VOCE DEL VERBO DIS-FUNZIONALE- YELLOW IS THE ANSWER

Con la parola disfunzionale si intende ciò che non corrisponde ai propri compiti o fini. Io direi più ciò che fa male. Esistono rapporti che ci causano ferite indelebili. I momenti difficili e i periodi dolorosi ci fanno cambiare. In questa rubrica vi racconterò alcune storie di vita di chi, in qualche modo, ce l’ha fatta.

La storia di Marco

Mi sono accorta che racconto sempre di donne, parlo di donne che parlano di altre donne, un punto di vista totalmente femminile. Oggi invece ho deciso di scrivere di Marco, un tipo strano, solitario, completamente opposto a me, che Amava scegliere con cura a chi dare il suo tempo e soprattutto il suo cuore. Amava leggere, farsi grande camminate e vedere serie tv e meravigliosi film in bianco e nero anni 30, quelli che si trovano sempre più raramente nei palinsesti di una tv sempre più ricca di trash.

Marco aveva perso entrambi i genitori in un incidente aereo quando aveva appena 7 anni, per questo viveva insieme alla sua nonna materna, unica parente e punto di riferimento. Una signora ultraottantenne che gli voleva un gran bene e cercava di colmare un po’ quel vuoto con la sua estrema allegria: una nonna tutto sprint!

Aveva occhi profondi color nocciola con striature gialle, in effetti uno sguardo quasi felino, che non permetteva di essere osservato per più di 10 secondi, perché il suo scivolava via, come un pattino sul ghiaccio. Gelido e forse impaurito. Aveva una scorza al posto della pelle, metteva distanza tra lui e le persone, era difficile avvicinarlo, o per lo meno questo era il mio ricordo di Marco fino a 5 anni fa. Si vestiva sempre di giallo o aveva con sé sempre cose gialle, credo fosse una specie di amuleto, un portafortuna.

Una volta gli chiesi il perché di tutto quel giallo. E lui rispose che Yellow is the answer, iniziando ad elencare una sfilza di cose di suo gradimento color giallo: la canzone Yellow Submarine, i Minions, la Signora in Giallo, il the Lipton inglese e, ultimi ma non ultimi, i Simpson.

Credo avesse 12 anni quando mi fece questo discorso, eppure aveva già le idee molto chiare su cosa gli piaceva e cosa no. Spesso era deriso perché lo vedevano strano, un po’ fuori moda, ma lui diceva che non gli importava. Forse ci soffriva, probabilmente avrebbe voluto degli amichetti che apprezzassero i suoi gusti strambi, ma lui era così: il mondo andava da una parte e lui andava in quella opposta. A volte mi sono chiesta se lo facesse consapevolmente ma non riuscivo proprio a capirlo, ad entrare in quegli occhi e tra i suoi pensieri.

Forse il giallo era quella spensieratezza che gli mancava, era la nota di colore che da quel fatidico momento non riusciva più a vedere, ma portandola con sé era come un invito a non smettere di credere che qualcosa di bello avrebbe ancora riempito la sua vita.

Ci ha messo tanti anni a permettere a qualcuno di guardarlo negli occhi, di entrare in quel mondo, di alleviare quelle cicatrici e quella sfiducia verso il prossimo, ma in questi ultimi anni in cui l’avevo perso di vista, Marco è cambiato. Lo so perché quando ci siamo incontrati per caso mi ha abbracciato e mi ha sorriso. In tanti anni non l’aveva mai fatto. Ripensai a tutte le volte che avrei voluto scrivergli per sapere come stesse, e chiedergli se avesse ancora tonnellate di maglioni gialli negli armadi. “Mi sono fidanzato, si chiama Chiara“. “Che bello Marco!Sono felice per te

Finalmente oggi quel giallo ha un motivo di essere messo anche sulla pelle di Marco, senza paura alcuna di essere visto come “strano”, perché quell’eccentricità l’ha portato dove doveva andare: verso l’amore.

Questo racconto è scritto da Valentina Casalegno, socia di CURVY PRIDE – APS. Ringraziamo tutte le socie e i soci che dedicano parte del loro tempo alla crescita del Curvy Pride Blog, impegnandosi nel volontariato.

Nata sotto il segno dei gemelli, Valentina ama tutto ciò che è passione allo stato puro. Le piace mettersi in gioco ed è appassionata di scrittura.
Laureata in comunicazione pubblicitaria, ha nel cassetto un libro che vorrebbe pubblicare.
Una delle sue passioni è parlare con gli sconosciuti, ascoltare le loro storie e sapere cosa li ha portati lì in quel momento.
Si definisce “Reporter di vite”, ed è proprio quello che fa attraverso il nostro Curvy Pride Blog.

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DONNE A TUTTO TONDO: MARTINA GIRALDI

Tondo rimanda a qualcosa di perfetto. Pensate solamente al cerchio di Giotto. A tutto tondo indica ciò che può essere visto, osservato e contemplato da tutti i lati e le donne, a partire dalle loro forme fino ad arrivare al loro universo più completo, ne rispecchiano in pieno il concetto. Obiettivi, speranze, sogni, delusioni e amore. Sì, perché l’amore è tondo. Non lo sapevate?

Ospite di oggi: Martina Giraldi

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente la prossima ospite e sono felice di poterla presentare anche a voi: Martina Giraldi.

Miss Top Curvy Universe 2022 – foto di Andrea Laureani

Solare e dispensatrice di sorrisi, si definisce persona multipotenziale e senza il dono della sintesi. Questa descrizione mi ha fatto sorridere perché potremmo essere anime affini senza mai averlo saputo prima.

Martina è una bellissima donna di 41 anni, entrata nel mondo curvy da appena cinque. Sottolineo appena perché dai successi ottenuti, dai percorsi intrapresi e dagli obiettivi raggiunti si potrebbe benissimo affermare che lavori da molto più tempo. Evidentemente tenacia e determinazione sono doti che le sono venute in aiuto.

Come sei entrata nel mondo della moda curvy?

È successo per caso. Quando ero ragazza la moda curvy non esisteva, tantomeno l’idea di inclusività e di bodypositivity. Leggendo un giornale sono venuta a conoscenza della Body Positive Catwalk di Laura Brioschi, mi sono subito iscritta per partecipare e per dare un messaggio contro il bodyshaming.
In seguito, la stessa associazione Body Positive Catwalk Ets mi ha segnalato un concorso di bellezza Curvy chiedendomi se avessi voglia di partecipare e ho subito accettato perché non avevo mai avuto l’occasione di farlo. In Veneto, dove vivo, ci sono moltissimi concorsi di bellezza ma nemmeno uno per donne curvy.
Ho partecipato per gioco e inaspettatamente… ho vinto!

2019 – vincitrice del concorso Miss Curvy Angel – qui con Laura Brioschi

Da quel giorno ho iniziato timidamente a postare qualcosa sui social, io, che fino a quel momento non avevo mai pubblicato una mia foto in costume! Sono iniziati i primi shooting, sfilate e concorsi verso cui sono stata estremamente grata e dai quali ho cercato di imparare il più possibile.
Dopo un periodo di gavetta sono stata contattata da negozi, brand ed eventi come modella curvy. Ho scattato con tantissimi fotografi, partecipato alla MFW 2021, alla Mostra del Cinema di Venezia 2020-2021, a I soliti Ignoti – grazie a un contatto di Curvy Pride-, Go Curvy! e Vorrei dirti che… su Rai2. Ho raccontato la mia storia nel libro Mi racconto per te di Curvy Pride, edito da Giraldi Editore. Nel mio racconto spiego come da persona insicura mi sono trasformata nella Martina che vedete oggi, grazie alla filosofia bodypositive e ad anni di lavoro su me stessa.
L’estate scorsa ho vinto il titolo di Miss Top Curvy Universe 2022! Anche stavolta non me lo aspettavo ed è stata un’emozione pazzesca.

Miss Top Curvy Universe 2022 – foto di Andrea Laureani

Nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata, sono mamma e appassionata di alimentazione naturale. Ho recentemente conseguito il diploma di Natural Juice Therapist nell’ambito dell’alimentazione naturale e del benessere.

Puoi raccontare come riesci a conciliare la moda, che ti sta dando molte soddisfazioni, con il tuo lavoro?

Sono sincera: con molte difficoltà. Avrei bisogno di giornate di 48 ore per conciliare tutto, e del teletrasporto per spostarmi nelle varie location.
Ma siccome sono umana, mamma e fidanzata, impiegata e modella curvy, uso il vecchio metodo: dare un colpo al cerchio e uno alla botte, concedendo il primo posto a famiglia e lavoro. La moda diventa una priorità quando vi sono di mezzo degli eventi importanti, con un messaggio sociale, o quando vengo retribuita. In passato ho fatto da modella e fotomodella gratuitamente per fare gavetta e ritengo che questo passo sia indispensabile. Ci sono molte ragazze che si definiscono modelle già dopo il primo selfie scattato in bagno e pubblicato sui social.
Un consiglio a tutte quelle persone che stanno leggendo: non fatevi abbagliare dalle superdonne sui social. Non pensate di essere meno di loro. Sulle piattaforme si pubblicano i successi, più che le sconfitte e le debolezze. Molte superdonne hanno la fortuna di poter delegare dei compiti, altrimenti non ce la farebbero. Ringrazio ogni giorno mia mamma e il mio ragazzo che mi permettono di avere il tempo da dedicare alla mia passione della moda!

Secondo te, quanto si ha paura di apparire inadeguati in una società che predica “il bello” a tutti i costi?

TROPPO. Viviamo in una società di contraddizioni: da un lato la filosofia bodypositive, il bisogno di farsi accettare a tutti i costi dalla società – anche ostentando e cercando la provocazione -, dall’altro media e social media ci mostrano ideali di bellezza irraggiungibili.
Dagli anni ’80 al 2000 ci hanno propinato la top model di turno innalzandola a modello da perseguire, ben sapendo che di donne con quelle caratteristiche fisiche naturali ne esistevano – ed esistono – forse una su un milione, e tutte le altre cercavano di emularle con moda e trucco. Oggi le giovani modelle che vediamo, sia slim che curvy, sono spesso già completamente rifatte, con visi stravolti dai ritocchini – e se le guardiamo bene sono tutte uguali -, spesso con seno e sedere rimodellati per renderli più tondi. Chissà, fra 20 anni forse andrà di moda un altro fisico e tutti correremo dietro a questo nuovo ideale irraggiungibile. Per la gioia dei chirurghi estetici.
L’ultima novità sono le foto A.I., applicazioni che trasformano la foto in un avatar stile cartoon futuristico o manga. Sarebbe anche un’idea carina, se non fosse che poi le ragazzine si recano dal chirurgo con quella foto e vogliono rifarsi secondo quel modello. Siamo così belli perché siamo diversi, unici! Va bene migliorarsi e valorizzarsi, ma senza stravolgere i propri connotati.

Foto di Piero Beghi

Vedo molte persone che urlano ai 4 venti “io mi piaccio così! E voi tutti mi dovete accettare!” quando sono palesi gli interventi di modifica di viso e corpo a cui si sono sottoposti. Sarò all’antica, ma dal mio punto di vista la chirurgia è un metodo invasivo che va ad intaccare il corpo, con possibili complicazioni, e andrebbe utilizzata solo in casi gravi. Bello a tutti i costi. Ricordate che i costi sono quelli relativi al chirurgo e agli specialisti della bellezza. Non fatevi ingannare. Tutto quello che vediamo è mirato a farci sentire inadeguate e a ritenere di avere bisogno del famoso ritocchino.
Ricordo il viso di mia nonna solcato da tantissime rughe, per l’età e il lavoro nei campi: era una donna bellissima senza alcun ritocco.

Nella nostra società, che si tratti di moda o spettacolo o altro, non solo le donne curvy sono da sempre bersaglio di commenti negativi. Bullismo e body shaming, esistono anche a scuola. Questo è un argomento che ti sta a cuore, ce ne vuoi parlare?

Innanzitutto vorrei dire che le curvy sono bersaglio di commenti negativi per ignoranza, ma anche perché stiamo dando un messaggio sbagliato di curvy.
Prima le curvy erano solo le ciccione da prendere in giro. Ora moltissime curvy svendono il loro corpo e la loro immagine per una manciata di like. Siamo passati da un estremo a un altro. Dalla macchietta da deridere alla donna da usare e basta. In entrambi i casi, la donna curvy non viene vista come essere umano ma come mero corpo. Ho subito bodyshaming a scuola e la cosa peggiore è stata che ero così ferita psicologicamente da non voler continuare gli studi, ho finito il liceo ma non sono andata all’università. Le prese in giro, che sembravano cose da poco, mi hanno fatta cadere nei disturbi alimentari (bulimia, BED e dismorfia). Il bullismo ed il bodyshaming non vanno presi sotto gamba. Pochi giorni fa mio figlio, che frequenta le elementari, si è sfogato piangendo con me: un bambino mi ha detto che sono il più grasso della classe e mi ha deriso.
Ne ho parlato più volte alle maestre ma sono rimasta inascoltata. Hanno preso questi episodi sotto gamba e invece lasciano ferite profonde in bambini e ragazzi. La scuola italiana dovrebbe attuare dei programmi contro queste discriminazioni.
Pochi giorni fa ho letto un bellissimo articolo su Lara Lago – giornalista ed attivista bodypositive – che ha parlato a 400 studenti sul palco di un teatro di Legnago (VR) sul tema del bullismo. Mi sono commossa, perché il primo esempio che ha riportato è stato quello di un ragazzino che veniva preso in giro perché aveva un solo genitore. Io sono separata e anche mio figlio è stato preso di mira a scuola. Sono cose talmente cattive che mi fa male solo pensarci. I ragazzini assorbono tutto e se arrivano a bullizzare un compagno significa che a casa i genitori creano pregiudizi.

Stemperiamo questo momento, che avrebbe bisogno di un approfondimento maggiore, passando ad altro. So che sei particolarmente informata sulla moda curvy in Italia e all’estero. Ci sono diversità molto evidenti?

La diversità più evidente è che in Italia si parla di donne curvy come donne sensuali mentre all’estero si parla di donne curvy come… DONNE punto e basta!
Di sicuro anche l’estero non è immune a episodi di discriminazione verso le persone formose, ma in molti Paesi si tratta semplicemente di un’altra taglia o forma del corpo, senza accezioni negative. La donna curvy non è vista come un fetish o come una categoria di Youporn (si può dire youporn?). Diversi amici uomini mi hanno spiegato che l’hashtag #curvy viene ricercato non per motivi di moda, bellezza o inclusione, bensì perché rimanda alle sexy star della categoria curvy sui siti per adulti. In pratica, in Italia noi donne curvy cantiamo vittoria e invece siamo solo un feticcio per molti. C’è ancora tanta strada da fare. In primis, noi stesse dobbiamo imparare a valorizzarci, distinguendo cosa è elegante e sexy da ciò che è volgare e pretendendo che la nostra immagine venga usata in modo appropriato. A chi mi dice che un culo è un culo (si può dire culo?) rispondo che non è così.

Foto Piero Beghi

Il corpo umano è un’opera d’arte e può essere raffigurato come arte attraverso la fotografia, come è stato per millenni nei dipinti, affreschi e sculture. Un’altra diversità evidente nella moda curvy estera è che in Italia vengono impiegate quasi solo modelle giovanissime e alte – molte arrivano a malapena alla taglia 48, poche plus size -mentre all’estero si fa riferimento a modelle curvy e plus size di tutte le età, forme del corpo, colori, altezze. Sì, anche in passerella, a discapito di quanto affermato qui che per sfilare in passerella devi essere alta almeno 1,78.
Hanno inventato i tacchi. Chi è alta 1,50 vuol vedere in passerella una donna vicina alla sua altezza per capire come le potrebbe stare quel capo, allo stesso modo c’è chi desidera vedere donne della sua stessa età e taglia sia sfilare che sulle riviste di moda. All’estero lo hanno capito! Qui speriamo lo capiscano presto.
In tutto questo è necessaria la professionalità. Mi spiego meglio: in Italia se sei giovane, alta, magra, OK sei una modella e via. All’estero le qualità più importanti per una modella sono le seguenti: fotogenicità ed esperienza nella posa per le fotomodelle, portamento, eleganza, grinta, esperienza nella sfilata per le modelle.
Avete mai visto come sfila Ella Halikas in passerella indossando un bikini? Ecco, a questo dobbiamo arrivare. Un consiglio alle aspiranti modelle: andate a guardare e studiare le modelle curvy estere, non solo quelle italiane, aprite la mente, fate esperienza nella posa e nella camminata. L’Italia è uno dei Paesi della Moda, facciamo vedere che noi modelle curvy e plus size non siamo seconde, ma pari, alle modelle slim.

Ti faccio un’ultima domanda, un po’ provocatoria. Molte persone si chiedono come faccia una donna curvy a essere in salute. Spesso le curvy sono viste come malate. Quanto c’è di falso e quanto è importante, invece, la consapevolezza nel mostrarsi?

