SANGUE DEL TUO SANGUE

Sembra il titolo di una fiction sulla mafia o sulla camorra. Invece no, potrebbe essere tranquillamente il titolo di uno dei capitoli della mia vita.

La vera Famiglia non é fatta solo di legami di sangue… È fatta di quelle persone che farebbero di tutto per vederti felice.

Immagino conosciate tutti l’espressione “sangue del mio/tuo sangue” oppure “buon sangue non mente”, questo nella mia vita è lo stereotipo per eccellenza. Sono stata adottata 36 anni fa e ancora vedo, sento, percepisco il “distacco sanguinio”. Con gli anni sinceramente mi sono staccata anche io, o perlomeno mi sono abituata a non considerare il sangue o la genetica una componente fondamentale del comporre una famiglia. Tu vieni adottato ed è straordinario, entri a far parte di una famiglia, acquisisci nome, diritti; diventi figlio, fratello, cugino, nipote di qualcuno, legalmente hai tutto quello che la vita apparentemente sembrava averti tolto. Wow, ma poi? Emotivamente, sentimentalmente è davvero così?

Come in tutte le cose e situazioni c’è il rovescio della medaglia.

Esser figli adottivi è una gran cosa, come abbiamo detto prima, ti viene data una possibilità. il famoso piano B esiste realmente.

Ma cosa succede dentro di noi realmente? Veniamo abbandonati, veniamo parcheggiati da qualche parte in attesa che qualcuno si senta in grado di accoglierci come se fossimo figli loro, poi questo magicamente vieniamo catapultati in questa realtà tutta nuova, tutta da scoprire, dove non manca niente, dove tutti ci stanno intorno perchè siamo la novità perchè siamo apparentemente diversi. E’ un turbinio costante di emozioni.

Molti di voi penseranno che tutto questo avviene anche in condizioni “normali”, quando in una famiglia arriva un bimbo. Ma vi possi assicurare che solo analizzando tutto al microscopio noterete le sottili differenze che ci faranno da mantello per tutta la vita. 

Io ero molto piccola quando sono arrivata in Italia, avevo 6 mesi per l’esattezza il 25 dicembre 1985. Non mi sono accorta di molte cose. Ricollegandomi al mio articolo precedente, sulle foto, riesco a far riaffiorare qualche ricordo. Arrivati in aeroporto ad aspettarci c’era mio zio Matteo, il fratello di mia madre e ci siamo diretti alla casa in montagna, questo perchè dalla Lombardia eravamo molto più vicini. Vermiglio. Siamo arrivati e siamo stati accolti dai parenti di mia mamma. Cugini, zii, nonni. Era Natale e c’era un’atmosfera molto famigliare. Sono stata in braccio a mia madre tutto il tempo, mi sentivo al sicuro. Le persone non mi spaventavano, anzi, erano tutti molto dolci e affettuosi, ma volevo capire chi potesse trasmettermi quella sensazione in più di totale amore e protezione. L’imprinting avvenne con mia cugina Virna, sorrisi solamente a lei e mi staccai da mia madre solamente per stare i braccio a lei. Non c’era sangue, non c’era genetica, c’era solo quell’amore che si può spiegare poche volte nella vita, quella sensazione di certezza assoluta che non verrai mai più lasciato solo.

Quando ci si sceglie come sorelle, il sangue non c’entra nulla! Virna ed io!.

Tutt’ora è così,

INCONTRARCI A TRASTEVERE GRAZIE A CURVY PRIDE

È passato esattamente un anno da quando sono diventata socia di Curvy Pride. A distanza di dodici mesi la mia vita è alquanto cambiata, nonostante il 2020 sia stato un anno che proprio non ha aiutato!

Cosa c’è di diverso nella mia vita? Prima di tutto le persone. Ho conosciuto decine di persone nuove e nella rubrica del mio telefono ci sono almeno 100 nomi e numeri in più. Con alcune di loro ci siamo conosciute di persona ma la stragrande maggioranza sono conoscenze virtuali e ho scoperto che in un ambiente come l’Associazione questo non cambia nulla. Non siamo meno vicine, meno in confidenza o andiamo meno d’accordo perché non ci siamo mai toccate: è come se ci conoscessimo da sempre e lavorare insieme è molto piacevole e divertente.

Con mia figlia Alessia, turiste davanti alla Fontana di Trevi

Questo aspetto l’ho toccato con mano la scorsa estate, quando ho organizzato le mie vacanze a Roma. È bastato un messaggio nel gruppo dello staff: “RAGAZZE, IO A LUGLIO VENGO A ROMA PER QUALCHE GIORNO, CHE DITE, RIUSCIAMO A VEDERCI?” Credevo rispondessero solo le romane, invece tutte mi hanno subito presa in parola! Io da Alba, in Piemonte, Valeria da Trento, Melania da Perugia eravamo quelle più lontane. Abbiamo organizzato una reunion in piena regola! La sera del mio compleanno, in un ristorantino di Trastevere, ho abbracciato per la prima volta Simona, Valeria, Melania e Laura! Credetemi quando vi dico che è stato come ritornare in famiglia, nonostante ci fossimo sempre solo viste in videochiamata e parlate al telefono.

La pasta alla Gricia, una bontà!

