Categoria: Interviste // Interviews

BEATRICE BETTONI – MODELLA PER #DECIDOIO TAMPAX

Beatrice Bettoni è la splendida ragazza di cui ci siamo tutti innamorati ammirandola nella pubblicità #decidoio di Tampax. Ma oltre alla bellezza c’è di più: concreta, solare, affatto superficiale, piena di voglia di VIVERE. Di quelle persone che ti riempiono il cuore. Grazie Bea!

Chi è Beatrice Bettoni?
Beatrice, Bea per gli amici, è una ragazza di 22 anni, solare, semplice e molto positiva. Studentessa di Relazioni Pubbliche a Milano, modella curvy e nel tempo libero pittrice. 

Sei stata scelta come co-protagonista dello spot #decidoio di Tampax? Raccontaci l’emozione iniziale.

Ero felicissima, non ci credevo! Andare a Roma per girare una pubblicità è stato un sogno diventato realtà. Quando ero più piccola il mio film preferito era “Lizzie McGuire – Da liceale a popstar”, avventura di una ragazza comune in vacanza a Roma diventata popstar per caso. Mi sono sentita un po’ lei quando mi han detto che avrei girato lo spot di Tampax! Sono sempre molto felice quando mi scelgono per un lavoro ma questa volta è stato speciale. 

#decidoio Tampax – un spot che ha un profondo messaggio socio-motivazionale. Cosa stai provando a essere diventata un esempio per milioni di donne, soprattutto per tantissime adolescenti?

E’ un’emozione grandissima, inaspettata!! Tantissime ragazze mi hanno scritto sui social bellissimi messaggi pieni d’amore. Alcune ragazze mi hanno addirittura fermato per strada (non scherzo) per complimentarsi con me. Mi sento bene e fiera di me stessa per dove sono arrivata e mi riempie il cuore di gioia sapere che posso aiutare molte ragazze che non hanno la mia stessa sicurezza! Non l’avrei mai pensato che da ragazzina insicura ed impacciata sarei diventata un esempio da seguire.

“Nella vita di una donna ci sono tanti ostacoli. Ma nessuno di questi è un motivo per fermarsi…” condividi questo slogan? Quanto è affine alla tua filosofia di vita?

Condivido a pieno! Nella vita di tutti ci sono tanti ostacoli ma delle volte sono ostacoli irreali, ostacoli superficiali creati da noi stessi. Quando mi trovo davanti ad un ipotetico ostacolo la prima cosa che faccio è esaminarlo e domandarmi se davvero è da considerarlo tale. Facendo una lista delle priorità, delle cose davvero importanti e magari difficili della nostra vita, la metà degli ostali svanisce, si annulla. Spogliarsi in spiaggia davanti ad altre persone se si è insicuri può essere difficile ma quando troviamo un po’ coraggio ci mettiamo meno di un minuto a metterci in costume. Secondo voi i veri ostacoli della vita si possono risolvere in meno di un minuto? 

Quanto è importante sognare?

Sognare è importante ma Fare lo è di più! Secondo me esistono due tipi di sognatori: Il sognatore da divano, ovvero chi passa le giornate sul divano e fantastica sulla propria vita, e I sognatori in movimento ovvero chi sogna ma nel mentre fa tantissime cose e non si ferma mai. Secondo me è molto importante sognare ma fare “cose” allo stesso tempo per avvicinarsi a realizzare i propri sogni. 

“Bea modella” quando è nato il sogno e come sei riuscita a realizzarlo?

E’ un sogno nato un po’ per caso.. Era l’estate dei miei 18 anni e lavoravo come promoter al mare. La mia migliore amica mi ha parlato dell’esistenza delle modelle curvy insistendo che io sarei stata perfetta perché molto fotogenica e dovevo assolutamente provare. Appena tornata a casa tra insicurezze e timidezza ho mandato la candidatura alla mia attuale agenzia senza dire niente a nessuno (non ci credevo per niente). Mi hanno contattato e ho fatto il mio primo casting, mi ricordo che ero emozionantissima. Dopo poche settimane mi hanno chiamato e.. ero stata presa!! 

Molte ragazze vorrebbero entrare nel mondo delle “modelle”, quali consigli daresti loro o vorresti fossero stati dati a te qualche anno fa?

Prima di entrare nel mondo delle “modelle” bisogna capire che fare la modella è un lavoro, un lavoro a tutti gli effetti. Un lavoro stimolante, divertente, “figo” ma pur sempre un lavoro. Come tutti i lavori bisogna avere i requisisti obbligatori ed essere portati. Le agenzie di moda non valutano soltanto la bellezza ma molte altre caratteristiche. Per chi vuole diventare modella la scelta migliore è affidarsi ad un’ agenzia. Consiglio: no timidezza e siate al 100% voi stesse! 

Bea cosa si aspetta nel suo futuro? 

Per il mio futuro ho grandi aspettative, sto studiando e lavorando sodo per realizzare i miei progetti. Essendo giovane mi focalizzato sul futuro “vicino” quindi per ora la Laurea è uno dei miei punti principali. Fortunatamente ho una vita imprevedibile e sicuramente lo saranno anche gli anni avvenire! 

Un messaggio per tutte le amiche di Curvy Pride?

Sto cercando di trasmettere il più possibile il messaggio che nella nostra vita dobbiamo creare storie, ricordi, esperienze. Il tempo che perdiamo purtroppo non ce lo ridà nessuno. Ripeto sempre che quando avrò un figlio vorrò raccontargli di come la sua mamma ha girato il mondo, di come aveva la valigia sempre pronta tra un aereo e l’altro, di come si è divertita con gli amici. Gli racconterò tutte le mie avventure folli e di tutte le persone che ho conosciuto, vorrò farlo sognare ad occhi aperti. A lui, di certo, non gliene fregherà nulla se ero una taglia 40 o 46, se ero bassa o alta, o se avevo la cellulite. Dobbiamo imparare a focalizzarci sulle cose davvero importanti!

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CASTING – Intervista a Barbara Christmann di BeautifulCurvy

E’ nuovamente possibile candidarsi per far parte del progetto “Calendario BeautifulCurvy” qui.  I requisiti per provare a far parte dell’ottava edizione di questo bellissimo progetto di valorizzazione delle curve femminili sono avere età compresa tra i 18 e i 38 anni, portate una taglia dalla 44 in su, proporzionate, un altezza minima di 1.65m e con una storia da raccontare. Per candidarsi è opportuno inviare un’email a barbie.christmann@gmail.com entro il 13/07/2019 allegando una foto del viso e una del corpo intero (non nudo) e vostro cellulare. Il casting avverrà il 20 luglio a Milano, e non sono previste altre date, salvo in cui la redattrice di moda Barbara Christman non trovi le ragazze giuste, pertanto vi consiglio di non prendere appuntamenti per questa data! E siate simpatiche e positive, scherzate con voi stesse!

“Il progetto del calendario è rivolto ad aiutare le ragazze a sentirsi bene e a trasmettere messaggi positivi ad altre ragazze per amarsi e accettarsi di più. Poi c’è chi vuole diventare una modella curvy e senz altro il calendario regala una grande visibilità visto xhe esce su giornali siti televisione e radio. La mia intenzione è di sensibilizzare le persone per fare capire che non esiste un solo canone di bellezza. Inoltre è importante mostrare che ci si può vestire fashion e senrirsi belle con qualche chilo in più.”

Delle edizioni passate ci sono ragazze che hanno poi avuto altre occasioni dopo il tuo calendario?

Ci sono alcune ragazze che hanno partecipato a Miss Italia come Paola Torrente che poi ha vinto il secondo posto”

Puoi svelarci qualche anteprima? o stai ancora progettando outfit e pose?

La parte creativa parte dopo la selezione delle ragazze e dipende anche dalla quantità di sponsor che partecipano. Non sono un azienda, ma una redattrice di moda che si dedica da molti anni a un settore preso poco in considerazione dalla moda e porta avanti un progetto in cui crede…

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Infine.. un messaggio per le amiche di Curvy Pride?

Un messaggio per le amiche del curvy pride.. Credete nei vostri sogni e impegnatevi a raggiungerli. La vera bellezza di una persona è un equilibrio tra anima e corpo che traspare dagli occhi.. Grazie


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

Intervista a Sposa CURVY – l’abito del “si… è quello giusto!”

Ho avuto modo di conoscere lo staff “Sposa Curvy” durante la serata del 6 Giugno a #Meraviglieapalazzo. Le donne che compongono il team mi sono sembrate subito gentili, disponibili e alla mano. Durante i preparativi mi sono permessa di scattare qualche scatto anche mentre Paola Torrente prova l’abito cucito su di lei a distanza. Le stava già bene nel backstage senza bisogno di modifiche.

