Alimentazione, Dieta e Falsi Miti!

Oggi, rispetto al passato, prestiamo tantissima attenzione alla salute e al cibo ma il nostro modo di mangiare viene spesso condizionato da credenze e modi di pensare sul cibo che molte volte si rivelano dei veri e propri falsi miti.

Immagine presa dal sito web Pixabay

Quante volte abbiamo sentito dire che bisognerebbe scegliere un certo tipo di alimenti oppure evitarne altri o che certi comportamenti a tavola sono sbagliati? Sicuramente tantissime volte! Il consumismo, la pubblicità e il web non aiutano di certo ad una corretta educazione alimentare. Impazzano in ogni dove messaggi fuorvianti “Abbassa la pressione”. “Scioglie la cellulite”. “Riduce il colesterolo”. “Fa perdere peso”. “Difende il cuore”. Messaggi a cui difficilmente riusciamo a resistere.

Andiamo al supermercato e li troviamo dappertutto. Accendiamo la televisione ed eccoli ad ogni ora del giorno e della notte, promossi da accreditati testimonial, ad indicarci come sgonfiarci, come fare più pipì, come assumere più calcio… il tutto ovviamente con zero calorie! Veri e propri specchietti per le allodole che ci strizzano l’occhio dagli scaffali degli yogurt, dei dolciumi, delle bibite e persino dei salumi, delle paste e delle insalate. Insomma, è sufficiente prenderli e infilarli nel carrello, oltre che pagarli abbondantemente alla cassa, per prevenire e curare quasi tutti i disturbi di noi poveri mortali.

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Secondo un’indagine del Censis, almeno un italiano su tre naviga in rete per ottenere informazioni sulla salute. Di questi, più del 90,4% effettua ricerche su specifiche patologie, ma sempre più spesso questi contenuti così delicati sono contaminati da bufale. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), un organo molto autorevole del Servizio Sanitario Nazionale che si occupa di ricerca, controllo e analisi di molti aspetti legati al tema della salute pubblica, ha pubblicato online un elenco di falsi miti, bufale e fake news più o meno note sul tema dell’alimentazione.

Ecco un ragionamento che ci siamo fatte tutte, sono certa che lo sentirai molto familiare:

  • Se salto un pasto o mangio solo una portata mi sarà più facile stare in linea!
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Dopotutto, un giorno di digiuno fa bene!

La risposta è: FALSO!

È pensiero comune che saltare pranzi e cene sia un metodo efficace per perdere peso, e purtroppo questa pratica viene sperimentata da molti. Si crede che privando l’organismo di calorie e nutrienti durante la giornata si avrà una riduzione della massa grassa. In realtà accade che il corpo, privato di cibo, va in allerta e rallenta il dimagrimento.

Quando salti un pasto nel tuo sangue calano gli zuccheri, e sai con che conseguenze? Il tuo cervello è spinto a desiderare cibo, ti sale un senso irrefrenabile di fame e aumenta il desiderio di carboidrati, per riportare gli zuccheri a valori normali. Per questo motivo, dopo aver saltato un pasto, non solo arriverai più affamata a quello successivo, ma sarai molto più tentata di abbuffarti. Il nostro organismo è geneticamente strutturato per risparmiare energia sottoforma di grasso (per sopperire ad eventuali momenti di magra).

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Se una delle tue abitudini è quella di saltare la colazione, il pranzo o la cena, ben presto comincerai a perdere massa magra (muscolatura) e aumenterà quella grassa (tessuto adiposo), spesso sotto forma di grasso addominale pericoloso per il cuore. Sai cosa significa questo? Che il tuo metabolismo rallenterà, questo è certo. E un metabolismo rallentato significa che la perdita di peso si arresta; per di più, ricominciando a mangiare normalmente, è più facile riprendere rapidamente i chili persi, soprattutto sotto forma di depositi di grasso. Ma non solo!! Aumenterà il rischio di malnutrizione e il rischio di Disordini Alimentari.

Comprendi bene che l’abitudine di saltare i pasti è una pessima scelta!

Affinché la tua alimentazione sia sana, corretta e ti faccia stare bene e ti permetta di mantenere il tuo peso, è necessario che tu dia al tuo corpo tutti i nutrienti in opportune proporzioni. La qualità del cibo e la frequenza dei pasti giocano un ruolo fondamentale per la tua salute e bellezza: le linee guida consigliano di mangiare cinque volte al giorno con una corretta ripartizione calorica tra i vari pasti:

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  • la colazione dovrebbe apportare un 15-20% delle calorie giornaliere ma non meno del 12-13% e non più del 20%.
  • lo spuntino dovrebbe apportare un 5-10% delle calorie giornaliere ma non meno del 4% e non più del 10%.
  • il pranzo dovrebbe apportare un 35-40% delle calorie giornaliere ma non meno del 35% e assolutamente non più del 40%.
  • la merenda dovrebbe apportare un 5-10% delle calorie giornaliere ma non meno del 4% e non più del 10%
  • la cena dovrebbe apportare un 30-35% delle calorie giornaliere ma non meno del 30% e assolutamente non più del 35%.

Questo articolo è pubblicato dalla socia e Dietista – Nutrizionista Silvia Bigucci che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Dott.ssa Silvia Bigucci Dietista-Nutrizionista-Lifestyle Trainer-Counselor
Specializzata nel Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, del Sovrappeso e dell’Obesità. Counselor Nutrizionale. Si occupa di dietoterapia, educazione alimentare e modificazione degli stili di vita. Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Bologna. Per 14 anni ha lavorato come referente Dietista all’interno dell’ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi.
Per contatti:
Mail: silviabigucci@libero.it
Pagina web: www.silviabiguccidietista.it
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Instagram dietista.silviabigucci

LA NUTRIZIONISTA CON LE CURVE

Benvenuti!

Mi presento, mi chiamo Silvia Bigucci, ho 39 anni e sono una Dietista specializzata nel Trattamento dei Disturbi Alimentari. Con questo primo articolo desidero farvi entrare nel mio mondo, farvi conoscere una parte di me e aprirvi le porte del mio cuore.

Io nel mio Ambulatorio

Caratteristiche particolari? Sono Curvy nel corpo e nell’animo. Sì, avete letto bene! Sono Curvy e sono una Nutrizionista, vi suona un po’strano?

In questo mondo in cui gli stereotipi la fanno da padrone, siamo abituati a pensare alla figura della Nutrizionista come l’incarnazione della perfezione, con un corpo che rientra perfettamente negli standard di bellezza imposti dalla nostra società.

Io rappresento la Nutrizionista che non ti aspetti, oggi fiera della mia taglia 46-48, fiera delle mie curve, delle mie imperfezioni e delle mie insicurezze. Vi basti pensare che da qualche anno ho iniziato a partecipare a concorsi di bellezza e sfilate per donne Curvy. È nato tutto come un gioco, una sfida con me stessa e, perché no, per una rivincita personale, poi con il tempo ho capito che anche in quel contesto potevo essere di esempio per qualcuno e portare il messaggio che ognuno è bello con e per la sua unicità. Per arrivare a questa consapevolezza di me stessa ho dovuto percorrere molta strada e superare molti ostacoli.

Quando sono nata pesavo la bellezza di 4,350 kg quindi si può dire che sin dalla nascita sono sempre stata tanta! Fuori dalle curve standard di crescita quando ero piccola e fuori dal BMI (indice di massa corporea) di normalità da quando ero adolescente. Man mano che crescevo cominciavo a lottare contro le forme e l’accettazione del mio corpo. Le parole “Devi dimagrire” risuonavano costantemente nella mia testa e facevano parte del mio quotidiano. Ricordo che quelle parole mi venivano ripetute regolarmente dal mio medico ogni volta che facevo una semplice visita magari per un banale mal di gola. Altre volte, da persone più grandi di me, mi veniva detto “hai un viso bellissimo, peccato che non sei magra!”. Ricordo benissimo tutti gli appellativi e le prese in giro dei bambini: da “cicciona” a “fai schifo” ho sentito di tutto, compresi tanti nomignoli non troppo simpatici.

Mi ricordo che, presa dalla disperazione, ero arrivata a picchiarli quando la maestra non vedeva. Lo so che non si dovrebbe fare, ma all’epoca ero disperata e quella era l’unica soluzione che, nella mia testa di bambina, avevo trovato per ribellarmi a tutto quel dolore.

Non mi ricordo a che età intrapresi la prima dieta, sicuramente prestissimo; ricordo invece quante ne feci e quanti specialisti poco professionali incontrai lungo il mio cammino. “Specialisti”, se così vogliamo chiamarli, che non perdevano occasione per umiliarmi se il controllo non andava secondo le loro aspettative. Ricordo di un nutrizionista, da cui mi portarono i miei genitori verso i 14 anni, che al primo incontro senza neanche cercare di capire quale poteva essere il mio disagio o la mia difficoltà con il cibo mi disse “ma non ti fai schifo!”. Ricordo benissimo che mi sentii morire dentro!

Fortunatamente non tutti erano così. Prima di arrivare ad amarmi e accettarmi sono andata in frantumi troppe volte, ho versato troppe lacrime per un commento di troppo, per una presa in giro, per un giudizio.

Col tempo ho sentito l’esigenza di lavorare tanto su me stessa sia mentalmente, grazie all’aiuto della psicoterapia, che fisicamente. Ho così iniziato ad abbracciare e ricostruire ogni parte rotta di me, ogni imperfezione, ogni crepa.

Mi sono aggiustata, proprio come avviene nell’arte Giapponese del Kintsugi dove un vaso rotto viene fissato con una resina cosparsa di polvere d’oro: nel momento in cui la ceramica viene risaldata con l’oro, il vaso diventa più bello e più prezioso rispetto all’originale.

Come succede ai vasi, anche le persone che hanno sofferto e hanno ferite nel corpo e nell’anima, quando valorizzano le loro cicatrici diventano ancora più preziose.

È vero, pensateci: perfino le perle nascono dal dolore, dalla sofferenza di un’ostrica ferita da un predatore o da una lesione cicatrizzata.

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La sofferenza fa parte della vita, e se impariamo ad ascoltarla e a riconoscerla, c’insegna che siamo vivi; se poi riusciamo ad accoglierla ci cambia, rendendoci più forti. Elaborare una ferita è un processo lento, che necessita di tanta cura, pazienza e soprattutto tanto amore, e assicura risultati imprevisti e bellissimi esattamente come ho fatto con me stessa.

Questo percorso e queste esperienze di vita hanno fatto nascere in me l’esigenza e il desiderio di aiutare gli altri a stare bene con se stessi. Da qui la decisione di intraprendere gli studi per diventare Dietista e di specializzarmi nel Trattamento dei Disturbi Alimentari per capire ancora più a fondo il legame esistente tra mente e corpo, tra cibo ed emozioni, tra cibo e relazioni. Quello che ho promesso a me stessa è stato di non essere mai come gli “specialisti” che ho incontrato, ogni persona che entra nel mio studio deve sentirsi accolta, capita, accettata e mai giudicata.

In questi 15 anni di lavoro ho conosciuto soprattutto tantissime donne, anche molto giovani, ossessionate dal proprio aspetto fisico, in perenne lotta per perdere chili, convinte che sia questa la soluzione. Se è giusto controllare il peso ai fini di una buona salute, è d’altra parte estremamente dannoso annullare o mortificare la propria natura.

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Quello che dico sempre è che la vera bellezza è la nostra unicità e autenticità. Amate, coccolate e prendetevi cura di ogni vostro difetto o imperfezione. Lo stare bene con se stessi non deve dipendere da una taglia o dal peso sulla bilancia.

AMARE SE STESSI È L’INIZIO DI UNA STORIA D’AMORE LUNGA TUTTA LA VITA (O.Wilde)

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Questo articolo è pubblicato dalla socia e Dietista – Nutrizionista Silvia Bigucci che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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