BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA

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Guardando questa foto sfido chiunque a trattenere un commento, un giudizio, una critica.
Al giorno d’oggi, più che mai, è difficile astenersi dal giudicare, dal dire la propria opinione sugli altri. Diventiamo sempre di più giudici spietati degli altri ma anche di noi stessi senza soffermarci a pensare.

Ma riguardiamo attentamente questa foto.

Soffermiamoci a guardare non due corpi ma due donne. Entrambe in guerra. Con loro stesse, col mondo circostante, col passato, col futuro.

Ognuno di noi dovrebbe non giudicare, non sentenziare, non criticare ma comprendere, ascoltare, se possibile aiutare.

Siamo tutti diversi ma perfettamente e magnificamente unici. Stiamo combattendo tutti una battaglia e nelle guerre di tutti i giorni non abbiamo bisogno di giudici ma solo di affetto.

Educhiamoci all’amore. E questo che dovremmo fare.

In questo articolo voglio provare a fare un po’ di chiarezza su questo e su un fenomeno dilagante del nostro tempo: il body shaming.
L’espressione inglese body shaming che, ormai da qualche tempo, è usata anche nel linguaggio comune di noi italiani, è composta dal sostantivo body ovvero corpo e dal verbo shaming che letteralmente vuol dire “il far vergognare qualcuno”. Ebbe sì, si tratta proprio di, come parafrasa il vocabolario Treccani, “deridere qualcuno per il suo aspetto fisico e per come appare esteriormente”.

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Per quanto questo possa sembrare un comportamento ai limiti dell’umano, offendere l’altro, giudicarlo, deriderlo, è un’usanza talmente diffusa e praticata oggigiorno da prevederne addirittura la creazione di un’espressione di riferimento, appunto body shaming e di coniare un termine per coloro che praticano ciò verso gli altri: haters, letteralmente “ODIATORI”.
Il perché questo avvenga in maniera sempre più accentuata nasconde significati profondi e latenti, che vanno ben oltre il semplice beffeggiare l’altro in maniera goliardica, come avviene da tempi immemori.


Ormai è noto che i canoni estetici imposti dalla società̀ siano diventati sempre più̀ rigidi e, spesso, quando non  rientriamo tra questi, viviamo una sorta di disagio causato dal confronto tra noi e gli altri. Ai continui conflitti che l’essere umano mette in atto quotidianamente contro se stesso e il proprio aspetto fisico dai quali, il più delle volte, esce sconfitto finendo così per ammalare il corpo, si aggiungono, dunque, anche gli altri a contribuire ad ammalare il corpo.
Ci si ritrova, infatti, se diversi, ad essere etichettati, giudicati, offesi con insulti o frasi che ci fanno sentire sbagliati e provare vergogna per noi stessi. Il body shaming è una pratica che ha il fine di far, appunto, vergognare una persona del proprio corpo, ferendone l’autostima e può essere messo in atto attraverso i social, con commenti e prese in giro ad una foto, ma anche nella vita non virtuale, tra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro. È rivolta sia ad uomini che a donne, ma con maggior influenza su queste ultime. Si può considerare una vera e propria sorta di bullismo.
Esistono molti tipi di body Shaming; tra i più diffusi vi è il  Fat Shaming, che prende in giudizio le persone con qualche chilo di troppo o che hanno vere e proprie malattie, come l’obesità̀.
In questo caso, non si parla solo di insulti come, ad esempio, possono essere “cicciona” o “sembri una balena”; ma anche frasi che apparentemente possono sembrare innocue, del tipo “dovresti mangiare meno”, possono gravare sulla psiche e sull’autostima di una persona che soffre di un disagio.
Opposto al Fat Shaming vi è il Thin Shaming che, al contempo giudica le persone considerate troppo magre, fissate per lo sport, attenti alla dieta che, anche in questo caso, talvolta presentano già veri e propri disturbi alimentari e indi per cui i giudizi altrui contribuiscono ad accentuare il disagio.


E’ considerato body shaming, qualsiasi tipo di commento, frecciatina, constatazione fatta verso l’altro con lo scopo di accentuare e far provare vergogna per un lato esteriore.
Basti pensare a chi ha parti del corpo considerate non consone ai canoni estetici e a quante volte ci è capitato di sentire espressioni come “orecchie a sventola”, “che nasone”, “sembri una rana” volte a giudicare parti del corpo particolarmente pronunciate di un individuo.
Talvolta, quindi, ignari delle sofferenze e dei disagi che attraversa l’altro, pratichiamo body shaming non intenzionalmente, non curanti che frasi apparentemente innocue o beffarde possano ferire l’altro.
Il body shaming, quello mirato e volto a ferire l’altro, è un fenomeno molto diffuso, soprattutto sul web. Coloro che praticano ciò, gli haters, molto spesso soffrono essi stessi di particolari disagi e sfogano la rabbia repressa verso gli altri, senza tenere conto della sofferenza altrui.
Non vi è, purtroppo, un metodo specifico per porre fine a questo meccanismo ma possiamo educare fin da piccoli ad una piena consapevolezza di sé stessi e degli altri, educare al rispetto delle diversità, attuare tecniche per accrescere l’autostima e cercare, cosi, da grandi di non essere trascinati in certi circoli viziosi.
Possiamo imparare quindi a proteggerci da certi commenti e a scindere il giudizio altrui dalla realtà oggettiva consapevoli che tutti possono esserne “vittima” e che, molto spesso, i giudizi e le critiche pervengono da persone poco empatiche e che, talvolta, non si rendono conto realmente di ciò che stanno valutando, definendo o giudicando ma giudicano per il mero ed unico fatto di parlare e mettersi in mostra e prevaricale sull’altro. Questo atteggiamento, come detto molto diffuso sul web, volto a giudicare chi si espone mostrandosi attraverso foto o video, dice molto non di chi subisce il giudizio ma su chi giudica. Dietro gli haters, o qualsivoglia i cosiddetti “leoni da tastiera”, ma anche i bulletti del quartiere, molto spesso si nascondono persone sofferenti, ferite, vittime loro stesse di disagi e bisognose d’aiuto.

Nel mio immaginario ideale, vorrei che tutto ciò non fosse più messo in atto. Vorrei che ognuno fosse libero di vivere il proprio corpo e il proprio essere, di mostrarlo e di accettarlo per quello che è, nella propria unicità.

Ahimè, per quanto mi piaccia sognare, so che la strada verso questo mondo utopistico non giudicante, senza haters, aperto alle diversità e senza stereotipi è ancora lunga e tortuosa ma Associazioni come la nostra Curvy Pride che offrono anche community dove ritrovarsi e sentirsi accolti, movimenti di bodypositive e tutte le piccole rivoluzioni messe in atto negli ultimi anni mi fanno ben sperare in un domani migliore verso un mondo “accogliente” e non più giudicante.

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Santa Pentangelo che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 

Trentenne single, eterna sognatrice. Innamorata dell’amore e della vita che secondo lei merita di essere vissuta al meglio.
Ci mette sempre il cuore e cerca il lato positivo in tutto ciò che accade!
mail santapentangelo27@gmail.com
@misssemplicementecurvy

Dillo a Curvy Pride con Marianna e Maria Teresa!!!

Un’occasione per raccontarsi, un concorso per mettersi in gioco

Molte di voi già lo sapranno o ne avranno sentito parlare, ma adesso entriamo nel vivo e con l’inizio del 2020 si comincia a delineare il percorso di quello che sarà il nostro racconto corale di #resilienza: Dillo a Curvy Pride.
A dicembre con l’uscita e la presentazione de “La mia resilienza in un corpo morbido“, il libro di Marianna, la nostra Presidentessa, nella cornice natalizia di Regali a Palazzo a Bologna, Giraldi Editore ha lanciato ufficialmente il Concorso in collaborazione con la nostra Associazione. Adesso è fondamentale avviare la campagna di raccolta delle storie e darvi tutte le informazioni di questo progetto che speriamo possa fare breccia prima di tutto tra i vostri cuori e poi tra le coscienze di chi troppo spesso minimizza, banalizza, ironizza e sottovaluta il dolore e la sofferenza che si nascondono dietro le parole e gli appellativi più odiosi per denigrare una persona in base alla forma del suo corpo.

Noi quelle parole le vogliamo contrastare con altre parole, quelle di chi ha voglia di farle uscire dal profondo dell’animo per raccontare agli altri quello che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Non è necessario metterci per forza la faccia, come ha fatto Marianna con un po’ di coraggio e tanta voglia di rompere il silenzio e come Maria Teresa Ruta, che ha subito sposato il progetto mettendosi in gioco con la sua esperienza di donna di spettacolo e di mamma, scrivendo la prefazione del libro curato da Marzia Di Sessa.

Adesso tocca a voi! Chiunque può partecipare anche in forma anonima per raccontare qualcosa che gli appesantisce il cuore e gli condiziona la vita di tutti i giorni.
Alleggeritevi condividendo la vostra storia! Di pregiudizio, discriminazione, #bodyshaming, bullismo, accettazione, rinascita, liberazione, riscatto. Quello che vi tenete dentro lo potete conoscere solo voi. Provate ad alleggerirvi raccontandolo.
#DilloACurvyPride è tutto qui, nell’affrontare la propria pagina bianca e riempirla di colori, di sentimenti, di emozioni. Che siano belle o brutte, positivi o negativi, accesi o sfumati, importa poco. Quello che conta è che siano veri, vostri, profondi e sentiti. E soprattutto quello che è fondamentale è scrivere con il cuore per il piacere di condividere. Non è e non sarà una gara. È più che altro una sfida con sé stessi per mettersi in gioco e vincere imbarazzi e paure.
Per tutti può essere un’opportunità per lanciare un messaggio insieme e per creare tante occasioni di incontro e confronto.

A partire dall’8 febbraio a Bologna dove ci sarà un primo appuntamento di #resilienza di cui vi daremo notizie dettagliate nei prossimi giorni. E poi si va a Termoli il 5 marzo, per chi vive in zona e ha voglia di esserci. Nel frattempo stiamo lavorando per avere almeno un appuntamento al mese con #DilloACurvyPride per arrivare al 30 giugno 2020, il termine per partecipare, con tante storie da raccontare.
Quella è l’unica informazione da segnare in rosso. Per tutte le informazioni più tecniche vi invitiamo a leggere la slide qui di seguito che trovate anche seguendo il link al sito della Giraldi Editore.

E se avete dubbi o bisogno di chiarimenti potete sempre scriverci, sui nostri profili social o alla stesso indirizzo mail dove potete inviare i vostri racconti: dilloacurvypride@gmail.com.
Tutto chiaro? Allora non perdere tempo. Il tuo segreto Dillo a Curvy Pride

MissCurvyssima 2019 – Le 5 Finaliste e le 4 fasce con menzioni speciali.

