Percorso Home Fitness

Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh uno due tre quattro, uno due tre quattro, su le gambe, su le gambe e uno due tre quattro!
Alzi la mano chi in quarantena si è lanciato nell’home fitness.
Chi perché in crisi per la chiusura delle palestre, chi perché preso dal sacro furore di muoversi, chi perché ha capito che forse l’impepata di cozze a giorni alterni non è che facesse poi tanto bene.

Pure io ci son finita dentro. E’ partita prima con mio marito che già si allenava di suo, così tanto per fare qualcosa insieme, alzando un po’ di pesi.
Poi la noia, le gnocche fotoniche su instagram che ti scorrono in bacheca ogni giorno e lo shopping on line…ed ecco che ora in camera ho step idraulico, mini cyclette, tappetino yoga e vogatore.

Precisiamo una cosa: se siete un po’ pesaculo come me, non è facilissimo approcciarsi all’home fitness. Perché siamo dei pessimi coach di noi stessi, ci diamo le pausette premio di più minuti rispetto al dovuto, gli sconti ripetizione… Non siamo severi abbastanza.
Non possiamo paragonarci ad un personal trainer e non possiamo pretendere di avere la qualità di una palestra vera.
Ma se affrontiamo il tutto con il giusto atteggiamento mentale, ce la si può fare anche così ad ottenere dei buoni risultati.

La quarantena ha anche aiutato, perché ogni 15 minuti qualche influencer era in diretta a fare la sua routine fitness, quindi non ti sentivi solo.
Poi il vantaggio di non aver sguardi di commiserazione da parte di altri utenti della palestra è un incentivo.
Ma come dicevo, serve forza di volontà.
E’ tutta una questione di approccio mentale, se pensate di stare in pigiama e ciabatte per allenarvi potete anche tornare a letto, non avrete risultati.
Dovete invece ingannare il vostro cervello, vestirvi come se doveste andare davvero in palestra. Togliere distrazioni di tv e cellulare e focalizzarvi sul movimento e sull’esercizio da fare.

E’ un percorso lungo (mai lungo quanto mantenere la posizione durante il plank) ma se vi ci mettete di impegno ne gioverete sicuramente! Vi sentirete pieni di energia e magari, perchè no, perderete anche qualche chiletto.

Ce la sto facendo pure io, il che è tutto dire!

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, spronando ad apprezzare la propria fisicità ed unicità, prendendosi cura di se stessi e valorizzandosi.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Armocromia, Benessere e bellezza nei colori

“Vivere una vita a colori è il segreto della felicità” è il motto che mi porto a dietro dal 2014, dalla nascita del mio primo figlio. Il diventare madre mi ha reso la vita a colori nel vero senso della parola: dal grigio, al giallo, al rosso, ogni sfumatura è un’emozione così come trattano nei libri illustrati dei bambini.

FAMILIARI IN AFFITTO (1)

I colori si possono studiare per svariati argomenti come la cromoterapia o l’armocromia.

Nella CROMOTERAPIA si può imparare come alcuni colori abbinati alla luce possano avere effetti curativi sulla salute e influenzare per fino la guarigione o il miglioramento in una patologia (associato ad una buona dieta).

Nell’abbigliamento possiamo indossare un determinato colore per darci energia o migliorare l’umore.

Nelle pareti di casa si possono giocare con vari colori in base alla disposizioni delle stanze e a come si vivono.  Il verde trasmette calma ed è tranquillizzante può essere indicato in camera da letto ma anche in un salotto, magari accompagnato da quadri con mare e barche.

Ogni Colore è associato ad un’emozione, avere la possibilità di dedicare una parete a stanza ai colori principali ci può permettere di fare “un bagno di colore” quando lo si necessità. Il giallo è un colore allegro e può mettere felicità non solo a chi lo indossa ma a chi si ha di fronte.

Nell’AMOCROMIA applicata al beauty e allo shopping invece dobbiamo valutarci oggettivamente (un colore ci sta bene o ci piace semplicemente? lo usiamo come confort-zone o perchè ci valorizza?) lasciando da parte il nostro gusto.

Le caratteristiche dei colori da valutare nel corso dell’analisi sono quattro:  sottotono, valore, contrasto e intensità divise in 4 stagioni: Primavera e Autunno – caratterizzate da colori caldi – Estate e Inverno, con sfumature fredde. Ogni palette comprende quasi tutti i colori, ma con caratteristiche personalizzate (più opache o brillanti).

La regola principale è: scegliere in base alla pelle, agli occhi e al colore naturale dei capelli. A chi staranno bene colori caldi ha incarnato avorio/pesca o ambrato e si abbronza facilmente. Viceversa chi ha colori freddi ha la pelle tipicamente rosata, che si scotta al sole oppure anche olivastra, che in estate si abbronza, ma in inverno diventa grigiastra”.

Identificare la nostra palette di colori è fondamentale nella scelta di abiti e accessori, ma anche di capelli e make-up, per creare un fantastico senso di armonia e di bellezza.

Avete presente quando vi fanno tanti complimenti, ma in realtà non avete fatto nulla in particolare? Magari indossate semplicemente un colore che vi illumina (e che non accentua occhiaie o altre macchie)!

Vi ho messo curiosità? continua….

***********

Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


DSC_1207BBB

Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

“Quella tua maglietta fina…” Anzi no, meglio se ti copri

Ah, le sere d’estate, il caldo, l’appicicaticcio sulla pelle, le zanzare, la musica di Baglioni che risuona lontana, lo scemo di turno che ti fa notare che sei fuori forma…

Ah, che bella l’estate.

No invece. Odio l’estate. La mia carnagione da Maria Antonietta dovrebbe esserne già un segnale. Odio il caldo ma soprattutto odio il senso di inadeguatezza che mi porta la stagione più amata dagli italiani.

La prova costume. La che? Già da dicembre mi avete martellato con pubblicità sui social “pronta per la prova costume?” o “quest’anno in spiaggia stupiscili”.

Guarda come ti stupisco tutti: non ci vado in spiaggia, ecco.

Va detto che per chi è curvy non è semplicissimo trovare capi estivi che non ti facciano sembrare un tendone. Gli stilisti poi che si lanciano in fantasie a fiori tropicali e tucani non aiutano molto. Per fortuna ci sono boutique dedicate e alcuni siti che offrono una discreta scelta di modelli studiati appositamente per valorizzarci.

Però non so voi, a me spesso è capitato di prepararmi al mattino, mettere un vestito carino estivo, uscire, e rientrare per cacciarmi sopra una maglia più “coprente”.

Sì perché la grassofobia è sempre in agguato, e se non è il vicino che ti scannerizza manco fosse una guardia al supermercato, è il tuo riflesso nel portone di ingresso del palazzo o di una vetrina che ti fa tornare a casa a cambiarti. Sì, spesso siamo grassofobici noi per primi. Lo siamo con noi stessi. Questo perché fin da piccoli veniamo educati che la pancetta non va bene, la società ci ha sempre insegnato che se sei cicciottella “ti devi coprire”.
Non oserai metterti dei pantaloncini con quelle cosce???!!

Bada bene. Una cosa è il buongusto nel vestire, e su qui posso dare anche ragione. Un’altra è demonizzare un paio di gambe con la cellulite in vista perché si stanno indossando dei pantaloni corti. Cioè se ho la cellulite devo morire di caldo per far contento te?

Con questo costante “coprire” e “nascondere’ stiamo facendo la fine dei mucchietti di polvere sotto i tappeti. Ma vi svelo un segreto: anche se sotto il tappeto la “montagnetta tonda” si vede lo stesso.

Quindi via alle cosce libere, alle braccia a tendina, respiriamo! Che la cosa davvero schifosa dell’estate semmai sono le ascelle che puzzano!

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, e si impegna a contrastare i fenomeni di bullismo, discriminazione e body shaming. Perché tutte/i possano imparare ad apprezzare la propria fisicità ed unicità.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Estate senza filtri

Una bella notizia è arrivata per il gruppo di volontari della #walkforcleanplanet, progetto di sensibilizzazione ambientale volto a fare salutari camminate e pulire le spiagge. Da questa estate, vige il divieto di fumare sulle spiagge della cittadina ligure di Loano!
Una nobile presa di coscienza ambientale che ha riempito di gioia i cuori dei volontari che si sono prodigati a sensibilizzare postando sui vari social la situazione di emergenza in cui versavano le spiagge.

Nelle varie uscite del gruppo, erano stati di fatto raccolti bicchieri e secchi interi di mozziconi di sigaretta, fotografati e postati sui vari social, portando alla luce una situazione di pericoloso impatto per l’ambiente.


I mozziconi di sigaretta infatti  hanno effetti devastanti sui mari e probabilmente inquinano più delle plastiche monouso. Ogni anno vengono prodotti 5,6 trilioni di sigarette e 4,5 trilioni di filtri vengono abbandonati nell’ambiente, rendendo i mozziconi di sigarette la principale causa di inquinamento plastico nel mondo. (fonte: greenme) I filtri delle sigarette sono solitamente prodotti con acetato di cellulosa, un materiale plastico che impiega oltre dieci anni a decomporsi. Per non parlare delle sostanze tossiche contenute nel tabacco.
E poi, vuoi mettere goderti il sole e il mare senza tabacco? Respirare la salsedine e scansarti dalla pelle la sabbia anziché la cenere della sigaretta?

Quindi, un doveroso grazie al Comune di Loano che ha posto il divieto di fumo in spiaggia, con la speranza che altri comuni seguano ben presto il loro esempio, così da avere in futuro bambini impegnati a fare castelli di sola sabbia e non mozziconi!

Curvy Pride sostiene i progetti delle proprie socie e aiuta a sviluppare il potenziale di ognuna di loro. Ti piace il progetto di #walkforcleanplanet? Vuoi saperne di più e diventare referente per la tua città? Contattaci e ti daremo maggiori info!


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Non so urlare

A volte nasce con alcune persone una sintonia tale che sembra di essere amici da sempre. Di essere cresciuti insieme, tanto da finire a confidarsi i segreti più profondi, le paure più nascoste. Quando sono stata testimone di queste parole, ho provato sentimenti contrastanti: la voglia di consolare ma non di compatire. Il desiderio di dire che andrà tutto bene, l’impotenza di non poter far nulla per l’altra. Ma una cosa posso fare, dare voce a lei che la voce non è mai riuscita a trovarla e riportare in queste righe il suo racconto, scrivendolo con il mio stile ma cercando di essere il più fedele possibile a come me lo ha confidato.

Ho ancora il senso di pugno allo stomaco.
Ecco le parole di Giulia (la chiamerò così).

” No, non so urlare.

Non so urlare come dovrei, come vorrei. Eppure il mio corpo ha urlato per anni, tra disturbi alimentari e attacchi di panico. Non so urlare tutta la rabbia che ho dentro.

Non so urlare. E me lo sono fatta andare anche bene, per una ventina d’anni.
Poi oh, il 2020 si vede che è proprio l’annata delle piaghe (ride nervosa *ndr). Perché per una evidente quadratura cosmica di beffa del destino, mi ritrovo dopo tutti questi anni a dover incontrare mio malgrado per lavoro qualcuno che mai avrei voluto vedere e sinceramente non so come reagirò.

Erano i tempi delle medie. Mi ero già fatta gli anni delle elementari tra bullismo vario, ma l’apice è toccato lì. Mi sono ritrovata in classe un compagno pluri ripetente, che oltre a tormentarmi come facevano gli altri, mi mise più volte le mani addosso.
Una volta sulle scale ai piani. Una volta nell’ora di disegno tecnico. Un’altra nell’ora di artistica. La mano sotto la maglietta, sotto la gonna a pieghe.
Mi ricordo benissimo come mi si raggevala il sangue e mi dissociavo in quella frazione di secondo che durava la “palpata distratta” la “toccata rapida”. Il panico che mi pigliava subito dopo e il pianto incontrollato che ne veniva. Le mani che mi tremavano. Le gambe bloccate. In fondo ero una bambina.
MAI, e ripeto MAI una sola volta che qualcuno dei miei compagni abbia detto niente. Branco di omertosi, vigliacchi, menefreghisti. MAI che qualcuno di loro mi abbia difesa. No, figurati, faceva più figo dargli corda ed incoraggiarlo. Però erano bambini anche loro. Speravo negli adulti ma nemmeno il professore di artistica che assistette una volta alla cosa, fece niente in merito. Si voltò dall’altra parte. Succube pure lui di uno studente che se ne approfittava della debolezza dell’insegnante, che gli dava del tu, che lo perculava durante le lezioni, solo perché era grosso di stazza tre volte lui (e dieci me). Noi invece tutti buoni ad alzarci in piedi e salutare quando entrava il prof (tutti tranne LUI).

E io?

Zitta, impaurita, un incubo recarmi a scuola ogni giorno. Mi coglieva la nausea ogni mattina, fingevo di avere influenza, febbre, qualsiasi cosa pur di non andare. Ma volevo anche essere una brava figlia e studentessa, mantenere la mia media alta di voti, e quindi non dicevo nulla ed andavo mio malgrado ad affrontare un nuovo giorno. Non volevo dare un dispiacere ai miei genitori. In fondo, in fondo me ne davo anche la colpa. Forse è il mio corpo che attira attenzione, forse ho detto qualcosa di sbagliato, forse sono una sfigata secchiona che se lo merita. O forse era semplicemente uno stronzo?

Tutto questo dovrebbe insegnare che anche la persona apparentemente più allegra e sorridente ha dentro di se tanto dolore, ma soprattutto che gesti e parole segnano la vita di chi ci sta di fronte.
Per lui magari era una ragazzata per farsi figo, per me una ferita mai rimarginata che mi ha segnata per sempre.

Ma un poco di speranza c’è: come ti ho detto ho avuto dei pessimi compagni di scuola. Anni dopo ne ho rivisto uno, che non era neanche tra i miei bulli “affezionati” ma era uno comunque di quelli che incoraggiava il mostro di cui sopra e che non faceva nulla per aiutarmi. Mi ha fermata e mi ha chiesto il mio numero. Sul momento non ho capito come mai ma appena congedato mi arriva un sms: ” scusami se hai tempi di scuola sono stato un po’ cattivo con te. Ho due figlie piccole e non vorrei mai che gli succedesse la stessa cosa che è successa a te, quindi ti chiedo di perdonarmi.”

Ecco, a lui auguro ogni bene per le sue bimbe. Che non abbiano mai da soffrire quello che ho sofferto io. E che abbiano nel caso dei compagni più umani di quelli che ho avuto io.

All’altro invece…non auguro nulla. Gli voglio dedicare la mia futura indifferenza, perché di importanza ne ha avuta fin troppa. “.

Piange Giulia. E piango pure io, e penso a quante altre Giulia ci siano là fuori.

Se hai avuto anche tu esperienze come quella di Giulia e vuoi lasciare la tua testimonianza, Curvy Pride è qui. Non sei sola. Se per anni ti sei tenuta tutto il dolore dentro di te, se questa esperienza traumatica ti ha segnata portandoti a disturbi alimentari e vuoi raccontarci la tua storia contattaci. Noi ci siamo.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

La nostra socia si racconta: LAURA TAGLIAFERRO

IMG_8654

Ciao a tutte/i mi presento sono Laura tagliaferro, ho 53 anni e sono socia Curvy Pride dal 2018, per me Curvy Pride é come una grande famiglia dove ci si confronta su temi come la violenza sulle donne e la discriminazione, consiglio a tutti di iscriversi perché, soprattutto si impara a amare se stesse e apprezzarsi, è una grande comunità in crescita .
Un messaggio per Curvy Pride? Una per tutte, tutte per una, insieme facciamo la differenza e ci facciamo conoscere al mondo intero .
Ho partecipato a svariati concorsi di Bellezza e Sfilate, shooting fotografici da oltre 30 anni quando allora indossavo una taglia 40/42.

Ho avuto il piacere e  l‘onore di partecipare come Ambasciatrice Curvy nel Famoso Calendario di Barbara Christmann nel 2018 , e nell’anno successivo nel 1 calendario di un noto marchio di abbigliamento curvy. Sono stata Miss Curvy e Miss Pin up a livello Nazionale, ho partecipato a trasmissioni televisive e a casting e comparse ultimo nel film con Jennifer Aniston e Adam Saddler nel Film Murder Mistery .

IMG_8656
Non sono mai stata discriminata nella mia forma fisica perche indossavo una 40/42 , mi è successo solo qualche anno fá a un concorso di bellezza in quanto con l’avanzare dell’etá e avendo avuto una meravigliosa figlia il mio corpo è cambiato e ho messo su peso. Mi sono sentita dire che non potevo gareggiare con le Magre e che meno male c’era una fascia per le Curvy, vi chiederete come ho reagito? Semplicemente fregandomene ( anche perché più volte pur non essendoci fascia Curvy ho portato a casa corona e fascia quindi … ) ho continuato a sfilare fiera delle mie curve e non mi è importato quello che pensavano ! Io credo che la bellezza non si debba basare ne sul peso ne sull’età ( certo che non si deve essere obesi perché se no ne va della salute, e consiglio stile di vita e alimentazione sano e movimento anche una bella camminata, ci si deve volere bene sempre e accettarsi per quello che si è) anche perché come ho ribadito più volte la bellezza è racchiusa in ogni una di noi , credo che sia il cuore la vera ricchezza , la bontà d animo che non sfiorirà mai il corpo è solo un involucro .

Come ho imparato a accettarmi e amarmi? Semplice ..  non mi sono mai odiata ne a 20 anni ne ora mi piaccio così come sono e non cambio per nessuno al mondo per me importante è vivere appieno ciò che la vita ci offre, la salute e stare bene con se stessi .
Per affermare la cultura delle pluralità per me è necessario essere tutte unite rispettare la vita è le idee degli altri, pensare positivo sempre, anche in situazioni avverse, sopratutto divulgare il messaggio che vogliamo trasmettere, condivisioni social e organizzare eventi e flash mob oltre a pizza e curvy .

Una frase che mi rappresenta? Carpe Diem, cogli l’attimo e vivi la vita fino al ultimo respiro, la vita è un soffio … grazie mille

Laura Tagliaferro

***********

Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


valentinaparenti

Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

Workshop DA SOCIA A SOCIA

Stanno per iniziare workshop CurvyPride su vari argomenti:
💋 Consigli di Bellezza
📚 Portamento
🌻 Accettazione.

Ogni workshop sarà organizzato da una nostra socia con un appuntamento su zoom di circa un ora. Durante il workshop si potranno scoprire piccoli segreti di stile ma non solo per apparire sempre al meglio.

Vi aspettiamo! Seguiteci…

L’iniziativa è rivolta alle socie, chiedi informazioni a curvypride@gmail.com

 

102945156_2700998246844761_1259721725454497754_o


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


valentinaparenti

Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

LA SOLITUDINE NON È UNA MALATTIA

Come una goccia d’acqua in un vaso….la senti cadere giorno dopo giorno finché col passare del tempo il vaso si riempie…e l’acqua fuoriesce incontenibile!

Vedo cosi la solitudine che con gli anni mi ha fatto rinchiudere in me stessa.

Sono Tiziana, una donna di 49 anni, sono mamma di due splendidi adolescenti e sono una donna dalle forme morbide, che oggi chiamiamo Curvy .

Diciamo che sono nata magra, nel senso che le mie curve sono iniziate a spuntare in un determinato periodo della mia vita, ma non voglio con questo articolo raccontarti e annoiarti con tutta la mia storia personale.

Voglio invece raccontarti di come mi sono trovata sola ad un certo punto della mia vita, di come ho sofferto questa solitudine, e di come ho poi capito che non è una malattia e quindi che da sola potevo farcela a sconfiggerla.

Sono sempre stata una donna molto solare, dal sorriso facile, non ho mai avuto problemi a fare amicizia, ho sempre approcciato le persone con umiltà, serenità, buona fede, ho sempre amato fare nuove amicizie conoscere gente diversa, lo considero un arricchimento personale.

Detta così posso sembrare una persona tutt’altro che sola…anzi l’immagine che do è di una persona piena di amicizie vita sociale, insomma una vita da favola.

Non è esattamente cosi, quella goccia di acqua nel vaso, giorno dopo giorno mi ha riempito il cuore di solitudine.

Ho iniziato a rinchiudermi in me stessa da quando per la prima volta da giovane avevo più o meno 24 anni mi è stata detta la frase cosi gentile dal mio fidanzato di allora “ma questa brutta pancia la levi??” facile a dirsi ma non è esattamente cosi che funziona, non si tratta di togliere uno zainetto dalle spalle sfilando le cinghie!!

Quando iniziai il mio primo lavoro il dottore dove lavoravo mi chiamava “la culona”.

Continuando negli anni potrei raccontarti mille episodi:

  • ci fu la volta che andai a fare un colloquio di lavoro, feci test e colloquio orale, passai il tutto in maniera eccellente, ma quando mi chiamò il titolare queste furono le parole : “lei è un ottima persona molto preparata peccato che sia una palletta di ciccia!!”
  • Ci fu la volta in cui il posto di lavoro lo ottenni, ma al momento di farmi la divisa mi venne detto: “senti della tua taglia purtroppo non ho camicie puoi dimagrire una decina di kg in pochi giorni? Altrimenti diventa un problema”
  • Ci fu quella volta  al bar, dove una mamma delle amichette di mia figlia, inopportunamente fuori dal contesto della conversazione, si girò verso di me dicendo: “ma tu quando hai iniziato a prendere peso? Hai mai provato a dimagrire? Ti ci sei mai messa con la testa?”

L’elenco è lungo e doloroso, una goccia dopo l’altra….che mi ha portato a rinunciare…

  • Rinunciare a fare colloqui di lavoro
  • Rinunciare al caffè con le amiche
  • Rinunciare ad uscire di casa
  • Rinunciare…e quindi rinchiudermi in me stessa

Perché mi sentivo diversa non adeguata sbagliata!!!

Ho iniziato una lunga lotta col mio corpo per cercare una normalità, quella normalità che non mi apparteneva ma che vedevo nella testa e negli occhi delle persone che mi circondavano.

Fino a quando è arrivata la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso, quando oltre che esclusa mi sono sentita anche sfruttata, perché pur di essere accettata ero sempre disponibile ad aiutare tutti senza chiedere nulla in cambio, fin quando ho avuto bisogno io di aiuto e nessuno era disponibile.

Ed è esattamente in quel momento che mi sono resa conto di essere sola! Nel momento che ho avuto io bisogno di aiuto non c’era nessuno disponibile, avevano tutti troppo da fare, ero l’invisibile della situazione, mi sono resa conto che se a telefonare non ero io, quel telefono non squillava, se ad invitare non ero io, quegli inviti non erano contraccambiati, se avevo necessità io di disponibilità non c’era mai tempo.

Il tempo delle mie rinunce era già avviato, e quindi dopo aver perso il lavoro mi trovavo a casa perché non volevo affrontare altre umiliazioni ai colloqui di lavoro, non andavo in palestra perché non volevo essere l’oggetto delle chiacchiere sottovoce negli spogliatoi, non andavo più al bar la mattina dopo aver accompagnato i bimbi a scuola per evitare quelle domande imbarazzanti.

Cosi all’improvviso una grande solitudine è piombata nella mia vita nel mio cuore, la sofferenza è stata devastante, ho passato giornate intere guardando nel vuoto e sentendo nella mia testa solo un’unica cosa: ”sono sola”.

Ma dovevo reagire per i miei figli, perché la mia infelicità era contagiosa, dovevo reagire perchè la vita è una ed è facile sprecarla.

Fu una frase detta da mio figlio che mi destò dal mio stato, mi disse: “mamma se tu sei triste sono triste anche io perché non ti vedo più ridere!!!” In quel momento ho capito che la mia felicità non poteva e non doveva dipendere dagli altri!

All’inizio ho imparato ad ascoltarmi, a convivere con me stessa apprezzando quelle piccole cose che la solitudine mi regalava, mangiare un piatto di pasta ascoltando musica, piuttosto che leggere un libro in completo silenzio o anche andare in giro per la città nei vicoli più impensati. Ma l’uomo è un animale sociale e ha quindi bisogno dei suoi simili. Per tornare a star bene ho cercato dentro di me quella forza che mi permettesse di rinunciare a….”Rinunciare”. Ho iniziato a chiedermi cosa veramente volessi, cosa mi piaceva quali erano i miei desideri le mie passioni, tutto quello che avevo sommerso per non affrontare il mondo.

Ho scoperto cose di me che non sapevo di avere, grandi capacità che non pensavo di avere, ad esempio che ero brava con la tecnologia, mi sono riscoperta una brava cuoca, mi sono riscoperta una donna dalle mille sfaccettature.

Cosi ho iniziato da dove volevo ripartire, non volevo intorno persone che non mi apprezzavano per quella che ero, non volevo persone che sfruttavano solo la mia grande bontà, pian piano ho lasciato andare tutte queste persone mi sono resa conto che non avevo bisogno di gente così nella mia vita, piuttosto era meglio stare sola e ho selezionato chi veramente volevo vicino a me.

Il secondo passo è stato ricominciare a valorizzarmi come donna, ho cambiato pian pianino il modo di vestire scegliendo cose più morbide ma che valorizzavano la mia figura , ho ricominciato a truccarmi per vedermi più colorata e meno grigia davanti lo specchio, ho tagliato i capelli, ho ricominciato a curare il mio aspetto estetico e ho pian pianino ricominciato a vedermi meglio e a guardarmi allo specchio con amore.

Ma la cosa più importante è che ho ricominciato a curare il mio aspetto interno, se non mi volevano nel mondo del lavoro, bene, ho capito che il lavoro dovevo crearmelo io ripartendo da quello che era la mia indole, da quello che più mi piaceva fare.

Ho investito su di me facendo dei corsi, per cercare la mia strada, ho ricominciato ad uscire di casa. Da cosa nasce cosa e ho scoperto che per fortuna non tutte le persone sono uguali, sono nate nuove amicizie con persone molto più profonde, e ho capito che chi si nasconde dietro ad una critica lo fa per una sua insicurezza personale per sentirsi più forte.

La profondità di una persona disarma! e quando sei disarmato attacchi per non essere attaccato!

Sul mio cammino di rinascita ho incontrato l’associazione Curvy Pride, e qui ho scoperto un mondo di persone che guardano oltre. Oltre ogni fisicità, oltre ogni pregiudizio, dove chiunque può esprimersi come vuole rispettando ogni tipo di fisico o disabilità o pensiero.

La cosa fondamentale in questo mio cammino è che ho imparato che la solitudine non è una malattia, che si può uscirne partendo da se stessi, dai propri valori dalle proprie necessità. Ho imparato che apparire non è essenziale, che il mondo è bello perché vario e devo essere io a scegliere chi voglio nel mio mondo per sentirmi bene sempre con me stessa.

Oggi sono una donna felice mi sto realizzando professionalmente sono diventata una coach e anche una networker, sono una mamma felice, e quando vedo i miei figli orgogliosi di me so che ho fatto un buon lavoro.

Il mio motto è: “NON C’E’ NIENTE CHE IO NON POSSO FARE”, mi amo e mi voglio finalmente bene, adoro stare sola in tanti momenti, ma adoro ancor di più conoscere persone che la pensano come me!!! Esci dalla Rinuncia lascia andare chi non ti apprezza, là fuori c’è un mondo che ti aspetta!!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Ciao, sono Tiziana Bernardini.
Per varie vicissitudini della vita
ho deciso di fare la mamma a
tempo pieno e quando i figli
sono diventati grandi e autonomi
ho deciso di riprendermi in mano la mia vita,
mi sono rimessa in gioco, sono diventata una coach e collaboro anche con un’ azienda
che si occupa di benessere.
La mia soddisfazione più
grande è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com

MissCurvyssima 2019 – Le 5 Finaliste e le 4 fasce con menzioni speciali.

A miss Curvyssima 2019 sono 30 (25 semifinaliste + 5 riserve) le ragazze che si sono sfidate tra loro in una battaglia glamour sfilando in diverse uscite sul palco in abiti eleganti e glitterati, in intimo, con abiti da sposa oltre che con la collezione in anteprima Primavera estate 2020 di Sophia Curvy .

Le 30 concorrenti provenienti da varie città italiane, tra i 16 e i 45 anni, sul teatro Fabbri di Vignola (Mo) il 13 dicembre erano: Zhaklina Pello, Alessia Piaggi. Paola Gambellini, Noemi Esposito, Azzurra Cima, Luana Nutilr, Loredana Amorosa, Giulia Mariani, Elena Aiello, Laura Morera, Silvia Corradin, Martina Giraldi, Kristina Churakova, Isabella Lodi, Camilla Lambertini, Genny Lionetti, Alexandra Elena, Alessandra Manenti, Debora Spada, Federica de Rosa, Sabrina motto, Diana Rau, Eleonora Longhi, Lorena Micaletti, Alina Ramona Ivana, Ambra Ziggiotto, Stafania Spalletti, Vanessa Strampella, Martina Concordi, Coca Petruta.

Durante la serata sono state giudicate per bellezza oggettiva, charme e portamento con voti da 1 a 10. I risultatti hanno poi decretato le 5 finaliste: classificata Deborah Spada, 2° classificata Laura Morera, a parimerito al 3° posto Silvia Corradin, Eleonora Longhi, Vanessa strampella, oltre che a 4 fasce abbinate agli sponsor: Alessia Piaggi (testimonial Gruppo Zeobaldi Acconciature), Vanessa Strampella (testimonial Inco Cosmetici), Giulia Mariani (testimonial Sophia Curvy), Silvia Corradin (scelta dalla produzione cinematografica del film Shabadà per far parte del cast del prossimo film).

Abbiamo intervistato le ragazze “vincitrici” e ne parliamo qui di seguito:


IMG_3644 (Copia) classificata / fascia MissCurvyssima 2019 Deborah Spada, 25 anni di Rimini

“Tutti mi descrivono con due parole: semplicità e solarità e penso siano stati due punti di forza che mi hanno aiutato a vincere….”

L’intervista completa a lei dedicata qui: https://curvypride.wordpress.com/2019/12/19/misscurvyssima-2019-intevista-a-deborah-spada/




DSC_4141p

classificata Laura Morera, 30 anni Roma

Laura durante l’adolescenza e l’infanzia ha vissuto in Texas e in Germania con la  famiglia. Appena diplomata è entrata e rimasta in marina militare per due anni, facendo anche un imbarco sulla nave Amerigo Vespucci. Successivamente ha intrapreso la professione di assistente di volo, che fà da 8 anni, e che l’ha portata a vivere in varie località (Inghilterra, Croazia, Bergamo e Lamezia Terme) prima di Roma dove vive attualmente.
Si è avvicinata al mondo della moda Curvy (allora chiamata Oversize) partecipando nel 2011 ai concorsi Miss Italia e Miss Universe, a vari casting che l’hanno portata a posare per shooting fotografici, cataloghi di moda, a partecipare a figurazioni speciali in alcuni film, e lavorare come modella per capelli. Tra i suoi sogni nel cassetto c’è quello di prendere un brevetto da paracadutista civile e la patente nautica.

“la mia meta non è essere migliore di qualcun’altro ma migliore di cià che ero ieri”




 silvia2.jpg3° classificata / fascia film Shabadà  Silvia Corradin, 45 anni Bologna.

Silvia nella quotidianità è una pasticcera ma con un sogno nel cassetto: calcare oltre le passerelle di moda anche il palcoscenico, per questo ha partecipato a diverse sfilate, in tv a “detto/fatto” e nel 2018 a una parte nel film di Luciano Ligabue Made in italy nel ruolo di Lidia.

A missCurvyssima partecipa da tre anni arrivando 2° nel 2017, tra le 5 finaliste nel 2018 e quest’anno 3° con la bellissima fascia di Sciabada’ il musical.

“Il mio motto è buttati che è morbido giusto per indicare di non abbattersi mai ma continuare nei propri sogni e desideri a provare a realizzarli”




49895895_757809594591985_4983534112137543680_o3° classificata Eleonora Longhi, 23 anni, Rieti

Prossima alla laurea in Scienze forestali, gestisce attualmente un agriturismo. E’ testimonial BeutifulCurvy 2019/2020 (nel calendario interpresa Rihanna nel mese di Giugno) e partecipa a Miss Curvyssima da qualche anno vincendo nelle edizioni  fasce di merito.

Bellezza per me è vedersi, accettarsi e amarsi per quello che si è, sentendosi bene con sé stessi.

 

 





16864252_782835095197833_1082752260000979423_n3° classificata  / fascia Inco cosmetici  Vanessa Strampella Roma

 

 

 

 

 

 




79854116_2633214600132947_4616894714245808128_oFascia Gruppo Zeobaldi Acconciature Alessia Piaggi ,24 anni Ravenna.

Lavora come hostess in fiere e congressi. Ha l’hobby di disegnare manga e fare crossfit. Il suo sogno nel cassetto è quello di sensibilizzare il mondo della moda a considerare maggiormente le donne comuni, anche più in carne. Partecipa a miss Curvyssima per il messaggio che porta il concorso: perchè è una manifestazione alla bellezza senza limiti, soprattutto senza limiti di taglia

“il sorriso è la curva più bella di una donna.”




80051016_816477555523008_1739137953000587264_n.jpgFascia Sophia Curvy Giulia Mariani, 22 anni Macerata

Giulia lo scorso 25 Novembre si è laureata in Infermieristica e ha ancora tanti sogni nel cassetto, per esempio: vivere in un castello come una principessa e partecipare a Miss curvyssima che più che un concorso lo considera un ideale di vita. Grazie a MissCurvyssima è riuscita a mettersi così in gioco sconfiggendo la timidezza che tanto la contraddistingueva.

“Perché se è vero che “bellezza non è magrezza” noi siamo davvero meravigliose.”

 




DSC_1207BBB

Articolo scritto da:

Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

MissCurvyssima 2019 – intevista a Deborah Spada

Il 13 Dicembre scorso, al teatro Fabbri di Vignola (Mo) si è conclusa la Finale 2019 di Miss Curvyssima. Tra le 25 finaliste, giudicate per portamento, charme e bellezza oggettiva ha vinto DEBORAH SPADA. Le abbiamo chiesto di aprirsi a noi..

IMG_3570 (Copia)

 

33900822_1761985813895009_157643519014469632_o1111.jpg

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il mio futuro non ho ancora un progetto ben definito a 360 gradi e venerdì è stata l’ennesima prova!

Provo a spiegarmi meglio: Fino a qualche anno avevo già programmavo tutta la mia vita: a 24 anni mi sarei laureata, a 25 mi sarei sposata, a 26 il primo figlio ecc.. ma ad oggi voglio vivermi la vita giorno per giorno, con la testa sulle spalle, andando a definire quello che sarà il mio percorso ma non i particolari che lo caratterizzano. Continuerò a lavorare e studiare ma di sicuro ho le porte spalancate verso questo nuova possibilità che mi è stata data perché fare servizi fotografici e sfilare sono sempre state due passioni che ho avuto e spero che non rimangano solo passioni ma si possano trasformare in qualcosa di più!

 

 

Raccontaci di te…

Tutti mi descrivono con due parole: semplicità e solarità e penso siano stati due punti di forza che mi hanno aiutato a vincere.
Sono una ragazza  con un carattere molto forte e deciso e quello che mi pongo come obiettivo lo voglio sempre raggiungere.

Sono molto legata alle tradizioni soprattutto quelle Romagnole e adorando cucinare (oltre che mangiare!) mi ritrovo spesso ai fornelli e il mio cavallo di battaglia è la pasta fatta a mano e tirare la spoglia quindi guai a chi mi tocca il mio mattarello e il mio tagliere!! Sono molto legata ai valori della famiglia e infatti adoro le domeniche passate a tavola a mangiare con i parenti e il mio sogno è un giorno di avere una bella e numerosa famiglia!
324870_4531801178831_821156153_o.jpgSono una ragazza molto dinamica e attiva e non riesco a stare molto tempo ferma con le mani in mano ad aspettare per questo mi piace riempiere le mie giornate di cose da fare: oltre al lavoro e allo studio adoro andare in palestra, stare con gli amici, cucinare, e fare sport! Sono una grande appassionata della pallavolo e anche se non la pratico più mi guardo le partite del campionato italiano e adoro il basket e seguo le partite della squadra della mia città l’RBR (Rinascita Basket Rimini). Sono anche una spericolata e adoro il gusto dell’adrenalina quindi mi appassiona il paracadutismo e non vedo l’ora di fare il prossimo lancio! Ho un amore innato per il mare e me lo godo in tutti i modi e quando ho bisogno di isolarmi e mettere a posto i miei pensieri vado sempre a fare una passeggiata in spiaggia. Me lo godo fino in fondo nel vero senso del termine in quanto faccio anche immersioni subacquee e questa mia grande passione l’ho incisa sulla mia pelle (i tatuaggi sono un’altra mia grande passione)! Ho sulla schiena animali marini collegate alle mie passioni (una tartaruga con il mondo nel guscio perché adoro viaggiare, due delfini che giocano a pallavolo e un cavalluccio marino con il fazzolettone scout). Ma quello più significativo per questo contesto è quello che ho sul braccio: una fenice con una bilancia attaccata alle ali e questo simboleggia la rinascita (perché c’è stato ultimamente un periodo un po’ difficile per me e il peso perché quella è stata una grossa battaglia e ad oggi posso dire che sono rinata!).

Com’è il rapporto con il tuo corpo?

Fin da piccola ho dovuto lottare con il mio corpo. Sono stata fortunata rispetto ad altre bambine perché non ho mai avuto atti di bullismo o discriminazione per come ero fisicamente. Ripeto, sono stata fortunta perché le persone hanno guardato prima il mio cuore grande che il mio grande corpo : è vero ho un corpo grande ma un cuore e una bontà che lo sono ancora di più.
Dove il mio corpo non ci arrivava, ci arrivava il mio cuore, la mia testa e la mia bontà e per questo che nei giochi non venivo mai scelta per ultima e mi faceva sentire bene. Non lo vedevo come un ostacolo e quindi continuavo a mangiare in modo sproporzionato con delle grandi abbuffate.
Crescendo il peso stava diventando sempre di più un problema per la mia salute e non me ne stavo accorgendo: mi stavo imprigionando nel mio stesso corpo perché per qualsiasi problema il mio rifugio era il cibo. Ero prigioniera di me stessa e rifugiavo tutte le mie paure le mie insicurezze nel cibo. Era diventato un circolo vizioso: più ero arrabbiata, più mangiavo, più mangiavo e più ero triste e arrabbiata e riprendevo a mangiare.
Per me era uno strazio perché vedevo allontanarsi sempre di più quella che era la mia più grande passione: la pallavolo. Ho iniziato a girare dietologhi su dietologhi, ma puntualmente non riuscivo e non mi interessava realmente avere dei risultati o meglio avrei voluto tutto e subito : avrei voluto perdere tutti i 40 kg in più e diventare una ragazza “normale”. Questo era infattibile e ogni volta ricadevo in quel famoso circolo.
Poi l’adolescenza, uno strazio trovare i vestiti, uno strazio pensare di avere una relazione amorosa. Una fortuna continuavo ad avere: amici che mi stavano accanto, una famiglia che mi stava accanto ma una cosa ad oggi rimprovero loro di non avermi mai detto : “Deborah fermati un attimo, pensa a te stessa, guarda cosa ti sta succedendo”. Perché una delle cose che devo rimproverare a me stessa è che ho sempre messo davanti gli altri a me e io mi reputo una persona testarda che qualsiasi si pone come obiettivo lo deve raggiungere. Con il cibo invece mi sono sempre nascosta dietro a ciò che era la più grande scusa che mi raccontavo: non mi accorgevo che stavo usando gli altri per non affrontare me stessa. Stavo sempre più aumentando il circolo vizioso tristezza- cibo – delusione – cibo.
Poi un giorno mi ritrovai a giocare con un bambino e dovevo prenderlo e mi era quasi diventato impossibile fare due passi figuriamoci correre per prenderlo! Dovevo fare assolutamente qualcosa…iniziai con il salire sulla bilancia…116 kg! Allora iniziai a pensare un po’ a me…iniziai a mettermi in forma a perdere peso, a guardare in faccia il problema: non che avessi una corporatura robusta, dei fianchi larghi, qualche kilo in più ma che era diventato impossibile vivere, era diventato impossibile fare una passeggiata, un po’ di movimento. Arrivai a pesare 68 kg… nemmeno alle elementari ero mai stata così magra, ma ripeto non è una questione di kili ma di benessere… ero tornata a fare sporto, a giocare a stare meglio ma anche lì passai nell’altro estremo era diventata una fissazione e avevo paura a mangiare quel qualcosa in più…poi arrivò anche l’amore e per questo oggi devo ringraziare quello che è il mio ex moroso perché il peso era diventata una fissazione quasi un incubo mentre mi ha fatto vivere ciò più serenità e apprezzando le mie curve mi ha reso anche più sicura di me stessa.
Ad oggi posso dire che mi sono tolta quasi totalmente queste insicurezze, ovviamente ogni tanto qualcosa che non mi rende contenta rimane ma non è più una delusione ma un motivo per continuare a lavorare con serenità su me stessa. E ad oggi parlo di tutto quello che per anni ho tenuto nascosto con tanta serenità, orgoglio e soprattutto sempre con il sorriso!!!

IMG_3644 (Copia)Cosa è stato per te Miss Curvyssima?

Per me è stata una rivelazione in tutti i senti!
Una rivelazione per me stessa…Ha aiutato a tirar fuori un mio lato nascosto, quello femminile, quello sensuale, quello delle sicurezze, sento che ha aggiunto un mattone enorme per farmi diventare una Donna con la D maiuscola! Alla prima sfilata non volevo nemmeno uscire in passerella e invece venerdì mi sono divertita come non mai e sarei stata su quella passerella tutta la notte perché mi fa stare bene ed è per questo che voglio lasciare la porta aperta a questa opportunità!
Una rivelazione sulle ragazze incontrate…dietro al palco si creano dei legami indescrivibili, nel back stage ci si aiuta, siamo un gruppo e ci sosteniamo! Se qualcuna ha bisogno siamo sempre pronte ad aiutarci e a darci consigli…personalmente ho un rapporto con alcune ragazze che va molto oltre alla semplice sfilata, ci sentiamo e ci stimiamo! E sono contenta di aver conosciuto così tante persone e penso di aver aiutato molto a fare gruppo dietro alla quinte!
Una rivelazione perché mai avrei pensato di entrare a far parte di questo mondo e di avere questa bellissima opportunità e sicuramente non me la voglio far scappare!

Un grazie di cuore a Samantha che organizza tutto ciò e a far passare il messaggio più importante : “ magrezza non è bellezza!”.


DSC_1207BBB

Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui