ROSSELLA ERRA: VIENI DA … CURVY PRIDE!

Bella, solare e divertente Rossella Erra è l’ambasciatrice del pubblico del programma Vieni da Me di RaiUno, condotto da Caterina Balivo.

Di animo pulito e vero, Rossella è amatissima dal pubblico italiano.

Ecco la sua intervista all’Associazione CURVY PRIDE – APS

Rossella sei diventata un punto di riferimento per tutte noi, portando la tua simpatia e la tua intelligenza in un programma di qualità come Vieni da Me. Ti riconoscono ormai in tantissimi per strada. Come stai vivendo questa tua popolarità?

La sto vivendo che… ancora non ci credo! Non ci credo perché a volte veramente non mi rendo conto di essere in questa trasmissione e di fare ciò che faccio, perché lo faccio con tanto piacere che mi viene naturale.

Quando la gente mi incontra per strada e mi ferma per chiedermi di Caterina, per chiedere di me, per sapere come sono arrivata a Vieni da Me, ancora mi fa tanto strano perché mi dimostrano tanto affetto. E io questo affetto me lo prendo tutto! Perché di questo affetto veramente ne ho tanto bisogno. E quando mi avvicinano, mi fermo con tutti, perché ho proprio voglia di stare con ognuno e di sentire le loro parole ed il loro affetto”.

Abbiamo letto che di professione svolgevi l’attività di commercialista. Come è avvenuta questa svolta nel mondo televisivo?

E’ avvenuta in un momento mio di crisi molto profonda dovuta alla perdita del mio lavoro e, contemporaneamente, alla perdita di mia mamma. E mi sono ritrovata dalla sera alla mattina, a 44 anni, a non avere né più mia mamma, né più il mio lavoro.

Non è stato facile trovarne un altro, mi arrangiavo, facendo qualcosina. Poi, per puro caso, ho letto la notizia che cercavano del pubblico per un nuovo programma. Quindi mi sono proposta. E già al colloquio è emersa la mia grande, grande, passione per la Televisione e per il Gossip. Da sempre! Non so perché. Di pari passo allo studio, l’ho trasformata in una forma di cultura personale. Probabilmente se all’epoca, quando mi sono laureata, ci fosse stata una laurea in questo tipo di materie probabilmente avrei scelto quest’ultima e non quella economica (con tutto il rispetto per la carriera economica internazionale). Quindi mi sono buttata in questa avventura non sapendo esattamente cosa fare ma, anche forse per uscire da questo periodo in cui mi sentivo soffocata, in cui non mi sentivo adeguata, e soprattutto in cui mi sentivo emarginata. Tanto emarginata. Non passava giorno che non piangessi su una sedia a guardare il muro. Un momento veramente difficile. E dopo mesi si è aperta questa piccola porta. Ed io questa porta l’ho spalancata totalmente e ho trovato Caterina Balivo  e tutto il team di Vieni da Me ad accogliermi con affetto incondizionato“. 

L’Associazione CURVY PRIDE – APS  si occupa di promuove la pluralità della bellezza contro bullismo e discriminazioni. In un ambiente come quello televisivo, spesso troppo incentrato sull’apparenza, aver dato voce a una “vera” persona del pubblico vuol significare che qualcosa sta cambiando?

“Sì, io penso che già molto sta cambiando. Sinceramente non è solo l’ambiente televisivo a essere incentrato sull’apparenza. Ci sono fin troppi ambienti dove l’aspetto fisico è una discriminante e non riesco a comprendere perché. Indipendentemente dell’aspetto esteriore ogni persona può dare tanto agli altri, a prescindere anche dal contesto in cui si è. Essere discriminati per la razza, per il fisico, per la propria sessualità lo trovo non solo sciocco ma forse neanche più di moda. Penso che le persone dovrebbero aprirsi a quello che noi siamo dentro e non fuori, a quello che possiamo dare l’uno all’altro. E lo dico veramente con il cuore”.

Hai ascoltato tanti racconti personali di gente famosa e non, tante storie struggenti ma anche di rivalsa e di successo. Cos’é che, secondo te, aiuta a superare i momenti difficili e a ritrovare la propria strada?

“La risposta un po’ più scontata sarebbe dire la forza interiore, la forza che abbiamo dentro di noi. Invece non so perché credo che sia la forza che gli altri ti possono dare. Affrontare le difficoltà con il supporto di un amico, di un parente, con l’amore delle persone che anche ti conoscono poco ma che hanno voglia di darti amore e sostegno. Penso che sia la cosa più bella. Perché molti di noi questa forza dentro non ce l’hanno. O meglio ce l’hanno ma non riescono a farla uscire da soli. Io ho bisogno dell’affetto e dell’aiuto di chi mi sta attorno, anche se le ho conosciute mezz’ora prima, anche si mi danno un semplice abbraccio, per me già quello è tutto.

Certe volte siamo timidi, certe volte non chiediamo alle altre persone. Invece dobbiamo farlo, dobbiamo chiedere aiuto. Probabilmente molti diranno no. Ma per i tanti NO che riceviamo quel SI’ che ci verrà  dato ci aiuterà. In questo non smetterò mai di dire grazie a Caterina Balivo e tutto il team di Vieni da me, perché mi hanno sorriso, aiutato, accompagnato, sono diventati la mia famiglia adottiva che mi incoraggia ad andare sempre avanti“.

Siamo in tante che ti seguiamo con infinito affetto, quale consiglio daresti per portare un po’ di straordinario nella quotidianità della vita delle nostre socie, così come hai fatto tu?

“Io in questo momento mi sento una privilegiata, perché quando io sorrido in televisione lo faccio veramente con il cuore perché partecipo a tutto. Ecco, partecipare alla vita degli altri. Io questo consiglio. Qualcuno potrebbe dirmi sì tu adesso sei in televisione, per te è facile. No, io anche quando non ero in tv, cercavo quando potevo di partecipare alla vita degli altri.

Io credo molto nella condivisione, nell’umanità, nel dare amore. Nel dare un abbraccio, anche due per riceverne solo anche mezzo.

Quindi partecipiamo alla vita degli altri. Perché dalla partecipazione noi possiamo ricevere soltanto bene. E questo ci può far sentire persone straordinarie. E se possiamo, non è sempre facile, anche quando c’è una lacrima che scende, piangiamo, ma piangiamo con un mezzo sorriso. Perché quel mezzo sorriso fa affievolire un pochino il dolore.

Questo per me è lo straordinario… provare a sorridere, se si riesce, anche nel dolore. Non è facile, me ne rendo conto, ma si può provare”.

Intervista a Gloria Boemia “la sopravvissuta”

Gloria l’abbiamo conosciuta quando nel 2013 è nato Curvy Pride. Poi la tragedia. Lei giovanissima di 21 anni e il suo fidanzato 20 anni più grande. Nella relazione diventa dipendente e succube di colui che credeva il suo grande amore, il suo primo amore. Fino ad una sera in cui Lui, in preda alla rabbia, le spara una fucilata in faccia… ma Gloria è sopravvissuta.

1) Ci parli di quel Giorno?

“Quel giorno era iniziato come tanti altri, ma ora è annebbiato, ricordo solo di aver fatto una passeggiata nel bosco e di aver cenato con lui, poi il buio.”

2) Cosa ti dà la forza di combattere, di reagire?

“La forza di combattere è scaturita dalle mie ferite, e dalla voglia di aiutare le altre donne, che vivono queste situazioni, ho reagito perché ho capito di essere un esempio per le altre, con forza da poter donare a chi non ne ha.”

3) Il diario personale in cui scrivi le tue riflessioni del passato/presente “Diario di vita di una Sopravvissuta” in cosa ti è d’aiuto?

“Il blog è stato un idea della mia amica ed ex manager, farlo mi ha aiutato molto, perché ho potuto ripercorrere ed affrontare il mio passato, e spero abbia aiutato anche chi lo ha letto a non lasciarsi andare, ma combattere”

4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Progetti per il futuro ne ho tanti, tra i quali riuscire a diventare counselor, cosi da poter aiutare e supportare psicologicamente le donne che hanno subito o che subiscono violenza, o ancora, mi piacerebbe aprire un centro ricreativo per disabili e non dove poter passare il tempo in compagnia, e un giorno poter combattere anche per i diritti dei disabili, vorrei continuare a fare la modella per abbattere il muro dei canoni di bellezza e mostrare che con la forza si può arrivare a tutto.”

5) Un tuo consiglio per le amiche di Curvy Pride?

“Un consiglio che mi sento di dare, è forse un po scontato, ma voglio che tengano ben in mente che dentro ogni donna c’è la forza di un uragano e che sono tutte belle, a prescindere da quello che altri possono dire, dovete combattere, cadere e rialzarvi, ma non sottovalutarvi mai.”

DIAMO VOCE ALLE SPOSE CURVY!!!

NASCE IL NUOVO PROGETTO CURVY PRIDE TELLING.

L’iniziativa, vuole dare voce a tutte le ragazze che, lottando contro discriminazioni e bullismo, hanno vissuto o stanno vivendo la scelta dell’abito da sposa come un vero dramma.

Gennaio è il mese in cui la maggior parte delle ragazze inizia le ricerca dell’abito da sposa, magari anche a seguito di una proposta di matrimonio avvenuta durante le festività Natalizie. Si sa che ogni donna sogna fin da piccola di indossare uno di quei vestiti principeschi o comunque un abito importante, d’alta moda almeno un giorno nella sua vita.

Purtroppo questo sogno fatica a diventare realtà per molte ragazze, perché vengono lasciate inconsiderate dalla moda e dagli stilisti. Da qui nasce il progetto “Curvy Pride Telling” di CURVY PRIDE – APS, l’Associazione che, sotto un mantello fucsia, con le sue numerose iniziative, si propone di lottare contro bullismo, stereotipi, discriminazioni e di valorizzare il bello sotto ogni sua forma.

Questa è iniziativa crescerà grazie alla collaborazione dall’Atelier Sposa Curvy con sede nelle Marche, che ha accolto l’idea di diffondere questo progetto e inserire nel suo libro “L’abito da sposa senza taglia” un coupon con tutte le istruzioni per dare la possibilità alle spose di potersi raccontare. L’Atelier Sposa Curvy donerà all’Associazione un contributo liberale per un progetto concreto: il potenziamento del suo BLOG per permettere a sempre più persone di aprire il proprio cuore e raccontarsi.

Si ok ma come? Le ragazze che vogliono raccontare il loro percorso per la scelta dell’abito da sposa potranno scrivere una mail all’Associazione all’indirizzo curvypridetelling@gmail.com Il racconto verrà pubblicato sul BLOG. Partecipare è importante perchè ogni storia rappresenta un nuovo mattone nella costruzione di una nuova cultura e apertura mentale che mette al centro il rispetto dell’altro.

Il libro “L’abito da sposa senza taglia” raccoglie molte storie di ragazze che hanno vissuto come un vero dramma questo momento. “Prima dimagrisci poi vieni a scegliere il vestito” è una frase che nessuna ragazza vorrebbe sentirsi dire, ma purtroppo viene detta. E più spesso di quanto si pensi!

Questo progetto nasce per diffondere un importante messaggio sociale: il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi, soprattutto per le adolescenti, per affermare la propria indipendenza verso condizionamenti esterni, circa il proprio aspetto fisico.

Il progetto verrà presentato domenica 19 gennaio nell’Atelier Sposa Curvy, a Montegranaro (FM) per partecipare è necessaria la prenotazione.

Vi aspettiamo numerose!!!

Per scaricare gratuitamente l’anteprima del libro: https://www.sposacurvy.com/abito-da-sposa-senza-taglia/

Per acquistare il libro: https://www.sposacurvy.com/libro-abito-da-sposa-senza-taglia/

Vi aspettiamo numerose!!!

AMICI VIP – MARIA TERESA RUTA, MARIANNA E IL PROGETTO “DILLO A CURVY PRIDE”

Un’occasione per raccontarsi, un concorso per mettersi in gioco

Molte di voi già lo sapranno o ne avranno sentito parlare, ma adesso entriamo nel vivo e con l’inizio del 2020 si comincia a delineare il percorso di quello che sarà il nostro racconto corale di #resilienza: Dillo a Curvy Pride.
A dicembre con l’uscita e la presentazione de “La mia resilienza in un corpo morbido“, il libro di Marianna, la nostra Presidentessa, nella cornice natalizia di Regali a Palazzo a Bologna, Giraldi Editore ha lanciato ufficialmente il Concorso in collaborazione con la nostra Associazione. Adesso è fondamentale avviare la campagna di raccolta delle storie e darvi tutte le informazioni di questo progetto che speriamo possa fare breccia prima di tutto tra i vostri cuori e poi tra le coscienze di chi troppo spesso minimizza, banalizza, ironizza e sottovaluta il dolore e la sofferenza che si nascondono dietro le parole e gli appellativi più odiosi per denigrare una persona in base alla forma del suo corpo.

Noi quelle parole le vogliamo contrastare con altre parole, quelle di chi ha voglia di farle uscire dal profondo dell’animo per raccontare agli altri quello che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Non è necessario metterci per forza la faccia, come ha fatto Marianna con un po’ di coraggio e tanta voglia di rompere il silenzio e come Maria Teresa Ruta, che ha subito sposato il progetto mettendosi in gioco con la sua esperienza di donna di spettacolo e di mamma, scrivendo la prefazione del libro curato da Marzia Di Sessa.

Adesso tocca a voi! Chiunque può partecipare anche in forma anonima per raccontare qualcosa che gli appesantisce il cuore e gli condiziona la vita di tutti i giorni.
Alleggeritevi condividendo la vostra storia! Di pregiudizio, discriminazione, #bodyshaming, bullismo, accettazione, rinascita, liberazione, riscatto. Quello che vi tenete dentro lo potete conoscere solo voi. Provate ad alleggerirvi raccontandolo.
#DilloACurvyPride è tutto qui, nell’affrontare la propria pagina bianca e riempirla di colori, di sentimenti, di emozioni. Che siano belle o brutte, positivi o negativi, accesi o sfumati, importa poco. Quello che conta è che siano veri, vostri, profondi e sentiti. E soprattutto quello che è fondamentale è scrivere con il cuore per il piacere di condividere. Non è e non sarà una gara. È più che altro una sfida con sé stessi per mettersi in gioco e vincere imbarazzi e paure.
Per tutti può essere un’opportunità per lanciare un messaggio insieme e per creare tante occasioni di incontro e confronto.

A partire dall’8 febbraio a Bologna dove ci sarà un primo appuntamento di #resilienza di cui vi daremo notizie dettagliate nei prossimi giorni. E poi si va a Termoli il 5 marzo, per chi vive in zona e ha voglia di esserci. Nel frattempo stiamo lavorando per avere almeno un appuntamento al mese con #DilloACurvyPride per arrivare al 30 giugno 2020, il termine per partecipare, con tante storie da raccontare.
Quella è l’unica informazione da segnare in rosso. Per tutte le informazioni più tecniche vi invitiamo a leggere la slide qui di seguito che trovate anche seguendo il link al sito della Giraldi Editore.

E se avete dubbi o bisogno di chiarimenti potete sempre scriverci, sui nostri profili social o alla stesso indirizzo mail dove potete inviare i vostri racconti: dilloacurvypride@gmail.com.
Tutto chiaro? Allora non perdere tempo. Il tuo segreto Dillo a Curvy Pride

E VISSE FELICE E CONTENTA…

Valeria Mallardi si è aperta a Curvy Pride e ci ha raccontato la sua storia. Lo consideriamo un gesto di grande coraggio e di amore verso se stesse e verso gli altri. Sincerità, rinascita, voglia di vivere sono grandi valori da condividere. E’ diventata anche ambasciatrice di BEAUTIFULCURVY, il calendario ideato da Barbara Christmann.

Grazie di cuore Valeria!

visse per sempre felice e contenta… Ecco è da qui che voglio iniziare il mio racconto. Dal mio presente da ciò che sono oggi, e da ciò che sono diventata. Guardare indietro oggi non fa più male e soprattutto non mi fa paura anche perché ho permesso che “il mio corpo” per tutta una vita mi facesse male. Oggi ho 38 sono una donna, moglie e mamma e amo la vita come non mai.

Quando scopri finalmente l’amore per la vita, è solo allora, che puoi chiudere gli occhi, alzare il viso al cielo, tirare un profondo sospiro e sentirti viva e libera. Si libera. Libera di scegliere chi vuoi essere essere , di scegliere chi sei e trovare ancora una volta la forza, di fare un salto nel passato.

Rieccomi allora nella mia infanzia o forse pre adolescenza. I ricordi che paradossalmente più riaffiorano alla mente sono legati al mio rapporto non sano con il cibo. Che significa? Ricordo ancora quante volte ho nascosto merende e merendine, carte e involucri vuoti… Oggi mi fa sorridere ma se mi fermo e mi guardo dall’esterno provo un’infinita tenerezza per me stessa: vedi una ragazzina di 12 /13 anni, cicciottella con degli occhioni grandi e lunghi capelli castani seduta nel lettino della sua cameretta a mangiare qualsiasi cosa. Adesso anche lei mi guarda e solo ora so cosa nasconde dietro quello sguardo che mi fissa imperterrito. E poi vedo anche passare gli anni 1, 2, 3, 4… 10, 15, 20 e anche di più.

Tutto cambia, io cambio ma continuo a vedere e fissare quegli occhi che a differenza di tutto il resto del corpo non riesce a cambiare. Loro non riescono a mentire. Sono occhi talmente grandi che se li guardo bene riesco a leggere la mia storia. La storia di una bambina a cui è stato inciso nella mente una parolina che l’ha accompagnata per una vita: dieta… peccato però che un bel giorno questa parola diventa ossessione. Già un’ossessione. Sapete cosa significa vivere una vita perennemente a dieta? Significa fondamentalmente non avere una vita normale.

È facile giudicare, è facile parlare ed esprimere giudizi sulle persone in carne, grasse o ancora obese. Ma nessuno sa cosa si nasconde dietro questo aspetto.
Da qualche tempo qualcuno ha definito l’obesità come una malattia ma ancora oggi si esprimono giudizi e pensieri senza curarsi del male che si infligge alle persone perché purtroppo questa è una malattia delle mente, che piano piano ti distrugge l’anima.

Ma sono certa comunque che sia una malattia purtroppo sconosciuta anche se ad esempio immagino che tutti sappiate che il giorno perfetto per iniziare la dieta è sempre il lunedì perché fino alla domenica sera devi gustare la tua ultima cena preferita, in tuo alimento preferito come se non lo assaporassi da anni!!! E poi ecco arriva il lunedì, quante speranze in quel lunedì “da oggi sono a dieta, questa è la volta buona”. Peccato però che già verso il pomeriggio qualcosa non va e “assaggi solo un cracker“. È esattamente in quel momento che arriva il tuo ennesimo fallimento. Tu sei il fallimento, il fallimento che sei stata abituata ad essere per tutti, per anni.

Però sapete una cosa strana? Noi ”grassi” in quel momento stiamo bene, mentre mangiamo siamo appagati e soddisfatti perché mangiando abbiamo ovviato alla noia, ai problemi e ai disagi che vivi tutti giorni. Quando vivi in un corpo che detesti fai finta di stare bene: la realtà è che vorresti essere altro, indossare un abito diverso e tacchi alti, ma sei troppo pesante e quindi eviti. Eviti tutto anche te stessa. Gli sguardi cattivi e impietositi della gente, l’inadeguatezza e la vergogna diventano parte della tua vita, sono la tua vita ma scappare da tutto questo è impossibile.

Finché arriva, purtroppo non per tutti, il giorno in cui dici BASTA ma davvero BASTA e impari semplicemente a volerti bene. A voler vivere e provare ad essere ciò che vuoi essere.
Per me quel giorno dopo 26 anni è finalmente arrivato. Ho detto basta: basta mangiare di nascosto, basta fingere di essere chi non sono, basta essere quella che “però che peccato perché hai un bel viso“. Quante volte me lo hanno detto!!!

Un bel giorno ho detto basta ma basta sul serio! Ho iniziato a guardarmi e accettare ciò che ero: solo così sono uscita da quel tunnel in cui per anni avevo vissuto. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il 17 marzo 2017 e da quel giorno ho deciso di volermi bene. Sono stata una figlia perfetta, una scolara perfetta, una lavoratrice perfetta, e ancora moglie e poi mamma. Ebbene sì nonostante tanti pareri a sfavore sono diventata anche mamma e questo mi ha dato una forza inspiegabile! Era finalmente giunto il momento di non essere più perfetta per nessuno ma di essere semplicemente Valeria una (ormai) donna che ama la vita, il mare, il caffè, sorridere, ballare ma anche il cibo… già il cibo perché oggi dopo un lunghissimo e faticoso percorso su me stessa non è più l’eterno nemico e allo stesso tempo compagno di vita che ha camminato al mio fianco per anni diventando a volte ossessione e immenso malessere!

Ho scritto queste due righe per dare la mia testimonianza e anche se sembra triste dirlo questa è solo una minima parte di una vita passata a provare a convivere con se stessi. Ma adesso finalmente…

E visse per sempre felice contenta.

Valeria Mallardi

LINO BANFI SI APRE A CURVY PRIDE

Lino Banfi non è solo uno dei più amati attori italiani. E’ una persona con grande sensibilità, altruismo, coraggio, forza d’animo e immenso cuore. Un esempio, per tutti noi. Grazie Lino!

Oltre cento film, decine di produzioni televisive, uno dei pilastri del cinema italiano. Ha fatto ridere, ma anche riflettere, intere generazioni. Come si fa a essere così amato?

Una bella domanda! Bisogna costruirlo l’amore. Ci sono quelli belli e verso di loro l’amore è automatico. Io non sono mai stato né “copertinabile” né “scopertinabile” e quindi mi sono dovuto inventare per farmi amare dalle persone. Ci si può far amare costruendo intorno a sé un’immagine buona, un’immagine altruistica. Ovviamente la bravura ci vuole. Ammettendo che ci sia la bravura, il resto si costruisce con la buona volontà, l’altruismo.

Adesso sono ormai tre/quattro generazioni che mi seguono.

In una sua intervista racconta che dopo un tragico incidente perse quasi tutti i capelli e ingrassò molto nell’arco di tre mesi. Come è riuscito a reagire?

Fu brutta la cosa. Fu tragica. Morirono due persone. Erano sedute davanti. Io fui catapultato fuori dal finestrino di dietro. Mi salvai per miracolo. Restai solo una quindicina di giorni in ospedale. Quando uscii, pare, avvenne una specie di confusione, di imbroglio, che io chiamo una “ingarbuglieta endocrinologica”, come se fegato e altri organi fossero andati in confusione… Fatto sta che nel giro di due/tre mesi sono ingrassato e ho perso quasi tutti i capelli. Alla fine mi sono detto così meglio così che morto. Questa, però, è stata anche la mia fortuna. Prima ero “bellino”, “piacentino”, facevo l’attore di fotoromanzi, avevo i capelli ondulati, ero magro. Avrei potuto fare il bello, ma il bello non ha lunga vita. Capii che ero tendente a ingrassare, mi dissi “bello non sarò mai, mi piace mangiare”. E’ meglio che sono così! Più caratteristico così, senza tutti i capelli, più grassottello. Adesso mi devo tenere un po’ per non esagerare con il peso.

Come Associazione Curvy Pride promuoviamo la pluralità della bellezza e lottiamo contro stereotipi e discriminazioni. Cosa ne pensa?

Intanto consideratemi un vostro paladino soprattutto se siete più donne. Sono sempre stato un fan delle donne fin da bambino. Ho sempre detto che le donne hanno una marcia in più. Poi affettuosamente e scherzosamente dico che noi abbiamo il cambio automatico ma la marcia in più va, è più veloce la marcia in più delle donne. Quindi difendo le donne. E sono contro le discriminazioni. Ho letto di recente che in America una donna è stata allontanata dal lavoro perché ingrassata e necessitava di una sedia su misura. E’ assurdo. E’ proprio quando una persona è in difficoltà che bisogna darle una mano in più. E questa è una evidente richiesta di aiuto .

Ha lavorato con donne bellissime e avvenenti, avrebbe potuto avere una vita costellata di conquiste, invece ne ha amato e ne ama una sola: la sua Lucia. Allora i grandi amori esistono davvero e non solo nelle favole?

I grandi amori esistono davvero. Io amo mia moglie. E quando sono presenti determinate malattie, che vanno solo accennate per rispetto del malato, ti rendi ancora più conto di quanto grande è il nostro amore.

Per concludere. Un suo messaggio per amiche e amici dell’Associazione Curvy Pride per riuscire a credere in se stessi e realizzare i propri sogni?

Mettersi come i paraocchi, come quelli dei cavalli, a destra e a sinistra, per non vedere tutto ciò che ti succede al lato e andare avanti: devo fare questo, devo fare quello, e non fermarsi.

Io racconto sempre che all’età di 18 anni a Milano eravamo un gruppo di ragazzi meridionali, non avevamo una lira, cercavamo lavoro, abbiamo dormito negli edifici in costruzione, nei vagoni dei treni alla stazione perché non avevamo i soldi per pagare una stanza. Gli altri piangevano, dicevano basta, voglio tornare a casa, troppi sacrifici, ho fame, qui non si dorme, non si mangia. E non si dormiva e non si mangiava veramente.

E io NO, devo restare. Non torno a casa. Un giorno devo riuscire, firmerò autografi, devo essere ricco, diventare famoso, devo far ridere le persone. Gli altri mi guardavano come si guarda un pazzo.  Poi dopo mi hanno detto avevi ragione tu, perché io avuto tutta un’altra vita, ma non è la mia vita, non è la vita che sognavo. E’ triste. Bisogna credere e lottare per i propri sogni. Devi fare ciò che sogni di fare!

Dedicata a te, Donna Curvy

Il poeta Duilio Papi ci omaggia con una splendida poesia dedicata alle Curvy. Un regalo inaspettato che ci onora e ci riempie di commozione.

Sentenzia la vita
il raggio di curva
sul corpo gioviale
di dolcezze nostrane.

Risorgono lieti
i seni ricolmi
nello stupore abbondante
di un portamento regale.

L’aria si scosta,
suadente riscontro
di attriti gentili

Omaggio alle curve
e al prospero fiore
fragranza di vita.

Ringraziamo la nostra inarrestabile Francesca Angelo per il suo grande impegno nel promuovere i valori di Curvy Pride.

IMMAGINA UNA VITA A COLORI: è il segreto della Felicità

Valentina Parenti è entrata nella nostra vita grazie a Pizza e Curve e ringraziamo ogni giorno il cielo per questo prezioso dono.

Oggi ha voluto aprire il suo cuore, colmo di tanta sofferenza ma anche di immenso amore.

Il suo messaggio per tutte noi: “La vita si può e si deve VIVERE A COLORI“!

“Nella Vita di ogni persona ci sono momenti difficili ma bisogna trovare la forza per andare avanti, degli spunti positivi, degli obiettivi da raggiungere.

Specialisti esterni ti possono aiutare ma il lavoro maggiore bisogna farlo noi in prima persona.

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Sono mamma di due bambini maschi (2014 e 2017) che mi hanno colorato la vita ma nel maggio 2018 ho perso la III gravidanza.  Nonostante sia già mamma, è stato per me molto difficile realizzare questa perdita un po’ perché speravo nell’arrivo di una bambina un po’ perché non sono brava negli addii in generale.

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A un certo punto, colpa anche di un’estate impegnativa a rincorrere due piccole pesti, ho realizzato che era giunto il momento di pensare anche a me, e di essere un po’ egoista.  Doveva essere il momento per mettersi in gioco e lavorare su stessi per essere più positivi, felici, ogni giorno incondizionatamente.

La felicità però si trova nelle piccole cose. Non è una destinazione ma un percorso. È accettare le difficoltà e trovare in esse crescita personale per essere persone migliori sempre.

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Gli ultimi 5 anni la vita mi ha riservato delle sfide: la malattia di una persona cara, un lutto, gravidanze complicante, problemi di salute, di cuore ma ne sono sempre uscita a testa alta. Ci sono sempre i momenti di crisi e di sconforto ma l’importante è, grazie al tempo, alle persone care, e alle nostre risorse nascoste, uscirne positivamente arricchiti.

L’incontro con Curvy pride è stato un’ulteriore ventata di aria fresca, ho scoperto donne combattive con storie da raccontare in ricerca costante di miglioramento per sé e per il futuro di tutti.

Negli anni il mio corpo a subito cambiamenti a fisarmonica ma ho sempre cercato di curarmi. Per me in primis ma anche per i miei figli. Cerco di educarli alla felicità, all’autostima e al rispetto ma non è sempre facile. Accettarci e accettare gli altri sono insegnamenti importanti fin da piccoli (#educareallafelicità).

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Sogno una società attenta al benessere degli altri. In un presente discriminante, con percezioni deviate di bellezza, sogno relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti, diffondendo che la diversità è bellezza.

… E se ci si sente belli si è anche più felici.

Voglio consigliare a ogni #girlpower che leggerà:

– Sorridi, ridere è contagioso!

– Scegli di essere sempre gentile.

– Sì positiva, sempre; ne gioverà anche la salute.

– Essere felici è una scelta!

– Essere felici è il miglior cosmetico!

Dedicato a Ginevra, a tutte le figlie, alle donne di ogni età”.

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Valentina Parenti è

“una mamma sempre attenta alle novità, le piace leggere, fotografare, sperimentare con la grafica e vestire floreale. Prova ad educare i suoi figli ad una vita felice e colorata. Immaginare che la vita sia un’enorme tela da dipingere!”

DA ORA IN POI…

Catia Proietti ha riscaldato il nostro evento CURVY PRIDE WALK&JOY che si è svolto domenica 11/11/2018 a Roma.

Con la sua sensibilità, la sua empatia e la sua energia Catia ci ha letteralmente inebriate di gioia di vivere!

“Oggi il sole è caldo sulla pelle. Nel verde del parco le magliette fucsia di Curvy Pride sembrano fiori appena sbocciati. E sbocciati sono anche i sorrisi sui volti di queste donne che sono qui, nonostante le incombenze domenicali. Donne che si sono dedicate un tempo per sé, non per una qualche forma di egoismo, ma perché hanno compreso che stando bene con se stesse il ritmo della giornata, il ritmo della vita, prende una direzione diversa. Quella che veramente desideri. Quella del cuore.

“Quando qualcosa nella tua vita cambia, cambia per sempre. Non puoi fuggire. Non puoi tornare indietro. Puoi solo dire DA ORA IN POI” E’ in queste parole in quarta di copertina che si evince il legame tra me e  Curvy Pride.

Le donne di Curvy Pride rompono gli schemi, si ribellano agli stereotipi, si liberano dalle catene del condizionamento sociale ed è quello che accade al mio giovane protagonista, Claudio, nato e cresciuto in una periferia nota alle cronache per spaccio di droga e segnato da un futuro atteso nello sguardo di tutti.

Ma Claudio, novello Rosso Malpelo, impara a conoscersi e conoscendosi, come le donne di Curvy Pride, trova il modo di ribellarsi a un destino preconfezionato per lui.

La felicità è sempre un atto di coraggio.

Lo dimostrano bene le tre professioniste dell’associazione BE&Joy che oggi hanno scandito il ritmo sportivo di questo evento: Debora Gismondi, Katia Aglietti, Carla Filippucci. La loro intuizione e la differenza con altre realtà sportive è proprio nel considerare l’individuo nella sua interezza e proporre un momento in cui il corpo e il “sentire” siano finalmente in armonia.

Grazie a voi tutte per questa splendida giornata di condivisione, di sole e risate”.

Catia Proietti

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Catia Proietti è nata e vive a Roma con marito, due figli e un cane in affido congiunto con dei buoni vicini. A 9 anni scrive a Babbo Natale chiedendo una macchina da scrivere e il suo desiderio viene esaudito con una Olivetti color carta da zucchero. 

Da sempre appassionata di lettura e drammatizzazione partecipa attivamente da anni ai progetti del comune di Roma per la promozione della lettura dal primo anno di vita.

Con il suo romanzo DA ORA IN POI, edito dalla casa editrice Il Ciliegio e patrocinato dal Ciscod (associazione benemerita del Coni contro le droghe e le dipendenze) è vincitrice del Premio Caterina Martinelli e meritevole del Premio Speciale della Giuria al concorso Premio Giovane Holden.

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Nasce CURVY PRIDE CONFIDENTIAL

Nasce il gruppo “Curvy Pride Confidential un gruppo di incontro/confronto tra noi donne per parlare del rapporto con il nostro corpo, delle nostre paure, per farci forza vicendevolmente. Un’esperienza tutta in FUCSIA, per conoscere meglio noi stesse e per fare nuove amicizie, per far emergere i nostri talenti e per aiutarci a realizzare i nostri sogni.

Insieme, con coraggio e con tanti pizzichi di buonumore!

L’idea nasce dall’ingresso all’interno dell’Associazione Curvy Pride della psicologa Emanuela Scanu, prendendo spunto da un suo consolidato progetto: il “gruppo delle Silfidi”, nato inizialmente come gruppo di confronto per persone con problemi di peso, era aperto al confronto e alla condivisione di temi al femminile. Il gruppo era guidato dalla dott.ssa Scanu, che provvedeva a far sì che tutti avessero lo spazio necessario a raccontarsi e condividere e aveva il compito di creare le conclusioni e da quelle ispirare il tema su cui lavorare il successivo incontro.

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Sulla base di questa esperienza di successo si è deciso di avviare “Curvy Pride Confidential”,  un incontro mensile tra donne di tutte le età, per una preziosa circolazione di esperienze, di modi di pensare che si traducono nella opportunità di ampliare i confini delle proprie prospettive.

Questi incontri saranno sapientemente supervisionati dalla dott.ssa Emanuela Scanu che ne sarà coordinatrice, favorendo lo scambio dei vissuti e la valorizzazione delle competenze individuali e collettive, in libertà e… con il buonumore.

Il primo incontro si svolgerà a Roma Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10:00 alle 12:00 in Piazza dei Giureconsulti (Fermata Cornelia metro A).

Contributo di partecipazione € 5,00

Per iscrizioni e/o informazioni contattateci su curvypride@gmail.com e sui nostri social o al numero 3478264983.

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