I RACCONTI DELL’ANIMA: DEBORA GOY E LA FORZA DEL SORRISO

Oggi conosciamo Debora, una giovane donna di 38 anni, socia di Curvy Pride, dal sorriso contagioso. Uno di quelli sinceri, coinvolgenti, solari, che abbracciano chi li riceve e regalano una ventata di energia positiva, una sferzata di vita. Quello di Debora, in particolare, racconta dell’evoluzione dell’anima, di un percorso di vita e di accettazione di sé non sempre facile e indolore.

Dietro quel sorriso c’è una ragazza che, con la sua forza interiore, ha superato la sua timidezza contro i pregiudizi e gli stereotipi di certi canoni di bellezza, è uscita dalla sua zona d’ombra e ha ritrovato l’amore per se stessa e la sua autostima. Ha realizzato che là fuori l’attende una vita meravigliosa tutta da vivere.

Foto di Piero Beghi

Che rapporto hai avuto da bambina e da adolescente con il tuo corpo?

Devo premettere che io sono una persona estremamente timida e questa caratteristica, unita alla mia fisicità, ha fatto sì che il rapporto che ho avuto con il mio corpo da bambina, da adolescente e poi da giovane donna sia stato sempre molto difficile. Da piccola ho subito poche situazioni di bullismo, sempre limitate alla presa in giro verbale, ma ciò che più mi ha condizionata è stato proprio il percepirmi in qualche modo diversa dagli altri bambini.

Questa percezione è stata sempre acuita dal fatto che all’epoca – parliamo della fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90 – le case di abbigliamento producevano solo capi per taglie standard e mi ritrovavo sempre ad indossare capi da ragazzo o da uomo, sapientemente riadattati in casa con orli ed elastici, ma comunque diversi da quelli delle mie compagne di scuola.

Con l’arrivo dell’adolescenza questa percezione è aumentata. A quell’età, come tutte le ragazze, guardavo le vetrine, entravo nei negozi di abbigliamento per scoprire, ogni volta, che la mia taglia non c’era mai. I capi che mi piacevano erano disponibili solo in versioni normali, e non perché quelli più grandi fossero in magazzino, ma proprio perché non esistevano.

Crescendo, con qualche soldo in più in tasca e con l’avvento dell’e-commerce, le cose sono cambiate ma il senso di inadeguatezza che ho vissuto per anni ha avuto dei riflessi importanti sulla mia autostima.

In adolescenza e poi da giovane donna, quando dovrebbero nascere i primi amori e le prime infatuazioni, non sono mai riuscita a vedere e percepire l’apprezzamento e il corteggiamento da parte di un uomo. Ero talmente convinta di non poter piacere, da non prendere nemmeno in considerazione questa possibilità.

Oggi che rapporto hai con il tuo corpo?

Il rapporto con il mio corpo, negli ultimi 3/4 anni, è profondamente cambiato. Ho imparato ad apprezzarmi e a vedermi in qualche modo normale, pur essendo consapevole di essere grassa. Ma questa è la mia normalità. Faccio sport e cerco di alimentarmi bene, senza che questo diventi il mio unico scopo nella vita. Ho capito che chi ti svilisce facendo leva sull’aspetto fisico è colui che non ha argomenti vincenti per contrastarmi lealmente. L’ultimo tassello, ovvero il passaggio dall’accettarmi al piacermi, l’ho messo grazie alla recente esperienza del Calendario Curvy Love 2023 promosso e ideato dal fotografo Piero Beghi.

Ricordo che al casting ha chiaramente percepito le mie difficoltà a mostrarmi e a stare davanti all’obiettivo con il mio carico di emozioni e, in qualche occasione, ha interrotto gli scatti e si avvicinato a me, mostrandomi qualche anteprima delle foto e dicendomi: “Guarda, sei molto bella!” In effetti, quando poi ho visto le foto selezionate per il casting e quelle per il calendario, mi sono resa conto che Piero aveva proprio ragione!

Cosa ti ha spinta a metterti in gioco, a uscire dalla tua comfort zone per rinascere?

In alcuni momenti della mia vita, sia da adolescente, che in età più adulta, mi sono resa conto che la mia timidezza mi stava facendo perdere terreno rispetto ai miei coetanei e in alcuni casi faceva sì che il mio punto di vista non fosse mai considerato. Grazie a preziosi spunti ricevuti a scuola, nello sport e sul lavoro, ho imparato man mano a superare e vincere questa forte timidezza e a far ascoltare la mia voce.

Dapprima ho imparato a farmi accettare ed apprezzare dal cosiddetto branco che, specialmente a scuola, mi ha dato protezione contro il bullo di turno; successivamente, acquistata un po’ di autostima, sono riuscita a valorizzarmi e a ritagliarmi il mio spazio nella società. Ad un certo punto, ho deciso di applicare lo stesso impegno nell’accettazione e la valorizzazione del mio corpo. Ho avuto e ho ancora bisogno del supporto di chi mi sta intorno e l’esperienza con Piero Beghi è stasa decisamente preziosa per la mia autostima e la mia autodeterminazione.

Foto di Piero Beghi

Sei una donna molto forte e determinata, da dove arriva questa forza?

Grazie! Sinceramente non mi sento così forte e determinata, forse proprio perché conosco bene i miei limiti e le mie debolezze, ma sicuramente, uno slancio importante nasce dal non voler passare tutta la mia vita nell’ombra, vittima di una società e di persone che cercano con il condizionamento e la manipolazione, di svilirti a proprio vantaggio. Ovviamente, in questo percorso, ho avuto la fortuna di incontrare tante bravissime persone, capaci e pazienti che talvolta mi hanno presa per mano e mi hanno permesso di crescere.

Se guardi tutto il tuo percorso di vita ti senti felice oggi?

Sì, sono molto felice, non credo che la bambina di ieri sarebbe mai riuscita a immaginare la donna di oggi.

Se guardi sulla linea del tuo futuro, cosa vedi?

Questa è per me una domanda molto difficile. Non so cosa mi riserverà il futuro, ho imparato a raccogliere ciò che di buono la vita mi ha portato, più che cercare di rincorrere sogni e obiettivi particolari. Diciamo che cerco di ottenere il massimo da ciò che ho a disposizione.

Lascia un messaggio a tutte le lettrici e i lettori del blog di Curvy Pride che ancora hanno difficoltà a trovare quella forza interiore e ad amarsi per le meravigliose anime che sono

Il mio messaggio alle meravigliose lettrici e lettori del blog di Curvy Pride è questo: ricordatevi sempre che siete in grado di fare ogni cosa e che non avete bisogno di dipendere da nessuno. Dentro di voi c’è la forza necessaria per trovare il proprio spazio nel mondo, non siate l’ombra di nessuno, nemmeno di voi stesse!

Come le lettrici e i lettori del Curvy Pride Blog possono trovarti sui social?

Mi trovate come Debora Goy su Facebook e come debora.goy su Instagram.

Foto di Valeria Forno

Laura De Vincentis è parapsicologa e modella curvy.
A 52 anni conosce un famoso fotografo italiano e inizia la sua carriera come modella curvy, acquisendo una nuova consapevolezza di sé, imparando ad amare e accettare il proprio corpo incondizionatamente. È attiva contro il body shaming e la discriminazione basata sull’aspetto fisico.
Fin da piccola ha una passione per la danza classica che inizia a studiare a 50 anni; è inoltre autrice di un goloso blog di cucina.
“È per me un onore fare parte della grande famiglia di Curvy Pride, perché mi permette di condividere il mio percorso di vita e stimolare le persone, attraverso la mia esperienza, a credere in se stesse, ad amarsi e soprattutto a tirare fuori i sogni dal cassetto per realizzarli con la forza dell’intenzione. Perché volere è potere!”
E-MAIL laura@marcodevincentis.it
 PROFILO FACEBOOK
 PROFILO INSTAGRAM

Pubblicità

DONNE A TUTTO TONDO: MARTINA GIRALDI

Tondo rimanda a qualcosa di perfetto. Pensate solamente al cerchio di Giotto. A tutto tondo indica ciò che può essere visto, osservato e contemplato da tutti i lati e le donne, a partire dalle loro forme fino ad arrivare al loro universo più completo, ne rispecchiano in pieno il concetto. Obiettivi, speranze, sogni, delusioni e amore. Sì, perché l’amore è tondo. Non lo sapevate?

Ospite di oggi: Martina Giraldi

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente la prossima ospite e sono felice di poterla presentare anche a voi: Martina Giraldi.

Miss Top Curvy Universe 2022 – foto di Andrea Laureani

Solare e dispensatrice di sorrisi, si definisce persona multipotenziale e senza il dono della sintesi. Questa descrizione mi ha fatto sorridere perché potremmo essere anime affini senza mai averlo saputo prima.

Martina è una bellissima donna di 41 anni, entrata nel mondo curvy da appena cinque. Sottolineo appena perché dai successi ottenuti, dai percorsi intrapresi e dagli obiettivi raggiunti si potrebbe benissimo affermare che lavori da molto più tempo. Evidentemente tenacia e determinazione sono doti che le sono venute in aiuto.

Come sei entrata nel mondo della moda curvy?

È successo per caso. Quando ero ragazza la moda curvy non esisteva, tantomeno l’idea di inclusività e di bodypositivity. Leggendo un giornale sono venuta a conoscenza della Body Positive Catwalk di Laura Brioschi, mi sono subito iscritta per partecipare e per dare un messaggio contro il bodyshaming.
In seguito, la stessa associazione Body Positive Catwalk Ets mi ha segnalato un concorso di bellezza Curvy chiedendomi se avessi voglia di partecipare e ho subito accettato perché non avevo mai avuto l’occasione di farlo. In Veneto, dove vivo, ci sono moltissimi concorsi di bellezza ma nemmeno uno per donne curvy.
Ho partecipato per gioco e inaspettatamente… ho vinto!

2019 – vincitrice del concorso Miss Curvy Angel – qui con Laura Brioschi

Da quel giorno ho iniziato timidamente a postare qualcosa sui social, io, che fino a quel momento non avevo mai pubblicato una mia foto in costume! Sono iniziati i primi shooting, sfilate e concorsi verso cui sono stata estremamente grata e dai quali ho cercato di imparare il più possibile.
Dopo un periodo di gavetta sono stata contattata da negozi, brand ed eventi come modella curvy. Ho scattato con tantissimi fotografi, partecipato alla MFW 2021, alla Mostra del Cinema di Venezia 2020-2021, a I soliti Ignoti – grazie a un contatto di Curvy Pride-, Go Curvy! e Vorrei dirti che… su Rai2. Ho raccontato la mia storia nel libro Mi racconto per te di Curvy Pride, edito da Giraldi Editore. Nel mio racconto spiego come da persona insicura mi sono trasformata nella Martina che vedete oggi, grazie alla filosofia bodypositive e ad anni di lavoro su me stessa.
L’estate scorsa ho vinto il titolo di Miss Top Curvy Universe 2022! Anche stavolta non me lo aspettavo ed è stata un’emozione pazzesca.

Miss Top Curvy Universe 2022 – foto di Andrea Laureani

Nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata, sono mamma e appassionata di alimentazione naturale. Ho recentemente conseguito il diploma di Natural Juice Therapist nell’ambito dell’alimentazione naturale e del benessere.

Puoi raccontare come riesci a conciliare la moda, che ti sta dando molte soddisfazioni, con il tuo lavoro?

Sono sincera: con molte difficoltà. Avrei bisogno di giornate di 48 ore per conciliare tutto, e del teletrasporto per spostarmi nelle varie location.
Ma siccome sono umana, mamma e fidanzata, impiegata e modella curvy, uso il vecchio metodo: dare un colpo al cerchio e uno alla botte, concedendo il primo posto a famiglia e lavoro. La moda diventa una priorità quando vi sono di mezzo degli eventi importanti, con un messaggio sociale, o quando vengo retribuita. In passato ho fatto da modella e fotomodella gratuitamente per fare gavetta e ritengo che questo passo sia indispensabile. Ci sono molte ragazze che si definiscono modelle già dopo il primo selfie scattato in bagno e pubblicato sui social.
Un consiglio a tutte quelle persone che stanno leggendo: non fatevi abbagliare dalle superdonne sui social. Non pensate di essere meno di loro. Sulle piattaforme si pubblicano i successi, più che le sconfitte e le debolezze. Molte superdonne hanno la fortuna di poter delegare dei compiti, altrimenti non ce la farebbero. Ringrazio ogni giorno mia mamma e il mio ragazzo che mi permettono di avere il tempo da dedicare alla mia passione della moda!

Secondo te, quanto si ha paura di apparire inadeguati in una società che predica “il bello” a tutti i costi?

TROPPO. Viviamo in una società di contraddizioni: da un lato la filosofia bodypositive, il bisogno di farsi accettare a tutti i costi dalla società – anche ostentando e cercando la provocazione -, dall’altro media e social media ci mostrano ideali di bellezza irraggiungibili.
Dagli anni ’80 al 2000 ci hanno propinato la top model di turno innalzandola a modello da perseguire, ben sapendo che di donne con quelle caratteristiche fisiche naturali ne esistevano – ed esistono – forse una su un milione, e tutte le altre cercavano di emularle con moda e trucco. Oggi le giovani modelle che vediamo, sia slim che curvy, sono spesso già completamente rifatte, con visi stravolti dai ritocchini – e se le guardiamo bene sono tutte uguali -, spesso con seno e sedere rimodellati per renderli più tondi. Chissà, fra 20 anni forse andrà di moda un altro fisico e tutti correremo dietro a questo nuovo ideale irraggiungibile. Per la gioia dei chirurghi estetici.
L’ultima novità sono le foto A.I., applicazioni che trasformano la foto in un avatar stile cartoon futuristico o manga. Sarebbe anche un’idea carina, se non fosse che poi le ragazzine si recano dal chirurgo con quella foto e vogliono rifarsi secondo quel modello. Siamo così belli perché siamo diversi, unici! Va bene migliorarsi e valorizzarsi, ma senza stravolgere i propri connotati.

Foto di Piero Beghi

Vedo molte persone che urlano ai 4 venti “io mi piaccio così! E voi tutti mi dovete accettare!” quando sono palesi gli interventi di modifica di viso e corpo a cui si sono sottoposti. Sarò all’antica, ma dal mio punto di vista la chirurgia è un metodo invasivo che va ad intaccare il corpo, con possibili complicazioni, e andrebbe utilizzata solo in casi gravi. Bello a tutti i costi. Ricordate che i costi sono quelli relativi al chirurgo e agli specialisti della bellezza. Non fatevi ingannare. Tutto quello che vediamo è mirato a farci sentire inadeguate e a ritenere di avere bisogno del famoso ritocchino.
Ricordo il viso di mia nonna solcato da tantissime rughe, per l’età e il lavoro nei campi: era una donna bellissima senza alcun ritocco.

Nella nostra società, che si tratti di moda o spettacolo o altro, non solo le donne curvy sono da sempre bersaglio di commenti negativi. Bullismo e body shaming, esistono anche a scuola. Questo è un argomento che ti sta a cuore, ce ne vuoi parlare?

Innanzitutto vorrei dire che le curvy sono bersaglio di commenti negativi per ignoranza, ma anche perché stiamo dando un messaggio sbagliato di curvy.
Prima le curvy erano solo le ciccione da prendere in giro. Ora moltissime curvy svendono il loro corpo e la loro immagine per una manciata di like. Siamo passati da un estremo a un altro. Dalla macchietta da deridere alla donna da usare e basta. In entrambi i casi, la donna curvy non viene vista come essere umano ma come mero corpo. Ho subito bodyshaming a scuola e la cosa peggiore è stata che ero così ferita psicologicamente da non voler continuare gli studi, ho finito il liceo ma non sono andata all’università. Le prese in giro, che sembravano cose da poco, mi hanno fatta cadere nei disturbi alimentari (bulimia, BED e dismorfia). Il bullismo ed il bodyshaming non vanno presi sotto gamba. Pochi giorni fa mio figlio, che frequenta le elementari, si è sfogato piangendo con me: un bambino mi ha detto che sono il più grasso della classe e mi ha deriso.
Ne ho parlato più volte alle maestre ma sono rimasta inascoltata. Hanno preso questi episodi sotto gamba e invece lasciano ferite profonde in bambini e ragazzi. La scuola italiana dovrebbe attuare dei programmi contro queste discriminazioni.
Pochi giorni fa ho letto un bellissimo articolo su Lara Lago – giornalista ed attivista bodypositive – che ha parlato a 400 studenti sul palco di un teatro di Legnago (VR) sul tema del bullismo. Mi sono commossa, perché il primo esempio che ha riportato è stato quello di un ragazzino che veniva preso in giro perché aveva un solo genitore. Io sono separata e anche mio figlio è stato preso di mira a scuola. Sono cose talmente cattive che mi fa male solo pensarci. I ragazzini assorbono tutto e se arrivano a bullizzare un compagno significa che a casa i genitori creano pregiudizi.

Stemperiamo questo momento, che avrebbe bisogno di un approfondimento maggiore, passando ad altro. So che sei particolarmente informata sulla moda curvy in Italia e all’estero. Ci sono diversità molto evidenti?

La diversità più evidente è che in Italia si parla di donne curvy come donne sensuali mentre all’estero si parla di donne curvy come… DONNE punto e basta!
Di sicuro anche l’estero non è immune a episodi di discriminazione verso le persone formose, ma in molti Paesi si tratta semplicemente di un’altra taglia o forma del corpo, senza accezioni negative. La donna curvy non è vista come un fetish o come una categoria di Youporn (si può dire youporn?). Diversi amici uomini mi hanno spiegato che l’hashtag #curvy viene ricercato non per motivi di moda, bellezza o inclusione, bensì perché rimanda alle sexy star della categoria curvy sui siti per adulti. In pratica, in Italia noi donne curvy cantiamo vittoria e invece siamo solo un feticcio per molti. C’è ancora tanta strada da fare. In primis, noi stesse dobbiamo imparare a valorizzarci, distinguendo cosa è elegante e sexy da ciò che è volgare e pretendendo che la nostra immagine venga usata in modo appropriato. A chi mi dice che un culo è un culo (si può dire culo?) rispondo che non è così.

Foto Piero Beghi

Il corpo umano è un’opera d’arte e può essere raffigurato come arte attraverso la fotografia, come è stato per millenni nei dipinti, affreschi e sculture. Un’altra diversità evidente nella moda curvy estera è che in Italia vengono impiegate quasi solo modelle giovanissime e alte – molte arrivano a malapena alla taglia 48, poche plus size -mentre all’estero si fa riferimento a modelle curvy e plus size di tutte le età, forme del corpo, colori, altezze. Sì, anche in passerella, a discapito di quanto affermato qui che per sfilare in passerella devi essere alta almeno 1,78.
Hanno inventato i tacchi. Chi è alta 1,50 vuol vedere in passerella una donna vicina alla sua altezza per capire come le potrebbe stare quel capo, allo stesso modo c’è chi desidera vedere donne della sua stessa età e taglia sia sfilare che sulle riviste di moda. All’estero lo hanno capito! Qui speriamo lo capiscano presto.
In tutto questo è necessaria la professionalità. Mi spiego meglio: in Italia se sei giovane, alta, magra, OK sei una modella e via. All’estero le qualità più importanti per una modella sono le seguenti: fotogenicità ed esperienza nella posa per le fotomodelle, portamento, eleganza, grinta, esperienza nella sfilata per le modelle.
Avete mai visto come sfila Ella Halikas in passerella indossando un bikini? Ecco, a questo dobbiamo arrivare. Un consiglio alle aspiranti modelle: andate a guardare e studiare le modelle curvy estere, non solo quelle italiane, aprite la mente, fate esperienza nella posa e nella camminata. L’Italia è uno dei Paesi della Moda, facciamo vedere che noi modelle curvy e plus size non siamo seconde, ma pari, alle modelle slim.

Ti faccio un’ultima domanda, un po’ provocatoria. Molte persone si chiedono come faccia una donna curvy a essere in salute. Spesso le curvy sono viste come malate. Quanto c’è di falso e quanto è importante, invece, la consapevolezza nel mostrarsi?

Questa domanda non è per nulla provocatoria, anzi la risposta è semplicissima.
Oggi sono in salute grazie al fatto di essere curvy. Quando ero adolescente, tutte le mie amiche magre mangiavano junk-food perché non ingrassavano, oppure seguivano una dieta basandosi esclusivamente sulla riduzione calorica – nei peggiori casi, diventando anoressiche o bulimiche-. Quando ero magra in realtà non ero per nulla sana perché alternavo fasi di drastica riduzione calorica – niente sport, perché mi sentivo esausta -, a crisi bulimiche. Per fortuna amo mangiare e così invece di negarmi il piacere del cibo sono andata da un bravo nutrizionista. Da qui è nata la mia passione per la sana e varia alimentazione e negli ultimi 20 anni ho letto centinaia di libri sull’argomento, alcuni mai tradotti in italiano, così li ho letti in inglese o tedesco. Ho di recente conseguito il diploma di Natural Juice Therapist, prima e finora unica in Italia, e voglio continuare a studiare e specializzarmi in questa direzione.

Foto di Neil Adams

Se non fossi stata curvy avrei continuato a mangiare cibo spazzatura, ad essere bulimica così il mio corpo sarebbe rimasto magro e le persone mi avrebbero percepita come in salute. Oggi sono curvy e in salute. Voglio trasmettere a tutti questo messaggio: la salute non dipende dalla nostra taglia, ma dal nostro stile di vita! Una persona che segue uno stile di vita sano, nutrendosi adeguatamente, con una buona attività fisica, sonno regolare e gestione dello stress, è una persona sana al di là della sua taglia. Le persone dovrebbero smettere di giudicare gli altri solo basandosi sul loro aspetto fisico, tirando in ballo la salute che è esclusiva competenza di un medico.

