INTERVISTA A RAJAE BEZZAZ: LA TAGLIA È SOLO UN’ETICHETTA!

Per la rubrica Curvy Pride Anthology riproponiamo questa intervista alla nostra amica Rajae Bezzaz che ringraziamo di cuore per la disponibilità. Buona lettura!

“Ho cercato con parole semplici di spiegare la complessità della mia anima in un’ intervista attraverso la mia immagine riflessa. Ho accarezzato le mie curve dolcemente con lo sguardo e sono rimasta inconsapevolmente incantata da quello che ho visto attraverso lo specchio, al di là del corpo la vera essenza di me che brilla e traspare attraverso i miei occhi che mi fanno sembrare un’eterna bambina“. Rajae Bezzaz

Rajae Bezzaz intervista

Chi è la donna che vedi nello Specchio? Rajae Bezzaz.

Che donna sei? Una donna estroversa.

Come sei diventata la donna che vedi? Sono solare, nonostante la vita mi abbia riservato delle zone d’ombra.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo la mia infanzia felice e spensierata e odio non averla più.

Ti piaci? Cosa ti piace di te? Mi piacciono il mio naso e il mio sedere che è degno delle mie origini africane.

Cosa cambieresti invece?  Farei una mastoplastica addittiva.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Sereno e felice. 🙂

Rajae Bezzaz intervista

E con la bilancia? Anche! I numeri  della bilancia non sono un problema!

Come ci convivi con la taglia? La taglia è solo un’etichetta che non ha nessuna importanza!

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? La bellezza sono io!

Rajae e il cibo. Il cibo è la benzina della vita…sperimentare qualsiasi cucina è una mia passione!!!

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Ai biscotti fatti in casa e alla torta di mia nonna

A cosa non sai rinunciare? Alla mia estetista!!!!

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? I miei occhi sinceri e il mio sorriso e sono attratta dalle stesse caratteristiche.

Quanto conta il giudizio degli altri? Niente.

Cosa ti fa soffrire? L’ingiustizia e l’ignoranza.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Sciatta.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? L’erotismo!

Rajae Bezzaz intervista

Sei felice? Quasi.

Cosa ti rende felice? Riuscire nei miei propositi!

Cosa ti manca per essere felice? Incontrare le persone giuste.

La donna in cui ti rispecchi di più. Madonna.

La canzone a cui ti senti più legata. “Woman no cry” di Bob Marley.

Il film che ami di più. Quello che ho fatto io: “Maschi contro Femmine” di F. Brizzi! Un’esperienza di grande crescita per me!!

La frase che ti racconta. “La bellezza  passa ma rimangono i suoi tratti” (proverbio arabo).

Cosa vedi davanti a te? Il Futuro nelle mani di una donna combattiva.

Di’ qualcosa a te stessa. Sono la Perla dell’Universo supremo e infinito….e magicamente è tutto mio! 🙂

Ringraziamo le socie e i soci che si prendono cura del Curvy Pride Blog, impegnandosi nel volontariato.

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“AUTORI TRA LE RIGHE”: UN FORMAT TUTTO NUOVO PER LE INTERVISTE SOCIAL AGLI AUTORI DEI NOSTRI LIBRI

A partire da lunedì 23 maggio ripartono le interviste in diretta Instagram agli autori e alle autrici dei nostri libri. La nostra socia Fabiana Sacco, ideatrice del progetto, intervisterà gli autori di MI RACCONTO PER TE, antologia di racconti di vita uscita l’8 marzo scorso, curata da Antonella Simona D’Aulerio, edita da Giraldi Editore e con la prefazione di Serena Grandi. Ecco cosa ci racconta Fabiana:

“Dopo le interviste agli autori di DILLO A CURVY PRIDE – la nostra prima raccolta di storie di vita, uscita a dicembre 2020, ndr – abbiamo voluto riproporre queste dirette perché è un modo semplice e molto efficace per arrivare al pubblico. Oggi i social sono lo strumento più usato e immediato per condividere contenuti e abbiamo la possibilità di conoscere chi sono davvero le persone che hanno contribuito alla realizzazione dei libri.

La scorsa edizione delle dirette ha avuto un grande successo: i follower ci hanno dimostrato tutto il loro interesse, hanno potuto fare domande in tempo reale, hanno commentato i loro racconti favoriti, hanno potuto scoprire com’è stato per gli autori condividere le loro storie, a volte anche molto personali e toccanti. Ci sono state dirette in cui abbiamo riso e altre in cui non abbiamo potuto trattenere le lacrime. Con le storie di vita è così: ti prendono e ti trasportano nel loro mondo. È facile immedesimarsi, perché i racconti parlano d’amore, di amicizia, di lavoro, della vita di ogni giorno. C’è chi ha rivissuto i ricordi della casa della nonna, chi ha ricominciato la sua vita dopo una separazione, dopo una delusione, dopo una perdita. C’è chi ha raccontato la propria esperienza con i disturbi alimentari o con l’omosessualità. Chi ci ha trasportati dritti negli anni ’90. Insomma, le storie dei nostri libri sono le storie di tutti, e tutti noi possiamo trovare in quelle pagine un pezzettino di noi stessi.

Da quest’anno il format sarà strutturato con 3 domande, sempre le stesse, ad ogni ospite. Sarà divertente e curioso confrontare le risposte dei nostri autori. Ogni incontro durerà circa 10 minuti e sarà pubblicato sui nostri social, in modo da poterlo condividere e rivedere in ogni momento. Lo abbiamo intitolarlo AUTORI TRA LE RIGHE perché quello che desideriamo portare a galla sono le sfumature degli argomenti trattati e le curiosità che ci sono rimaste dopo aver letto tutti i racconti. Vi invito a seguirci e a commentare le dirette: gli autori non vedono l’ora di cominciare a raccontarsi per noi anche dal vivo!

Potrete seguire le dirette ogni lunedì e giovedì alle 19.00 sul profilo Instagram curvypride_official e/o vederle pubblicate subito dopo sui nostri vari canali social. Seguite le nostre stories per scoprire chi saranno gli autori del giorno. Buone dirette a tutti!

Per acquistare i nostri libri fai clic QUI oppure cercali in libreria e nei maggiori shop on line

Un grazie a tutte le socie e soci che che credono nell’ Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

SIMONA IZZO DAVANTI ALLO SPECCHIO: “RACCONTO A CURVY PRIDE TUTTO QUELLO CHE NON MI HANNO MAI CHIESTO”

Simona Izzo si racconta a Curvy Pride. Davanti allo specchio, senza riflettori e senza trucchi, ci presenta il suo lato più intimo e profondo.

CURVY PRIDE ANTOLOGY: RIPROPONIAMO QUESTO ARTICOLO INTERVISTA DI MARZO 2020 E RINGRAZIAMO DI CUORE SIMONA IZZO PER LA DISPONIBILITÀ, LA SINCERITÀ E LA SIMPATIA.

“Eccomi qui davanti allo specchio. Senza riflettori. Senza copione. Senza trucco. Solo con me stessa. Con le mie curve e con voi che mi leggerete. Provo per una volta a intervistarmi da sola” 

Chi è la donna che vedi nello Specchio? Tutte le donne che ho dentro di me, dipende dal mio stato d’animo: se sono triste non mi guardo allo specchio, quando mi guardo mi sorrido.

Che donna sei? Appassionata.

Come sei diventata la donna che vedi? Vivendo, soffrendo, ridendo e piangendo molto.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo follemente la mia infanzia, circondata da una madre bellissima un padre affascinante e acuto, con una gemella  migliore di me, due sorelle più piccole bellissime -le bambole della mia vita!- Odio il giorno in cui ho compiuto trent’anni: avevo appena divorziato, mi sentivo molto sola, mi aggrappavo a mio figlio come fosse l’albero della vita. Lui mi ha salvata.

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Ti piaci? Non sempre.

Cosa ti piace di te? Le tette, la mia energia psichica -quando ce l’ho- e la tenacia.

Cosa cambieresti invece? I periodi bui, la malinconia che mi attanaglia ogni tanto e le crisi di panico.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Difficile, ma ogni tanto ne sono fiera! So di occupare uno spazio scenico e mi impongo con la mia stazza e la mia altezza.

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E con la bilancia?  La frequento tutti i giorni: la sfido, la inganno appoggiandomi al muro, la spizzo, la sbircio, ma non ne potrei fare a meno! Sono bilancia dipendente!

Come ci convivi con la taglia? Detesto i numeri alti, adoro le taglie americane: 12 sta per 46!

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? Determinante sentirmi in ordine: capelli puliti, faccia appena truccata, manicure e pedicure perfetti; ma non puoi essere a posto sempre, non ho questa ossessione.

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Simona e il cibo. Ho un rapporto discontinuo: a volte mangio in modo compulsivo, altre detesto il cibo. Quando una persona che amo sta male, io smetto di mangiare e bevo solo latte, credo sia una consolazione infantile.

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Ai dolci, alle cotolette, alle patatine fritte, al riso al latte -torna sempre l’infanzia!

A cosa non sai rinunciare? Al latte nel caffè, alle noccioline nei frigobar degli alberghi, al Ciocorì.

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? Ho una forte ansia di accettazione, credo che gli altri la percepiscano e ne siano lusingati. Mi piacciono le persone comunicative e odio i musoni, i silenzi ingiustificati, i seduttori volontari, ma anche gli indifferenti e gli avari, sia di tasca che di cuore.

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Quanto conta il giudizio degli altri? Il giusto, ma se hanno un giudizio negativo nei miei confronti cerco di farglielo cambiare.

Cosa ti fa soffrire?  La precarietà del mio lavoro, certe afasie intellettuali, certi assopimenti dell’intelligenza, un deficit dell’attenzione di cui soffro quando mi annoio e quando vengo meno alle aspettative che ho su me stessa.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Molliccia, perché è una condizione non solo fisica.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? Non ci sono geometrie, tanto meno rette, al massimo percorsi ad ostacoli. Ricordiamo che le curve fanno sbandare gli uomini: meglio averle!

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Sei felice? Ogni tanto.

Cosa ti rende felice? Una bella dormita. Una bella mangiata. Una notte d’amore. L’abbraccio di mio figlio, i baci dei miei nipoti e gli occhi di mia madre.

Cosa ti manca per essere felice? A volte tutto…

La donna in cui ti rispecchi di più. La mia gemella Rossella: non tutti hanno il privilegio di avere un doppio a portata di mano e di cuore.

La canzone a cui ti senti più legata. Ci vorrebbe un amico, del mio ex marito.

Il film che ami di più. “Le relazioni pericolose”, perché le relazioni interessanti sono sempre pericolose.

La frase che ti racconta. Un libro di Pavese: “Il mestiere di vivere”.

Cosa vedi davanti a te? Nipoti, amore, marito, film da fare, libri da scrivere. commedie teatrali da ideare e molto altro.

Dì qualcosa a te stessa. Ci penserò domani. Mi piace rimandare, ma non all’infinito. Però se posso spengo la sveglia, il cellulare, abbraccio mio marito e mi dico appunto: ci penserò domani. Come Rossella O’Hara in “Via col vento”!

LINO BANFI SI RACCONTA A CURVY PRIDE: FATE CIÒ CHE SOGNATE DI FARE!

Lino Banfi non è solo uno dei più amati attori italiani. E’ una persona con grande sensibilità, altruismo, coraggio, forza d’animo e immenso cuore. Riproponiamo questa sua intervista del 2019 in cui ha parlato con noi di Curvy Pride a cuore aperto. Un esempio per tutti. Grazie Lino!

Oltre cento film, decine di produzioni televisive, uno dei pilastri del cinema italiano. Ha fatto ridere, ma anche riflettere, intere generazioni. Come si fa a essere così amato?

Una bella domanda! Bisogna costruirlo l’amore. Ci sono quelli belli e verso di loro l’amore è automatico. Io non sono mai stato né “copertinabile” né “scopertinabile” e quindi mi sono dovuto inventare per farmi amare dalle persone. Ci si può far amare costruendo intorno a sé un’immagine buona, un’immagine altruistica. Ovviamente la bravura ci vuole. Ammettendo che ci sia la bravura, il resto si costruisce con la buona volontà, l’altruismo. Adesso sono ormai tre/quattro generazioni che mi seguono.

In una sua intervista racconta che dopo un tragico incidente perse quasi tutti i capelli e ingrassò molto nell’arco di tre mesi. Come è riuscito a reagire?

Fu brutta la cosa. Fu tragica. Morirono due persone. Erano sedute davanti. Io fui catapultato fuori dal finestrino di dietro. Mi salvai per miracolo. Restai solo una quindicina di giorni in ospedale. Quando uscii, pare, avvenne una specie di confusione, di imbroglio, che io chiamo una “ingarbuglieta endocrinologica”, come se fegato e altri organi fossero andati in confusione… Fatto sta che nel giro di due/tre mesi sono ingrassato e ho perso quasi tutti i capelli. Alla fine mi sono detto “meglio così che morto”. Questa, però, è stata anche la mia fortuna. Prima ero “bellino”, “piacentino”, facevo l’attore di fotoromanzi, avevo i capelli ondulati, ero magro. Avrei potuto fare il bello, ma il bello non ha lunga vita. Capii che ero tendente a ingrassare, mi dissi “bello non sarò mai, mi piace mangiare”. È meglio che sono così! Più caratteristico così, senza tutti i capelli, più grassottello. Adesso mi devo tenere un po’ per non esagerare con il peso.

Quando ero “bellino”

Come Associazione Curvy Pride promuoviamo la pluralità della bellezza e lottiamo contro stereotipi e discriminazioni. Cosa ne pensa?

Intanto consideratemi un vostro paladino soprattutto se siete più donne. Sono sempre stato un fan delle donne fin da bambino. Ho sempre detto che le donne hanno una marcia in più. Poi affettuosamente e scherzosamente dico che noi abbiamo il cambio automatico ma la marcia in più va, è più veloce la marcia in più delle donne. Quindi difendo le donne. E sono contro le discriminazioni. Ho letto di recente che in America una donna è stata allontanata dal lavoro perché ingrassata e necessitava di una sedia su misura. E’ assurdo. E’ proprio quando una persona è in difficoltà che bisogna darle una mano in più. E questa è una evidente richiesta di aiuto.

Ha lavorato con donne bellissime e avvenenti, avrebbe potuto avere una vita costellata di conquiste, invece ne ha amato e ne ama una sola: la sua Lucia. Allora i grandi amori esistono davvero e non solo nelle favole?

I grandi amori esistono davvero. Io amo mia moglie. E quando sono presenti determinate malattie, che vanno solo accennate per rispetto del malato, ti rendi ancora più conto di quanto grande è il nostro amore.

Per concludere. Un suo messaggio per amiche e amici dell’Associazione Curvy Pride per riuscire a credere in se stessi e realizzare i propri sogni?

Mettersi come i paraocchi, come quelli dei cavalli, a destra e a sinistra, per non vedere tutto ciò che ti succede al lato e andare avanti: devo fare questo, devo fare quello, e non fermarsi.

Io racconto sempre che all’età di 18 anni a Milano eravamo un gruppo di ragazzi meridionali, non avevamo una lira, cercavamo lavoro, abbiamo dormito negli edifici in costruzione, nei vagoni dei treni alla stazione perché non avevamo i soldi per pagare una stanza. Gli altri piangevano, dicevano basta, voglio tornare a casa, troppi sacrifici, ho fame, qui non si dorme, non si mangia. E non si dormiva e non si mangiava veramente.

E io NO, devo restare. Non torno a casa. Un giorno devo riuscire, firmerò autografi, devo essere ricco, diventare famoso, devo far ridere le persone. Gli altri mi guardavano come si guarda un pazzo.  Poi dopo mi hanno detto avevi ragione tu, perché io avuto tutta un’altra vita, ma non è la mia vita, non è la vita che sognavo. E’ triste. Bisogna credere e lottare per i propri sogni. Devi fare ciò che sogni di fare!


ROSSELLA ERRA SI RACCONTA A CURVY PRIDE: PER ME LO STRAORDINARIO È ACCOGLIERE LA VITA CON UN SORRISO!

CURVY PRIDE ANTOLOGY: RIPROPONIAMO CON PIACERE QUESTO ARTICOLO INTERVISTA DEL 14 MARZO 2020.

Bella, solare e divertente, Rossella Erra è l’ambasciatrice del pubblico del programma Vieni da Me di RaiUno, condotto da Caterina Balivo. Di animo pulito e vero, Rossella è amatissima dal pubblico italiano. L’abbiamo intervistata per voi, ecco quello che ci ha raccontato.

Rossella, sei diventata un punto di riferimento per tutte noi, portando la tua simpatia e la tua intelligenza in un programma di qualità come “Vieni da Me”. Ti riconoscono ormai in tantissimi per strada. Come stai vivendo questa tua popolarità?

La sto vivendo che… ancora non ci credo! Non ci credo perché a volte veramente non mi rendo conto di essere in questa trasmissione e di fare ciò che faccio, perché lo faccio con tanto piacere che mi viene naturale. Quando la gente mi incontra per strada e mi ferma per chiedermi di Caterina, per chiedere di me, per sapere come sono arrivata a Vieni da Me, ancora mi fa strano perché mi dimostrano tanto affetto. E io questo affetto me lo prendo tutto! Perché di questo affetto veramente ne ho tanto bisogno. E quando mi avvicinano, mi fermo con tutti: ho proprio voglia di stare con ognuno e di sentire le loro parole ed il loro affetto”.

Rossella Erra e Caterina Balivo

Abbiamo letto che lavoravi come commercialista. Come è avvenuta questa svolta nel mondo televisivo?

È avvenuta in un mio momento di crisi molto profonda, dovuta alla perdita del mio lavoro e, contemporaneamente, alla perdita di mia mamma. Mi sono ritrovata dalla sera alla mattina, a 44 anni, a non avere né più mia mamma, né più il mio lavoro. Non è stato facile trovarne un altro. Mi arrangiavo, facendo qualcosina; poi, per puro caso, ho letto la notizia che cercavano del pubblico per un nuovo programma. Quindi mi sono proposta. E già al colloquio è emersa la mia grande, grande, passione per la Televisione e per il Gossip. Da sempre! Non so perché. Di pari passo allo studio, l’ho trasformata in una forma di cultura personale. Probabilmente se all’epoca ci fosse stata una laurea in questo tipo di materie probabilmente avrei scelto quest’ultima e non quella economica (con tutto il rispetto per la carriera economica internazionale). Quindi mi sono buttata in quest’ avventura non sapendo esattamente cosa fare ma, anche forse per uscire da questo periodo in cui mi sentivo soffocata, in cui non mi sentivo adeguata, e soprattutto in cui mi sentivo emarginata. Tanto emarginata. Non passava giorno che non piangessi su una sedia a guardare il muro. Un momento veramente difficile. E dopo mesi si è aperta questa piccola porta. Ed io questa porta l’ho spalancata totalmente e ho trovato Caterina Balivo  e tutto il team di Vieni da Me ad accogliermi con affetto incondizionato“. 

Rossella e il suo immancabile sorriso!

L’Associazione CURVY PRIDE – APS  si occupa di promuove la pluralità della bellezza e dell’essere contro gli stereotipi, bullismo e discriminazioni. In un ambiente come quello televisivo, spesso troppo incentrato sull’apparenza, aver dato voce a una “vera” persona del pubblico vuol significare che qualcosa sta cambiando?

“Sì, io penso che già molto sta cambiando. Sinceramente non è solo l’ambiente televisivo a essere incentrato sull’apparenza. Ci sono fin troppi ambienti dove l’aspetto fisico è una discriminante e non riesco a comprendere perché. Indipendentemente dell’aspetto esteriore ogni persona può dare tanto agli altri, a prescindere anche dal contesto in cui si è. Essere discriminati per la razza, per il fisico, per la propria sessualità, lo trovo non solo sciocco ma forse neanche più di moda. Penso che le persone dovrebbero aprirsi a quello che noi siamo dentro e non fuori, a quello che possiamo dare l’uno all’altro. E lo dico veramente con il cuore”.

Hai ascoltato tanti racconti personali di gente famosa e non, tante storie struggenti ma anche di rivalsa e di successo. Cos’é che, secondo te, aiuta a superare i momenti difficili e a ritrovare la propria strada?

“La risposta un po’ più scontata sarebbe dire la forza interiore, la forza che abbiamo dentro di noi. Invece non so perché credo che sia la forza che gli altri ti possono dare. Affrontare le difficoltà con il supporto di un amico, di un parente, con l’amore delle persone che, anche se ti conoscono poco, hanno voglia di darti amore e sostegno. Penso che sia la cosa più bella. Perché molti di noi questa forza dentro non ce l’hanno, o meglio, ce l’hanno ma non riescono a farla uscire da soli. Io ho bisogno dell’affetto e dell’aiuto di chi mi sta attorno, anche se le ho conosciute mezz’ora prima, anche si mi danno un semplice abbraccio, per me già quello è tutto. Certe volte siamo timidi, certe volte non chiediamo alle altre persone. Invece dobbiamo farlo, dobbiamo chiedere aiuto. Probabilmente molti diranno no. Ma per i tanti NO che riceviamo quel SÌ che ci verrà  dato ci aiuterà. In questo non smetterò mai di dire grazie a Caterina Balivo e tutto il team di “Vieni da me”, perché mi hanno sorriso, aiutato, accompagnato, sono diventati la mia famiglia adottiva che mi incoraggia ad andare sempre avanti“.

Siamo in tante a seguirti con infinito affetto; quale consiglio daresti per portare un po’ di straordinario nella quotidianità della vita delle nostre socie, così come hai fatto tu?

“Io in questo momento mi sento una privilegiata, perché quando io sorrido in televisione lo faccio veramente con il cuore perché partecipo a tutto. Ecco, partecipare alla vita degli altri. Io questo consiglio. Qualcuno potrebbe dirmi sì tu adesso sei in televisione, per te è facile. No, io anche quando non ero in tv, cercavo quando potevo di partecipare alla vita degli altri. Io credo molto nella condivisione, nell’umanità, nel dare amore. Nel dare un abbraccio o due per riceverne solo anche mezzo. Quindi partecipiamo alla vita degli altri. Perché dalla partecipazione noi possiamo ricevere soltanto bene. E questo ci può far sentire persone straordinarie. E se abbiamo voglia di piangere facciamolo, ma con un mezzo sorriso. So che non è sempre facile ma quel mezzo sorriso fa affievolire un pochino il dolore. Questo per me è lo straordinario… provare a sorridere, se si riesce, anche nel dolore. Non è facile, me ne rendo conto, ma si può provare”.

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