Categoria: Curvy Story

IL MIO GROSSO GRASSO CORPO

Caterina Argentieri è entrata nel mondo di Curvy Pride! Ascoltando la poesia “The Fat Joke” di Rachel Wiley (Button Poetry), Caterina ci invita a riflettere. E voi cosa ne pensate?

L’apertura di questo articolo è affidato ad una poesia (Rachel Wiley – “The Fat Joke” – Button Poetry), ad un invito a riflettere.

La storiella inizia così: “il paziente va dal dottore «dottore mi fa male il braccio quando lo muovo così, che devo fare?» e il dottore gli risponde: « E tu non muoverlo così».

Ma… La Chiattona va dal dottore e gli chiede – Dottore mi fa male il braccio se lo muovo così, cosa dovrei fare? E il dottore le risponde – hai mai pensato alla chirurga bariatrica?-

La Chiattona va dal dottore per il vaccino anti influenzale. Il quale condirà il tutto con un sermone sul BMI (Body Mass Index – indice di massa corporeo, NdT).

La Chiattona va dal medico per un’otite, e le vien chiesto se abbia mai mangiato un’insalata.

La Chiattona va dal medico per farsi medicare il morso di un ragno, e il medico non riesce a farsi una ragione del fatto che i valori della sua pressione sanguigna siano incredibilmente bassi. O per lo meno, bassi per una persona della su stazza; gliela misura e ri-misura per tre volte… dimenticandosi completamente della tumefazione violacea del morso velenoso del ragno (altrimenti, perché la Chiattona sarebbe andata lì?)

La Chiattona va dal medico per farsi prescrivere degli anti-depressivi; le viene invece prescritto di fare sport, essendo ovvio che sia la sua ciccia la causa della sua depressione. E ovviamente , i ciccioni non fanno sport, e restano ciccioni.

La Chiattona va dal medico per un controllo trimestrale di routine e il dottore le chiede – hai seriamente pensato alla chirurgia bariatrica?-

La Chiattona ne ha le scatole piene di avere sempre la stessa diagnosi: dimagrisci. E dal medico non ci va più.

La Chiattona si rivolge al mondo dicendo- guardate che non è per niente piacevole essere considerate solo delle palle di lardo – e il mondo le risponde- e tu smettila di essere una palla di lardo.-

La Chiattona vive in un mondo che preferirebbe farla a fettine, piuttosto che accettarla con i suoi chili in più. E al diavolo le conseguenze.

La Chiattona vive in un mondo di dottori laureati su Google e su Wikipedia, che si definiscono “preoccupati” per la sua salute. E al diavolo le conseguenze.

La Chiattona vive in un mondo in cui riesce ad amare ancora in qualche modo il suo grosso grasso corpo e il mondo le urla dietro – basta santificare l’obesità-

La Chiattona si rivolge al  mondo intero dicendo- sentite: se voglio dimagrire, quanto voglio dimagrire e quante volte ci abbia provato riguarda solo me. Perché per voi magro uguale sano.

E per la stessa ragione, la mia salute , che sia più o meno a rischio, è solo affar mio. Che vi piaccia o no. Merito rispetto, e merito di esistere così come sono. “Primo non nuocere” vale anche per me – E il mondo – Ah ah bella questa!

Partendo dal presupposto che nessuno vuole negare che l’obesità sia un problema,  e come tale va affrontato. Ma non come i “buoni samaritani” di cui sopra.

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Alzi la mano chi vede questa scena come “Familiare”.

Esatto, la mia mano è proprio la prima.

Ho convissuto per quasi un anno con un’infezione, che non si sapeva da dove fosse partita, per poi ritrovarmi col seder trasformato in un gigantesco puntaspilli.

Da cosa dipendeva l’infezione secondo i medici? Immagina…Puoi…

Cambia lo scenario: dieta ed esercizio fisico stavolta ci sono,  Nello stesso periodo, a causa della peggior delusione (chiamiamola col suo nome: mazzata) in campo professionale che io abbia mai avuto, ho un crollo nervoso, che richiede cure mediche. La diagnosi non cambia, nonostante io abbia fatto notare il cambio di rotta. Ma niente

Per non parlare di quelli che a malapena ti conoscono, ti fermano per strada e si sentono in diritto di dirti cosa devi fare. A quale titolo poi…

Si parlava di farmaci antidepressivi, a cui spesso si associa (o addirittura si sostituisce) la terapia psicologica, in casi di disturbi alimentari.

E in ogni caso: prima di ricorrere agli psicofarmaci, non sarebbe meglio fare un bel respiro, guardarsi intorno… e accertarsi che invece non si sia circondati da una massa di Str… ( sorry my French)?

TESTO INGLESE ORIGINALE

Rachel Wiley – “The Fat Joke” – Button Poetry

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“The old joke goes: patient walks into the doctor’s office, says: « Doctor, it hurts when I move my arm like this, what should I do?» and the doctor says « So don’t move your arm like that»

Now, Fat Girl walks into doctor’s office, says «Doctor, it hurts when I move my arm like this,’ and the doctor says, ‘Have you considered weight loss surgery?»

Fat Girl walks into the doctor office for a flu shot, and gets a lecture about BMI.

Fat Girl walks into the doctor’s office with an earache and was asked if she has ever eaten a salad.

Fat girl walks into the doctor’s office with a spider bite and the doctor obsessed her over how low her blood pressure is. Low for such a fat person anyway; insists on checking it three times before he’ll believe it, forgets completely about the mass of purple spider venom that brought her here to begin with .

“Fat Girl walks into the doctor’s to ask about anti-depressants and gets prescribed exercise instead. Because obviously her depression is because of her fat and obviously fat bodies don’t exercise and stay fat.”

Fat Girl walks into the doctor’s office for a standard 3 month follow up appointment and the doctor says «Have you considered that weight loss surgery instead?».

Fat Girl gets tired of constantly being diagnosed as fat. So Fat Girl stop walking into the doctor’s office.

Fat girl walks into the world and says «World, it hurts to exist like that » And the World says «So stop existing like that».

Fat girl walk through a world that would rather she slices herself open than to exist as she does, side effects be damned.

“Fat Girl walks into a world full of sidewalk doctors who claim to be concerned about her health, side effects be damned.

Fat Girl walks into the world and still somehow manages to love her fat body and the world says, ‘Stop glorifying obesity.’”

Fat Girl walks into the world and says «I do not owe you shrinking, you know, I do not owe you thinness, attempted thinness, or desired thinness. Because you assume thinness equals health.

For that matter, I do not owe you health, perceived or otherwise, to receive basic respect .I am deserving of care, and I am deserving to exist as I do. I am deserving of ‘first, no harm done».

And the world says, «That’s the best joke we’ve heard all day.»

Articolo di Caterina Argentieri

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LA RIVINCITA DI “DANCING MAN”

Ballare è nel nostro sangue. Una melodia, poche note, un tamburo che comincia a fremere e il nostro piede parte subito a picchiettare sul pavimento. Danzare soli nella propria stanza o in discoteca con intorno i propri amici può essere il momento migliore della settimana, dove sfogare ogni frustrazione di lavoro, famiglia e disavventure della quotidianità.
Fa stare bene.
La storia che vi racconto oggi è di qualche anno fa, ma tramite i social è pian piano riaffiorata e mi sono sentita di condividerla. Ha un messaggio forte, bello.
Sean O’Brien ballava.

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La musica riempiva le sue orecchie, i suoi occhi erano chiusi, trasportati insieme al suo corpo dal ritmo.

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Poi qualcuno lo ha fotografato. Qualcuno ha cominciato a ridere.
E si è fermato.
La musica continuava il suo spartito e lui ha chinato il capo. Imbarazzato.

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Qualcuno ha cominciato a ridere di lui, e il mondo ha perso il suo ritmo. Perché i suoi chili in più indicavano per loro il divieto di ballare, di divertirsi, di stare bene.
Ed è una cosa che accade tante volte, rinchiudersi improvvisamente per uno sguardo di scherno, per un’occhiata quasi disgustata, per un sorriso cattivo. Toglie la voglia di essere orgogliosi di se stessi, la forza di una fierezza che impiega anni e anni a costruirsi.
Fa male.
Sean O’Brien ha trovato degli alleati.
Soprannominato “Dancing Man”, dopo la pubblicazione da parte dei suoi bulli delle sue foto, si è ritrovato una vera e propria squadra di supporto alla sua ricerca. Un hashtag spopolava sul web, #findDancingMan e con la forza di internet, è stato trovato.
Il sostegno ad un uomo che non stava facendo altro che divertirsi è arrivato da ogni parte del globo, da star internazionali come Ellie Goulding, Meghan Trainor e Pharrell Williams e da scrittrici di fama come Cassandra Fairbanks.