Hai un messaggio a cui tieni particolarmente che ci vuoi donare?

Amati! Se non riesci ad amarti da sola, cerca delle persone che ti aiutino ad accettarti e amarti nella tua cerchia di amicizie o in famiglia. E, se non ci sono, chiedi aiuto a un terapeuta/psicologo o a uno specialista. Importantissimo: imparare ad accettarsi e amarsi. Queste sono le fondamenta sulle quali potrai costruire la tua vita e far sì che i tuoi sogni si realizzino.

FINE

Se volete, potete contattare Martina Giraldi ai seguenti indirizzi: Facebook; Instagram

Ringrazio moltissimo Martina per la sincerità e la disponibilità avute nel rispondere alle mie domande. Questa chiacchierata mi ha fornito numerosi spunti per nuovi argomenti da approfondire in seguito: come il bullismo subito da ragazzi; quanto può aiutare il supporto psicologico; quanto può essere utile il dialogo in famiglia per accrescere la propria autostima e, quindi, essere di supporto per combattere quel disagio che gli altri vogliono provocare in chi ritengono più debole. Quanto può essere importante il trovare veri amori e sincere amicizie. Inoltre, la moda curvy che supera le barriere di età, colore e forma mi interessa molto, anche a livello personale. Spero di poter avere ancora ospite Martina nella mia rubrica.

La vera libertà è essere quelle che siamo. Sempre.

Per essere la protagonista del prossimo articolo SCRIVIMI QUI

Sono nata nel 1968 – contate in silenzio – a Roma.
Mi muovo esclusivamente con i mezzi pubblici perché non guido e non potrei mai vivere senza Trastevere, il Colosseo, le stupende fontane della Capitale e i fastidiosi sampietrini.
Da che ho memoria ho riempito di scarabocchi tutto ciò che ho avuto la fortuna, o la sfortuna fate un po’ voi, di avere a portata di mano: dal muro di casa dietro il divano del soggiorno (avevo quattro anni), a ritagli di carta, quaderni e diari. Da allora è stato un susseguirsi di poesie, racconti, romanzi e favole per bambini, il tutto condito da premi, pubblicazioni e gratificazioni varie.
Golosa di dolci e di emozioni. Amante di viaggi e fotografie. Adoro Vasco e i Queen… sì, lo so che sono agli antipodi, ma così è!
Se vuoi contattarmi in privato, scrivimi qui: cristiana.ian@libero.it

I RACCONTI DELL’ANIMA: HO TIRATO FUORI I SOGNI DAL CASSETTO

Mi chiamo Laura e nel mese di febbraio 2021, sono passata davanti allo specchio e mi sono soffermata un attimo a guardarmi. Ho visto una donna spenta, sciatta, infagottata in informi vestiti neri per scomparire davanti al mondo. Mi sono osservata meglio e ho pensato che quella donna lì riflessa non potevo essere io. Ho sentito che era giunto il momento di prendere in mano la mia vita, di seguire il mio cuore, di cambiare la mia energia, di acquisire la consapevolezza di chi ero, di aprire il cassetto dei miei sogni.

Ho cambiato i miei pennarelli neri con tantissime matite colorate e ho iniziato a dipingere la mia esistenza.

Ho lasciato il mio vecchio percorso per intraprenderne uno nuovo che mi ha portato, esattamente un anno dopo, a essere la donna che sono oggi: una parapsicologa, una modella curvy, una ballerina di danza classica, una food blogger e tanto altro ancora. Il mio incontro fortunato risale all’estate 2021, quando ho incontrato Piero Beghi, conosciuto come il fotografo Italiano delle curvy. Ho iniziato a posare per lui e piano piano ho iniziato a riguadagnare stima in me stessa, ad amarmi, a credere in me stessa, nel mio potenziale, ad accettarmi, a rinascere. Perché, come dico sempre, ci sono tante vite in una vita.

Foto di Piero Beghi

Il 2022 è stato un anno di crescita, di riscatto, di crescita personale, di tanti progetti da sviluppare. Mi guardo con meraviglia. Non avrei mai pensato di arrivare sino a qui. Mordo la vita ogni mattina con tanto entusiasmo. Molti rapporti, anche importanti, li ho persi per strada. Poco importa, perché per ogni perdita c’è un nuovo arrivo. Ho preso i miei sogni, li ho sparpagliati davanti a me e ho iniziato a realizzarli. Ci ho creduto fino in fondo e quando ci credete con tutte le vostre forze allora i miracoli succedono! Oggi non patteggio più con nessuno. Non mi interessa più di cosa pensa la gente. Non permetto più a nessuno di fare di me ciò che vogliono loro. Ho in me tutta la forza del mio esistere. Se cado mi rialzo, ringrazio per la lezione appresa e proseguo – un po’ ammaccata ma un po’più saggia – nella mia luce. I miei sogni non stanno più nel cassetto, ma davanti a me, in attesa di essere presi, realizzati e vissuti pienamente.

La mia più grande felicità è quella di essere riuscita a fondere insieme il mio lavoro di parapsicologa con la mia attività di modella curvy, un progetto questo che porto avanti sia con l’Associazione Curvy Pride che con il fotografo Piero Beghi che seguo anche nei backstage. Io adoro i backstage perché sono carichi di vita, di attesa, di emozioni, di condivisione e di confronto.  Durante quei momenti mi piace ascoltare le storie di vita delle altre modelle curvy, di cosa le ha spinte a partecipare a quel casting, a quello shooting e cogliere le emozioni che ogni modella vive nella sua anima.

Così nasce la mia rubrica per il Curvy Pride Blog, che si intitola I Racconti dell’anima.

Sono le storie delle 12 modelle (compresa la sottoscritta) scelte per il calendario Curvy Love, Total White 2023 di Piero Beghi. Sarà l’anima a raccontarci di queste donne che hanno deciso di rinascere, di amarsi, di stimarsi e di credere in se stesse. Un percorso non sempre facile e indolore e che le ha portate ad amarsi, a posare il primo mattoncino della loro autostima. Perché tutte noi meritiamo di essere felici, di amarci e soprattutto di credere in noi e nei nostri sogni.

Questo articolo è stato scritto dalla socia Laura De Vincentis che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog. Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Laura De Vincentis è parapsicologa e modella curvy.
A 52 anni conosce un famoso fotografo italiano e inizia la sua carriera come modella curvy, acquisendo una nuova consapevolezza di sé, imparando ad amare e accettare il proprio corpo incondizionatamente. È attiva contro il body shaming e la discriminazione basata sull’aspetto fisico.
Fin da piccola ha una passione per la danza classica che inizia a studiare a 50 anni; è inoltre autrice di un goloso blog di cucina.
“È per me un onore fare parte della grande famiglia di Curvy Pride, perché mi permette di condividere il mio percorso di vita e stimolare le persone, attraverso la mia esperienza, a credere in se stesse, ad amarsi e soprattutto a tirare fuori i sogni dal cassetto per realizzarli con la forza dell’intenzione. Perché volere è potere!”
E-MAIL laura@marcodevincentis.it
 PROFILO FACEBOOK
 PROFILO INSTAGRAM

SE LO FAI PER GLI ALTRI NON SARAI MAI ABBASTANZA

Per la rubrica CURVY PRIDE ANTOLGY proponiamo questo articolo scritto dalla nostra amica Estela, datato ottobre 2016. Buona lettura!

Mi chiamo Estela Regina e non sono mai stata una ragazza magra. Fin da bambina avevo i rotolini e le gambe morbide e a mia mamma piacevano tantissimo, le mordeva in continuazione! Non ho mai dato importanza a questo fatto perché correvo, giocavo e ridevo; a 4 anni ballavo la samba -sono brasiliana- ed ero una bambina moooolto felice.
Iniziai le elementari in Brasile, e lì iniziarono i miei problemi: i compagni non volevano giocare con me perché ero grassa, buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore e mi dicevano che dovevo mangiare di meno per non scoppiare.
Mi buttavano addosso i sassi dicendo che rimbalzavano.
A 9 anni mi sono trasferita in Italia, dato che mio papà era qua già da un po’.
Pensavo che qua avrei ricominciato e nessuno mi avrebbe preso in giro ma così non fu.
Un giorno un ragazzo mi spinse giù dalle scale dicendo che ero una palla e dovevo rotolare, e durante la ricreazione i bulletti, nascosti dalle maestre, mi calciavano la pancia e le gambe.
Mia mamma dopo un po’ si ammalò -oggi sta meglio per fortuna- e dovette tornare in Brasile per operarsi con urgenza. Durante i40 giorni in cui è stata in Brasile mi è successo di tutto e sono ingrassata 25 chili.


Nemmeno alle medie le cose cambiarono e venivo presa di mira anche dagli insegnanti che mi davano della cicciona davanti agli altri che ridevano e si prendevano gioco di me.
Per anni mi sono tagliata per esternare il dolore che avevo dentro, dolore che gli altri mi avevano causato.

instasize_1020183424


Dopo un po’ mi è stata diagnosticata la depressione e di conseguenza l’obesità grave dato che il cibo era la mia consolazione e a ogni boccone che facevo piangevo tantissimo ma per me era l’unica ancora di salvezza. 
Mi sentivo uno schifo, sporca, grassa  e un peso per i miei genitori che nonostante tutto mi sono sempre stati accanto, soprattutto mia mamma.
Alle superiori le cose sono cambiate: ho fatto amicizia, uscivo, ho trovato persone che mi volevano davvero bene e non mi giudicavano per quello che ero fuori.
Io però ancora non mi amavo perché non mi accettavo per paura del giudizio degli altri.
Ora sono molto più felice con me stessa, penso che comunque dovrei dimagrire qualche chilo non per un fattore estetico -perché mi accetto benissimo così ora- ma per la mia salute non per compiacere agli altri.
Non riesco a mandare giù il fatto che qualcuno giudichi una persona con qualche chilo in più come una sedentaria e che non fa nulla, una persona obesa è così perché l’unica cosa che in quel momento aveva per sfogarsi era il cibo.
Quando mangiavo per annegare le mie sofferenze ogni parte del mio corpo faceva male, ma il male e il dolore che avevo nel cuore e le brutte parole che avevo in testa facevano ancora più male.
Oggi sto bene, ho un buon rapporto con il cibo e mi piacciono le mie forme, sono curvy e ne vado fiera.

fb_img_1477248068220


Penso che qualsiasi persona che in questo momento sta vivendo qualcosa di simile non si deve arrendere e chiudersi in casa come facevo io. Le capisco, so quanto fa male sentirsi una nullità, ma quando ti scopri e vedi che in te non esiste nessun marciume e che sono stati gli altri a fartelo credere dimagrisci di 50 chili.
Quindi credete in voi stesse, nelle vostre qualità e capacità. Nulla è impossibile e se proprio si vuole dimagrire lo si deve fare per se stessi e per la salute. Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza.

img_20160806_182015

Grazie a tutte le persone che dedicano il loro tempo alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

Come si fa ad essere felici e grassi allo stesso tempo?

Come si fa nella nostra società ad essere felici e grassi allo stesso tempo?
Forse non si può, oppure forse si può. Ecco la mia, personale, testimonianza. Io “D” Donatella. 100 kili di pura allegria. Mi racconto così senza troppi peli sulla lingua.

Mi chiamo “D” e sono gravemente obesa. Fin da piccola, per via di una malattia che mi ha colpito alla tenera età di 5 anni, ho ingerito molti farmaci, che uniti fra loro mi hanno fatto gonfiare molto. Mi sono quindi trovata a soli 8 anni ad esser più grassa delle mie amiche. Col tempo la malattia si è alleggerita, lasciando lo spazio alla vita, che molto spesso sa essere crudele. Alcune volte venivo derisa per strada perché ero troppo grassa, ma io temeraria e fiera di me, e della mia forza, ho continuato a camminare a testa alta.
Poi un giorno mi sono sentita abbandonata da chi aveva promesso di restarmi sempre accanto.
E così dopo questo dolore, che inizialmente non sono stata capace di affrontare, mi sono rifugiata in un mondo tutto mio.
Lì il cibo era mio amico, mi faceva sentire bene, mi faceva sentire amata.

Poco tempo dopo però si era sviluppata una grande grave dipendenza. Un circolo vizioso.
Il cibo mi dava gioia ma mi rendevo conto che mi stava anche uccidendo.
Così dopo tanti tentativi, tante lacrime e dolore, ho imparato che il cibo da tanto piacere, ma che bisogna saperlo dosare.

L’obesità è la malattia del cuore. Non è mangiando che si colma il vuoto che sentiamo. Il cibo ci dà gioia momentanea, ma siamo noi che dobbiamo costruire la nostra felicità, giorno per giorno.
Ricordatevi, nulla può riempire un vuoto però possiamo imparare a convivere con quel dolore e imparare ad amarci per quello che siamo. Perché siamo tutte stupende.

Donatella Fenio

Mi chiamo Donatella Fenio, sono nata a Salerno. E sono una persona molto positiva. Odio ogni tipo di discriminazione, ed amo scrivere. Ho già pubblicato il mio primo romanzo Il segreto di Gabrielle Ross un thriller erotico che parla della violenza sulle donne. Amo la vita e tutte le sue sfaccettature.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: