#DilloaCurvyPride intervista all’autrice SARA NASTRO

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: SARA

Breve descrizione personale Sono Sara Nastro ho 39 anni, sono di Napoli ma vivo a Modena da 20 anni. Sono una consulente finanziaria oltre ad essere mamma da 16 anni. Sono un’aspirante modella curvy, ho partecipato a diversi concorsi nazionali nella categoria Curvy.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? La motivazione principale è stata il fatto di poter infondere ad altre donne coraggio raccontando la mia storia.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Parlo di un amore malato che molto spesso viene confuso, da chi, come me, era inesperto d’amore. Un amore che a poco a poco mi faceva allontanare dai miei affetti più cari per evitare di discutere, per evitare di non farlo innervosire ecc..

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Non mi sento speciale nei confronti delle altre donne, ma se ce l’ho fatta io ce la possono fare anche le altre a trasformare la paura in coraggio e a prendere decisioni indispensabili.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Sicuramente il raccontarsi aiuta a guarire anche se certi lividi sono indelebili. 

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Per le vite di ognuno di noi , le narrazioni sono indispensabili ad ogni società, servono per immedesimarsi nei panni del personaggio e a sviluppare empatia .

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? In questo momento non sto elaborando progetti, sicuramente vorrei approfondire le tematiche affrontate nel racconto con chi attualmente sta vivendo quella situazione.

Come socia attiva di Curvy Pride mi sono sempre spesa nell’abbattere gli stereotipi e i pregiudizi in quanto gli schemi mentali non appartengono alla persona, ma vengono tramandati dalla società in cui si vive , dalla famiglia, dalla compagnia ecc..bisogna gioire per la bellezza e l’unicità di ognuno di noi.

Cosa ti rende felice? Il sorriso di mia figlia, la serenità, la pace, un tramonto ,il rumore del mare, il vento tra i capelli ; insomma mi rendono felice tante piccole cose che, ahimè non si comprano.

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… immagini già di realizzarla ,se ci credi fermamente e scateni in te quella sensazione di gioia e felicità nell’esserci riuscita.”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

#DilloaCurvyPride intervista all’autore ANDREA ZUFFA

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: ANDREA autore del racconto “Ciao ciccione”

Breve descrizione personale: Mi chiamo Andrea e ho 35 anni. Fin da piccolo sono sempre stato sovrappeso ma verso la fine dell’adolescenza il rapporto con il cibo era diventato talmente malato da essere arrivato a pesare 160kg.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? La motivazione che mi ha spinto a partecipare al concorso è che sapevo di aver qualcosa da dire a riguardo, così ho voluto raccontare qualcosa che nella narrazione dei corpi attuale non si legge, o che comunque si legge edulcorato da una certa dose di perbenismo.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Non so se il mio racconto possa servire a qualcuno, mi piacerebbe che aiutasse a far comprendere che anche gli uomini possono soffrire per un corpo che porta i segni devastanti dell’obesità, e che possono essere bulimici e fragili.


Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Credo sia vero che l’umanità ha bisogno di ascoltare storie ma non prima di aver ascoltato la propria, il primo grande passo per accettare e probabilmente perdonare ciò che è stato.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?I miei progetti per il futuro sono cercare, attraverso la scrittura, di evolvere me stesso mantenendo in ordine il mio caos, che è quello che mi permette di immaginare storie e mondi e che posso condividere solo se non lascio che prenda in mano il volante della mia vita. Il caos può nutrire l’anima quanto la può far bruciare, è il miglior amico e peggior nemico; se lasciato scorrere senza frustrazione è ciò che ti può portare fuori da una lunga notte scura ma altresì, se abbandonato e non curato, è ciò che rischia di portarti all’autodistruzione.

Cosa ti rende felice? Oggi mi rende felice guardarmi allo specchio e piacermi, scrivere qualcosa che trovo bello ma anche l’acqua che scorre e l’amore fatto bene.


Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… nel cammino che ti porta a meravigliose giornate assolate saprai di poterti trovare anche in mezzo alla tempesta.”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice FABIANA SACCO

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: FABIANA SACCO autrice della “Conclusione” del libro. Ringrazio personalmente Fabiana per la disponibilità, la generosità, la dedizione e l’affetto che ha donato all’Associazione CURVY PRIDE – APS. Non possiamo più fare a meno di lei, io per prima!

La maglietta della felicità: Fabiana la indossa con orgoglio ormai da 1 anno!

Breve descrizione personale: Ex estetista, per più di 25 anni ho vissuto a stretto contatto col mondo femminile e posso dire di conoscerlo davvero bene. Oggi sono una coach, una professionista che aiuta le persone a raggiungere i loro obiettivi. In particolare amo sostenere le donne nel loro percorso di crescita personale, aiutandole a vedere il loro valore per svilupparlo e usarlo per rendere la loro vita più felice e piena di significato.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Credo fortemente nel valore della condivisione e la scrittura è un mezzo straordinario per arrivare al cuore, alla testa e alla pancia delle persone. Un libro lo leggi quando vuoi, puoi finirlo e ricominciarlo, saltare i pezzi che ti piacciono di meno e consumare le pagine che ami di più.  Una frase, una parola, possono cambiarti la vita se ti arrivano nel momento giusto per te. L’idea di poter essere d’ispirazione è sempre un grande stimolo per me.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Racconto di come io abbia smesso di sentirmi in colpa a causa del mio peso, di come sia cambiata la mia vita dopo essermi perdonata per non essere perfetta. Non ho dato un titolo alla mia storia perché nel libro viene definita semplicemente CONCLUSIONE, ma se dovessi farlo la chiamerei LIBERTÀ. Libertà di essere me stessa, libertà di andare in giro per il mondo a testa alta, un mondo che troppo spesso ci propone dei modelli di vita ed estetici davvero stereotipati e non tiene conto che ogni essere umano è unico e per questo straordinario.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Mi auguro che tu che leggerai le mie parole possa aprirti a nuove possibilità. Quella di volerti bene nonostante tu non ti piaccia al cento percento. Quella di perdonarti se non sei come gli altri vorrebbero che tu fossi. Mi piacerebbe davvero che tu cominciassi a pensare che sei una persona unica, che hai tanto da dire e da dare, anche se non ti vedi bella, anche se ti sembra di non essere all’altezza degli altri, anche se nessuno ti ha mai dimostrato un po’ di rispetto o di considerazione. Non pretendo di risolvere i problemi della gente, ma se solo sapessi di aver aperto questi spiragli nella testa di anche solo una persona, sarei più che soddisfatta.

Con il libro DILLO A CURVY PRIDE

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Cambia sempre qualcosa! Ogni volta che racconto la mia storia, ogni volta che ne scrivo, riesco a percepire una nuova sfumatura, un particolare che prima non vedevo. Ogni giorno che viviamo su questa Terra arricchisce il filtro con cui guardiamo il mondo e noi stessi. La mia storia è sempre quella ma ogni volta che ne parlo è come se un piccolo riflettore ne illuminasse una parte nascosta, di cui non mi ero accorta. Mi sono arrivati molti messaggi da chi ha letto il libro e ognuno di questi mette in luce quel particolare speciale che per me era nell’ombra: la differenza la fanno gli occhi di chi legge. Il lettore usa il suo filtro e vede ciò che gli serve, fa i suoi ragionamenti e trae le proprie conclusioni. Quando condivide con me questi pensieri mi arricchisco del suo punto di vista, questo è magico e terapeutico anche per me.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Nessuno ha voglia di sorbirsi sermoni su come fare, cosa dire, come vivere la propria vita. Le persone supponenti che si mettono in cattedra ed elargiscono il loro sapere ci hanno stufato. Siamo tutti diversi, quello che ci accomuna sono le storie. Chiunque ne ha una e, se la racconta, troverà molti altri come lui. Attraverso le storie mi riconosco nell’Altro, forse perché mi è successa la stessa cosa, forse perché ho vissuto le stesse difficoltà, o perché ho provato gli stessi sentimenti. Attraverso la tua storia io mi riconosco come simile, capisco di non essere sola, che non sono solo io a provare quel dolore, quella gioia e mi sento parte di qualcosa. Comincio a pensare di non essere poi così sbagliata come credevo, perché anche altri la pensano come me e hanno combattuto le mie stesse battaglie.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Da quando sono entrata a far parte del mondo Curvy Pride i miei progetti personali sono diventati parte integrante di quelli dell’Associazione. Lavoro ogni giorno per concretizzare la nostra missione di inclusione. Come Curvy Coach volevo aiutare le donne a vivere bene la loro vita, indipendentemente dalla loro forma. Come Direttrice Generale di Curvy Pride questo pensiero si è espanso a tutti coloro che ne sentono il bisogno. Voglio realmente contribuire a creare un mondo più giusto. Può sembrare un concetto un po’ trito e retorico ma un conto è pensarci e dirlo, un conto è lavorarci attivamente in un’Associazione regolamentata da uno Statuto serio e renderlo concreto. A questo punto non saprei più dire se io sono entrata in Curvy Pride o se sia Curvy Pride a essere entrata in me, voi che dite?

Fabiana e sua figlia Alessia in vacanza a Roma, estate 2020.

Cosa ti rende felice? Oh mamma… abbiamo tempo per una lista? Scherzi a parte, la felicità per me comincia dalle piccole cose. Sono sempre stata una persona sensibile alle bellezze della Natura, amo viaggiare, vivo in un posto stupendo (le Langhe) e ogni nuvola nel cielo, ogni collina e ogni papavero nei campi mi rende felice. L’abbraccio dei miei cari, il sorriso di mia figlia, il tempo trascorso con gli amici. Da quando sono in Curvy Pride sono felice di tutto quello che mi sta portando: persone splendide con cui mi sento ogni giorno, progetti da portare avanti, idee da condividere, storie da raccontare, soci da coordinare, chat divertenti, Zoom a tutte le ore. Risate, lacrime, obiettivi raggiunti e sogni condivisi. Il massimo della gioia la proverò il giorno che la pandemia sarà finita, quando potrò abbracciare tutte le persone con cui ogni giorno lavoro online e quando potremo condividere un ufficio, organizzare eventi dal vivo, flash mob nelle piazze d’Italia e poi sfilate, mostre d’arte, conferenze, workshop, camminate al parco e gruppi di lettura. Insomma, giusto due cosucce!

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se…il tuo obiettivo è giusto per te, se pianifichi la strada e usi i momenti di difficoltà per trovare nuove opportunità, se ti rialzi sempre dopo una caduta, se condividi la meraviglia che hai dentro, se entri a far parte di un’Associazione che dà più importanza alle persone che ai risultati, un’Associazione unica nel suo genere come Curvy Pride. Insieme siamo più forti, insieme andiamo più lontano”.

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stata trascritta dalla socia fondatrice e curatrice del libro #dilloacurvypride Simona D’Aulerio che dedica tutto il suo tempo libero alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Simona D’Aulerio crede che “gli estranei siano solo amici che ancora non conosciamo”. Per anni ha lavorato, insieme a Marianna Lo Preiato, per concretizzare l’idea di un mondo in cui l’inclusione, l’accoglienza e il sincero desiderio di condivisione siano i valori fondanti. Questo mondo oggi esiste: è Curvy Pride!

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice VALENTINA PARENTI FERRARI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: VALENTINA PARENTI FERRARI autrice del racconto “educazione e sogni”. Valentina è una splendida donna che sa avvolgere i suoi figli, la sua famiglia e i suoi amici con affetto profondo e sincero. Ha un grande cuore e la ringrazio personalmente per avermi e aver permesso a Curvy Pride di entrarci. Se la nostra Associazione cresce così velocemente è anche merito suo.

Breve descrizione personale: Sono Valentina Parenti, classe ’85 e risiedo nella provincia di Parma. Sono appassionata di Colori fin da bambina e adoro la fotografia, la pittura, la grafica e l’arredo. Il mio estro lo trasmetto soprattutto ai miei bambini che me ne fanno di tutti i colori.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Ho partecipato al contest #dilloacurvypride perché volevo innanzitutto scavare a fondo sul mio vissuto per darmi risposte e far pace con l’eventuale irrisolto. Ho cercato di mettere a nudo la mia vita, i miei pensieri e desideri. Mi sono imbattuta nella sfida di dover mostrare in pubblico le mie difficoltà di donna, madre e amante.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto?All’interno del mio racconto parlo di Valentina bambina, condizionata da diversi aspetti culturali che l’hanno portata a fare delle scelte contro i suoi sogni primordiali. Racconto delle difficoltà ad accettarmi come femmina nella società degli anni 2000, della tristezza nell’aver perso qualcuno di importante, nella voglia di trovare l’amore e la pace oltre che la serenità nelle avversità. Racconto di rendersi conto che la vita è proprio fatta di alti e bassi, sempre, e il segreto sta nel come si affrontano gli imprevisti.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Spero che la mia storia possa servire a qualcuno che, come me, ha avuto difficoltà simili ma allo stesso anche a chi non le ha avute. Spero che la gente possa riflettere sul giudizio gratuito e capire che non c’è un male minore o un male maggiore: tutto dipende dal contesto delle cose. In sostanza non si può giudicare gli altri se non ci si riesce davvero ad immedesimarsi.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Mi sono resa conto che avrei potuto affrontare diversamente alcune situazioni. Avrei potuto reagire fin da ragazza e non dopo aver raggiunto più maturità. Ho capito che anche se le persone accanto a me hanno sbagliato avrei dovuto lottare di più nonostante le paure. Ho compreso che ora non ho più alcuna rabbia ma un sentimento di affetto e  malinconia per tutti i cari che ho salutato in questi anni. 

