GINECOMASTIA, DI COSA STIAMO PARLANDO?

Quando parliamo di ginecomastia parliamo di mammelle, ma stavolta non riferite a quelle del corpo femminile, bensì a quello maschile. La mammella è un organo che si sviluppa nel medesimo modo per entrambi i sessi fino alla pubertà, quando si interrompe nel sesso maschile e i dotti lattiferi diventano brevi e privi di ramificazioni. Siamo abituati a collegare l’immagine della mammella alla donna (raffigurazioni, fotografie di donne che allattano, mammelle mostrate ovunque per pubblicizzare prodotti e così via)

Il mondo occidentale moderno è ossessionato dal seno (dal latino “sinus” cioè sinuosità, spazio tra le mammelle) e tale ossessione trova la conferma nel numero sempre più crescente di interventi chirurgici ed estetici volti a trasformare l’aspetto e le dimensioni di questo organo, ma al di là dell’aspetto estetico qui stiamo parlando di una patologia.

Con la moda da uomo oversize che ha spopolato negli ultimi anni, avrete sicuramente visto molte fotografie di modelli in cui la parte toracica nuda, relativa alle mammelle, è piuttosto sviluppata. Non si tratta però di ginecomastia ma di pseudoginecomastia o lipomastia, ossia aumento del tessuto adiposo sottocutaneo della zona mammaria, ma non della ghiandola mammaria, dovuto al sovrappeso

Nella ginecomastia vi è invece un vero e proprio squilibrio della quantità di TESTOSTERONE rispetto agli ESTROGENI; il testosterone  è responsabile del controllo e sviluppo dei tratti maschili (come la peluria) mentre gli estrogeni sono deputati al controllo e  sviluppo dei tratti  femminili. L’organismo maschile produce anche piccole quantità di estrogeni , se vi è maggiore aumento di estrogeni rispetto al testosterone può esserci ginecomastia.

Al giorno d’oggi più del 30% degli uomini di età tra i 30 ed i 60 anni cerca di migliorare il proprio aspetto fisico (circa 2 interventi su 10 sono richiesti dagli uomini). Anche un uomo può sentirsi a disagio con il proprio corpo, in questo caso a causa della percezione della perdita di virilità a livello toracico perché più somigliante a quello femminile. Da qui nascono diversi aspetti psicologici che coinvolgono non solo l’estetica individuale ma anche la sfera sessuale, con ripercussioni sulla dimensione emotiva del benessere di coppia. 

Anche le relazioni con i propri amici possono risentire della perdita di autostima e del senso di inadeguatezza: così come noi donne a volte proviamo (quello stupido) senso di imbarazzo per quel chilo in più sul sedere, magari quando siamo in costume, in spiaggia, anche l’uomo può avere la sensazione che la sua mascolinità sia minata, perciò può iniziare ad instaurarsi uno stato di isolamento, di solitudine, del “sentirsi il solo” con quel disturbo.

Per evitare di arrivare agli stati ansiosi/depressivi, oltre naturalmente alla psicoterapia, ecco che ci viene in aiuto la chirurgia estetica! Proprio così! Come per noi donne, se vogliamo rimpicciolire, aumentare, sistemare le nostre mammelle esistono gli interventi chirurgici per l’uomo!

L’intervento di ginecomastia va eseguito in anestesia locale, in sedazione (intesa come stato di incoscienza del paziente, non anestesia generale del corpo), può durare dai 45 minuti all’ora e mezza e può necessitare di una notte di ricovero. La zona interessata rimarrà gonfia e dolente per qualche giorno e poi, in circa 3 settimane, tutto torna alla normalità e la persona potrà tornare a svolgere la sua vita normale , attività fisica inclusa, con tutta la serenità di cui aveva bisogno.

Spero che il mio articolo vi sia piaciuto e che abbiate arricchito le vostre conoscenze puntando l’attenzione sul fatto che non solo noi donne ci possiamo sentire a disagio sull’aspetto estetico. Se avete qualche altra curiosità scrivete nei commenti oppure a fairylaura83@gmail.com

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e di soci che credono nell’associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Laura Chiapparini, infermiera, modella curvy. il mio motto è SPQR: SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE. mail address : fairylaura83@gmail.com

FACCIAMO IL PUNTO (NERO) SULLA COSMESI INFANTILE

Da diversi anni sono iscritta ad un forum di cosmetica, dove ci si scambiano consigli, pareri su prodotti, esperienze. Io personalmente ne sono una patita e non nego di farne ampiamente uso.

L’altro giorno però posta una richiesta una madre, che scrive pressappoco così: ” Scrivo più per mia figlia che per me, lei ha 12 anni ed un’enormità di punti neri. L’ho portata dall’estetista a fare le sedute di pulizia del viso ma lei mal sopporta il dolore anche se l’estetista secondo me era delicata. Ora mi servono consigli per risolvere il problema in modo definitivo. Cosa devo acquistare? Come mi muovo? Ho sentito parlare di aspiratori, acido ialuronico, ma non so se bastano.”

La maggior parte delle utenti ha consigliato prontamente e correttamente di rivolgersi ad un dermatologo, altre si sono prodigate nell’elencare prodotti più o meno miracolosi.

La mia risposta è stata un po’ diversa, e ve la riporto di seguito:
“Le do un piccolo consiglio, che faccio in totale sincerità e che spero non venga preso come una critica, ma è solo perché ho vissuto esperienze simili e mi occupo di queste tematiche quotidianamente: è solo una bambina, è davvero il caso di farle pesare una “problematica” di punti neri vista la giovane età, facendole provare dolorose tecniche dall’estetista o meditare di usare acidi salicilici ed aspiratori? Per la bambina è realmente un motivo di disagio emotivo avere i puntini neri o lo è più per lei? Non la prenda come offesa, lungi dall’esserla, è palese che lei sia premurosa nei confronti di sua figlia. Ma le chiedo questo perché è una fase dell’età delicata, dove basta un niente per minare l’autostima. Se non ha mai fatto notare lei alla bambina i punti neri decretando che sono “cosa brutta da togliere, un difetto” ed è tutto partito invece da una richiesta della bambina ok allora va benissimo. Ma se invece (con tutta la buona fede ovviamente) ha pensato di dire alla bambina che così il suo viso non va, facendo di tutto per levare quei punti neri, le chiedo di fermarsi un attimo, perché rischia di farla sentire inadeguata, poco bella. I punti neri vanno e vengono, se sono situazioni gravi che creano preoccupazione si chiede ad un dermatologo e poi eventualmente ad un nutrizionista perché potrebbe essere un campanello di allarme di scorrette abitudini alimentari. Ma se sono questioni puramente estetiche possono aspettare quando sarà un poco più grande. Non dobbiamo avere così fretta di riversare sulle bambine quelle che saranno problematiche ed insicurezze da donne. Lasciamogli un po’ di spensieratezza. I punti neri, come la cellulite, le smagliature, non sono una malattia. Va bene prendersene cura, sono la prima a dirlo, ma va bene anche se ci sono. Ne parli con la bambina, e veda che ne pensa anche lei. Non ha idea di quante donne con problemi di insicurezza e bassa autostima mi abbiano detto che sia partito tutto da un banale commento della propria madre sul loro aspetto. Un abbraccio e vedrà che si risolverà col passare del tempo.


Così è nato un interessante dibattito in merito. Dalle risposte delle utenti ho avuto la conferma di quanto pensassi, ovvero che spesso veniamo “spinte” nel mondo della cosmesi sempre più in tenera età, facendo innescare quel meccanismo di spasmodica ricerca della perfezione estetica che ci seguirà per tutta la vita. E non dobbiamo cercare lontano le mani che ci spingono in questo mondo di creme, botox, acidi, rulli di giada, steamer…solitamente sono proprio quelli delle nostre madri.

Ricordo quando da adolescente anche mia mamma ogni tanto, di punto in bianco guardandomi diceva: “hai un brufolo sul mento”. Io dentro di me pensavo “beh sì, lo so, lo vedo da me…ma perché ME LO FA NOTARE?” E così finiva che allo specchio se prima non ci facevi caso ora quel brufolo era enorme e forse ce ne stavano altri. Che era da coprire col fondotinta, da cancellare, da far sparire. Ricordo che crateri mi provocavo nei maldestri tentativi di farli sparire, e degli strati stesi tipo cazzuola di fondotinta che manco era intonato al mio incarnato. Di come mi sentissi improvvisamente brutta. Tutte cose che hanno fatto più danno che bene.

Come ripeto spesso, le parole hanno un peso, e bisogna essere attenti al modo in cui le usiamo.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica parte del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

GOODVIBES v/s LO STRESS CHE CI STRESSA !

Il termine STRESS nel linguaggio comune indica una difficoltà, uno stato di tensione dovuto a pressioni esterne che agiscono sull’individuo. Nel linguaggio scientifico è la risposta dell’organismo a uno o più eventi di tipo fisico, chimico, psicosociale che ne modificano l’equilibrio omeostatico.

Non ha un significato NECESSARIAMENTE NEGATIVO o PATOLOGICO, è la risposta che spinge l’organismo a reagire ad un cambiamento, adattandovisi.

Esiste sia l’EUSTRESS (stress benefico ), sia il DISTRESS ( stress negativo )

OGNUNO DI NOI HA IL SUO MODO DI REAGIRE ALLE SITUAZIONI STRESSANTI

Gli stadi psicologici dello stress sono :

1- ALLARME: con sintomi fisici (disturbi del sonno, cefalea, respirazione irregolare), psicologici (irritabilità, stanchezza, sbalzi d’umore, scarsa memoria), comportamentali (asocialità, difficoltà a portare a termine un compito)

2-RESISTENZA: negazione dei sentimenti negativi (isolamento emotivo, limitazione degli interessi)

3-ESAURIMENTO perdita di sicurezza di sé, stanchezza cronica, ansia, disturbi del sonno, uso improprio di alcool o altre sostanze, disturbi fisici ecc.

Donne e uomini posso vivere momenti realmente disperati.

Lo stress viene considerato proprio un “male del ventesimo secolo “. Diverse ricerche hanno dimostrato che la spiritualità aiuta a gestire lo stress .

Anche se molte persone associano il concetto di spiritualità alla religione, in realtà si può assolutamente professare la spiritualità al di fuori della religione professata.

la spiritualità può essere espressa in diversi modi: meditazione, preghiera, atti di gratitudine e generosità ecc..) e favorisce il recupero della COMUNICAZIONE CON NOI STESSI E CON IL NOSTRO STATO MENTALE E FISICO.

Anche SAPER GESTIRE IL TEMPO è importante! Trascorriamo molte ore a lavoro, passiamo da un’attività all’altra con frenesia o addirittura facciamo molte cose contemporaneamente. Dedichiamo il nostro tempo agli altri nel tentativo di distrarci mentre una grande quantità di pensieri invade la nostra mente senza alcun controllo .

Controllare ogni cosa è un obiettivo impossibile e se ci liberiamo da questa frustrazione I NOSTRI LIVELLI DI ANSIA DIMINUIRANNO

ECCO QUI ALCUNI SEMPLICI SUGGERIMENTI :

1-OGNI GIORNO FAI UN PERIODO DI SILENZIO DI ALMENO 15 MINUTI

2-QUANDO FAI LA DOCCIA CANTA 🙂

3- STROFINATI CON UN ASCIUGAMANO LA PELLE, IN MODO DA APRIRE TUTTI I PORI (ricordati che non respiri solo dai polmoni ma anche dalla pelle )

4-METTI ORDINE DEL CAOS STABILENDO OBIETTIVI PRECISI

5-CERCA SEMPRE DI TROVARE LA CAUSA , LA RADICE REALE DELLE TUE EMOZIONI E DEI TUOI DOLORI

6-TROVA UN MODO COSTRUTTIVO DI ESPRIMERE I TUOI STATI EMOTIVI E TRASFORMARLI (le emozioni non vanno represse)

7-RIDI SENZA RAGIONE PER ALMENO 5 MINUTI OGNI GIORNO (meglio appena svegli che dà la carica giusta per affrontare la giornata)

8-RICORDA E PRONUNCIA IL TUO NOME ALMENO 2 VOLTE AL GIORNO (ancora meglio se lo fai davanti allo specchio per incentivare l’autostima )

9-DEDICATI OGNI GIORNO AD UN PASSEGGIATA NEL VERDE (anche solo 15 min, catturerete l’immensità della natura , quando vi sentirete parte di qualcosa di più grande , i fattori di stress vi sembreranno più insignificanti )

10- se non hai problemi di salute di un certo tip, CERCA DI BERE 2 LITRI DI ACQUA al giorno (ti sembrerà realmente di eliminare tutte le tossine dall’organismo )

11-BALLA, CANTA, RIDI, GIOCA, PARLA ALLA NATURA, INSOMMA DIVERTITI!

