MULTIPOTENZIALE di Lina Serpico

La nostra socia Lina si racconta

Cosaaaaaaaa? Io multipotenziale?
Ho avuto brividi sulla pelle quando in un video di Emilie Wapnick, alle mie orecchie è arrivato il suono di questo termine, prendendomi in pieno.
Quindi io sono una multipotenziale?
Ebbene sì ,e allora?
Cosa è sbagliato e cosa è giusto?
C’è chi nella vita ha un solo interesse, come la cucina, per la quale io sono ASSOLUTAMENTE negata e chi come me ama fare troppe cose, tante.
Questa sono io, questo è il mio mondo, “Il Mondo di Lina”.
Vi starete chiedendo chi sono i multipotenziali e per spiegarvelo devo raccontarvi un po’ di me.
Da piccola, a 6 anni, avevo appena cominciato la prima elementare, mi sono innamorata del pianoforte; quando mi sedevo su quello sgabellino nero i miei piedi non riuscivo nemmeno a toccare a terra e mi trovavo davanti a quell’enorme tastiera bianca e nera, le mani si appoggiavano come per attaccarsi ad un’ancora e la musica che ne usciva mi inondava, come un fiume in piena.
È lo stesso amore che mi ha spinto a diplomarmi al Conservatorio, per poi intraprendere il percorso per il Master in Musicoterapia, con cui ho imparato un nuovo modo di vedere la musica.
Intorno ai 30 anni ho scoperto la grafologia e questa nuova passione mi ha spinto a scrivere un e-book su una disciplina ancora poco conosciuto e di approfondire i miei studi fino a conseguire nei prossimi mesi il Master in Grafologia.
Credete che sia finita? Nooooo!
Un paio d’anni fa, eventi molto travagliati e dolorosi mi hanno travolto ed io per uscire dal buco nero che stava avvolgendo la mia anima, ho indirizzato la mia energia nello Shiatsu. Mi sono iscritta ad una Scuola di Shiatsu e ho imparato per la prima volta a fermarmi ed a respirare al giusto ritmo (ecco che la musica
mi ritorna).
E allora chi sono i multipotenziali?
Persone come tante altre, che si appassionano a ciò che vanno scoprendo negli anni, che desiderano
assaggiare tutti i piatti che la vita prepara sul tavolo e decidere se mangiarli o meno fino all’ultimo boccone.
Potreste pensare che i multipotenziali siano persone superficiali, perché cominciano tante cose senza a volte terminarle, ma la verità è, che alla forza della passione non corrisponde sempre la stessa quantità di
tempo materiale; anche io lavoro e ho famiglia, se prima non impazziscono con tutte le cose che faccio e mi ammazzano.
Dite la verità, se poteste mi chiedereste : “Cosa vuoi fare da grande allora?
Sono onesta se vi dico che non lo so!”
Devo ancora decidere ancora quale altre pietanze assaggiare sul cammino della mia Vita ma il grande dilemma è che finché sarò viva, non sarò MAI sazia.

Riceviamo e pubblichiamo con piacere questo articolo, grazie a tutte le socie e i soci che dedicano parte del loro tempo alla crescita del Curvy Pride Blog, impegnandosi nel volontariato.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice FABIANA SACCO

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: FABIANA SACCO autrice della “Conclusione” del libro. Ringrazio personalmente Fabiana per la disponibilità, la generosità, la dedizione e l’affetto che ha donato all’Associazione CURVY PRIDE – APS. Non possiamo più fare a meno di lei, io per prima!

La maglietta della felicità: Fabiana la indossa con orgoglio ormai da 1 anno!

Breve descrizione personale: Ex estetista, per più di 25 anni ho vissuto a stretto contatto col mondo femminile e posso dire di conoscerlo davvero bene. Oggi sono una coach, una professionista che aiuta le persone a raggiungere i loro obiettivi. In particolare amo sostenere le donne nel loro percorso di crescita personale, aiutandole a vedere il loro valore per svilupparlo e usarlo per rendere la loro vita più felice e piena di significato.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Credo fortemente nel valore della condivisione e la scrittura è un mezzo straordinario per arrivare al cuore, alla testa e alla pancia delle persone. Un libro lo leggi quando vuoi, puoi finirlo e ricominciarlo, saltare i pezzi che ti piacciono di meno e consumare le pagine che ami di più.  Una frase, una parola, possono cambiarti la vita se ti arrivano nel momento giusto per te. L’idea di poter essere d’ispirazione è sempre un grande stimolo per me.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Racconto di come io abbia smesso di sentirmi in colpa a causa del mio peso, di come sia cambiata la mia vita dopo essermi perdonata per non essere perfetta. Non ho dato un titolo alla mia storia perché nel libro viene definita semplicemente CONCLUSIONE, ma se dovessi farlo la chiamerei LIBERTÀ. Libertà di essere me stessa, libertà di andare in giro per il mondo a testa alta, un mondo che troppo spesso ci propone dei modelli di vita ed estetici davvero stereotipati e non tiene conto che ogni essere umano è unico e per questo straordinario.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Mi auguro che tu che leggerai le mie parole possa aprirti a nuove possibilità. Quella di volerti bene nonostante tu non ti piaccia al cento percento. Quella di perdonarti se non sei come gli altri vorrebbero che tu fossi. Mi piacerebbe davvero che tu cominciassi a pensare che sei una persona unica, che hai tanto da dire e da dare, anche se non ti vedi bella, anche se ti sembra di non essere all’altezza degli altri, anche se nessuno ti ha mai dimostrato un po’ di rispetto o di considerazione. Non pretendo di risolvere i problemi della gente, ma se solo sapessi di aver aperto questi spiragli nella testa di anche solo una persona, sarei più che soddisfatta.

Con il libro DILLO A CURVY PRIDE

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Cambia sempre qualcosa! Ogni volta che racconto la mia storia, ogni volta che ne scrivo, riesco a percepire una nuova sfumatura, un particolare che prima non vedevo. Ogni giorno che viviamo su questa Terra arricchisce il filtro con cui guardiamo il mondo e noi stessi. La mia storia è sempre quella ma ogni volta che ne parlo è come se un piccolo riflettore ne illuminasse una parte nascosta, di cui non mi ero accorta. Mi sono arrivati molti messaggi da chi ha letto il libro e ognuno di questi mette in luce quel particolare speciale che per me era nell’ombra: la differenza la fanno gli occhi di chi legge. Il lettore usa il suo filtro e vede ciò che gli serve, fa i suoi ragionamenti e trae le proprie conclusioni. Quando condivide con me questi pensieri mi arricchisco del suo punto di vista, questo è magico e terapeutico anche per me.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Nessuno ha voglia di sorbirsi sermoni su come fare, cosa dire, come vivere la propria vita. Le persone supponenti che si mettono in cattedra ed elargiscono il loro sapere ci hanno stufato. Siamo tutti diversi, quello che ci accomuna sono le storie. Chiunque ne ha una e, se la racconta, troverà molti altri come lui. Attraverso le storie mi riconosco nell’Altro, forse perché mi è successa la stessa cosa, forse perché ho vissuto le stesse difficoltà, o perché ho provato gli stessi sentimenti. Attraverso la tua storia io mi riconosco come simile, capisco di non essere sola, che non sono solo io a provare quel dolore, quella gioia e mi sento parte di qualcosa. Comincio a pensare di non essere poi così sbagliata come credevo, perché anche altri la pensano come me e hanno combattuto le mie stesse battaglie.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Da quando sono entrata a far parte del mondo Curvy Pride i miei progetti personali sono diventati parte integrante di quelli dell’Associazione. Lavoro ogni giorno per concretizzare la nostra missione di inclusione. Come Curvy Coach volevo aiutare le donne a vivere bene la loro vita, indipendentemente dalla loro forma. Come Direttrice Generale di Curvy Pride questo pensiero si è espanso a tutti coloro che ne sentono il bisogno. Voglio realmente contribuire a creare un mondo più giusto. Può sembrare un concetto un po’ trito e retorico ma un conto è pensarci e dirlo, un conto è lavorarci attivamente in un’Associazione regolamentata da uno Statuto serio e renderlo concreto. A questo punto non saprei più dire se io sono entrata in Curvy Pride o se sia Curvy Pride a essere entrata in me, voi che dite?

Fabiana e sua figlia Alessia in vacanza a Roma, estate 2020.

Cosa ti rende felice? Oh mamma… abbiamo tempo per una lista? Scherzi a parte, la felicità per me comincia dalle piccole cose. Sono sempre stata una persona sensibile alle bellezze della Natura, amo viaggiare, vivo in un posto stupendo (le Langhe) e ogni nuvola nel cielo, ogni collina e ogni papavero nei campi mi rende felice. L’abbraccio dei miei cari, il sorriso di mia figlia, il tempo trascorso con gli amici. Da quando sono in Curvy Pride sono felice di tutto quello che mi sta portando: persone splendide con cui mi sento ogni giorno, progetti da portare avanti, idee da condividere, storie da raccontare, soci da coordinare, chat divertenti, Zoom a tutte le ore. Risate, lacrime, obiettivi raggiunti e sogni condivisi. Il massimo della gioia la proverò il giorno che la pandemia sarà finita, quando potrò abbracciare tutte le persone con cui ogni giorno lavoro online e quando potremo condividere un ufficio, organizzare eventi dal vivo, flash mob nelle piazze d’Italia e poi sfilate, mostre d’arte, conferenze, workshop, camminate al parco e gruppi di lettura. Insomma, giusto due cosucce!

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se…il tuo obiettivo è giusto per te, se pianifichi la strada e usi i momenti di difficoltà per trovare nuove opportunità, se ti rialzi sempre dopo una caduta, se condividi la meraviglia che hai dentro, se entri a far parte di un’Associazione che dà più importanza alle persone che ai risultati, un’Associazione unica nel suo genere come Curvy Pride. Insieme siamo più forti, insieme andiamo più lontano”.

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stata trascritta dalla socia fondatrice e curatrice del libro #dilloacurvypride Simona D’Aulerio che dedica tutto il suo tempo libero alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Simona D’Aulerio crede che “gli estranei siano solo amici che ancora non conosciamo”. Per anni ha lavorato, insieme a Marianna Lo Preiato, per concretizzare l’idea di un mondo in cui l’inclusione, l’accoglienza e il sincero desiderio di condivisione siano i valori fondanti. Questo mondo oggi esiste: è Curvy Pride!

ROSSELLA ERRA: VIENI DA … CURVY PRIDE!

Bella, solare e divertente Rossella Erra è l’ambasciatrice del pubblico del programma Vieni da Me di RaiUno, condotto da Caterina Balivo.

Di animo pulito e vero, Rossella è amatissima dal pubblico italiano.

Ecco la sua intervista all’Associazione CURVY PRIDE – APS

Rossella sei diventata un punto di riferimento per tutte noi, portando la tua simpatia e la tua intelligenza in un programma di qualità come Vieni da Me. Ti riconoscono ormai in tantissimi per strada. Come stai vivendo questa tua popolarità?

La sto vivendo che… ancora non ci credo! Non ci credo perché a volte veramente non mi rendo conto di essere in questa trasmissione e di fare ciò che faccio, perché lo faccio con tanto piacere che mi viene naturale.

Quando la gente mi incontra per strada e mi ferma per chiedermi di Caterina, per chiedere di me, per sapere come sono arrivata a Vieni da Me, ancora mi fa tanto strano perché mi dimostrano tanto affetto. E io questo affetto me lo prendo tutto! Perché di questo affetto veramente ne ho tanto bisogno. E quando mi avvicinano, mi fermo con tutti, perché ho proprio voglia di stare con ognuno e di sentire le loro parole ed il loro affetto”.

Abbiamo letto che di professione svolgevi l’attività di commercialista. Come è avvenuta questa svolta nel mondo televisivo?

E’ avvenuta in un momento mio di crisi molto profonda dovuta alla perdita del mio lavoro e, contemporaneamente, alla perdita di mia mamma. E mi sono ritrovata dalla sera alla mattina, a 44 anni, a non avere né più mia mamma, né più il mio lavoro.

Non è stato facile trovarne un altro, mi arrangiavo, facendo qualcosina. Poi, per puro caso, ho letto la notizia che cercavano del pubblico per un nuovo programma. Quindi mi sono proposta. E già al colloquio è emersa la mia grande, grande, passione per la Televisione e per il Gossip. Da sempre! Non so perché. Di pari passo allo studio, l’ho trasformata in una forma di cultura personale. Probabilmente se all’epoca, quando mi sono laureata, ci fosse stata una laurea in questo tipo di materie probabilmente avrei scelto quest’ultima e non quella economica (con tutto il rispetto per la carriera economica internazionale). Quindi mi sono buttata in questa avventura non sapendo esattamente cosa fare ma, anche forse per uscire da questo periodo in cui mi sentivo soffocata, in cui non mi sentivo adeguata, e soprattutto in cui mi sentivo emarginata. Tanto emarginata. Non passava giorno che non piangessi su una sedia a guardare il muro. Un momento veramente difficile. E dopo mesi si è aperta questa piccola porta. Ed io questa porta l’ho spalancata totalmente e ho trovato Caterina Balivo  e tutto il team di Vieni da Me ad accogliermi con affetto incondizionato“. 

L’Associazione CURVY PRIDE – APS  si occupa di promuove la pluralità della bellezza contro bullismo e discriminazioni. In un ambiente come quello televisivo, spesso troppo incentrato sull’apparenza, aver dato voce a una “vera” persona del pubblico vuol significare che qualcosa sta cambiando?

“Sì, io penso che già molto sta cambiando. Sinceramente non è solo l’ambiente televisivo a essere incentrato sull’apparenza. Ci sono fin troppi ambienti dove l’aspetto fisico è una discriminante e non riesco a comprendere perché. Indipendentemente dell’aspetto esteriore ogni persona può dare tanto agli altri, a prescindere anche dal contesto in cui si è. Essere discriminati per la razza, per il fisico, per la propria sessualità lo trovo non solo sciocco ma forse neanche più di moda. Penso che le persone dovrebbero aprirsi a quello che noi siamo dentro e non fuori, a quello che possiamo dare l’uno all’altro. E lo dico veramente con il cuore”.

Hai ascoltato tanti racconti personali di gente famosa e non, tante storie struggenti ma anche di rivalsa e di successo. Cos’é che, secondo te, aiuta a superare i momenti difficili e a ritrovare la propria strada?

“La risposta un po’ più scontata sarebbe dire la forza interiore, la forza che abbiamo dentro di noi. Invece non so perché credo che sia la forza che gli altri ti possono dare. Affrontare le difficoltà con il supporto di un amico, di un parente, con l’amore delle persone che anche ti conoscono poco ma che hanno voglia di darti amore e sostegno. Penso che sia la cosa più bella. Perché molti di noi questa forza dentro non ce l’hanno. O meglio ce l’hanno ma non riescono a farla uscire da soli. Io ho bisogno dell’affetto e dell’aiuto di chi mi sta attorno, anche se le ho conosciute mezz’ora prima, anche si mi danno un semplice abbraccio, per me già quello è tutto.

Certe volte siamo timidi, certe volte non chiediamo alle altre persone. Invece dobbiamo farlo, dobbiamo chiedere aiuto. Probabilmente molti diranno no. Ma per i tanti NO che riceviamo quel SI’ che ci verrà  dato ci aiuterà. In questo non smetterò mai di dire grazie a Caterina Balivo e tutto il team di Vieni da me, perché mi hanno sorriso, aiutato, accompagnato, sono diventati la mia famiglia adottiva che mi incoraggia ad andare sempre avanti“.

Siamo in tante che ti seguiamo con infinito affetto, quale consiglio daresti per portare un po’ di straordinario nella quotidianità della vita delle nostre socie, così come hai fatto tu?

“Io in questo momento mi sento una privilegiata, perché quando io sorrido in televisione lo faccio veramente con il cuore perché partecipo a tutto. Ecco, partecipare alla vita degli altri. Io questo consiglio. Qualcuno potrebbe dirmi sì tu adesso sei in televisione, per te è facile. No, io anche quando non ero in tv, cercavo quando potevo di partecipare alla vita degli altri.

Io credo molto nella condivisione, nell’umanità, nel dare amore. Nel dare un abbraccio, anche due per riceverne solo anche mezzo.

Quindi partecipiamo alla vita degli altri. Perché dalla partecipazione noi possiamo ricevere soltanto bene. E questo ci può far sentire persone straordinarie. E se possiamo, non è sempre facile, anche quando c’è una lacrima che scende, piangiamo, ma piangiamo con un mezzo sorriso. Perché quel mezzo sorriso fa affievolire un pochino il dolore.

Questo per me è lo straordinario… provare a sorridere, se si riesce, anche nel dolore. Non è facile, me ne rendo conto, ma si può provare”.

Intervista a Gloria Boemia “la sopravvissuta”

Gloria l’abbiamo conosciuta quando nel 2013 è nato Curvy Pride. Poi la tragedia. Lei giovanissima di 21 anni e il suo fidanzato 20 anni più grande. Nella relazione diventa dipendente e succube di colui che credeva il suo grande amore, il suo primo amore. Fino ad una sera in cui Lui, in preda alla rabbia, le spara una fucilata in faccia… ma Gloria è sopravvissuta.

1) Ci parli di quel Giorno?

“Quel giorno era iniziato come tanti altri, ma ora è annebbiato, ricordo solo di aver fatto una passeggiata nel bosco e di aver cenato con lui, poi il buio.”

2) Cosa ti dà la forza di combattere, di reagire?

“La forza di combattere è scaturita dalle mie ferite, e dalla voglia di aiutare le altre donne, che vivono queste situazioni, ho reagito perché ho capito di essere un esempio per le altre, con forza da poter donare a chi non ne ha.”

3) Il diario personale in cui scrivi le tue riflessioni del passato/presente “Diario di vita di una Sopravvissuta” in cosa ti è d’aiuto?

“Il blog è stato un idea della mia amica ed ex manager, farlo mi ha aiutato molto, perché ho potuto ripercorrere ed affrontare il mio passato, e spero abbia aiutato anche chi lo ha letto a non lasciarsi andare, ma combattere”

4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Progetti per il futuro ne ho tanti, tra i quali riuscire a diventare counselor, cosi da poter aiutare e supportare psicologicamente le donne che hanno subito o che subiscono violenza, o ancora, mi piacerebbe aprire un centro ricreativo per disabili e non dove poter passare il tempo in compagnia, e un giorno poter combattere anche per i diritti dei disabili, vorrei continuare a fare la modella per abbattere il muro dei canoni di bellezza e mostrare che con la forza si può arrivare a tutto.”

5) Un tuo consiglio per le amiche di Curvy Pride?

“Un consiglio che mi sento di dare, è forse un po scontato, ma voglio che tengano ben in mente che dentro ogni donna c’è la forza di un uragano e che sono tutte belle, a prescindere da quello che altri possono dire, dovete combattere, cadere e rialzarvi, ma non sottovalutarvi mai.”

DIAMO VOCE ALLE SPOSE CURVY!!!

NASCE IL NUOVO PROGETTO CURVY PRIDE TELLING.

L’iniziativa, vuole dare voce a tutte le ragazze che, lottando contro discriminazioni e bullismo, hanno vissuto o stanno vivendo la scelta dell’abito da sposa come un vero dramma.

Gennaio è il mese in cui la maggior parte delle ragazze inizia le ricerca dell’abito da sposa, magari anche a seguito di una proposta di matrimonio avvenuta durante le festività Natalizie. Si sa che ogni donna sogna fin da piccola di indossare uno di quei vestiti principeschi o comunque un abito importante, d’alta moda almeno un giorno nella sua vita.

Purtroppo questo sogno fatica a diventare realtà per molte ragazze, perché vengono lasciate inconsiderate dalla moda e dagli stilisti. Da qui nasce il progetto “Curvy Pride Telling” di CURVY PRIDE – APS, l’Associazione che, sotto un mantello fucsia, con le sue numerose iniziative, si propone di lottare contro bullismo, stereotipi, discriminazioni e di valorizzare il bello sotto ogni sua forma.

Questa è iniziativa crescerà grazie alla collaborazione dall’Atelier Sposa Curvy con sede nelle Marche, che ha accolto l’idea di diffondere questo progetto e inserire nel suo libro “L’abito da sposa senza taglia” un coupon con tutte le istruzioni per dare la possibilità alle spose di potersi raccontare. L’Atelier Sposa Curvy donerà all’Associazione un contributo liberale per un progetto concreto: il potenziamento del suo BLOG per permettere a sempre più persone di aprire il proprio cuore e raccontarsi.

Si ok ma come? Le ragazze che vogliono raccontare il loro percorso per la scelta dell’abito da sposa potranno scrivere una mail all’Associazione all’indirizzo curvypridetelling@gmail.com Il racconto verrà pubblicato sul BLOG. Partecipare è importante perchè ogni storia rappresenta un nuovo mattone nella costruzione di una nuova cultura e apertura mentale che mette al centro il rispetto dell’altro.

Il libro “L’abito da sposa senza taglia” raccoglie molte storie di ragazze che hanno vissuto come un vero dramma questo momento. “Prima dimagrisci poi vieni a scegliere il vestito” è una frase che nessuna ragazza vorrebbe sentirsi dire, ma purtroppo viene detta. E più spesso di quanto si pensi!

Questo progetto nasce per diffondere un importante messaggio sociale: il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi, soprattutto per le adolescenti, per affermare la propria indipendenza verso condizionamenti esterni, circa il proprio aspetto fisico.

Il progetto verrà presentato domenica 19 gennaio nell’Atelier Sposa Curvy, a Montegranaro (FM) per partecipare è necessaria la prenotazione.

Vi aspettiamo numerose!!!

Per scaricare gratuitamente l’anteprima del libro: https://www.sposacurvy.com/abito-da-sposa-senza-taglia/

Per acquistare il libro: https://www.sposacurvy.com/libro-abito-da-sposa-senza-taglia/

Vi aspettiamo numerose!!!