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Che meraviglia pensare che è possibile trovare un atelier in cui andare sicure di sentirci come una principessa con l’abito del “si..è quello giusto!. Su matrimonio.com scrissi le mie disavventure e oggi se dovessi risposarmi di nuovo sono certa che mi affiderei a loro. La mia esperienza nel 2015 è stata demoralizzante avevo girato 4 posti in città diverse e provato tantissimi abiti di campionario di taglia nettamente inferiore alla mia ma poi finalmente ho trovato persone che mi hanno coccolato e fatto sentire a mio agio. E’ quello che consiglio ad ogni donna in cerca dell’abito che emoziona: un team capace di comprenderti e di realizzare un abito che calzi perfettamente nelle proprie misure.

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  • Perché scegliere sposa Curvy?

    Scegliere Sposa Curvy perché a differenza di altri brand che hanno abiti per qualunque tipologia di donna,  la nostra collezione è pensata esclusivamente per tutte le ragazze con delle misure fuori dai canoni standard dalla moda attuale. La collezione è creata sulle misure di ragazze reali e non su un manichino di plastica o addirittura modelle estremamente magre, al limite dell’anoressia.

  • Quali sono le attenzioni del brand sulle donne alla ricerca dell’abito da sogno?

    Attualmente una sposa dalle forme morbide che va in cerca dell’abito riscontra 3 grandi difficoltà:

    1) trovare la propria taglia da poter provare 

    2) scegliere l’abito cercando di immaginare l’effetto finale 

    3) correre il rischio che una volta indossato l’abito scelto non è come lo pensava addosso a lei. Questo è quello che ci dicono le spose quando vengono da noi e hanno già fatto altre prove in altri atelier. Noi siamo partite proprio da queste problematiche e abbiamo cercato la soluzione per risolverle. Il metodo “senza taglia” da sempre la possibilità alla sposa di provare la sua misura. Non bisogna ordinare l’abito e aspettare che arrivi completamente finito per vedere l’effetto finale. Molto spesso a ridosso del matrimonio la forma del corpo può cambiare, c’è chi dimagrisce e quando si perdono 7/8 cm cambia anche la taglia, se si sceglie un abito pronto viene adattato alla sposa, invece l’abito senza taglia è costruito per sostenere le forme della ragazza, modificando fino all’ultimo minuto

  • Quali sono gli errori più comuni che un atelier per spose può fare?

    Solitamente gli atelier ordinano i vestiti di prova in taglia 44, qualche modello 46 e oltre questa misura c’è ben poco, quasi sempre tengono in magazzino una decina di modelli che sono sempre gli stessi di anno in anno se non vengono venduti. Un abito da sposa che è stato creato su un fisico longilineo senza forme, non ha la struttura adatta a sostenere e valorizzare le forme di una ragazza che ad esempio può avere tanto seno e ha la necessità di indossare il reggiseno adatto oppure una sposa che vuole coprire le braccia troverà soluzioni adattate piuttosto che una manica o un dettaglio che sia armonioso con tutto l’abito.

  • L’abito sartoriale, ovvero l’abito cucito sulle forme delle donne è scelta migliore?

    Non sempre è la scelta migliore, di solito la scelta dell’abito viene fatta intorno ai 6 mesi prima del matrimonio, se la sposa riesce a trovare un modello che le calza alla perfezione ed è sicura che il suo corpo non subirà cambiamenti può tranquillamente affidarsi ad un atelier qualunque.

  • Noi donne, nel giorno dei nostro matrimonio vogliamo sentirci uniche, adeguate, apprezzate, addirittura modella per la vita, è possibile?

    Ci sono ragazze che hanno già un fisico da modella si sentono belle e per loro la scelta è infinita, tanto che spesso non sanno più cosa vogliono, perdono la loro vera identità, perché devono essere come gli altri si aspettano. Una ragazza Curvy invece è abituata ad accontentarsi di quello che trova e non ha la consapevolezza di quanto potrebbe essere bella con un abito creato rispettando le proprie forme e proporzioni, per sentirsi uniche è necessario tirare fuori la nostra vera identità, non serve imitare ideali di donne finte ritoccate da bisturi e photoshop. Quando sei te stessa ti senti adeguata a qualsiasi situazione, a maggior ragione è necessario sentirsi bene con l’abito da sposa perché il giorno del matrimonio sarai inevitabilmente al centro dell’attenzione. Quando una donna è sicura di sé non ha bisogno di sentirsi apprezzata dagli altri, il primo passo è piacere a noi stesse, non ci aspettiamo di ricevere apprezzamenti, dobbiamo essere noi le prime ad amarci e accettare come siamo con tutti i nostri pregi e difetti, indipendentemente dalla taglia che indossiamo.  E’ possibile  sentirsi modelle per la vita facendo dei piccoli cambiamenti per sentirci meglio. Perché solo prima del matrimonio ci concediamo il lusso di sentirci coccolate, parlo di estetista parrucchiere, un  intimo giusto che sostiene e modella,  l’abbigliamento il trucco, possiamo prenderci cura ogni giorno di noi stesse, per sentirci più belle e più sicure. L’autostima quando la acquisisci  ti accompagna sempre non solo il giorno del matrimonio.

E’ possibile trovare la guida per scegliere l’abito a questo link: www.sposacurvy.it 

Il sito web:www.sposacurvy.com

Il gruppo facebook “Ragazze senza taglia”

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Grazie Ragazze!!!!


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

Intervista a Miss Daniela Mazzaferro

A #meraviglieapalazzo ho avuto il piacere di conoscere Daniela, esuberante ragazza allegra che mi ha subito accolto in un abbraccio di simpatia. Le abbiamo chiesto di aprirsi per Curvy Pride e qui postiamo le sue parole. E’ meraviglioso vedere che una miss la puoi diventare indipendentemente dalla taglia che porti, e lei ne è l’esempio. Nel ringraziarla le auguriamo nuovamente davvero il meglio!

Il 6 Giugno, mi stavi parlando del tuo percorso da “miss”, ti andrebbe di Raccontarmi le tappe più importanti?

Nasco come “MISS” nel 2009 con il concorso di Miss Italia. Ai tempi erano 3 puntate in diretta su RAI 1!… Erano le tanto attese puntatone di bellezza che rispecchiavano il canone di bellezza perfetta, ovvero quella magrolina della porta accanto! 64252770_690414358068519_6790608878573715456_nEd ero magrolina anch’io! Però gli anni passano, i 18 anni se ne vanno e il corpo inizia ad avere esperienze e fame di vita in spalla. Mi laureo, scelgo un mestiere stupendo che indosso ancora oggi con tanto onore, sono un’infermiera! Nel frattempo però non ho mai dimenticato la mia passione: fare tv, sfilare, poter parlare davanti al pubblico, così nel 2017 grazie all’entrata delle Curvy nel mondo di miss Italia decido, con i miei kg ed anni in più, di rimettermi in gioco! In quell’anno stavano cercando la nuova Miss Normal Size, ovvero una ragazza che rappresentasse la bellezza femminile italiana che stava evolvendo dallo stereotipo magrolino, non una curvy come intendono gli americani ma una ragazza dalla taglia normale! Un titolo voluto fortemente dalla signora Mirigliani proprio per abbattere la discriminazione delle taglie in un contesto di concorso di bellezza onnipotente come solo Miss Italia può essere.
Nel 2017 arrivai tra le 30 finaliste e vinsi il titolo, aggiudicandomi un anno come testimonial per i vari salotti televisivi e manifesti, purtroppo come tutte le cose belle, presto finiscono, l’anno successivo il titolo venne tolto dal concorso e
64283443_670069783433698_8486904103299973120_nla categoria normal size o curvy di qualche anno prima non ci fu più…

Non mi sono mai arresa perché guardavo spesso il programma tv Detto Fatto, e notavo la bellezza di Elisa D’Ospina e la sua bravura nell’elogiare donne che credono in loro stesse e vogliono trovare un posto nel mondo della moda. Questo contest si chiama Top Model Curvy, Partecipai al casting del contest Top Model Curvy nel 2019 rientrai tra le finaliste aggiudicandomi il titolo vincitore. Sono la nuova Top Model Curvy del programma Detto Fatto ma sopratutto del contest ideato da Elisa D’Ospina, porto con orgoglio questo titolo e tutta l’esperienza di crescita che Elisa insieme alla sua squadra di magnifiche donne mi ha donato!

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Cosa diresti alla Mazzaferro di 10 anni fa?

Oggi alla Mazzaferro di 10 anni fa direi che ha fatto bene a fare alcuni errori ed a intraprendere determinati percorsi perché l’ha portata ad essere quella che è oggi, una donna sicura di sé, del suo corpo e delle sue emozioni. Sono determinata, sorridente sempre ma molto determinata, e non dimentico mai di dirlo, il tutto accompagnato da una buona dose di umiltà”.

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Hai un sorriso travolgente, starti vicino mette allegria, è sicuramente il modo migliore per affrontare La Vita, quali consigli daresti alle donne che ancora combattono col proprio corpo?

Consigliare alle donne di oggi è una grande responsabilità che non voglio prendermi, però posso dire che la fuori c’è un mondo grande grandissimo ricco di opportunità e per raccogliere queste opportunità la prima regola è sentirsi bene con se stesse, come?… Iniziamo da un sorriso davanti allo specchio! Iniziamo a seguire noi stesse senza farci dei falsi miti….. Perché ognuna di noi deve essere il mito di noi stesse,ogni donna unica“.

Vi salutiamo con selfie Sorridente rubato dal backstage! Ragazze, donne, SORRIDETE SEMPRE!

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Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

QUATTRO CHIACCHIERE CON… FABIO DE NUNZIO (“IL BUON FABIO”)

Fabio De Nunzio, già inviato di “Striscia la Notizia“, è dalla parte degli obesi, persone che vivono quotidianamente sulla propria pelle il bullismo ponderale e la discriminazione, scontrandosi con impensabili barriere architettoniche.

In libreria il suo ultimo libro “Sotto il segno della Bilancia (3)” con la speranza che si diffonda una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Lo ha intervistato per Curvy Pride la nostra Caterina Argentieri.

Questa è la terza edizione de “Sotto il segno della Bilancia (3)”. Cosa l’ha portata a scrivere questo libro? Nei sei anni trascorsi dalla prima pubblicazione cosa le sembra che sia cambiato? Questo libro, che è stato scritto a quattro mani insieme a Vittorio Graziosi, è stato voluto soprattutto dalla gente, dalle persone che incontravo per strada, da associazioni di categoria che mi chiamavano, dicendomi ogni volta: “Fabio, ma per noi non si fa niente, non si parla delle nostre problematiche, delle barriere architettoniche che noi sopportiamo, delle discriminazioni, delle forme di bullismo”. E secondo me sono in tanti a viverle ogni giorno, considerato che in Italia c’è una popolazione di circa sei  milioni di persone obese. Un numero spaventoso! Il 36% dei bambini o è obeso o è in sovrappeso. Cifre allarmanti! Se non si comincia realmente a fare qualcosa, nel giro di pochi anni ci potremmo ritrovare una popolazione di persone obese, con tutto ciò che ne consegue, e senza delle linee guida appropriate. E quindi, stimolato da varie persone, io e Vittorio Grazioli abbiamo buttato giù un primo testo, la prima edizione, che è andata esaurita in breve tempo. Così abbiamo scritto la seconda edizione. Ci tengo a sottolineare che questo è un “libro aperto”: ogni volta si aggiungono degli elementi nuovi perché,  girando in Italia, hai sempre delle storie che ti possono raccontare, o di denunce che si vogliono fare, e tu le raccogli all’interno del libro. E così si arriva alla terza edizione. Il libro ha inoltre ottenuto dei riconoscimenti in tutta Italia: 3 premi letterari e, grazie al libro, sono stato nominato ad Assisi di “Cavaliere della pace”.

Volendo poi fare un bilancio, lo ritengo positivo perché,  grazie alle decine e centinaia di interviste fatte in Italia, sono stato tra i primi che ha posto l’attenzione sull’obesità e sulle problematiche ad esso connesse presso varie emittenti locali, per poi esporle anche in emittenti nazionali: tra questi vorrei citare Il Caffè di RaiUno, che sta ospitando e diffondendo una serie di video da me realizzati, e anche lo stesso Marco Liorni e il programma da lui condotto, ItaliaSi (sempre su Rai Uno), dove abbiamo anche parlato di obesità e di tutto ciò che ruota intorno ad esso. Ritengo che questo bilancio sia positivo anche per altri motivi: perché se ne parla, si pone l’accento e l’attenzione su questo problema, si organizzano dibattiti ed eventi pubblici, partendo dalla presentazione del libro, e se ne discute insieme ai Sindaci, ai Presidenti delle Regioni, agli assessori che presenziano e intervengono: tutto questo non può quindi che finire sotto il segno della positività. La strada da fare è ancora lunga, anche perché fino a poco fa ho fatto questo lavoro prevalentemente in solitaria. Ma un po’ alla volta ho trovato persone che mi hanno aiutato, tra cui Curvy Pride, e sono certo che i risultati saranno ancora più efficaci e pervasivi.

Nel libro racconta vari episodi, anche di velate discriminazioni in ambito lavorativo. A lei è mai successo? Per quanto riguarda me, in ambito lavorativo fortunatamente no, al contrario di tante altre persone che io conosco, che invece sono state discriminate o addirittura [per dire] sono state scelte persone “magre”, invece di persone che hanno dei chili in più, per tutta una serie di motivi: perché sembrano più veloci, o sembrano più attivi,  anche in ambito impiegatizio, per attività per lo più sedentarie, ove non capisco in cosa tale “velocità” venga richiesta. Molte altre volte invece succede che venga scelta  “la bella presenza” a scapito delle competenze, quindi la ragazza o il ragazzo deve essere magro, bello e muscoloso e attraente. E  se mi è concesso, seducente pure. Non prevale la meritocrazia, ma la bellezza, e questo è inammissibile. Ovviamente spero e auspico un’inversione di tendenza in tal senso. Faccio un esempio: pensiamo alle varie commesse nei negozi. Nella mia vita non ho trovato mai una commessa con dei chili in più, ma ragazze molto belle, che spesso non sfigurerebbero sulle più blasonate passerelle.

Ma spesso mi domando: ma tutte quelle ragazze che hanno bisogno di lavorare, cosa dovrebbero fare? Dimagrire e/o andando in centri estetici per potersi rifare, “rigenerare”? Tra una ragazza magra e una che ha dei chili in più, a parità di competenze, viene scelta quella più magra (e ritenuta più bella). Sicuramente ci saranno anche dei negozi con commesse con dei chili in più, ma rappresentano un’esigua minoranza. È un problema serio, perché tanta gente che ha dei chili in più non lavora proprio perché non gli si dà la possibilità di lavorare per il fatto del “problema” dei chili.

Sempre rimanendo in ambito lavorativo: dall’alto della sua esperienza , che consigli darebbe a un* ragazz* “diversamente magr*” che volesse seguire le sue orme? Come dico a tutti, se uno ha un obiettivo, bisogna lavorarci, bisogna saltare tutti i vari ostacoli , e puntare diritti alla meta. Dimagrire indubbiamente fa bene a tutti , ma l’adipe non deve essere un alibi per giustificare le proprie sconfitte: bisogna sempre tentare, in qualsiasi condizione, e se hai un obiettivo in testa, lavorarci, lavorarci, lavorarci, studiare e arrivarci.

Una categoria con cui spesso gli obesi non hanno un buon rapporto sono i medici. In qualità di “Cavaliere  della pace” che “messaggio di pace” invierebbe loro? A volte accade, è accaduto anche me da piccolo e avevo già dei chili in più: avevo il terrore di andare dal pediatra perché, ogni volta che andavo, salivo sulla bilancia e lui mi guardava sempre con quella faccina “eh eh eh… ma devi dimagrire, devi dimagrire devi dimagrire”. Quando dici queste cose ad un bambino, ma anche ad un adulto, spesso non si riesce ad ottenere l’effetto voluto. L’obeso spesso è una persona provata: è provata dagli insulti, dalle prese in giro, dai suoi chili in più, dalla sua fatica, dalla sua forma di pesantezza. Sarebbe “cosa buona e giusta” prestare attenzione alle parole e al come si parla ad un obeso: spesso e volentieri la causa del problema, del suo atteggiamento malato col cibo risiede proprio nella sua testa. Per onestà va anche detto che quello del medico non è un compito e un lavoro facile, ma un approccio strutturato in maniera più “amichevole” potrebbe essere di giovamento: a ben poco serve il terrorismo psicologico dato dalla litania delle malattie a cui può andare incontro. Avete mai visto un fumatore smettere di fumare solo perché sul pacchetto sta scritto “Nuoce gravemente alla salute”? Come detto, al medico sta la tutela della mostra salute. Ma non guasterebbe ricordarsi che le persone hanno anche una testa, e pensare anche al particolare momento della loro vita che stanno vivendo.

Il mondo della moda sembra essersi finalmente accorto che esistono le Curvy e le Plus Size. Secondo lei è una vera attenzione ad un problema o solo business? Ma no! È una questione di business sicuramente! Se pensiamo per un attimo che solo in Italia ci sono oltre sei milioni di persone obese e milioni di persone in sovrappeso è normale che si venga a creare una forma di business, è normalissimo che sia così. Sono anche aumentati i negozi che arrivano a vestire fino alla taglia 84. Certo, saranno più facili da trovare nelle grandi città… Ricordo, ad esempio, quando ero più piccolo dovevo spostarmi, spesso arrivando anche fino a Roma per potermi vestire adeguatamente. Oggi invece i negozi che vestono oltre le taglie standard sono aumentati, sia da uomo che da donna, anche perché ne è aumentata la richiesta. Vent’anni fa la percentuale di persone sovrappeso e di obesi presenti in Italia era molto più esigua.

Facciamo un gioco: Pubblicità Progresso la sceglie per creare una campagna di sensibilizzazione. Come la progetterebbe? Su cosa focalizzerebbe la sua attenzione? Io porrei l’attenzione sulle scuole. Farei una campagna nazionale per eliminare da tutte le scuole d’Italia i distributori di merendine, patatine e bevande gassate, e li sostituirei con  distributori di frutta, verdura, yogurt e acqua naturale . Bisogna iniziare dalle scuole se vogliamo insegnare ai ragazzi come tutelare la propria salute, e contribuire a ridurre le cifre da record di cui parlavo.

Grazie a Fabio De Nunzio per la sua disponibilità e per suo impegno a diffondere una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

 

CURVY PRIDE WALK&JOY – CARLA FILIPPUCCI: UN’ESPLOSIONE DI ADRENALINA E PROFESSIONALITA’

Carla Filippucci è una delle ideatrici di CURVY PRIDE WALK&JOY, insieme alle trainer Katia Aglietti e Debora Gismondi e all’Associazione Curvy Pride.

Una professionista vecchio stampo, che ama il suo lavoro svolgendolo con sensibilità, determinazione e uno splendido sorriso.

Ecco a voi Carla!

 

Chi è Carla? Carla è una donna sportiva fin dalla tenera età… ormai superata da più di 50 anni! Ama la vita all’aria aperta e gli sport che si possono praticare in mezzo alla natura… e tutti gli animali!

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Come nasce la tua passione per il fitness? La mia passione per lo sport la devo a mio padre che mi ha trasmesso la sua e ha permesso che potessi coltivare la mia. A questo si è aggiunto il mio amore per tutto ciò che è movimento a ritmo di musica, ballo ecc… ed il gioco è fatto!

Quale è la tua disciplina preferita? Ho praticato un po’ di tutto dall’atletica alla ginnastica artistica (… e il primo amore non si scorda mai!), ma qualsiasi disciplina con la musica trovo che sia più godibile, quindi adoro il fitness musicale e la danza.

Come è nata l’idea di Curvy Pride Walk & Joy? È nata dall’idea di poter coinvolgere in un progetto di welness tutte quelle persone che per atteggiamenti sbagliati o per pessimi stereotipi non si sentono a loro agio in una palestra.

Chi può partecipare a Curvy Pride Walk & Joy? Tutti quelli che hanno voglia di rimettersi in moto per ritrovare energia e gioia e per condividere esperienze positive.

Perché bisogna fare sport?…perché… se non hai fretta di invecchiare… devi muoverti!! Lo sport è terapeutico, attraverso il movimento si mette in circolo adrenalina e gli ormoni della felicità!

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Tre consigli da seguire giornalmente?… beh, a parte i soliti ( bere, dormire, mangiare ben, ecc.), di solito ai miei allievi consiglio almeno una volta al giorno di ridere di gusto, ballare anche da soli in casa e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Oltre allo sport quali sono le tue passioni? Mi piace viaggiare e appena posso… PARTO! Mi piace leggere e, alle volte, un buon libro è come un bel viaggio!! Sono appassionata a tutte le forme di bricolage, inteso come creare riutilizzare o riusare qualsiasi cosa mi venga in mente… non sempre con buoni risultati!

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Qual’e la tua particolarità? Fare una cosa e pensarne altre  100!

La frase che ripeti spesso a te stessa? Vedrai andrà tutto bene!

Un messaggio per le amiche di curvy pride? Da sole siamo invisibili insieme siamo invincibili! Nessuna deve restare indietro!

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“AMARE IL NOSTRO CORPO, ESSERNE GRATI ED ESSERNE PROUD”

Lorena Montanari è stata tra le primissime donne a diventare socia di Curvy Pride. Nella sua vita ha dovuto affrontare di momenti difficili, molto difficili.

L’abbiamo intervistata per farci raccontare il suo percorso.

Chi sei? Mi chiamo Lorena, ho 36 anni, siciliana d’origine e vivo a Torino. Sono una Linguista freelance, moglie innamoratissima e felice, appassionata di cucina naturale e salutare, mamma della mia dolcissima gattina Mandy. Mi trovate su instagram come @loryhealthycurvy

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è sentirsi orgogliosa della propria personalità, della propria femminilità, di chi siamo aldilà di ogni stereotipo collegabile alla taglia, al peso, alla nazionalità o alla religione. È il mondo in cui ogni donna può essere libera di esprimere se stessa ed amarsi, a qualsiasi età.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Certamente. Purtroppo è accaduto spesso fin da bambina, e non solo per il peso corporeo, ma anche per il colore dei miei capelli o dei miei occhi.

Come hai reagito? Ho sofferto moltissimo, poiché non avevo autostima di me stessa ed ero io in primis a sentirmi inadeguata esteticamente e socialmente. Ho anche sviluppato il binge eating disorder (un disturbo alimentare che ti conduce a mangiare compulsivamente, e di conseguenza ad ingrassare, ma anche a dimagrire rendendo il tuo corpo un autentico yo-yo) che mi ha attanagliata fino all’anno scorso.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Dopo tantissimi tentativi andati in fumo, e dopo tante sofferenze fisiche e psicologiche, ho intrapreso un viaggio di purificazione interiore prima, mediante un percorso di psicoterapia due anni fa. E all’inizio del 2018 mi sono sentita pronta a rifiorire anche fisicamente, adottando un’alimentazione più consapevole e associando crossfit, un’attività fisica che ha origini in USA e che pian piano sta prendendo piede in Italia. Mi sono detta: “Per cambiare davvero, devi fare qualcosa che non hai mai fatto e così ho stravolto in positivo ogni mia abitudine alimentare e non, e ciò mi ha condotta ad un meraviglioso equilibrio mente e corpo. Ed ho anche sconfitto il binge eating. Sono molto felice e fiera di quanto compiuto negli ultimi due anni e mi sento una persona migliore sotto tutti gli aspetti e mi voglio veramente tanto bene. Ho anche imparato a ringraziare me stessa e a perdonarmi.

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Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Un tempo credevo che la bellezza fosse alla base di tutto. Avevo una visione molto distorta che, ahimé, proiettavo su me stessa in maniera molto severa, aggressiva. Non avevo pace. Oggi ho elaborato il seguente concetto di bellezza, che applico in primis su me stessa: “La Bellezza è guardarsi ogni giorno allo specchio, sorridersi e sorridere alla vita, e scoprire che si è veramente belli quando ci si sente felici e riusciamo a trasmetterlo agli altri”.

Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Il mondo è pieno di belle donne e uomini affascinanti, pur non essendo riconosciuti tali dalla società. Tra le figure femminili che apprezzo molto vi è quella dell’attrice Kate Winsle e della modella Ashley Graham: sono due donne molto affascinanti che non hanno mai ricorso alla chirurgia estetica o al foto-ritocco e trasmettono un messaggio di bellezza ed auto accettazione molto positivo e coinvolgente. Tra le figure maschili…. mi dispiace, per me mio marito è l’unico in tutto e per tutto.

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Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei che a molte persone, uomini e donne, potesse accadere quello che è successo a me: per una vita credi di non essere mai abbastanza, ti fai del male, lasci che te ne venga fatto, poi un giorno subisci come un’improvvisa epifania e decidi di dare una svolta, perdoni e coccoli la tua bambina interiore e vai avanti a mille, e raggiungi quella consapevolezza che ti conduce al cambiamento, al miglioramento ad amarti senza giudicarti, ma approvando te stessa senza più cercare l’approvazione altrui. Poiché l’approvazione di chi siamo dentro e fuori, deve provenire esclusivamente da noi stessi!

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Penso di avere delle belle gambe, dei fianchi pronunciati ma armoniosi. E delle belle spalle. Ma credo che i lineamenti del mio viso ed il mio sguardo accentuino maggiormente la mia figura, poiché sono dei tratti somatici non convenzionali, quasi lontani dall’occidentale e mi diverte molto essere scambiata spesso per una donna indiana, spagnola, araba o greca. E poi o che il mio sguardo è stato ciò che ha fatto innamorare a prima vista mio marito, e ciò mi fa sentire molto speciale.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Amare il nostro corpo ed amare la nostra essenza, esserne grati ed esserne proud, ovvero orgogliosi di chi si è e di come si è giunti a comprenderlo.

Una frase che ti rappresenta?Nessuno al di fuori di Te, può crederci più di Te“, Daniele Di Benedetti. È uno dei miei mantra preferiti, oltre ai celebri aforismi del grande Oscar Wilde.

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