12-NON MANGIARE MAI CON L’OROLOGIO! Mangia senza fretta e quando mangi non pensare o fare altre cose, ogni tanto posa la forchetta e fai un respiro profondo

13- mentre parli con altri NON TOCCARE E NON AVVICINARTI TROPPO ALL’ALTRA PERSONA: queste due situazioni possono creare disagio e stress in chi non ama il contatto fisico e che necessita del proprio spazio vitale

14- RIMANI APERTO E SENSIBILE; SCEGLI SEMPRE CIÒ CHE FAI E FAI CIÒ CHE SCEGLI

15 -SCEGLI LE PERSONE CHE DAVVERO MERITANO IL TUO TEMPO .

IL TUO TEMPO È PREZIOSO, NON SPRECARLO! ANCHE QUANDO TI SENTI UN PÒ SOLA , RICORDATI CHE TU SEI ABBASTANZA E A VOLTE ISOLARSI FA BENE PER TROVARE UN PO’ DI TEMPO DI RIFLESSIONE

16- CHIEDITI SE È DAVVERO URGENTE CIÒ CHE DEVI FARE (spesso crediamo che debba essere fatto tutto in quella giornata ,ma molte cose invece possono essere rimandate tranquillamente senza crearci stress )

17-IMPARA A NON VERGOGNARTI MAI! SE SEI IN DIFFICOLTÀ CHIEDI AIUTO

18-STAI IN AMBIENTI CHE ELEVANO IL PIÙ POSSIBILE LA TUA COSCIENZA, I TUOI HOBBY

19- AMA, CIRCONDATI IL PIÙ POSSIBILE DI AMICI E PERSONE CHE CONDIVIDONO I TUOI VALORI , IDEALI E MODI DI VIVERE

20- SE TE LA SENTI (consiglio momentaneamente sospeso purtroppo causa covid -19) ABBRACCIA PIù PERSONE POSSIBILI OGNI GIORNO (è stato scientificamente provatao che l’essere umano ha bisogno di 8 abbracci al giorno per stare bene ,12 per essere felice)

HO BISOGNO DI UN ABBRACCIO

Alcuni di questi suggerimenti fanno parte della medicina olistica, metodo di cura totale della persona che mette sullo stesso piano gli aspetti fisici, mentali emotivi e spirituali, mentre la medicina tradizionale isola ciascuno di questi aspetti secondo le priorità.

Altri suggerimenti derivano da quella che è la mia esperienza di vita .

Spero che vi siano utili per vivere la vostra vita, unica e preziosa, con meno angosce ricordandovi sempre che, anche quando tutto sembra non andare, c’è sempre il famoso spiraglio di luce in ogni tunnel!

Se vi va raccontatemi come gestite voi le situazioni di stress e se avete qualche consiglio in più da aggiungere all’elenco è sempre ben accetto (anche per me che cado in stati d’ansia frequentemente)

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell’Associazione Curvy Pride APS impegnandosi nel volontariato

INFERMIERA, FELICEMENTE SPOSATA. IL MIO MOTTO DI VITA è SPQR : SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE fairylaura83@gmail.com

Percorso Home Fitness

Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh uno due tre quattro, uno due tre quattro, su le gambe, su le gambe e uno due tre quattro!
Alzi la mano chi in quarantena si è lanciato nell’home fitness.
Chi perché in crisi per la chiusura delle palestre, chi perché preso dal sacro furore di muoversi, chi perché ha capito che forse l’impepata di cozze a giorni alterni non è che facesse poi tanto bene.

Pure io ci son finita dentro. E’ partita prima con mio marito che già si allenava di suo, così tanto per fare qualcosa insieme, alzando un po’ di pesi.
Poi la noia, le gnocche fotoniche su instagram che ti scorrono in bacheca ogni giorno e lo shopping on line…ed ecco che ora in camera ho step idraulico, mini cyclette, tappetino yoga e vogatore.

Precisiamo una cosa: se siete un po’ pesaculo come me, non è facilissimo approcciarsi all’home fitness. Perché siamo dei pessimi coach di noi stessi, ci diamo le pausette premio di più minuti rispetto al dovuto, gli sconti ripetizione… Non siamo severi abbastanza.
Non possiamo paragonarci ad un personal trainer e non possiamo pretendere di avere la qualità di una palestra vera.
Ma se affrontiamo il tutto con il giusto atteggiamento mentale, ce la si può fare anche così ad ottenere dei buoni risultati.

La quarantena ha anche aiutato, perché ogni 15 minuti qualche influencer era in diretta a fare la sua routine fitness, quindi non ti sentivi solo.
Poi il vantaggio di non aver sguardi di commiserazione da parte di altri utenti della palestra è un incentivo.
Ma come dicevo, serve forza di volontà.
E’ tutta una questione di approccio mentale, se pensate di stare in pigiama e ciabatte per allenarvi potete anche tornare a letto, non avrete risultati.
Dovete invece ingannare il vostro cervello, vestirvi come se doveste andare davvero in palestra. Togliere distrazioni di tv e cellulare e focalizzarvi sul movimento e sull’esercizio da fare.

E’ un percorso lungo (mai lungo quanto mantenere la posizione durante il plank) ma se vi ci mettete di impegno ne gioverete sicuramente! Vi sentirete pieni di energia e magari, perchè no, perderete anche qualche chiletto.

Ce la sto facendo pure io, il che è tutto dire!

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, spronando ad apprezzare la propria fisicità ed unicità, prendendosi cura di se stessi e valorizzandosi.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Armocromia, Benessere e bellezza nei colori

“Vivere una vita a colori è il segreto della felicità” è il motto che mi porto a dietro dal 2014, dalla nascita del mio primo figlio. Il diventare madre mi ha reso la vita a colori nel vero senso della parola: dal grigio, al giallo, al rosso, ogni sfumatura è un’emozione così come trattano nei libri illustrati dei bambini.

FAMILIARI IN AFFITTO (1)

I colori si possono studiare per svariati argomenti come la cromoterapia o l’armocromia.

Nella CROMOTERAPIA si può imparare come alcuni colori abbinati alla luce possano avere effetti curativi sulla salute e influenzare per fino la guarigione o il miglioramento in una patologia (associato ad una buona dieta).

Nell’abbigliamento possiamo indossare un determinato colore per darci energia o migliorare l’umore.

Nelle pareti di casa si possono giocare con vari colori in base alla disposizioni delle stanze e a come si vivono.  Il verde trasmette calma ed è tranquillizzante può essere indicato in camera da letto ma anche in un salotto, magari accompagnato da quadri con mare e barche.

Ogni Colore è associato ad un’emozione, avere la possibilità di dedicare una parete a stanza ai colori principali ci può permettere di fare “un bagno di colore” quando lo si necessità. Il giallo è un colore allegro e può mettere felicità non solo a chi lo indossa ma a chi si ha di fronte.

Nell’AMOCROMIA applicata al beauty e allo shopping invece dobbiamo valutarci oggettivamente (un colore ci sta bene o ci piace semplicemente? lo usiamo come confort-zone o perchè ci valorizza?) lasciando da parte il nostro gusto.

Le caratteristiche dei colori da valutare nel corso dell’analisi sono quattro:  sottotono, valore, contrasto e intensità divise in 4 stagioni: Primavera e Autunno – caratterizzate da colori caldi – Estate e Inverno, con sfumature fredde. Ogni palette comprende quasi tutti i colori, ma con caratteristiche personalizzate (più opache o brillanti).

La regola principale è: scegliere in base alla pelle, agli occhi e al colore naturale dei capelli. A chi staranno bene colori caldi ha incarnato avorio/pesca o ambrato e si abbronza facilmente. Viceversa chi ha colori freddi ha la pelle tipicamente rosata, che si scotta al sole oppure anche olivastra, che in estate si abbronza, ma in inverno diventa grigiastra”.

Identificare la nostra palette di colori è fondamentale nella scelta di abiti e accessori, ma anche di capelli e make-up, per creare un fantastico senso di armonia e di bellezza.

Avete presente quando vi fanno tanti complimenti, ma in realtà non avete fatto nulla in particolare? Magari indossate semplicemente un colore che vi illumina (e che non accentua occhiaie o altre macchie)!

Vi ho messo curiosità? continua….

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui