LUCERTOLE

Durante la scorsa estate mi sono concessa un weekend marittimo dal quale sono scaturite le riflessioni che leggerete qui di seguito.

Le persone passano ore sotto il sole per arrivare ad avere un colore dorato se non addirittura abbrustolito, sfoggiando il costume più bello e colorato, gli accessori più ricercati, un’eterna competizione su chi si abbronza meglio. I tavolini degli ombrelloni si riempiono di creme e spray auto abbronzanti nella speranza che il colorito FATICOSAMENTE ottenuto durante il soggiorno, rimanga fino all’estate successiva, ma non fatevi ingannare, ci sono almeno due mesi di lampade pregressi. Ed ecco a voi il LucertolaTime.

Tutto questo fa parte di un disegno naturale e psicologico. “Indubbiamente” scuro è meglio, stanno meglio i colori, gli accessori il make up ed è tutto molto avvincente, finché a farlo non sono io, insieme alla mia fantastica amica Majuli. Ma partiamo dal principio, ci siamo regalate un fine settimana al mare, siamo partite alla volta del Mar Adriatico con le nostre valigie, la speranza di rilassarci e la nostra tavolozza di colore incorporato. Ebbene si, Maju ed io siamo cioccolatose, mi spiego non siamo né nere come la notte né mulatte come la crema di arachidi, siamo proprio CIOCCOLATO FONDENTE, ma non al 80%, direi un 60%, ANCORA ABBRONZABILI, e qui scatta la domanda da PREMIO NOBEL: “MA VOI VI ABBRONZATE?”. Non lo so, è pelle, ph, cellule, melanina, non è una tuta di amianto impermeabile che non subisce oscillazioni climatiche. Dirò di più, tenetevi forte, CI SCHIARIAMO. Le persone rimangono basite, come se gli avessi appena detto che in realtà la Terra è piatta (non sono una scienziata, mi attengo alle informazioni che ci vengono date da secoli ormai). Due donne, MARRONI, questo é il colore corretto, un’ Africana ed una Brasiliana, che prendono il sole, fanno il bagno, si divertono (rullo di tamburi) destano scalpore. Veniamo guardate come fenomeni da baraccone o come se, in quanto di colore, fossimo obbligate a fare le treccine alle vostre figlie, ma quando io vi guardo non penso che dobbiate vendermi il cocco a tutti i costi (di solito i “cocco bello” sono bianchi e italiani).

Questo articolo è nato perché ad un certo punto durante questo fine settimana marittimo mi sono sentita osservata e giudicata. L’episodio che ci ha più spiazzate è stato renderci conto che un gruppo di persone si è fermato a guardarci all’ interno del nostro alloggio, come fossimo scimmie in gabbia. Non sono una che sta lì tanto a formalizzarsi, ma quando lei ha notato la stessa cosa, allora ho realizzato che queste sensazioni erano reali. Ho realizzato che essere nel 2020 non conta nulla, ho realizzato che i bambini vengono cresciuti con questa forma mentis della diversità, che non tutte le persone sono pronte. Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio. A Trento entrambe abbiamo una vita sociale, lavorativa, famigliare quindi di certo non andremo in crisi per questo episodio, ma non lascerò che comunque questo discorso passi in sordina. Tornerò nello stesso luogo, con mio marito e le mie figlie, e so per certo che le cose andranno diversamente: VI AGGIORNO.

CURIOSITÀ: La pelle scura è un colore della pelle UMANA RICCO di pigmenti di melanina, in particolare l’eumalanina. Le persone con la pelle molto scura sono spesso definite persone di colore, sebbene questo uso possa essere ambiguo (dovremmo fare un articolo solo sull’ aggettivo ambiguo) in alcuni paesi viene usato per riferirsi specificatamente a diverse etnie o popolazioni. Prendendo il mio caso specifico, inoltre aggiungo che da 35 anni la mia pelle gestisce il clima occidentale di conseguenza l’inverno tendo a schiarirmi, PROPRIO COME VOI. Che notizia entusiasmante!!!

Stigma Pregiudizio Ignoranza Ironia

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”
Vale

Il mio mondo in Pink!

Per aggiungere colore e gioia alla mia vita ho iniziato a accettare colori a me ostili..

Se penso al passato avevo una vera è propria fobia verso alcuni colori.. in particolar modo per il rosa! Vi chiederete ma come mai?

Beh, non è poi così difficile. Da bambina avevo interesse per diverse cose soprattutto maschili. Avrei voluto giochi come la pista da macchinine e intraprendere una carriera da motociclista. In famiglia però tutto questo non era ben visto perché ero una femmina. Il sentirmi dire “No, sei una bambina”, e no, “sei una donna” mi ha portato ad amare l’azzurro considerandolo nel subconscio un colore da uomo e di fatto fino ai 25 anni anche il mio armadio era monocolore.

Per chi mi conosce ora, che mi vede sempre con colori accesi e vivaci, è sicuramente una scoperta.

Facciamo qualche cenno di storia: Spesso non si ricorda l’origine del significato del colore perché scivola nel folclore e nella convinzione che “è sempre stato cosi” come il blu per i maschi e il rosa per le femmine. Questa scelta si ripete cosi spesso da sembrare naturale, e biologicamente predisposta ma in realtà è molto più recente. Per secoli, in Europa e in America i BAMBINI NON INDOSSAVANO ALCUN COLORE, portavano camice bianche. Era una questione legata alla praticità. il bianco si poteva pulire e disinfettare più facilmente con la candeggina prima che si imparasse ad usare il bagno in autonomia.

All’inizio del XX secolo, bambini e bambine iniziarono ad indossare i colori, il BLU era considerato delicato e appropriato alle femmine mentre il ROSA (essendo associato al rosso ovvero alla mascolinità) era ritenuto un colore più forte ed audace e, quindi, più adatto ai maschi.

Dopo la seconda guerra mondiale, alla fine degli anni ’40, tutto questo si ribaltò. Il perché resta un po’ un mistero, ma sembrerebbe che un grande magazzino americano lanciò una campagna a favore del rosa per le femmine e del blu per i maschi. Una vera campagna di marketing che rese più facile la produzione di merce in DUE COLORI e questo divise il mondo tra rosa e azzurro.

Ma la storia del rosa non finisce qui e approfondiremo, magari, in un altro articolo.

Tutto questo per dirvi che, inconsciamente, avevo maturato un odio profondo per il rosa perché veniva considerato da “femminuccia” e io non volevo essere etichettata tale. Le mie amiche lo adoravano, io lo ritenevo ripugnante.

Col tempo poi ho maturato attrazione per il colore rosso (un colore mascolino) associato non solo alle sensuali pin-up della Coca-Cola, ma anche a moto, e auto (tanto che la prima auto che mi regalarono fu una 500 rosso Ferrari)

Con gli anni l’ approccio nei confronti del mondo dei colori cambiò e un fattore determinante è stato l’incontro con CurvyPride e la sua maglietta fucsia. Non nego che all’inizio ero un po’ riluttante in questa tonalità, ma mi accorsi che quel tipo di colore, con grande stupore, mi donava, ravvivando perfino il colore dei miei occhi e a poco a poco ho iniziato a fare pace con il rosa, amandone ogni sfumatura.

Da allora, dal 2018, a poco a poco ho iniziato a introdurlo nella mia quotidianità con vasi per i fiori, scarpe col tacco, cappotto, nelle pareti della lavanderia, nelle persiane della mia casa. Incuriosita da questi cambiamenti di me stessa ho iniziato a studiare la psicologia dei colori e a chiedermi: quali colori mi fanno sentire felice?

Durante la ristrutturazione della mia casa ho riflettuto su quali colori utilizzare per infondere ricordi allegri e felici. Il modo in cui vediamo il mondo plasma chi scegliamo di essere e scegliere determinati colori avvincenti può cambiarci la vita in meglio. Pensando a come arredare casa sono arrivata alla conclusione che il colore bianco sporco delle pareti mi dà fastidio e ho iniziato a desiderare ambienti più luminosi, ma non solo per ragioni estetiche, ovvero ho notato gli effetti positivi e negativi che il colore ha sulle emozioni, mie soprattutto: il blu mi fa sentire calma, il rosso mi da energia, il verde mi rigenera a mente, il fucsia mi dà allegria e i monotoni (grigi, beige) mi fanno sentire priva di ispirazione o addirittura triste.

Dopo aver letto la mia esperienza vi sfido a raccontarmi quale colore considerate nemico e perché? Cosa vi evoca, quali emozioni? Parlarne con qualcuno potrebbe inaspettatamente farvi cambiare idea.


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Il presente articolo è stato scritto dalla socia e collaboratrice dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

OTTOBRE IN ROSA – La prevenzione non ha età!

Il cancro ci rende uguali. Colpisce Tutti indistintamente. Puoi essere alto, basso, curvy, normal size ma lui non ha pregiudizi. Semplicemente accade.

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Per questo è importante prevenirlo son stile di vita sano ma anche mediante visite specifiche.

Ottobre è il mese per la prevenzione del cancro al seno e attraverso varie campagne come: 1) “LILT For Women – Campagna Nastro Rosa 2020”, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori , è possibile accedere a visite senologiche gratuite in tutta italia.

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Basta consultare il sito nella sezione “la lilt in italia” http://lilt.it/oldportal/lilt_mappa_sezionif153.html?area=954 o cercare sui social quella di residenza.

Lo slogan scelto è “La prevenzione non ha età”, mentre l’hashtag ufficiale rimane #vivilrosa.

SOS LILT 800-998877

 

2)  Pittarosso Pink Parade l’evento si terrà domenica 18 ottobre 2020 con un format tutto nuovo in collaborazione con R101: potrai camminare o correre ovunque vorrai partecipando, tramite i social e con i tuoi messaggi.
Lontani, in perfetta sicurezza, ma uniti per diffondere il rosa!
Parteciperai in autonomia, ma non sarai solo, perché grazie al tuo Pink Kit potrai manifestare il sostegno alla ricerca e condividere la “tua” PittaRosso Pink Parade sui social con l’hashtag #PPP2020.

Percorso Home Fitness

Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh uno due tre quattro, uno due tre quattro, su le gambe, su le gambe e uno due tre quattro!
Alzi la mano chi in quarantena si è lanciato nell’home fitness.
Chi perché in crisi per la chiusura delle palestre, chi perché preso dal sacro furore di muoversi, chi perché ha capito che forse l’impepata di cozze a giorni alterni non è che facesse poi tanto bene.

Pure io ci son finita dentro. E’ partita prima con mio marito che già si allenava di suo, così tanto per fare qualcosa insieme, alzando un po’ di pesi.
Poi la noia, le gnocche fotoniche su instagram che ti scorrono in bacheca ogni giorno e lo shopping on line…ed ecco che ora in camera ho step idraulico, mini cyclette, tappetino yoga e vogatore.

Precisiamo una cosa: se siete un po’ pesaculo come me, non è facilissimo approcciarsi all’home fitness. Perché siamo dei pessimi coach di noi stessi, ci diamo le pausette premio di più minuti rispetto al dovuto, gli sconti ripetizione… Non siamo severi abbastanza.
Non possiamo paragonarci ad un personal trainer e non possiamo pretendere di avere la qualità di una palestra vera.
Ma se affrontiamo il tutto con il giusto atteggiamento mentale, ce la si può fare anche così ad ottenere dei buoni risultati.

La quarantena ha anche aiutato, perché ogni 15 minuti qualche influencer era in diretta a fare la sua routine fitness, quindi non ti sentivi solo.
Poi il vantaggio di non aver sguardi di commiserazione da parte di altri utenti della palestra è un incentivo.
Ma come dicevo, serve forza di volontà.
E’ tutta una questione di approccio mentale, se pensate di stare in pigiama e ciabatte per allenarvi potete anche tornare a letto, non avrete risultati.
Dovete invece ingannare il vostro cervello, vestirvi come se doveste andare davvero in palestra. Togliere distrazioni di tv e cellulare e focalizzarvi sul movimento e sull’esercizio da fare.

E’ un percorso lungo (mai lungo quanto mantenere la posizione durante il plank) ma se vi ci mettete di impegno ne gioverete sicuramente! Vi sentirete pieni di energia e magari, perchè no, perderete anche qualche chiletto.

Ce la sto facendo pure io, il che è tutto dire!

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, spronando ad apprezzare la propria fisicità ed unicità, prendendosi cura di se stessi e valorizzandosi.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Armocromia, Benessere e bellezza nei colori

“Vivere una vita a colori è il segreto della felicità” è il motto che mi porto a dietro dal 2014, dalla nascita del mio primo figlio. Il diventare madre mi ha reso la vita a colori nel vero senso della parola: dal grigio, al giallo, al rosso, ogni sfumatura è un’emozione così come trattano nei libri illustrati dei bambini.

FAMILIARI IN AFFITTO (1)

I colori si possono studiare per svariati argomenti come la cromoterapia o l’armocromia.

Nella CROMOTERAPIA si può imparare come alcuni colori abbinati alla luce possano avere effetti curativi sulla salute e influenzare per fino la guarigione o il miglioramento in una patologia (associato ad una buona dieta).

Nell’abbigliamento possiamo indossare un determinato colore per darci energia o migliorare l’umore.

Nelle pareti di casa si possono giocare con vari colori in base alla disposizioni delle stanze e a come si vivono.  Il verde trasmette calma ed è tranquillizzante può essere indicato in camera da letto ma anche in un salotto, magari accompagnato da quadri con mare e barche.

Ogni Colore è associato ad un’emozione, avere la possibilità di dedicare una parete a stanza ai colori principali ci può permettere di fare “un bagno di colore” quando lo si necessità. Il giallo è un colore allegro e può mettere felicità non solo a chi lo indossa ma a chi si ha di fronte.

Nell’AMOCROMIA applicata al beauty e allo shopping invece dobbiamo valutarci oggettivamente (un colore ci sta bene o ci piace semplicemente? lo usiamo come confort-zone o perchè ci valorizza?) lasciando da parte il nostro gusto.

Le caratteristiche dei colori da valutare nel corso dell’analisi sono quattro:  sottotono, valore, contrasto e intensità divise in 4 stagioni: Primavera e Autunno – caratterizzate da colori caldi – Estate e Inverno, con sfumature fredde. Ogni palette comprende quasi tutti i colori, ma con caratteristiche personalizzate (più opache o brillanti).

La regola principale è: scegliere in base alla pelle, agli occhi e al colore naturale dei capelli. A chi staranno bene colori caldi ha incarnato avorio/pesca o ambrato e si abbronza facilmente. Viceversa chi ha colori freddi ha la pelle tipicamente rosata, che si scotta al sole oppure anche olivastra, che in estate si abbronza, ma in inverno diventa grigiastra”.

Identificare la nostra palette di colori è fondamentale nella scelta di abiti e accessori, ma anche di capelli e make-up, per creare un fantastico senso di armonia e di bellezza.

Avete presente quando vi fanno tanti complimenti, ma in realtà non avete fatto nulla in particolare? Magari indossate semplicemente un colore che vi illumina (e che non accentua occhiaie o altre macchie)!

Vi ho messo curiosità? continua….

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

“Quella tua maglietta fina…” Anzi no, meglio se ti copri

Ah, le sere d’estate, il caldo, l’appicicaticcio sulla pelle, le zanzare, la musica di Baglioni che risuona lontana, lo scemo di turno che ti fa notare che sei fuori forma…

Ah, che bella l’estate.

No invece. Odio l’estate. La mia carnagione da Maria Antonietta dovrebbe esserne già un segnale. Odio il caldo ma soprattutto odio il senso di inadeguatezza che mi porta la stagione più amata dagli italiani.

La prova costume. La che? Già da dicembre mi avete martellato con pubblicità sui social “pronta per la prova costume?” o “quest’anno in spiaggia stupiscili”.

Guarda come ti stupisco tutti: non ci vado in spiaggia, ecco.

Va detto che per chi è curvy non è semplicissimo trovare capi estivi che non ti facciano sembrare un tendone. Gli stilisti poi che si lanciano in fantasie a fiori tropicali e tucani non aiutano molto. Per fortuna ci sono boutique dedicate e alcuni siti che offrono una discreta scelta di modelli studiati appositamente per valorizzarci.

Però non so voi, a me spesso è capitato di prepararmi al mattino, mettere un vestito carino estivo, uscire, e rientrare per cacciarmi sopra una maglia più “coprente”.

Sì perché la grassofobia è sempre in agguato, e se non è il vicino che ti scannerizza manco fosse una guardia al supermercato, è il tuo riflesso nel portone di ingresso del palazzo o di una vetrina che ti fa tornare a casa a cambiarti. Sì, spesso siamo grassofobici noi per primi. Lo siamo con noi stessi. Questo perché fin da piccoli veniamo educati che la pancetta non va bene, la società ci ha sempre insegnato che se sei cicciottella “ti devi coprire”.
Non oserai metterti dei pantaloncini con quelle cosce???!!

Bada bene. Una cosa è il buongusto nel vestire, e su qui posso dare anche ragione. Un’altra è demonizzare un paio di gambe con la cellulite in vista perché si stanno indossando dei pantaloni corti. Cioè se ho la cellulite devo morire di caldo per far contento te?

Con questo costante “coprire” e “nascondere’ stiamo facendo la fine dei mucchietti di polvere sotto i tappeti. Ma vi svelo un segreto: anche se sotto il tappeto la “montagnetta tonda” si vede lo stesso.

Quindi via alle cosce libere, alle braccia a tendina, respiriamo! Che la cosa davvero schifosa dell’estate semmai sono le ascelle che puzzano!

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, e si impegna a contrastare i fenomeni di bullismo, discriminazione e body shaming. Perché tutte/i possano imparare ad apprezzare la propria fisicità ed unicità.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


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Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Estate senza filtri

Una bella notizia è arrivata per il gruppo di volontari della #walkforcleanplanet, progetto di sensibilizzazione ambientale volto a fare salutari camminate e pulire le spiagge. Da questa estate, vige il divieto di fumare sulle spiagge della cittadina ligure di Loano!
Una nobile presa di coscienza ambientale che ha riempito di gioia i cuori dei volontari che si sono prodigati a sensibilizzare postando sui vari social la situazione di emergenza in cui versavano le spiagge.

Nelle varie uscite del gruppo, erano stati di fatto raccolti bicchieri e secchi interi di mozziconi di sigaretta, fotografati e postati sui vari social, portando alla luce una situazione di pericoloso impatto per l’ambiente.


I mozziconi di sigaretta infatti  hanno effetti devastanti sui mari e probabilmente inquinano più delle plastiche monouso. Ogni anno vengono prodotti 5,6 trilioni di sigarette e 4,5 trilioni di filtri vengono abbandonati nell’ambiente, rendendo i mozziconi di sigarette la principale causa di inquinamento plastico nel mondo. (fonte: greenme) I filtri delle sigarette sono solitamente prodotti con acetato di cellulosa, un materiale plastico che impiega oltre dieci anni a decomporsi. Per non parlare delle sostanze tossiche contenute nel tabacco.
E poi, vuoi mettere goderti il sole e il mare senza tabacco? Respirare la salsedine e scansarti dalla pelle la sabbia anziché la cenere della sigaretta?

Quindi, un doveroso grazie al Comune di Loano che ha posto il divieto di fumo in spiaggia, con la speranza che altri comuni seguano ben presto il loro esempio, così da avere in futuro bambini impegnati a fare castelli di sola sabbia e non mozziconi!

Curvy Pride sostiene i progetti delle proprie socie e aiuta a sviluppare il potenziale di ognuna di loro. Ti piace il progetto di #walkforcleanplanet? Vuoi saperne di più e diventare referente per la tua città? Contattaci e ti daremo maggiori info!


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

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Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

Non so urlare

A volte nasce con alcune persone una sintonia tale che sembra di essere amici da sempre. Di essere cresciuti insieme, tanto da finire a confidarsi i segreti più profondi, le paure più nascoste. Quando sono stata testimone di queste parole, ho provato sentimenti contrastanti: la voglia di consolare ma non di compatire. Il desiderio di dire che andrà tutto bene, l’impotenza di non poter far nulla per l’altra. Ma una cosa posso fare, dare voce a lei che la voce non è mai riuscita a trovarla e riportare in queste righe il suo racconto, scrivendolo con il mio stile ma cercando di essere il più fedele possibile a come me lo ha confidato.

Ho ancora il senso di pugno allo stomaco.
Ecco le parole di Giulia (la chiamerò così).

” No, non so urlare.

Non so urlare come dovrei, come vorrei. Eppure il mio corpo ha urlato per anni, tra disturbi alimentari e attacchi di panico. Non so urlare tutta la rabbia che ho dentro.

Non so urlare. E me lo sono fatta andare anche bene, per una ventina d’anni.
Poi oh, il 2020 si vede che è proprio l’annata delle piaghe (ride nervosa *ndr). Perché per una evidente quadratura cosmica di beffa del destino, mi ritrovo dopo tutti questi anni a dover incontrare mio malgrado per lavoro qualcuno che mai avrei voluto vedere e sinceramente non so come reagirò.

Erano i tempi delle medie. Mi ero già fatta gli anni delle elementari tra bullismo vario, ma l’apice è toccato lì. Mi sono ritrovata in classe un compagno pluri ripetente, che oltre a tormentarmi come facevano gli altri, mi mise più volte le mani addosso.
Una volta sulle scale ai piani. Una volta nell’ora di disegno tecnico. Un’altra nell’ora di artistica. La mano sotto la maglietta, sotto la gonna a pieghe.
Mi ricordo benissimo come mi si raggevala il sangue e mi dissociavo in quella frazione di secondo che durava la “palpata distratta” la “toccata rapida”. Il panico che mi pigliava subito dopo e il pianto incontrollato che ne veniva. Le mani che mi tremavano. Le gambe bloccate. In fondo ero una bambina.
MAI, e ripeto MAI una sola volta che qualcuno dei miei compagni abbia detto niente. Branco di omertosi, vigliacchi, menefreghisti. MAI che qualcuno di loro mi abbia difesa. No, figurati, faceva più figo dargli corda ed incoraggiarlo. Però erano bambini anche loro. Speravo negli adulti ma nemmeno il professore di artistica che assistette una volta alla cosa, fece niente in merito. Si voltò dall’altra parte. Succube pure lui di uno studente che se ne approfittava della debolezza dell’insegnante, che gli dava del tu, che lo perculava durante le lezioni, solo perché era grosso di stazza tre volte lui (e dieci me). Noi invece tutti buoni ad alzarci in piedi e salutare quando entrava il prof (tutti tranne LUI).

E io?

Zitta, impaurita, un incubo recarmi a scuola ogni giorno. Mi coglieva la nausea ogni mattina, fingevo di avere influenza, febbre, qualsiasi cosa pur di non andare. Ma volevo anche essere una brava figlia e studentessa, mantenere la mia media alta di voti, e quindi non dicevo nulla ed andavo mio malgrado ad affrontare un nuovo giorno. Non volevo dare un dispiacere ai miei genitori. In fondo, in fondo me ne davo anche la colpa. Forse è il mio corpo che attira attenzione, forse ho detto qualcosa di sbagliato, forse sono una sfigata secchiona che se lo merita. O forse era semplicemente uno stronzo?

Tutto questo dovrebbe insegnare che anche la persona apparentemente più allegra e sorridente ha dentro di se tanto dolore, ma soprattutto che gesti e parole segnano la vita di chi ci sta di fronte.
Per lui magari era una ragazzata per farsi figo, per me una ferita mai rimarginata che mi ha segnata per sempre.

Ma un poco di speranza c’è: come ti ho detto ho avuto dei pessimi compagni di scuola. Anni dopo ne ho rivisto uno, che non era neanche tra i miei bulli “affezionati” ma era uno comunque di quelli che incoraggiava il mostro di cui sopra e che non faceva nulla per aiutarmi. Mi ha fermata e mi ha chiesto il mio numero. Sul momento non ho capito come mai ma appena congedato mi arriva un sms: ” scusami se hai tempi di scuola sono stato un po’ cattivo con te. Ho due figlie piccole e non vorrei mai che gli succedesse la stessa cosa che è successa a te, quindi ti chiedo di perdonarmi.”

Ecco, a lui auguro ogni bene per le sue bimbe. Che non abbiano mai da soffrire quello che ho sofferto io. E che abbiano nel caso dei compagni più umani di quelli che ho avuto io.

All’altro invece…non auguro nulla. Gli voglio dedicare la mia futura indifferenza, perché di importanza ne ha avuta fin troppa. “.

Piange Giulia. E piango pure io, e penso a quante altre Giulia ci siano là fuori.

Se hai avuto anche tu esperienze come quella di Giulia e vuoi lasciare la tua testimonianza, Curvy Pride è qui. Non sei sola. Se per anni ti sei tenuta tutto il dolore dentro di te, se questa esperienza traumatica ti ha segnata portandoti a disturbi alimentari e vuoi raccontarci la tua storia contattaci. Noi ci siamo.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

La nostra socia si racconta: LAURA TAGLIAFERRO

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Ciao a tutte/i mi presento sono Laura tagliaferro, ho 53 anni e sono socia Curvy Pride dal 2018, per me Curvy Pride é come una grande famiglia dove ci si confronta su temi come la violenza sulle donne e la discriminazione, consiglio a tutti di iscriversi perché, soprattutto si impara a amare se stesse e apprezzarsi, è una grande comunità in crescita .
Un messaggio per Curvy Pride? Una per tutte, tutte per una, insieme facciamo la differenza e ci facciamo conoscere al mondo intero .
Ho partecipato a svariati concorsi di Bellezza e Sfilate, shooting fotografici da oltre 30 anni quando allora indossavo una taglia 40/42.

Ho avuto il piacere e  l‘onore di partecipare come Ambasciatrice Curvy nel Famoso Calendario di Barbara Christmann nel 2018 , e nell’anno successivo nel 1 calendario di un noto marchio di abbigliamento curvy. Sono stata Miss Curvy e Miss Pin up a livello Nazionale, ho partecipato a trasmissioni televisive e a casting e comparse ultimo nel film con Jennifer Aniston e Adam Saddler nel Film Murder Mistery .

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Non sono mai stata discriminata nella mia forma fisica perche indossavo una 40/42 , mi è successo solo qualche anno fá a un concorso di bellezza in quanto con l’avanzare dell’etá e avendo avuto una meravigliosa figlia il mio corpo è cambiato e ho messo su peso. Mi sono sentita dire che non potevo gareggiare con le Magre e che meno male c’era una fascia per le Curvy, vi chiederete come ho reagito? Semplicemente fregandomene ( anche perché più volte pur non essendoci fascia Curvy ho portato a casa corona e fascia quindi … ) ho continuato a sfilare fiera delle mie curve e non mi è importato quello che pensavano ! Io credo che la bellezza non si debba basare ne sul peso ne sull’età ( certo che non si deve essere obesi perché se no ne va della salute, e consiglio stile di vita e alimentazione sano e movimento anche una bella camminata, ci si deve volere bene sempre e accettarsi per quello che si è) anche perché come ho ribadito più volte la bellezza è racchiusa in ogni una di noi , credo che sia il cuore la vera ricchezza , la bontà d animo che non sfiorirà mai il corpo è solo un involucro .

Come ho imparato a accettarmi e amarmi? Semplice ..  non mi sono mai odiata ne a 20 anni ne ora mi piaccio così come sono e non cambio per nessuno al mondo per me importante è vivere appieno ciò che la vita ci offre, la salute e stare bene con se stessi .
Per affermare la cultura delle pluralità per me è necessario essere tutte unite rispettare la vita è le idee degli altri, pensare positivo sempre, anche in situazioni avverse, sopratutto divulgare il messaggio che vogliamo trasmettere, condivisioni social e organizzare eventi e flash mob oltre a pizza e curvy .

Una frase che mi rappresenta? Carpe Diem, cogli l’attimo e vivi la vita fino al ultimo respiro, la vita è un soffio … grazie mille

Laura Tagliaferro

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

Workshop DA SOCIA A SOCIA

Stanno per iniziare workshop CurvyPride su vari argomenti:
💋 Consigli di Bellezza
📚 Portamento
🌻 Accettazione.

Ogni workshop sarà organizzato da una nostra socia con un appuntamento su zoom di circa un ora. Durante il workshop si potranno scoprire piccoli segreti di stile ma non solo per apparire sempre al meglio.

Vi aspettiamo! Seguiteci…

L’iniziativa è rivolta alle socie, chiedi informazioni a curvypride@gmail.com

 

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Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

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