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Felicità Formosa – Curvy a PARMA

Felicià Formosa nasce dell’idea di Valentina & Beatrice per la creazione e divulgazione di eventi “Curvy” su Parma e provincia. Dal motto “in forma con le forme” pensano che una donna debba prendersi cura delle proprie curve con alimentazione sana e attività fisica perchè la bellezza è in ognuna di noi ma cercare di non esagerare con il peso non è solo una questione estetica ma anche di salute.

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Valentina ex taglia 44, ora 48, ma sempre “maggiorata” diventando mamma ha trasformato il suo corpo rendendolo più morbido e si accetta più di prima ma cerca sempre di curarsi con pilates, camminate in compagnia e lunghi giri in bicicletta con i suoi figli. Ama conoscere nuove persone e mettersi gioco senza pregiuduzi e aspettative.

Beatrice è sempre stata una taglia 46/48 e di costituzione formosa, cerca di mantenersi in forma effettuando una palestra mirata 2 o 3 volte alla settimana e ogni occasione è buona per tenersi comunque in movimento tra ballo e calcetto. Ama il divertimento e la compagnia, segue un alimentazione varia ma controllata senza privarsi di qualche dolce!

Il primissimo evento di “Felicità Formosa” si terrà a Fontevivo (PR) e per l’occasione 9 Donne tutte bellissime sfileranno per dimostrare che una donna è meravigliosa nonostante gli anni e le taglie.

Il corpo cambia, è pertanto corretto volerci bene ma senza ossessioni accettando il cambiamento.

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Evento è situato in via Roma, Fontevivo (PARMA)

-Dalle h 20:00 stand gastronomici

-Dalle h 21:30 filata curvy per promuovere la pluralità della bellezza con: Beatrice Coccioli, Valentina Parenti, Sabrina Frazzi, Noemi Topi, Francesca Angelo, Sabrina Motto, Laura Tagliaferro, Silvia Corradin e Mariangela Salmi. Le donne indosseranno gli abiti di “Valentina abbigliamento” di Noceto, verranno pettinate da “Cristal acconciature” e truccate dalla” profumeria Etoile” e sfileranno con VespaClub di Collecchio fotografate successivamente da Mauro Lonati e co. Saranno inoltre dati diversi gadgest alle ragazze partecipanti.

-Dalle h 22:30 Animazione Scuola Movida

NON MANCATE!

 

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Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

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STRIKE A POSE – curve, casting e passerelle.

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Sfilata di Carrie Bradshaw in Sex and the City: un “break  a leg” (lett.”rompiti una gamba”, ovvero il nostro “in bocca al lupo”) preso un po’ troppo alla lettera… Da https://www.ternechave.net/moda-2/sarah-jessica-parker-su-quell-infame-carrie/

Estate 1999: “Ciao magre” e ” Che fai, mangi salame?” “Non han mai fatto male tre fette di salame, Levoni manda al mare la moda alimentare” (pubblicità salumi Levoni del 1998) sono stati i primi timidi tentativi di invertire alcune tendenze del mondo della moda. Lentamente, ma incessantemente, come la più testarda delle gocce cinesi, hanno lavorato ai fianchi del mondo della moda, provvedendo ad arrotondarli. Come donna comanda.

Sebbene al momento si sia presa un periodo sabbatico, “Ciao Magre” è stata la prima vera agenzia italiana di modelle curvy, lanciata del brand Elena Mirò nel 1999 (e a cui la scrivente non partecipò per 5 centimetri del piffero – Grrr). In 20 anni ha provveduto a rimettere in discussione il canone 90-60-90 (anche meno), introducendo modelle che ora chiameremo curvy (e anche plus size), a “ingentilire” anche i capi dedicati alle taglie non esattamente “canoniche”: anche se la strada è ancora lunga, e siamo ancora distanti da paesi come gli Stati Uniti, in cui concetti come inclusività e diversità fanno parte del bagaglio culturale di ogni studente di moda, si potrebbe affermare che…eppur si muove: basta fare la più banale ricerca Google, e vedere quanti annunci ci sono per la ricerca di modelle curvy, anche da parte delle aziende di intimo (i più maliziosi potrebbero obiettare che è in realtà tale ricerca viene fatta per evitare l’effetto “busta di patatine”).

Le motivazioni per fare un casting (una sfilata o un concorso) possono essere diverse: dallo scoprire lati di sé che non si conoscevano, al vedersi sotto una nuova luce per qualche ora, fino a scoprire che un gioco può anche diventare una professione: allora perché non provarci? Perché non vivere l’ebrezza della passerella (o di un casting) per un giorno?  Avendo sempre in mente però che c’è anche il rovescio dark di tutte quelle pailettes luccicose, che “comandare è fottere” non è solo il libro scritto dall’ex direttore della LUISS, Pier Luigi Celli, e che ci sono tanti guru, ma anche tanti paraguru.

Per il resto…buona fortuna! E divertitevi!

Caterina Argentieri

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Logo agenzia “Ciao magre” (1999). http://www.ciaomagre.com/

Caterina Argentieri
#CurvyPrideBlogger

Chi è Caterinasognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

STEREOTIPI COME GABBIE DORATE – intervista Dott.ssa Di Pietro

A seguito dell’articolo Educazione e buone abitudini alimentari abbiamo pensato di intervistare la Dott.sa Paola di Pietro. Essendo mamma sono in cerca costante di risposte e informazioni esterne per la risoluzione di problemi. Negli ultimi anni ho lavorato costantemente su me stessa per cercare di essere una persona migliore, chiedendo aiuti esterni, leggendo libri, ma anche mettendo in discussione in primis le mie azioni. Ho cercato pertanto di formulare quesiti che potessero essere utili non solo a me ma agli adulti lettori di Curvy Pride; siano essi genitori o persone attente.


Paola-Convegno Dott.sa Paola di Pietro è laureata in Lettere moderne con una tesi sull’ayurveda e in Antropologia con una tesi sulle emozioni nella malattia e nella cura con l’omeopatia, ha inoltre frequentato corsi di pedagogia, omeopatia, floriterapia. Ha scritto diversi libri in collaborazione con la dr.ssa Rita Tanas, che si occupa di bambini e adolescenti (perledelfini.it) e il dr. Stefano Gastaldi, psicologo del centro Minotauro di Milano. Sul sito la bibliografia intera.


1) Ho avuto modo di conoscere il suo libro “bimbi in forma senza diete” e di ritenerlo prezioso per l’insegnamento al rapporto col cibo. Agli adulti di oggi cosa consiglierebbe?

Mi fa piacere che abbia trovato utile il mio libro e soprattutto sono lieta del motivo, che è proprio l’obiettivo che avevo quando l’ho scritto: aiutare le persone a conquistare un rapporto equilibrato con l’alimentazione e con se stesse. Agli adulti consiglio più o meno le medesime cose che suggerisco ai bambini e cioè di mangiare in modo sano e bilanciato, adeguando la quantità al proprio stile di vita, tenendo in considerazione il piacere e la salute, senza dimenticare gli aspetti emotivi e relazionali legati al cibo

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2) Nei giorni moderni si parla di “curvy” (traduzione “formosa”) indicando ogni taglia topo la 44, lei ritiene sia corretto?

Certo che no! Il problema però non è il numero della taglia ma le etichette in sé, perché catalogano gli individui e stabiliscono presunte normalità. Credo invece che bisognerebbe valorizzare le differenze, cioè il fatto che ogni persona sia unica.

3) Sto lavorando su me stessa e i miei figli sull’accettazione di se e degli altri liberi da stereotipi/etichette; non è gradevole puntare il dito e dire SEI magra, SEI grassa, sei alta o bassa. La bellezza sta nell’unicità e nella percezione di come vediamo le cose cosa consiglierebbe nell’educazione a riguardo?

I giudizi a volte diventano condanne e le etichette riducono la persona a una sola dimensione, dimenticando che ciascuno di noi è un essere ricco e complesso, oltre che unico. Ciò vale in particolare per il giudizio estetico, che sminuisce l’individuo a un corpo da mostrare e a una forma predefinita a cui conformarsi, senza tenere conto di qualità come l’intelligenza e la sensibilità né delle qualità e delle potenzialità personali. Saper riconoscere gli stereotipi e cercare di superarli è un obiettivo importantissimo, anche per vincere molte piaghe sociali come il bullismo, l’intolleranza, le disuguaglianze, l’emarginazione e l’esclusione sociale. È utile per potersi esprimere e per essere liberi. Infatti, anche i giudizi e gli stereotipi considerati positivi diventano delle gabbie, seppure dorate, da cui è difficile uscire. Accogliere le diversità è realmente una fonte di ricchezza: solo la differenziazione cellulare permette la vita, solo la collaborazione tra persone diverse per cultura ed esperienza personale permette la soluzione creativa e soddisfacente dei problemi. Inoltre, valorizzare le diversità ci permette di trovare in ciascuno pregi e limiti, consentendo a ognuno di avere lati positivi su cui fondare la propria autostima e punti deboli su cui orientare il lavoro di crescita personale. Inevitabilmente, questo realizza una condizione di rispetto verso gli altri, oltre che verso di sé. Per farlo, occorre riconoscere le qualità dei propri figli e delle proprie figlie, anche e soprattutto quando non sono quelle che in genere ci si aspetta che abbiano, e mostrarle loro. È anche importante evitare di identificare le persone con una loro qualità o un loro difetto, con qualcosa che hanno fatto o detto, ma ricordarsi di considerarle sempre nella loro complessa unicità.

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4) L’accettazione di se è importante ma anche la salute, non è facile trovare il giusto equilibrio tra cibo, attività fisica, cura in generale. Quale’è la giusta formula?

Dopo aver tanto esaltato l’importanza della diversità, non è facile rispondere perché non c’è una formula giusta uguale per tutti. Possiamo però dire che ciò che diventa ossessione o che crea sofferenza andrebbe affrontato, compreso e trasformato. In genere, un atteggiamento ostile verso parti di sé non aiuta ma peggiora la situazione. Accogliere e comprendere, invece, favorisce il cambiamento. Può essere difficile da capire, perché nella nostra cultura si pensa che per cambiare bisogna lottare, aggredire, combattere, mentre accogliere e accettare vuol dire rassegnarsi passivamente. In realtà non è così. Come nella vita e nelle relazioni quotidiane, l’aggressione provoca una chiusura di difesa che non lascia spazio alla comunicazione o una risposta altrettanto violenta che invece di favorire il cambiamento causa distruzione. Il mio consiglio è distinguere tra stereotipi estetici e fattori di rischio per la salute, per non cadere nelle trappole dei primi e proteggersi dai secondi. Quindi, non identificarsi con una forma fisica o una taglia, mangiare con gusto e moderazione, fare attività fisica scegliendone una piacevole e soprattutto darsi sempre delle mete che richiedono uno sforzo possibile, che siano raggiungibili. È un modo per avere due vantaggi, non uno: non solo si otterrà il successo voluto, ma con esso si rafforzerà la propria autostima e si potrà partire per un nuovo obiettivo. Il bello della vita è che ogni meta è una nuova partenza.

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5) molti pensano che col termine “dieta” si intenda il periodo in cui si viene seguiti da un nutrizionista/dietologo, ma non crede che semplicemente il modo di sintetizzare il regine alimentare corretto che andrebbe seguito sempre? Si a dolci e grassi (per esempio) ma con moderazione?

Come conferma la Treccani, dieta era “nell’antica medicina greca il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute”. Mettersi a dieta, quindi, vuol dire seguire lo stile di vita più adatto alla propria costituzione e al proprio modo di essere e capace di proteggere il benessere. Tenendo presente che, come dice l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la salute è una questione complessa, non solo fisica ma anche psicologica, ambientale e sociale. Non sempre è facile capire in cosa consista la dieta ideale per sé o per i propri figli; se le proprie abitudini finiscono per aumentare il rischio di ammalarsi o per renderci infelici, vale la pena di chiedere supporto a nutrizionisti o psicologi.

6) che consigli darebbe per evitare che i nostri figli siano vittima di bullismo o si ammalino di disturbi alimentari?

Ci sono due capisaldi dell’educazione, l’esempio e il dialogo. Spesso per i bambini ha più peso quello che facciamo di ciò che diciamo. Cominciamo a riequilibrare il nostro stile di vita e loro saranno stimolati a fare altrettanto. Per proteggerli dai disturbi del comportamento alimentare è utile non dare eccessiva importanza al peso corporeo, alla forma fisica e all’alimentazione. Sembra un controsenso, ma non lo è. I DCA sono infatti legati anche a un’eccessiva enfatizzazione dell’aspetto esteriore e del cibo. L’equilibrio a tavola dovrebbe essere una questione naturale, non un’impegno e un’attenzione ossessivi. Inoltre, legare il cibo a premi o a punizioni crea l’idea nel bambino che un alimento possa colmare un vuoto interiore, per esempio, suscitando una confusione che può avere conseguenze anche in età adulta. Per quanto riguarda il bullismo, rinforzare l’autostima di bambini e bambine sottolineando i loro pregi e insegnare loro a rispettare e apprezzare le differenze proprie e altrui sono aiuti importanti. Perché il bullismo non è un comportamento a senso unico, è l’interazione tra due persone che percepiscono e agiscono in modo opposto la propria debolezza: il bullo fa lo spavaldo e umilia per dimostrare una forza che teme di non avere e il bullizzato subisce perché crede di non meritarsi altro. C’è anche un terzo ruolo, quello di chi assiste senza reagire, facendosi complice del bullo. La nostra sfida come genitori è insegnare ai nostri figli a non vestire nessuno di questi ruoli. Non è facile. Il dialogo e la confidenza tra genitori e figli saranno alleati fondamentali, che vanno coltivati fin dai primi anni di vita.

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7) Lei ha scritto un libro “solo ciccia e brufoli?” ma quali sono i punti più importanti?

Questo è in un certo senso il seguito del libro “Bimbi in forma senza diete”, perché riguarda gli anni che seguono l’infanzia, quelli della preadolescenza e dell’adolescenza. È un periodo delicato e complesso della vita, soprattutto perché il corpo si trasforma velocemente e quindi si impone all’attenzione di ragazze e ragazzi, spesso disorientandoli. A questo punto il tempo dell’educazione è praticamente finito e occorre stabilire una distanza che non abbandona, una presenza discreta che lascia aperta la porta alle esperienze autonome. Gli adolescenti cercano la propria identità e indipendenza, vogliono essere apprezzati dai coetanei e affermarsi nel gruppo. Il pericolo dei disturbi del comportamento alimentare in questo momento è più alto che mai. Nel libro si cerca di leggere segnali e comportamenti per trovare indizi e significati, in modo da riuscire a stare a guardare quando non ci sono pericoli e capire quando bisogna intervenire e come farlo. Per lasciare che i nostri figli possano affrontare i problemi e le crisi che li faranno crescere e aiutarli solo quando il rischio è reale e troppo grande per le loro forze.


Un sincero Grazie alla Dott.sa Paola di Pietro per il suo tempo e per questi splendidi consigli.

Valentina per Curvy Pride


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

Educazione e buone abitudini alimentari fin da piccoli

di Valentina Parenti

Mi e stato consigliato il libro “bimbi in forma senza diete”, dopo aver avuto un dialogo con una psicologa nella prevenzione futura di obesità e bullismo per uno dei miei figli, in esso trovate un bellissimo vademecum di ogni tappa dalla gravidanza alla pubertà.

Mi sono soffermata al 6 capitolo, nel quale la dottoressa Paola di Pietro sostiene che bisogna fare attenzione a all’uso del cibo come sostituto di emozioni, come premio o punizione perché sono comportamenti che possono generale una relazione col cibo del tutto errata e difficile da correggere.

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Continua… “Colmare il vuoto interiore e le carenze affettive con il cibo, usandolo come surrogato di sentimenti, diventa una modalità nota e funzionale che il bambino tenderà a replicare anche da grande, un’abitudine che non soltanto lo espone ad avere disturbi alimentari in età adulta, ma che lo porta ad avere minore consapevolezza di sé e difficoltà di soluzione nelle nelle proprie problematiche relazionali e personali negli anni a venire”. Mettere a tacere il cibo, o meglio tentare di farlo, ogni disagio interiore impedisce di comprenderne le reali Radici e di conseguenza non permettere di affrontare i cambiamenti necessari a superare il problema. Non solo. In questo modo si crea un circolo vizioso, poiché come abbiamo visto l’obesità o altri disturbi alimentari sono sia la conseguenza sia la causa di disagi e problematiche di relazione con gli altri.

Errare è UMANO, e il libro non vuole creare un modello irraggiungibile di mamma, papà o adulto ma aiutare alla consapevolezza di sé in modo che ognuno abbia gli strumenti per crescere e migliorare cercando di vivere nel modo più sano possibile.

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Non c’è bisogno di “diete” drastiche ma di un percorso constante e un rapporto in pace col cibo. Amiamo e Amiamoci fin da piccoli. Amiamo il nostro corpo e nutriamolo in modo corretto, responsabile e consapevole.

(per ogni reale consiglio rivolgetevi ad uno specialista)

Il primo amore non si scorda mai… LUKE PERRY

Qualche giorno fa per noi ragazze degli anni 90 romantiche, ma con un filo di trasgressione è corso via… Dylan… bello e dannato… con la sua auto rossa, la stessa che ha visto tanti tramonti che si avviavano ad un cielo di stelle…

Da qualche giorno la stella che ha regalato a noi tante emozioni brillerà per sempre! Troppo giovane, ma come un fulmine a ciel sereno un ictus ti ha colpito senza darti scampo.
Era qualche giorno che i siti di stampa annunciavano il ritorno del telefilm cult dei primi anni 90 BeverlyHills90210 e per la prima volta la produzione annunciava il ritorno di tutti i personaggi tranne Shannen Doherty che aveva lasciato il gruppo molto tempi prima dalla fine della serie perché erano nate delle incomprensioni con il produttore Spelling. Non si è fatto in tempo a gioire e prepararsi al nuovo mix di emozioni, che tutti i social hanno pubblicato la triste notizia.

Qualche giorno fa IL DIVO INDISCUSSO AMATO DA GENERAZIONI… LUKE PERRY… È STATO COLPITO DA ICTUS!

PARE SIA GRAVE… in un primo momento si è pensato ad una trovata pubblicitaria… Ma dopo la conclamata scomparsa.

Abbiamo dovuto fare un passo indietro, ed oggi come ieri Dylan McCain resta il sogno di chi vuole vivere un grande amore e che la vita te lo strappa via con inaudita violenza.

Ci hai lasciato, ma sei stato il nostro primo amore“.
Ai tempi dell’amata serie che ci teneva incollati alla TV, che si rinunciava a tutto pur di non perdere nemmeno un secondo della puntata.

Non erano ancora presenti nelle nostre vite i social ed è stato forse un bene, perché oggi tutte noi conserviamo ricordi indelebili e bellissimi del sogno di un amore raro, di pagine dei nostri diari con lunghe lettere a cuore aperto, foto… e CUORI enormi con stampato il viso e soprattutto lo sguardo di Dylan… che abbiamo cercato per anni negli occhi di chi ci guardava.. e ci giurava amore eterno!

Nonostante tutto….GRAZIE DIVO RESTERAI SEMPRE L’UOMO DEI NOSTRI SOGNI.

di Anna Cicalese

“Bodypositive” cat walk Laura Brioschi Project – Onlus

3 Marzo 2019
Duomo di Milano.

Qui si è svolto il Flash Mob #BODYPOSITIVE più importante d’Europa, con lo scopo di unire uomini e donne di diversa  forma fisica, età, etnia, orientamento sessuale ed eventuali deficit per trasmettere positività ed accettazione verso se stessi.
“Ci spogliamo dai pregiudizi”, dice Laura Brioschi, modella curvy ed infuencer da quasi 500K che ha ideato ed organizzato la manifestazione.
Questo evento ha ufficialmente inaugurato la nascita dell’Associazione Body Positive Catwalk, organizzazione NO-PROFIT in tutela dei diritti del cittadino, istituita da Laura ed il suo compagno Paolo Patria con lo scopo di creare eventi internazionali che aumentino la consapevolezza di se stessi ed il senso di aggregazione così da abbattere sempre più ogni tipo di discriminazione ed il bullismo.
E’ possibile entrare a far parte di questa già solida e numerosa community iscrivendosi tramite questo link: DONATE BodyPositiveCatWalk ONLUS 

Comunicato Stampa in pdf: ITA – CS BPCW 19 – Body Positive Catwalk

Su instagram oltre al profilo @bodypositivecatwalk è possibile vedere l’evento sotto gli hashtag:

  • #bodypositivecatwalk
  • #onlusbpcw
  • #laurabrioschiproject
  • #patriosky.

Tra le ragazze di Curvy Pride hanno partecipato:

  1. Valentina Parenti: nik ig “momincolors”
  2. Silvia Corradin: nik ig “sharonsly15”
  3. nik ig blondy_curvy

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Valentina Parenti fotografata da Red Beard Hp

Valentina Parenti, 34 anni oggi, socia Curvy Pride da Settembre 2018 proveniente da Parma, selezionata, ha deciso di partecipare per un riscatto personale, reduce da un’intervento maxxillo facciale post incidente stradale all’età di 6 anni in cui ricorda che i medici le dissero “non farà la modella”, un seno prosperoso in cui nell’adolescenza non sono mancate le critiche tipo “hai un bel viso ma dovresti dimagrire (anche se era una 42/44)” e due cesarei che le han cambiato l’estetica pensa che bisogna accettarsi per come si è senza troppe ossessioni.

“E’ Stata un’esperinza davvero emozionante che ha riportato alla luce un po’ di timidezza, ma davvero rigenerante per l’autostima. E’ Bellissimo sapere che 150 ragazze/i abbiano esposto le proprie imperfezioni per condividere che non devono esserci canoni  di bellezza giusti e sbagliati ma è proprio l’essere “D I V E R S I ” che ci rende unici e meravigliosi”.

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Valentina Parenti mentre viene fotografata da Rodney Pedrosa

Silvia Corradin di bologna anni quasi 45 ha partecipato all’evento di Laura Brioschi.

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Silvia Corradin

“La cosa bella è stata ritrovare (oltre ad alcuni visi conosciuti che fanno parte anche di Curvy Pride) persone di diverse etnie, problemi fisici differenti e alcuni particolarmente gravi, ma tutti/tutte con il sorriso sul volto e fiere di ciò che volevamo trasmettere! È stata veramente una bella emozione e esperienza”

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Silvia Corradin

LA MALATTIA DELLE PERSONE “PERFETTE”: LA GRASSOFOBIA

Perché perfette è tra le famose virgolette del sarcasmo (come le chiamo io).

Perché la maggior parte delle persone che si sentono all’altezza di giudicare una persona sovrappeso si crede appunto “perfetta”, probabilmente si guarda allo specchio e si crede il bronzo di Riace oppure la modella di victoria’s secret di turno.

OCCHIO NON HO NIENTE CONTRO LE MODELLE DI QUEL BRAND E TANTO MENO CON I PALESTRATI CHE SIA CHIARO E SOPRATTUTTO NON STO FACENDO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO.

Va benissimo che tu ti senta così, l’autostima è una cosa stupenda e tutti dovrebbero averla, ma dovete imparare che non tutti hanno quell’autostima e non tutti hanno il coraggio di guardarsi allo specchio ed ammirarsi per quello che è.

Eppure, sembra che in fondo vi manca qualcosa, perché chi è a posto con sé stesso non denigra e offende gli altri.

Ma noto con tristezza e dispiacere che voi perfetti soffrite di questa malattia chiamata GRASSOFOBIA.

Non potete vedere una persona grassa che iniziate con le risatine e le battutine fuori luogo, quando sono a bassa voce si può anche ignorare ma, molte volte cari miei le cose le dite ad alta voce, in mezzo alle persone in modo da avere i vostri 3 minuti di gloria.

Alcuni rideranno insieme a voi altri vi guarderanno e penseranno che siete solo maleducati (cosa più probabile).

Ed è lì che una persona che già si sente osservata di suo mentre cammina ed ha anche grossi problemi ad accettarsi si sentirà profondamente ferita perché fidatevi quando succede una cosa del genere la prima sensazione è quella di un pugno a grandezza Hulk nello stomaco e poi ti viene quella fitta al cuore ed un dolore incredibile al petto, ma tranquilli anche se siamo grassi non significa che sia un infarto.

Più precisamente quelle sensazioni riguardano qualcosa come vergogna di se stessi, umiliazione, ecc. E vi dico una cosa un cuore non si spezza soltanto quando si finisce una relazione, un cuore si spezza anche quando veniamo insultati, presi in giro, esclusi e così via…

Pensate che se vi comportate così la state aiutando? Pensate per caso che quando quella persona che avete preso in giro arriverà a casa piangerà e probabilmente avrà ancora più vergogna di se stessa? CERTO CHE NON LO PENSATE SENNO MICA LO FACEVATE GIUSTO? (Almeno lo spero).

Sapete quante persone hanno deciso di suicidarsi per queste cose e non parlo solo di adulti ma anche di ragazzini che vengono presi di mira a scuola dai compagni “fighetti” che non hanno nulla di meglio da fare durante la ricreazione che prendersela con il compagno cicciottello che magari se ne sta per conto suo perché sa di non essere accettato da nessuno o almeno lui crede così e voi lo aiutate ad aumentare i suoi complessi di inferiorità.

Quindi ho una brutta notizia per voi… Non siete così perfetti come credete, vi manca una cosa che vi rende un pochino più umani e si chiama EMPATIA.

Dopo questa prima parte vorrei parlare anche delle pubblicità che si divertono a prendere in giro le persone grasse come se fossero fenomeni da circo o qualcosa di simile e rientrano perfettamente nei parametri della grassofobia.

Si, perché non basta essere presi in giro dalle persone, anche il mondo pubblicitario deve infierire, credo che chi abbia ideato questa pubblicità non si sia minimamente chiesto come si può veramente sentire una persona sovrappeso.

Io riesco quasi ad immaginarvi seduti sulle vostre belle sedie mentre guardate il vostro “capolavoro” ridendo e discutendo sul fatto che questa sicuramente è una trovata di marketing eccezionale.

Beh! Se vi fa piacere la mia opinione credo che fare soldi prendendo in giro una persona con problemi di peso sia una cosa disgustosa.

Che poi vorrei ben dire voi la cioccolata non la mangiate vero?

Potrei anche accettare i fiori a San Valentino anche perché mi piacciono un sacco, ma se il mio fidanzato volesse integrare il regalo con una scatolina di Raffaello mica dico di no.

Vorrei ricordare a tutti che anche noi “ciccioni” abbiamo un cuore proprio come tutti, anche noi abbiamo sentimenti e probabilmente siamo anche molto più sensibili degli altri perché soffriamo tutti i giorni con i pregiudizi e le parole cattive delle persone.

Per tutti la vita è una battaglia ma per noi lo è ancora di più semplicemente perché non siamo uguali a voi, ma lo ripeto siamo comunque persone e come tali meritiamo rispetto e comprensione.

Meritiamo un sorriso e un abbraccio, anche una pacca sulla spalla va bene non è chiedere tanto.

Quindi se avete quell’amico che ha qualche chilo in più e che si sente a disagio ed è una delle motivazioni che non lo fa stare bene ogni tanto, ho un consiglio per voi.
Vi dico una cosa che tanti anni fa mi disse mia nonna.

“Guarda attentamente una persona negli occhi, di solito quando si è tristi quella luce che si sprigiona naturalmente è spenta e vuol dire che c’è qualcosa che non va”.

E cosa puoi fare tu? Siediti con lui e parlane, molte volte le parole di incoraggiamento e di conforto di un amico valgono più che 10 sedute dallo psicologo non perché non faccia bene andare anche dallo psicologo ma perché le cose dette dalle persone a cui vogliamo bene scaldano il cuore.

Quelle parole sono come l’olio che metti nella porta arrugginita sai perché? Perché per un momento la voce che quella persona ha in testa e che probabilmente è quella che causa 3000 paranoie smette di parlare, si zittisce.
Perché in quel momento,quella persona si sente voluta bene e quindi quella giornata che si prospettava decisamente buia, diventa leggermente più soleggiata.

Estela Regina Baroni

Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar.
Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.
Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi,metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”.