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? L’uomo ha bisogno di sentirsi in un contesto sociale condiviso, di far parte di un gruppo, di essere accettato. Leggere o ascoltare storie alimenta lo spirito, la conoscenza, la consapevolezza e perfino l’amore. Immedesimarsi in qualcosa o qualcuno ci fa sentire meno inadeguati o fragili ma semplicemente esseri umani.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Nel futuro spero di crescere i miei figli in modo salutare. Ma sbaglio anche io. Inoltre desidero creare, ideare un progetto a cui penso da tempo (se mi seguirete vedrete se riuscirò).

Cosa ti rende felice? Mi rende felice una passeggiata, una tazza di tisana, un biscotto fatto in casa, un disegno fatto da me ma colorato da miei bambini, una rosa raccolta da loro… tante piccole cose. 

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se…Quando si è felici si è in pace”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia fondatrice e curatrice del libro #dilloacurvypride Simona D’Aulerio che dedica tutto il suo tempo libero alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Simona D’Aulerio crede che “gli estranei siano solo amici che ancora non conosciamo”. Per anni ha lavorato, insieme a Marianna Lo Preiato, per concretizzare l’idea di un mondo in cui l’inclusione, l’accoglienza e il sincero desiderio di condivisione siano i valori fondanti. Questo mondo oggi esiste: è Curvy Pride!

#DilloaCurvyPride intervista all’autore SERGIO CASONI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: SERGIO autore del racconto. “Ciao Mamma

Breve descrizione personale: Sono Sergio Casoni e vivo nel cuore dell’Umbria a Foligno detta anche “lu centro de lu munnu”. I miei gusti letterari spaziano da John Grisham a Shakespeare, da Agatha Christie a Enrico Brizzi, da Diego Cugia a Ernest Hemingway, ma ho un debole per il genere horror; per me Stephen King è ineguagliabile. Quattro anni dopo il matrimonio mia moglie ha dato alla luce una splendida bambina e questo mi ha spronato a terminare La realtà di un sogno il mio primo romanzo, iniziato quando ero ancora un ragazzo e per anni rimasto nel cassetto delle cose da finire. Venne pubblicato nel 2008 dalla Giraldi Editore che lo presentò alla Fiera del libro di Torino lo stesso anno. Le avventure di Maria e Milo, il mio secondo romanzo, iniziato per gioco, è stato scritto insieme alla primo genita, una storia inventata con lei e per lei. Lacerazioni è stata una bellissima esperienza, nata per caso, scritta a quattro mani con Iris Dark, una ragazza conosciuta sui social con cui è nata una bellissima amicizia. Voglioso di sperimentare nuove cose, nel 2019, ho scritto un racconto sul bullismo da cui ho tratto la sceneggiatura del cortometraggio Credevo fossimo amici e di cui ho curato anche il montaggio.  Sempre nel 2019 è stato pubblicato dalla Giraldi Editore un racconto breve nell’antologia Bobine, curata da Silvia Fraccaro; per me è stata l’occasione di ricominciare a scrivere, una passione che avevo a lungo abbandonato. Quell’esperienza mi ha dato l’opportunità di scrivere un nuovo racconto che l’Associazione Curvy Pride ha pubblicato nell’antologia Dillo a Curvy Pride a cura di Antonella Simona D’Aurelio.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Il tema trattato, le paure, le ansie e i drammi che molte persone vivono quotidianamente nella solitudine e nell’indifferenza di una società proiettata solo all’apparire e che mette al primo posto: l’Io.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? La storia che ho raccontato non è accaduta a me personalmente, ma ad una persona molto cara, cresciuta senza l’amore di una madre e che si è trovata ad attraversare l’inferno dell’anoressia, prima e della bulimia poi; piaghe che ancora oggi non riusciamo a debellare.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Di riuscire a sensibilizzare il cuore delle persone, a fargli capire che le cose più importanti non sono quelle materiali, ma la riscoperta dei valori, della famiglia e il vivere in armonia con ciò che ci circonda e soprattutto con sé stessi.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Ho toccato con mano la realtà di altre persone che hanno voluto raccontare storie personali e ho percepito la voglia di uscire dall’ombra e far sapere a chi ancora non ci è riuscito che non è e non sarà mai solo. Un’amabile realtà.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Per non sentirsi soli e tener viva la speranza.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Leggere, scrivere e vivere nel migliore dei modi la vita che ogni giorno mi viene concessa di vivere.

Cosa ti rende felice? Quella cosa che possiamo trovare solo dentro di noi: la serenità.

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… Ci credi e si ti piace farla.”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.