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Un gruppo di donne californiane, 1727 per l’esattezza, ha speso parole dolcissime per lui e poi, beh, lo ha invitato a ballare.
Vorremmo vederti ballare libero, e se ci vorrai, ci piacerebbe ballare con te” .
Una festa in suo onore, con un dj niente male, Moby, da subito corso in favore dell’uomo danzante.

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Mille persone a ballare intorno a lui, sorridente e a suo agio.
O’Brien, che ha vissuto attimi speciali attorniato da tutto l’amore che ha meritato, ha rivelato “Sono sempre stato fiero di me stesso, mi è sempre piaciuto ballare. Solo che alle volte le persone decidono di prenderti in giro. Meglio ignorarle, che tentare di farle tacere”.
Nessuno dovrebbe vergognarsi del proprio divertimento, del proprio ballare, della propria felicità.
A 20 o a 200 chili, a 10 o a 100 anni, a due gambe o in sedia rotelle.
Se c’è musica, anche solo nella vostra testa, e avete voglia di ballare, ballate.
Chissenefrega se ci sarà chi indicherà i vostri rotolini, il vostro vestito strano, i vostri capelli ,la vostra cellulite, il vostro trucco o le vostre maniglie dell’amore. Che si girino dall’altra parte, o che siano invidiosi del fatto che siete più bravi di loro in qualcosa. Anche solo a essere felici e noncuranti di tutto il vento negativo di rabbia e insoddisfazione.
Nessuno deve impedirvi di ballare, cantare, correre, muovervi e fare quel diavolo che vi pare.
Nessuno deve impedirvi di stare bene.

Mariangela Diana

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“Mariangela, 25 anni per poco. Aspirante attrice, scrittrice, fotografa, commerciale estero. Troppe strade, troppo indecisa. Per ora sta a galla, e aspira semplicemente alla libertà.”

Seguite Mariangela sul suo blog

SEI PERSONALITA’ IN CERCA D’AUTORE

La sua intervista #MyCurvyPride

 

 

 

C’é CURVY PRIDE a Febbraio!

 C’è CURVY PRIDE a Febbraio sul Calendario Beautiful Curvy 2016!

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Ringraziamo Barbara Christmann per avere portato il CURVY PRIDE sulle pagine del suo Calendario, un progetto molto ambizioso giunto alla sua quarta edizione che vuole sottolineare l’unicità della donna nella pluralità dei modelli di bellezza che esprimono la sua essenza. Un’iniziativa che sostiene un concetto di benessere legato alla capacità di stare bene nel proprio corpo, in salute, sollevando chiunque dal senso di inadeguatezza e frustrazione che nasce spesso dal confronto con il canone estetico prediletto e imposto dalle Case di Moda: la magrezza a tutti i costi.

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Sfilare davanti all’obiettivo del fotografo di moda Stefano Bidini è stato divertente ed entusiasmante.

Sul set del Calendario è avvenuto qualcosa di Magico!

L’incantesimo lo ha fatto la Maglietta Curvy Pride, che ha il potere di infondere allegria, sicurezza, voglia di vivere. E’ il simbolo del voler essere se stesse, di provare a vivere senza la preoccupazioni di stereotipi o giudizi preconcetti.

La vedete anche voi la MAGIA di queste foto?

Per celebrare questa speciale occasione, a Febbraio sul blog CURVY PRIDE inaugureremo una nuova rubrica che si chiamerà “MyCurvyPride”.

L’obiettivo è dare visibilità a chiunque (donna o uomo che sia) abbia voglia di mettersi in gioco, divertirsi o, semplicemente, esprimere la propria idea di “Curvy Pride”!

Contattateci su curvypride@gmail.com oppure su facebook.

… Buon mese di Febbraio 2016!!!

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Curvy Revolution: istruzioni per l’uso // The curvy guide for beginners

L’emozione per il Curvy Pride cresce! In molti ci scrivono per chiederci se anche gli uomini possono partecipare al Curvy Pride (sì!), altri supportano la nostra causa pur non essendo plus size (e noi li amiamo anche per questo) e la nostra pagina Facebook cresce ogni giorno di più. // We are so excited for 2014 Curvy Pride! So many fans ask if even men can participate (of course, yes!), others support our cause even if they are not plus size (and we love them so much!) and every day we have more fans on Facebook!

Alcuni dei nostri fan hanno già sentito parlare della curvy revolution, ma quanti di voi sono dei novelli del mondo curvy? Per tutti voi, abbiamo pensato di scrivere una piccola guida per approfondire i vari aspetti della rivoluzione più morbida che ci sia! // Some of you may already know everything about curvy revolution, but some others may be moving their first steps in this soft world. For all of you who know nothing about the curvy world, we thought to a special curvy guide!

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Ad esempio, sapete cosa significa “curvy”? Oltre ad indicare una persona procace e formosa, la parola curvy viene usata nella moda per indicare “qualsiasi donna si senta a proprio agio con la forma del proprio corpo” (Vogue). Molti sostengono che venga usata per nascondere l’offensivo “grassa”, termine decisamente inappropriato per le connotazioni negative che ha assunto negli ultimi anni. È un fatto, però, che la moda stia aprendo le passerelle alle donne oltre la 42 anche grazie alla definizione del curvy e alla creazione di linee che esaltano le forme plus size. // For example: do you know what “curvy” means? Curvy is used in fashion to indicate “every woman who feels in harmony with her body” (Vogue). Many people think “curvy” is the new politically correct “fat”, that is inappropriate and has a negative connotation. But fashion has open runways to women over size 12 even thanks to the definition of curvy and new plus size brand, and that’s a fatc.  

Grazie al movimento curvy, molte donne hanno scoperto di poter amare il proprio corpo indipendente dal peso, dalla forma o dalla taglia. Tante hanno aperto blog dedicati alla moda plus size, all’estero come in Italia, e molte si attivano per aiutare ragazzi e ragazze che soffrono di disturbi alimentari o sono vittime di bullismo perché sovrappeso. // Thanks to curvy revolution, now many women love their body with all their flaws, write curvy fashion blog, abroad as in Italy, and help girls and boys who suffer eating disorder or are victim of bulism

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Negli ultimi anni, sono nate moltissime definizioni più specifiche: con “inbetweenies” si indicano le donne dalla taglia 40 alla 48, c’è chi sostiene che “plus size” debba indicare solo le taglie dalla 48 in su e in molte prendono le distanze dalla concezione corrente che curvy sia attribuibile a donne dalla 42 in su. // During the last year, many definition showed up: talking about “inbetweenies” you can reffer to 12 – 20 size women, someone say “plus size” should only indicate women from 20 and over, and many others don’t agree with the definition of curvy from size 12 and over.

E noi? Che significato diamo a curvy? Che siate inbetweenies, plus size o slim, vi invitiamo a condividere la definizione di  Curvy, Foodie, Hungry: “curvy non è un invito ad essere grassi, ma un invito ad essere unici, sani, diversi, se stessi […] è un modo di essere, non solo di apparire”. // What about us? You can feel as inbetweenies, plus size or slim, but we invite you to share the Curvy, Foodie, Hungry meaning: “curvy is not an invite to become fat, but to be unique, healty, different and yourself. […] It’s a way to be, not only to appear.”

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Il Curvy Pride è dedicato a tutte le persone che sono fiere del proprio corpo, anche se non rispetta i canoni prestabiliti dalla società. È l’invito ad amare la propria diversità e sentirsi bellissimi proprio perché unici! Vi aspettiamo a Bologna l’8 novembre con tutte le vostre curve! // Curvy Pride is dedicated to all the people who feel proud of their body, even if is not perfect in the way mass media would. It’s an invitation to love our flaws and feel beautiful because of it! We’re waiting for you in Bologna the 8th of November with all your curves!!