Questa domanda non è per nulla provocatoria, anzi la risposta è semplicissima.
Oggi sono in salute grazie al fatto di essere curvy. Quando ero adolescente, tutte le mie amiche magre mangiavano junk-food perché non ingrassavano, oppure seguivano una dieta basandosi esclusivamente sulla riduzione calorica – nei peggiori casi, diventando anoressiche o bulimiche-. Quando ero magra in realtà non ero per nulla sana perché alternavo fasi di drastica riduzione calorica – niente sport, perché mi sentivo esausta -, a crisi bulimiche. Per fortuna amo mangiare e così invece di negarmi il piacere del cibo sono andata da un bravo nutrizionista. Da qui è nata la mia passione per la sana e varia alimentazione e negli ultimi 20 anni ho letto centinaia di libri sull’argomento, alcuni mai tradotti in italiano, così li ho letti in inglese o tedesco. Ho di recente conseguito il diploma di Natural Juice Therapist, prima e finora unica in Italia, e voglio continuare a studiare e specializzarmi in questa direzione.

Foto di Neil Adams

Se non fossi stata curvy avrei continuato a mangiare cibo spazzatura, ad essere bulimica così il mio corpo sarebbe rimasto magro e le persone mi avrebbero percepita come in salute. Oggi sono curvy e in salute. Voglio trasmettere a tutti questo messaggio: la salute non dipende dalla nostra taglia, ma dal nostro stile di vita! Una persona che segue uno stile di vita sano, nutrendosi adeguatamente, con una buona attività fisica, sonno regolare e gestione dello stress, è una persona sana al di là della sua taglia. Le persone dovrebbero smettere di giudicare gli altri solo basandosi sul loro aspetto fisico, tirando in ballo la salute che è esclusiva competenza di un medico.

Hai un messaggio a cui tieni particolarmente che ci vuoi donare?

Amati! Se non riesci ad amarti da sola, cerca delle persone che ti aiutino ad accettarti e amarti nella tua cerchia di amicizie o in famiglia. E, se non ci sono, chiedi aiuto a un terapeuta/psicologo o a uno specialista. Importantissimo: imparare ad accettarsi e amarsi. Queste sono le fondamenta sulle quali potrai costruire la tua vita e far sì che i tuoi sogni si realizzino.

FINE

Se volete, potete contattare Martina Giraldi ai seguenti indirizzi: Facebook; Instagram

Ringrazio moltissimo Martina per la sincerità e la disponibilità avute nel rispondere alle mie domande. Questa chiacchierata mi ha fornito numerosi spunti per nuovi argomenti da approfondire in seguito: come il bullismo subito da ragazzi; quanto può aiutare il supporto psicologico; quanto può essere utile il dialogo in famiglia per accrescere la propria autostima e, quindi, essere di supporto per combattere quel disagio che gli altri vogliono provocare in chi ritengono più debole. Quanto può essere importante il trovare veri amori e sincere amicizie. Inoltre, la moda curvy che supera le barriere di età, colore e forma mi interessa molto, anche a livello personale. Spero di poter avere ancora ospite Martina nella mia rubrica.

La vera libertà è essere quelle che siamo. Sempre.

Per essere la protagonista del prossimo articolo SCRIVIMI QUI

Sono nata nel 1968 – contate in silenzio – a Roma.
Mi muovo esclusivamente con i mezzi pubblici perché non guido e non potrei mai vivere senza Trastevere, il Colosseo, le stupende fontane della Capitale e i fastidiosi sampietrini.
Da che ho memoria ho riempito di scarabocchi tutto ciò che ho avuto la fortuna, o la sfortuna fate un po’ voi, di avere a portata di mano: dal muro di casa dietro il divano del soggiorno (avevo quattro anni), a ritagli di carta, quaderni e diari. Da allora è stato un susseguirsi di poesie, racconti, romanzi e favole per bambini, il tutto condito da premi, pubblicazioni e gratificazioni varie.
Golosa di dolci e di emozioni. Amante di viaggi e fotografie. Adoro Vasco e i Queen… sì, lo so che sono agli antipodi, ma così è!
Se vuoi contattarmi in privato, scrivimi qui: cristiana.ian@libero.it

I LOOP DI AGATA – VIVO LA VITA DI QUALCUN ALTRO.

Questo è il diario di Agata. Chi è Agata? Sono io, sei tu. È la tua migliore amica, tua sorella, la vicina di casa che canta mentre stende i panni. È la donna romantica che piange guardando un film, la guerriera che si sveglia presto per andare al lavoro e che si destreggia tra figli, famiglia e doveri. Agata convive con i suoi loop, invadentissime paranoie tutte femminili che la mettono spesso in difficoltà di fronte alle cose della vita. Adesso ha deciso di tenerne un Diario. Un bel Diario in cui scrivere tutto quello che le passa per la mente. Per scoprire se riesce a conoscersi un po’ di più, per condividere i suoi pensieri. Per se stessa, per te.

Caro Diario,

In questi giorni ho l’impressione di vivere la vita di qualcun altro. Mi spiego meglio: sono nata non si sa da chi e perché. Sono sopravvissuta, ma per fare cosa non lo so. Mi hanno adottata, forse contro voglia.

Non capisco i miei parenti.

Spesso mi chiedo chi sia ‘sta gente. Non li conosco! Ma li voglio conoscere? Nove volte su dieci la risposta è no! Mi hanno detto che sono rancorosa. Ti assicuro che proprio non fa parte del mio modo di essere. Però sono satura. Quindi la domanda sorge spontanea: a che serve tutto questo?

Smettiamo di passare il tempo a preoccuparci di tutto e per tutto.

Caro Diario, sai ultimamente cos’ho iniziato a fare? A dire come la penso. Ho sempre fatto molta fatica a dire la mia su qualsiasi cosa, argomento o persona che fosse, ma non è mai stata falsità; credevo che fosse quieto vivere, credevo che fingere di essere d’accordo su tutto con tutti fosse risolutivo e comodo. Ma si è rivelato un totale flop. Alla fine ho accumulato solo tanto stress e una collezione notevole di calci in faccia. Mia madre una volta mi ha detto: NON MI SEMBRI UNA PERSONA LIMPIDA. Ed io ovviamente ho incassato e sono stata zitta, per il bene collettivo. Se me lo dicesse oggi insorgerei! NON LIMPIDA IO? MA TI RENDI CONTO di quello che blateri? La giornata ha 24 ore e tu, cara mamma, ne passi 20 a mettermi sotto accusa per tutto con la conseguenza di farmi sentire sbagliata, e le altre 4 ore non dormi per cercare di capire come mortificarmi per le 20 ore del giorno successivo. Come accidenti posso essere serena, limpida, felice?

Dodici anni fa ho infilato il piede in una buca e ho preso una storta. Ho sentito un rumore sinistro e poi non sono stata più in grado di camminare. Ero con quello che poi è diventato mio marito. Non vivevamo ancora insieme, quindi me ne sono tornata a casa e, entrando in bagno, mi sono imbattuta in mio padre che aveva appena terminato di farsi la doccia. Mi ha vista zoppicare e io gli ho spiegato cosa fosse successo. Sono consapevole di essere a volte rimbambita e di avere l’equilibrio di una scimmia con le vertigini, ma insomma, può capitare. Ho sperato di trovare conforto in mio padre -che speravo vestisse i panni dell’eroe che prende le mie difese contro il mondo- che invece mi ha risposto: “Ma sei TROPPO GRASSA!”

Ora, qualcuno con molta pazienza può spiegarmi cosa c’entrava questa cosa? In ogni caso io ho taciuto perché non volevo rispondergli male. Qualche giorno fa mi ha chiamata per ribadirmi il concetto di obeso. Come se io non ci arrivassi, come se non sapessi che significa. Ho risposto così: “VORREI RICORDARE A SUA MAESTÀ RE TATTO CHE IO NON SONO SOLO UNA PALLA DI LARDO CHE GRAVITA SULLA TERRA PER INFASTIDIRE IL PROSSIMO, MA SONO UNA PERSONA CON DEI SENTIMENTI E CHE MOLTO PROBABILMENTE HA ACCUMULATO TROPPO STRESS E INSICUREZZE“.

La sua risposta? Eccola: “NOI TI ABBIAMO DATO AGI E OPPORTUNITÀ E DEVI RINGRAZIARCI“. Sono scoppiata a ridere e ho riagganciato. Salutando chiaramente. Io l’educazione me la sono imparata. Qualche giorno dopo mi ha chiamata per invitarmi a mangiare la pizza. Capisci perché non capisco?

Potrei andare avanti ore con questi racconti. A pensarci bene forse dovrei scrivere una sorta di DECAMERON, o una personalissima DIVINA COMMEDIA. Scherzi a parte, a oggi, non mi ritengo né giusta, né sbagliata. Non credo di avere ne ragione 0 torto, ma penso di essere fortunata. Alla fine dei conti nella mia vita è tutto più o meno funzionante, esattamente come ogni comune mortale. Faccio una vita normale, fatta di cose semplici ma vere. Probabilmente non mi interessa più nulla di ascoltare chi per me ha solo giudizi e cattiverie gratuite. Sarebbe bello ricevere consigli e sì, anche critiche, accompagnate da una carezza e da un tranquilla, tutto si risolve. Ma ho capito che questa pacca sulla spalla me la devo dare da sola e trasformare in bene quello che mi succede.

Alla fine se vogliamo, vinciamo noi!

So che i miei racconti ti stordiscono sempre ma gestire le mie emozioni è un lavoro… se mi pagassero sarei miliardaria.

A presto, Agata

Ringraziamo tutte le socie e i soci che contribuiscono alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

LE DIS-AVVENTURE DI ESTELA: IL BUON FIGLIO TORNA SEMPRE A CASA

Sembra che certi eventi non blocchino soltanto la tua vita, ma tutte le tue arti e le tue aspirazioni. Così è stato per me, che dal 2020 non mettevo i miei pensieri per scritto e mi sembrava che tutto mi avesse svuotato a tal punto da non avere più nulla da dire. Mi chiamo Estela Regina, ho 29 anni e scrivo per riuscire ad avere una voce. Spesso scrivere fa più rumore che parlare! Ho scritto altre volte per Curvy Pride e questo mi ha permesso di raccontare tanto, di argomenti che mi stavano a cuore e anche della mia storia. Sono passati anni dal mio ultimo articolo, alcune cose sono cambiate ed è per questo che ho deciso di intraprendere un nuovo percorso qui con voi, nel posto che per la prima volta mi ha permesso di dire la mia. Oggi lo faccio con una mentalità più aperta di quella che avevo anni fa; ho una consapevolezza maggiore di me stessa e guardo al mondo con occhi più curiosi, analizzando delle realtà che prima pensavo in parte non mi toccassero o di cui semplicemente non sapevo come parlare. 

Ho scritto tanto di sentimenti, di traumi e come in piccole parti sono riuscita a superarli e continuerò a farlo, perché i sentimenti sono l’olio che unge gli ingranaggi della grande macchina che siamo noi esserini più o meno confusi e pieni di incertezze. Piccolo spoiler sui miei traumi: molti non li avevo superati affatto e ci è voluta la pandemia per farmelo capire. 

I sentimenti sono l’olio che unge gli ingranaggi della grande macchina che siamo noi esseri umani (immagine di Google)

In questi anni di silenzio ho osservato il mondo con i miei occhi, con le mie problematiche, con le mie difficoltà di non essere una ragazza totalmente dentro i canoni di bellezza che ancora la società ci impone.  Ho tenuto un diario in cui ho lasciato incise le mie frustrazioni con piccole parole e che mi farà da guida in questi articoli.

Parlerò delle dis-avventure di una ragazza Plus Size nel quotidiano e nelle piccole cose: dal non riuscire a stare sulla sedia dal parrucchiere all’opinione non richiesta e banale delle persone. E poi, l’infinita ricerca di vestiti che noi donne Curvy/Plus Size vediamo come una grande impresa. Perché sì, miei cari brand, anche a noi donne grasse piace la moda e ci rifiutiamo di vestirci con le tende prese dal salotto di nonna!

Questa sono io!

Scriverò di tutto questo e anche di più, farò di questo spazio un posto sicuro per me e per voi, vorrei tanto che le persone che non vivono queste difficoltà, leggendo i miei articoli possano capire che noi esistiamo e come tutti meritiamo rispetto, amore, solidarietà ed un posto nella società che ancora ci manca .

Intanto io vi do il benvenuto, prendete il posto migliore perché LE DIS-AVVENTURE DI ESTELA stanno per cominciare!

Questo articolo è stato scritto dalla socia Estela regina che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog. Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato

Un sagittario di quelli che il segno zodiacale lo vivono. Amante dei viaggi, delle cose belle della vita e delle emozioni forti che le facciano sentire l’adrenalina del vivere. Estela è ancora in cerca della sua strada e della sua vera vocazione, anche se crede che potrebbe fare la scrittrice per sempre.

Un sagittario di quelli che il suo segno zodiacale lo vivono. Amante dei viaggi, delle cose belle della vita e delle emozioni forti che la faccino sentire l’adrenalina del vivere. Ancora in cerca della sua strada e della sua vera vocazione, anche se Estela crede che potrebbe fare la scrittrice per sempre.

I RACCONTI DELL’ANIMA: HO TIRATO FUORI I SOGNI DAL CASSETTO

Mi chiamo Laura e nel mese di febbraio 2021, sono passata davanti allo specchio e mi sono soffermata un attimo a guardarmi. Ho visto una donna spenta, sciatta, infagottata in informi vestiti neri per scomparire davanti al mondo. Mi sono osservata meglio e ho pensato che quella donna lì riflessa non potevo essere io. Ho sentito che era giunto il momento di prendere in mano la mia vita, di seguire il mio cuore, di cambiare la mia energia, di acquisire la consapevolezza di chi ero, di aprire il cassetto dei miei sogni.

Ho cambiato i miei pennarelli neri con tantissime matite colorate e ho iniziato a dipingere la mia esistenza.

Ho lasciato il mio vecchio percorso per intraprenderne uno nuovo che mi ha portato, esattamente un anno dopo, a essere la donna che sono oggi: una parapsicologa, una modella curvy, una ballerina di danza classica, una food blogger e tanto altro ancora. Il mio incontro fortunato risale all’estate 2021, quando ho incontrato Piero Beghi, conosciuto come il fotografo Italiano delle curvy. Ho iniziato a posare per lui e piano piano ho iniziato a riguadagnare stima in me stessa, ad amarmi, a credere in me stessa, nel mio potenziale, ad accettarmi, a rinascere. Perché, come dico sempre, ci sono tante vite in una vita.

Foto di Piero Beghi

Il 2022 è stato un anno di crescita, di riscatto, di crescita personale, di tanti progetti da sviluppare. Mi guardo con meraviglia. Non avrei mai pensato di arrivare sino a qui. Mordo la vita ogni mattina con tanto entusiasmo. Molti rapporti, anche importanti, li ho persi per strada. Poco importa, perché per ogni perdita c’è un nuovo arrivo. Ho preso i miei sogni, li ho sparpagliati davanti a me e ho iniziato a realizzarli. Ci ho creduto fino in fondo e quando ci credete con tutte le vostre forze allora i miracoli succedono! Oggi non patteggio più con nessuno. Non mi interessa più di cosa pensa la gente. Non permetto più a nessuno di fare di me ciò che vogliono loro. Ho in me tutta la forza del mio esistere. Se cado mi rialzo, ringrazio per la lezione appresa e proseguo – un po’ ammaccata ma un po’più saggia – nella mia luce. I miei sogni non stanno più nel cassetto, ma davanti a me, in attesa di essere presi, realizzati e vissuti pienamente.

La mia più grande felicità è quella di essere riuscita a fondere insieme il mio lavoro di parapsicologa con la mia attività di modella curvy, un progetto questo che porto avanti sia con l’Associazione Curvy Pride che con il fotografo Piero Beghi che seguo anche nei backstage. Io adoro i backstage perché sono carichi di vita, di attesa, di emozioni, di condivisione e di confronto.  Durante quei momenti mi piace ascoltare le storie di vita delle altre modelle curvy, di cosa le ha spinte a partecipare a quel casting, a quello shooting e cogliere le emozioni che ogni modella vive nella sua anima.

Così nasce la mia rubrica per il Curvy Pride Blog, che si intitola I Racconti dell’anima.

Sono le storie delle 12 modelle (compresa la sottoscritta) scelte per il calendario Curvy Love, Total White 2023 di Piero Beghi. Sarà l’anima a raccontarci di queste donne che hanno deciso di rinascere, di amarsi, di stimarsi e di credere in se stesse. Un percorso non sempre facile e indolore e che le ha portate ad amarsi, a posare il primo mattoncino della loro autostima. Perché tutte noi meritiamo di essere felici, di amarci e soprattutto di credere in noi e nei nostri sogni.

Questo articolo è stato scritto dalla socia Laura De Vincentis che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog. Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Laura De Vincentis è parapsicologa e modella curvy.
A 52 anni conosce un famoso fotografo italiano e inizia la sua carriera come modella curvy, acquisendo una nuova consapevolezza di sé, imparando ad amare e accettare il proprio corpo incondizionatamente. È attiva contro il body shaming e la discriminazione basata sull’aspetto fisico.
Fin da piccola ha una passione per la danza classica che inizia a studiare a 50 anni; è inoltre autrice di un goloso blog di cucina.
“È per me un onore fare parte della grande famiglia di Curvy Pride, perché mi permette di condividere il mio percorso di vita e stimolare le persone, attraverso la mia esperienza, a credere in se stesse, ad amarsi e soprattutto a tirare fuori i sogni dal cassetto per realizzarli con la forza dell’intenzione. Perché volere è potere!”
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