Informazioni su Valentina Parenti - @momincolors

Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro dello Staff Curvy Pride, Attivista BodyPositiveCatWalk, Responsabile Emilia Romagna ass. BeYourSelf e da 1 anno ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità. **** contatti: https://www.instagram.com/momincolors/ https://www.facebook.com/valentina.parenti85 https://linktr.ee/momincolors parentivalentina85@gmail.com

Il mio mondo in Pink!

Per aggiungere colore e gioia alla mia vita ho iniziato a accettare colori a me ostili..

Se penso al passato avevo una vera è propria fobia verso alcuni colori.. in particolar modo per il rosa! Vi chiederete ma come mai?

Beh, non è poi così difficile. Da bambina avevo interesse per diverse cose soprattutto maschili. Avrei voluto giochi come la pista da macchinine e intraprendere una carriera da motociclista. In famiglia però tutto questo non era ben visto perché ero una femmina. Il sentirmi dire “No, sei una bambina”, e no, “sei una donna” mi ha portato ad amare l’azzurro considerandolo nel subconscio un colore da uomo e di fatto fino ai 25 anni anche il mio armadio era monocolore.

Per chi mi conosce ora, che mi vede sempre con colori accesi e vivaci, è sicuramente una scoperta.

Facciamo qualche cenno di storia: Spesso non si ricorda l’origine del significato del colore perché scivola nel folclore e nella convinzione che “è sempre stato cosi” come il blu per i maschi e il rosa per le femmine. Questa scelta si ripete cosi spesso da sembrare naturale, e biologicamente predisposta ma in realtà è molto più recente. Per secoli, in Europa e in America i BAMBINI NON INDOSSAVANO ALCUN COLORE, portavano camice bianche. Era una questione legata alla praticità. il bianco si poteva pulire e disinfettare più facilmente con la candeggina prima che si imparasse ad usare il bagno in autonomia.

All’inizio del XX secolo, bambini e bambine iniziarono ad indossare i colori, il BLU era considerato delicato e appropriato alle femmine mentre il ROSA (essendo associato al rosso ovvero alla mascolinità) era ritenuto un colore più forte ed audace e, quindi, più adatto ai maschi.

Dopo la seconda guerra mondiale, alla fine degli anni ’40, tutto questo si ribaltò. Il perché resta un po’ un mistero, ma sembrerebbe che un grande magazzino americano lanciò una campagna a favore del rosa per le femmine e del blu per i maschi. Una vera campagna di marketing che rese più facile la produzione di merce in DUE COLORI e questo divise il mondo tra rosa e azzurro.

Ma la storia del rosa non finisce qui e approfondiremo, magari, in un altro articolo.

Tutto questo per dirvi che, inconsciamente, avevo maturato un odio profondo per il rosa perché veniva considerato da “femminuccia” e io non volevo essere etichettata tale. Le mie amiche lo adoravano, io lo ritenevo ripugnante.

Col tempo poi ho maturato attrazione per il colore rosso (un colore mascolino) associato non solo alle sensuali pin-up della Coca-Cola, ma anche a moto, e auto (tanto che la prima auto che mi regalarono fu una 500 rosso Ferrari)

Con gli anni l’ approccio nei confronti del mondo dei colori cambiò e un fattore determinante è stato l’incontro con CurvyPride e la sua maglietta fucsia. Non nego che all’inizio ero un po’ riluttante in questa tonalità, ma mi accorsi che quel tipo di colore, con grande stupore, mi donava, ravvivando perfino il colore dei miei occhi e a poco a poco ho iniziato a fare pace con il rosa, amandone ogni sfumatura.

Da allora, dal 2018, a poco a poco ho iniziato a introdurlo nella mia quotidianità con vasi per i fiori, scarpe col tacco, cappotto, nelle pareti della lavanderia, nelle persiane della mia casa. Incuriosita da questi cambiamenti di me stessa ho iniziato a studiare la psicologia dei colori e a chiedermi: quali colori mi fanno sentire felice?

