#Educareallafelicità, da bambini

I bambini felici, da grandi, diventano adulti felici che cresceranno altri bambini felici, un circolo virtuoso che si ripete all’infinito

Per contrastare il bullismo in Danimarca hanno adottato nelle scuole il “monitoraggio del benessere” che consiste in un sondaggio grazie al quale è possibile comprendere l’ansia sociale generata dall’accettazione degli altri.

20160505_184004.jpg

Il benessere a scuola è fondamentale, non si può imparare se si ha paura, se non ci si sente accettati, dal gruppo del pari e degli adulti, protetti, riconosciuti, stimati.

E’ una sensazione devastante quella di non sentirsi accettati dagli altri, è quindi fondamentale cercare di insegnare ai bambini fin dall’età prescolare il rispetto e l’amore reciproco.

Per questo motivo avevo partecipato a un contest nella mia città (PARMA) proponendo il “Festival della Felicità” , un’evento con lo scopo di diffondere l’accettazione di sé e degli altri in tutte le sue forme, cercando di cambiare la percezione visiva che porta a comportamenti pericolosi per se e gli altri.

THINKBIG_PARENTIVALENTINA

poster per il contest – IDEA FESTIVAL

CMYK base

poster per il contest – IDEA WORKSHOP

Le motivazioni che mi hanno portato a questa idea è basata sulla discriminazione di genere, razziale, di peso, di colore, di nome. Fin da bambini abbiamo la percezione deviata di ciò che è bello. Cresciamo pensando di essere DIVERSI. Diversi e sbagliati.Sarebbe interessante se fin da piccoli ci educassero alla felicità con l’obiettivo futuro di più relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti.

Scan

“MAMMA sei l’allegria” – cit. mio figlio 4anni e 1/2

Una ricerca mondiale analizza i dati di felicità/infelicità e l’italia nel 2018 aveva Net Happiness Index (NHI) pari al 47%,  collocandosi a metà classifica.

Uno dei parametri utilizzati è lo stato di istruzione: le persone con un più alto livello d’istruzione dimostrano una felicità maggiore. Questo dovrebbe farci pensare ulteriormente; pensate se a scuola fosse possibile apprendere con la risata. Ricerche dimostrano che quando ridiano emaniamo endorfine capaci di farci apprendere più velocemente.

Senza titolo-1

dal libro “Educare alla felicità, nuovi paradigmi per una scuola felice”

IMG_20190206_143146_046

Nella mia esperienza la felicità è proprio un MODO DI ESSERE, si pensa sia effimera ma io credo che sia anche nell’accettazione di quello che si è, nella realizzazione della vita (lavoro, famiglia ecc).La felicità non è una meta ma è in tutto il percorso.Imparare ad apprezzare ogni giorno come se fosse l’ultimo, essere grati di quello che si ha, aiuta il nostro benessere psico-fisico.Insegnamo ai bambini le emozioni, la consapevolezza emotiva, l’AUTOSTIMA e ad apprezzare ed amare la vita.20160425_120944(0)     Valentina Parenti

Annunci

LA MALATTIA DELLE PERSONE “PERFETTE”: LA GRASSOFOBIA

Perché perfette è tra le famose virgolette del sarcasmo (come le chiamo io).

Perché la maggior parte delle persone che si sentono all’altezza di giudicare una persona sovrappeso si crede appunto “perfetta”, probabilmente si guarda allo specchio e si crede il bronzo di Riace oppure la modella di victoria’s secret di turno.

OCCHIO NON HO NIENTE CONTRO LE MODELLE DI QUEL BRAND E TANTO MENO CON I PALESTRATI CHE SIA CHIARO E SOPRATTUTTO NON STO FACENDO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO.

Va benissimo che tu ti senta così, l’autostima è una cosa stupenda e tutti dovrebbero averla, ma dovete imparare che non tutti hanno quell’autostima e non tutti hanno il coraggio di guardarsi allo specchio ed ammirarsi per quello che è.

Eppure, sembra che in fondo vi manca qualcosa, perché chi è a posto con sé stesso non denigra e offende gli altri.

Ma noto con tristezza e dispiacere che voi perfetti soffrite di questa malattia chiamata GRASSOFOBIA.

Non potete vedere una persona grassa che iniziate con le risatine e le battutine fuori luogo, quando sono a bassa voce si può anche ignorare ma, molte volte cari miei le cose le dite ad alta voce, in mezzo alle persone in modo da avere i vostri 3 minuti di gloria.

Alcuni rideranno insieme a voi altri vi guarderanno e penseranno che siete solo maleducati (cosa più probabile).

Ed è lì che una persona che già si sente osservata di suo mentre cammina ed ha anche grossi problemi ad accettarsi si sentirà profondamente ferita perché fidatevi quando succede una cosa del genere la prima sensazione è quella di un pugno a grandezza Hulk nello stomaco e poi ti viene quella fitta al cuore ed un dolore incredibile al petto, ma tranquilli anche se siamo grassi non significa che sia un infarto.

Più precisamente quelle sensazioni riguardano qualcosa come vergogna di se stessi, umiliazione, ecc. E vi dico una cosa un cuore non si spezza soltanto quando si finisce una relazione, un cuore si spezza anche quando veniamo insultati, presi in giro, esclusi e così via…

Pensate che se vi comportate così la state aiutando? Pensate per caso che quando quella persona che avete preso in giro arriverà a casa piangerà e probabilmente avrà ancora più vergogna di se stessa? CERTO CHE NON LO PENSATE SENNO MICA LO FACEVATE GIUSTO? (Almeno lo spero).

Sapete quante persone hanno deciso di suicidarsi per queste cose e non parlo solo di adulti ma anche di ragazzini che vengono presi di mira a scuola dai compagni “fighetti” che non hanno nulla di meglio da fare durante la ricreazione che prendersela con il compagno cicciottello che magari se ne sta per conto suo perché sa di non essere accettato da nessuno o almeno lui crede così e voi lo aiutate ad aumentare i suoi complessi di inferiorità.

Quindi ho una brutta notizia per voi… Non siete così perfetti come credete, vi manca una cosa che vi rende un pochino più umani e si chiama EMPATIA.

Dopo questa prima parte vorrei parlare anche delle pubblicità che si divertono a prendere in giro le persone grasse come se fossero fenomeni da circo o qualcosa di simile e rientrano perfettamente nei parametri della grassofobia.

Si, perché non basta essere presi in giro dalle persone, anche il mondo pubblicitario deve infierire, credo che chi abbia ideato questa pubblicità non si sia minimamente chiesto come si può veramente sentire una persona sovrappeso.

Io riesco quasi ad immaginarvi seduti sulle vostre belle sedie mentre guardate il vostro “capolavoro” ridendo e discutendo sul fatto che questa sicuramente è una trovata di marketing eccezionale.

Beh! Se vi fa piacere la mia opinione credo che fare soldi prendendo in giro una persona con problemi di peso sia una cosa disgustosa.

Che poi vorrei ben dire voi la cioccolata non la mangiate vero?

Potrei anche accettare i fiori a San Valentino anche perché mi piacciono un sacco, ma se il mio fidanzato volesse integrare il regalo con una scatolina di Raffaello mica dico di no.

Vorrei ricordare a tutti che anche noi “ciccioni” abbiamo un cuore proprio come tutti, anche noi abbiamo sentimenti e probabilmente siamo anche molto più sensibili degli altri perché soffriamo tutti i giorni con i pregiudizi e le parole cattive delle persone.

Per tutti la vita è una battaglia ma per noi lo è ancora di più semplicemente perché non siamo uguali a voi, ma lo ripeto siamo comunque persone e come tali meritiamo rispetto e comprensione.

Meritiamo un sorriso e un abbraccio, anche una pacca sulla spalla va bene non è chiedere tanto.

Quindi se avete quell’amico che ha qualche chilo in più e che si sente a disagio ed è una delle motivazioni che non lo fa stare bene ogni tanto, ho un consiglio per voi.
Vi dico una cosa che tanti anni fa mi disse mia nonna.

“Guarda attentamente una persona negli occhi, di solito quando si è tristi quella luce che si sprigiona naturalmente è spenta e vuol dire che c’è qualcosa che non va”.

E cosa puoi fare tu? Siediti con lui e parlane, molte volte le parole di incoraggiamento e di conforto di un amico valgono più che 10 sedute dallo psicologo non perché non faccia bene andare anche dallo psicologo ma perché le cose dette dalle persone a cui vogliamo bene scaldano il cuore.

Quelle parole sono come l’olio che metti nella porta arrugginita sai perché? Perché per un momento la voce che quella persona ha in testa e che probabilmente è quella che causa 3000 paranoie smette di parlare, si zittisce.
Perché in quel momento,quella persona si sente voluta bene e quindi quella giornata che si prospettava decisamente buia, diventa leggermente più soleggiata.

Estela Regina Baroni

Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar.
Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.
Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi,metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”.

Il coraggio di una curvy

Buongiorno a tutti, mi presento… Mi chiamo Elisabetta, sono una donna di 37 anni che, ora, ha una vita piena divisa tra lavoro, famiglia, casa ed hobbies.

Ho deciso di intitolare così il mio primo articolo perché, per arrivare fin qua, ho avuto forza, determinazione, coraggio e voglia di sorridere. Di tornare a sorridere.

Questi ultimi anni non sono stati molto facili e nemmeno così tanto felici. Non voglio annoiarvi, ma parlare della rinascita dopo questo periodo… Avevo preso più di 40 kg. Da una tg. 46 ero arrivata ad indossare una tg 58. Non ero più io. La Elisabetta, sempre truccata, ben vestita e con gli occhi felici era stata presa in ostaggio da una giovane che non si voleva bene. Problemi di salute, discussioni familiari e un po’ di depressione mi avevano inghiottito. Accumulavo peso quanto frustrazioni e delusioni. Guardavo mia figlia e mi sentivo in colpa perché non riuscivo a giocare con lei come voleva. Non mi guardavo nemmeno più allo specchio. Un giorno però, per sbaglio, il mio sguardo ha osservato il mio fisico li, proprio davanti a quello specchio tanto odiato e mi sono detta: “Come sei arrivata fino a qui?”, “Perché non ti vuoi più bene?”. Non sapevo darmi una vera risposta… Era tutto ed era niente… Ero certamente una ragazza triste. Disorientata.

Eccomi al mare…

Da quell’incontro fra la Elisabetta “Top” (del passato) e la Elisabetta “fragile” era nato un caos… Ho cominciato a non mangiare o a farlo poco e niente, a non dormire e pensavo, pensavo… Per due settimane sono stata davvero male poi, non so, mi sono fatta CORAGGIO ed ho affrontato le mie frustrazioni, ho parlato allo specchio gridando tutto quello che avevo dentro e mi sono ritrovata. Certo, detto così sembra stupido, sembrano solo parole ma è stato così. Da quel giorno, 27 febbraio 2018 le due “Elisabetta” hanno fatto pace e convivono. Ho iniziato una dieta seguita ovviamente dalla nutrizionista, ho cominciato a camminare.

Da sola la dieta non bastava…
Attività fisica, musica nelle orecchie che attraversava il cuore e tanta voglia di riuscire. Ho iniziato a dimagrire.
#obesità #dieta #musica #camminare #natura #vogliadifarcela

Tante passeggiate in mezzo alla natura.. gli alberi, il profumo di vita e il sole sulla pelle. Pian piano ho iniziato a vedere i primi risultati. Poi, mi è stato chiesto di partecipare ad un piccolo concorso locale per diventare Miss Curvy. Non volevo, mi sentivo impacciata e goffa ma il coraggio mi ha tirato da un braccio e mi ha fatto affrontare il giudizio della gente e della giuria stessa. Da lì, è nato un nuovo modo di vedere le cose… Invece di dire no a tutto… Mi sono detta Prova a dirti:”Perché no?”.

20 Ottobre 2018
La mia prima sfilata “curvy” con annesso concorso di Miss e Mister Oasi Piemonte che ho anche vinto.
#sfilate #vittoria #curvy #curvyitaliane #curvymodel

La cosa ha avuto seguito perché sto facendo tante piccole cose che hanno incredibilmente aumentato la mia autostima. La cosa principale è che, in questi mesi, ci sono stati, è innegabile, tanti momenti difficili, ansiosi, ma sono riuscita a “dominarli”.

Felice di far parte di questo gruppo!
#curvygirl #orgogliocurvy #accettazione #esseresestessi #labellezzanonhataglia #curvypride

Quando ero ragazzina ed avevo qualche kg in più, venivo presa in giro, ora del mio fisico Mediterraneo sono orgogliosa. Non sono e non voglio essere come le altre, ma sono riuscita a trovare un equilibrio. Bisogna sempre trovare stimoli, migliorarsi per essere in pace con se stessi, ma non sono i kg in più che determinano il nostro valore.

Non dobbiamo sentirci a disagio se abbiamo qualche curva di troppo, dobbiamo trovare la serenità, un equilibrio con il proprio corpo. Non dobbiamo trattarlo male. MAI.

Forse sembra tutto banale e scontato. Alla fine però, se ci pensiamo bene, dobbiamo essere coraggiosi per essere come siamo, senza emulare nessuno, soprattutto in una società basata spesso e volentieri sull’apparenza. Ci vuole coraggio, tanto CORAGGIO, per ritrovarsi, apprezzarsi e amarsi ogni giorno. E voi, siete coraggiose?

Eccomi…
45 Kg in meno,
sempre “curvy” e felice di esserlo, ma sopratutto…
sorrisi veri e tanta tanta stima di me stessa!
#rinascita #curvygirl #rispettodisestessi #amarsi #fidarsidisestessi #insiemesipuò

Elisabetta Giordano

Amo la vita e le sfide…. Sono una donna con i piedi nel presente e lo sguardo rivolto al futuro. Sempre alla ricerca della bellezza dell’essere. Curiosa, creativa… Insomma… Viva!

Sono una #CurvyPrideBlogger

“Il coraggio più grande risiede nell’essere se stessi. Imperfetti. Originali. Unici.” (A. De Pascalis)

ESSERE SE STESSI NEL MONDO DEGLI STEREOTIPI

da9e209414780ca32922c2418631bbdc1312357557.jpg

Per me tornare a scrivere per il blog di Curvy Pride è veramente una gioia e quale argomento migliore se non quello di cercare di essere se stessi in questo mondo colmo di stereotipi.

Dal 2016 (quindi dall’ultima volta che ho scritto) ho iniziato a guardarmi un po’ in giro più di quello che facevo già, ho iniziato ad analizzare il comportamento delle persone di fronte a qualcosa di diverso.

E non parlo solo di una persona con un corpo non considerato “perfetto” (che poi potrei scrivere anche sul valore di questo termine di questi tempi).

Parlo del diverso in generale che va da una persona con una gamba sola, alla persona che ha un colore di pelle diverso.

Vi chiederete perché parlo di questo argomento.

Ne parlo perché essere guardati da capo a piedi non è bello, ti senti quasi un animale da circo rinchiuso in una gabbia, ma quella gabbia non è fatta di ferro ma bensì di persone che sono pronte a punzecchiarti con i loro bastoni fatti da commenti cattivi.

Sono fatte da persone che come se tu fossi una merce ti etichettano e decidono cosa sei e cosa farai.

Tutte/i noi lo sappiamo bene che dalle etichette è difficile staccarsi perché finisci per credere che sei così veramente.

Per questo essere se stessi nella società moderna è un’impresa difficile.

Per gli altri è facile dirti “Ah ma così non va bene, dovresti essere così”, “Perché non fai un po’ di dieta hai un viso così bello e lo stai sprecando con un corpo del genere”. (L’ultima cosa l’ho sentita spesso).

Una persona che sente questi giudizi e non è consapevole dello splendido essere umano che è, tende a rinchiudersi in una bolla e ripeterà tutti i giorni guardandosi allo specchio “Tu non ce la farai mai”, “Cosa vuoi farne della tua vita, tu non sei come gli altri”.

Metterà i suoi sogni in un cassetto, lo chiuderà e butterà la chiave nella spazzatura.

Poi magari riesce a diventare quello che gli altri volevano ma cosa rimane alla fine?

NULLA!

Sei solo un’altra vittima del mondo, della società e delle malelingue, anche perché una volta che diventi il burattino perfetto e infelice che tutti volevano troveranno altri difetti e tu non sarai mai all’altezza di niente per nessuno e ti punteranno ancora il dito contro.

Anch’io avevo paura del giudizio degli altri, anch’io avevo paura di non essere mai abbastanza e che probabilmente non sarei mai andata da nessuna parte.

Poi invece con il passare del tempo ho scoperto che non era così e che non ero sola e che se lo desideravo davvero potevo anche scalare l’Everest perché c’era una persona importante a fare il tifo per me… E sapete chi è questa persona? SEMPRE IO.

Ho ritrovato la chiave del cassetto dove avevo rinchiuso per sempre i miei sogni e l’ho riaperto, ho iniziato a guardarmi allo specchio e dirmi “Cavolo dolcezza oggi sei proprio stupenda”.

Alle occhiate cattive della gente rispondo con un sorriso perché è quello che innaffia il fiore che sboccia dentro la mia anima.

Non bisogna mai lasciarsi abbattere perché quando lo fai significa che ti sei arresa/o ed è proprio ciò che vogliono.

Che tu sia magra/o, grassa/o, alta/o, bassa/o, che tu abbia una gamba sola o un braccio solo, non importa se la tua pelle è scura, chiara, verde, gialla, azzurrina o rosa pallida TU SEI TU.

Con i tuoi pregi e per fortuna i tuoi difetti perché sennò saresti una macchina.

Innaffia quel fiore che hai dentro e fallo sbocciare, sorridi, ama principalmente te stessa/o e poi gli altri e alla società che ti vuole in un determinato modo urla “NO, GRAZIE”.

Se ti accetti con te stesso sei già un passo avanti nello scalare la montagna e guardando l’orizzonte potrai vedere che la vita non è solo spine e oscurità.

Estela Regina Baroni


Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar. Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.“Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi, metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”. 

Estela Regina Baroni

Dedicata a te, Donna Curvy

Il poeta Duilio Papi ci omaggia con una splendida poesia dedicata alle Curvy. Un regalo inaspettato che ci onora e ci riempie di commozione.

Sentenzia la vita
il raggio di curva
sul corpo gioviale
di dolcezze nostrane.

Risorgono lieti
i seni ricolmi
nello stupore abbondante
di un portamento regale.

L’aria si scosta,
suadente riscontro
di attriti gentili

Omaggio alle curve
e al prospero fiore
fragranza di vita.

Ringraziamo la nostra inarrestabile Francesca Angelo per il suo grande impegno nel promuovere i valori di Curvy Pride.

IMMAGINA UNA VITA A COLORI: è il segreto della Felicità

Valentina Parenti è entrata nella nostra vita grazie a Pizza e Curve e ringraziamo ogni giorno il cielo per questo prezioso dono.

Oggi ha voluto aprire il suo cuore, colmo di tanta sofferenza ma anche di immenso amore.

Il suo messaggio per tutte noi: “La vita si può e si deve VIVERE A COLORI“!

“Nella Vita di ogni persona ci sono momenti difficili ma bisogna trovare la forza per andare avanti, degli spunti positivi, degli obiettivi da raggiungere.

Specialisti esterni ti possono aiutare ma il lavoro maggiore bisogna farlo noi in prima persona.

mammacuordileone_logo2018

Sono mamma di due bambini maschi (2014 e 2017) che mi hanno colorato la vita ma nel maggio 2018 ho perso la III gravidanza.  Nonostante sia già mamma, è stato per me molto difficile realizzare questa perdita un po’ perché speravo nell’arrivo di una bambina un po’ perché non sono brava negli addii in generale.

elefanteCOLORATO

A un certo punto, colpa anche di un’estate impegnativa a rincorrere due piccole pesti, ho realizzato che era giunto il momento di pensare anche a me, e di essere un po’ egoista.  Doveva essere il momento per mettersi in gioco e lavorare su stessi per essere più positivi, felici, ogni giorno incondizionatamente.

La felicità però si trova nelle piccole cose. Non è una destinazione ma un percorso. È accettare le difficoltà e trovare in esse crescita personale per essere persone migliori sempre.

IMG-20160605-WA0002

Gli ultimi 5 anni la vita mi ha riservato delle sfide: la malattia di una persona cara, un lutto, gravidanze complicante, problemi di salute, di cuore ma ne sono sempre uscita a testa alta. Ci sono sempre i momenti di crisi e di sconforto ma l’importante è, grazie al tempo, alle persone care, e alle nostre risorse nascoste, uscirne positivamente arricchiti.

L’incontro con Curvy pride è stato un’ulteriore ventata di aria fresca, ho scoperto donne combattive con storie da raccontare in ricerca costante di miglioramento per sé e per il futuro di tutti.

Negli anni il mio corpo a subito cambiamenti a fisarmonica ma ho sempre cercato di curarmi. Per me in primis ma anche per i miei figli. Cerco di educarli alla felicità, all’autostima e al rispetto ma non è sempre facile. Accettarci e accettare gli altri sono insegnamenti importanti fin da piccoli (#educareallafelicità).

20180626_133819

Sogno una società attenta al benessere degli altri. In un presente discriminante, con percezioni deviate di bellezza, sogno relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti, diffondendo che la diversità è bellezza.

… E se ci si sente belli si è anche più felici.

Voglio consigliare a ogni #girlpower che leggerà:

– Sorridi, ridere è contagioso!

– Scegli di essere sempre gentile.

– Sì positiva, sempre; ne gioverà anche la salute.

– Essere felici è una scelta!

– Essere felici è il miglior cosmetico!

Dedicato a Ginevra, a tutte le figlie, alle donne di ogni età”.

Valentina #momincolors

20102018-DSC_8769

Valentina Parenti è

“una mamma sempre attenta alle novità, le piace leggere, fotografare, sperimentare con la grafica e vestire floreale. Prova ad educare i suoi figli ad una vita felice e colorata. Immaginare che la vita sia un’enorme tela da dipingere!”

POVER(P)ANZA. QUANDO DISUGUAGLIANZE, POVERTÀ E OBESITÀ VANNO A BRACCETTO

La nostra Caterina Argentieri ci sottopone un nuovo tema come spunto di riflessione e di confronto. Per spingerci oltre la superficie e aprire un dibattito. Voi cosa ne pensate?

Stai sciupato a nonna” tra poco potrebbe diventare il miglior complimento che tua nonna possa mai farti.

L’obesità, come ben sappiamo, è una patologia che va affrontata sotto diversi aspetti; tra questi quello medico, nutrizionale, e psicologico. Soprattutto. E, per quanto possa sembrare strano, anche economico. Non sono pochi gli studi condotti nel mondo, con finanziamenti più o meno importanti e “blasonati”, come l’OMS, in cui viene sottolineato il legame tra reddito e obesità. Senza scomodare il coefficiente di Gini, usato in statistica per misurare la diseguaglianza del reddito o della ricchezza, l’obesità va a colpire proprio le fasce più deboli della popolazione: i cibi sani hanno un costo mediamente più elevato di quelli considerati poco salubri (per modalità di conservazione, dovuta ad additivi non sempre salutari), o per le modalità di preparazione (non sempre si sa cucinare), il  basso livello di istruzione, la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro concorrono a dipingere un quadro non esattamente a tinte vivaci.

Dici obesità e pensi agli Stati Uniti: errore. Tali ricerche sono state fatte un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, patria della dieta mediterranea: tanto per fare un nome, possiamo citare il progetto  “Cuore”, dell’osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame un campione di popolazione nel periodo 1998/2012, arrivando a constatare un aumento dei casi di obesità nel campione in oggetto.

In genere, il leitmotiv “mangia meglio – fai sport” delle tradizionali campagne di informazione non ha prodotto risultanti incoraggianti, proprio perché , secondo “The Lancet”, si trascura il fattore economico dietro l’obesità, si offrono «soluzioni da ricchi a problemi da poveri».

L’articolo in oggetto, oltre ad analizzare i fattori economici che si celano dietro l’ascesa dell’obesità, pone dei punti importanti utili per combattere l’obesità, quali: 1) rendere accessibili economicamente i cibi considerati più salutari; 2) ridisegnare concretamente e con convinzione le politiche attive del lavoro e del welfare.

Spesso si accusano gli obesi di essere pigri, lamentosi e di essere la causa della loro stessa disgrazia. Ad analizzare i dati economici la verità sembrerebbe essere invece un’altra. O almeno una parte di essa.

Caterina Argentieri

bty
se_curvy_pride

Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.