BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA

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Guardando questa foto sfido chiunque a trattenere un commento, un giudizio, una critica.
Al giorno d’oggi, più che mai, è difficile astenersi dal giudicare, dal dire la propria opinione sugli altri. Diventiamo sempre di più giudici spietati degli altri ma anche di noi stessi senza soffermarci a pensare.

Ma riguardiamo attentamente questa foto.

Soffermiamoci a guardare non due corpi ma due donne. Entrambe in guerra. Con loro stesse, col mondo circostante, col passato, col futuro.

Ognuno di noi dovrebbe non giudicare, non sentenziare, non criticare ma comprendere, ascoltare, se possibile aiutare.

Siamo tutti diversi ma perfettamente e magnificamente unici. Stiamo combattendo tutti una battaglia e nelle guerre di tutti i giorni non abbiamo bisogno di giudici ma solo di affetto.

Educhiamoci all’amore. E questo che dovremmo fare.

In questo articolo voglio provare a fare un po’ di chiarezza su questo e su un fenomeno dilagante del nostro tempo: il body shaming.
L’espressione inglese body shaming che, ormai da qualche tempo, è usata anche nel linguaggio comune di noi italiani, è composta dal sostantivo body ovvero corpo e dal verbo shaming che letteralmente vuol dire “il far vergognare qualcuno”. Ebbe sì, si tratta proprio di, come parafrasa il vocabolario Treccani, “deridere qualcuno per il suo aspetto fisico e per come appare esteriormente”.

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Per quanto questo possa sembrare un comportamento ai limiti dell’umano, offendere l’altro, giudicarlo, deriderlo, è un’usanza talmente diffusa e praticata oggigiorno da prevederne addirittura la creazione di un’espressione di riferimento, appunto body shaming e di coniare un termine per coloro che praticano ciò verso gli altri: haters, letteralmente “ODIATORI”.
Il perché questo avvenga in maniera sempre più accentuata nasconde significati profondi e latenti, che vanno ben oltre il semplice beffeggiare l’altro in maniera goliardica, come avviene da tempi immemori.


Ormai è noto che i canoni estetici imposti dalla società̀ siano diventati sempre più̀ rigidi e, spesso, quando non  rientriamo tra questi, viviamo una sorta di disagio causato dal confronto tra noi e gli altri. Ai continui conflitti che l’essere umano mette in atto quotidianamente contro se stesso e il proprio aspetto fisico dai quali, il più delle volte, esce sconfitto finendo così per ammalare il corpo, si aggiungono, dunque, anche gli altri a contribuire ad ammalare il corpo.
Ci si ritrova, infatti, se diversi, ad essere etichettati, giudicati, offesi con insulti o frasi che ci fanno sentire sbagliati e provare vergogna per noi stessi. Il body shaming è una pratica che ha il fine di far, appunto, vergognare una persona del proprio corpo, ferendone l’autostima e può essere messo in atto attraverso i social, con commenti e prese in giro ad una foto, ma anche nella vita non virtuale, tra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro. È rivolta sia ad uomini che a donne, ma con maggior influenza su queste ultime. Si può considerare una vera e propria sorta di bullismo.
Esistono molti tipi di body Shaming; tra i più diffusi vi è il  Fat Shaming, che prende in giudizio le persone con qualche chilo di troppo o che hanno vere e proprie malattie, come l’obesità̀.
In questo caso, non si parla solo di insulti come, ad esempio, possono essere “cicciona” o “sembri una balena”; ma anche frasi che apparentemente possono sembrare innocue, del tipo “dovresti mangiare meno”, possono gravare sulla psiche e sull’autostima di una persona che soffre di un disagio.
Opposto al Fat Shaming vi è il Thin Shaming che, al contempo giudica le persone considerate troppo magre, fissate per lo sport, attenti alla dieta che, anche in questo caso, talvolta presentano già veri e propri disturbi alimentari e indi per cui i giudizi altrui contribuiscono ad accentuare il disagio.


E’ considerato body shaming, qualsiasi tipo di commento, frecciatina, constatazione fatta verso l’altro con lo scopo di accentuare e far provare vergogna per un lato esteriore.
Basti pensare a chi ha parti del corpo considerate non consone ai canoni estetici e a quante volte ci è capitato di sentire espressioni come “orecchie a sventola”, “che nasone”, “sembri una rana” volte a giudicare parti del corpo particolarmente pronunciate di un individuo.
Talvolta, quindi, ignari delle sofferenze e dei disagi che attraversa l’altro, pratichiamo body shaming non intenzionalmente, non curanti che frasi apparentemente innocue o beffarde possano ferire l’altro.
Il body shaming, quello mirato e volto a ferire l’altro, è un fenomeno molto diffuso, soprattutto sul web. Coloro che praticano ciò, gli haters, molto spesso soffrono essi stessi di particolari disagi e sfogano la rabbia repressa verso gli altri, senza tenere conto della sofferenza altrui.
Non vi è, purtroppo, un metodo specifico per porre fine a questo meccanismo ma possiamo educare fin da piccoli ad una piena consapevolezza di sé stessi e degli altri, educare al rispetto delle diversità, attuare tecniche per accrescere l’autostima e cercare, cosi, da grandi di non essere trascinati in certi circoli viziosi.
Possiamo imparare quindi a proteggerci da certi commenti e a scindere il giudizio altrui dalla realtà oggettiva consapevoli che tutti possono esserne “vittima” e che, molto spesso, i giudizi e le critiche pervengono da persone poco empatiche e che, talvolta, non si rendono conto realmente di ciò che stanno valutando, definendo o giudicando ma giudicano per il mero ed unico fatto di parlare e mettersi in mostra e prevaricale sull’altro. Questo atteggiamento, come detto molto diffuso sul web, volto a giudicare chi si espone mostrandosi attraverso foto o video, dice molto non di chi subisce il giudizio ma su chi giudica. Dietro gli haters, o qualsivoglia i cosiddetti “leoni da tastiera”, ma anche i bulletti del quartiere, molto spesso si nascondono persone sofferenti, ferite, vittime loro stesse di disagi e bisognose d’aiuto.

Nel mio immaginario ideale, vorrei che tutto ciò non fosse più messo in atto. Vorrei che ognuno fosse libero di vivere il proprio corpo e il proprio essere, di mostrarlo e di accettarlo per quello che è, nella propria unicità.

Ahimè, per quanto mi piaccia sognare, so che la strada verso questo mondo utopistico non giudicante, senza haters, aperto alle diversità e senza stereotipi è ancora lunga e tortuosa ma Associazioni come la nostra Curvy Pride che offrono anche community dove ritrovarsi e sentirsi accolti, movimenti di bodypositive e tutte le piccole rivoluzioni messe in atto negli ultimi anni mi fanno ben sperare in un domani migliore verso un mondo “accogliente” e non più giudicante.

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Santa Pentangelo che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 

Trentenne single, eterna sognatrice. Innamorata dell’amore e della vita che secondo lei merita di essere vissuta al meglio.
Ci mette sempre il cuore e cerca il lato positivo in tutto ciò che accade!
mail santapentangelo27@gmail.com
@misssemplicementecurvy

La nostra socia si racconta: LAURA CHIAPPARINI

-CHI SEI? Mi chiamo Laura , ho 37 anni e sono infermiera. Sono una persona molto schietta e vera perciò spesso credo di “andare bene solo a pochi” proprio per questo lato del mio carattere, ma sono anche una persona molto dolce e chi entra nel mio cuore trova un posto sicuro di sincero affetto.

Sono felicemente sposata.

Mi definisco una “BodyPositive Activist” (come nella foto)

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Non sono sconosciuta al mondo curvy: infatti sono  stata ambasciatrice “BeautifulCurvy 2018”, ho fatto un calendario per un brand, videoclip musicali, scritto in un libro, figurazioni in film, programma televisivo di cucina, concorsi di bellezza  e altre mille cose…

-CHE COSA E’ PER TE CURVY PRIDE ? Vi conoscevo già da 4 anni , ma ero titubante ad entrare nella community per spiacevoli incomprensioni che mi sono successe precedentemente nel “mondo curvy”.

Mi sono limitata a seguirvi sul social e quando ho capito che l’inclusione era per tutti allora ho preso coraggio .

Sebbene possa sembrare la solita frase fatta, sono sincera … incominciava a “starmi stretta” la parola “curvy ”come mera categorizzazione di un tipo di fisicità.

Secondo il mio punto di vista, che con il tempo ho capito essere anche il vostro, dietro questa parola “curvy” c’è  tutto un mondo !!! Quindi ho allargato le mie vedute e sono andata oltre al  nome della vostra associazione “curvy pride”.

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In questo mondo curvy credo di essere entrata precedentemente in un momento sbagliato della mia vita. Non stavo bene con me stessa. Poi ho avuto un grosso problema di salute e speravo di trovare più sostegno e appoggio oppure di “dimenticare” tutto quello che mi era successo, partecipando a certi eventi, serate ecc…  ma non è andata così ovviamente; serviva altro.

Devo dire però che nel frattempo ho conosciuto molte persone carinissime che fanno parte di questa community e seguendo loro ho scoperto “pizza e curve“ (che accoglie donne ma anche uomini e persone di tutti i tipi), “felicità formosa”, “struccati” soprattutto quando ho visto la dolcissima Daniela, oltretutto collega infermiera come me, intervistare una ragazza che aveva subito violenza  .

Purtroppo anche io ho subito violenza domestica per 7 anni quindi mi sono molto immedesimata, anche se la storia di vita era diversa.

Nel frattempo ho cercato di lavorare anche su me stessa, sul mio carattere e smussare alcuni angoli (prima ero intollerante a molte ingiustizie che mi sono capitate ed ero quella che “se non mi vai bene sparisci dalla mia vita”. Ora va meglio, ma ho ancora molta strada da fare per migliorarmi )

Ecco quindi  cosa è per me curvy pride : possibilità di integrazione e miglioramento

-UN MESSAGGIO PER LA COMMUNITY DI CURVY PRIDE Abbiate sempre  il coraggio di agire e di gioire per le piccole cose  così renderete  la vostra vita  sempre più bella e in armonia con voi stessi. Non abbiate paura di VIVERE .

-TI PIACE SFILARE O FARTI FOTOGRAFARE ? SE SI’ PER QUALE MOTIVO Sì mi piace molto! Soprattutto farmi fotografare .

Perché attraverso la fotografia posso esprimermi liberamente senza paure! Inoltre con la giusta espressività e tema fotografico si possono mandare moltissimi messaggi di sensibilizzazione.

La fotografia mi fà sentire BELLA agli occhi di chi mi stà guardando!  Non penso, mentre scatto, al rotolino di ciccia di qui o di là o a tutte le imperfezioni del mio corpo…anzi mi scateno, mi arrampico sugli alberi, scatto in acqua, in terra ovunque.. mi dimentico perfino di avere delle cicatrici! Anche sfilare mi piace ma preferisco contesti più ricreativi sotto questo punto di vista.

A volte mi sento in imbarazzo  perché faccio più fatica a socializzare  con persone che non conosco  (purtroppo sono piuttosto diffidente).

 Ad ogni modo ho già sfilato tante volte e mi sono divertita molto.

-TI SEI MAI SENTITA DISCRIMINATA PER LA TUA FISICITA’ Sì, da quando ero piccola .

La solita storia che si ripeteva era “hai un bellissimo viso, ma dovresti dimagrire un pò” oppure mi dicevano “sei bella dal viso fino alla vita” (facendomi pesare il fatto di avere i fianchi ed un lato b pronunciato, come se io non lo vedessi già da me…)

-COME HAI REAGITO? Purtroppo MANGIANDO SEMPRE  DI PIU’ e SFOGANDO sul cibo ogni frustrazione della mia vita .

Per fortuna ho sempre avuto l’appoggio di mia mamma per queste cose che ha cercato di aiutarmi  sin da piccola con l’alimentazione, ma mai obbligandomi ad essere diversa da quella che ero e che sono .

Il problema vero era comunque quando uscivo di casa ….

-COME HAI IMPARATO AD ACCETTARTI ED AMARTI ?  FACENDO MILLE SBAGLI ma che mi hanno portato ad essere quella che sono .

Dopo la più brutta esperienza di convivenza violenta, in cui ero ingrassata 44 chili e “non ero più io”, ho capito che dovevo scappare e rinascere da lì .

Quindi ho avuto bisogno di sostegno psicologico, di fare altri mille errori, di frequentare uomini sbagliati, di uscire di casa da sola  e andare al cinema, in discoteca, di eliminare le amicizie negative e favorire quelle positive,  di riprendere il giusto peso facendo sport e assumendo un’alimentazione corretta, di ricominciare a vestirmi con i colori  non sempre con il nero ! Insomma dovevo riprendere la mia autostima facendo un percorso per ME STESSA e non PER COME MI VOLEVANO GLI ALTRI

-PER AFFERMARE LA CULTURA DELLA PLURALITA’ E DELL’INCLUSIONE COSA E’ NECESSARIO FARE? Rispettare e tollerare (cosa per niente semplice, ma necessaria) le idee/opinioni altrui. Inoltre bisognerebbe sostenersi di più a vicenda, abolire le parole INVIDIA  e MALSANA COMPETIVITA’ dalla  propria vita (pensiero soprattutto rivolto alle donne), dovremmo essere più unite, fare squadra un po’ come i moschettieri “tutti per uno , uno per tutti ”

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-UNA FRASE CHE MI RAPPRESENTA “Ama te stessa  con lo stesso amore che dai agli altri”

Laura Chiapparini

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

La nostra socia si racconta: MARTINA GIRALDI

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Chi sei? Sono Martina, 38 anni, mamma, sostenitrice del movimento Body Positive e modella Curvy.

Che cos’è per te Curvy Pride? Per me Curvy Pride è l’opportunità di conoscere tante persone con i miei stessi ideali di bellezza non stereotipata.

Un messaggio per la community di Curvy Pride? Ciao Curvy Pride Community! Non vedo l’ora di potervi incontrare di persona dopo la quarantena!

Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo? Sì mi piace MOLTISSIMO. Adoro la moda. Da ragazza leggevo le riviste di moda dalla nonna e desideravo tanto poter indossare quei bellissimi abiti, purtroppo al tempo nei negozi si trovava una 42 al massimo 44 e gli abiti per curvy non valorizzavano la figura. Negli anni ho avuto la fortuna di poter sfilare per dei negozi curvy della mia zona. L’anno scorso, dopo aver partecipato al concorso Miss Curvy Angel Toscana, ho iniziato ad impegnarmi come modella curvy. Ho scoperto il movimento body positive. Fino ad un anno fa pensavo che per essere modella curvy bisognasse essere per forza giovani, molto alte, “magre” ma con molto seno… tutte caratteristiche che non ho. Invece ho scoperto che le persone sono contente di vedermi sfilare perché ho il fisico di “una persona normale” e si sentono rappresentate. Last but not least adoro prepararmi per la sfilata e per le foto con trucco, parruccone musica!

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Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Come hai reagito? Sì, per molti anni. Alle medie ed alle superiori sono stata additata come “grassa” e bullizzata (pensate che al tempo portavo una 44 ed ero normopeso…), poi ho iniziato un calvario tra diete, bulimia e binge eating disorder e ne sono uscita del tutto solamente circa un anno fa. Una volta pensavo di valere come persona solo in base al mio fisico (es se dimagrivo ero “felice”, se ingrassavo ero “triste”), ora invece sono felice di me stessa. Abito in Veneto e qui la filosofia curvy non ha ancora attecchito, le persone discriminano ancora in base al peso….

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Circa un anno fa ho visto il film “come ti diventi bella” ed ho avuto un’illuminazione: non è il mio peso che determina se sono felice o triste, se posso fare o non fare una cosa… sono io che decido per la mia vita! Ho iniziato a fare tutte le cose che fino a quel momento avevo rimandato “a quando sarei stata più magra” (es andare in spiaggia, andare a ballare, sfilare….) e ogni giorno che passava ero sempre più felice! Avevo sempre pensato che il mio corpo fosse una prigione, invece la mia gabbia erano i miei pensieri limitanti, e solo io avevo la chiave per aprirla!

Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare? Più siamo meglio è! Parlare, manifestare (es Body Positive Catwalk). Ho notato che “la gente” non ascolta un concetto, anche se giusto, espresso da un singolo individuo. Ma se lo stesso concetto viene esposto da persone “famose”, da giornali, alla tv… allora iniziano ad ascoltare ed accettare! Questa “lotta” è stata portata avanti per decenni per i diritti della comunità LBGT, ora noi dobbiamo farlo per il body positive. Credo che sia anche molto importante informare le persone (soprattutto i giovani) su cosa sia SALUTE e cosa no. Ad esempio non è detto che una persona magra sia per forza più in salute di una persona in sovrappeso (esempio… una persona magra potrebbe essere bulimica, oppure una persona in sovrappeso potrebbe mangiare sano e praticare attività fisica… non bisogna fermarsi a giudicare dall’aspetto esteriore. Mai soffermarsi alla sola apparenza.

Una frase che ti rappresenta?Non dimenticate mai chi sei, perché il mondo non lo dimenticherà. Ma fallo diventare la tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne la tua armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.” Tyrion Lannister, Game of Thrones

Si, sono un po’ nerd.

Martina Giraldi

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

IN DUOMO A MILANO PER SOSTENERE LA PLURALITA’ DELLA BELLEZZA

Domenica 25 Febbraio 2018 alle ore 13:00 appuntamento in Duomo a Milano!

Tutte insieme per sostenere la bellezza inclusiva senza imposizioni di taglia, altezza o qualsivoglia canone stereotipato.

Tutte insieme per sostenere l’evento organizzato da Laura Brioschi, modella e influencer che da anni si batte per affermare che CURVY IS NOT A CRIME – migliora sempre te stesso, ma impara ad apprezzarti!

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E l’Associazione Curvy Pride ci sarà!

Parteciperà con gioia e orgoglio a questa splendida iniziativa.

Ma farà anche di più! Da Bologna partirà un gruppo capitanato dalla nostra presidentessa Marianna Lo Preiato per portare di nuovo il CUORE di CURVY PRIDE a Milano!

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Per chi si volesse unire da Bologna basterà contattarci tramite i nostri social oppure scriverci su curvypride@gmail.com oppure contattare Marianna Lo Preiato.

Per le altre ci vediamo direttamente a MILANO!!!

Tante sorprese!!!

Ciò che possiamo comunque già comunicarvi è quanto organizzato dalla infaticabile LAURA BRIOSCHI! Circa 30 donne da tutta Italia si troveranno in piazza per sfilare ed avranno in comune solo una cosa: la bellezza. Una bellezza composta da diverse sfaccettature e DIVERSE TAGLIE: modelle curvy, modelle regular, alcune Followers di Laura che hanno passato la selezione “I’m A warriors” e ragazze speciali come Federica, nata senza una mano e Valentina che fa parte dall’Associazione Italiana Persone Down.

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Una manifestazione totalmente no profit, dove ogni ragazza indosserà il suo personale indumento e calpesterà la piazza fiera di rappresentare se stessa ed ispirare altre donne a sentirsi bene nella propria pelle.

SAVE THE DATE

Domenica 25 Febbraio 2018 ore 13:00 in DUOMO a MILANO!

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TORTA MOKA di SemplicementeCurvy!

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata alla cucina, alle ricette, al buon cibo.

Grazie di cuore a Noemi Matteucci di SemplicementeCurvy per la prima video-ricetta!

Io ho comprato un pan di spagna pronto ma la ricetta ce la metto lo stesso!

Per la base:

  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 180 g di zucchero
  • 100 ml di caffè zuccherato
  • 50 ml di latte
  • 100 g di olio di semi
  • 200 g di farina
  • 10 g di cacao
  • 16 g di lievito per dolci

Per la farcia e la copertura:

  • 400 ml di latte
  • 100 ml di caffè zuccherato
  • 100 g di zucchero
  • 60 g di farina
  • 200 ml di panna liquida
  • Per la decorazione:
  • 50 g di granella di nocciole
  • 30 g di gocce di cioccolato
  • polvere di caffè 

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Noemi Matteucci

Founder Semplicemente Curvy

“La felicità è per tutti. Anche per le donne con le curve”

semplicementecurvy@gmail.com

http://www.semplicementecurvy.it