Durante la ristrutturazione della mia casa ho riflettuto su quali colori utilizzare per infondere ricordi allegri e felici. Il modo in cui vediamo il mondo plasma chi scegliamo di essere e scegliere determinati colori avvincenti può cambiarci la vita in meglio. Pensando a come arredare casa sono arrivata alla conclusione che il colore bianco sporco delle pareti mi dà fastidio e ho iniziato a desiderare ambienti più luminosi, ma non solo per ragioni estetiche, ovvero ho notato gli effetti positivi e negativi che il colore ha sulle emozioni, mie soprattutto: il blu mi fa sentire calma, il rosso mi da energia, il verde mi rigenera a mente, il fucsia mi dà allegria e i monotoni (grigi, beige) mi fanno sentire priva di ispirazione o addirittura triste.

Dopo aver letto la mia esperienza vi sfido a raccontarmi quale colore considerate nemico e perché? Cosa vi evoca, quali emozioni? Parlarne con qualcuno potrebbe inaspettatamente farvi cambiare idea.


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Il presente articolo è stato scritto dalla socia e collaboratrice dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

OTTOBRE IN ROSA – La prevenzione non ha età!

Il cancro ci rende uguali. Colpisce Tutti indistintamente. Puoi essere alto, basso, curvy, normal size ma lui non ha pregiudizi. Semplicemente accade.

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Per questo è importante prevenirlo son stile di vita sano ma anche mediante visite specifiche.

Ottobre è il mese per la prevenzione del cancro al seno e attraverso varie campagne come: 1) “LILT For Women – Campagna Nastro Rosa 2020”, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori , è possibile accedere a visite senologiche gratuite in tutta italia.

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Basta consultare il sito nella sezione “la lilt in italia” http://lilt.it/oldportal/lilt_mappa_sezionif153.html?area=954 o cercare sui social quella di residenza.

Lo slogan scelto è “La prevenzione non ha età”, mentre l’hashtag ufficiale rimane #vivilrosa.

SOS LILT 800-998877

 

2)  Pittarosso Pink Parade l’evento si terrà domenica 18 ottobre 2020 con un format tutto nuovo in collaborazione con R101: potrai camminare o correre ovunque vorrai partecipando, tramite i social e con i tuoi messaggi.
Lontani, in perfetta sicurezza, ma uniti per diffondere il rosa!
Parteciperai in autonomia, ma non sarai solo, perché grazie al tuo Pink Kit potrai manifestare il sostegno alla ricerca e condividere la “tua” PittaRosso Pink Parade sui social con l’hashtag #PPP2020.

Armocromia, Benessere e bellezza nei colori

“Vivere una vita a colori è il segreto della felicità” è il motto che mi porto a dietro dal 2014, dalla nascita del mio primo figlio. Il diventare madre mi ha reso la vita a colori nel vero senso della parola: dal grigio, al giallo, al rosso, ogni sfumatura è un’emozione così come trattano nei libri illustrati dei bambini.

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I colori si possono studiare per svariati argomenti come la cromoterapia o l’armocromia.

Nella CROMOTERAPIA si può imparare come alcuni colori abbinati alla luce possano avere effetti curativi sulla salute e influenzare per fino la guarigione o il miglioramento in una patologia (associato ad una buona dieta).

Nell’abbigliamento possiamo indossare un determinato colore per darci energia o migliorare l’umore.

Nelle pareti di casa si possono giocare con vari colori in base alla disposizioni delle stanze e a come si vivono.  Il verde trasmette calma ed è tranquillizzante può essere indicato in camera da letto ma anche in un salotto, magari accompagnato da quadri con mare e barche.

Ogni Colore è associato ad un’emozione, avere la possibilità di dedicare una parete a stanza ai colori principali ci può permettere di fare “un bagno di colore” quando lo si necessità. Il giallo è un colore allegro e può mettere felicità non solo a chi lo indossa ma a chi si ha di fronte.

Nell’AMOCROMIA applicata al beauty e allo shopping invece dobbiamo valutarci oggettivamente (un colore ci sta bene o ci piace semplicemente? lo usiamo come confort-zone o perchè ci valorizza?) lasciando da parte il nostro gusto.

Le caratteristiche dei colori da valutare nel corso dell’analisi sono quattro:  sottotono, valore, contrasto e intensità divise in 4 stagioni: Primavera e Autunno – caratterizzate da colori caldi – Estate e Inverno, con sfumature fredde. Ogni palette comprende quasi tutti i colori, ma con caratteristiche personalizzate (più opache o brillanti).

La regola principale è: scegliere in base alla pelle, agli occhi e al colore naturale dei capelli. A chi staranno bene colori caldi ha incarnato avorio/pesca o ambrato e si abbronza facilmente. Viceversa chi ha colori freddi ha la pelle tipicamente rosata, che si scotta al sole oppure anche olivastra, che in estate si abbronza, ma in inverno diventa grigiastra”.

Identificare la nostra palette di colori è fondamentale nella scelta di abiti e accessori, ma anche di capelli e make-up, per creare un fantastico senso di armonia e di bellezza.

Avete presente quando vi fanno tanti complimenti, ma in realtà non avete fatto nulla in particolare? Magari indossate semplicemente un colore che vi illumina (e che non accentua occhiaie o altre macchie)!

Vi ho messo curiosità? continua….

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

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contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

Familiari in Affitto

 

Nel 2015 uscì una commedia grottesca intitolata ” The Wedding ringer – un testimone in affitto“. La trama racconta che, rendendosi conto di non avere amici ne incarica alcuni pagandoli.

Tempo fa mi aveva fatto sorridere credendo che fosse qualcosa di improbabile.

Oggi mi viene spontaneo domandarvi: prendereste una sorella in affitto? un marito? una madre? una zia? un cugino?

E’ possibile che le relazioni umane siano fondate sul dare-avere (dare se si riceve qualcosa in cambio) e che ogni legame di sangue non sia scontato ma che debba essere remunerato?

FAMILIARI IN AFFITTO

Certo se ti chiedo AIUTO non sei costretto a dirmi di si, ma nel momento in cui ti assumi la responsabilità è corretto tirarsi indietro o rinfacciarlo? o perfino pretendere una tariffa?

Forse tra un mese, un anno avrai bisogno tu e io sarò li a porgerti la mano… (o la fattura?)

In famiglia ci si aiuta, dicevano… ma non è scontato nemmeno questo. Siamo però consapevoli delle nostre scelte e assumiamoci la responsabilità delle tali senza trovare pretesti futuri per litigare.

Vi chiederete se il caldo di questi giorni mi ha fatto passare la lucidità ponendovi domande che probabilmente non ci avevate pensato. Be nemmeno io fino a poco tempo fa.

Non voglio in questo articolo parlare male di qualcuno nello specifico della mia famiglia e quindi farla/o passare in cattiva luce ma vorrei creare un motivo di riflessione non solo per me ma per chi legge.

Si danno per scontate tante cose, spesso smettiamo di coccolare o coltivare l’amore di coppia, di dire ad un genitore che gli vogliamo bene, a fare una carezza a un nonno sapendo che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.

Diamo per scontato quindi .. che se i cognati diventano genitori allora siamo a nostra volta zii, diamo per scontato che se nostra madre mette al mondo un’altra creatura sia nostra sorella o fratello. Ci hanno insegnato che è cosi, ma lo è davvero?

In verità è molto più complesso ma credo che se c’è amore incondizionato e privo di gelosie nate da paragoni inesistenti perchè ognuno di noi è un individuo con sogni, gusti e vissuti diversi si possa vivere in armonia.

Ruoli importanti hanno i compagni/e esterne al nucleo famigliare di sangue che dovrebbero stare al loro posto piuttosto che spargere zizzanie in famiglie.

Io sono vissuta felice di avere una sorella, ho giocato e dormito a casa delle cugine con gli zii, e a casa dei nonni senza pagare una quota; senza dover affittare i parenti. Sogno la stessa cosa per i miei figli, è chiedere troppo?

 

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

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La nostra socia si racconta: LAURA TAGLIAFERRO

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Ciao a tutte/i mi presento sono Laura tagliaferro, ho 53 anni e sono socia Curvy Pride dal 2018, per me Curvy Pride é come una grande famiglia dove ci si confronta su temi come la violenza sulle donne e la discriminazione, consiglio a tutti di iscriversi perché, soprattutto si impara a amare se stesse e apprezzarsi, è una grande comunità in crescita .
Un messaggio per Curvy Pride? Una per tutte, tutte per una, insieme facciamo la differenza e ci facciamo conoscere al mondo intero .
Ho partecipato a svariati concorsi di Bellezza e Sfilate, shooting fotografici da oltre 30 anni quando allora indossavo una taglia 40/42.

Ho avuto il piacere e  l‘onore di partecipare come Ambasciatrice Curvy nel Famoso Calendario di Barbara Christmann nel 2018 , e nell’anno successivo nel 1 calendario di un noto marchio di abbigliamento curvy. Sono stata Miss Curvy e Miss Pin up a livello Nazionale, ho partecipato a trasmissioni televisive e a casting e comparse ultimo nel film con Jennifer Aniston e Adam Saddler nel Film Murder Mistery .

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Non sono mai stata discriminata nella mia forma fisica perche indossavo una 40/42 , mi è successo solo qualche anno fá a un concorso di bellezza in quanto con l’avanzare dell’etá e avendo avuto una meravigliosa figlia il mio corpo è cambiato e ho messo su peso. Mi sono sentita dire che non potevo gareggiare con le Magre e che meno male c’era una fascia per le Curvy, vi chiederete come ho reagito? Semplicemente fregandomene ( anche perché più volte pur non essendoci fascia Curvy ho portato a casa corona e fascia quindi … ) ho continuato a sfilare fiera delle mie curve e non mi è importato quello che pensavano ! Io credo che la bellezza non si debba basare ne sul peso ne sull’età ( certo che non si deve essere obesi perché se no ne va della salute, e consiglio stile di vita e alimentazione sano e movimento anche una bella camminata, ci si deve volere bene sempre e accettarsi per quello che si è) anche perché come ho ribadito più volte la bellezza è racchiusa in ogni una di noi , credo che sia il cuore la vera ricchezza , la bontà d animo che non sfiorirà mai il corpo è solo un involucro .

Come ho imparato a accettarmi e amarmi? Semplice ..  non mi sono mai odiata ne a 20 anni ne ora mi piaccio così come sono e non cambio per nessuno al mondo per me importante è vivere appieno ciò che la vita ci offre, la salute e stare bene con se stessi .
Per affermare la cultura delle pluralità per me è necessario essere tutte unite rispettare la vita è le idee degli altri, pensare positivo sempre, anche in situazioni avverse, sopratutto divulgare il messaggio che vogliamo trasmettere, condivisioni social e organizzare eventi e flash mob oltre a pizza e curvy .

Una frase che mi rappresenta? Carpe Diem, cogli l’attimo e vivi la vita fino al ultimo respiro, la vita è un soffio … grazie mille

Laura Tagliaferro

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

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La nostra socia si racconta: GISELLE RODRIGUES

 

Chi sei? Ciao, sono Gisele Rodrigues. Sono nata in Brasile da mamma brasiliana e padre spagnolo. Ho vissuto lì fino ai miei 14 anni quando ci siamo trasferiti in pianta stabile a Sevilla (ES) e dove ho vissuto fino ai miei 18 anni.

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Come hai conosciuto l’Associazione Curvy Pride? Mi è stata suggerita da FACEBOOK. Ho pensato di aderire subito già che da molto mi frullava in testa qualcosa del genere.

Che significa per te essere diventata socia? Sono molto felice di farne parte, anche se è da poco. Ho sempre pensato che le differenze vanno valorizzate e stimolate. Invece, in torno a noi, troviamo tantissime persone che hanno paura di fare la differenza. Questa è una cosa che ho imparato, con dura fatica, a contrastare.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Certo! Da quando ero una bambina. Non ero bionda, non avevo occhi chiari e non ero snella come la famiglia di mia mamma, che anche se brasiliana, veniva da una famiglia portoghese. Sembrava anche una svedese tanto chiara era! E così tutta la sua famiglia. Frecciatine qua e là, quello impegno che ci mettevano per farmi sembrare più…come loro. Fino a che alla mia adolescenza, ci sono riusciti, più o meno. Ma la natura è quella che è, la poi imbrogliare per un po’…e poi viene fuori in tutto il suo furore! Ho le forme! Sono burrosa, sono pannosa!

Come hai reagito? E’ stato un lungo tragitto. Dieta a non finire. Sempre a dieta e sempre infelice. Poi sono andata via per studiare in Francia. E dopo la laurea ho avuto la fortuna di viaggiare per lavoro e continuare a studiare in tutta l’Europa e anche fuori. Ho trovato il mio equilibrio da sola.

io professional!

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? E chi ha detto che non mi accettavo e non mi amavo??? heheheh Io l’ho sempre fatto! Ho sempre visto in me una gran bellezza e non capivo come gli altri non vedessero la stessa cosa! Ho semplicemente smesso di voler compiacere chi credevo fosse importante. Ho compreso che più importante di me non c’è nessuno. Poi, ho sempre avuto tanti spasimanti! Ho avuto tutti i fidanzati che volevo avere! Pensai, non posso essere così male!

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Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo? Non sono mai stata una che si mette molto spesso davanti agli obiettivi, ma non ho problemi a farlo.

Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare? Non aver paura di essere diversi o di non seguire gli stereotipi imposti.

Una frase che ti rappresenta? Se vuoi disarmare qualcuno, sorridi!

Un messaggio per la community di Curvy Pride? FORZA!!! NON SIAMO DIVERSE! SIAMO AUTENTICHE! SAIMO VERE IN UN MONDO BASATO SULLE APARENZE!

Giselle Rodrigues

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Workshop DA SOCIA A SOCIA

Stanno per iniziare workshop CurvyPride su vari argomenti:
💋 Consigli di Bellezza
📚 Portamento
🌻 Accettazione.

Ogni workshop sarà organizzato da una nostra socia con un appuntamento su zoom di circa un ora. Durante il workshop si potranno scoprire piccoli segreti di stile ma non solo per apparire sempre al meglio.

Vi aspettiamo! Seguiteci…

L’iniziativa è rivolta alle socie, chiedi informazioni a curvypride@gmail.com

 

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La nostra socia si racconta: SILVIA SANNINO

Chi sei? Silvia Sannino detta la Silvietta o per gli amici della palestra “Ginger”.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è un’associazione di promozione sociale che ha come messaggio basilare l’amore per se stessi in tutte le forme che io sposo a pieno

Un messaggio per la community di Curvy Pride? L’unione fa la forza! 

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Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo? Mi piace molto di più farmi fotografare che sfilare anche se nella mia vita non sono mancate le occasioni per entrambe le cose.

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Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? So di avere dei difetti, ma ho imparato ad accettarli e renderli punti di forza per questo credo che non mi sono mai sentita discriminata se non a livello tecnico nel campo della moda dove, in alcune occasioni, ho dovuto mandare a quel paese qualcuno.

Come hai reagito? Molte volte la gente giudica senza senso quindi, nei casi più eclatanti, un vaffa e chiusa li.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Ho fatto un percorso personale e ho acquisito molta autostima nel tempo.

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Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare? Insegnare educazione civica fin da piccoli perché molte cose basilari ormai non si insegnano più e quindi alcuni comportamenti che dovrebbero essere “normali” passano per “strani”.

Una frase che ti rappresenta? Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta è abbastanza.

Silvia Sannino

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

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MAMMA RAPPRESENTANTE IN QUARANTENA

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Ho scelto di essere rappresentante dell’ultimo anno di materna di uno dei miei 2 figli, il primogenito (Il più piccolo frequenta un’altra scuola).

Mi ritrovo ad essere uno dei tre punti di riferimento tra i genitori e le maestre di una delle 3 sezioni. La scuola è organizzata in classi miste con bambini dai 3 anni ai 6. La didattica è pressappoco la stessa nei tre anni di frequentazione fatto eccezione per laboratori aggiuntivi per i bambini età prescolare, ovvero chi dovrà iniziare l’anno successivo la scuola elementare.

Nella loro didattica IN SEDE puntano sull’autonomia, la condivisione, e l’aiuto del più piccolo. Valori molti importanti e adattabili nel contesto della scuola stessa ma discutibili in quarantena, avendo a seconda di età, esigenze diverse.

Fortunatamente nella chat di mamme non ci sono polemiche, mi limito ad inoltrare, a fare da tramite tra l’input creativo delle maestre e il lavoretto eseguito dei bambini. Mi interfaccio quasi quotidianamente con l’insegnante di riferimento nell’invio di audio, video ed esercitazioni. Nel materiale ricevuto si chiede soprattutto di fare disegni, la lettura di fiabe, o pillole di inglese. Su 22 genitori la partecipazione è di circa 1/2/3 bambini anche se da febbraio sta ormai scemando a 0.

La chiusura delle materne è avvenuta nella quarta settimana di febbraio ma Il materiale è iniziato ad arrivare a metà marzo, nelle prime settimane ho creato una pagina contenitore (Mamme Rappresentanti) alla quale non hanno aderito in molti. Dentro a essa inserisco (tranne i files delle insegnanti) tutte la pagine creative di ogni tipologia: da bigliettini in cartoncino, a forbici e colla, cartoncini colori, audio storie, inglese, pregrafismo, matematica ecc… che possono aiutare genitori come me che non sono educatori ma si improvvisano, per amore dei lori figli, tali.

Non è facile per nessuno.

Mi sono trovata a lavorare in smartworking dopo tre settimane di assunzione e in formazione; e allo stesso tempo a fare da insegnante, a gestire un uragano emotivo di urla, disagi, paure e insicurezze dei miei figli. Disagio anche a mostrare attenzione e interesse in un video con le loro insegnanti.

“ok mamma è finito? Posso andare a giocare?”

A un certo punto mi sono dovuta reinventare, a volte con difficoltà anche nel gestire la rabbia e la pazienza di me stessa nel trovare soluzione per il benessere dei miei bambini.

Poi, vedendo il materiale didattico dell’altro figlio di 3 anni, mi sono accorta che il fratello prossimo alle elementari avrebbe gradito un approccio diverso, e così ho chiesto aiuto alle maestre dell’altra scuola, ricevendo esercitazioni di pregrafismo e matematica oltre che a giochi da costruire e l’interesse è aumentato. Forse a voler ben guardare è cambiato anche il suo atteggiamento, magari si è sentito più grande e importante perché ha proposte adeguate a lui.

La sola richiesta:”Fammi un disegno, disegnami una tartaruga, disegnami il tuo cibo preferito, disegnami un arcobaleno” aveva tolto in lui la voglia di disegnare.

Essere rappresentante significa dover mediare e non poter condividere le proprie frustrazioni. .. come può un video di 2min o un vocale di 27 secondi sostituire una giornata con gli amici di 8 ore?

Siamo a fine maggio, a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico 2019-2020. Avremmo dovuto organizzare la bancarella per la festa della mamma, il materiale per la festa dei laboratori, organizzare la gita, la cena di classe e invece ognuno sarà nelle proprie case.

Anche la festa di fine anno per salutare le insegnanti e sentire cantare i nostri bambini saprà di amaro. Saprà di tempo perduto che non potremo rivivere. Saprà di un saluto frettoloso su zoom o meet di mezz’ora perché il contatto è proibito. Non danno alternative di sicurezza.

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Allora ho pensato: “Cerchiamo un mini pensierino per ogni famiglia (da 07cent/1€)” per trasmettere la solidarietà, la vicinanza, l’amore al prossimo ma mi è stato domandato quale fosse il significato pedagogico di un regalo?

Il REGALO “senza motivo” può insegnare l’altruismo, la generosità nei confronti degli altri e può rimanere un pensiero positivo nel ricordo di un momento difficile.

Bisogna che ci sia sempre una ragione per un regalo?

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

 

 


 

La nostra socia si racconta: LAURA CHIAPPARINI

-CHI SEI? Mi chiamo Laura , ho 37 anni e sono infermiera. Sono una persona molto schietta e vera perciò spesso credo di “andare bene solo a pochi” proprio per questo lato del mio carattere, ma sono anche una persona molto dolce e chi entra nel mio cuore trova un posto sicuro di sincero affetto.

Sono felicemente sposata.

Mi definisco una “BodyPositive Activist” (come nella foto)

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Non sono sconosciuta al mondo curvy: infatti sono  stata ambasciatrice “BeautifulCurvy 2018”, ho fatto un calendario per un brand, videoclip musicali, scritto in un libro, figurazioni in film, programma televisivo di cucina, concorsi di bellezza  e altre mille cose…

-CHE COSA E’ PER TE CURVY PRIDE ? Vi conoscevo già da 4 anni , ma ero titubante ad entrare nella community per spiacevoli incomprensioni che mi sono successe precedentemente nel “mondo curvy”.

Mi sono limitata a seguirvi sul social e quando ho capito che l’inclusione era per tutti allora ho preso coraggio .

Sebbene possa sembrare la solita frase fatta, sono sincera … incominciava a “starmi stretta” la parola “curvy ”come mera categorizzazione di un tipo di fisicità.

Secondo il mio punto di vista, che con il tempo ho capito essere anche il vostro, dietro questa parola “curvy” c’è  tutto un mondo !!! Quindi ho allargato le mie vedute e sono andata oltre al  nome della vostra associazione “curvy pride”.

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In questo mondo curvy credo di essere entrata precedentemente in un momento sbagliato della mia vita. Non stavo bene con me stessa. Poi ho avuto un grosso problema di salute e speravo di trovare più sostegno e appoggio oppure di “dimenticare” tutto quello che mi era successo, partecipando a certi eventi, serate ecc…  ma non è andata così ovviamente; serviva altro.

Devo dire però che nel frattempo ho conosciuto molte persone carinissime che fanno parte di questa community e seguendo loro ho scoperto “pizza e curve“ (che accoglie donne ma anche uomini e persone di tutti i tipi), “felicità formosa”, “struccati” soprattutto quando ho visto la dolcissima Daniela, oltretutto collega infermiera come me, intervistare una ragazza che aveva subito violenza  .

Purtroppo anche io ho subito violenza domestica per 7 anni quindi mi sono molto immedesimata, anche se la storia di vita era diversa.

Nel frattempo ho cercato di lavorare anche su me stessa, sul mio carattere e smussare alcuni angoli (prima ero intollerante a molte ingiustizie che mi sono capitate ed ero quella che “se non mi vai bene sparisci dalla mia vita”. Ora va meglio, ma ho ancora molta strada da fare per migliorarmi )

Ecco quindi  cosa è per me curvy pride : possibilità di integrazione e miglioramento

-UN MESSAGGIO PER LA COMMUNITY DI CURVY PRIDE Abbiate sempre  il coraggio di agire e di gioire per le piccole cose  così renderete  la vostra vita  sempre più bella e in armonia con voi stessi. Non abbiate paura di VIVERE .

-TI PIACE SFILARE O FARTI FOTOGRAFARE ? SE SI’ PER QUALE MOTIVO Sì mi piace molto! Soprattutto farmi fotografare .

Perché attraverso la fotografia posso esprimermi liberamente senza paure! Inoltre con la giusta espressività e tema fotografico si possono mandare moltissimi messaggi di sensibilizzazione.

La fotografia mi fà sentire BELLA agli occhi di chi mi stà guardando!  Non penso, mentre scatto, al rotolino di ciccia di qui o di là o a tutte le imperfezioni del mio corpo…anzi mi scateno, mi arrampico sugli alberi, scatto in acqua, in terra ovunque.. mi dimentico perfino di avere delle cicatrici! Anche sfilare mi piace ma preferisco contesti più ricreativi sotto questo punto di vista.

A volte mi sento in imbarazzo  perché faccio più fatica a socializzare  con persone che non conosco  (purtroppo sono piuttosto diffidente).

 Ad ogni modo ho già sfilato tante volte e mi sono divertita molto.

-TI SEI MAI SENTITA DISCRIMINATA PER LA TUA FISICITA’ Sì, da quando ero piccola .

La solita storia che si ripeteva era “hai un bellissimo viso, ma dovresti dimagrire un pò” oppure mi dicevano “sei bella dal viso fino alla vita” (facendomi pesare il fatto di avere i fianchi ed un lato b pronunciato, come se io non lo vedessi già da me…)

-COME HAI REAGITO? Purtroppo MANGIANDO SEMPRE  DI PIU’ e SFOGANDO sul cibo ogni frustrazione della mia vita .

Per fortuna ho sempre avuto l’appoggio di mia mamma per queste cose che ha cercato di aiutarmi  sin da piccola con l’alimentazione, ma mai obbligandomi ad essere diversa da quella che ero e che sono .

Il problema vero era comunque quando uscivo di casa ….

-COME HAI IMPARATO AD ACCETTARTI ED AMARTI ?  FACENDO MILLE SBAGLI ma che mi hanno portato ad essere quella che sono .

Dopo la più brutta esperienza di convivenza violenta, in cui ero ingrassata 44 chili e “non ero più io”, ho capito che dovevo scappare e rinascere da lì .

Quindi ho avuto bisogno di sostegno psicologico, di fare altri mille errori, di frequentare uomini sbagliati, di uscire di casa da sola  e andare al cinema, in discoteca, di eliminare le amicizie negative e favorire quelle positive,  di riprendere il giusto peso facendo sport e assumendo un’alimentazione corretta, di ricominciare a vestirmi con i colori  non sempre con il nero ! Insomma dovevo riprendere la mia autostima facendo un percorso per ME STESSA e non PER COME MI VOLEVANO GLI ALTRI

-PER AFFERMARE LA CULTURA DELLA PLURALITA’ E DELL’INCLUSIONE COSA E’ NECESSARIO FARE? Rispettare e tollerare (cosa per niente semplice, ma necessaria) le idee/opinioni altrui. Inoltre bisognerebbe sostenersi di più a vicenda, abolire le parole INVIDIA  e MALSANA COMPETIVITA’ dalla  propria vita (pensiero soprattutto rivolto alle donne), dovremmo essere più unite, fare squadra un po’ come i moschettieri “tutti per uno , uno per tutti ”

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-UNA FRASE CHE MI RAPPRESENTA “Ama te stessa  con lo stesso amore che dai agli altri”

Laura Chiapparini

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità