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BEATRICE BETTONI – MODELLA PER #DECIDOIO TAMPAX

Beatrice Bettoni è la splendida ragazza di cui ci siamo tutti innamorati ammirandola nella pubblicità #decidoio di Tampax. Ma oltre alla bellezza c’è di più: concreta, solare, affatto superficiale, piena di voglia di VIVERE. Di quelle persone che ti riempiono il cuore. Grazie Bea!

Chi è Beatrice Bettoni?
Beatrice, Bea per gli amici, è una ragazza di 22 anni, solare, semplice e molto positiva. Studentessa di Relazioni Pubbliche a Milano, modella curvy e nel tempo libero pittrice. 

Sei stata scelta come co-protagonista dello spot #decidoio di Tampax? Raccontaci l’emozione iniziale.

Ero felicissima, non ci credevo! Andare a Roma per girare una pubblicità è stato un sogno diventato realtà. Quando ero più piccola il mio film preferito era “Lizzie McGuire – Da liceale a popstar”, avventura di una ragazza comune in vacanza a Roma diventata popstar per caso. Mi sono sentita un po’ lei quando mi han detto che avrei girato lo spot di Tampax! Sono sempre molto felice quando mi scelgono per un lavoro ma questa volta è stato speciale. 

#decidoio Tampax – un spot che ha un profondo messaggio socio-motivazionale. Cosa stai provando a essere diventata un esempio per milioni di donne, soprattutto per tantissime adolescenti?

E’ un’emozione grandissima, inaspettata!! Tantissime ragazze mi hanno scritto sui social bellissimi messaggi pieni d’amore. Alcune ragazze mi hanno addirittura fermato per strada (non scherzo) per complimentarsi con me. Mi sento bene e fiera di me stessa per dove sono arrivata e mi riempie il cuore di gioia sapere che posso aiutare molte ragazze che non hanno la mia stessa sicurezza! Non l’avrei mai pensato che da ragazzina insicura ed impacciata sarei diventata un esempio da seguire.

“Nella vita di una donna ci sono tanti ostacoli. Ma nessuno di questi è un motivo per fermarsi…” condividi questo slogan? Quanto è affine alla tua filosofia di vita?

Condivido a pieno! Nella vita di tutti ci sono tanti ostacoli ma delle volte sono ostacoli irreali, ostacoli superficiali creati da noi stessi. Quando mi trovo davanti ad un ipotetico ostacolo la prima cosa che faccio è esaminarlo e domandarmi se davvero è da considerarlo tale. Facendo una lista delle priorità, delle cose davvero importanti e magari difficili della nostra vita, la metà degli ostali svanisce, si annulla. Spogliarsi in spiaggia davanti ad altre persone se si è insicuri può essere difficile ma quando troviamo un po’ coraggio ci mettiamo meno di un minuto a metterci in costume. Secondo voi i veri ostacoli della vita si possono risolvere in meno di un minuto? 

Quanto è importante sognare?

Sognare è importante ma Fare lo è di più! Secondo me esistono due tipi di sognatori: Il sognatore da divano, ovvero chi passa le giornate sul divano e fantastica sulla propria vita, e I sognatori in movimento ovvero chi sogna ma nel mentre fa tantissime cose e non si ferma mai. Secondo me è molto importante sognare ma fare “cose” allo stesso tempo per avvicinarsi a realizzare i propri sogni. 

“Bea modella” quando è nato il sogno e come sei riuscita a realizzarlo?

E’ un sogno nato un po’ per caso.. Era l’estate dei miei 18 anni e lavoravo come promoter al mare. La mia migliore amica mi ha parlato dell’esistenza delle modelle curvy insistendo che io sarei stata perfetta perché molto fotogenica e dovevo assolutamente provare. Appena tornata a casa tra insicurezze e timidezza ho mandato la candidatura alla mia attuale agenzia senza dire niente a nessuno (non ci credevo per niente). Mi hanno contattato e ho fatto il mio primo casting, mi ricordo che ero emozionantissima. Dopo poche settimane mi hanno chiamato e.. ero stata presa!! 

Molte ragazze vorrebbero entrare nel mondo delle “modelle”, quali consigli daresti loro o vorresti fossero stati dati a te qualche anno fa?

Prima di entrare nel mondo delle “modelle” bisogna capire che fare la modella è un lavoro, un lavoro a tutti gli effetti. Un lavoro stimolante, divertente, “figo” ma pur sempre un lavoro. Come tutti i lavori bisogna avere i requisisti obbligatori ed essere portati. Le agenzie di moda non valutano soltanto la bellezza ma molte altre caratteristiche. Per chi vuole diventare modella la scelta migliore è affidarsi ad un’ agenzia. Consiglio: no timidezza e siate al 100% voi stesse! 

Bea cosa si aspetta nel suo futuro? 

Per il mio futuro ho grandi aspettative, sto studiando e lavorando sodo per realizzare i miei progetti. Essendo giovane mi focalizzato sul futuro “vicino” quindi per ora la Laurea è uno dei miei punti principali. Fortunatamente ho una vita imprevedibile e sicuramente lo saranno anche gli anni avvenire! 

Un messaggio per tutte le amiche di Curvy Pride?

Sto cercando di trasmettere il più possibile il messaggio che nella nostra vita dobbiamo creare storie, ricordi, esperienze. Il tempo che perdiamo purtroppo non ce lo ridà nessuno. Ripeto sempre che quando avrò un figlio vorrò raccontargli di come la sua mamma ha girato il mondo, di come aveva la valigia sempre pronta tra un aereo e l’altro, di come si è divertita con gli amici. Gli racconterò tutte le mie avventure folli e di tutte le persone che ho conosciuto, vorrò farlo sognare ad occhi aperti. A lui, di certo, non gliene fregherà nulla se ero una taglia 40 o 46, se ero bassa o alta, o se avevo la cellulite. Dobbiamo imparare a focalizzarci sulle cose davvero importanti!

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CASTING – Intervista a Barbara Christmann di BeautifulCurvy

E’ nuovamente possibile candidarsi per far parte del progetto “Calendario BeautifulCurvy” qui.  I requisiti per provare a far parte dell’ottava edizione di questo bellissimo progetto di valorizzazione delle curve femminili sono avere età compresa tra i 18 e i 38 anni, portate una taglia dalla 44 in su, proporzionate, un altezza minima di 1.65m e con una storia da raccontare. Per candidarsi è opportuno inviare un’email a barbie.christmann@gmail.com entro il 13/07/2019 allegando una foto del viso e una del corpo intero (non nudo) e vostro cellulare. Il casting avverrà il 20 luglio a Milano, e non sono previste altre date, salvo in cui la redattrice di moda Barbara Christman non trovi le ragazze giuste, pertanto vi consiglio di non prendere appuntamenti per questa data! E siate simpatiche e positive, scherzate con voi stesse!

“Il progetto del calendario è rivolto ad aiutare le ragazze a sentirsi bene e a trasmettere messaggi positivi ad altre ragazze per amarsi e accettarsi di più. Poi c’è chi vuole diventare una modella curvy e senz altro il calendario regala una grande visibilità visto xhe esce su giornali siti televisione e radio. La mia intenzione è di sensibilizzare le persone per fare capire che non esiste un solo canone di bellezza. Inoltre è importante mostrare che ci si può vestire fashion e senrirsi belle con qualche chilo in più.”

Delle edizioni passate ci sono ragazze che hanno poi avuto altre occasioni dopo il tuo calendario?

Ci sono alcune ragazze che hanno partecipato a Miss Italia come Paola Torrente che poi ha vinto il secondo posto”

Puoi svelarci qualche anteprima? o stai ancora progettando outfit e pose?

La parte creativa parte dopo la selezione delle ragazze e dipende anche dalla quantità di sponsor che partecipano. Non sono un azienda, ma una redattrice di moda che si dedica da molti anni a un settore preso poco in considerazione dalla moda e porta avanti un progetto in cui crede…

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Infine.. un messaggio per le amiche di Curvy Pride?

Un messaggio per le amiche del curvy pride.. Credete nei vostri sogni e impegnatevi a raggiungerli. La vera bellezza di una persona è un equilibrio tra anima e corpo che traspare dagli occhi.. Grazie


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

CAMBIAMENTI DI VITA E PROGETTI LUMINOSI

Era da un po’ di tempo che non scrivevo sul blog ma molte cose sono cambiate nella mia vita.

Il Paese è la prima cosa, ora vivo in Inghilterra sono venuta solo ed unicamente per cercare di realizzare i miei sogni che non ve li posso raccontare perché quelli sono segreti.

Comunque torniamo a parlare di cose serie.

Fin da quando ero ragazzina ho sempre voluto fare qualcosa per aiutare gli altri non sapevo ancora cosa anche perché credevo di essere parecchio inutile.

Ho pensato anche di studiare medicina, insomma chi meglio dei dottori per aiutare gli altri no? però avevo paura di fare del male più che aiutare quindi decisi che non era proprio la carriera adatta a me.

Per qualche anno ho accantonato questa idea di cambiare le cose perché non ero sicura di me stessa e delle mie capacità come ho detto prima credevo di essere parecchio inutile  e il fatto che non mi sentivo a mio agio con il mio corpo ha influenzato molto tutto questo perché mi guardavo allo specchio e mi vedevo esattamente come le altre persone mi descrivevano “grassa” “brutta” e così via non sto qui ad elencarli tutti perché sono troppi ma noi li conosciamo bene uno per uno.

Poi da qualche anno a questa parte sono cambiata tantissimo ed ho iniziato a vedermi diversa, ovviamente ho fatto tanti cambiamenti nella mia vita, tra cui quello di lasciare il mio ex fidanzato che più che aiutarmi mi metteva giù di morale con violenza non tanto fisica ma psicologica e quella ti distrugge dentro proprio come una bomba atomica.

Scriverò anche su questo prossimamente ma ora passiamo alle cose che contano davvero.

Torniamo a parlare dello specchio e voglio delle risposte sincere da parte vostra.

Quanti hanno desiderato almeno 1 volta spaccarlo?

Io dai miei 5 anni ai miei 18 tutti i giorni avevo questo desiderio perché lui faceva vedere quello che consideravo la peggior parte di me.

Poi come ho detto tramite cambiamenti il mio rapporto con lo specchio è migliorato e non per essere narcisista ma mi piace quello che vedo, so che non sono come tutti vorrebbero ma io sono estremamente felice e fiera di me stessa che non riesco a vedere niente di negativo, solo di positivo.

Quello che per me prima era un fardello è diventato un vanto e ne vado fierissima.

Ora voglio parlarvi di progetto, che mi sta veramente a cuore e prima vi spiego com’è nato.

Un bellissimo giorno ero sdraiata a letto che pensavo a delle cose (che non erano inerenti al pensiero che mi era venuto dopo) e mi capita di guardare appunto lo specchio e di come in realtà la maggior parte dei nostri complessi nasce proprio da quel riflesso dove noi accuratamente cerchiamo mille difetti e la prima frase che ci viene in mente è “Se avessi…”.

Ognuno ha il suo “se avessi” e sono sicura che mentre leggerete questa frase vi verrà in mente il vostro.

E questo è un discorso generale che comprende tutte le categorie e non ne esclude neanche una, nemmeno Kate Moss si salva questa volta.

Quindi ho concluso che è il primo nemico di qualsiasi persona è lo specchio perché è tramite lui che poi diventiamo noi stessi nostri nemici.

Si nostri nemici perché poi iniziamo i mille discorsi in testa, usciamo di casa e ci sentiamo inadeguati e così via ed è solo una piccola parte di quello che poi ti porterà ad una voragine e da questa voragine non sono in pochi a salvarsi in tempo purtroppo.

Ecco che allora ho pensato “Ma forse la nostra battaglia per cambiare le cose inizia proprio a casa nostra… Forse prima di combattere la società dovremo combattere contro la nostra immagine riflessa, dovremo combattere contro lo specchio”.

Dobbiamo metterci davanti a quella che per noi è un ordigno del male ed iniziare ad elencare non i nostri difetti ma bensì le nostre qualità e dobbiamo iniziare anche a prenderci un po’ in giro perché fidatevi questo fortifica tanto e sapete perché; Perché quando una persona vi prenderà in giro o dirà qualcosa sul vostro corpo lo farà con cattiveria e cosa c’è di meglio di mettersi a ridere e fare una battuta su se stessi?

Per prima cosa sicuramente vincerete in simpatia ed in seconda cosa la persona che aveva cattive intenzioni penserà due volte prima di aprire bocca ancora per cercare di criticarvi perché sarete così splendidamente pieni di voi stessi che quello che è l’opinione altrui vi entra da un orecchio e vi esce dall’altro.

Ed è così che è nato prima l’hashtag #fightagainstthemirror (lotta contro lo specchio) su Instagram e poi la pagina con lo stesso nome che vi lascio qui tra parentesi (fight_against_the_mirror_)

Non vi potete sbagliare il logo della pagina è questo.

Comunque, perché l’ho fatto?

Perché ho voglia di raccontare esperienze di persone che sono riuscite a sconvolgere la loro vita e sono rinate, voglio far vedere che diverso è bello è splendido e che ognuno è un’opera d’arte a modo suo.

Ma non voglio solo raccontare, io voglio aiutare, voglio ascoltare e voglio stendere la mano alle persone che ne hanno bisogno e che non hanno nessuno con cui parlare perché hanno paura di essere giudicati o paura di non essere capiti.

Credo e voglio fare la differenza, in questo mondo dobbiamo sempre essere pronti ad aiutare il prossimo noi siamo anime non corpi.

Siamo luce e dobbiamo illuminare chi è nel buio finché non arriva alla fine del tunnel e trova la sua stessa luce.

Oggi vi lascio con questo pensiero: Prendete per mano e illuminate la vita di qualcuno perché basta guardarvi attorno per vedere che ci sono tante persone che vivono nel buio.

Quella luce che donerete all’altro vi tornerà indietro perché la vita è un cerchio e tutto quello che si fa ritornerà in versione doppia nella vostra vita.

Non posso definirmi una persona molto cristiana ma c’è una frase nella bibbia con cui mi trovo molto d’accordo e la condivido con voi e vi lascio liberi di interpretarla come volete

“Voi siete la luce del mondo: non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone”.

Un abbraccio e non dimenticatevi di accendere la vostra luce interiore.

Estela

Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar.
Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.
Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi,metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”.
Estela Regina Baroni

NO ALLA #GRASSOFOBIA – PARIGI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

Parigi indice una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni, anche nei confronti delle persone obese.

La “grassofobia”, parola non presente nei vocabolari, è intesa come una forma di repulsione nei confronti delle persone sovrappeso che unisce la vergogna che prova una persona obesa con le discriminazioni nel mondo lavoro, negli ambienti sanitari, nei mezzi di trasporto o, semplicemente, negli sguardi degli altri.

Helene Bitard, assessore del Comune di Parigi, è diventata la paladina della lotta contro ogni forma di discriminazione. La Bitard vuole sensibilizzare la popolazione contro gli stereotipi dominanti che accompagnano l’obesità « pigrizia, lentezza, mancanza di volonta’, ecc. ».

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Secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIT) le donne obese sono otto volte, e gli uomini obesi tre volte, più discriminati al momento dell’assunzione.

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Inoltre, l’aspetto fisico è il SECONDO criterio di discriminazione dopo l’età e prima della provenienza, il sesso, un handicap.

A Parigi, venerdì 15 dicembre 2017, gli hashtag da digitare erano:

Per approfondire http://www.bfmtv.com/politique/la-ville-de-paris-s-attaque-a-la-grossophobie-la-discrimination-des-personnes-obeses-1328151.html#xtor=AL-69

E voi cosa ne pensate?

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AUTOSTIMA QUESTA SCONOSCIUTA

La Dott.ssa Emanuela Scanu è una psicologa e una coach alimentare. Da anni impegnata nella cura dei disturbi del comportamento alimentare e nel sostegno al raggiungimento del benessere psico-fisico delle persone.

Attualmente  anche Docente di Educazione Alimentare nei Corsi per Modelle/i presso la BACKGROUND ACADEMY di Viterbo.

E’ un onore la sua collaborazione con il nostro blog che inizia con l’affrontare un argomento a noi molto a cuore: L’AUTOSTIMA!

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Lo dice la parola stessa: l’autostima è la valutazione che una persona dà di sé stessa. Questa non è un fattore statico, ma dinamico. Evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della vita.

Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell’esistenza. Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è. Significa anche essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono.

Una persona con una sana autostima non è infatti perfetta, ma, al contrario di chi non si rispetta abbastanza, sa come valorizzare le proprie abilità e capacità e come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate. La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza ed a migliorare quelli di debolezza, promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con sé stessa e con gli altri.

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La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito.

Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero fossero parte della propria persona. Il sé percepito è dato invece dall’insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere. A chi non è mai capitato di pensare: “Vorrei tanto saper fare quella cosa …” oppure  “Vorrei essere così ma non ne sono capace?”.

Tutto ciò è perfettamente normale, entro certi limiti. La soglia viene valicata nel momento in cui la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere. Così facendo la sua paura si concretizza, diviene un dato di fatto. Smettendo di lavorare e lottare per migliorarsi continuamente si finisce per peggiorare, o semplicemente per rimanere ciò che si è per tutta la vita.

Puoi sprecare un’intera esistenza nell’attesa che accadano delle cose che poi, anche quando si avverano, spesso ti lasciano più vuota di prima. Se i tuoi pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente, corri il rischio di non vivere mai pienamente e di essere quindi insoddisfatta della tua esistenza.

Di fatto, sei prigioniera dei modelli che la realtà ti impone e così facendo passi gran parte del tuo tempo a sognare di diventare ciò che non sei, a fare tuoi modi d’essere che ritieni “vincenti”, “perfetti”, ma che non ti appartengono. Questa è la strada più veloce  per distruggere l’autostima.

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Avere autostima significa piacersi, un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l’interiorità si colora istante per istante.  L’ autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull’accettazione consapevole di ciò che sei adesso, in questo preciso istante.  Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non hai fatto nel passato, senza frustrazione per ciò che non hai ancora realizzato.

Cambia dunque modo di vedere: l’ autostima è uno stato di benessere permanente che viene da dentro. Ogni volta che ti appresti a fare qualcosa, soprattutto se è la prima volta, non concentrarti unicamente sul risultato che vuoi ottenere, ma su ciò che fai, cercando di essere presente a ogni passaggio, come fosse l’unico.  Ricorda che l’autostima è un’energia molto diversa dall’ostinazione e dalla cocciutaggine: compare naturalmente quanto più la coscienza si svincola dalle influenze dell’ambiente, delle credenze, dei doveri. Migliorare l’autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente: ti devi sforzare di pensare che lo fai per te stessa e che un giorno non proverai più sensazioni di inadeguatezza e potrai  prendere decisioni in modo autonomo.  La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell’autostima consiste nel lavorare sulle tue percezioni; devi imparare a conoscerti meglio, analizzando il tuo mondo interiore in tutta la sua complessità, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche e soprattutto su quelli positivi.

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Questo articolo è tratto dal libro della Dott.ssa Emanuela Scanu Dimagrire una scelta consapevole (Cap. IV) – Editore Campi di Carta

La Dott.ssa Scanu è anche autrice de L’ESERCITO SOTTILE/Dizionario pratico sull’anoressia (Cedis Editore Roma) e di OLTRE L’IMMAGINE/ Psicologia, Alimentazione, Stile/Un anno dei miei consigli sul WEB  (Editore Campi di Carta).

 

 

#MyCurvyPride: KATIUSCIA VANEDOLA

Chi sei? Vanedola Katiuscia.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Un bellissimo progetto dove tutte noi donne ci sentiamo uguali.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Sì mi sono sentita diversa.

Come hai reagito? Piangendo.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Faccio ancora fatica ad amarmi e accettarmi. L’aiuto di mio marito e quando faccio delle foto e ho dei riscontri positivi ecco quelli sono momenti di pura gioia per me che mai avrei creduto possibile.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza è vana perché sfiorisce preferisco ciò che siamo dentro.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Charlize Theron, bellissima, e magra, …

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Cambiare l’idea delle persone che magro = bello.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Sarebbe il sorriso anche se non è una curva… mi piace anche il mio seno anche se abbondante perché risalta la bellezza di una donna.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? La maglia rosa!

Una frase che ti rappresenta? Non smettere mai di sorridere anche se non è perfetto perché i nostri occhi si illuminano e saremo più felici!

CURVY FRIENDS: per non sentirsi sole.

“… Certe volte tutto sembra andare storto, niente è apposto e vedi tutto nero.

Le volte in cui non sai che fare, ti senti sola, fallita e persa.

Quelle volte in cui non riesci a capire nemmeno tu cosa ti servirebbe per stare meglio.

La soluzione per tutte “queste volte” è…un’amica!

Quell’amica che ti ascolta, ti abbraccia, ti consiglia.

L’amica con cui puoi parlare di tutto senza sentirti né giudicata, né accusata, né discriminata.

Colei che è lì per te e sa farti tornare il sorriso, sempre, con poco…”

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In uno dei momenti più brutti della mia vita, quando mi sono separata, mi sentivo persa e fallita.

Avevo tutti contro, famiglia compresa, e sarei dovuta ripartire da zero, uscendo dal mio bozzolo sicuro e riaprirmi al mondo da sola.

Crollavano tutte le mie certezze e crollavo anche io. Non sapevo come fare, non ero obbiettiva, non vedevo soluzioni e l’unico sentimento che riuscivo a provare era una forte tristezza mista a delusione.

Affogavo i dispiaceri nel gelato, dimenticandomi di essere una donna.

Non credevo di farcela e nemmeno minimamente immaginavo di poter diventare quella che sono oggi.

Rinata, più forte e più sicura di me.

Io ce l’ho fatta e il mio GRAZIE più grande lo devo alle mie amiche.

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Devo tutto, o quasi, a quelle meravigliose donne che mi hanno stretta forte mentre chiudevo le mie cose in uno scatolone, hanno asciugato le mie lacrime (tante), mi hanno sopportata, mi hanno tolto il gelato e mi hanno sistemato il trucco e i capelli, costringendomi ad uscire e affrontare il mondo.

Senza di loro non ce l’avrei fatta.

Oggi, credo che ogni donna meriti la fortuna che ho avuto io.

Ogni donna merita quell’amica che sia sempre pronta ad ascoltare, consigliare, consolare…

E a questo mondo che ci fa credere che tra le donne ci sia competitività, gelosia e conflitto io dico di no.

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Il mondo è pieno di amiche sincere e con un gran cuore. Nel mio viaggio io ne ho trovate tante e sono sicura che ce ne sono accanto ad ognuna di noi.

Nessuna è sola, anche quando sembra impossibile, anche quando è tutto nero, anche quando non ce la fai.

E se non ce la fai…io sono qui!

Puoi scrivermi su santa.confidence.curvypride@gmail.com oppure su curvypride@gmail.com

Santa

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