I RACCONTI DELL’ANIMA: ELEONORA SCANU. UN GRANDE DOLORE MI HA FATTO INIZIARE UN NUOVO PERCORSO DI VITA

Eleonora, dolcezza e sensibilità, grinta e forza in una giovane donna di 46 anni che è riuscita a ricostruire la sua vita dopo un grande dolore che ha segnato la sua esistenza. A quel punto ha dovuto decidere se farsi travolgere o reagire. Ha deciso di reagire, di andare oltre, di rinascere e di ricostruire la sua vita con una grande determinazione senza mai dimenticare la sua delicatezza d’animo e il suo dolcissimo sorriso. Un sorriso sincero, coinvolgente che nasce dall’anima e che scalda il cuore di chi lo riceve.

Foto di Piero Beghi

Come hai vissuto il tuo corpo nell’infanzia e nell’adolescenza?

Io sono uno di quei casi che ha vissuto sulla pelle il fatto di essere criticata a prescindere dalla forma del corpo. Nell’infanzia ero eccessivamente magra e tutti mi dicevano che dovevo mangiare di più altrimenti non sarei mai cresciuta.

Durante l’adolescenza, quando le mie compagne di scuola erano già tutte ben formate, io ero una ragazzina con un corpo senza nessuna forma e per questo avevo difficoltà a essere accettata nelle certe cerchie “in”, anche se non mi è mai interessato perché avevo la mia bella compagnia di amicizie con cui mi sono sempre trovata benissimo e ho vissuto la mia adolescenza serenamente come tutte le mie coetanee.

Ricordi qualche episodio che ti ha ferito profondamente? Come hai reagito?

Dopo i 30 anni il mio peso ha iniziato ad aumentare. Una conoscente mi vide cambiata e me lo fece notare senza alcun tatto e con parole dure. Io rimasi talmente tanto sbigottita che dalla mia bocca non sono riuscita a pronunciare mezza parola in mia difesa. Mi sono sentita letteralmente aggredita nel mio intimo. Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di giudicare una persona perché in sovrappeso, figuriamoci se poi lo fa in modo aggressivo.

La tua famiglia, quanto è stata importante nel tuo percorso di vita? Ricordi qualche episodio in particolare in cui ti sei sentita protetta da loro?

La mia famiglia è stata molto importante nel mio percorso di vita, sono sempre stata legata a loro e loro hanno sempre cercato di proteggermi dal mondo anche se c’erano volte in cui non condividevano le mie scelte di vita, ma hanno sempre rispettato le mie decisioni. Forse hanno sempre cercato di proteggermi dalle cattiverie gratuite della gente. Ma quale genitore non lo farebbe?

Ad oggi comunque posso dire di essere diventata una donna forte che non si fa condizionare dai giudizi e dalle critiche altrui. Se non rispondo quando qualcuno cerca di ferirmi non è certo per debolezza, è che non voglio sprecare il mio tempo e la mia energia in discussioni sterili, quindi vado avanti dritta per la mia strada. Purtroppo 2 anni fa ho perso entrambi i miei genitori nel giro di due mesi. È stato un dolore lacerante. Ma è stato proprio grazie a quel dolore che sono dovuta per forza uscire dalla mia comfort zone e iniziare un nuovo percorso di vita che mi ha portato a scoprire il mondo delle fotomodelle curvy.

Cosa ti ha spinta ad uscire dalla tua comfort zone per rimetterti in gioco e come sei diventata una fotomodella Curvy?

La perdita dei miei genitori a così pochi mesi di distanza l’uno dall’altro è stato un dolore lacerante. La scelta era la mia: o mi facevo travolgere da quel dolore o cercavo di aggrapparmi a qualcosa per riuscire a sopravvivere. Fondamentale la mia amicizia con Stefania, una fotomodella curvy, che mi ha spinta in questa nuova avventura e in questo mondo per me totalmente nuovo. Ho sempre pensato che la bellezza non dipendesse dalla taglia, ma da qualcosa che va oltre un corpo fisico, quindi mi sono detta: perché non provare?

Come fotomodella Curvy quale genere preferisci e perché?

Il genere che preferisco è il genere boudoir, proprio perché dimostra che anche una donna curvy può essere sensuale indipendentemente dal numero scritto sulla bilancia.  La sensualità non sta in un corpo perfetto, la sensualità sta in un sorriso, in uno sguardo, sta nell’anima, è qualcosa che parte da dentro di noi indipendentemente dalla forma fisica e dal peso.

Cosa ha significato per te essere una delle 12 modelle scelte per il calendario “Curvy Love, Total White” 2023 di Piero Beghi?

Il fatto di essere scelta da Piero per il calendario “Curvy Love Total White” 2023 è stato emozionante e formativo nello stesso tempo. Formativo perché, non solo ho avuto modo di scattare con un professionista che ha sempre molto da insegnare, ma anche perché ho avuto l’opportunità di conoscere altre modelle curvy, ognuna con la sua storia, ognuna con il suo vissuto. È stato un momento di confronto molto intenso, molto empatico e sono nate delle belle amicizie.

Oggi cosa pensi di te stessa?

Nonostante la grande soddisfazione per avere partecipato a questo calendario molto famoso nel mondo delle curvy, non sono ancora soddisfatta del mio corpo che definisco “in evoluzione“, ho ancora qualche difficoltà talvolta ad accettarmi. Quello dell’accettazione di sé, per una persona che ha avuto un vissuto come il mio, non è un percorso facile. Sono sempre alla ricerca costante della migliore versione di me. Alcune mattine mi sveglio che sono carica a mille, altre mattine mi sveglio immersa nella tristezza. Il mio umore è ancora molto altalenante e questo talvolta condiziona le mie giornate.

Ti reputi una donna felice? Hai un progetto o un sogno che vuoi assolutamente realizzare nel tuo futuro?

Per me la felicità non è un equilibrio facile da raggiungere ma io non demordo e vado avanti perché nel cassetto ho tantissimi sogni che vogliono essere realizzati e attualmente il sogno più importante su cui sto concentrando la mia attenzione e le mie energie è quello di riuscire a trovare un lavoro dove possa finalmente esprimere la tutta la mia creatività, che mi faccia viaggiare e che mi porti a vivere esperienza che siano costruttive e che vadano ad arricchire la mia esistenza.

Che donna vorresti essere tra 20 anni?

Non riesco a fare progetti così a lungo termine. Però tra 20 anni vorrei vedermi serena, appagata, gratificata in un posto dove c’è il mare e sicuramente anche un gatto. Amo moltissimo i gatti. Attualmente vivo con un gatto, lo adoro. Quello che il mio gattino riesce a darmi in termini di calore e di affetto è qualcosa di unico e anche di terapeutico. So che chi condivide la propria abitazione con un cane, un gatto o qualsiasi altro animale domestico mi capisce perfettamente.

Lascia un messaggio a tutte le lettrici e i lettori del blog di Curvy Pride che ancora hanno difficoltà ad uscire dalla propria comfort zone per mostrarsi al mondo, nella loro unicità, senza temere il giudizio altrui.

La vita probabilmente non è una sola, ma noi viviamo su questa terra nel qui e ora. Dobbiamo godere ogni attimo della nostra esistenza e dovremmo riuscire a farlo senza paure, senza temere il giudizio degli altri, senza farci influenzare da chi ci vuole diverse o da chi ci investe di aspettative che sono lontane da come noi siamo veramente. Noi abbiamo il diritto di vivere la vita che piace a noi, quella vita che ci rende felici e di assaporare la sua bellezza ogni attimo.

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Ringraziamo tutte le socie e i soci che contribuiscono alla crescita del Curvy Pride Blog, impegnandosi nel volontariato.

Laura De Vincentis è parapsicologa e modella curvy.
A 52 anni conosce un famoso fotografo italiano e inizia la sua carriera come modella curvy, acquisendo una nuova consapevolezza di sé, imparando ad amare e accettare il proprio corpo incondizionatamente. È attiva contro il body shaming e la discriminazione basata sull’aspetto fisico.
Fin da piccola ha una passione per la danza classica che inizia a studiare a 50 anni; è inoltre autrice di un goloso blog di cucina.
“È per me un onore fare parte della grande famiglia di Curvy Pride, perché mi permette di condividere il mio percorso di vita e stimolare le persone, attraverso la mia esperienza, a credere in se stesse, ad amarsi e soprattutto a tirare fuori i sogni dal cassetto per realizzarli con la forza dell’intenzione. Perché volere è potere!”
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DONNE A TUTTO TONDO: FABIANA SACCO.

Tondo rimanda a qualcosa di perfetto. Pensate solamente al cerchio di Giotto. A tutto tondo indica ciò che può essere visto, osservato e contemplato da tutti i lati e le donne, a partire dalle loro forme fino ad arrivare al loro universo più completo, ne rispecchiano in pieno il concetto. Obiettivi, speranze, sogni, delusioni e amore. Sì, perché l’amore è tondo. Non lo sapevate?

Ospite di oggi: Fabiana Sacco.

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente la donna di cui vi voglio parlare oggi ed è stato un fulmine a ciel sereno. Gli occhi luminosi, che brillano anche dietro le lenti degli occhiali, la simpatia coinvolgente e un sorriso contagioso mi hanno conquistata da subito. Un’amica che accoglie, con la quale potersi aprire e confidare. Questa la prima sensazione che ho avuto conoscendola e che non è mai cambiata nel tempo, anzi, si è consolidata sempre più.

Fabiana è una donna che ha saputo trasformare le difficoltà della vita in opportunità e non credo sia stato sempre facile, ma di sicuro è stata supportata dalle sue doti: tenacia, determinazione, intraprendenza e, soprattutto, apertura verso il mondo.

Non voglio dilungarmi con il troppo personale, ma se voi, intanto, volete conoscere di più della vita di Fabiana potete andare a curiosare qui.

Diamo il via alle domande. Pronti?

“Essere belli”. Per te, che hai curato anche l’aspetto estetico, dunque esteriore delle donne, cosa vuol dire veramente?

Sono stata estetista per più di 25 anni. Essere belli per me significa essere in equilibrio tra come ci sentiamo dentro e come ci presentiamo al mondo. Per anni il mio lavoro è stato prendermi cura della bellezza esteriore delle donne poi, diventando una Coach, ho imparato a prendermi cura di quello che siamo dentro. Siamo fatti di tante sfumature e l’aspetto esteriore di una persona per me è importante tanto quanto quello interiore: mi piace vedere persone pulite, con le mani e i piedi in ordine, senza peli superflui e con la giusta quantità di trucco. So che oggi ci sono donne che vanno fiere dei loro peli e li portano in giro con orgoglio e va benissimo così, ma i 25 anni passati con certi standard di bellezza hanno lasciato il segno e, per me, i peli anche no! Detto questo non giudico nessuno, dico solo la mia. Son gusti.

Da estetista a coach. È veramente un cambiamento di direzione oppure si tratta dell’altra faccia dello stesso… benessere?

Quando ho intrapreso gli studi per diventare Coach ho lavorato molto su di me e su tutte le esperienze passate. Mi è stato chiesto di unirle tramite un fil rouge per capire come avrei potuto usarle nel mio nuovo ruolo. Non ho capito subito quanto il mio lavoro di estetista sia stato in realtà davvero prezioso per essere chi sono oggi, ma poi ho realizzato che le mie clienti venivano da me con dei bisogni che andavano oltre l’essere depilate o smaltate: vedersi più curate faceva bene alla loro anima. Le mie coccole, quando le massaggiavo, vibravano ben oltre la superficie della loro pelle. Erano momenti che si regalavano per stare bene con se stesse. È palese che fare l’estetista e fare la coach siano due professioni completamente diverse che richiedono competenze tecniche diverse, ma in effetti hanno a che fare con la Persona. L’importante è cercare di tirare fuori la bellezza intrinseca di ognuno e con il far sentire meglio chi si affida a me.

L’Associazione Curvy Pride ora fa parte della tua vita. Puoi dirci per quali motivi è nato questo legame e, soprattutto, di cosa ti occupi.

È stato un caso. Anche se il caso non esiste. Cercavo argomenti su IG legati alla parola CURVY e mi sono imbattuta sul profilo dell’associazione. Sono rimasta colpita dalla mission e ho pensato che questa iniziativa fosse perfettamente in linea con me, il mio lavoro e i miei valori. Ho scritto un messaggio per sapere se e come poterne fare parte e da lì è cominciato tutto. Ho messo a disposizione tutte le mie competenze di coach, di esperta di social e creazione di contenuti. Oggi mi occupo del blog, controllo gli articoli che arrivano, li sistemo, li pubblico e li condivido sui social.  Aggiorno periodicamente il sito, gestisco il calendario eventi e scrivo la newsletter mensile. Ogni mese conduco una riunione su Zoom dedicata alla crescita personale, all’autostima e all’amore per se stessi. Creo grafiche e molto altro. Insomma, è un lavoro impegnativo ma la mia soddisfazione personale è ripagata dalla grande stima che le persone che mi conoscono, anche in queste occasioni, nutrono per me. Grazie a tutto questo lavoro ho imparato una miriade di nuove competenze e il mio curriculum si è arricchito di decine di skills professionali. Meraviglioso!

Hai partecipato alle trasmissioni televisione “I SOLITI IGNOTI” e “ESTATE IN DIRETTA”. Che tipo di esperienza è stata e come ti è venuta l’idea?

Per i SOLITI IGNOTI sono stata contattata attraverso l’Associazione. È stata una bellissima esperienza portare in televisione il mio lavoro di CURVY COACH, un lavoro che ho creato direttamente sulla mia pelle e che rispecchia in toto chi sono e quello che amo fare: aiutare le persone, in particolare le donne, a ri-trovare l’autostima e vedere quanto valgono, al di là dell’aspetto fisico, per riuscire a vivere finalmente le loro esistenze da protagoniste. Per ESTATE IN DIRETTA, invece, sono stata contattata direttamente dalla RAI. Mi avevano vista in quella puntata con Amadeus e gli sono piaciuta. Questo è stato uno dei momenti top del 2022, dalla redazione mi hanno fatto un sacco di complimenti per come mi sono posta e per ciò che ho trasmesso. Davvero emozionante!

Le donne, non solo le curvy, ma oserei dire tutte le minoranze, sono da sempre bersaglio di commenti inopportuni. Bullismo e body shaming sono solo alcuni aspetti. Pensi che l’essere consapevoli dei propri limiti e possibilità possa aiutare a contrastare il fenomeno? Eventualmente come?

Premesso che vorrei un mondo in cui nessuno debba più sentirsi in dovere di dare spiegazioni agli altri per come è fatto, sono certa, e lo vivo ogni giorno sulla mia pelle, che essere sicuri di sé, vivendo in piena consapevolezza il proprio valore e di quanto di bello e buono possiamo dare al mondo, sia l’unica strada per farsi scivolare addosso qualsiasi critica. Lo dimostra il fatto che io, pur essendo una taglia xxl, ho realizzato nel mio piccolo cose che mai avrei immaginato. Non è come siamo fatti che ci può impedire di vivere al meglio, sono i limiti mentali che ci imponiamo le vere catene. Guardiamo per esempio la grande Oprah Winfrey: se avesse lasciato perdere la carriera perché sovrappeso non sarebbe diventata la potenza che è oggi!

Hai altri progetti in cantiere? Si possono dire?

Tanti! Sogno di avere una mia trasmissione televisiva o radiofonica e di organizzare conferenze sull’autostima, per trasmettere a tutti coloro che vorranno partecipare quanto sia fondamentale puntare su di noi e sulle nostre unicità. Se l’ho fatto io, lo possono fare tutti. Con una buona guida, una giusta ispirazione e con tanta voglia di stare bene si realizzano cose incredibili!

Hai un messaggio a cui tieni particolarmente che ci vuoi donare?

Che è necessario trovare la forza e la consapevolezza dentro di noi. Smettiamo di delegare la nostra felicità ad altri: non è il loro giudizio che conta, ma il nostro. Diventiamo le persone che sogniamo di essere e tutto accadrà. C’è una frase che mi piace e che ripeto sempre ai miei corsi: invece di pensare: quando avrò successo sarò felice, comincia a pensare: quando sarò felice avrò successo!

Ringrazio moltissimo Fabiana per i suoi consigli, la disponibilità nel rispondere alle mie domande e alla simpatia che, non avevo dubbi, traspare anche dalle sue risposte. Ve l’avevo detto che era simpatica, no? Questa intervista, come tutte le altre che ho avuto piacere di fare, mi ha fornito numerosi spunti per nuovi argomenti da approfondire in seguito: quanto può aiutare un supporto efficace e professionale, quanto questo può essere utile per accrescere la propria autostima e quanto può essere importante il saper ritrovare il vero io interiore. Superare i limiti che spesso imponiamo a noi stessi, e che diventano vere e proprie barriere: età, colore e forma, è un programma niente male da intraprendere e che mi interessa molto, anche a livello personale. Spero di poter avere ancora ospite Fabiana nella mia rubrica.

Se volete, potete contattare Fabiana Sacco sulla sua pagina Facebook , sul suo profilo Instagram e, se avete bisogno di consigli personali, potete scriverle a questo indirizzo mail.

Inoltre, se non siete ancora soddisfatti e oltremodo curiosi… andate a sbirciare Pillole di autostima, su Tik tok.

FINE.

La vera libertà è essere quelle che siamo. Sempre.

Per essere la protagonista del prossimo articolo SCRIVIMI QUI

Sono nata nel 1968 – contate in silenzio – a Roma.
Mi muovo esclusivamente con i mezzi pubblici perché non guido e non potrei mai vivere senza Trastevere, il Colosseo, le stupende fontane della Capitale e i fastidiosi sampietrini.
Da che ho memoria ho riempito di scarabocchi tutto ciò che ho avuto la fortuna, o la sfortuna fate un po’ voi, di avere a portata di mano: dal muro di casa dietro il divano del soggiorno (avevo quattro anni), a ritagli di carta, quaderni e diari. Da allora è stato un susseguirsi di poesie, racconti, romanzi e favole per bambini, il tutto condito da premi, pubblicazioni e gratificazioni varie.
Golosa di dolci e di emozioni. Amante di viaggi e fotografie. Adoro Vasco e i Queen… sì, lo so che sono agli antipodi, ma così è!
Se vuoi contattarmi in privato, scrivimi qui: cristiana.ian@libero.it

LE DIS-AVVENTURE DI ESTELA: QUANDO IL CORPO DIVENTA IL TUO CURRICULUM LAVORATIVO 

Tra le mie memorie di Facebook qualche giorno fa era venuto fuori un mio piccolo testo che parlava esattamente di questo e della brutta esperienza che avevo vissuto ad un colloquio solo perché sono grassa. E per chi si ritrova ad essere incredulo già con queste poche righe, sappiate che non è successo soltanto una volta e non solo a me. 

In quel periodo mi ero preoccupata soltanto di insultare animatamente la persona, oggi mi fermo a pensare al collegamento che c’è tra il mio corpo ed il saper fare o imparare una mansione. Perché una persona si è trovata nel diritto di dirmi che non mi avrebbero assunta perché ero grassa. E me lo hanno detto in faccia, senza pensarci due volte. 

Le persone si sono fissate talmente tanto con l’idolatria dei corpi che si sono dimenticati che c’è ben altro. Non riescono a vedere oltre, si soffermano a guardare la copertina del libro senza dare una possibilità a quello che c’è scritto già dando per scontato che non ne vale la pena. 

( Google immagini)

Siamo stati così tanto denigrati, messi da parte e insultati per essere grassi che la gente quasi ci evita come la peste. Oggi un po’ meno, ma fino a qualche anno fa, prima che la body positivity riuscisse ad avere voce, era terribile e questo ha influenzato anche il mondo del lavoro, facendo credere ai datori che una persona grassa fosse pigra o le peggio cose. 

Questa non è nemmeno una realtà soltanto italiana, ma mondiale. Mi è successo in Brasile per ben due volte e poi qui in Italia. Non è soltanto un bigottismo fermo in qualche realtà, ma è qualcosa di globale e questo mi fa pensare quanto davvero abbiamo fatto progressi sull’inclusione. D’altronde è la parola del momento, usata da tutti ma praticata da pochi.  

I datori di lavoro che mi richiamavano per il colloquio, una volta che si ritrovavano di fronte una persona fuori dai canoni estetici, non sapevano dove guardare, come reagire e decidevano di incollarsi sul viso un sorriso altamente falso ed imbarazzante mentre la loro mente cercava una qualche scusa. 

Alcuni mi hanno risposto che SICURAMENTE non avrei retto il lavoro perché si doveva stare tanto in piedi. In una profumeria mi hanno informata che preferivano persone agili e piacevoli in modo da attirare la clientela. Ma quello che mi è piaciuto di più è stato il capo cuoco di un ristorante che mi ha detto sfacciatamente che le cose le dovevo preparare e non mangiarle. Perché per lui io mi sarei fatta fuori tutti i piatti dei clienti, sta di fatto che non mi hanno preso a lavorare nemmeno lì. 

Per la società la persona grassa continua ad essere sinonimo di pigrizia, poca agilità, mostri da tenere in un circo e soprattutto dei mangioni senza controllo.  

(Immagine google)

Certo, non possiamo generalizzare perché ci sono persone che soffrono di obesità patologica grave che non riescono a camminare o comunque non riescono ad essere autosufficienti, ma di solito dietro a queste situazioni esistono traumi ben più profondi che comunque non ci è permesso giudicare. 

Ma togliendo questi casi siamo abilissimi come chiunque altro, abbiamo studiato come chiunque altro, dobbiamo lavorare come tutti e siamo consapevoli delle nostre capacità senza aver bisogno di essere emarginati.  

Non sono qui per puntare il dito contro tutti i datori di lavoro, perché so che non tutti sono così, ma in ogni categoria esistono sempre le pecore nere e sono cose di cui si deve parlare. Perché fino a quando ci saranno persone grasse discriminate esisterà un problema che va sanato il prima possibile. Ma spesso chi subisce questa forma di body shaming ha vergogna di parlarne e quando decide di farlo, quasi sempre non viene ascoltato o viene liquidato con la solita frase – se non ti va bene come sei dimagrisci– dando per scontato che perdendo qualche chilo tutto si risolverà in un batter d’occhio e senza tener conto che quello della perdita di peso non smuove soltanto il fisico, ma soprattutto la parte psicologica. 

Non lasciate che un corpo vi condizioni nel giudizio sulle capacità, nelle persone c’è molto di più ed ogni essere umano è un mondo a sé.  

Leggete i curricula e concentratevi sulla professionalità, non su come è fatta. Il mio corpo non ha niente a che fare con le mie capacità professionali e io non vado d’accordo con gente giudiziosa che si ferma all’apparenza. 

Un sagittario di quelli che il suo segno zodiacale lo vivono. Amante dei viaggi, delle cose belle della vita e delle emozioni forti che le facciano sentire l’adrenalina del vivere. Estela è ancora cerca della sua strada e della sua vera vocazione, anche se crede che potrebbe fare la scrittrice per sempre.   

Ringraziamo tutti coloro che si impegnano per la crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.   

I RACCONTI DELL’ANIMA: LAURA DI DONNA. LA VITA COMINCIA QUANDO ABBIAMO IL CORAGGIO DI USCIRE DALLA NOSTRA COMFORT ZONE

Oggi conosciamo Laura, una dolcissima donna di 40 anni che è riuscita a rinascere grazie alla sua determinazione. Laura, una storia di body shaming, che entra come una lama affilata di coltello nell’anima. Ma un giorno ha detto basta, ha deciso di regalarsi una possibilità per essere felice e per essere la donna che sognava di diventare. Ce l’ha fatta. Ora volteggia leggera e sorridente tra i tanti shooting fotografici che le vengono proposti, con mille sogni colorati nel cassetto che aspettano di essere realizzati.

Foto di Piero Beghi

Che rapporto avevi da bambina e da ragazza con il tuo corpo?

Ho sempre avuto un brutto rapporto con me stessa sin dalla mia infanzia. Avevo tanta insicurezza, disagio, incapacità di accettare i miei difetti. Sono sempre stata, una bambina prima e una ragazza poi, di quelle che vengono definite “in carne”. In adolescenza è stato un continuo alternarsi di diete e di abbuffate senza controllo. Superati i 30 anni ero arrivata a pesare di più di 80 chili. Mi sentivo così affranta che avevo smesso anche di pesarmi. Non so esattamente cosa mi era scattato in testa, ma di una cosa ho sempre avuto la certezza: mangiavo tanto e male. Mi rifugiavo nel cibo, mi faceva stare bene mi sentivo felice, era un surrogato d’amore.

Cosa ti ha spinta ad uscire dalla tua comfort zone per rimetterti in gioco?

Solo da pochi anni, in età adulta, ho iniziato a capirmi, ad amarmi e apprezzarmi. Era l’aprile del 2021, una mattina mi sono svegliata, mi sono guardata allo specchio e in quel momento ho acquisito la consapevolezza che non mi stavo amando ma mi stavo annullando come donna e come persona. Da lì, è scattato in me qualcosa. Ho iniziato a perdere chili, ne ho persi tanti. Ovviamente alternavo momenti in cui perdevo molto peso a momenti di stallo vorticoso. Ma ho tenuto duro, ho iniziato con tenacia a fare sport. Ho dovuto imparare a essere bella, a credere in me stessa, ad accettarmi malgrado tutto e tutti.

È stato un lavoro che ha richiesto molto impegno, molta consapevolezza ma soprattutto ho dovuto imparare ad amarmi. Ho imparato anche perdonarmi, a essere più comprensiva verso me stessa perché la perfezione, i canoni estetici prestabiliti, non esistono. Sono riuscita a perdere 30 chili. Non sono una taglia 40 ma adesso finalmente posso dire che mi piaccio e che mi amo.

Che rapporto hai con la macchina fotografica?

Sono una donna molto timida eppure desideravo tanto fare un servizio fotografico, ma qualcosa mi bloccava. Davanti alla macchina fotografica provavo un grandissimo imbarazzo, mi irrigidivo. Eppure mi sono regalata questa chance, ho provato a mettermi in gioco, mi sono buttata e lo shooting è andato benissimo! Non lo avrei mai pensato.  Il mio primo shooting l’ho fatto con Piero Beghi, quello che io oggi definisco il mio padrino. Ecco, la mia carriera come fotomodella è iniziata in quello studio di posa un anno fa. Le mie sensazioni quella volta erano tantissima ansia ma anche tantissima emozione perché un mio sogno si stava realizzando.

In seguito, guardando le foto, mi sono accorta di tante mie caratteristiche che avevo sempre sottovalutato, ma che in realtà erano punti di forza a me sconosciuti sino a quel momento. Con il tempo mi sono appassionata a questa bellissima arte e appena posso mi dedico agli shooting fotografici.

Ho imparato a muovermi meglio davanti all’obiettivo, a non temerlo più. Ho capito che l’empatia tra fotografo e modella è molto importante perché, quando mi sento a mio agio, le foto esprimono al meglio la mia personalità, le mie caratteristiche, esaltano i miei punti di forza e soprattutto esprimono quella che è la mia anima solare, leggera, romantica, sognatrice con una punta di rock. Attraverso i miei scatti vorrei fare capire che è fondamentale amarsi e avere un buon livello di autostima per sentirsi più sicuri e più felici nell’affrontare la nostra quotidianità.

Cosa ha significato per te essere una delle 12 modelle scelte per il calendario “Curvy Love, Total White” 2023 di Piero Beghi?

È stata un’emozione intensa, un misto di magia, sorpresa, incredulità e tantissima euforia. Io sono stata abbinata al mese di Marzo e in questo mese compio 40 anni. Ecco il mio regalo! Quale gioia più grande per un compleanno “importante”?

Quando oggi ti guardi allo specchio che donna vedi? Ti reputi una donna felice?

Vedo una donna che è caduta tante volte ma che si è rialzata sempre. Sempre più bella, sempre più forte. Oggi sono serena e sono felice dell’equilibrio che sono riuscita a raggiungere. La felicità è costituita da attimi, da momenti dove assaporo emozioni intense che mi danno la conferma della bellezza del vivere.

Che donna pensi di essere tra 10 anni?

Una donna che ha realizzato i molti sogni e progetti che sta tirando fuori dal cassetto. E soprattutto spero di continuare a evolvere come persona e di poter mantenere ben salda la fiducia in me stessa e nel mio futuro.

Lascia un messaggio a tutte le lettrici e i lettori del blog di Curvy Pride che ancora hanno difficoltà ad uscire dalla propria comfort zone per mostrarsi al mondo, nella loro unicità, senza temere il giudizio altrui.

Care e Cari, abbiamo bisogno di uscire dal nostro rifugio, finché restiamo lì non c’è miglioramento. Proviamoci! Io stessa sono l’esempio che la vita inizia nel momento in cui si prende il coraggio di espanderci oltre i confini di una comfort zone che troppe volte ci limita e ci soffoca.

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Laura De Vincentis è parapsicologa e modella curvy.
A 52 anni conosce un famoso fotografo italiano e inizia la sua carriera come modella curvy, acquisendo una nuova consapevolezza di sé, imparando ad amare e accettare il proprio corpo incondizionatamente. È attiva contro il body shaming e la discriminazione basata sull’aspetto fisico.
Fin da piccola ha una passione per la danza classica che inizia a studiare a 50 anni; è inoltre autrice di un goloso blog di cucina.
“È per me un onore fare parte della grande famiglia di Curvy Pride, perché mi permette di condividere il mio percorso di vita e stimolare le persone, attraverso la mia esperienza, a credere in se stesse, ad amarsi e soprattutto a tirare fuori i sogni dal cassetto per realizzarli con la forza dell’intenzione. Perché volere è potere!”
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SANREMO 2023 E L’INSALATA DEI MANIFESTI SULLA LIBERTÀ

Il palco di Sanremo ha un certo ‘potere politico/mediatico; è stato un’ insalata di temi toccanti, umani, significativi. A prescindere dal fatto che possa piacere o non piacere, il teatro Ariston è stato il palcoscenico giusto perché alla fine ha sempre una notevole risonanza. Sul palco hanno sfilato abiti di alta moda come manifesto di libertà del proprio essere, opere d’arte senza tempo in un mondo in cui c’è ancora bisogno di parlare, di educare, di informare.

Non ha importanza se a qualcuno non piace e avrà da criticare, ci sarà sempre chi ha un’ opinione fuori luogo, diversa, purché dica la sua senza riflettere sull’importanza del messaggio fine a stesso. Dovremmo a volte solo ascoltare, chiudere la bocca, fermare le mani dal digitare insulti e pensare.

Per me Chiara Ferragni merita un applauso e non mi interessa cosa pensate di lei, alla fine la comunicazione fatta da lei o tramite lei ha fatto centro! E con lei mi complimento anche con Chiara Franchini, Big Mama ed Elodie.

PENSATI LIBERA come manifesto generale per farti prendere coscienza, spesso, di falsi diritti, dell’importanza di mettere a conoscenza milioni di persone che spesso sfuggono alla consapevolezza, alla cultura, alle lotte che ci sono dietro qui o nel mondo.

Iniziamo con Il vestito senza vergogna: Riportare l’attenzione sui diritti delle donne, del loro corpo e su come il disporre del corpo femminile dalle stesse sia, purtroppo, ancora considerato discusso e discutibile.

Realizzato negli atelier alta moda Dior il vestito in tulle color carne riproduce con un ricamo trompe l’oeil il corpo di Chiara Ferragni al naturale e liberato da quella vergogna che hanno sempre imposto a tutte, a partire da Eva, la prima donna della storia indotta a provare vergogna.

Questa illusione di nudità vuole ricordare a tutte:

  • il diritto e l’uguaglianza di genere che hanno nel mostrare, disporre di se stesse senza doversi sentire giudicate o colpevoli.
  • chiunque decida di mostrarsi, o sentirsi sexy non autorizza nessuno a giustificare le violenze degli uomini o ad attenuarne le colpe.
  • Questo è il corpo di una donna non un oggetto del desiderio o che istiga al peccato. Questo è il corpo di tutte. Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Il terzo abito indossato da 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗻𝗶 è dedicato ai diritti umani: un long dress di velluto nero, decorato da una collana a forma di 𝘂𝘁𝗲𝗿𝗼, è il simbolo dell’attivismo per i diritti riproduttivi: perché l’accesso all’aborto sicuro e alla procreazione assistita è una questione di diritti umani a cui NON dobbiamo rinunciare in quanto ogni essere umano deve avere la possibilità di prendere liberamente le decisioni sul proprio corpo.

Il terzo abito esprime la donna e madre guerriera ovvero essere donne senza dover essere considerate solo delle madri. La lotta femminile contro la colpa di voler conciliare tutto (lavoro-famiglia-hobby) e non essere considerate solo apparati riproduttivi è la scelta per cui combattere ogni singolo giorno!

E poi lo spettacolo di Chiara Franchini: “Ti desidero così tanto che sarai una delusione” col monologo sulla maternità, sulla inadeguatezza nostra o indotta dal pensiero collettivo: “Arriva un momento nella vita in cui è chiaro che sei diventato grande. Quando hai un figlio. Ora, io un figlio non ce l’ho però credo che sia una di quelle cose dopo la quale è chiaro che non potrai essere più giovane come quando avevi 16 anni, col liceo, la discoteca e il motorino. C’è un momento in cui tutti intorno a te cominciano a figliare, una valanga. Ma inizia sempre da una che lo sapevi sarebbe diventata mamma prima di tutte. Quando qualcuno ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata, non sai mai che faccia fare. Quando qualcuno ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata, c’è come qualcosa che ti esplode dentro, un buco in mezzo agli organi vitali, e mentre accade tutto questo tu devi festeggiare, perché la gente incinta è violenta e vuole soltanto essere festeggiata. E non c’è spazio per la tua paura e la per la tua solitudine: tu devi festeggiare, come l’albero di Natale che tengo nel mio salotto, un albero di Natale sempre acceso, un albero di Natale assolutamente insensato che continua ad accendere le sue lucine anche a luglio, fuori tempo massimo. Una festa continua senza nessuna Natività. No, ancora non sono una mamma. Ma quanto mi è costato diventare come sono, e quanto costerà a te. E in mezzo a tutto questo bisogno di arrivare, in mezzo a questo amore a questa vita io, io, forse non so più dove metterti. O forse penso che sei tu che non vuoi venire da me perché pensi che io mi sia dimenticata di te, che io mi sia dimenticata della vita.continua

Per finire Big Mama con Elodie che attraverso la musica, la canzone American Woman vogliono parlare di body shaming e bullismo. Big Mama racconta in alcune interviste che: «Da piccola mi chiamavano cicciona, ora guardate come sono figa». A discapito di quelli che hanno ancora avuto il coraggio di criticarla per il suo peso sostengo che in fondo, per riassumere questa insalata di manifesti, cosa facciamo della nostra vita è affar nostro e che forse, le persone invece di parlare delle vite degli altri (perché ti fai i capelli rosa, perché sei dimagrita.. ecc) dovrebbero leggere di più e parlare di altre cose. Vi do uno spunto: leggiamo un libro sulla coltivazione delle verdure e scambiamoci opinioni.! 😉

Questo articolo è scritto da Valentina Parenti che dedica il suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog. Un grazie a tutti i soci e le socie che si impegnano nel volontariato.

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Valentina Parenti , sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale, per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.
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