AMICI VIP – SIMONA IZZO

“Eccomi qui davanti allo specchio. Senza riflettori. Senza copione. Senza trucco. Solo con me stessa. Con le mie curve. E con voi Femme. Prima di incontrarvi con Marianna al Curvy Concept Store, provo per una volta a intervistarmi da sola…” 

Chi è la donna che vedi nello Specchio? Tutte le donne che ho dentro di me… dipende dal mio stato d’animo: se sono triste non mi guardo allo specchio, quando mi guardo mi sorrido…

Che donna sei? Appassionata.

Come sei diventata la donna che vedi? Vivendo, soffrendo, ridendo e piangendo molto.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo follemente la mia infanzia, circondata da una madre bellissima un padre affascinante e acuto, con una gemella  migliore di me, due sorelle più piccole bellissime (le bambole della mia vita)! Odio il giorno in cui ho compiuto trent’anni: avevo appena divorziato, mi sentivo molto sola, mi aggrappavo a mio figlio come fosse l’albero della vita… lui mi ha salvata…

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Ti piaci? Non sempre…

Cosa ti piace di te? Le tette, la mia energia psichica (quando ce l’ho) e la tenacia.

Cosa cambieresti invece? I periodi bui, la malinconia che mi attanaglia ogni tanto e le crisi di panico.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Difficile, ma ogni tanto ne sono fiera! So di occupare uno spazio scenico e mi impongo con la mia stazza e la mia altezza.

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E con la bilancia?  La frequento tutti i giorni: la sfido, la inganno appoggiandomi al muro, la spizzo, la sbircio…ma non ne potrei fare a meno: sono bilancia dipendente!

Come ci convivi con la taglia? Detesto i numeri alti, adoro le taglie americane: 12 sta per 46 etc…

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? Determinante sentirmi in ordine: capelli puliti, faccia appena truccata, manicure e pedicure perfetti… ma non puoi essere a posto sempre, non ho questa ossessione.

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Simona e il cibo. Ho un rapporto discontinuo: a volte mangio in modo compulsivo, altre detesto il cibo… quando una persona che amo sta male, io smetto di mangiare e bevo solo latte: credo sia una consolazione infantile.

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Ai dolci, alle cotolette, alle patatine fritte, al riso al latte (torna sempre l’infanzia…!)

A cosa non sai rinunciare? Al latte nel caffè, alle noccioline nei frigobar degli alberghi, al cioccorì…

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? Ho una forte ansia di accettazione, credo che gli altri la percepiscano e ne siano lusingati. Mi piacciono le persone comunicative e odio i musoni, i silenzi ingiustificati, i seduttori volontari… ma anche gli indifferenti e gli avari… di tasca e di cuore.

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Quanto conta il giudizio degli altri? Il giusto, ma se hanno un giudizio negativo nei miei confronti cerco di farglielo cambiare…

Cosa ti fa soffrire?  La precarietà del mio lavoro, certe afasie intellettuali, certi assopimenti dell’intelligenza, un deficit dell’attenzione di cui soffro quando mi annoio e quando vengo meno alle aspettative che ho su me stessa.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Molliccia, perché è una condizione non solo fisica.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? Non ci sono geometrie, tanto meno rette… al massimo percorsi ad ostacoli, ma le curve fanno sbandare gli uomini: meglio averle!

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Sei felice? Ogni tanto…

Cosa ti rende felice? Una bella dormita. Una bella mangiata. Una notte d’amore. L’abbraccio di mio figlio, i baci dei miei nipoti e gli occhi di mia madre.

Cosa ti manca per essere felice? A volte tutto…

La donna in cui ti rispecchi di più. La mia gemella Rossella: non tutti hanno il privilegio di avere un doppio a portata di mano e di…cuore.

La canzone a cui ti senti più legata. Ci vorrebbe un amico, del mio ex marito.

Il film che ami di più. “Le relazioni pericolose”, perché le relazioni interessanti sono sempre pericolose…

La frase che ti racconta. Un libro di Pavese: ‘’Il mestiere di vivere’’.

Cosa vedi davanti a te? Nipoti, amore, marito, film da fare, libri da scrivere. commedie teatrali da ideare…

Di’ qualcosa a te stessa. Ci penserò domani…mi piace rimandare, ma non all’infinito. Però se posso spengo la sveglia, il cellulare, abbraccio mio marito e mi dico appunto: ci penserò domani. Come Rossella O’Hara in “Via col vento”!

Curves In The Mirror: Simona Izzo

“Here I am, at the mirror. Without reflectors. Without any script. Without make up on. Only myself. With my curves. And with you Femme. Before we’ll meet with Marianna at the Curvy Concept Store, I try for once to interview myself…” 

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Who is the woman you see in the mirror? Every woman I am deep inside: it depends from my emotions, if I’m sad I don’t look the mirror, when I look…I smile at myself.. What kind of woman are you? Passionate. How did you become the woman you see? Living, suffering, laughing and…crying a lot. What do you love and what you hate about your past? I love my childhood, with a beautiful mother and a really interesting and acute father, a twin sister better than me and two beautiful younger sisters (they were my dolls!). I hate my 30’s birthday: I had just divorced and I was feeling lonely, I used to hang on with my son like a tree, he saved me.. Do you like Simona? Not always… What do you like about yourself? My tits, my psychic energy (when I have it!) and my perseverance. What would you change instead? Dark moments, melancholy that sometimes grips me, panic attack. What is your relationship with your body? Hard, but sometimes I’m proud of my body. I know I occupy a scenic space so…I stand out with my height and my body size.. And with the balance? I hang out with her everyday, I challenge and cheat her by leaning at the wall, then I peek her but…I could not live without her: I depend on my balance. How did you live with your size? I hate numbers and love american sizes: 12 it stands for 46 etc. What is beauty and how important is it for you? It’s crucial to me feeling neat, clean hair, make up on, perfect manicure and pedicure. But you can’t always be perfect, it’s not an obsession to me. Simona and food. My relationship with food is irregular: sometimes I eat compulsively, some others I hate food. When someone that I love is feeling bed, I just stop eating and I drink only milk: I think is a kind of childish consolation. What is the thingh you can’t  resist, not only at the table? Desserts, cotolette, french fries, rice and milk…my childhood always returns! What can’t you give up? Milk and coffee, nuts in hotel’s minibar and “cioccorì”. What do you like about the others and what the others like about you? It’s important form me to be accepted, and I believe that people feel it and they are flattered by it. I like comunicative people and I hate moroses, unjustified silences, volutary seducer, but also emotionless and miser people…in pocket and heart. How important is the judgment of other people? The proper value. But if anyone has a negative opinion about me, I try to change his mind! What makes you suffer? Job insecurity, some intelectual illness, some doziness of intelligence, a loss of attention that I suffer when I’m bored…and when I disappoint expettation on myself.. Which adjective bothers you most in relation to your body? Soggy, because it’s not only a body condition. Men and curves. What is the straight line joining? There are no geometry, neither straight lines…maybe obstacle course, but curves make men stray…it’s better to have them!! Are you happy? Sometimes… What makes you happy? A good sleep, an hearty meal, a night of love, my son’s hug, my nephews’ kiss and my mother’s eyes. What do you miss to be happy? Sometimes…everything. The woman in you reflects more. My twin sister Rossella: not everyone has the privilege to have a twin at his fingertips…and heartips! The song that you feel more connected. “Ci vorrebbe un amico” written by my ex hausband (Antonello Venditti) The movie you love most. “Dangerous Liaisons”, because intresting relationship are always dangerous… The sentence that describes you. The Pavese’s book “Craft of Life”. What do you see in front of you? Nephews, love, housband, movie to make, books to write, theatrical shows to create. Say something to yourself. I’ll think about it tomorrow…I like procastinate, but not forever! But if I can: I turn off the alarm clock, I hug my husband and then I say: “I’ll think about it tomorrow”, just like Rossella O’Hara in “Gone with the wind”!

ANDIAMO A MANGIARE UNA PIZZA TUTTE INSIEME?

Appuntamento Giovedì 29 Marzo 2018 in tutta ITALIA!

Tante donne di tutte le taglie e forme ci daremo lo stesso appuntamento in tutta ITALIA e ci collegheremo per condividere la serata attraverso i social!

Abbiamo già fissato la serata in queste città:

  • Bologna (referente Marianna Lo Preiato, presidente Associazione Curvy Pride)
  • Roma (referenti Simona D’Aulerio)
  • Milano (referente Francesca Angelo)
  • Terni (referente Noemi Matteucci, fondatrice di Semplicemente Curvy)
  • Pisa (referente Francesco Simone, fondatore di In Forma Con Le Forme)
  • Provincia di SALERNO (referente Anna Cicalese)
  • Venezia (referente Alessia Tiozzo)
  • Campobasso (referente (Carmen Mastrangelo, fondatrice di Beauty&Curvy)
  • Ferrara (referente Federica Tartari)
  • Termoli (referente Maddalena Tricarico)
  • Provincia di NAPOLI (referente Rossella Scotti)
  • Provincia di GROSSETO (referente Elena Guerrini)
  • Bari (referente Maria Grazia Mongelli)

Chi si offre come referente per altre città? Chiunque può diventarlo !!!

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Per aderire alla serata inviare una mail a curvypride@gmail.com oppure un messaggio tramite i canali social oppure direttamente ai nostri referenti.

E se non potete venire e dovete rimanere a casa sole o in compagnia? Non preoccupatevi. Ordinate una pizza, sedetevi sul divano, accendete pc e cellulari e … STAREMO TUTTE INSIEME!

Vi piace l’idea?

Allora cosa aspettate? CONTATTATECI!

L’idea è di Curvy Pride, associazione nazionale che promuove la pluralità dei modelli di bellezza, e partner di Semplicemente Curvy, Miss Top Curvy, In Forma Con Le Forme e Beauty&Curvy.

STAY TUNNED

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#MyCurvyPride: CHIARA TRAVAGLIONE

Chiara Travaglione è la proprietaria del CURVY PRIDE POINT Fortissimo Intimo di Bologna. Il suo negozio è un punto di riferimento per tutti  i soci dell’Associazione Curvy Pride.

Chi sei? Chiara Travaglione. Una ragazza napoletana di 25 anni, a Bologna da 18, che quest’anno ha deciso di diventare un’imprenditrice.

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Che cos’è per te Curvy Pride?  E’ un’associazione che mi rappresenta al 101%.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Sempre. Sono stata obesa grave per 23 anni della mia vita. Pesavo più di 115 kg e le persone non hanno fatto che ricordarmelo anche solo fissandomi.

Come hai reagito? Me ne sono sempre strafregata. Faceva male, troppo, ma ho imparato con il tempo a far entrare le cose in un orecchio ed a farle uscire dall’altro.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Diciamo che con il tempo cerchi un tuo equilibrio. Con il tempo impari ad accettarti e, casomai, a curare e alimentare tutte le altre cose positive che ci sono.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Bellezza per me è curare se stessi e la propria immagine al punto da sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e con le altre persone. TUTTE POSSIAMO SENTIRCI BELLE. Da quando ho iniziato a lavorare in una boutique, è diventato sempre più importante. Inizialmente era solo per una questione lavorativa, giorno dopo giorno è iniziato a diventare fondamentale l’essere sempre “presentabile”.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Prima che avesse problemi alimentari e dimagrisse così tanto, il mio ideale di bellezza era Angelina Jolie. Meravigliosa in ogni angolo del corpo. Vederla così oggi, mi distrugge.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei che ci fossero sempre più case produttrici che creassero linee sempre più giovanili e sfiziose! Alla portata di TUTTE le tasche! Sono stanca di vedere ragazze o donne giovanili in carne obbligate ad accontentarsi perché troppi pochi pensano a loro!

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Adoro i miei fianchi. Ho una forma a clessidra e mi piace da morire vedere la vita sottile che si allarga in un sedere pieno!

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? LIBERTA’.

Una frase che ti rappresenta? Vivi come se non ci fosse un domani.

 

 

 

 

Curve allo Specchio: Chiara Travaglione

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Vi presento Chiara!

E’ una splendida donna, una bravissima professionista e, soprattutto, una mia solare conterranea.

Se volete scoprire tutti i segreti dell’abbigliamento intimo potete passare a trovarla da Fortissimo Intimo, in via Calcavinazzi, 2E a Bologna. Non ve ne pentirete!!!

Il suo motto è: La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.

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Chi è la donna che vedi nello specchio? E’ una ragazza che sta iniziando a diventare “donna” in tutte le sue sfumature.

Che donna sei? Una donna forte e debole allo stesso tempo.

Come sei diventata la donna che vedi? Attraverso tutte le malelingue che mi hanno sempre ferita e grazie a tutte le persone care che non mi hanno mai lasciata sola.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo il fatto di aver vissuto la vita a pieno anche solo giocando per strada e non rintanata in casa come i bambini di oggi ed amo che nonostante non fossimo benestanti, la mia famiglia non mi abbia mai fatto mancare nulla. Odio solo il fatto di essere stata “strappata” via, ad 8 anni, dalla mia Terra (Napoli) e da tutti gli affetti più cari, per cercare un futuro migliore.

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Ti piaci? E cosa ti piace di te? Direi di sì. Mi piace essere così sognatrice, di stare lì ad occhi aperti ad immaginare la mia vita futura. Mi piace che nonostante tutto, un sorriso riesco a tirarlo sempre fuori. Mi piace la mia determinazione nelle cose, quando mi metto qualcosa in testa non mi ferma più nessuno. Ed infine, mi piace il fatto di esserci SEMPRE per le persone che hanno bisogno di me.

Cosa cambieresti invece? Cambierei la mia troppa insicurezza. L’apatia che a volte si impadronisce di me, annientandomi. Vorrei essere un po’ più egoista e menefreghista. Di riuscire a far prevalere il cervello sul cuore.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Da un paio d’anni è molto cambiato. Sto finalmente iniziando ad amarmi un po’ di più. Ci sono alcune parti di me che adoro ed altre che eliminerei completamente!

E con la bilancia? E’ un rapporto di odio/amore. Non riesco a viverne senza (almeno una volta a settimana) per tenere tutto sotto controllo ma ogni volta che alzo il piede per salirci sento lo stomaco attorcigliarsi! ahahahah

Come ci convivi con la taglia? Ero una taglia 56/58… ora una 46/48. Ancora non mi rendo conto della mia taglia reale. Quando provo dei vestiti mi sento dire: “è grande! Ci vuole una taglia in meno!”.

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Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? Bellezza per me è curare se stessi al punto da sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e con le altre persone. TUTTE POSSIAMO SENTIRCI BELLE. Poi, da quando ho iniziato a lavorare in una boutique, è diventato sempre più importante. Inizialmente era solo per una questione lavorativa, giorno dopo giorno è iniziato a diventare fondamentale l’essere sempre “presentabile”. Non è una questione di peso, ma di volersi bene! Non bisogna mai trascurarsi o essere trasandate. E sapete per chi? Per se stesse!

Tu… e il cibo? È un rapporto di odio/amore anche qui… AMO mangiare ma adesso quando eccedo mi sento in colpa nei confronti del mio corpo e di tutta la fatica che ci ho messo per calare. Con la dieta ho imparato finalmente a mangiare! Posso mangiare tutto quello che voglio sapendo poi come fare a “riparare”.

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? A tavola sicuramente la pasta!! Al di fuori della tavola amo lo shopping e quando vedo quel qualcosa che mi fa letteralmente sbrilluccicare gli occhi, non resisto e la compro!

A cosa non sai rinunciare? Da quando ho iniziato il mio percorso, direi la palestra… un tempo ero strapigra e mai avrei detto di poter dire una cosa così………ho trovato il mio “equilibrio”, è diventata la mia valvola di sfogo per tutto lo stress che si accumula durante la settimana. Quella sensazione di aver usato TUTTE le energie per buttare tutto fuori ti fa stare da dio!

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? Penso piaccia il fatto che sono sempre una ragazza sorridente, che ama stare in compagnia e divertirsi senza pensare troppo al negativo della vita… delle due quando me ne sto buona ed in silenzio, chi mi conosce, sa che c’è qualcosa che non va. Degli altri risottolineo quello che ho detto prima, invidio il loro “egoismo” verso le altre persone… che siano così capaci di staccare il cuore dalla mente, riuscendo a prendere decisioni razionali senza troppi coinvolgimenti. Di pensare prima a se stessi e poi agli altri.

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Quanto conta il giudizio degli altri? Sinceramente mi importa il giusto. Nella vita, con i miei chili, ho dovuto imparare a fregarmene altrimenti mi sarei ammazzata come fanno tanti ragazzini. La gente è crudele e se vuole ferirti gli basta guardarti con uno sguardo disgustato. L’importante è stare bene con se stessi, degli altri bisogna imparare a fregarsene se no non si riesce nemmeno a vivere.

Cosa ti fa soffrire? Mi fa soffrire chi mi illude. Chi promette e poi non mantiene una promessa. Soffro quando mi vedo allo specchio, nuda, perché a volte non mi vedo come vorrei.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Grassa.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? La sensualità. Una donna con le curve è una donna da poter afferrare… da poter sentire sotto le mani… indistruttibile.

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Sei felice? Mi sento come su un’altalena. Ci sono giornate felici e giornate di assoluta depressione. Tutto sommato non posso lamentarmi.

Cosa ti rende felice? Tornare a casa e trovare la mia “cana” (perché “cagna” non si può proprio sentire) Trilly che scodinzola come una matta. Essere semplicemente a cena con la mia famiglia e ridere tutti insieme. Oppure stare con i miei amici anche solo a raccontare una marea di cavolate. Sono anche felice quando le mie clienti escono FELICI e non fanno che ripetermi quanto siano state bene in nostra compagnia. Passare il mio tempo con la persona e le persone che amo fondamentalmente.

Cosa ti manca per essere felice? Un amore GRANDE.

La donna in cui ti rispecchi di più? Mia mamma.

La canzone a cui ti senti più legata? Incancellabile di Laura Pausini.

Il film che ami di più? Oddio… ce ne sono veramente TROPPI. A caldo “La vita è bella”.

La frase che ti racconta? La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.

Cosa vedi davanti a te? Un lungo percorso in cui dovrò rimboccarmi le maniche e darmi da fare. Sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni.

Dì qualcosa a te stessa Hai affrontato di tutto e di più. Non farti spezzare da niente e da nessuno. Puoi farcela. Alzati, combatti e vinci!!!

 

CURVY PRIDE WALKING: Portico di San Luca!

Inizia la bella stagione e iniziano le attività dell’ Associazione Curvy Pride.

Cosa ne pensate di passeggiare insieme lungo i Portici di San Luca?

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Parliamo di uomini, di figli, di amore, di .. NOI!

Ridiamo, scherziamo, ci conosciamo.

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L’appuntamento è fissato tutte le domeniche alle ore 11:00 all’ ARCO del MELONCELLO, in via Saragozza (davanti al Bar Billy).

La partecipazione alla passeggiata è gratuita.

Per informazioni potete telefonare o scrivere al CURVY PRIDE POINT di Bologna:

FEMME CURVY CONCEPT STORE

Via Bellaria 28/H

40128 Bologna (BO)

tel.: 051495473

femmecurvyconceptstore@gmail.com

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#IoStoConTullia – Il peso politico di una persona non si misura con la bilancia

Il peso politico di una persona non si misura con la bilancia. MAI.

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Ancor più perchè questa persona influenzerà la vita e il futuro di una comunità, piccola o grande che sia.

Dopo la Bedori a Milano, la Moretto a Bologna. Anche la Politica segue la Moda e si macchia di grassofobia. L’Associazione Curvy Pride, condanna l’ultimo episodio di discriminazione di cui è stata oggetto Tullia Moretto. È assurdo e inaccettabile che si continui a discriminare in base alla taglia soprattutto se si parla di politica. La Moda sta aprendo gli occhi grazie alla Curvy Revolution e nel 2016, a Bologna, la città dei Diritti dove è nato il Curvy Pride, c’è qualcuno che si permette di decidere se una persona si può candidare o no solo in funzione della sua aspetto? Ma siamo impazziti? Non è tollerabile!

E’ intollerabile che si decida una candidatura in base alla ‪‎taglia‬ e non in base al ‪merito‬, alla ‪preparazione, all’onestà, alla‬ ‪dedizione‬.

‪Impresentabile‬ non è Tullia.

Impresentabile è chi ha deciso di spegnere il cervello.

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#IoStoConTullia #NoiStiamoConTullia #LaPoliticaNonHaPeso #LaBellezzaNonHaTaglia #LIntelligenzaNonHaPrezzo
#AssociazioneCurvyPride

Red Ronnie presenterà l’iniziativa benefica in favore della ONLUS Gin&Do

In occasione della Festa della Donna sarà Red Ronnie a inaugurare il nuovo showroom Sophia Curvy e a presentare l’iniziativa benefica in favore dell’Associazione ONLUS GIN&DO.

Il brand bolognese di abbigliamento dedicato alle donne curvy ha deciso di inaugurare il nuovo showroom al Centergross devolvendo parte dell’incasso giornaliero a GIN&DO.

Per conoscere meglio l’Associazione e capire come poterla sostenere abbiamo intervistato le persone che l’hanno costituita.

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Cos’è l’Associazione GIN&DO? E’ una Associazione ONLUS che nasce alla fine del 2015 dall’impegno e dalla passione di persone che hanno deciso di dedicare tempo e risorse per studiare e migliorare i problemi di salute della donna, in tutte le stagioni della sua vita, dall’adolescenza, all’età fertile, alla menopausa. Il nome è stato studiato sulla base di ciò che più ci sta a cuore. Deriva appunto dalla coniugazione dei due termini GINecologia e DOnna e ci avvaliamo dell’aiuto di specialisti dell’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

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Di cosa si occupa l’Associazione GIN&DO? Ci occupiamo di ricerca, di formazione, di assistenza e di sensibilizzazione volte al supporto di tutte le donne che desiderano tutelare la propria salute. Sosteniamo l’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, che è un centro di riferimento in Italia e in Europa soprattutto nel campo della chirurgia ginecologia mininvasiva e nel trattamento di una patologia molto diffusa quale l’endometriosi.

Quali sono gli obiettivi? Migliorare le possibilità di diagnosi e cura di malattie importanti e diffuse come l’endometriosi e il dolore pelvico. Sviluppare e diffondere le tecniche di trattamento chirurgico che, a parità di efficacia, siano sempre meno invasive. Organizzare e promuovere attività culturali, così che l’Ospedale non venga vissuto solo come un luogo di cura, ma anche come un polo di scambio di opinioni dove la cultura della dignità della donna sia centrale e diffusa. Formare dei giovani medici e operatori, ai quali vengono insegnate non solo le modalità tecniche, ma anche quelle relazionali, per un approccio alla donna ed alle sue problematiche che metta in risalto prima la persona e poi la patologia. Rendere l’ambiente dell’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana del Policlinico Sant’Orsola, un luogo più accogliente, sereno ed intimo e meno oppressivo possibile per tutte le donne che vi accedono.

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Prof. Renato Seracchioli

Come nasce l’idea del marchio di abbigliamento Sophia Curvy di sostenere l’Associazione GIN&DO in occasione della festa dell’ 8 marzo 2016? Il marchio di abbigliamento Sophia Curvy è diventato un punto di riferimento della Curvy Revolution perché aiuta le donne ad accettare il proprio corpo, a volergli bene, a prendersi cura di sé, incentivandole a far di tutto per migliorare il proprio aspetto e condurre una vita sana.  L’idea di sostenere l’Associazione GIN&DO è nata perché anche noi siamo vicini alle donne sia sotto l’aspetto patologico che psicologico.

In che modo è possibile sostenere l’Associazione GIN&DO? Parlando con amici e conoscenti della nostra Associazione. Aiutandoci a organizzare eventi per raccogliere fondi. Facendo una donazione al conto corrente della Banca di Bologna (IBAN IT10RO888302401016000160534). Donando il 5 X 1000 indicando il codice fiscale 91351190375. Diventando volontario, dedicando un po’ di tempo alle attività dell’Associazione. Chiunque fosse interessato può contattarci all’indirizzo mail: ginecologiaedonna@gmail.com.

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L’8 Marzo festeggiamo insieme a SophiaCurvy!

In occasione della Festa della Donna si svolgerà presso il Centergross di Bologna un evento di beneficenza a sostegno dell’Associazione Gin&Do, ONLUS che sostiene l’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Moda, femminilità, salute e autostima sono alcuni dei capisaldi della festa organizzata dall’Azienda Bernagozzi, proprietaria del marchio di abbigliamento femminile Sophia Curvy.

Alberto Seracchioli ci racconta di Sophia Curvy e dell’Evento dell’ 8 Marzo!

Cos’è “Sophia Curvy”? Sophia Curvy è un marchio giovane che si rivolge alle donne vere alle prese con il proprio corpo tutti i giorni, a cui piace divertirsi con l’abbigliamento, con colori, lustrini e paillettes senza avere problemi di vestibilità.

Come è nata l’idea di un marchio di abbigliamento per donne morbide? L’idea di produrre una linea Curvy nasce dal desiderio di creare una moda più realistica che rispecchi la donna moderna e non quella stereotipata delle pubblicità. Una donna che ha il diritto di sentirsi bella, nella sua unicità e nella sua taglia.

Quale è la mission del brand? Il nostro intento è quello di vestire la DONNA! Il meraviglioso corpo di ogni singola donna, con le sue forme e le sue diverse misure con modelli in sintonia con le tendenze della moda e con prezzi accessibili.

Cosa cercano le donne in un marchio di abbigliamento curvy? Per prima cosa cercano lo stile, la comodità e la sensualità.

Il Gruppo Imprenditoriale creato e gestito dalla famiglia Bernagozzi da quanto tempo opera nel campo dell’abbigliamento? Noi operiamo nel settore taglie forti da oltre 20 anni con il marchio Maxfort rivolto agli uomini. Da 4 anni siamo entrati nel settore dell’abbigliamento curvy femminile con la linea Sophia Curvy. L’azienda Bernagozzi, proprietaria dei marchi, è un’azienda familiare con quasi un secolo di storia. Siamo alla V generazione e stiamo crescendo.

Quali sono gli altri marchi del Gruppo? Abbiamo tre diversi brand: Sophia Curvy, Maxfort e Berna Italia con diversi stabilimenti produttivi.

In cosa consiste la festa dell’8 marzo? La festa è stata pensata per inaugurare il nuovo Show Room del Centergross di Bologna dedicato ai dettaglianti e per far conoscere ai nostri clienti la nostra struttura, la nostra organizzazione e tutte le novità che l’azienda si è impegnata a produrre ogni 10/15 giorni dando l’opportunità alla clientela di movimentare le vetrine con un prodotto fresco, del giusto colore di tendenza in quel preciso momento.

Come nasce l’idea di sostenere l’Associazione Gin&Do in occasione della festa dell’ 8 marzo 2016? L’idea nasce dal fatto che abbiamo la presunzione di poter dare un piccolo contributo alla Curvy Revolution con il nostro lavoro, aiutando le donne ad accettare il proprio corpo, a volergli bene, a prendersi cura di sé, incentivandole a far di tutto per migliorare il proprio aspetto e condurre una vita sana. Anche un vestito può contribuire all’autostima, secondo il principio “sentirsi belle con se stesse ci fa vedere più belle dal mondo che ci circonda”. Abbiamo pensato di sostenere l’Associazione Gin&Do perché è vicina alle donne anche sotto l’aspetto psicologico e, come noi, ritiene che ogni donna abbia diritto a “un’iniezione giornaliera di autostima, accettazione e valorizzazione di se stessa”!

 

 

 

Curvy&Prejudice – DCA: Guarire è possibile

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Questo post è dedicato a Cristina Fornasier, una ragazza di 29 anni morta lo scorso Novembre, a causa dei disturbi alimentari. Quando ho letto la notizia sono rimasta molto colpita perché Cristina aveva la mia età e se io non avessi avuto la fortuna e la forza di guarire, la ragazza dell’articolo potrei essere stata io. Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha seguita, riempita d’amore e che ha fatto di tutto, ma veramente di tutto, per aiutarmi a guarire. Io ho avuto la fortuna di avere degli amici che, nonostante fossero preoccupati per me, non mi hanno fatto mai “pesare” la mia malattia, continuando a mostrarmi la bellezza della vita attraverso i loro sorrisi e il loro cuore. Io ho avuto la forza di utilizzare quello ho studiato all’università per guarire definitivamente. Io sono stata fortunata e ho avuto la forza di mettermi in discussione ma guarire dai dca non è facile: i disturbi alimentari ti attraggono maliziosi in una spirale dalla quale vieni divorato.

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Per questo, oltre alla forza di chi vuole uscirne e all’appoggio delle persone care, servono anche strutture che possano accogliere e aiutare le persone malate. Il giorno 11 dicembre si è svolto a Bologna il primo convegno sull’intervento nel Day-Hospital dell’Ospedale S.Orsola. Il Day Hospital ha un approccio multidisciplinare alla cura dei disturbi del comportamento alimentare e durante la giornata medici e professionisti si sono confrontati sulle terapie e le attività che vengono svolte all’interno del centro ( i colloqui psicologici, l’arte terapia, il laboratorio del legno, la danzaterapia etc). Importanti protagoniste della giornata sono state proprio le pazienti, che con le loro testimonianze ed uno spettacolo teatrale hanno avuto la forza di raccontarsi, anche divertendosi.

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Io stessa sono stata una paziente del Day Hospital ed oggi sono guarita. Il Day Hospital è stato importante nel mio percorso perché lì non ci si è presi solo cura del mio corpo ma anche, e soprattutto, della mia persona. Questo punto è molto importante ma per niente scontato dal momento in cui ancora oggi è diffusa la “credenza” che i DCA riguardino solo la parte biologica della persona quando invece sono problemi che si manifestano attraverso il corpo e le abitudini alimentari. Prendere parte alle attività del DH  mi ha permesso di scoprire qualità e capacità che non pensavo di avere dal momento in cui io credevo di essere solo la mia malattia.

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Questo insegnamento ha fatto sì che ricominciassi a credere in me stessa e che riprendessi gli studi. Oggi sono laureata in antropologia medica e ho usato questa disciplina per guarire definitivamente dalla malattia. Grazie all’appoggio della Fanep sono riuscita anche a trasmettere una piccola parte del mio percorso mostrando alle pazienti una ricerca sulla relatività culturale dei significati relativi al corpo e alle sue molteplici forme. Quello che ho imparato attraverso tutto il mio percorso è che dai DCA si può guarire: nonostante siano malattie pervasive e devastanti, guarire è possibile. Per farlo però è necessario che tutti gli esperti appartenenti alle diverse discipline, le forze politiche e le reti sociali, le famiglie e soprattutto i pazienti siano coinvolti in questo processo; è necessario che ci siano strutture e spazi di supporto ma soprattutto di confronto. Il Day Hospital dell’ospedale S. Orsola di Bologna è un esempio vivente e attivo di ciò di cui sto parlando. Vorrei inoltre ricordare che la Fanep offre un servizio gratuito di cura per i disturbi del comportamento alimentare, sia nella forma del DH, che dell’ambulatorio, che del ricovero e questo, soprattutto al giorno d’oggi non è un elemento da poco. Per questo è necessario sostenere spazi come il Day Hospital, parlare e non aver paura di chiedere aiuto. Guarire da quel grande mostro chiamato DCA è possibile. Unendo le forze si può trasformare quel grande mostro in un piccolo granello di sabbia e  spazzarlo via definitivamente.

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Eating Disorders: healing is possible

This post is dedicated to Cristina Fornasier, a 29 years girl who died last November, because of her eating disorders. When I read the news I was very impressed because Cristina was my age and if I hadn’t had the luck and the power to heal, the girl of the article could have been me. I was lucky enough to have a family that has followed me, filled with love and who did everything, but really everything, to help me heal. I was lucky to have friends who, despite being concerned about me, have never “weigh” my illness, continuing to show me the beauty of life through their smiles and their hearts. I was lucky and I had the strength to put myself into question, I was lucky, but it was not easy: eating disorders malicious attract you into a spiral which devours you. In addition to the strength of those who want to get out and the support of loved ones, structures that can accommodate and help sick people are very important. On December 11th it was held in Bologna the first conference on the intervention in the Day Hospital S. Orsola Hospital. The Day Hospital has a multidisciplinary approach to the care of eating disorders; during the day, doctors and professionals confronted therapies and activities that are carried out within the center (the psychological interviews, art therapy, the wood workshop, the dance therapy etc). Important protagonists of the day were just the patients, who, with their testimonies and a theater had the strength to talk about, even fun. I have been a patient of the Day Hospital and today I am healed. The Day Hospital has been important in my path because they have not only taken care of my body but also, and above all, of my person. This point is very important but not at all obvious from the moment it is still a widespread “belief” that eating disorders affect only the biological part of the person, when in fact these are problems that people manifest through the body and eating habits. Take part in the activities of the DH has allowed me to discover qualities and skills that I didn’t think I had because I thought I was just my disease. Thanks to this I began to believe in myself and I decided to go back to university. Today I have a degree in medical anthropology and I used this discipline to finally heal. With the support of Fanep I transmited a small part of my journey to patients showing a research on cultural relativity of meanings related to the body and its many forms. What I learned throughout my career is that to heal is possible. To do so, however, it is necessary that all the experts in the different fields, the political forces and social networks, families and especially patients be involved in this process; we need care centre, where we can compare each other. The S. Orsola’s Day Hospital is a living example of what I’m talking about. I would also mention that the Fanep provides free care for eating disorders, and this, especially nowadays is important. For this we must support spaces such as the Day Hospital, we must talk and not be afraid to ask for help. Heal from that great monster called DCA is possible. By joining forces we can turn that big monster in a small grain of sand and brush it away permanently.

 

AMICI VIP – RAJAE BEZZAZ

curve allo specchio

“Ho cercato con parole semplici di spiegare la complessità della mia anima in una intervista attraverso la mia immagine riflessa. Ho accarezzato le mie curve dolcemente con lo sguardo e sono rimasta inconsapevolmente incantata da quello che ho visto attraverso lo specchio, al di la’ del corpo la vera essenza di me che brilla e traspare attraverso i miei occhi; che mi fanno sembrare una eterna bambina…” Rajae Bezzaz – Buona lettura!

Rajae Bezzaz intervista

Chi è la donna che vedi nello Specchio? Rajae Bezzaz.

Che donna sei? Una donna estroversa.

Come sei diventata la donna che vedi? Sono solare, nonostante la vita mi abbia riservato delle zone d’ombra.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Amo la mia infanzia felice e spensierata e odio non averla più.

Ti piaci? Cosa ti piace di te? Mi piace il mio naso e il mio sedere, degno delle mie origini africane.

Cosa cambieresti invece?  Farei una mastoplastica addittiva.

Che rapporto hai con il tuo corpo? Sereno e felice. 🙂

Rajae Bezzaz intervista

E con la bilancia? Anche! I numeri  della bilancia non sono un problema!

Come ci convivi con la taglia? La taglia è solo un’etichetta che non ha nessuna importanza!

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? La bellezza sono io!

Rajae e il cibo. Il cibo è la benzina della vita…sperimentare qualsiasi cucina è una mia passione!!!

A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Ai biscotti fatti in casa e alla torta di mia nonna…

A cosa non sai rinunciare? Alla mia estetista!!!!

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? I miei occhi sinceri e il mio sorriso…e sono attratta dalle stesse caratteristiche…

Quanto conta il giudizio degli altri? Niente.

Cosa ti fa soffrire? L’ingiustizia e l’ignoranza.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Sciatta.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? L’erotismo!

Rajae Bezzaz intervista

Sei felice? Quasi.

Cosa ti rende felice? Riuscire nei miei propositi!

Cosa ti manca per essere felice? Incontrare le persone giuste.

La donna in cui ti rispecchi di più. Madonna.

La canzone a cui ti senti più legata. “Woman no cry” di Bob Marley.

Il film che ami di più. Quello che ho fatto io: “Maschi contro Femmine” di F. Brizzi! Un’esperienza di grande crescita per me!!

La frase che ti racconta. “La bellezza  passa ma rimangono i suoi tratti” (proverbio arabo).

Cosa vedi davanti a te? Il Futuro nelle mani di una donna combattiva.

Di’ qualcosa a te stessa. Sono la Perla dell’Universo supremo e infinito….e magicamente è tutto mio! 🙂

Curves In The Mirror: Rajae Bezzaz

curve allo specchio

Rajae Bezzaz. “I tryied, with simple words, to explain my complex soul in a through-the-mirror interview. I’ve softly caressed my curves with my eyes, and I was so enchanted by what I saw in the mirrow, beyond the body: the essence of myself, shining through my eyes, that make me look like a child…” Enjoy the reading!

Rajae Bezzaz intervista

Who is the woman you see in the mirror? Rajae Bezzaz. What kind of woman are you? Extroverted. How did you become the woman you see? I’m still sunny, even if life reserved me dark sides. What do you love and what you hate about your past? I love my cherful childhood, and I hate that I’ve lost it! Do you like Rajae? What do you like about yourself? I like my nose and my real african butt! What would you change instead? I would increase my breast. What is your relationship with your body? Serene and happy. And with the balance? Happy too: numbers are not a problem. How did you live with your size? Size it’s only a label: it has no importance! What is beauty and how important is it for you? I am beauty!! Rajae and food. Food is life’s fuel: trying every tipe of cousine is a passion!! What is the thingh you can’t  resist, not only at the table? Home made cookies and my grandmother’s cake! What can’t you give up? My beautician. What do you like about the others and what the others like about you? My honest eyes and my smile, and I like the same features in other people. How important is the judgment of other people? I don’t care. What makes you suffer? Injustice and ignorance. Which adjective bothers you most in relation to your body? Untidy. Men and curves. What is the straight line joining? Erotism. Are you happy? Almost. What makes you happy? Reaching my purpose! What do you miss to be happy? Meeting the right people. The woman in you reflects more. Madonna. The song that you feel more connected. “Woman no Cry” by Bob Marley. The movie you love most. The one I make: “Men versus Women” by F. Brizzi. It was a great experience to me.  The sentence that describes you. “Beauty goes away, but its features remain”. What do you see in front of you? Future in the heands of a strong woman! Say something to yourself. I’m a pearl in the infinite and supreme Universe…and magically all is mine!