Familiari in Affitto

 

Nel 2015 uscì una commedia grottesca intitolata ” The Wedding ringer – un testimone in affitto“. La trama racconta che, rendendosi conto di non avere amici ne incarica alcuni pagandoli.

Tempo fa mi aveva fatto sorridere credendo che fosse qualcosa di improbabile.

Oggi mi viene spontaneo domandarvi: prendereste una sorella in affitto? un marito? una madre? una zia? un cugino?

E’ possibile che le relazioni umane siano fondate sul dare-avere (dare se si riceve qualcosa in cambio) e che ogni legame di sangue non sia scontato ma che debba essere remunerato?

FAMILIARI IN AFFITTO

Certo se ti chiedo AIUTO non sei costretto a dirmi di si, ma nel momento in cui ti assumi la responsabilità è corretto tirarsi indietro o rinfacciarlo? o perfino pretendere una tariffa?

Forse tra un mese, un anno avrai bisogno tu e io sarò li a porgerti la mano… (o la fattura?)

In famiglia ci si aiuta, dicevano… ma non è scontato nemmeno questo. Siamo però consapevoli delle nostre scelte e assumiamoci la responsabilità delle tali senza trovare pretesti futuri per litigare.

Vi chiederete se il caldo di questi giorni mi ha fatto passare la lucidità ponendovi domande che probabilmente non ci avevate pensato. Be nemmeno io fino a poco tempo fa.

Non voglio in questo articolo parlare male di qualcuno nello specifico della mia famiglia e quindi farla/o passare in cattiva luce ma vorrei creare un motivo di riflessione non solo per me ma per chi legge.

Si danno per scontate tante cose, spesso smettiamo di coccolare o coltivare l’amore di coppia, di dire ad un genitore che gli vogliamo bene, a fare una carezza a un nonno sapendo che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.

Diamo per scontato quindi .. che se i cognati diventano genitori allora siamo a nostra volta zii, diamo per scontato che se nostra madre mette al mondo un’altra creatura sia nostra sorella o fratello. Ci hanno insegnato che è cosi, ma lo è davvero?

In verità è molto più complesso ma credo che se c’è amore incondizionato e privo di gelosie nate da paragoni inesistenti perchè ognuno di noi è un individuo con sogni, gusti e vissuti diversi si possa vivere in armonia.

Ruoli importanti hanno i compagni/e esterne al nucleo famigliare di sangue che dovrebbero stare al loro posto piuttosto che spargere zizzanie in famiglie.

Io sono vissuta felice di avere una sorella, ho giocato e dormito a casa delle cugine con gli zii, e a casa dei nonni senza pagare una quota; senza dover affittare i parenti. Sogno la stessa cosa per i miei figli, è chiedere troppo?

 

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

CHE BRUTTA CERA

Ho aperto gli occhi ed ero sola, il sole batteva forte sulla mia pelle, scottavo! Provai ad emettere un suono e fui pervasa da una sensazione strana. Provavo ad urlare più forte ma non sapevo ancora cos’ero e come dovevo iniziare a far funzionare questa macchina assurda chiamata corpo. Decisi di staccarmi e guardarmi da fuori… “Ah ok! Ora capisco! Ehy bella, devi urlare più forte, come pensi che si accorgano di te: sei piccola, scura e beh, hai proprio una brutta cera. Dai su fai andare quelle corde vocali, sei di colore, dovresti avere il canto in gola.” Qualcuno si accorse e mi prese e mi mise in salvo. Dovevo essere disgustosa, l’espressione del suo viso non era promettente… piccola o marrone, a voi la scelta, e da diverse ore in mezzo alle immondizie… tragicomico vero? Non so quanto tempo passò esattamente ma ad un certo punto due persone… bianche, vennero a prendermi. Wow quanta dolcezza e voglia di vedermi felice in loro.

Papà

Mi lasciai trascinare in questa avventura pazzesca chiamata “Vita”. Alla scoperta del mondo! Conobbi tanti bambini all’asilo, tutti bianchi, ma non mi importava e nemmeno a loro: ridevano, giocavano, e parlavano proprio come me, il colore davvero non faceva differenze e non era un problema. Quando iniziai le elementari, però mia madre mostrò un articolo del giornale locale a mio padre: “ BAMBINI DI COLORE SUI BANCHI DI SCUOLA” e la mia foto gigante in prima pagina. Non capivo, i bambini di colore a scuola fanno notizia? Non sapevo che il colore della mia pelle sarebbe diventata una delle lotte più grandi e più dolorose della mia vita!! Ero diversa e non me ne ero resa conto!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”
Vale

UN NUOVO INIZIO PER CURVY PRIDE

Siamo tre donne al telefono. Tiziana e Simona sono insieme, a Roma, e io, Fabiana, sono in linea da Alba, splendida cittadina immersa nelle colline delle Langhe, in Piemonte.

Vorrei raccontarti di me, di Tiziana, vorrei dirti come ho conosciuto Simona e del perché siamo qui, in un sabato mattina di febbraio, a chiacchierare al telefono.

Lo farò senz’altro nei prossimi articoli ma quello che oggi sta a cuore a me e alle mie compagne di telefonata è renderti partecipe di quello che sta avvenendo ai vertici di Curvy Pride.

Come nasce Curvy Pride? Nel giugno del 2013, quando ancora non si pensava ad un’Associazione, un centinaio di donne si è riunito in Piazza Maggiore a Bologna e ha realizzato la scritta umana “CURVY” per lanciare un messaggio di protesta “morbida” contro i modelli dominanti della moda e dei mass media.

Il flash mob è stato una dichiarazione di orgoglio morbido per gridare al mondo che la bellezza non è soltanto quella che ci viene proposta ed imposta da tutti i canali di comunicazione ma può e deve essere soprattutto un grande amore verso se stessi, indipendentemente dalla forma e dalla taglia.

Curvy Pride nasce poi ufficialmente come Associazione nel 2015, dopo due anni di incubazione sotto forma di movimento pacifico di protesta contro ogni forma di bullismo, discriminazione e stereotipo.

A distanza di cinque anni il mondo Curvy Pride si è evoluto. Si sono aggiunti nuovi interessi, si sono aperti nuovi orizzonti. Il principio fondamentale è ovviamente rimasto lo stesso, con i suoi valori e i punti cardine: l’accoglienza, l’autostima, il bene della comunità e l’indipendenza intellettiva.

Possiamo parlare di restyling? Credo proprio di sì, poiché l’Associazione, essendo un mondo in continua crescita, con il tempo cambia, si evolve e ha la necessità di conformarsi con nuove necessità, nuove linee guida e nuove idee.

Ecco quello di cui si parla oggi al telefono! Siamo qui, col cuore in mano e con la testa piena di idee, progetti e sogni a disegnare il futuro di quella che, con estremo orgoglio, sta diventando una realtà sociale davvero importante.

Una frase di Simona mi ha colpita in particolare, rispecchia davvero tutto ciò in cui credo e mi ha fatto capire di essere nel posto giusto con le persone giuste, te la riporto di seguito e ti do appuntamento al prossimo articolo.

L’Associazione Curvy Pride io la considero come un incubatore di idee ed un acceleratore di talenti. Rapportarsi con se stessi e con gli altri, guardare ciò che ci circonda con occhi affamati di conoscenza e lasciando da parte i preconcetti ci permette di migliorarci e di concentrarci sulle incredibili opportunità che la vita ci offre.

Ognuno è libero, ognuno è diverso, unico e perfetto. Ognuno di noi ha un talento che può permettergli di eccellere e insieme possiamo scovare e far emergere quel talento”.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

Intervista a Gloria Boemia “la sopravvissuta”

Gloria l’abbiamo conosciuta quando nel 2013 è nato Curvy Pride. Poi la tragedia. Lei giovanissima di 21 anni e il suo fidanzato 20 anni più grande. Nella relazione diventa dipendente e succube di colui che credeva il suo grande amore, il suo primo amore. Fino ad una sera in cui Lui, in preda alla rabbia, le spara una fucilata in faccia… ma Gloria è sopravvissuta.

1) Ci parli di quel Giorno?

“Quel giorno era iniziato come tanti altri, ma ora è annebbiato, ricordo solo di aver fatto una passeggiata nel bosco e di aver cenato con lui, poi il buio.”

2) Cosa ti dà la forza di combattere, di reagire?

“La forza di combattere è scaturita dalle mie ferite, e dalla voglia di aiutare le altre donne, che vivono queste situazioni, ho reagito perché ho capito di essere un esempio per le altre, con forza da poter donare a chi non ne ha.”

3) Il diario personale in cui scrivi le tue riflessioni del passato/presente “Diario di vita di una Sopravvissuta” in cosa ti è d’aiuto?

“Il blog è stato un idea della mia amica ed ex manager, farlo mi ha aiutato molto, perché ho potuto ripercorrere ed affrontare il mio passato, e spero abbia aiutato anche chi lo ha letto a non lasciarsi andare, ma combattere”

4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Progetti per il futuro ne ho tanti, tra i quali riuscire a diventare counselor, cosi da poter aiutare e supportare psicologicamente le donne che hanno subito o che subiscono violenza, o ancora, mi piacerebbe aprire un centro ricreativo per disabili e non dove poter passare il tempo in compagnia, e un giorno poter combattere anche per i diritti dei disabili, vorrei continuare a fare la modella per abbattere il muro dei canoni di bellezza e mostrare che con la forza si può arrivare a tutto.”

5) Un tuo consiglio per le amiche di Curvy Pride?

“Un consiglio che mi sento di dare, è forse un po scontato, ma voglio che tengano ben in mente che dentro ogni donna c’è la forza di un uragano e che sono tutte belle, a prescindere da quello che altri possono dire, dovete combattere, cadere e rialzarvi, ma non sottovalutarvi mai.”

DIAMO VOCE ALLE SPOSE CURVY!!!

NASCE IL NUOVO PROGETTO CURVY PRIDE TELLING.

L’iniziativa, vuole dare voce a tutte le ragazze che, lottando contro discriminazioni e bullismo, hanno vissuto o stanno vivendo la scelta dell’abito da sposa come un vero dramma.

Gennaio è il mese in cui la maggior parte delle ragazze inizia le ricerca dell’abito da sposa, magari anche a seguito di una proposta di matrimonio avvenuta durante le festività Natalizie. Si sa che ogni donna sogna fin da piccola di indossare uno di quei vestiti principeschi o comunque un abito importante, d’alta moda almeno un giorno nella sua vita.

Purtroppo questo sogno fatica a diventare realtà per molte ragazze, perché vengono lasciate inconsiderate dalla moda e dagli stilisti. Da qui nasce il progetto “Curvy Pride Telling” di CURVY PRIDE – APS, l’Associazione che, sotto un mantello fucsia, con le sue numerose iniziative, si propone di lottare contro bullismo, stereotipi, discriminazioni e di valorizzare il bello sotto ogni sua forma.

Questa è iniziativa crescerà grazie alla collaborazione dall’Atelier Sposa Curvy con sede nelle Marche, che ha accolto l’idea di diffondere questo progetto e inserire nel suo libro “L’abito da sposa senza taglia” un coupon con tutte le istruzioni per dare la possibilità alle spose di potersi raccontare. L’Atelier Sposa Curvy donerà all’Associazione un contributo liberale per un progetto concreto: il potenziamento del suo BLOG per permettere a sempre più persone di aprire il proprio cuore e raccontarsi.

Si ok ma come? Le ragazze che vogliono raccontare il loro percorso per la scelta dell’abito da sposa potranno scrivere una mail all’Associazione all’indirizzo curvypridetelling@gmail.com Il racconto verrà pubblicato sul BLOG. Partecipare è importante perchè ogni storia rappresenta un nuovo mattone nella costruzione di una nuova cultura e apertura mentale che mette al centro il rispetto dell’altro.

Il libro “L’abito da sposa senza taglia” raccoglie molte storie di ragazze che hanno vissuto come un vero dramma questo momento. “Prima dimagrisci poi vieni a scegliere il vestito” è una frase che nessuna ragazza vorrebbe sentirsi dire, ma purtroppo viene detta. E più spesso di quanto si pensi!

Questo progetto nasce per diffondere un importante messaggio sociale: il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi, soprattutto per le adolescenti, per affermare la propria indipendenza verso condizionamenti esterni, circa il proprio aspetto fisico.

Il progetto verrà presentato domenica 19 gennaio nell’Atelier Sposa Curvy, a Montegranaro (FM) per partecipare è necessaria la prenotazione.

Vi aspettiamo numerose!!!

Per scaricare gratuitamente l’anteprima del libro: https://www.sposacurvy.com/abito-da-sposa-senza-taglia/

Per acquistare il libro: https://www.sposacurvy.com/libro-abito-da-sposa-senza-taglia/

Vi aspettiamo numerose!!!