SONO OMOSESSUALE E NON C’È NULLA DA ACCETTARE. NE HO PARLATO IN RADIO

Fin da bambina, Valentina era innamorata di una sua compagna di scuola. Si sedeva vicino a lei e le dedicava mille attenzioni. Era normale, lo sentiva nel suo cuore. Cosa c’è da accettare?

Mi chiamo Valentina, sono socia di Curvy pride e da qualche mese scrivo per il blog di ciò che mi frulla in testa. Quando Simona (D’Aulerio, ndr) mi ha chiesto di andare in radio a parlare di me, ho pensato: “Ma cosa devo dire d’importante? La gente si aspetterà una vita piena di tragedie o situazioni paradossali, meritevoli di essere raccontate!” Invece, a pensarci bene, quello che attrae è la normalità, dato che è così difficile trovarla. Quindi ho cominciato a pensare e mi sono tornati in mente vari ricordi.

Quando ero piccola, la mia bisnonna mi aveva regalato uno di quei diari che si chiudono con il lucchetto. C’era disegnata Mafalda che citava: “Solo brutte notizie”. Ecco, questo mi rimanda un po’ a quello che viviamo quotidianamente. È per questo che abbiamo proprio bisogno di normalità, condita ovviamente con un po’ di eccentricità, sennò ci si annoia.

Mi piace scrivere per il blog. Scrivere che è la mia prima passione, lo facevo fin da bambina. Potrei dire che ho imparato prima a scrivere e poi a parlare! Ma per Curvy Pride la mia missione è rappresentare la normalità di essere omosessuali.

Che poi normalità è un’altra di quelle parole che mi urtano, perché chi è a definire cosa è normale e cosa no? Chi ha i canoni? Ci sono delle linee guida? Della serie: sono al punto XYZ del decalogo?

Una parola che mi piace tantissimo e a cui ho dato un valore nuovo è UNICITÀ. Ne ha parlato anche nel suo monologo a San Remo Drusilla Foer. Siamo tutti unici. Per colore degli occhi, dei capelli, dei tratti somatici, per indole, passioni, identità sessuale. Ognuno rappresenta se stesso ed è la cosa più bella in assoluto: non conformarsi a niente.

Io nel mio essere individuale sono Valentina, questo è il mio nome. Ho un lavoro, una casa, degli amici, vivo a Bologna che per me è la città più bella d’Italia. E sono omosessuale. Sono unica, perché quante altre persone possono definirsi esattamente identiche a me? Con qualcuno ci assomiglieremo ma non esisterà in tutto l’universo una persona identica a noi stessi. Che poi io non capisco perché chi è omosessuale è tenuto a doverlo dire! Non è che “Carmelo padre di tre figli, magazziniere a Palermo” deve dire “Io sono Carmelo e sono etero!” Cioè, la vita va avanti lo stesso e siamo felici anche senza saperlo, no? La vita va avanti lo stesso e cosa cambia sapere se Valentina, Giulia, Martina, Annalisa, Stefano e Luca hanno un’ indole sessuale o un’altra? Ci cambia qualcosa?

(Mi scuso se c’è un Carmelo palermitano che si è sentito chiamare in causa).

Da bambina ero già innamorata di una ragazzina. Per me era naturale, il mio cuoricino mi portava da lei e pensavo fosse una cosa giusta; quindi le regalavo gioiellini, le davo la mia merendina e volevo sedermi sempre vicino a lei.

Crescendo, ho capito che la società si aspettava che avessi accanto un ragazzo alla mia altezza: non fisica perché non sono alta, ma di qualità. All’epoca ero magra, con i capelli lunghi e addominali scolpiti. Mamma -e nonna soprattutto- volevano che portassi a casa il classico principe. Ed invece.

La mia vittoria più grande è stata quando a 23 anni ho detto di me, prima a nonna e poi a mamma. Non è stato facile per una famiglia borghese, cattolica, con una goccia di nobiltà nelle vene, apprendere la notizia. Ma oggi con mamma parlo di tutto, tra cui anche questo. Questa è l’unicità. Questa è l’unica cosa che conti. Il poter essere noi stessi senza bisogno che ci sia un’accettazione perché non c’è nulla da accettare. Sono solo consapevolezze che ognuno è diverso e come tale va trattato, con una sensibilità più o meno pronunciata.

Il mio sogno -e Martin Luther King riecheggia dentro di me-  è che si possa arrivare ad avere lo stesso candore che avevo io da bambina, non solo in una città inclusiva come Bologna, ma ovunque. Il candore per il quale una persona ci prova con un’ altra semplicemente perché quella persona gli/ le piace.

Ecco di cosa parlerò in radio: della mia storia, di quello che sento dentro, di come un orientamento sessuale non deve essere fonte di discriminazioni o di etichette. Siamo unici, siamo meravigliosi.

Puoi ascoltare la mia intervista in Radio RID96.8 QUI

Grazie a RADIO RID96.8 e a CURVY PRIDE-APS per l’opportunità.



Ringraziamo tutti coloro che dedicano il proprio tempo alla gestione e alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

DA GOVONE A ROMA PER PARTECIPARE A “I SOLITI IGNOTI”

La nostra Fabiana Sacco ha partecipato alla trasmissione televisiva “I SOLITI IGNOTI” e ci racconta la sua esperienza.

E chi l’avrebbe mai detto che avrei partecipato ad un programma televisivo? Proprio io che la TV neanche la guardo, con l’unica eccezione per il Festival di Sanremo. Ad ogni modo, grazie a Curvy Pride sono stata scelta per partecipare a I Soliti Ignoti come identità ignota; così, a metà novembre 2021, ho preparato la valigia, mi sono accomodata su un Italo e sono arrivata alla Stazione Termini, dove mi aspettava l’autista della produzione per accompagnarmi in albergo. Non mi era mai successo di avere un autista personale, per cui ho giocato a fare la star e mi sono immedesimata nella parte della protagonista.

Sono Fabiana Sacco, consulente e coach. Due anni e mezzo fa ho conosciuto CURVY PRIDE – APS attraverso i social, me ne sono innamorata e sono diventata socia e parte di questo fantastico mondo. Da allora ho vissuto un bel po’ di cose interessanti , tra le quali questa esperienza televisiva che sto per raccontarvi.

Continua a leggere “DA GOVONE A ROMA PER PARTECIPARE A “I SOLITI IGNOTI””

ROSSELLA ERRA SI RACCONTA A CURVY PRIDE: PER ME LO STRAORDINARIO È ACCOGLIERE LA VITA CON UN SORRISO!

CURVY PRIDE ANTOLOGY: RIPROPONIAMO CON PIACERE QUESTO ARTICOLO INTERVISTA DEL 14 MARZO 2020.

Bella, solare e divertente, Rossella Erra è l’ambasciatrice del pubblico del programma Vieni da Me di RaiUno, condotto da Caterina Balivo. Di animo pulito e vero, Rossella è amatissima dal pubblico italiano. L’abbiamo intervistata per voi, ecco quello che ci ha raccontato.

Rossella, sei diventata un punto di riferimento per tutte noi, portando la tua simpatia e la tua intelligenza in un programma di qualità come “Vieni da Me”. Ti riconoscono ormai in tantissimi per strada. Come stai vivendo questa tua popolarità?

La sto vivendo che… ancora non ci credo! Non ci credo perché a volte veramente non mi rendo conto di essere in questa trasmissione e di fare ciò che faccio, perché lo faccio con tanto piacere che mi viene naturale. Quando la gente mi incontra per strada e mi ferma per chiedermi di Caterina, per chiedere di me, per sapere come sono arrivata a Vieni da Me, ancora mi fa strano perché mi dimostrano tanto affetto. E io questo affetto me lo prendo tutto! Perché di questo affetto veramente ne ho tanto bisogno. E quando mi avvicinano, mi fermo con tutti: ho proprio voglia di stare con ognuno e di sentire le loro parole ed il loro affetto”.

Rossella Erra e Caterina Balivo

Abbiamo letto che lavoravi come commercialista. Come è avvenuta questa svolta nel mondo televisivo?

È avvenuta in un mio momento di crisi molto profonda, dovuta alla perdita del mio lavoro e, contemporaneamente, alla perdita di mia mamma. Mi sono ritrovata dalla sera alla mattina, a 44 anni, a non avere né più mia mamma, né più il mio lavoro. Non è stato facile trovarne un altro. Mi arrangiavo, facendo qualcosina; poi, per puro caso, ho letto la notizia che cercavano del pubblico per un nuovo programma. Quindi mi sono proposta. E già al colloquio è emersa la mia grande, grande, passione per la Televisione e per il Gossip. Da sempre! Non so perché. Di pari passo allo studio, l’ho trasformata in una forma di cultura personale. Probabilmente se all’epoca ci fosse stata una laurea in questo tipo di materie probabilmente avrei scelto quest’ultima e non quella economica (con tutto il rispetto per la carriera economica internazionale). Quindi mi sono buttata in quest’ avventura non sapendo esattamente cosa fare ma, anche forse per uscire da questo periodo in cui mi sentivo soffocata, in cui non mi sentivo adeguata, e soprattutto in cui mi sentivo emarginata. Tanto emarginata. Non passava giorno che non piangessi su una sedia a guardare il muro. Un momento veramente difficile. E dopo mesi si è aperta questa piccola porta. Ed io questa porta l’ho spalancata totalmente e ho trovato Caterina Balivo  e tutto il team di Vieni da Me ad accogliermi con affetto incondizionato“. 

Rossella e il suo immancabile sorriso!

L’Associazione CURVY PRIDE – APS  si occupa di promuove la pluralità della bellezza e dell’essere contro gli stereotipi, bullismo e discriminazioni. In un ambiente come quello televisivo, spesso troppo incentrato sull’apparenza, aver dato voce a una “vera” persona del pubblico vuol significare che qualcosa sta cambiando?

“Sì, io penso che già molto sta cambiando. Sinceramente non è solo l’ambiente televisivo a essere incentrato sull’apparenza. Ci sono fin troppi ambienti dove l’aspetto fisico è una discriminante e non riesco a comprendere perché. Indipendentemente dell’aspetto esteriore ogni persona può dare tanto agli altri, a prescindere anche dal contesto in cui si è. Essere discriminati per la razza, per il fisico, per la propria sessualità, lo trovo non solo sciocco ma forse neanche più di moda. Penso che le persone dovrebbero aprirsi a quello che noi siamo dentro e non fuori, a quello che possiamo dare l’uno all’altro. E lo dico veramente con il cuore”.

Hai ascoltato tanti racconti personali di gente famosa e non, tante storie struggenti ma anche di rivalsa e di successo. Cos’é che, secondo te, aiuta a superare i momenti difficili e a ritrovare la propria strada?

“La risposta un po’ più scontata sarebbe dire la forza interiore, la forza che abbiamo dentro di noi. Invece non so perché credo che sia la forza che gli altri ti possono dare. Affrontare le difficoltà con il supporto di un amico, di un parente, con l’amore delle persone che, anche se ti conoscono poco, hanno voglia di darti amore e sostegno. Penso che sia la cosa più bella. Perché molti di noi questa forza dentro non ce l’hanno, o meglio, ce l’hanno ma non riescono a farla uscire da soli. Io ho bisogno dell’affetto e dell’aiuto di chi mi sta attorno, anche se le ho conosciute mezz’ora prima, anche si mi danno un semplice abbraccio, per me già quello è tutto. Certe volte siamo timidi, certe volte non chiediamo alle altre persone. Invece dobbiamo farlo, dobbiamo chiedere aiuto. Probabilmente molti diranno no. Ma per i tanti NO che riceviamo quel SÌ che ci verrà  dato ci aiuterà. In questo non smetterò mai di dire grazie a Caterina Balivo e tutto il team di “Vieni da me”, perché mi hanno sorriso, aiutato, accompagnato, sono diventati la mia famiglia adottiva che mi incoraggia ad andare sempre avanti“.

Siamo in tante a seguirti con infinito affetto; quale consiglio daresti per portare un po’ di straordinario nella quotidianità della vita delle nostre socie, così come hai fatto tu?

“Io in questo momento mi sento una privilegiata, perché quando io sorrido in televisione lo faccio veramente con il cuore perché partecipo a tutto. Ecco, partecipare alla vita degli altri. Io questo consiglio. Qualcuno potrebbe dirmi sì tu adesso sei in televisione, per te è facile. No, io anche quando non ero in tv, cercavo quando potevo di partecipare alla vita degli altri. Io credo molto nella condivisione, nell’umanità, nel dare amore. Nel dare un abbraccio o due per riceverne solo anche mezzo. Quindi partecipiamo alla vita degli altri. Perché dalla partecipazione noi possiamo ricevere soltanto bene. E questo ci può far sentire persone straordinarie. E se abbiamo voglia di piangere facciamolo, ma con un mezzo sorriso. So che non è sempre facile ma quel mezzo sorriso fa affievolire un pochino il dolore. Questo per me è lo straordinario… provare a sorridere, se si riesce, anche nel dolore. Non è facile, me ne rendo conto, ma si può provare”.

I SOLITI IGNOTI: IO, MODELLA CURVY, VI SVELO COS’È SUCCESSO DIETRO LE QUINTE DELLA TRASMISSIONE TELEVISIVA

Le identità segrete da indovinare… Sapete riconoscere la modella curvy?

Messaggio da Curvy Pride “Ciao Martina, ti piacerebbe partecipare ad una puntata de “I soliti ignoti”? Stanno cercando l’identità “modella curvy”.
Perchè no, ho pensato, così ho inviato i miei dati ed alcune foto e dopo qualche giorno la produzione mi ha contattata per registrare la puntata a Roma!
Che emozione!

Non sono mai stata in uno studio televisivo e per me, che vengo dal Veneto e non da una metropoli come Roma o Milano, tutto era nuovo.
Sono rimasta stupita dall’organizzazione, efficienza e puntualità di RAI/Endemol nel gestire la logistica, e ancor di più sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla gentilezza di tutti gli addetti, soprattutto da parte di Ilaria.

Davanti al Teatro delle Vittorie

Dopo essere arrivati al Teatro delle Vittorie abbiamo iniziato le procedure burocratiche: sommate a quelle da seguire per il COVID erano pari ad un rogito (su stessa ammissione degli addetti!). Alla fine di tutto l’iter un notaio si assicurava che ciò che avremmo affermato durante la puntata corrispondesse a verità.
Abbiamo fatto una riunione con gli autori, che ci hanno fatto alcune domande sul nostro mestiere e sulla nostra vita quotidiana, per estrapolare degli “indizi”, gli stilisti hanno scelto e controllato i nostri outfit (sapete che in RAI esiste un “occultatore di marchi”?), infine abbiamo fatto una prova generale della trasmissione.

I miei “indizi”



Dietro alle quinte il clima era molto rilassato, abbiamo chiacchierato tra di noi in attesa arrivassero Amadeus e l’ospite VIP misterioso.
Gli autori RAI ci hanno indicato quali frasi dire al concorrente in caso avesse chiesto degli indizzi o la “Fotona”.
Uno dei miei indizi era “Con queste forme mi sento sempre in forma!” un gioco di parole azzeccato e che sottolinea la positività di essere una modella curvy.

Si abbassano le luci ed inizia la registrazione. Entra il concorrente VIP, l’attore, comico, cuoco e cantante Andy Luotto.
Amadeus introduce le varie identità, tra cui la “Modella Curvy, ovvero una modella con delle misure un po’ più abbondanti” e nel corso della trasmissione ad un dubbio di Andy spiega, correttamente, che la modella curvy ha delle misure più abbondanti rispetto alle modelle standard.

Per chi conosce il mondo curvy, era fin troppo evidente che la modella curvy fossi io, infatti ero la più formosa tra le concorrenti e, su consiglio degli stilisti del programma, indossavo un abito elegante e tacchi alti.
Dovevo infatti essere una tra le identità più facili da indovinare.

Ero l’identità nr.7 e prima di me si è presentata Afef, bellissima ragazza di origine marocchina. Andy non ha dubbi, la modella curvy è lei. “Qui l’idea è ben precisa… la modella curvy non la può fare lui o l’altro, e la signora beh per fare la modella ci vuole…hem…” e conferma l’identità di Modella Curvy.
Per chi non ha visto la puntata, Afef è la concorrente nr. 4 nella foto di gruppo.

Amadeus chiede alla concorrente che taglia porti e lei simpaticamente risponde “La meno venti! A parte gli scherzi, la mia taglia non è da considerarsi fuori dagli standard”. Andy spiega che secondo lui Afef “ha le curve”, Amadeus ribatte che ci sono curve E CURVE, nel caso della modella curvy la taglia è più abbondante.
Complimenti sia al conduttore che al concorrente che, accortisi di essere al limite della gaffe politically correct, precisano che tutte le curve sono belle!
Amadeus puntualizza che in Italia le misure curvy partono dalla taglia 46.

E’ il mio turno!

Arriva il mio turno e dagli scalini scendo verso il centro dello studio sul mio tacco 12. A questo punto Andy esclama: “Adesso ho capito tutto! Lei sta bene, e si vede!”. Ringrazio e continuo il gioco, Andy conferma immediatamente “Modella Curvy”e naturalmente indovina, portandosi a casa i 5.000 Euro.
Amadeus ci tiene di nuovo a sottolineare che il curvy parte dalla taglia 46, esclama “bella ed elegante!” , Andy ribadisce “ed anche una bella simpatia!” , poi passano all’identità successiva ed al “parente misterioso”.
Non ho riportato i complimenti che ho ricevuto per vantarmi, ma per far capire alle donne che mi leggono che una donna curvy che si ama e si prende cura di sè non ha nulla da invidiare ad una donna snella. Non siamo peggiori o migliori delle donne magre, ogni donna vale per quello che si sente di valere.

Due sono i motivi che mi hanno spinta a raccontarvi la mia esperienza in TV:
il primo naturalmente è per raccontarvi cosa succede dietro alle quinte di uno spettacolo televisivo e per ringraziare Curvy Pride di questa fantastica opportunità, la seconda è per riflettere sulla parola CURVY, questa parola multiforme e misteriosa…

Modella Curvy, il mestiere misterioso.

La partecipazione a “I soliti Ignoti” mi ha dato modo di riflettere sul termine “curvy”.
Sto scrivendo sul blog di Curvy Pride, penso che la maggior parte delle persone che mi leggono sapranno cosa significa curvy: una donna che indossa una taglia più abbondante rispetto alle taglie considerate standard.
In Italia la moda curvy parte ufficialmente dalla taglia 46, anche se alcuni marchi di moda iniziano già dalla 44.
Il termine curvy significa semplicemente “con le curve” e se volessimo fare i precisini con l’etimologia della parola, tutte le donne dovrebbero essere considerate curvy. Il corpo della donna è per sua definizione, accogliente e pieno di curve, che sia magro, formoso o plus size.

Ora entriamo nella terminologia della moda, stiamo infatti parlando di “modella curvy”.
Negli anni ’50 e ’60 la donna curvy era la pin-up, una donna snella ma dalle forme morbide su seno e fianchi: come dimenticare Betty Page e Marilyn?
Dagli anni 90 all’inizio degli anni 2000, come ben sappiamo, la moda ha considerato quasi esclusivamente modelle magre e molto magre, relegando la donna curvy ad informi “taglie conformate” che poco valorizzavano e molto nascondevano. Da qualche anno a questa parte finalmente la moda si è accorta delle tante donne curvy e plus-size ed ha iniziato a creare linee di abbigliamento che sappiano valorizzarci.
Dalla necessità di valorizzare il corpo di donne molto diverse (dalla taglia 46 in su, con diverse proporzioni) nasce l’esigenza di molte modelle curvy: quella snella con seno prosperoso, quella piccolina e rotondetta, quella a pera, quella giovane e quella più avanti con gli anni e così via.

Se lo standard della modella nell’immaginario collettivo è una donna giovane, alta e magra, come possiamo definire lo standard per una modella curvy?
Ebbene, non c’è uno standard.
La modella curvy viene scelta per le sue particolarità dall’azienda in base allo stile e al settore di mercato che vogliono valorizzare. Ci sono differenze notevoli anche da un Paese all’altro, basti pensare che se in Italia si parte da una 44/46, in Germania non si considera curvy una donna sotto la taglia 50.

Il mestiere di modella curvy viene svelato, a sinistra durante una sfilata, a destra una foto in posa come fotomodella curvy.

Una modella curvy è quindi una donna di bella presenza, che i Italia indossa una taglia 46 o oltre (alcune case di moda iniziano già dalla 44 ), questa donna deve saper posare e sfilare.
Udite udite, ciò che fa la differenza non è più un numero, una taglia, un’età, ma la professionalità della modella stessa.
Torniamo per un attimo alla trasmissione “I soliti ignoti”, finché eravamo ferme, il concorrente ha indicato subito Afef come modella curvy, perché ha pensato che una modella dovesse essere bella, giovane e con un bel fisico (ricordiamo che la nostra società ancora individua, più o meno consciamente, la bellezza fisica in un corpo snello).
Nel momento in cui mi ha vista scendere le scale con disinvoltura ed eleganza, senza cadere dai trampoli, ha esclamato “adesso ho capito tutto!”
Anche Amadeus ha sottolineato “bella ed elegante”.
La differenza tra “Martina” e “Martina modella” non l’ha fatta il mio aspetto fisico, bensì il mio portamento e la mia esperienza nello sfilare e nel posare.

Curvy Pride è ancora una volta una meravigliosa realtà che crea aggregazione e condivisione: stavolta lo fa attraverso GLAMOUR SOCIAL MODEL, progetto legato al mondo della moda, degli shooting e delle sfilate. Siamo un gruppo di persone “normali” e modelle di ogni tipo che… beh, se volete scoprire cosa facciamo e avere tutte le info e magari sfilare con noi, cliccate Glamour Social Model

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo libero alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia, ma fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: