Categoria: Interviste // Interviews

QUATTRO CHIACCHIERE CON… FABIO DE NUNZIO (“IL BUON FABIO”)

Fabio De Nunzio, già inviato di “Striscia la Notizia“, è dalla parte degli obesi, persone che vivono quotidianamente sulla propria pelle il bullismo ponderale e la discriminazione, scontrandosi con impensabili barriere architettoniche.

In libreria il suo ultimo libro “Sotto il segno della Bilancia (3)” con la speranza che si diffonda una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Lo ha intervistato per Curvy Pride la nostra Caterina Argentieri.

Questa è la terza edizione de “Sotto il segno della Bilancia (3)”. Cosa l’ha portata a scrivere questo libro? Nei sei anni trascorsi dalla prima pubblicazione cosa le sembra che sia cambiato? Questo libro, che è stato scritto a quattro mani insieme a Vittorio Graziosi, è stato voluto soprattutto dalla gente, dalle persone che incontravo per strada, da associazioni di categoria che mi chiamavano, dicendomi ogni volta: “Fabio, ma per noi non si fa niente, non si parla delle nostre problematiche, delle barriere architettoniche che noi sopportiamo, delle discriminazioni, delle forme di bullismo”. E secondo me sono in tanti a viverle ogni giorno, considerato che in Italia c’è una popolazione di circa sei  milioni di persone obese. Un numero spaventoso! Il 36% dei bambini o è obeso o è in sovrappeso. Cifre allarmanti! Se non si comincia realmente a fare qualcosa, nel giro di pochi anni ci potremmo ritrovare una popolazione di persone obese, con tutto ciò che ne consegue, e senza delle linee guida appropriate. E quindi, stimolato da varie persone, io e Vittorio Grazioli abbiamo buttato giù un primo testo, la prima edizione, che è andata esaurita in breve tempo. Così abbiamo scritto la seconda edizione. Ci tengo a sottolineare che questo è un “libro aperto”: ogni volta si aggiungono degli elementi nuovi perché,  girando in Italia, hai sempre delle storie che ti possono raccontare, o di denunce che si vogliono fare, e tu le raccogli all’interno del libro. E così si arriva alla terza edizione. Il libro ha inoltre ottenuto dei riconoscimenti in tutta Italia: 3 premi letterari e, grazie al libro, sono stato nominato ad Assisi di “Cavaliere della pace”.

Volendo poi fare un bilancio, lo ritengo positivo perché,  grazie alle decine e centinaia di interviste fatte in Italia, sono stato tra i primi che ha posto l’attenzione sull’obesità e sulle problematiche ad esso connesse presso varie emittenti locali, per poi esporle anche in emittenti nazionali: tra questi vorrei citare Il Caffè di RaiUno, che sta ospitando e diffondendo una serie di video da me realizzati, e anche lo stesso Marco Liorni e il programma da lui condotto, ItaliaSi (sempre su Rai Uno), dove abbiamo anche parlato di obesità e di tutto ciò che ruota intorno ad esso. Ritengo che questo bilancio sia positivo anche per altri motivi: perché se ne parla, si pone l’accento e l’attenzione su questo problema, si organizzano dibattiti ed eventi pubblici, partendo dalla presentazione del libro, e se ne discute insieme ai Sindaci, ai Presidenti delle Regioni, agli assessori che presenziano e intervengono: tutto questo non può quindi che finire sotto il segno della positività. La strada da fare è ancora lunga, anche perché fino a poco fa ho fatto questo lavoro prevalentemente in solitaria. Ma un po’ alla volta ho trovato persone che mi hanno aiutato, tra cui Curvy Pride, e sono certo che i risultati saranno ancora più efficaci e pervasivi.

Nel libro racconta vari episodi, anche di velate discriminazioni in ambito lavorativo. A lei è mai successo? Per quanto riguarda me, in ambito lavorativo fortunatamente no, al contrario di tante altre persone che io conosco, che invece sono state discriminate o addirittura [per dire] sono state scelte persone “magre”, invece di persone che hanno dei chili in più, per tutta una serie di motivi: perché sembrano più veloci, o sembrano più attivi,  anche in ambito impiegatizio, per attività per lo più sedentarie, ove non capisco in cosa tale “velocità” venga richiesta. Molte altre volte invece succede che venga scelta  “la bella presenza” a scapito delle competenze, quindi la ragazza o il ragazzo deve essere magro, bello e muscoloso e attraente. E  se mi è concesso, seducente pure. Non prevale la meritocrazia, ma la bellezza, e questo è inammissibile. Ovviamente spero e auspico un’inversione di tendenza in tal senso. Faccio un esempio: pensiamo alle varie commesse nei negozi. Nella mia vita non ho trovato mai una commessa con dei chili in più, ma ragazze molto belle, che spesso non sfigurerebbero sulle più blasonate passerelle.

Ma spesso mi domando: ma tutte quelle ragazze che hanno bisogno di lavorare, cosa dovrebbero fare? Dimagrire e/o andando in centri estetici per potersi rifare, “rigenerare”? Tra una ragazza magra e una che ha dei chili in più, a parità di competenze, viene scelta quella più magra (e ritenuta più bella). Sicuramente ci saranno anche dei negozi con commesse con dei chili in più, ma rappresentano un’esigua minoranza. È un problema serio, perché tanta gente che ha dei chili in più non lavora proprio perché non gli si dà la possibilità di lavorare per il fatto del “problema” dei chili.

Sempre rimanendo in ambito lavorativo: dall’alto della sua esperienza , che consigli darebbe a un* ragazz* “diversamente magr*” che volesse seguire le sue orme? Come dico a tutti, se uno ha un obiettivo, bisogna lavorarci, bisogna saltare tutti i vari ostacoli , e puntare diritti alla meta. Dimagrire indubbiamente fa bene a tutti , ma l’adipe non deve essere un alibi per giustificare le proprie sconfitte: bisogna sempre tentare, in qualsiasi condizione, e se hai un obiettivo in testa, lavorarci, lavorarci, lavorarci, studiare e arrivarci.

Una categoria con cui spesso gli obesi non hanno un buon rapporto sono i medici. In qualità di “Cavaliere  della pace” che “messaggio di pace” invierebbe loro? A volte accade, è accaduto anche me da piccolo e avevo già dei chili in più: avevo il terrore di andare dal pediatra perché, ogni volta che andavo, salivo sulla bilancia e lui mi guardava sempre con quella faccina “eh eh eh… ma devi dimagrire, devi dimagrire devi dimagrire”. Quando dici queste cose ad un bambino, ma anche ad un adulto, spesso non si riesce ad ottenere l’effetto voluto. L’obeso spesso è una persona provata: è provata dagli insulti, dalle prese in giro, dai suoi chili in più, dalla sua fatica, dalla sua forma di pesantezza. Sarebbe “cosa buona e giusta” prestare attenzione alle parole e al come si parla ad un obeso: spesso e volentieri la causa del problema, del suo atteggiamento malato col cibo risiede proprio nella sua testa. Per onestà va anche detto che quello del medico non è un compito e un lavoro facile, ma un approccio strutturato in maniera più “amichevole” potrebbe essere di giovamento: a ben poco serve il terrorismo psicologico dato dalla litania delle malattie a cui può andare incontro. Avete mai visto un fumatore smettere di fumare solo perché sul pacchetto sta scritto “Nuoce gravemente alla salute”? Come detto, al medico sta la tutela della mostra salute. Ma non guasterebbe ricordarsi che le persone hanno anche una testa, e pensare anche al particolare momento della loro vita che stanno vivendo.

Il mondo della moda sembra essersi finalmente accorto che esistono le Curvy e le Plus Size. Secondo lei è una vera attenzione ad un problema o solo business? Ma no! È una questione di business sicuramente! Se pensiamo per un attimo che solo in Italia ci sono oltre sei milioni di persone obese e milioni di persone in sovrappeso è normale che si venga a creare una forma di business, è normalissimo che sia così. Sono anche aumentati i negozi che arrivano a vestire fino alla taglia 84. Certo, saranno più facili da trovare nelle grandi città… Ricordo, ad esempio, quando ero più piccolo dovevo spostarmi, spesso arrivando anche fino a Roma per potermi vestire adeguatamente. Oggi invece i negozi che vestono oltre le taglie standard sono aumentati, sia da uomo che da donna, anche perché ne è aumentata la richiesta. Vent’anni fa la percentuale di persone sovrappeso e di obesi presenti in Italia era molto più esigua.

Facciamo un gioco: Pubblicità Progresso la sceglie per creare una campagna di sensibilizzazione. Come la progetterebbe? Su cosa focalizzerebbe la sua attenzione? Io porrei l’attenzione sulle scuole. Farei una campagna nazionale per eliminare da tutte le scuole d’Italia i distributori di merendine, patatine e bevande gassate, e li sostituirei con  distributori di frutta, verdura, yogurt e acqua naturale . Bisogna iniziare dalle scuole se vogliamo insegnare ai ragazzi come tutelare la propria salute, e contribuire a ridurre le cifre da record di cui parlavo.

Grazie a Fabio De Nunzio per la sua disponibilità e per suo impegno a diffondere una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

 

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CURVY PRIDE WALK&JOY – CARLA FILIPPUCCI: UN’ESPLOSIONE DI ADRENALINA E PROFESSIONALITA’

Carla Filippucci è una delle ideatrici di CURVY PRIDE WALK&JOY, insieme alle trainer Katia Aglietti e Debora Gismondi e all’Associazione Curvy Pride.

Una professionista vecchio stampo, che ama il suo lavoro svolgendolo con sensibilità, determinazione e uno splendido sorriso.

Ecco a voi Carla!

 

Chi è Carla? Carla è una donna sportiva fin dalla tenera età… ormai superata da più di 50 anni! Ama la vita all’aria aperta e gli sport che si possono praticare in mezzo alla natura… e tutti gli animali!

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Come nasce la tua passione per il fitness? La mia passione per lo sport la devo a mio padre che mi ha trasmesso la sua e ha permesso che potessi coltivare la mia. A questo si è aggiunto il mio amore per tutto ciò che è movimento a ritmo di musica, ballo ecc… ed il gioco è fatto!

Quale è la tua disciplina preferita? Ho praticato un po’ di tutto dall’atletica alla ginnastica artistica (… e il primo amore non si scorda mai!), ma qualsiasi disciplina con la musica trovo che sia più godibile, quindi adoro il fitness musicale e la danza.

Come è nata l’idea di Curvy Pride Walk & Joy? È nata dall’idea di poter coinvolgere in un progetto di welness tutte quelle persone che per atteggiamenti sbagliati o per pessimi stereotipi non si sentono a loro agio in una palestra.

Chi può partecipare a Curvy Pride Walk & Joy? Tutti quelli che hanno voglia di rimettersi in moto per ritrovare energia e gioia e per condividere esperienze positive.

Perché bisogna fare sport?…perché… se non hai fretta di invecchiare… devi muoverti!! Lo sport è terapeutico, attraverso il movimento si mette in circolo adrenalina e gli ormoni della felicità!

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Tre consigli da seguire giornalmente?… beh, a parte i soliti ( bere, dormire, mangiare ben, ecc.), di solito ai miei allievi consiglio almeno una volta al giorno di ridere di gusto, ballare anche da soli in casa e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Oltre allo sport quali sono le tue passioni? Mi piace viaggiare e appena posso… PARTO! Mi piace leggere e, alle volte, un buon libro è come un bel viaggio!! Sono appassionata a tutte le forme di bricolage, inteso come creare riutilizzare o riusare qualsiasi cosa mi venga in mente… non sempre con buoni risultati!

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Qual’e la tua particolarità? Fare una cosa e pensarne altre  100!

La frase che ripeti spesso a te stessa? Vedrai andrà tutto bene!

Un messaggio per le amiche di curvy pride? Da sole siamo invisibili insieme siamo invincibili! Nessuna deve restare indietro!

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“AMARE IL NOSTRO CORPO, ESSERNE GRATI ED ESSERNE PROUD”

Lorena Montanari è stata tra le primissime donne a diventare socia di Curvy Pride. Nella sua vita ha dovuto affrontare di momenti difficili, molto difficili.

L’abbiamo intervistata per farci raccontare il suo percorso.

Chi sei? Mi chiamo Lorena, ho 36 anni, siciliana d’origine e vivo a Torino. Sono una Linguista freelance, moglie innamoratissima e felice, appassionata di cucina naturale e salutare, mamma della mia dolcissima gattina Mandy. Mi trovate su instagram come @loryhealthycurvy

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è sentirsi orgogliosa della propria personalità, della propria femminilità, di chi siamo aldilà di ogni stereotipo collegabile alla taglia, al peso, alla nazionalità o alla religione. È il mondo in cui ogni donna può essere libera di esprimere se stessa ed amarsi, a qualsiasi età.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Certamente. Purtroppo è accaduto spesso fin da bambina, e non solo per il peso corporeo, ma anche per il colore dei miei capelli o dei miei occhi.

Come hai reagito? Ho sofferto moltissimo, poiché non avevo autostima di me stessa ed ero io in primis a sentirmi inadeguata esteticamente e socialmente. Ho anche sviluppato il binge eating disorder (un disturbo alimentare che ti conduce a mangiare compulsivamente, e di conseguenza ad ingrassare, ma anche a dimagrire rendendo il tuo corpo un autentico yo-yo) che mi ha attanagliata fino all’anno scorso.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Dopo tantissimi tentativi andati in fumo, e dopo tante sofferenze fisiche e psicologiche, ho intrapreso un viaggio di purificazione interiore prima, mediante un percorso di psicoterapia due anni fa. E all’inizio del 2018 mi sono sentita pronta a rifiorire anche fisicamente, adottando un’alimentazione più consapevole e associando crossfit, un’attività fisica che ha origini in USA e che pian piano sta prendendo piede in Italia. Mi sono detta: “Per cambiare davvero, devi fare qualcosa che non hai mai fatto e così ho stravolto in positivo ogni mia abitudine alimentare e non, e ciò mi ha condotta ad un meraviglioso equilibrio mente e corpo. Ed ho anche sconfitto il binge eating. Sono molto felice e fiera di quanto compiuto negli ultimi due anni e mi sento una persona migliore sotto tutti gli aspetti e mi voglio veramente tanto bene. Ho anche imparato a ringraziare me stessa e a perdonarmi.

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Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Un tempo credevo che la bellezza fosse alla base di tutto. Avevo una visione molto distorta che, ahimé, proiettavo su me stessa in maniera molto severa, aggressiva. Non avevo pace. Oggi ho elaborato il seguente concetto di bellezza, che applico in primis su me stessa: “La Bellezza è guardarsi ogni giorno allo specchio, sorridersi e sorridere alla vita, e scoprire che si è veramente belli quando ci si sente felici e riusciamo a trasmetterlo agli altri”.

Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Il mondo è pieno di belle donne e uomini affascinanti, pur non essendo riconosciuti tali dalla società. Tra le figure femminili che apprezzo molto vi è quella dell’attrice Kate Winsle e della modella Ashley Graham: sono due donne molto affascinanti che non hanno mai ricorso alla chirurgia estetica o al foto-ritocco e trasmettono un messaggio di bellezza ed auto accettazione molto positivo e coinvolgente. Tra le figure maschili…. mi dispiace, per me mio marito è l’unico in tutto e per tutto.

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Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei che a molte persone, uomini e donne, potesse accadere quello che è successo a me: per una vita credi di non essere mai abbastanza, ti fai del male, lasci che te ne venga fatto, poi un giorno subisci come un’improvvisa epifania e decidi di dare una svolta, perdoni e coccoli la tua bambina interiore e vai avanti a mille, e raggiungi quella consapevolezza che ti conduce al cambiamento, al miglioramento ad amarti senza giudicarti, ma approvando te stessa senza più cercare l’approvazione altrui. Poiché l’approvazione di chi siamo dentro e fuori, deve provenire esclusivamente da noi stessi!

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Penso di avere delle belle gambe, dei fianchi pronunciati ma armoniosi. E delle belle spalle. Ma credo che i lineamenti del mio viso ed il mio sguardo accentuino maggiormente la mia figura, poiché sono dei tratti somatici non convenzionali, quasi lontani dall’occidentale e mi diverte molto essere scambiata spesso per una donna indiana, spagnola, araba o greca. E poi o che il mio sguardo è stato ciò che ha fatto innamorare a prima vista mio marito, e ciò mi fa sentire molto speciale.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Amare il nostro corpo ed amare la nostra essenza, esserne grati ed esserne proud, ovvero orgogliosi di chi si è e di come si è giunti a comprenderlo.

Una frase che ti rappresenta?Nessuno al di fuori di Te, può crederci più di Te“, Daniele Di Benedetti. È uno dei miei mantra preferiti, oltre ai celebri aforismi del grande Oscar Wilde.

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CURVY PRIDE WALK&JOY – UNA TRAINER CONTAGIOSA: DEBORA GISMONDI

Debora Gismondi è una delle ideatrici di CURVY PRIDE WALK&JOY, insieme Katia Aglietti e Carla Filippucci (trainer) e all’Associazione Curvy Pride.

L’energia e il sorriso contagioso di Debora renderanno CURVY PRIDE WALK&JOY un incontro colmo di energia, entusiasmo e allegria.

Conosciamola meglio!

Chi è Debora? Una donna che ama la vita! Felicemente 50enne e felicemente moglie e mamma, sono innamorata della danza e del fitness.

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Come è nata la tua passione per il fitness? La mia passione è la vita e, come espressione più meravigliosa, la Danza. Quindi la danza e tutte le discipline che hanno relazione con la danza sono le mie discipline preferite.

Come è nata l’idea di CURVY PRIDE WALK&JOY? Lavoro nei centri fitness& wellness da più di trent’anni. Ho notato, nel tempo, che alcune donne non frequentano le palestre per la paura di essere giudicate, di non essere all’altezza di un presunto ideale di corpo perfetto. CURVY PRIDE WALK&JOY vuole tendere la mano a tutte quelle persone che hanno voglia di fare sport, ma si vergognano di farlo. CURVY PRIDE WALK&JOY è nata dalla fusione di energie e idee di donne che si sentono libere da stereotipi e che vogliono creare momenti di meraviglioso e gioioso benessere. Che sia fisico e mentale.

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Chi può partecipare a CURVY PRIDE WALK&JOY? TUTTI !!! Perché il nostro obiettivo è proprio questo: avvicinare chi non ha mai avuto coraggio e modo.

Perché bisogna fare dello sport? Perché il nostro corpo e la nostra mente sono come una qualsiasi altra macchina… una meravigliosa macchina che bisogna però “usare”. Il camminare porta benefici al corpo e mente. Non solo a ossa muscoli, tendini, cartilagini, cuore, apparato respiratorio… ma anche alla mente .

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Tre consigli da seguire giornalmente?  Dormire bene, alimentarsi in modo equilibrato, e fare una attività fisica anche se blanda costante. E sorridere !!!

Qual è la tua particolarità? La leggerezza della mente!

Oltre allo sport quali sono le tue passioni? Le mie passioni si racchiudono in una sola… ESSERE FELICI !!!

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CURVY PRIDE WALK&JOY – KATIA AGLIETTI: UN TORNADO DI SIMPATIA

Katia Aglietti è una delle ideatrici del Progetto CURVY PRIDE WALK&JOY insieme a Debora Gismondi, a Carla Filippucci e all’Associazione Curvy Pride.

Solare, intraprendente, comunicativa, irrefrenabile sarà una delle trainer che trasformerà le nostre camminate domenicali in un’iniezione di energia!

Ecco a voi KATIA!!!

Chi è Katia? Katia è una ventenne in un involucro da 50 enne, innamorata della vita e dell’energia positiva. Ama lavorare con la gente, aiutarla e renderla felice.

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Come è nata la tua passione per il fitness? E’ nata un po’ per caso. Spesso mi chiedo se ho scelto io di insegnare o la Professione ha scelto me.

Qual è la tua disciplina preferita? Sono figlia di un fitness coreografico e, per quanto l’evoluzione del fitness ci abbia allontanati da questa disciplina, io ne rimango una gran fan.

Come è nata l’idea di CURVY PRIDE WALK&JOY? Dopo un trascorso in un club femminile mi sono resa conto che ci sono molte persone che si vergognano di andare in palestra o anche solo fare attività sportiva. Da questa constatazione è nato il profondo desiderio di abbattere qualunque barriera! Con le giuste modalità faremo molte cose.

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Chi può partecipare a CURVY PRIDE WALK&JOY? Possono partecipare tutti coloro che credono che… ”SI PUO’ FARE“. E se non ci credete… vi aiuteremo noi! Se finora non avete avuto il coraggio di entrare in palestra, vi porteremo fuori noi!

Perché bisogna fare dello sport? Perché fare sport equivale a una PENSIONE sulla salute.

Tre consigli da seguire giornalmente? Mangiare sano, bere molto e fare un qualsivoglia moto.

Oltre allo sport quali sono le tue passioni? Sono una maestra di balli caraibici. Amo dipingere, scrivere, lavoro il vetro e tutto ciò richieda manualità.

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La frase che ripeti spesso a te stessa? Non ho paura!

Un messaggio per le amiche di Curvy Pride? Nessuno può dirti cosa fare quindi sii il tuo movente principale! NOI ci vogliamo bene.

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ON. STEFANIA PEZZOPANE: “Siate voi stesse e cambierete il mondo”

L’onorevole Stefania Pezzopane è un membro del Parlamento della Repubblica Italiana. Abruzzese doc, madre e donna.

#Esseresestessi è il suo hashtag e anche il nostro!

Una splendida intervista a una donna straordinaria!

Di cosa ha bisogno una donna per arrivare ai vertici della politica? Forza, energia, coraggio, mantenere un proprio profilo senza cedere a pressioni, tanta competenza perché devi risolvere problemi delle persone. E poi tanta pazienza e resilienza.

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L’aspetto estetico (altezza, taglia, ecc.) quanto può influire sulla carriera professionale di una donna? Moltissimo, ma può anche danneggiare e creare o forzare su stereotipi. Se punti solo sul corpo e credi di farcela con gli stereotipi, sarai una meteora. Da bambina mi prendevano in giro per la statura, ancora oggi mi dicono cose orribili. Ma io con questa gente mi sono sempre sentita una gigante.

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Quando le viene detto: “è impossibile” (in qualsiasi ambito), lei come reagisce? Nulla è impossibile. Proviamo.

Quanto è importate per lei il giudizio altrui? Molto importante sapere cosa gli altri pensano, ma non mi faccio condizionare dai giudizi. Troppi stanno lì a giudicare senza sapere e senza capire. Più bello capire, essere curiosi, provare interesse che giudicare sommariamente su pregiudizi o frasi fatte.

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Si è parlato molto della storia d’amore tra lei e il suo Simone Coccia. Cosa vi unisce? Tante cose, anche le differenze ci uniscono.

Molte delle amiche di Curvy Pride vivono un difficile rapporto con il proprio corpo perché ritenuto “non perfetto”, con tutto ciò che ne consegue a livello di autostima. Un messaggio per tutte loro. La perfezione non esiste, siamo tutti imperfetti, diversi, differenti. E’ quindi? Piuttosto cerchiamo di sviluppare la curiosità per gli altri. Per molti è comodo fermarsi allo stereotipo, banale ed accomodante, ma di quanta gioia si privano, poveretti. Curiamoci tutte di più, innanzitutto volendoci bene. La mia parola d’ordine è #esseresestessi. Siate voi stesse e cambierete il mondo. 

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GESSICA NOTARO: BELLEZZA, CORAGGIO E TANTA PUREZZA!

Ci sono persone che sono un Dono del Cielo! Persone che ridono alla vita, che amano la vita, che rispettano la vita nonostante le avversità. Persone che sono pure, sincere, vere. Persone che aprono il loro cuore con generosità e grande sensibilità. Persone come… Gessica Notaro!

Grazie Gessica per essere… TU!

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La tua forza, la tua determinazione, la tua intelligenza, la tua sensibilità… TU sei diventata un faro per migliaia di donne. Cosa è cambiato in Gessica dal 10 gennaio 2017? Dal 10 di gennaio sicuramente ho una maggiore consapevolezza. Paradossalmente sono molto più sicura di me stessa oggi piuttosto che ieri e mi godo ogni attimo della vita, le piccole cose. Perché oggi la guardo con occhi diversi e apprezzo veramente anche semplicemente un profumo, un sapore, qualcosa che vedo che prima davo per scontato… un tramonto, un’alba. Mi godo veramente i dettagli.

Hai mai pensato di non farcela, di mollare? Sì, a volte. Quando sono uscita dalla permanenza in ospedale ho passato dei mesi molto pesanti perché la pelle tirava, mi sentivo intrappolata dietro ad una maschera di gomma e non riuscivo a mangiare, a parlare, non riuscivo a fare nulla. Sentivo dolore. E, quindi, a volte ero molto giù ed ero sfinita fisicamente. Di conseguenza l’umore non mi seguiva. Invece, appena ho cominciato a stare meglio fisicamente, il buonumore è venuto da sé. Poi sono sempre stata circondata da persone che mi hanno fatto tanto bene, che mi hanno dato tanta energia positiva, che mi hanno dato la forza ed è stato fondamentale. E ho avuto tanta fede, ho pregato tanto.

Qual è il tuo rapporto con lo specchio? Il mio rapporto con lo specchio oggi è SUPER! Ho ricominciato a vedermi bella. Son sincera, non ho nostalgia del mio aspetto di prima. L’unica cosa che vorrei di nuovo è l’occhio, però piano piano ce la farò.

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Come e quanto ti ha aiutata “mostrarti” sui social? Mostrarmi sui social mi ha fatta sentire utile, ho dato un senso a quello che mi è successo, quantomeno può servire a qualcosa tutto questo. Tutto questo inizia ad avere un senso! E poi sicuramente mi ha aiutata umanamente perché mi è arrivata solidarietà da parte di tutto il mondo e questo NUTRE L’ANIMA, fa piacere all’anima.

Abbiamo diverse amiche che subiscono violenza psicologica perché ritenute MAI all’altezza per via di un corpo definito “non perfetto”. Un messaggio per loro. “Per questa domanda servirebbe una giornata intera per rispondere. La violenza psicologica non necessariamente parte per quel motivo. Però se vogliamo parlare in particolare di complessi di inferiorità perché si ha un corpo definito “non perfetto” possiamo dire che in realtà TUTTI non siamo perfetti. Anche quelli che si avvicinano approsimativamente alla perfezione non sono perfetti. Ed è l’imperfezione che ci rende così speciali. Io ero corteggiata ieri e che sono corteggiata oggi dagli uomini. Ed ho capito solo ora che non era il mio aspetto fisico ad attrarre le persone ma era la mia energia, era la mia personalità, la mia forte personalità. E oggi ho capito che vale la stessa cosa, anzi forse adesso addirittura piaccio più di prima per questo motivo. Si tratta di imparare a comprendere che noi attiriamo l’attenzione e la stima delle persone non perché siamo “perfetti” esteticamente ma per molto altro. Mi rendo conto che è difficile da spiegare perché, purtroppo, finché non sono arrivata anch’io a questo punto non ne avevo la più pallida idea di questo concetto, però oggi posso confermare che è assolutamente così. Alle persone arriva quello che noi sentiamo dentro. Io oggi mi sento bella e alle persone arriva questo… e il feedback è SUPERPOSITIVO“.

Grazie a voi e alla prossima!

Gessica Notaro

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