Mindfulness Colouring

Cos’è la mindfulness? Con mindfulness si intende un’attitudine che si coltiva attraverso una pratica di meditazione sviluppata a partire dai precetti del buddismo.

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Diversi protocolli di trattamento psicologico basati su tale tecnica meditativa sono stati sviluppati e validati in ambito clinico, dove hanno mostrato benefici significativi per il trattamento di diverse patologie psicologiche e non solo.

Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc («qui ed ora»), in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. La padronanza dei propri contenuti mentali e degli stili abituali di pensiero (capacità di automonitoraggio e metacognizione) permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

L’allenamento della consapevolezza permette di affinare l’attenzione verso questi meccanismi che deteriorano l’umore e depotenziano le capacità di ripresa psicologica o la prevenzione delle recidive depressive.

La consapevolezza implica concentrarsi sui nostri pensieri e sentimenti ed essere pienamente consapevoli di essi con qualsiasi giudizio.

Colorare, pertanto, risulta essere una delle tecniche associate al midfulness perchè è un ottimo esercizio per aumentare la nostra consapevolezza in quanto riduce lo stress e la tensione, più nello specifico:

1. Migliora la concentrazione. La nostra mente è spesso in confunsione tra pensieri di vario tipo tra lavoro, casa, preoccupazioni, ecc.. ma quando ti siedi e ti concentri a colorare migliori la capacità di concentrarti e quindi di risolvere i problemi.

2. Stimola la creatività interiore. Colorare fa miracoli: pare che gli adulti che colorano hanno più probabilità di affrontare i problemi in modo creativo e quindi trovare le soluzioni migliori.

3. Il cervello va in uno stato di meditazione. Quando si colora, il cervello va nella stessa frequenza che si attiva nello stato di meditazione

4. Rilassa e Potenzia la mente. Colorare i mandala induce, effetti benefici sulla mente. i mandala sono riconosciuti dalla psicologia moderna come una rappresentazione del nostro io e delle emozioni che proviamo mentre coloriamo, quindi sono dei potenti simboli che inducono uno stato di rilassamento e trasformazione emotiva. Infatti è stato dimostrato che mentre si colora si attivano le aree del cervello legate alle emozioni.

5. Migliora le abilità motorie. (soprattutto per bambini e anziani) Colorare all’interno delle linee migliora la coordinazione occhio-mano e quindi viene rafforzata la nostra abilità motoria complessiva.

6. Stimola il rilascio dei pensieri negativi. Quando si colora, ci si concentra solo su quello che si sta facendo, permettendo il naturale rilascio della tensione e dei pensieri negativi accumulati. Inoltre risveglia la nostra immaginazione e ci riporta alla nostra infanzia, un periodo in cui eravamo molto meno stressati rispetto a oggi. Questo ci conduce in modo immediato e inconscio al benessere.

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7. Riduce lo stress, ansia e Connette gli Emisferi Cerebrali. Colorare per mezz’ora riduce notevolmente l’ansia e lo stress. Quando coloriamo attiviamo entrambi gli emisferi celebrali: “L’attività coinvolge sia la logica (emisfero sinistro), tramite cui coloriamo le forme, che la creatività (emisfero destro), quando mischiamo e combiniamo i colori. Il rilassamento che ne deriva abbassa l’attività dell’amigdala, una parte basilare del nostro cervello coinvolta nel controllo delle emozioni e che è colpita dallo stress”.

E’ molto probabile che, finita la scuola, abbiamo smesso di disegnare e colorare, ma secondo gli scienziati ci sono tanti motivi per cui invece dovremmo ricominciare, potreste iniziare con l’italia divise per regioni, un modo per sorridere in questo momento di emergenza sanitaria covid.

Altre idee possono essere “good vibes” o parolacce da colorare, la scelta è abbastanza ampia.

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia e collaboratrice dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice VALENTINA PARENTI FERRARI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: VALENTINA PARENTI FERRARI autrice del racconto “educazione e sogni”. Valentina è una splendida donna che sa avvolgere i suoi figli, la sua famiglia e i suoi amici con affetto profondo e sincero. Ha un grande cuore e la ringrazio personalmente per avermi e aver permesso a Curvy Pride di entrarci. Se la nostra Associazione cresce così velocemente è anche merito suo.

Breve descrizione personale: Sono Valentina Parenti, classe ’85 e risiedo nella provincia di Parma. Sono appassionata di Colori fin da bambina e adoro la fotografia, la pittura, la grafica e l’arredo. Il mio estro lo trasmetto soprattutto ai miei bambini che me ne fanno di tutti i colori.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Ho partecipato al contest #dilloacurvypride perché volevo innanzitutto scavare a fondo sul mio vissuto per darmi risposte e far pace con l’eventuale irrisolto. Ho cercato di mettere a nudo la mia vita, i miei pensieri e desideri. Mi sono imbattuta nella sfida di dover mostrare in pubblico le mie difficoltà di donna, madre e amante.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto?All’interno del mio racconto parlo di Valentina bambina, condizionata da diversi aspetti culturali che l’hanno portata a fare delle scelte contro i suoi sogni primordiali. Racconto delle difficoltà ad accettarmi come femmina nella società degli anni 2000, della tristezza nell’aver perso qualcuno di importante, nella voglia di trovare l’amore e la pace oltre che la serenità nelle avversità. Racconto di rendersi conto che la vita è proprio fatta di alti e bassi, sempre, e il segreto sta nel come si affrontano gli imprevisti.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Spero che la mia storia possa servire a qualcuno che, come me, ha avuto difficoltà simili ma allo stesso anche a chi non le ha avute. Spero che la gente possa riflettere sul giudizio gratuito e capire che non c’è un male minore o un male maggiore: tutto dipende dal contesto delle cose. In sostanza non si può giudicare gli altri se non ci si riesce davvero ad immedesimarsi.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Mi sono resa conto che avrei potuto affrontare diversamente alcune situazioni. Avrei potuto reagire fin da ragazza e non dopo aver raggiunto più maturità. Ho capito che anche se le persone accanto a me hanno sbagliato avrei dovuto lottare di più nonostante le paure. Ho compreso che ora non ho più alcuna rabbia ma un sentimento di affetto e  malinconia per tutti i cari che ho salutato in questi anni. 

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? L’uomo ha bisogno di sentirsi in un contesto sociale condiviso, di far parte di un gruppo, di essere accettato. Leggere o ascoltare storie alimenta lo spirito, la conoscenza, la consapevolezza e perfino l’amore. Immedesimarsi in qualcosa o qualcuno ci fa sentire meno inadeguati o fragili ma semplicemente esseri umani.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Nel futuro spero di crescere i miei figli in modo salutare. Ma sbaglio anche io. Inoltre desidero creare, ideare un progetto a cui penso da tempo (se mi seguirete vedrete se riuscirò).

Cosa ti rende felice? Mi rende felice una passeggiata, una tazza di tisana, un biscotto fatto in casa, un disegno fatto da me ma colorato da miei bambini, una rosa raccolta da loro… tante piccole cose. 

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se…Quando si è felici si è in pace”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia fondatrice e curatrice del libro #dilloacurvypride Simona D’Aulerio che dedica tutto il suo tempo libero alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Simona D’Aulerio crede che “gli estranei siano solo amici che ancora non conosciamo”. Per anni ha lavorato, insieme a Marianna Lo Preiato, per concretizzare l’idea di un mondo in cui l’inclusione, l’accoglienza e il sincero desiderio di condivisione siano i valori fondanti. Questo mondo oggi esiste: è Curvy Pride!

#DilloaCurvyPride intervista all’autore SERGIO CASONI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: SERGIO autore del racconto. “Ciao Mamma

Breve descrizione personale: Sono Sergio Casoni e vivo nel cuore dell’Umbria a Foligno detta anche “lu centro de lu munnu”. I miei gusti letterari spaziano da John Grisham a Shakespeare, da Agatha Christie a Enrico Brizzi, da Diego Cugia a Ernest Hemingway, ma ho un debole per il genere horror; per me Stephen King è ineguagliabile. Quattro anni dopo il matrimonio mia moglie ha dato alla luce una splendida bambina e questo mi ha spronato a terminare La realtà di un sogno il mio primo romanzo, iniziato quando ero ancora un ragazzo e per anni rimasto nel cassetto delle cose da finire. Venne pubblicato nel 2008 dalla Giraldi Editore che lo presentò alla Fiera del libro di Torino lo stesso anno. Le avventure di Maria e Milo, il mio secondo romanzo, iniziato per gioco, è stato scritto insieme alla primo genita, una storia inventata con lei e per lei. Lacerazioni è stata una bellissima esperienza, nata per caso, scritta a quattro mani con Iris Dark, una ragazza conosciuta sui social con cui è nata una bellissima amicizia. Voglioso di sperimentare nuove cose, nel 2019, ho scritto un racconto sul bullismo da cui ho tratto la sceneggiatura del cortometraggio Credevo fossimo amici e di cui ho curato anche il montaggio.  Sempre nel 2019 è stato pubblicato dalla Giraldi Editore un racconto breve nell’antologia Bobine, curata da Silvia Fraccaro; per me è stata l’occasione di ricominciare a scrivere, una passione che avevo a lungo abbandonato. Quell’esperienza mi ha dato l’opportunità di scrivere un nuovo racconto che l’Associazione Curvy Pride ha pubblicato nell’antologia Dillo a Curvy Pride a cura di Antonella Simona D’Aurelio.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Il tema trattato, le paure, le ansie e i drammi che molte persone vivono quotidianamente nella solitudine e nell’indifferenza di una società proiettata solo all’apparire e che mette al primo posto: l’Io.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? La storia che ho raccontato non è accaduta a me personalmente, ma ad una persona molto cara, cresciuta senza l’amore di una madre e che si è trovata ad attraversare l’inferno dell’anoressia, prima e della bulimia poi; piaghe che ancora oggi non riusciamo a debellare.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Di riuscire a sensibilizzare il cuore delle persone, a fargli capire che le cose più importanti non sono quelle materiali, ma la riscoperta dei valori, della famiglia e il vivere in armonia con ciò che ci circonda e soprattutto con sé stessi.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Ho toccato con mano la realtà di altre persone che hanno voluto raccontare storie personali e ho percepito la voglia di uscire dall’ombra e far sapere a chi ancora non ci è riuscito che non è e non sarà mai solo. Un’amabile realtà.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Per non sentirsi soli e tener viva la speranza.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Leggere, scrivere e vivere nel migliore dei modi la vita che ogni giorno mi viene concessa di vivere.

Cosa ti rende felice? Quella cosa che possiamo trovare solo dentro di noi: la serenità.

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… Ci credi e si ti piace farla.”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

COMINCIO DA ME

Sono stata una quattrocchi sparapidocchi”.

Avevo dieci anni, la tendenza a insaccare il collo nelle spalle e occhiali troppo grandi per il mio volto.

Io e i miei occhialoni a 12 anni.

Se sei stata una “quattrocchi sparapidocchi” ti rimane dentro un’anima incerta. Ogni giorno della tua vita dovrai confrontarti con il pregiudizio più grande: quello che rivolgerai a te stessa.

Non sarai mai all’altezza. Ti sentirai inadeguata. Ti sentirai diversa.

Ma diversa perché in fondo? Perché hai gli occhiali? Sei grassa? Sei nera? Balbetti?

Diversa da chi?

Quando siamo bambini attraverso l’insiemistica ci vengono insegnate le basi della matematica: cerchia con un pennarello rosso tutti gli animali, tutti gli oggetti colorati di bleu, tutte le farfalle con le ali verdi. L’oggetto incongruente viene lasciato fuori. Ma questo non è possibile con gli esseri umani in quanto non esiste un parametro oggettivo di misurazione.

Ciò che percepiamo come diverso, quando parliamo di persone, è un dato del tutto soggettivo e per questo sfugge alla logica, alla ragione e diventa quindi una valutazione pericolosa.

Io a 10 anni. La ginnastica posturale non è servita a molto, ancora oggi ho questo atteggiamento scoliotico.

E’ percepito come diverso un ragazzo rumeno in un gruppo di ragazzi italiani o un uomo di colore all’interno di una comunità di bianchi. Ma ecco che un ragazzo italiano partecipa a un progetto Erasmus in Romania, un uomo bianco trova lavoro in Kenya, e la percezione si stravolge, la diversità si evidenzia come un semplice punto di vista.

Il prezzo che l’uomo paga per questa distorsione di veduta è alto.

Ogni etichetta, attribuita a un individuo da un singolo o da un gruppo, viola il diritto di essere se stessi. Obbliga al conformismo, crea esseri monchi e infelici.

La cultura dominante crea dei modelli a cui gli individui fanno riferimento. Su questo dobbiamo interrogarci. Quali sono i modelli che la nostra cultura propone? Non parlo solo di canoni estetici, ma anche di un certo modo di parlare, di relazionarci all’altro. Oggi ha grande visibilità mediatica il ragazzo furbo, dall’atteggiamento provocatorio e scaltro, rimbalzano sui telefonini video di improbabili celebrità che stupiscono per la loro arroganza. Con facilità si diventa vittime di discriminazione, di pubbliche offese sui social-media, basta una fotografia, una frase, un’opinione fuori dal coro per essere attaccati in modo spietato.

Liceo Righi, con i ragazzi dell’associazione Boncompagni, un timbro per ricordarci di “Non fermarci all’etichetta.” Sei grasso. Sei una che la dà facile. Sei timido. Tu non sei l’etichetta che ti hanno dato.

Ma ognuno di noi ha un ruolo in tutto questo. Anche quando si pone come semplice spettatore e non interviene in difesa di chi subisce la prepotenza.

Noi possiamo scegliere il nostro agire e trasformare l’energia che si muove tra le persone. Ed ecco allora che la rivalità può divenire cooperazione e il conflitto mutare nella comune risoluzione di un problema.

Esercitiamoci a divenire “esploratori di emozioni”, non giudici, come suggerisce Emma Baugmaster, psicologa sociale dello sviluppo e della ricerca educativa.

Ogni volta che siamo di fronte a una persona per noi nuova, chiediamoci “Con quale atteggiamento mi sto avvicinando a questa persona?” In questo modo alleniamo il nostro pensiero a un atteggiamento di curiosità, come farebbe un buon esploratore, e cominciamo a considerare le emozioni degli individui come informazioni sul loro modo di essere, non come degli “errori”.

Spogliandoci della toga da giudice, impariamo a guardare oltre.

Con Sotto-Sopra Movimento Giovani per Save The Children, evento “UP-PREZZAMI, NON FERMARTI ALL’ETICHETTA”.

Oltre gli occhiali di quella bambina soprannominata “quattrocchi sparapidocchi”,c’era una grande passione per la lettura. Tanto grande da farla nascondere a leggere, sotto le coperte, fino a tardi, quando il libro le cadeva sul volto svegliandola di soprassalto. Tanto grande da farle scegliere come regalo di compleanno dei libri perché nulla poteva essere altrettanto prezioso.

Ho impiegato anni per volere bene a quella bambina. Ero arrabbiata con lei, per quella sua incapacità di rispondere a tono all’offesa, per quel battito cardiaco fuori controllo ogni volta che doveva mostrarsi. Ma le emozioni non sono permanenti, la realtà è per sua natura mutevole, così a un certo punto l’ho guardata negli occhi, l’ho presa per mano, le ho chiesto di aiutarmi a dire al mondo quello che mi soffocava.  

La mia “quattrocchi sparapidocchi” mi ha regalato il sogno di un mondo in cui le persone siano libere di essere ciò che sono, ma non posso realizzarlo da sola.

Questa rubrica nasce per interrogarci, per metterci in discussione e lasciare che le radici di questo sogno si aggrappino salde alla terra. Perché, vedete, è un errore pensare al sogno come qualcosa di evanescente, è piuttosto una dimensione legata al fare, al mondo di realtà. Il sogno si costruisce, giorno dopo giorno, con grande fatica.

“Ma tu ci credi davvero che le cose possano cambiare? Che le persone possano cambiare?” mi chiedono i ragazzi che incontro nelle scuole e, dietro l’ironia di chi non crede ai miracoli, colgo un lampo di speranza. Allora sorrido.

Certo che ci credo.

Io ci credo e comincio da me.

Con Curvy Pride: per il diritto di essere se stessi.

Questo articolo è pubblicato dalla socia e scrittrice Catia Proietti che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Di formazione assistente sociale ed educatore degli adulti, vive a Roma, con marito, figli, due tartarughe e un cane in affido congiunto con dei buoni vicini. Scrive libri per ragazzi, cura la collana Extraordinario della casa editrice Albero delle Matite ed è responsabile del Progetto Scrittura di Curvy Pride. Da anni organizza incontri per la promozione della lettura da un anno di vita e collabora con le realtà territoriali per una cultura libera da pregiudizi. Se hai una storia, una domanda, una riflessione che vuoi condividere con lei scrivile a proietti.catia@libero.it, oppure contattala sulla sua pagina Facebook https://www.facebook.com/catiaproiettiautrice . Instagram catia_proietti_

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice SILVIA CORRADIN

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: SILVIA autrice del racconto “Un mondo a parte”

Breve descrizione personale  Ciao a tutti sono Silvia Corradin ho 46 anni di Bologna sono una persona solare e che crede sempre che il meglio deve ancora venire, mi piacciono le sfide e provo sempre a cimentarvi in cose nuove. La vita me ne ha messe davanti parecchie di sfide ma anche se ho avuto momenti di sconforto mi sono sempre rialzata più forte di prima…come a 39 anni quando ho partecipato al primo casting per curvy indetto proprio da Curvypride…chi l’avrebbe detto dove sarei arrivata. Ma andiamo con ordine.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? La motivazione che mi ha spinto ha partecipare è stata dettata dal fatto di provare questa esperienza ma soprattutto mi ricordavo che un racconto io lo avevo già scritto a 16 anni ,nel periodo buio della mia vita, e che la mia prima fan (mia Mamma) mi aveva detto di cercare di pubblicarlo…ed ora eccomi qui grazieee a voi!

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto?  Il tema del mio racconto è legato alla mia vita, ai fatti del mio passato che hanno incredibilmente modificato il mio essere…amare il cibo per dimenticare le sofferenze di una madre malata mi ha spinto a ingrassare e…beh non posso raccontarvelo dovete leggerlo!!!

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Spero di trasmettere tanta speranza,la speranza di farcela sempre qualsiasi cosa capiti e provarci sempre,non arrendersi mai!

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? In realtà ho scoperto che scrivere è proprio una vera valvola di sfogo…ti fa uscire il tuo vero io…e ti apre la mente…lo consiglio provateci!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?Nel futuro mi aspetto grandi cose ( Covid permettendo!)…perché ogni giorno può succedere qualcosa di sorprendente come quel giorno che venni scelta da Luciano Ligabue per partecipare al suo film Made in Italy come attrice…quindi chissà cosa può succedere ancora…magari scriverò un libro tutto mio! L’importante è metterci il cuore in tutto ciò che si fa proprio come l’associazione Curvy Pride che ha sempre grandi progetti per tutti noi!

Cosa ti rende felice? . Cosa mi rende felice? uhmmm direi sentirmi felice, trasmetterla agli altri e essere amata per quello che sono ,senza se e senza ma, con la consapevolezza di essere quella che sono.

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… .se ci credi veramente!”

Credetemi tutto è possibile ma credete prima di tutto in voi stesse e amatevi tanto!
Con amore Silvia

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

PASSATO, PRESENTE, FUTURO.

Come ti senti quando guardi una tua immagine del passato? Per esempio una foto di quando eri piccola/o. Quanti sentimenti esplodono contemporaneamente? Malinconia, rabbia, gioia, nostalgia, amore, stupore… Ma sono emozioni e sentimenti che proviamo in base a ciò che ricordiamo oppure rivedendo l’immagine potrebbe riaffiorare altro? Siamo sicuri che quello che vediamo nella nostra mente sia poi con certezza quello che il fermo immagine di quel periodo potrebbe rivelarci ancora? Io ho deciso di percorrere questa staffetta temporale e scoperchiare il vado di pandora delle emozioni.

Alcune frasi dovrebbero diventare uno stile di vita.

Qualche mese fa mio padre mi ha portato una serie di DVD, dicendo che erano tutti i filmini fatti quando ero piccola. Non ci potevo credere. Inizialmente ero convinta che fossero delle riprese così, pezzetti di vita assemblati in un qualche modo e raccolti nei DVD per non perderli. Ma quando ho iniziato a guardare, l’emozione ha letteralmente preso il sopravvento. Accidenti, quella ero io. Avevo dimenticato di essere stata piccola, avevo dimenticato quella parte della mia vita, eppure è stata bellissima. Il mio sorriso la faceva letteralmente da padrone. Non esistevano colori della pelle o adozioni o diversità di altro genere, esistevo solo io e la vita che mi era stata regalata. Ero felice, ero spensierata, ero desiderosa di scoprire il mondo. Quello che stavo vivendo  in quegli anni, mi piaceva e ne avevo le prove. Improvvisamente i profumi, i rumori e le sensazioni si erano concretizzati dentro di me. La voce di mia madre, la risata di mio padre, la mia cameretta, i miei giochi e le vacanze al mare; era tutto lì. Stavo avendo la possibilità di tornare indietro nel tempo.

Mentre mi osservavo però sentivo che qualcosa non funzionava, alcune scene le riguardavo attentamente, scrutandomi e studiandomi. Non mi facevo abbracciare da nessuno, non sentivo il bisogno di manifestazioni d’affetto particolari e non le cercavo. Rispodevo alle domande di mio padre sorridendo e consapevole del suo affetto nei miei confronti ma io non ricordo nessuna emozione di quel tipo. Mia madre mi chiamava ed era la vce più dolce del mondo, ma io non ricordo di aver provato qualcosa di particolare. Quindi mi chiedo, non lo ricordo o realmente non lo provavo? Mi è servito tanto per comprendere alcuni miei atteggiamenti del presente, alcuni miei pensieri. Sono convinta che rivedermi mi abbia fatto capire meglio cosa possa essere successo dentro di me fin dall’inizio. Oggi sono grande, sono madre e posso capire l’amore di un genitore verso un figlio, ma ancora mi è oscuro il contrario anche se so di volere ai miei genitori un bene assoluto. Manca qualcosa!

Ho infilato tutti quei ricordi in un cassetto remoto della mia vita, andando oltre. Ho deciso quindi di sfruttare questo viaggio a ritroso per conoscermi ancora un pochino. Volevo rimettere insieme i pezzi e scavare per trovare qualcos’altro di interessante che mi riguardasse. La mia personale terapia d’urto per i momenti di totale sconforto e confusione.

Passiamo tantissimo tempo ad occuparci del presente, improntati verso un futuro radioso e positivo. Programmiamo, decidiamo, disfiamo e ricominciamo tutto da capo oggi per migliorare il domani. E’ vero, oggettivamente il passato non s può cambiare quindi che senso ha ritornarci sopra? Ma la domanda vera è: come può il passato essere di aiuto per il presente o per il futuro? e ancora, come posso servirmi delle immagini per capire qualcosa di me? Molto spesso le persone guardano una mia foto di quando ero piccola e dicono: “Vale, non sei cambiata per niente!!” Ma com’è possibile? Indubbiamente alcuni dei tratti somatici saranno invariati ma a volte mi sembra di aver vissuto parecchio di più dei miei 36 anni e non mi spiego come sul mio viso non sia presente tutto questo (al di là dell’ invecchiamento temporale) o come non si percepisca. La verità è che ciò che abbiamo vissuto davvero sta dentro di noi e tutte le emozioni e sensazioni possiamo ritrovarle scavando nell’anima e perchè no guardando qualche immagine. Forse dovremmo sederci, prenderci del tempo e farlo tutti.

CurvyPride ha una community fantastica su Facebook, un luogo protetto dove le persone possono esprimersi liberamente, dando libero sfogo ai propri pensieri, alle proprie emozioni. Così ho preso una mia foto e l’ho postata, lanciando una challenge e “sfidando” i membri a commentare con una loro foto, scrivendo l’anno. Devo dire che mi sono emozionata moltissimo cercando di immaginare tutte/e loro. Siamo stati piccoli anche noi e nel bene o nel male abbiamo vissuto cose che ci hanno portato ad essere ciò che siamo oggi.

“L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare a non avere più paura, questa è la metà ultima dell’uomo.” Cit. Italo Calvino
Grazie ai membri della community per aver contribuito alla realizzazione di questo collage.

Noi siamo tutto ciò che serve per capire che direzione prendere. Forse ci rivediamo nei nostri figli, forse ci rispecchiano in qualche frase dei nostri genitori o forse ricordiamo qualcosa tornando a casa da mamma e papà la domenica. Ma chi eravamo e cosa provavamo davvero lo ricordiamo? Io oggi faccio un sacco di video e di foto di tutto e tutti. Perchè? Non saprei ma… Fermare il tempo attraverso una foto o un video oggi, ci aiuterà domani?

CurvyPride Community on Facebook

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”
Vale

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice FEDERICA ANNUNZIATA

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: FEDERICA autrice del racconto “La forza della rinascita”

Breve descrizione personale  Mi chiamo Federica e ho 23 anni. Nella vita ordinaria sono un impiegata amministrativa, ma nel tempo libero, oltre a viaggiare e fare shopping, creo contenuti per il mio canale Youtube e mi impegno nel campo bodypositive attraverso manifestazioni, sfilate e la mia pagina Instagram.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Poter raccontare la mia storia e il mio vissuto, mi ha aiutato a mettere nero su bianco le mie emozioni e un punto di fine alla vecchia me. Da cui anche il titolo del mio racconto ovvero “la forza della rinascita”. Ora c’è la versione 2.0 di Federica, in continua evoluzione e cambiamento, distante dal passato e più consapevole.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Fondamentalmente sono 3: Bodyshaming, la forza dell’amore e il cambiamento. Tutti intrecciati. Quando passi certe situazioni è difficile credere nell amore. Pensi sempre che a te non capiterà mai ma è proprio nel momento più assurdo ed inaspettato che succede.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? A chi leggerà il mio racconto, mi auguro di infondere sicurezza e determinazione. Volere è potere quindi con tanta determinazione si può uscire da qualunque spiacevole situazione e cambiare.  Dedicarsi del tempo, cercare nuove passioni/hobby ma soprattutto uscire dalla propria confort zone stimolano adrenalina che ci da una scarica di energia positiva e ci fa sentire invincibili e felici. 

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa?  Scrivere è stata una liberazione. Non ho mai avuto il coraggio di raccontare questa parte di me a nessuno se non a una psicologa per paura di essere giudicata. Preferisco mostrarmi per ciò che sono senza dare il peso del mio passato alle persone che incontro. Spiegare le proprie emozioni alle persone a noi vicine ci fa sentire “vulnerabili” e si ha la paura di non essere capiti. Molte volte preferisco scrivere i miei pensieri e le mie emozioni e custodirli gelosamente per me. Questo racconto per me ha rappresentato una sorta di “diario segreto” da condividere con il mondo intero. Sia il mio ragazzo che la mia migliore amica sapevano a grandi linee la mia storia, nulla di specifico. Appena hanno letto il racconto, a cui ho deciso di aggiungere una dedica speciale per loro, mi hanno fatto commuovere con le loro parole. Mi sono sentita libera da un macigno nascosto e hanno capito il perchè di alcuni miei atteggiamenti.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Perchè ascoltando storie non solo si ha un punto di vista diverso dal proprio ma si stimolano sentimenti che spesso, la nostra vita frenetica, ci fa dimenticare, come la comprensione verso il prossimo, il rispetto e soprattutto la dignità. Ascoltare storie ci fa arricchire a livello umano. Io sono sempre stata affascinata dai racconti, soprattutto quelli di mio nonno, che è stato in guerra e ne ha passate tante. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Creare contenuti che siano di aiuto e di ispirazione alle persone. Non lo faccio assolutamente per soldi, anche perchè fino ad ora non ho guadagnato un centesimo, ma lo faccio per far star bene le persone che cercano un motivo per andare avanti, per rialzarsi e soprattutto per lottare.  Inoltre leggere è la mia passione più grande sin da quando sono piccolina e un mio sogno nel cassetto è scrivere un libro , non sulla mia storia ma comunque che tratti di temi importanti. Chissà, magari il 2021 riserverà delle sorprese.

Cosa ti rende felice? Essere circondata dalla persone che amo e passare del tempo di qualità con loro è senza ombra di dubbio la cosa che mi rende più felice in assoluto. Ma i piccoli gesti sono quelli che apprezzo di più e che mi rendono molto felice. 

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… “credi in te stesso/a e nelle tue capacità”. Tutti noi abbiamo un talento. Magari ci vorrà del tempo per trovarlo ma bisogna sempre coltivare le proprie passioni e crederci. Sicuramente si troveranno delle porte chiuse lungo il cammino, ma con tenacia e determinazione tutto andrà per il verso giusto. Si sa no? si chiude una porta e si apre un portone. Credo che arrendendosi, si viva sempre con il rimorso di non essere andati avanti e di non averci provato fino in fondo e con il dubbio di come sarebbero andate le cose. Tre parole… CREDI, PROVA E VINCI.

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

Calendario BeautifulCurvy 2021

Rieccoci con l’appuntamento tanto atteso di BeautifulCurvy.

Dato l’anno 2020 pieno di difficoltà è stato impossibile poter ideare in tutta tranquillità un casting in sicurezza per un nuovo calendario 2021 dedicato alla bellezza della donna in tutte le sue sfaccettature pertanto si è pensato a un “best of” delle varie edizioni.

12 Immagini diverse tra loro ma legate dall’importanza di portare avanti un progetto di valorizzazione della bellezza non stereotipata, ma naturale e senza ritocchi.

La scelta delle immagini è un racconto di vita: tra gli abbracci (che ci mancano in questo periodo storico della nostra vita), alla cucina (a cui abbiamo dedicato tempo stando in casa), al confronto con noi stesse e alle nostre particolarità estetiche, mettendoci in gioco, all’importanza dello sport e alla primavera di Botticelli come rinascita di un nuovo rigoglioso futuro.

Barbara Christman sottolinea: “Questo progetto di valorizzazione delle donne curvy e plussize, lo porto avanti da quasi un decennio ed è rivolto a sostenere le donne ad amarsi di più per accettarsi e valorizzarsi. Oggi giorno sembra quasi normale andare verso l’inclusione, visto che molti giornali puntano alla bodypositivity, la diversità dei corpi. Sono stata tra le prime in Italia a mostrare donne normali con le loro forme morbide, senza ritocchi per regalare benessere e accettazione. Ogni anno ho cercato attraverso un casting le donne più idonee per questo progetto rivolto ad aiutare altre donne. La bellezza sta negli occhi di chi guarda e ho scelto alcune ragazze che in seguito sono diventate modelle, influencer o semplicemente donne sicure di se e felici della loro vita”.

Per chi scopre ora il progetto invito a guardare i vari video di backstage qui ma ve ne inserisco uno dell’edizione passata. Sul sito e sui social Beautifulcurvy è possibile inoltre approfondire ulteriormente l’argomento oltre che a conoscere più da vicino le modelle icone del calendario.

L’Associazione CURVY PRIDE – APS sostiene fin dall’inizio il progetto di Beautifulcurvy perché parlare di inclusione oltre che un diritto è un dovere!      

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Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.


Valentina Parenti https://www.instagram.com/valentina_incolors/ sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale, per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice BARBARA BRAGHIN

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: BARBARA autrice del racconto “Nulla è facile ma i sogni si avverano. Basta crederci”

Breve descrizione personaleMi chiamo Barbara Braghin, ho 47 anni, sono veneta di Porto Viro in provincia di Rovigo. Sono una giornalista, una blogger, e una modella curvy. Scrivo per3 testate. Due quotidiani, uno nazionale “La Discussione” e uno locale “La Voce di Rovigo”, e un settimanale “Nuova Scintilla”. Inoltre scrivo in diversi blog. Uno è “Scelta di Peso”, uno è “Il Blog di Barbara Braghin”, uno è “Barbara Braghin curvy model”, uno è “Imprenditrici Venete”, e uno è “Curvy Pride”. Inoltre presento un programma televisivo a “Prima Free” che si intitola “Rumors & Paillettes”. Sono una fan di Madonna. La cosa che mi affascina più di tutti è la moda

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Volevo gridare al mondo intero che bisogna credere in sé stessi. Amarsi, e se c’è qualcosa che mi ci piace di noi stessi, di fare di tutto per rimediare. Dentro di me ho sempre voluto diventare una giornalista, una blogger e una modella curvy. E, nonostante la mia età, ce l’ho fatta. E’ questo il punto. Che i sogni non hanno tempo e non hanno età. Quindi, con la buona volontà si arriva ovunque. Poi mi piace scrivere. Aprire un libro, sfogliarlo, sentire l’odore della carta, leggere e condividere le emozioni tra autore e lettore è qualcosa di magico. Questa sono le motivazioni. 

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? L’adolescenza con il busto ortopedico. Il mio vissuto nei villaggi turistici e a Roma. La mondanità e i personaggi di spicco. Le rivalità e il buio. L’aumento smisurato di peso. Il ritorno a casa. La mia professione al giornale e l’intervista a un chirurgo. Li il cambiamento con la chirurgia bariatrica e il trionfo nella mia vita. 

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Forza, fede, fiducia.  

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa?  Ho letto il libro e mi sono “riletta”. E’ un libro che lascia il segno, che fa pensare. Perché dentro ci sono tante vite, tante emozioni, tante storie. Ognuna diversa dall’altra. E’ cambiato il mio modo di osservare e quindi apprezzo molto di più le storie delle autrici. Per me sono degli esempi di vita. 

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Perché dagli altri si impara sempre, in ogni caso. Chiunque trasmette qualcosa. Emozioni, profumi, immagini, amore.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Sfilare nelle passerelle più importanti del mondo.

Cosa ti rende felice? Leggere, guadare album fotografici di qualche anno fa, guardare le foto nuove che ormai sono tutte nei social. Poi l’abbraccio dei miei gatti al mattino, e il buongiorno dei miei cani. La salute di tutta la famiglia. 

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… se ami quello che fa. Allora ti viene bene. “

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice GABRIELLA PIRAZZINI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.  

Oggi si aprirà a noi: GABRIELLA autrice del racconto BUGIE.

Breve descrizione personale: Sono una narratrice…lo sto facendo da trent’anni rispetto ad agricoltura, alimentazione, ambiente, agroalimentare con un format tv dal titolo “Con i frutti della terra” , e ho iniziato a farlo con la scrittura nel 2011… ho pubblicato un libro di poesie (Lamento cosmico) , poi una raccolta di racconti al femminile , un nome una foto una storia (Fantasia e cosi’ sia) e poi sono entrata nella scuderia Giraldi, pubblicando nel 2015 la raccolta Minuetto e poi due romanzi, La misura nel 2018, e Il ritardo uscito proprio a luglio di questo 2020. Con Giraldi ho partecipato anche ad antologie di racconti, come “Bobine” e adesso questa di Curvy Pride.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? La motivazione e’ la curiosità e il mettermi in gioco, e l’amore antico per le storie brevi, con quel sospeso che pero’ riesce comunque a comunicare emozioni forti, struggimento, drammi.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Amo da sempre il confronto passato-presente, e anche in questo racconto c’e’ un non detto che emerge a poco a poco , nel racconto di una giovane donna che si tuffa nell’alcool presa da un dolore sordo e muto, ma poi si comprende il nucleo della sua storia , la perdita assoluta, quella di un figlio, un figlio “nato morto” ,come capita a tanti, ma che e’ una tragedia compresa da pochi.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Vorrei che questo fosse un racconto di comprensione e redenzione: comprensione di drammi interiori inenarrabili e condivisibili solo da chi ne e’ coinvolto, e redenzione perché la protagonista riesce a trovare in maniera apparentemente inconsapevole una nuova via, esorcizzando l’avvenuto, senza dimenticarlo, ma portandolo appresso come solo una donna riesce a fare.

E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? Scrivo racconti  ascoltando le storie delle persone, lo faccio sempre, con continuità, e ogni volta c’e’ un cambiamento, perché si assorbe la gioia e il dolore altrui, fantasia e verità che non ci appartiene, ma che per un istante fa attraversare altre vite come fossero le nostre

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te perché? Abbiamo bisogno di ascoltare storie per motivi diversissimi, a volte per sognare, a volte per fuggire, a volte per immedesimarsi, a volte per esorcizzare paure, a volte solo per sorridere o piangere: ogni storia e’ una emozione scritta, e si ha sempre bisogno di emozioni.

Cosa ti rende felice? Mi rende felice riuscire a trasmettere emozioni forti attraverso la scrittura: perché scrivere e’ un atto personale, ma ha bisogno di essere condiviso per esistere. Mi rende felice avere tempo, e saperlo usare. Mi rende felice fare cose per gli altri, sentirmi “utile” , coordino a Imola un doposcuola gratuito per famiglie in difficolta’, e questo mi impegna tantissimo ma mi rende felice ogni volta

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… ” lo persegui duramente, ma a volte non funziona comunque . Non e’ pessimismo, e’ realismo.

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line

Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parentiche dedica partedel suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.