sicurezza, senza temere di trovarsi in situazioni imbarazzanti con un fotografo che non si conosce bene.
La modella ha il pieno controllo di outfit, pose, tempistiche, si può quindi sperimentare anche con degli stili nuovi in completa tranquillità.
Per essere ancora più tranquille, vi consigio di utilizzare Clos e di creare una “stanza” (room), da questa stanza inviate il link al fotografo. In questo modo tutti gli scatti verranno salvati esclusivamente sul vostro device.
Controllate di avere abbastanza memoria a disposizione prima di iniziare lo shooting, per non rischiare di perdere tutto il lavoro, e fate subito un backup su Drive.
Il fotografo avrà in questo modo solo le foto che voi gli invierete, senza paura che possa condividere scatti imbarazzanti che non avete approvato.
A tal proposito vi invito sempre a scaricare e compilare la LIBERATORIA FOTOGRAFICA che andrà da voi compilata e controfirmata dal fotografo. Trovate il file PDF sul web e potete eventualmente aggiungerci delle clausole.

Foto da remoto di Hellroy Castle AKA @E_photohorizon
Foto scattate con FaceTime.
Mi sono divertita un sacco durante questo shooting, ho fatto una serie di foto con cibo: fragole, marshmallows, liquirizie… Cosa c’è di meglio per una Curvy Model? Forse solo la pizza.
Se amate la musica anni ’90 forse riconoscerete un tributo all’album Enema of the State dei Blink 182.


Ora che vi siete fatti un’idea di come funziona uno shooting da remoto, aspettate il mio prossimo articolo dove vi svelerò alcuni trucchi e condividerò il mio pensiero in merito a questa modalità fotografica.
A presto!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia e fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
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I’M DREAMING OF A SWEET CHRISTMAS

Due ricette facili facili per allietare le vostre giornate invernali e, perchè no, da preparare e regalare ai vostri cari!

Negli anni ’80 una mamma cresciuta in Svizzera insegnava alla sua bimba i primi rudimenti di come preparare i “Guetzli”.
Guetzli è una simpatica parola svizzera che sta per “biscottini” con cui si intendono soprattutto i biscottini di Natale. Quella di preparare biscotti natalizi è molto forte, una vera e propria tradizione tramandata da nonni e genitori ai figli e nipoti.
I Guetzli erano uno dei motivi che rendeva l’avvento il mio periodo preferito in assoluto: ancora ricordo l’aroma dei biscotti, quello dell’arancia messa a seccare sul termosifone e quello degli aghi di abete tagliati ed usati per creare il centrotavola, ricordo la luce delle candele (ne accendevamo una per ogni domenica d’avvento), il tintinnio delle campanelline che giravano con il calore della fiamma e la musica classica in sottofondo. Secondo i miei genitori ascoltare musica classica mi avrebbe resa una bambina molto intelligente, non so se abbia funzionato, ma di certo sono diventata un’appassionata di dolci ed un’esperta nella preparazione di biscotti!

Assieme a mia mamma preparavo chili e chili di biscotti da regalare e condividere con parenti ed amici. I biscottini piacevano, così mia mamma ha ben pensato di assoldare pure le bambine dei vicini: retribuzione in dolcetti!
Diventata un po’ più grandicella ho smesso di ascoltare musica classica, sostituita da rock e pop, ma ho continuato a preparare i biscottini con mamma o assieme alle mie amiche.

Storica è rimasta l’annata 2003, quando, senza alcun aiuto esterno, ho preparato 12 kg di biscotti in tre giorni. Oltre ai classici “Spitzbuben” (biscotti di pastafrolla ripieni di marmellata) ho preparato: biscotti alle mandorle, alle nocciole ed al pistacchio, montagnette al cocco, tasche di biscotti ripiene di noci, biscotti alle mandorle ricoperti di cioccolato fondente, brownies (ok, questi non sono tipici svizzeri ma ugualmente buoni), biscotti al cioccolato con e senza copertura, biscotti alla cannella e biscotti alla frutta secca ricoperti di cioccolata fondente.
La cosa più bella non era solo poter gustare queste prelibatezze, ma condividerle e vedere un sorriso sul viso della persona alla quale li offrivo.


In questo periodo particolare potremmo trovarci con meno soldi e più tempo libero, ecco quindi che possiamo rispolverare l’arte del regalo, anzi del DONO fatto a mano.
Un dono non è solo un regalo materiale, significa anche offrire il tempo che abbiamo impiegato pensando proprio a quella persona!

Per questo condivido con voi un paio di ricette di dolcetti natalizi, da regalare o semplicemente da gustare in compagnia.

“Spitzbuben” (Biscotti di pastafrolla ripieni di marmellata)

Questa è la ricetta classica, ho aggiunto tutti i “trucchi del mestiere” che ho imparato in quasi 40 anni di pratica. Se seguite le istruzioni e la ricetta alla lettera, sono biscotti infallibili che piacciono a tutti!
In caso di allergie o intolleranze ad uno o più ingredienti, non sostituiteli a casaccio, contattatemi pure, sono disponibile per consigliarvi le sostituzioni e le dosi.

Innanzitutto prepariamo l’impasto: vi consiglio di prepararlo almeno un giorno prima ( si conserva in frigo per qualche giorno, ben chiuso in un contenitore ermetico o avvolto in pellicola trasparente). Se proprio non potete prepararlo prima, lasciatelo raffreddare in frigo per almeno un’ora prima di utilizzarlo.

250g burro di buona qualità: consiglio di utilizzare il “burro tedesco”, a temperatura ambiente
125g di zucchero a velo
1 bustina di vanillina (o 1 cucchiaino di vaniglia bourbon)
1 pizzico di sale
1 albume, leggermente sbattuto con la forchetta
350g farina 00
Marmellata per farcire (o anche Nutella, se preferite)
Amalgamare tutti gli ingredienti tranne la marmellata con il robot da cucina o impastando a mano, dovrete ottenere un impasto omogeneo. Come accennavo prima, metterlo in frigo per almeno un’ora, o ancora meglio per tutta la notte.

Preriscaldate il forno a 200°C (qui dipende molto dal vostro forno, fate delle prove e vedete se i biscotti sono ben cotti, o bruciacchiati, in caso aggiustate la temperatura con l’infornata successiva)
Usate un mattarello antiaderente. Se ne avete solo uno di legno, appoggiate un foglio di carta da forno sull’impasto, altrimenti si attaccherà sul legno.
Con il mattarello stendete la pasta a circa 3-4 mm di spessore. Se l’impasto è troppo duro e non si stende, aspettate 10-20 minuti lasciandolo fuori dal frigo. Per far si che i biscotti vengano tutti dello stesso spessore, usate un mattarello apposito (chiedete in negozio) o usate due listelli di legno dello stesso spessore, da mettere ai lati del mattarello.
Ora ritagliate le formine, usando stampini per biscotti di forma regolare: il biscotto “Spitzbuben” classico è rotondo, con un foro in mezzo. Potete sbizzarrirvi con le forme, ricordatevi però di fare un foro un biscotto si ed uno no.
(Nota: i biscotti si formano meglio se l’impasto è freddo. Se l’impasto si scalda troppo a temperatura ambiente, mettetelo qualche minuto in frigo prima di continuare)
Mettete i biscotti su una teglia ricoperta di carta da forno per evitare che si attacchino.

Cuocere per 6-8 minuti. Anche qui dipende dal vostro forno, i biscotti devono essere cotti ma non anneriti, se risultano anneriti o scuri sui bordi, diminuite il tempo di cottura o abbassate la temperatura.
Una volta cotti mettete un po’ di marmellata (o Nutella) sul biscotto senza buco e coprite con il biscotto bucato in modo che il ripieno fuoriesca dal foro.
E’ meglio fare questa operazione quando i biscotti sono ancora caldi. State attenti a non scottarvi e a non rompere i biscotti in quanto sono ancora fragili. Potete aiutarvi con una spatolina o con un coltello a punta arrotondata.
Mettete su un piatto e spolverizzate di zucchero a velo.

Una volta raffreddati, i biscotti si conservano 1 settimana-10 giorni se conservati in una scatola di latta o plastica ermetica, tenuti in frigo o in un luogo fresco (ad esempio cantina).
Ma credetemi, è improbabile che durino così a lungo! 😉

Et voila, gli Spitzbuben “lazzaroni” sono pronti!

Cupcake Bianco Natal

Immagine dei cupcakes tratta dal libro “Mangiami!” di Xanthe Milton, in arte CookieGirl @realcookiegirl
Photo by @simonbrownphotography

Ammetto di aver acquistato un libro solo per questa ricetta! Ho sfogliato il volume in libreria, visto la foto, letto la ricetta ed ho immediatamente pensato: devo farla!
Il problema non era tanto l’acquisto del libro, quanto la reale fattibilità della ricetta: tra gli ingredienti c’erano le clementine, ingrediente sicuramente natalizio ma difficilmente reperibile in Agosto, al momento del mio acquisto.
Ho provato ha preparare la ricetta sostituendo alle clementine le arance, il risultato è venuto buono ma non sensazionale come mi aspettavo.
Ho quindi atteso pazientemente l’inverno e alla prima clementina di ottobre -Zak!- sono corsa a casa a provare la ricetta.
La clementina le da quel “non so che” di profumo festivo.
Il libro in questione è “Mangiami” di Xanthe Milton, detta “Cookie Girl”, una pasticcera inglese e curvy.

Per 12 cupcakes:
110g di burro a temperatura ambiente
110g di zucchero
2 uova
140 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
55g di noci macadamia
85g di cioccolato bianco
scorza di 3 clementine ( in alternativa 2 gocce di olio essenziale di clementina)
succo di 1 clementina
(Nota: potete sostituire la clementina con il mandarino.)

Per la glassa:
170g di zucchero a velo
1 albume
2 cucchiai di acqua calda
un pizzico di cremor tartaro
cocco in scaglie, per decorare

Preriscaldare il forno a 180°C
Preparare lo stampo per muffin antiaderente con i pirottini di carta.
Sbattere burro e zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e leggero, aggiungere le uova, aggiungere farina e lievito precedentemente setacciati poco alla volta.
Aggiungere le scorze (o l’olio essenziale) ed il succo delle clementine.
Tritare le noci macadamia e la cioccolata bianca ed aggiungerli all’impasto.
Riempite i pirottini per 3/4 e cuocete per circa 20 minuti sul ripiano centrale del forno. Verificare la cottura con uno stuzzucadenti: deve uscire pulito.
Sfornare e lasciar raffreddare.

Per la glassa, scaldate tutti gli ingredienti a bagnomaria ( con eccezione della farina di cocco). Montare il tutto con una frusta finchè il composto è leggero ed omogeneo.

Mettete la glassa sui dolci raffreddati, spolverate con la farina di cocco e lasciate riposare al fresco.
Si conservano in frigo per 1-2 giorni, ottimi con un buon the pomeridiano!

E ora che avete finito di preparare i vostri biscotti o i vostri cupcakes, viene il bello: assaggiarli e soprattutto: condividerli!
Buone feste.

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutti i soci e le socie che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia, ma fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia
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