Una calda serata romana, l’atmosfera unica della Città Eterna, i profumi delle delizie della cucina tipica, i tavoli all’aperto, le risate, le chiacchiere della gente, il rumore dei “caciaroni” che parlavano ad alta voce (lo dico con affetto, ovviamente); tutto questo ha fatto da contorno alla nostra tavolata. Abbiamo parlato tanto, ci siamo scattate decine di foto, girato video e fatto anche una diretta nella community. Ci siamo guardate, per la prima volta tutte intere. Ci siamo riconosciute.

Eccoci qua, tutte insieme!

Ecco perché vorrei che tutti facessero parte di questo mondo: a chi non farebbe bene un’atmosfera così? A chi non farebbe piacere avere amici sempre pronti a sostenerti, ad ascoltare le tue idee, a creare con te un mondo più giusto per tutti? Persone con cui condividi valori e con cui impari a sognare in grande!

Questa è Curvy Pride! Questa è la vera sensazione che si prova entrando in questo mondo dove nessuno è giudicato, dove i valori che ci accomunano fanno da collante, ci spingono ad aprirci, a guarire dalle nostre piccole grandi ferite e a diventare migliori grazie a chi ci è vicino. Se potessi farei un monumento al giorno in cui ho deciso di entrare in Curvy Pride.

La maglietta della felicità è la nostra bandiera!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com, mi trovi anche su FB
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PASSATO, PRESENTE, FUTURO.

Come ti senti quando guardi una tua immagine del passato? Per esempio una foto di quando eri piccola/o. Quanti sentimenti esplodono contemporaneamente? Malinconia, rabbia, gioia, nostalgia, amore, stupore… Ma sono emozioni e sentimenti che proviamo in base a ciò che ricordiamo oppure rivedendo l’immagine potrebbe riaffiorare altro? Siamo sicuri che quello che vediamo nella nostra mente sia poi con certezza quello che il fermo immagine di quel periodo potrebbe rivelarci ancora? Io ho deciso di percorrere questa staffetta temporale e scoperchiare il vado di pandora delle emozioni.

Alcune frasi dovrebbero diventare uno stile di vita.

Qualche mese fa mio padre mi ha portato una serie di DVD, dicendo che erano tutti i filmini fatti quando ero piccola. Non ci potevo credere. Inizialmente ero convinta che fossero delle riprese così, pezzetti di vita assemblati in un qualche modo e raccolti nei DVD per non perderli. Ma quando ho iniziato a guardare, l’emozione ha letteralmente preso il sopravvento. Accidenti, quella ero io. Avevo dimenticato di essere stata piccola, avevo dimenticato quella parte della mia vita, eppure è stata bellissima. Il mio sorriso la faceva letteralmente da padrone. Non esistevano colori della pelle o adozioni o diversità di altro genere, esistevo solo io e la vita che mi era stata regalata. Ero felice, ero spensierata, ero desiderosa di scoprire il mondo. Quello che stavo vivendo  in quegli anni, mi piaceva e ne avevo le prove. Improvvisamente i profumi, i rumori e le sensazioni si erano concretizzati dentro di me. La voce di mia madre, la risata di mio padre, la mia cameretta, i miei giochi e le vacanze al mare; era tutto lì. Stavo avendo la possibilità di tornare indietro nel tempo.

Mentre mi osservavo però sentivo che qualcosa non funzionava, alcune scene le riguardavo attentamente, scrutandomi e studiandomi. Non mi facevo abbracciare da nessuno, non sentivo il bisogno di manifestazioni d’affetto particolari e non le cercavo. Rispodevo alle domande di mio padre sorridendo e consapevole del suo affetto nei miei confronti ma io non ricordo nessuna emozione di quel tipo. Mia madre mi chiamava ed era la vce più dolce del mondo, ma io non ricordo di aver provato qualcosa di particolare. Quindi mi chiedo, non lo ricordo o realmente non lo provavo? Mi è servito tanto per comprendere alcuni miei atteggiamenti del presente, alcuni miei pensieri. Sono convinta che rivedermi mi abbia fatto capire meglio cosa possa essere successo dentro di me fin dall’inizio. Oggi sono grande, sono madre e posso capire l’amore di un genitore verso un figlio, ma ancora mi è oscuro il contrario anche se so di volere ai miei genitori un bene assoluto. Manca qualcosa!

Ho infilato tutti quei ricordi in un cassetto remoto della mia vita, andando oltre. Ho deciso quindi di sfruttare questo viaggio a ritroso per conoscermi ancora un pochino. Volevo rimettere insieme i pezzi e scavare per trovare qualcos’altro di interessante che mi riguardasse. La mia personale terapia d’urto per i momenti di totale sconforto e confusione.

Passiamo tantissimo tempo ad occuparci del presente, improntati verso un futuro radioso e positivo. Programmiamo, decidiamo, disfiamo e ricominciamo tutto da capo oggi per migliorare il domani. E’ vero, oggettivamente il passato non s può cambiare quindi che senso ha ritornarci sopra? Ma la domanda vera è: come può il passato essere di aiuto per il presente o per il futuro? e ancora, come posso servirmi delle immagini per capire qualcosa di me? Molto spesso le persone guardano una mia foto di quando ero piccola e dicono: “Vale, non sei cambiata per niente!!” Ma com’è possibile? Indubbiamente alcuni dei tratti somatici saranno invariati ma a volte mi sembra di aver vissuto parecchio di più dei miei 36 anni e non mi spiego come sul mio viso non sia presente tutto questo (al di là dell’ invecchiamento temporale) o come non si percepisca. La verità è che ciò che abbiamo vissuto davvero sta dentro di noi e tutte le emozioni e sensazioni possiamo ritrovarle scavando nell’anima e perchè no guardando qualche immagine. Forse dovremmo sederci, prenderci del tempo e farlo tutti.

CurvyPride ha una community fantastica su Facebook, un luogo protetto dove le persone possono esprimersi liberamente, dando libero sfogo ai propri pensieri, alle proprie emozioni. Così ho preso una mia foto e l’ho postata, lanciando una challenge e “sfidando” i membri a commentare con una loro foto, scrivendo l’anno. Devo dire che mi sono emozionata moltissimo cercando di immaginare tutte/e loro. Siamo stati piccoli anche noi e nel bene o nel male abbiamo vissuto cose che ci hanno portato ad essere ciò che siamo oggi.

“L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare a non avere più paura, questa è la metà ultima dell’uomo.” Cit. Italo Calvino
Grazie ai membri della community per aver contribuito alla realizzazione di questo collage.

Noi siamo tutto ciò che serve per capire che direzione prendere. Forse ci rivediamo nei nostri figli, forse ci rispecchiano in qualche frase dei nostri genitori o forse ricordiamo qualcosa tornando a casa da mamma e papà la domenica. Ma chi eravamo e cosa provavamo davvero lo ricordiamo? Io oggi faccio un sacco di video e di foto di tutto e tutti. Perchè? Non saprei ma… Fermare il tempo attraverso una foto o un video oggi, ci aiuterà domani?

CurvyPride Community on Facebook

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”
Vale

IL POTERE DEL PERDONO

Il perdono.

Una parola spesso abusata o presa con leggerezza. Dietro al perdono invece si cela un enorme processo di accrescimento personale, di maturità, di percorso emotivo. Il perdono non è solo un dono per gli altri ma è terapeutico anche per se stessi 

Se cerchiamo il significato di perdono sul vocabolario troviamo la definizione:  compiere l’atto di concedere il dono della rinuncia alla rivendicazione del torto subito. Il perdono è dunque visto come una remissione concessa a chi ha commesso qualcosa che non avrebbe dovuto fare. 

Una remissione, mentre a mio parere il perdono è un gesto di grande coraggio, di forza, il perdono è una svolta affettiva di grande rilevanza e impatto psicologico rispetto al sentimento di vendetta o all’odio.

Spesso chi ha subito un grave torto, dopo la fase iniziale di profondo dolore, lascia che il tempo mitighi la sofferenza e “porti via tutto”. Quanto volte ci si è sentito dire lascia correre, dimentica?  Ma dimenticare, o meglio, archiviare è solo una consolazione temporanea ma non una soluzione.
Sappiamo bene come tutti quei “non detti” tutte le cose accumulate ed interiorizzate sfocino poi  con problemi di autostima, attacchi di panico, ansia, depressione.
Saper perdonare è pertanto terapeutico per se stessi, perché solo se si ama se stessi si riesce a comprendere l’altro e a perdonarlo. Significa saper riportare la quiete emotiva, sconvolta dal torto e dalla sofferenza provata da chi ci ha feriti.   
Per perdonare dunque, serve innanzitutto stima in se stessi. Ma quella non basta, serve anche empatia per capire cosa ha portato l’altro a farci un torto. La cattiveria gratuita spesso cela immaturità psicologica ed affettiva, a volte è un grido di aiuto. Comprendere l’altro ci rende non solo persone migliori, ma ci permette di aiutare anche colui che ha fatto un torto a conoscere una realtà diversa, priva di rancore, violenza, rabbia e piena di comprensione, gentilezza, pace.
  
Non c’è un momento giusto o sbagliato per perdonare. Ognuno ha i suoi tempi, anche in base alla gravità del torto subito. C’è un momento in cui scatterà il desiderio di porre fine ad un dolore che non ci appartiene più, con la consapevolezza che se questa è l’unica vita che dobbiamo vivere sia meglio lasciare amore e comprensione sul nostro cammino.  

Il perdono non sempre avviene davanti a chi ci ha fatto il torto, a volte è solo un processo interiore. Sicuramente, il confronto a viso aperto con l’altra parte è il tipo di perdono più potente perché porrà l’altro a farsi domande su quanto fatto e quanto donato.
 

Ho potuto tastare con mano il potere del perdono. Dopo anni di insicurezze nate dalle esperienze di bullismo a scuola presi la decisione di perdonare chi mi aveva fatto dei torti. La cosa sconvolgente, di come il cosmo ti ripaghi, è che una volta presa la decisione di perdonare chi mi bullizzava non sono neanche dovuta andare a cercarli. Per un caso fortuito del destino sono venuti loro da me, e hanno chiesto loro il mio perdono. Loro erano pronti a chiederlo ed io a darlo.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica parte del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

QUANDO LA TUA FAMIGLIA TI GIUDICA

Ti è mai capitato di sentirti bullizzata dalla tua famiglia? Strano a dirsi, eppure è possibile! Forse non ci viene mai in mente che a volte i primi atti di discriminazione li abbiamo vissuti proprio in quello che dovrebbe essere il nostro nido sicuro: la famiglia.

So già che starai pensando che sì, ci sono casi limite in cui genitori problematici rovinano la vita dei figli negando loro affetto, amore, attenzione ma ti assicuro che ci sono altri modi per “incasinare” i figli e i rapporti.

Se ci pensi un attimo e ti soffermi a guardare indietro, sono certa che troverai almeno un’occasione in cui avresti voluto che i tuoi familiari ti fossero più vicini, che cercassero di capirti, che prendessero le tue difese a spada tratta o che, semplicemente, ti abbracciassero in silenzio perdonandoti qualunque cosa avessi fatto.

Troppe volte i figli si sentono giudicati dai genitori o dalle persone care

Nessuno è perfetto, non nasciamo col famoso libretto delle istruzioni! Quando diventiamo genitori ne avremmo disperatamente bisogno perché è facile sbagliare. Se incasiniamo la nostra vita da adulti la responsabilità è nostra e per noi stessi ma quando si tratta della felicità di altri esseri umani messi al mondo da noi le cose cominciano a farsi ancora più importanti.

Ognuna di noi riveste più ruoli nella propria vita: siamo figlie, siamo amiche, lavoratrici, forse madri o sorelle; nessuno ci insegna come vivere questi ruoli al meglio delle nostre possibilità, ci portiamo dietro un bagaglio generazionale che molto spesso pesa tanto e ci impedisce di essere felici e di rendere felici gli altri.

Mi spiego meglio: pensa a quante volte hai detestato un certo comportamento di tua madre o tuo padre e di come ti sei ripromessa di non diventare mai come loro, oppure di come hai visto quella mamma viziare in modo (secondo te) vergognoso il suo bambino e poi, dopo anni, ti sei ritrovata a fare esattamente la stessa cosa, con gli occhi traboccanti d’amore e di indulgenza per il tuo pargolo specialissimo!

Ti ci ritrovi? Io credo di sì. Forse non del tutto, forse in maniera non così eclatante ma comunque sai perfettamente di cosa parlo.

Senti, per esempio, cosa è successo a Silvia, una mia cliente, quand’era ragazza (tranquilla, mi ha dato il permesso di raccontarlo): tra lei e sua mamma c’è sempre stato un grande amore ma lei ricorda che, fin da piccola, la mamma le diceva continuamente che avrebbe dovuto dimagrire un po’, che sarebbe stato meglio mangiare meno e perdere peso. Quando aveva circa 12 anni Silvia si prese l’influenza, stava male e non si alzava dal letto. Dopo due o tre giorni la mamma arrivò in camera della figlia con in mano una bilancia pesapersone. Lei pensava che fosse salita per portarle un po’ di brodo o per vedere come stava invece aveva in mano UNA BILANCIA.

A cosa poteva mai servire la bilancia in quel momento? Nonostante non si sentisse per niente bene e avesse la mente un po’ annebbiata, Silvia salì e vide che pesava esattamente come prima. “Ma non è possibile, tre giorni che non mangi e non hai perso neanche un etto!” Ecco tutto quello a cui riusciva a pensare la madre in quel momento! Quell’ago che andava su, mentre lei era stanca, aveva freddo e anche un po’ di capogiro la mortificò e la fece sentire in colpa, anche se lei di colpe non ne aveva affatto.

“Mangia di meno, devi dimagrire!” Quante volte Silvia si è sentita ripetere queste frasi da chi amava.

Quell’episodio la ferì profondamente e per molto tempo Silvia si è chiesta come la madre avesse potuto pensare al suo peso mentre lei era febbricitante da giorni. Era una fissazione, un pensiero costante, pretendeva dalla figlia qualcosa che neanche lei riusciva ad ottenere: la magrezza.

Lei sa che sua mamma non voleva affatto farla stare male, non aveva intenzione di ferirla, desiderava solo che lei fosse più magra. Oggi, a quasi quarant’anni, Silvia è una donna di forme generose e, nonostante abbiano un bellissimo rapporto, si sente scrutata e giudicata ogni volta che indossa un vestito un po’ più corto o qualcosa che ALLA MAMMA non piace. La mamma è convinta che certi abiti mettano in evidenza una parte del corpo di Silvia che non rispecchia i canoni di magrezza e che LEI nasconderebbe.

Ecco dove sta il punto: la mamma tende a proiettare i SUOI desideri, le SUE aspettative e le SUE convinzioni sulla figlia. Questo lo facciamo un po’ tutti noi genitori, chi più e chi meno; siamo fermi sulle nostre idee e siamo certi di fare il bene dei nostri figli dicendo loro chi devono essere, come devono comportarsi e cosa provare di fronte al mondo, ma così facendo imprimiamo in loro quello che pensiamo noi. E noi siamo noi, con le nostre storie, le nostre paure e i nostri gusti personali; i nostri figli sono un’altra cosa, pensano a modo loro e vogliono vivere secondo i loro valori!

Sono certa che i commenti sul fisico, le battutine ironiche sul “mangiare come camionisti”, i continui riferimenti ai difetti che riteniamo di avere, siano deleteri per noi e per chi cresciamo con tanto amore. Facciamo i salti mortali per portare le ragazze a fare sport affinché acquisiscano sicurezza e agilità e poi le affossiamo con questo tipo di comunicazione.

Chissà se anche per te è stato così, se ancora oggi ti porti dietro le conseguenze di ciò che hai vissuto da piccola, se con i tuoi figli sei la fotocopia della tua mamma brontolona o se invece sei riuscita a tirare fuori la parte di te che ti serve per essere la mamma che vuoi!

Ti lascio con un’ultima riflessione: sappi che le persone agiscono per ciò che conoscono, si comportano al meglio di come possono fare in quel momento.

Silvia, essendo una donna molto serena e sicura di sé, non biasima la sua mamma per quello che le ha detto e che ancora oggi le fa capire tra battutine e sarcasmo. Lei sa che l’ha sempre amata tantissimo, solo che lo esprime così, in un modo non costruttivo.

Quello che sicuramente possiamo fare noi, generazioni più giovani, è informarci e fare il possibile per crescere figli che non debbano sentirsi continuamente sotto esame, soprattutto per come appaiono. Questo è uno dei valori fondanti dell’ Associazione Curvy Pride- APS: siamo persone, non siamo taglie e non siamo perfette: così come non lo è la mamma di Silvia che ha agito per amore, così come non lo sono io, né tutte voi che state leggendo. Ognuna di noi fa del suo meglio per le sue possibilità e quando c’è bisogno di aiuto, di confronto, di crescita e di unione c’è Curvy Pride.

Fabiana Sacco, Curvy Coach (ed ex mamma brontolona).

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
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I 3 SEGRETI PER PIANIFICARE I TUOI OBIETTIVI PER IL 2021

Ciao, sono Fabiana Sacco e sono una Coach, una professionista che aiuta le donne a raggiungere i loro obiettivi e martedì 29 dicembre ci vediamo su Zoom alle 21 per parlare proprio di questo argomento!

Ho preparato un mini corso gratuito il cui scopo è di condividere con te 3 segreti molto importanti:

1) QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UN OBIETTIVO

2) COME RICONOSCERE IL TUO VERO OBIETTIVO

3) COME PIANIFICARLO NELLA TUA GIORNATA AFFINCHÉ TU POSSA RAGGIUNGERLO E ANCHE SUPERARLO!

Tante volte in passato mi sono detta: “quest’anno voglio dimagrire, quest’anno voglio dedicarmi del tempo per me, mi piacerebbe finalmente visitare quella città d’arte, vorrei iniziare un corso di ballo, vorrei leggere di più, vorrei smettere di perdere tempo in cose inutili, vorrei imparare a dire di no a quello che non mi fa star bene…” e non succedeva mai niente!

Pianifica al meglio e raggiungerai i tuoi obiettivi!

Spesso confondiamo i desideri con gli obiettivi, è per questo che non li raggiungiamo mai!

Finché non ho imparato a trasformare i miei desideri in obiettivi rimanevano lì, sospesi nel limbo del FORSE, del MAGARI e del SAREBBE BELLO RIUSCIRCI e questo non raggiungerli mai mi faceva sentire sempre più incapace e aumentava la mia frustrazione, fino a farmi mettere in dubbio non solo le mie capacità ma anche l’ importanza dei miei desideri.

Non so a te, ma a me è capitato di volere qualcosa e non riuscire mai ad averla iniziando a credere che forse non ne valesse la pena, che non ero abbastanza brava, forte o determinata per raggiungerla. In realtà non è così! In realtà mi mancavano le basi! Mi mancavano i 3 punti che ti ho scritto prima.

Imparare l’ABC degli obiettivi per me è stato illuminante ed è per questo che voglio condividere con te questi trucchi del mestiere, grazie ai quali ho finalmente raggiunto, uno dopo l’altro, molti obiettivi che inseguivo da tanto. Il successo più eclatante che ho realizzato è stato quello di avviare la mia attività da casa, organizzandomi un ufficio sul tavolo di cucina. Con una linea wifi, un portatile, tanto studio e un’ ottima pianificazione obiettivi mi sono realizzata in una professione che mi rende felice, mi sostiene economicamente ed è in continua crescita!

Per partecipare al minicorso manda una mail a curvypride@gmail.com con la tua richiesta e ti manderò il link per partecipare gratuitamente.

Prepara carta e penna, lavoreremo insieme affinché tu possa, una volta per tutte, imparare la strada migliore, più semplice e veloce per raggiungere ciò che vuoi!

Ti aspetto!

PS: Nel frattempo comincia a fare una lista di quello che vuoi ottenere in questo 2021, scrivi i tuoi obiettivi uno dopo l’altro su un quaderno o un foglio e tienilo pronto per il mini corso, lo useremo come inizio!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com, mi trovi anche su FB
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#GratitudeCurvy31 e il Diario della Gratitudine

Ciao, sono Valentina Parenti e sono socia e membro dello staff di Curvy Pride. Sono una grande appassionata di colori, grafiche e arte.

Sull’onda delle mie passioni, l’anno scorso ho creato per Curvy Pride la mia idea grafica di GRATITUDINE e, tramite i profili social dell’Associazione, ho pubblicato per 31 giorni consecutivi le immagini, le evocazioni, i miei pensieri e consigli su 31 aspetti della vita che hanno molto a che fare con questo argomento.

Lo scopo del mio piccolo progetto era quello di stimolare le persone a pensare che nella vita di tutti i giorni c’è molto altro oltre l’aspetto estetico e che è sano per tutti noi essere grati di ogni cosa, a cominciare da quelle piccole.

Per trovare tutti i pensieri sulla gratitudine ti basterà cercarli con l’hashtag #gratitudecurvy31; Se ti piacciono pubblicali taggando Curvy Pride e me, saremo felici di ricondividerli!

Ecco il giorno 27 dedicato all’ ALLEGRIA:
“Essa si compone di brevi momenti sparsi durante tutto il giorno. Le vere fonti di felicità si trovano nelle piccole azioni: prendere un gelato con gli amici, abbracciare i propri figli, guardare il volto del proprio partner quando scopre una sorpresa…”

Quest’anno più che mai, data l’emergenza sanitaria covid-19, abbiamo messo alla prova le nostre risorse interiori, la pazienza, la nostra resistenza psicologica. Vorrei che finissi l’anno pensando a qualcosa di positivo ogni giorno, da oggi 1 dicembre fino al 31 dicembre.

Il 2021 è alle porte e mi auguro per tutti noi che sia decisamente migliore di quello passato!

Sinceramente, Valentina.

Se l’argomento ti piace, ti invito a partecipare alla zoom della nostra Coach e socia Fabiana Sacco che giovedì sera 3 dicembre ci svelerà i segreti per creare il nostro DIARIO DELLA GRATITUDINE! Un piccolo gesto quotidiano che ha davvero il potere di cambiare in meglio la nostra vita! Per partecipare alla Zoom gratuita manda una mail a curvypride@gmail.com

Locandina della Zoom tutorial per creare il DIARIO DELLA GRATITUDINE

Questo articolo è stato scritto dalla socia e collaboratrice dello staff Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti @momincolors sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale, per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” che è il segreto della felicità #educareallafelicità.

SE NON SEI BELLA NON PUOI ESSERE FELICE

Ovviamente il titolo è provocatorio! Se mi conosci sai che non potrei mai essere d’accordo con una simile affermazione, se non mi conosci mi presento: sono Fabiana, Curvy Coach. Che significa? Che aiuto le donne a vivere bene la loro forma, qualunque essa sia.

Leggendo la mia presentazione verrebbe subito da pensare che le donne che si rivolgono a me siano tutte quelle in sovrappeso, che si rispecchiano nella mia esperienza e che trovano in me una persona affine, qualcuno che le capisce a fondo e non le giudica per il loro aspetto. Certo, questa è una grande fetta del mio target ma recentemente ho avuto modo di fare delle coaching con alcune donne che, pur essendo dimagrite o avendo risolto ciò che per loro era un difetto estetico, non erano comunque felici come avevano immaginato!

Noi donne tendiamo ad avere degli ideali di bellezza molto chiari e francamente un po’ impossibili. Abbiamo come modello le donne copertina, quelle alte, magre, toniche, sorridenti e felici e crediamo che se anche noi fossimo come loro saremmo altrettanto felici. In questa meravigliosa fantasia non teniamo conto, però, di alcuni fattori che sono super importanti.

QUALCOSA CHE FORSE NON TIENI IN CONSIDERAZIONE

Le pose fanno la differenza nelle foto

Innanzitutto le donne copertina non sempre sono come appaiono: già trent’anni fa si parlava di Photoshop e dei suoi miracoli. Le foto che ci propongono sono ritoccate! Lo so che lo sai, ma forse non sai quanto siano ritoccate! Ho scoperto su Instagram una influencer che mostra esattamente come fanno le modelle ad ottimizzare gli scatti già solo con le pose e ti assicuro che sono rimasta basita da quanto saper posare sia fondamentale per sembrare al top! Mettici poi un sapiente uso delle luci di scena, del trucco e del ritocco digitale ed ecco qui che anche un popò moscio, cellulitico con smagliature può diventare un sedere da favola.

Secondo punto: le modelle nascono modelle, almeno per alcune caratteristiche: l’altezza che se non ce l’hai non c’è santo che possa regalartela! Da che mondo è mondo un abito sta visivamente meglio su una donna alta 1,80 che su una alta 1,50. La conformazione ossea, le gambe lunghe, le caviglie sottili, la distribuzione del grasso corporeo (sì perché anche quelle magre hanno del tessuto sottocutaneo che disegna le forme del corpo, se non si affamano per diventare asciutte), sono tutte caratteristiche che elargisce la Natura e, anche volendo rivolgersi al chirurgo migliore del mondo, non si possono cambiare (o forse sì ma a che prezzo?).

Terzo punto: le modelle sono modelle per lavoro. Quindi già nasci con determinate caratteristiche e in più ti pagano per mantenerti al top: una modella di professione non passa ore seduta alla scrivania o al banco di un bar a servire clienti per poi dedicare un quarto d’ora di corsa ogni tanto alla sua bellezza! Da quando si sveglia a quando va a dormire tutte le sue azioni sono mirate al mantenimento e all’incremento del suo appeal. Capisci bene che ciascuna di noi, con tutti i nostri difetti, se vivesse la sua vita così sarebbe già una strafiga! Magari una strafiga alta 1,60, ma comunque super curata, palestrata, in peso forma, mani e piedi sempre top, depilata, con trucco e parrucco impeccabili, rendo l’idea?

Quarto punto: CHI TI DICE CHE LE MODELLE CHE TU VEDI BELLE, SORRIDENTI IN COPERTINA SIANO DAVVERO FELICI? Abbiamo decine di casi di donne meravigliose che, nonostante il loro talento e la loro incredibile bellezza non erano felici, tanto da decidere di togliersi la vita o di rovinarsela con alcool, droghe e spesso subendo violenze psicologiche dai loro compagni o dalla loro famiglia.

La mia preferita era Whitney Houston: con la sua una voce angelica e col suo carisma ha incantato intere generazioni di adolescenti, una donna tanto bella fuori quanto fragile dentro che purtroppo non ha resistito alla durezza del mondo che la circondava tanto da perdersi nell’abisso della droga e dell’alcol fino a rimanerne vittima.

Whitney Houston, una voce indimenticabile credit: web

Una donna che apparentemente aveva tutto ma a cui evidentemente mancava ciò che per lei era fondamentale.

Questo è un caso estremo, ma serve per ricordarci che non tutto ciò che luccica è oro, sarebbe più utile non delegare la nostra felicità al solo aspetto fisico, perché è un’illusione.

L’aspetto fisico da solo non basta ad essere felici! Quante volte avrai pensato: “Se solo potessi essere magra! Se solo potessi essere più bella, più alta, con più seno, senza cellulite, senza pancia, allora sì che sarei felice!”

Sicuramente aiuterebbe molto! Saresti più sicura di te ma non sarebbe abbastanza.

DIPENDE DA TE? SE TI FA STARE BENE FALLO!

Vuoi essere più magra, più tonica e con meno cellulite? Ok, lavorandoci puoi ottenere questi risultati, se sono davvero giusti e importanti per te alzati e valli a prendere.

Vuoi avere più seno o il naso dritto? C’è la chirurgia, se pensi che sia la strada giusta per essere più felice ben venga, rivolgiti ad un buon chirurgo e risolvi quel difetto che non puoi migliorare da sola, ma sempre con la consapevolezza che non sarà SOLO quello a renderti felice.

Potrebbe essere più utile cominciare a guardare queste meravigliose donne per ciò che sono: donne che prestano la loro immagine per ispirarci a migliorare alcuni aspetti di noi, magari decidendo di fare un po’ di attività fisica per essere più sciolte, più flessibili e magari perdere qualche chilo se necessario, magari scegliere una pettinatura alla moda, un bel rossetto, un vestito che ci stia bene o un paio di scarpe da urlo.

SEI SICURA CHE LA TUA FELICITÀ DIPENDA DAL TUO ASPETTO? Smettiamo di credere che tutte le altre siano perfette tranne noi! Cominciamo a leggere tra le righe, è proprio lì che potremmo trovare un po’ della nostra autostima!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

PRATICA ANCHE TU L’HAPPY TRAINING !

Hai mai notato che quando ti focalizzi su qualcosa poi cominci a vederla ovunque?

Mi spiego meglio: quando ero incinta vedevo solo donne in gravidanza, poi vedevo solo bimbi piccoli. Se hai un cane e lo porti a spasso ti accorgi magicamente che tutti sembrano avere un cane! Ho avuto il periodo in cui ero fissata con un certo tipo di borsa che desideravo e mi pareva che tutte la sfoggiassero tranne me!

Quando siamo focalizzate su qualcosa di specifico è come se i nostri occhi occhi e la nostra testa aprissero un canale preferenziale che ci permette di vedere sempre quello.

La stessa cosa vale per le sensazioni: sono certa che anche tu hai avuto un periodo della tua vita in cui vedevi tutto nero e ti sembrava che il mondo intorno a te fosse fatto solo di sfighe e cattive notizie, un po’ come dire che quando inizia ad andar male poi sembra vada sempre peggio.

Il metodo educativo degli anni scolastici non ci ha aiutate a sviluppare sicurezza e fiducia in noi stesse.

Perché ci comportiamo così? Ho provato a ragionarci e condivido con te alcune riflessioni che mi sembrano verosimili: purtroppo fin da bambine ci hanno abituate a focalizzarci solo sui nostri difetti, su quello che non facciamo abbastanza bene (abbastanza per chi? Rispetto a cosa? Mah…), le maestre ci riempivano i compiti di segni rossi, belli evidenziati, per fare in modo che i nostri errori fossero subito individuabili e, anche se il loro scopo non era quello di farci del male, di sicuro questo metodo non ci aiutava a prendere più sicurezza in noi stesse.

Forse succede ancora oggi ma non sarebbe molto meglio se invece di dirci cosa non va ci dicessero come poter migliorare? Se invece di farci sentire sbagliate, non abbastanza intelligenti o volenterose ci aiutassero concretamente a sviluppare le nostre capacità?

Invertire questa tendenza non è affatto facile, ci ritroviamo adulte, con famiglia, lavoro e responsabilità e sotto sotto siamo ancora per certi versi dei bambine insicure con una tremenda paura di sbagliare! Temiamo di esporci, di non essere abbastanza belle, abbastanza forti e lasciamo che il giudizio degli altri diventi più importante di ciò che pensiamo, di ciò che desideriamo e che ci farebbe stare bene.

Una soluzione che possiamo mettere in atto da subito è sforzarci di guardare il bello e il buono che c’è nella nostra vita. Sì lo so che non è facile perché siamo talmente abituate a lamentarci che spesso non lo vediamo neppure ma sono testimone che se cominciamo a farlo ogni giorno sarà come fare un piccolo “Happy Training”: miglioreremo sempre di più e nel giro di poche settimane ci salteranno agli occhi molte più cose belle che cose brutte.

La felicità è come un muscolo: va allenata!

Ti svelo un piccolo trucco che ho usato nel periodo dell’ Happy Training e che mi è stato utilissimo: ogni giorno scrivevo sulla mia agenda un mini obiettivo, per esempio “Oggi voglio trovare qualcosa di buono in una delle mie clienti e dirglielo”, oppure “Oggi voglio trovare un aspetto positivo di mio marito e farglielo notare” o ancora “Voglio vedere un punto di forza di quel lavoro che non mi piace” e così via. No ci sono limiti, qualsiasi aspetto della tua vita può essere guardato con una prospettiva diversa, basta allenarsi!

Immagina come migliorerà la tua vita quando sarà più ricca di pensieri, parole, persone e avvenimenti buoni per te! Allora, qual è il primo obiettivo del tuo Happy Training?

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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È ORA DI ESSERE EGOISTA

Lo so che quando senti questa parola la tua prima reazione è negativa, essere egoista viene inteso come qualcosa di non buono, come togliere qualcosa agli altri a favore di se stessi.

D’accordo, posso capirlo, ma è davvero così sbagliato pensare prima a te stessa? È davvero così impensabile cominciare a far piacere innanzi tutto a te e poi pensare anche agli altri?

Ci sono dei valori nella vita che per me sono fondamentali: i figli, la famiglia, gli affetti più cari, l’amicizia, la salute, il lavoro. Pensandoci a mente fredda mi chiedo se sia così vero che tutto ciò debba venire prima di quello che io desidero per me, per essere davvero felice.

In genere qualsiasi madre darebbe la vita per i propri figli, qualsiasi figlia farebbe qualunque cosa per i suoi genitori, un’ottima amica correrebbe in soccorso di chi la chiama anche alle tre di notte! Non sto parlando di situazioni al limite, sto parlando della routine di ogni giorno.

Spesso sei talmente presa da tutto quello che DEVI fare e che gli altri si aspettano da te che perdi completamente di vista i tuoi desideri.

SEI PERSONA O SCHIAVA DEL SISTEMA?

Purtroppo cresciamo con il pensiero di dover fare sempre tutto per gli altri, con l’idea che tu, donna lavoratrice, terrai il tuo posto in ufficio o in negozio fino alla chiusura, finché non avrai portato a termine i tuoi compiti e tu, mamma e moglie, potrai pensare un po’ a te quando avrai finito le tue faccende, quando la casa sarà in ordine, quando il frigorifero sarà pieno, quando tutti quelli della tua famiglia saranno sistemati. Se rivesti questi ruoli allo stesso tempo, auguri! Se ti va proprio bene, ti dedicherai a te stessa e a quello che ti piace quando sarai talmente stanca che ti addormenterai e buonanotte.

Se sei convinta che lo scopo della tua vita sia quello di occuparti degli altri arriverai ad un punto in cui non ci sarà più niente a darti veramente gioia, compresa la tua immagine allo specchio. Arriverai al punto di non riconoscerti più e quando, in quel momento, avrai bisogno di aiuto, di sostegno e di conforto è probabile che chi ti sta vicino non soltanto non lo capirà ma, vedendo i tuoi segnali d’insofferenza, penserà che sei cambiata, sei diventata egoista, non sei più quella di una volta, si sentiranno defraudati delle tue attenzioni che fino a quel momento avevi elargito senza mai risparmiarti!

Se non sarai tu a regalarti quel tempo, se non sarai tu ad ascoltare te stessa, a capire quello che ti rende felice e a prendertelo, consapevole che te lo meriti tutto, non credere che lo farà qualcun altro, non sperarci!

IL CENTRO DELLA TUA VITA SEI TU

Voglio dirti qualcosa che forse ti farà storcere un po’ il naso, soprattutto se sei una mamma: RICORDATI CHE TU SEI LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA.

Sì, proprio tu. Certo, i figli sono il bene più prezioso e un grande motivo di gioia e orgoglio ma non sono L’UNICO motivo di gioia e orgoglio.

Quando sarai lì, davanti a quello specchio e non ti riconoscerai più, quando ti chiederai dov’è finita quella ragazza che aveva tanti sogni e speranze, che sorrideva con le amiche, che immaginava un futuro felice credi forse che il fatto di essere mamma, moglie, figlia e amica potrà essere la risposta?

Sai perché ti dico tutte queste cose che sono anche un po’ forti? Perché la nostra bellezza, la nostra radiosità e la nostra luce provengono prima da dentro.

Un po’ come quando siamo innamorate con il sorriso perenne e gli occhi sognanti, la testa che proprio non vuole rimanere sul collo, la mente che vaga felice immaginando le cose belle che potrebbero succedere. Ecco. Quello che ti serve è innamorarti di te stessa e per farlo devi piacerti, dentro e fuori.

Arriva un momento nella vita in cui è necessario fermarti per guardare dentro di te e capire se ciò che sei e che fai ti soddisfa davvero. Non contano gli altri, non conta il parere del marito o i condizionamenti dei tuoi genitori: conta solo quello che vuoi davvero.

Cominciare o ricominciare a mettere i tuoi sogni, i tuoi bisogni e i tuoi desideri prima di ogni altra cosa non è da egoisti, è sopravvivenza, è bisogno di sentirsi profondamente soddisfatte di sé, è quel propulsore che ti spinge a dare il meglio in tutto ciò che fai! È arrivato il momento di dedicarti ad una persona stupenda: TE STESSA!

SII FELICE DI TE STESSA E PER TE STESSA, LA GIOIA SI PROPAGA

Ti assicuro, l’ho provato sulla mia pelle: quando comincerai a riappropriarti della tua volontà sarai molto più felice, più aperta con chi ti sta intorno, più paziente, più amorevole e proprio coloro che all’inizio ti remavano contro credendosi defraudati delle tue attenzioni saranno i primi a beneficiare del tuo meraviglioso rinascere e sbocciare. Incredibilmente la felicità di chi ti sta vicino dipenderà direttamente dalla tua, che dici, può valere la pena provarci davvero?

IL PIÙ GRANDE DONO CHE PUOI FARE A CHI TI AMA È AMARE TE STESSA. Fabiana Sacco

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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