A miss Curvyssima 2019 sono 30 (25 semifinaliste + 5 riserve) le ragazze che si sono sfidate tra loro in una battaglia glamour sfilando in diverse uscite sul palco in abiti eleganti e glitterati, in intimo, con abiti da sposa oltre che con la collezione in anteprima Primavera estate 2020 di Sophia Curvy .

Le 30 concorrenti provenienti da varie città italiane, tra i 16 e i 45 anni, sul teatro Fabbri di Vignola (Mo) il 13 dicembre erano: Zhaklina Pello, Alessia Piaggi. Paola Gambellini, Noemi Esposito, Azzurra Cima, Luana Nutilr, Loredana Amorosa, Giulia Mariani, Elena Aiello, Laura Morera, Silvia Corradin, Martina Giraldi, Kristina Churakova, Isabella Lodi, Camilla Lambertini, Genny Lionetti, Alexandra Elena, Alessandra Manenti, Debora Spada, Federica de Rosa, Sabrina motto, Diana Rau, Eleonora Longhi, Lorena Micaletti, Alina Ramona Ivana, Ambra Ziggiotto, Stafania Spalletti, Vanessa Strampella, Martina Concordi, Coca Petruta.

Durante la serata sono state giudicate per bellezza oggettiva, charme e portamento con voti da 1 a 10. I risultatti hanno poi decretato le 5 finaliste: classificata Deborah Spada, 2° classificata Laura Morera, a parimerito al 3° posto Silvia Corradin, Eleonora Longhi, Vanessa strampella, oltre che a 4 fasce abbinate agli sponsor: Alessia Piaggi (testimonial Gruppo Zeobaldi Acconciature), Vanessa Strampella (testimonial Inco Cosmetici), Giulia Mariani (testimonial Sophia Curvy), Silvia Corradin (scelta dalla produzione cinematografica del film Shabadà per far parte del cast del prossimo film).

Abbiamo intervistato le ragazze “vincitrici” e ne parliamo qui di seguito:


IMG_3644 (Copia) classificata / fascia MissCurvyssima 2019 Deborah Spada, 25 anni di Rimini

“Tutti mi descrivono con due parole: semplicità e solarità e penso siano stati due punti di forza che mi hanno aiutato a vincere….”

L’intervista completa a lei dedicata qui: https://curvypride.wordpress.com/2019/12/19/misscurvyssima-2019-intevista-a-deborah-spada/




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classificata Laura Morera, 30 anni Roma

Laura durante l’adolescenza e l’infanzia ha vissuto in Texas e in Germania con la  famiglia. Appena diplomata è entrata e rimasta in marina militare per due anni, facendo anche un imbarco sulla nave Amerigo Vespucci. Successivamente ha intrapreso la professione di assistente di volo, che fà da 8 anni, e che l’ha portata a vivere in varie località (Inghilterra, Croazia, Bergamo e Lamezia Terme) prima di Roma dove vive attualmente.
Si è avvicinata al mondo della moda Curvy (allora chiamata Oversize) partecipando nel 2011 ai concorsi Miss Italia e Miss Universe, a vari casting che l’hanno portata a posare per shooting fotografici, cataloghi di moda, a partecipare a figurazioni speciali in alcuni film, e lavorare come modella per capelli. Tra i suoi sogni nel cassetto c’è quello di prendere un brevetto da paracadutista civile e la patente nautica.

“la mia meta non è essere migliore di qualcun’altro ma migliore di cià che ero ieri”




 silvia2.jpg3° classificata / fascia film Shabadà  Silvia Corradin, 45 anni Bologna.

Silvia nella quotidianità è una pasticcera ma con un sogno nel cassetto: calcare oltre le passerelle di moda anche il palcoscenico, per questo ha partecipato a diverse sfilate, in tv a “detto/fatto” e nel 2018 a una parte nel film di Luciano Ligabue Made in italy nel ruolo di Lidia.

A missCurvyssima partecipa da tre anni arrivando 2° nel 2017, tra le 5 finaliste nel 2018 e quest’anno 3° con la bellissima fascia di Sciabada’ il musical.

“Il mio motto è buttati che è morbido giusto per indicare di non abbattersi mai ma continuare nei propri sogni e desideri a provare a realizzarli”




49895895_757809594591985_4983534112137543680_o3° classificata Eleonora Longhi, 23 anni, Rieti

Prossima alla laurea in Scienze forestali, gestisce attualmente un agriturismo. E’ testimonial BeutifulCurvy 2019/2020 (nel calendario interpresa Rihanna nel mese di Giugno) e partecipa a Miss Curvyssima da qualche anno vincendo nelle edizioni  fasce di merito.

Bellezza per me è vedersi, accettarsi e amarsi per quello che si è, sentendosi bene con sé stessi.

 

 





16864252_782835095197833_1082752260000979423_n3° classificata  / fascia Inco cosmetici  Vanessa Strampella Roma

 

 

 

 

 

 




79854116_2633214600132947_4616894714245808128_oFascia Gruppo Zeobaldi Acconciature Alessia Piaggi ,24 anni Ravenna.

Lavora come hostess in fiere e congressi. Ha l’hobby di disegnare manga e fare crossfit. Il suo sogno nel cassetto è quello di sensibilizzare il mondo della moda a considerare maggiormente le donne comuni, anche più in carne. Partecipa a miss Curvyssima per il messaggio che porta il concorso: perchè è una manifestazione alla bellezza senza limiti, soprattutto senza limiti di taglia

“il sorriso è la curva più bella di una donna.”




80051016_816477555523008_1739137953000587264_n.jpgFascia Sophia Curvy Giulia Mariani, 22 anni Macerata

Giulia lo scorso 25 Novembre si è laureata in Infermieristica e ha ancora tanti sogni nel cassetto, per esempio: vivere in un castello come una principessa e partecipare a Miss curvyssima che più che un concorso lo considera un ideale di vita. Grazie a MissCurvyssima è riuscita a mettersi così in gioco sconfiggendo la timidezza che tanto la contraddistingueva.

“Perché se è vero che “bellezza non è magrezza” noi siamo davvero meravigliose.”

 




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Articolo scritto da:

Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

MissCurvyssima 2019 – intevista a Deborah Spada

Il 13 Dicembre scorso, al teatro Fabbri di Vignola (Mo) si è conclusa la Finale 2019 di Miss Curvyssima. Tra le 25 finaliste, giudicate per portamento, charme e bellezza oggettiva ha vinto DEBORAH SPADA. Le abbiamo chiesto di aprirsi a noi..

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Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il mio futuro non ho ancora un progetto ben definito a 360 gradi e venerdì è stata l’ennesima prova!

Provo a spiegarmi meglio: Fino a qualche anno avevo già programmavo tutta la mia vita: a 24 anni mi sarei laureata, a 25 mi sarei sposata, a 26 il primo figlio ecc.. ma ad oggi voglio vivermi la vita giorno per giorno, con la testa sulle spalle, andando a definire quello che sarà il mio percorso ma non i particolari che lo caratterizzano. Continuerò a lavorare e studiare ma di sicuro ho le porte spalancate verso questo nuova possibilità che mi è stata data perché fare servizi fotografici e sfilare sono sempre state due passioni che ho avuto e spero che non rimangano solo passioni ma si possano trasformare in qualcosa di più!

 

 

Raccontaci di te…

Tutti mi descrivono con due parole: semplicità e solarità e penso siano stati due punti di forza che mi hanno aiutato a vincere.
Sono una ragazza  con un carattere molto forte e deciso e quello che mi pongo come obiettivo lo voglio sempre raggiungere.

Sono molto legata alle tradizioni soprattutto quelle Romagnole e adorando cucinare (oltre che mangiare!) mi ritrovo spesso ai fornelli e il mio cavallo di battaglia è la pasta fatta a mano e tirare la spoglia quindi guai a chi mi tocca il mio mattarello e il mio tagliere!! Sono molto legata ai valori della famiglia e infatti adoro le domeniche passate a tavola a mangiare con i parenti e il mio sogno è un giorno di avere una bella e numerosa famiglia!
324870_4531801178831_821156153_o.jpgSono una ragazza molto dinamica e attiva e non riesco a stare molto tempo ferma con le mani in mano ad aspettare per questo mi piace riempiere le mie giornate di cose da fare: oltre al lavoro e allo studio adoro andare in palestra, stare con gli amici, cucinare, e fare sport! Sono una grande appassionata della pallavolo e anche se non la pratico più mi guardo le partite del campionato italiano e adoro il basket e seguo le partite della squadra della mia città l’RBR (Rinascita Basket Rimini). Sono anche una spericolata e adoro il gusto dell’adrenalina quindi mi appassiona il paracadutismo e non vedo l’ora di fare il prossimo lancio! Ho un amore innato per il mare e me lo godo in tutti i modi e quando ho bisogno di isolarmi e mettere a posto i miei pensieri vado sempre a fare una passeggiata in spiaggia. Me lo godo fino in fondo nel vero senso del termine in quanto faccio anche immersioni subacquee e questa mia grande passione l’ho incisa sulla mia pelle (i tatuaggi sono un’altra mia grande passione)! Ho sulla schiena animali marini collegate alle mie passioni (una tartaruga con il mondo nel guscio perché adoro viaggiare, due delfini che giocano a pallavolo e un cavalluccio marino con il fazzolettone scout). Ma quello più significativo per questo contesto è quello che ho sul braccio: una fenice con una bilancia attaccata alle ali e questo simboleggia la rinascita (perché c’è stato ultimamente un periodo un po’ difficile per me e il peso perché quella è stata una grossa battaglia e ad oggi posso dire che sono rinata!).

Com’è il rapporto con il tuo corpo?

Fin da piccola ho dovuto lottare con il mio corpo. Sono stata fortunata rispetto ad altre bambine perché non ho mai avuto atti di bullismo o discriminazione per come ero fisicamente. Ripeto, sono stata fortunta perché le persone hanno guardato prima il mio cuore grande che il mio grande corpo : è vero ho un corpo grande ma un cuore e una bontà che lo sono ancora di più.
Dove il mio corpo non ci arrivava, ci arrivava il mio cuore, la mia testa e la mia bontà e per questo che nei giochi non venivo mai scelta per ultima e mi faceva sentire bene. Non lo vedevo come un ostacolo e quindi continuavo a mangiare in modo sproporzionato con delle grandi abbuffate.
Crescendo il peso stava diventando sempre di più un problema per la mia salute e non me ne stavo accorgendo: mi stavo imprigionando nel mio stesso corpo perché per qualsiasi problema il mio rifugio era il cibo. Ero prigioniera di me stessa e rifugiavo tutte le mie paure le mie insicurezze nel cibo. Era diventato un circolo vizioso: più ero arrabbiata, più mangiavo, più mangiavo e più ero triste e arrabbiata e riprendevo a mangiare.
Per me era uno strazio perché vedevo allontanarsi sempre di più quella che era la mia più grande passione: la pallavolo. Ho iniziato a girare dietologhi su dietologhi, ma puntualmente non riuscivo e non mi interessava realmente avere dei risultati o meglio avrei voluto tutto e subito : avrei voluto perdere tutti i 40 kg in più e diventare una ragazza “normale”. Questo era infattibile e ogni volta ricadevo in quel famoso circolo.
Poi l’adolescenza, uno strazio trovare i vestiti, uno strazio pensare di avere una relazione amorosa. Una fortuna continuavo ad avere: amici che mi stavano accanto, una famiglia che mi stava accanto ma una cosa ad oggi rimprovero loro di non avermi mai detto : “Deborah fermati un attimo, pensa a te stessa, guarda cosa ti sta succedendo”. Perché una delle cose che devo rimproverare a me stessa è che ho sempre messo davanti gli altri a me e io mi reputo una persona testarda che qualsiasi si pone come obiettivo lo deve raggiungere. Con il cibo invece mi sono sempre nascosta dietro a ciò che era la più grande scusa che mi raccontavo: non mi accorgevo che stavo usando gli altri per non affrontare me stessa. Stavo sempre più aumentando il circolo vizioso tristezza- cibo – delusione – cibo.
Poi un giorno mi ritrovai a giocare con un bambino e dovevo prenderlo e mi era quasi diventato impossibile fare due passi figuriamoci correre per prenderlo! Dovevo fare assolutamente qualcosa…iniziai con il salire sulla bilancia…116 kg! Allora iniziai a pensare un po’ a me…iniziai a mettermi in forma a perdere peso, a guardare in faccia il problema: non che avessi una corporatura robusta, dei fianchi larghi, qualche kilo in più ma che era diventato impossibile vivere, era diventato impossibile fare una passeggiata, un po’ di movimento. Arrivai a pesare 68 kg… nemmeno alle elementari ero mai stata così magra, ma ripeto non è una questione di kili ma di benessere… ero tornata a fare sporto, a giocare a stare meglio ma anche lì passai nell’altro estremo era diventata una fissazione e avevo paura a mangiare quel qualcosa in più…poi arrivò anche l’amore e per questo oggi devo ringraziare quello che è il mio ex moroso perché il peso era diventata una fissazione quasi un incubo mentre mi ha fatto vivere ciò più serenità e apprezzando le mie curve mi ha reso anche più sicura di me stessa.
Ad oggi posso dire che mi sono tolta quasi totalmente queste insicurezze, ovviamente ogni tanto qualcosa che non mi rende contenta rimane ma non è più una delusione ma un motivo per continuare a lavorare con serenità su me stessa. E ad oggi parlo di tutto quello che per anni ho tenuto nascosto con tanta serenità, orgoglio e soprattutto sempre con il sorriso!!!

IMG_3644 (Copia)Cosa è stato per te Miss Curvyssima?

Per me è stata una rivelazione in tutti i senti!
Una rivelazione per me stessa…Ha aiutato a tirar fuori un mio lato nascosto, quello femminile, quello sensuale, quello delle sicurezze, sento che ha aggiunto un mattone enorme per farmi diventare una Donna con la D maiuscola! Alla prima sfilata non volevo nemmeno uscire in passerella e invece venerdì mi sono divertita come non mai e sarei stata su quella passerella tutta la notte perché mi fa stare bene ed è per questo che voglio lasciare la porta aperta a questa opportunità!
Una rivelazione sulle ragazze incontrate…dietro al palco si creano dei legami indescrivibili, nel back stage ci si aiuta, siamo un gruppo e ci sosteniamo! Se qualcuna ha bisogno siamo sempre pronte ad aiutarci e a darci consigli…personalmente ho un rapporto con alcune ragazze che va molto oltre alla semplice sfilata, ci sentiamo e ci stimiamo! E sono contenta di aver conosciuto così tante persone e penso di aver aiutato molto a fare gruppo dietro alla quinte!
Una rivelazione perché mai avrei pensato di entrare a far parte di questo mondo e di avere questa bellissima opportunità e sicuramente non me la voglio far scappare!

Un grazie di cuore a Samantha che organizza tutto ciò e a far passare il messaggio più importante : “ magrezza non è bellezza!”.


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

Walk for Clean Planet – prime uscite

A distanza di qualche settimana, eccomi a fare il punto della situazione sulla nuova iniziativa di cui sono fiera “madre” assieme a Curvy Pride: #walkforcleanplanet!
Tempo fa avevo scritto un articolo in merito a questo nuovo progetto ed in generale al mio impegno ambientale, che potete leggere qui: https://curvypride.wordpress.com/2019/09/02/walk-for-clean-planet-e-tiny-people-big-problems-storia-di-una-curvy-ecofriendly-e-dei-suoi-progetti-di-sensibilizzazione-ambientale/

il mio immancabile selfie durante le camminate ecologiche

Con immensa gioia, il progetto è stato accolto con entusiasmo, ottenendo il patrocinio gratuito del Comune di Loano che ringrazio di cuore!
Dopo delle uscite con tre/quattro persone, siamo arrivati a quota 15 partecipanti nell’ultima uscita fatta! Tra queste, ho avuto il piacere di conoscere la Dott.ssa Paola Ricca, entusiasta partecipante della walk for clean planet, di cui vi riporto l’intervista fatta dopo la sua prima esperienza:

Ciao Paola, innanzitutto ti chiedo di presentarti e parlare un po’ di te, per chi non ti conoscesse.
Ciao a tutti, mi chiamo Paola Ricca e sono una neomamma quasi 44 enne, felicemente trasferita in Liguria per amore 5 anni fa, dopo circa 15 anni di carriera manageriale a livello internazionale, nel mondo maschile (e spesso maschilista) delle aziende farmaceutiche. Nel contesto aziendale ho senza dubbio ottenuto buone soddisfazioni: ho realizzato una rapida carriera che mi ha portato a ricoprire tutti i ruoli dallo stage iniziale fino alla direzione di 20 Paesi Europei.  Per oltre un decennio, del resto, ho viaggiato come una trottola, traslocato 14 volte e avuto pochissimo tempo per me stessa e per ciò a cui do valore. Da 5 anni, complice un licenziamento inatteso ma provvidenziale, ho rivoluzionato la mia vita, centrandola sulla mia grande passione: lo sviluppo del talento dell’individuo. Mi sono messa in proprio come coach certificata, e ho ideato e registrato il Metodo FreeNauta, che insegna ai ragazzi di età 6-16 a conoscere e potenziare i propri processi mentali (METACOGNIZIONE) e a imparare con gioia (APPRENDIMENTO POSITIVO). Nell’ambito del progetto FreeNauta realizzo percorsi formativi sperimentali dedicati ai ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti e alle classi, focalizzati sull’apprendimento positivo e la ricerca delle AREE DI FORZA individuali. Sono l’unica professionista accreditata in Italia al coaching del talento tramite il metodo Strength Switch. Di recente ho aperto a Loano lo spazio “Talenti in Crescita”, dedicato a percorsi di potenziamento del talento anche per i bambini in fascia 0-6 e i loro genitori, nel quale propongo incontri gratuiti in collaborazione con numerosi esperti del nostro territorio

Qual è l’obiettivo del tuo progetto?
L’essenza del progetto FreeNauta è generare consapevolezza dei nostri punti di forza, e fornire strumenti pratici per potenziare i nostri risultati e migliorare la nostra vita e il ben-essere di tutta la famiglia.

Ben-essere. Mi piace come definizione! Anche la walkforcleanplanet punta al benessere, camminando all’aria aperta e facendo al contempo qualcosa di utile per l’ambiente! Come è stata la tua esperienza in merito?
E’ stata una mattinata speciale…circa due settimane fa ho partecipato per la prima volta ad un incontro di pulizia delle spiagge di Loano, nell’ambito di questa bellissima iniziativa. Era davvero un giorno importante per me, dato che la mia ‘dolce attesa’ della mia Emma, era ormai più che conclusa: con 9 mesi e 9 giorni di gravidanza, la mia bimba era sul punto, in un modo o nell’altro, di nascere (anche se a dire il vero Emma non dava segni di volersene andare dalla sua postazione).
Ero tesa: in quanto in caso di ritardo superiore ai 10 giorni rispetto al giorno previsto per il parto, si rende obbligatorio il ricovero ospedaliero, e la procedura di induzione chimica del parto, e la cosa mi agitava molto.
Ho accolto perciò con sollievo la tua proposta di unirmi al gruppo di pulizia.

La mia aspettativa, perfettamente confermata, era stare in compagnia di persone simpatiche e distrarmi dalla enorme fifa che provo sempre quando si tratta di ospedali e interventi. E in effetti la mattinata è stata piacevole e …Ci hanno persino paparazzato nelle nostre attività di pulizia!
Non mi aspettavo, tuttavia, di ricevere dei benefici persino più significativi.


– Di quali benefici parli?
Ho notato, ad esempio, che questa semplice attività può darci davvero molto in termini di centratura e lucidità mentale.
Arrivati a questo punto devo ammettere che il mio lavoro, incentrato sulla conoscenza e il potenziamento dei processi mentali legati all’apprendimento, mi rende una pulitrice di spiagge un po’ particolare.
Mano a mano che il sacco dei rifiuti si riempiva, sentivo che stavo facendo spazio per qualcosa di bello e di pulito.

Ecco perché mi sento di fare questo invito. Se c’è qualcosa nella tua vita che vuoi eliminare, vieni a provare tu stesso: scommetto che ad ogni rifiuto eliminato sentirai che stai lasciando andare qualcosa che ormai non ti serve più.

La Dott.ssa Paola Ricca

Con Paola abbiamo deciso di unire le forze, e di invitare ai prossimi “incontri di pulizia” tutte le donne in gravidanza e le neomamme, e… di offrire una piccola sorpresa a tutte.
Durante le prossime pulizie, infatti, offriremo gratuitamente la possibilità di prendere parte a una breve “esperienza di centratura”, che potrà aiutare le mamme a vivere meglio il periodo neonatale.
In particolare, la “pratica della centratura” aiuta a comprendere meglio (e quindi ad affrontare con maggiore serenità) il pianto e le ‘disperazioni’ dei piccolini.
Una buona “pratica della centratura”, infatti, può aiutare la neomamma ad accudire al meglio il suo bambino, e, in particolare, a diventare presto abile nel capire il suo pianto.
Invitiamo quindi tutte le mamme, neo e future, a venire a fare una mattinata di “walkforcleanplanet”: gli incontri si svolgono martedì e domenica mattina a Loano (per info chiedi l’accesso al gruppo fb walkforcleanplanet).
Ringrazio ancora la Dott.ssa Paola Ricca per la sua preziosa testimonianza e per aver scelto di mettere il suo prezioso sapere a disposizione delle donne che con noi vorranno fare questo percorso di consapevolezza personale ed ambientale!
Che dire, viva #walkforcleanplanet e viva #curvypride!

Paola con il suo bel pancione durante la #walkforcleanplanet
la soddisfazione di pulire l’ambiente!
Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo.

Cercare un lavoro, è un Lavoro!

Sono innumerevoli i portali di ricerca del lavoro: Monster, indedd, euspert, jobjoba, neuvoo, bakeka, profilcultura, linkedin, Experteer, Hostess, informagiovani, unimpiego ecc..

Ogni sito necessita di registrazione con l’inserimento di ogni dato personale, esperienze di lavoro, livello di istruzione, corsi, foto, curriculum in pdf. Ogni campo va aggiunto con tanto di dettagliata descrizione di mansioni e specifiche competenze. Il tempo medio di registrazione si aggira sull’ora e mezza.

Spesso da questi siti c’è il rimando alle agenzie interinali (adecco, lavorint, manpower, During, Synergie, Gi Group, MAW, La Risorsa Umana.it, Sinapsi grup, Randstad Italia, ecc) o al sito delle ditte nella sezione careers (Camts, Bartolini, MaxMara, Esselunga, Mondadori, Nestle, ecc) con la richiesta di inserire nuovamente dati anagrafici, esperienze lavorative, corsi, volontariato, occupazione desiderata ecc.. Tempo necessario un’altra ora.

Dopo la registrazione bisogna autorizzare l’email poi ritornare sul sito e candidarsi. Alcuni siti per aggiornare un dato ti fanno ripercorrere nuovamente tutte le voci per poi arrivare a quella di interesse. Modificata e salvata! Dopo la registrazione on line sui siti di agenzie interinali vi è giustamente la richiesta di un colloquio conoscitivo, che non è altro che la conferma di quello che hai scritto nero su bianco più la valutazione psicologica del candidato. Ad ogni opportunità dovrai comunque candidarti in autonomia per mostrare il tuo interesse all’agenzia stessa. Alcune agenzie interinali nemmeno ti contattano.

Ogni mattina l’appuntamento è con i quotidiani locali, per esempio il martedì della Gazzetta e con le newsletter. Si ricevono varie offerte, magari con le parole chiavi che hai inserito (part-time, full-time, parma, impiegata, commessa, hostess ec..) in fase di candidatura ti chiedono sempre una serie di dati + una lettera di presentazione. Certe informazioni vengono ripetutamente rischieste. Anche se ti sei candadata 2 minuti prima.

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Nel curriculum, dicevano, solo le esperienze più rilevanti, non deve essere troppo lungo; così non sai se mettere ogni mansione o creare 2500 cv in base alla candidatura che devi fare; probabibilmente deciderai di indicare le più significative.

Negli annunci: ti vogliono sotto i 29 anni. oppure dai 18 ai 25. Con esperienza, qualsiasi ruolo sia. Ma l’esperienza uno quando la dovrebbe fare?

“Sei sposata?” Hai figli?” ti chiedono in fase di colloquio. “A no, non si preoccupi non ci basiamo su quello, lei li ha già fatti” qualcuno dice: “è ancora in età per farne altri”. “Le donne stanno solo a casa”. “Vanno a scuola?” “le va bene orario 8-19 dal lunedì al sabato?” (devo scegliere tra carriera e famiglia?), quando ci sarà una legge per “obbligare” le aziende ad assumere mamme part-time di 4/6 ore?  Richieste conoscenze 4 lingue (inglese, spagnolo, tedesco, russo). Le chiediamo un periodo di prova di 6 mesi (sottopagato). Spesso uno stage. “Grazie, ma la babysitter è gratis?” Si è vestita in modo poco sobrio (leggera scollatura su un abito nero con 2/3 fiori rosso/arancio), per questa azienda il look è total grigio (tristezza)”. “Però, non le chiederemo di cambiare il colore dei capelli” ah giusto, rossi sono inadeguati per un’impiegata. Ma chi l’ha detto? Non ho percing ne tatuaggi ma se li avessi? Non è discriminazione? Valutiamo una persona veramente così? “Adesso le chiediamo di fare un calcolo con excel, poi di impaginare un finto capitolo di un libro. come si chiama questa figura geometrica? sa impostare una lettera? sa scrivere un’email? Ad una telefonata come risponde?” Sono nata nell’era delle corrispondenti francesi alle medie, mandavo cartoline, scrivevo lettere alle amiche, poi negli uffici, rispondo al telefono da prima della prima esperienza lavorativa con buongiorno, la saluto, arrivederci. Sono ancora nella generazione del “GRAZIE, PREGO, SCUSI.”

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una locandina della campagna “MomsDon’tQuit” del 2017

Cerchiamo un grafico, ma che sia anche web designer e Videmaker, cerchiamo impiegata ma che sappia utilizzare anche il gestionale “xx”…  Ad un certo punto ti interroghi e ti chiedi se devi fare corsi di aggiornamento, così ti iscrivi a quelli gratuiti della Regione Emilia Romagna tramite enti accreditati (FormArt, Irecoop, Enaip, Google) in grado di lasciarti attestati. Serviranno? Ti richiedono disponibilità immediata. C’è! Ma per attestare la tua parola devi far richiesta della DID tramite lavoro-per-te e aggiungere lo storico lavori cosi possono valutare l’inquadramento economico con un commercialista! Alla fine uno stage!

Vi invito a vedere questo video: moms-dont-quit

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Ci lamentiamo dei social che separano le persone ma… abbiamo iniziamo a fare colloqui on line con video registrazione / presentazione magari appoggiandoci a società come easyrecrue.com. Di per se l’idea è buona ma il candidato medio non esperto di Video Maker si prepara, si veste elegantemente, sceglie un luogo in casa privo di distrazioni magari una parete bianca ma la luce è pessima non si vedono gli occhi, ne il loro colore e forse nemmeno le emozioni in compenso uno scontatissimo sorriso finto perché sta guardando se stesso riflesso e si domanda se sta per scattare un selfie?!?

Orienta, propone un test per individure le Skills trasversali. Sociopatico? Riservato? prigro? Astratto? Emotivo? Sopravvalutazione di se? QUINDI? Devo credere in me stesso ma con moderazione. Poi un grafico e delle percentuali rilevrà il profilo psicologico.

Non mi sento di dire cosa sia giusto o sbagliato, ci sono persone competenti per questo ma domandarsi cosa cercano o come “vendersi” nasce spontaneo.

Inoltre ci vorrebbe uniformità! Una volta registrati a europass in dati inseriti dovrebbero poter essere condivisi su altri siti in modo da riempire i campi automaticamente.

A un certo punto mi domando: Avete bisogno di qualcuno che si registri nella ricerca del lavoro per voi? 🙂


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Valentina Parenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

Pizza e curve – Parma

Referenti: Valentina Parenti (I ,II, III ed.) & Beatrice Coccioli (III ed.)

Città #Pizzaecurve: Parma

contatti: parentivalentina85@gmail.com & beatrice.coccioli@libero.it / facebook “Valentina Parenti Ferrari” & “Beatrice Coccioli” / instagram “momincolors” & “_becky_91

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collage Gazzetta di Parma I ed. Settembre 2018

 

L’evento Pizza e curve a Parma si svolge per la III edizione. Valentina, alla prima ed. su Parma (settembre 2018) riesce a coinvolgere solo 5 donne, perlopiù amiche; nella seconda ed. (fabbraio 2019) si sono aggiunge antre ragazze tra le quali Beatrice con la quale a luglio ha ideato “felicitàformosa“: un gruppo di donne che si mettono in gioco sfilando e divulgando l’amore per il proprio corpo; e grazie a questa bellissima amicizia e collaborazione hanno organizzato insieme la terza ed. raggiungendo il numero di 24 partecipanti.

La serata si è svolta in allegria, oltre ai gadget in fucsia (6 estrazioni) da regalare in riffa, c’era un cruciverba curvy, una frase da completare insieme e una canotta con l’hahstag #PIZZAECURVE vinta dalla new entry della serata Ursula!

L‘album completo delle foto della serata: qui.

Beatrice: “questo è il primo anno da referente, è iniziato tutto dall’aiuto di Valentina con la quale mi sono conosciuta proprio durante la scorsa edizione, un’insieme di idee in continua evoluzione che stanno portando a rendere ogni evento indimenticabile. Proprio come la serata del 18 ottobre scorso, un bel gruppo di persone attivo e partecipe per portare avanti un messaggio importante. Abbiamo messo le basi per creare un prossimo evento divertentissimo e coinvolgente destinato a crescere e diventare sempre più emozionante.

IMG-20191018-WA0040Le referenti si Raccontano:

Beatrice: Amante del ballo e giocatrice di calcetto, un portiere che sogna il calcio a 11 fin da bambina. Nella vita sono commessa in un negozio di abbigliamento curvy e non solo. Nel tempo libero partecipo a sfilate e concorsi. Il mio motto è “non dire mai che i sogni sono inutili perché inutile è la vita di chi non sa sognare” ed è con questo pensiero che ho sempre affrontato la passerella.

Valentina: Amante del disegno e della grafia e di tutte le decorazioni possibili. Nella vita è mamma di due bambini maschi  e nel tempo libero organizza piccoli eventi o crea. Il suo motto è #educareallafelicità con il quale spera di educare i suoi figli.

Perché partecipare?

Valentina: E’ un’occasione per staccare la spina, fare nuove amicizie, vestirsi di fucsia, ridere e scherzare. E’ un modo giocoso per dirsi e dire che siamo belli tutti a prescindere da età, peso, colore. Non è un evento “femminista” possono partecipare anche gli uomini è una serata per liberarsi dagli stereotipi di genere.

Beatrice: partecipare a questo evento serve ad aiutare il mondo di curvy pride alla divulgazione della pluralità della bellezza, nel mentre di nuove conoscenze.

Come siete venute a conoscienza di CurvyPride e cosa è per voi?

Beatrice: Ho conosciuto curvy pride tramite il concorso “miss curvyssima” e incuriosita da questa sponsorizzazione ho iniziato a seguirlo. Tramite Valentina ho approfondito le conoscenze diventandone poi socia. Curvy pride è un riferimento sempre presente anche negli eventi che organizziamo come “felicitàformosa”.

Valentina: “CurvyPride per me è come una “mamma”, mi ha accolto e sostenuto fin dall’inizio. A Settembre 2018 avevo bisogno di rinascere dopo una serie di eventi spiacevoli e quasi un esaurimento nervoso e curiosando sul web ho incotrato questa associazione. In un anno mi ha regalato esperienze che mi hanno resa più forte, nuove amiche come Beatrice, serate spensierate, e maggiore autostima ovvero più amore per me stessa.”

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Valentina e Beatrice avete un consiglio?

Valentina: “Bisogna prendere la vita col sorriso e positività. Non è sempre facile ma un sano egoismo e leggerezza ci permette di stare bene e non di farci travolgere dalla forza degli eventi che ci circondano”.

Beatrice:AMATI E PRENDITI CURA DI TE, qualunque sia la tua forma fisica, una sana alimentazione e attività fisica ti aiuteranno a volenti bene. “


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Valentina Parenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.