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CURVY LOVE: UNA CANZONE DEDICATA ALLE CURVY!

Vi presentiamo Massimo Rania di Sottotracce che ci ha contattati per far conoscere la loro canzone dedicata alle donne curvy. Lo abbiamo intervistato per tutte voi!

CURVY LOVE, una canzone sul mondo delle curvy. Perché? Parto con il ringraziare per darmi la possibilità di dire alla gente che segue Curvy Pride che amo le curve! Perché? Perché vivo questa realtà sia professionalmente che sentimentalmente. Professionalmente perché lavoro in un bellissimo negozio curvy (Matilda e Kamillo a Travedona Monate) dove da 10 anni gestisco i loro magazzini. Qui ho imparato a conoscere un mondo meraviglioso… fatto di persone con le curve… quelle curve che danno secondo me quella giusta sensualità ad un corpo, quella dolcezza, quell’armonia e quella femminilità… che mi porta a guardare con dolcezza e piacere una donna. Sentimentalmente perché in una sfilata curvy ho conosciuto la mia attuale compagna e moglie che 10 anni fa ho sposato e che mi ha regalato un bimbo meraviglioso che si chiama Cristian. Sì mia moglie è una splendida curvy.

Come è nata questa canzone? Nella mia vita c’è una costante che mi accompagna da sempre: la musica! Una forma d’arte, una forma di comunicazione che arriva prima di tutto al cuore. All’età di 8 anni, dopo seri problemi seri di salute, scopro di saper suonare qualsiasi strumento… da qui comincia il mio percorso musicale che mi porta oggi dopo svariate esperienze musicali come pianobar a creare un gruppo con degli amici cari di sempre… qui nascono le Sottotracce… la prima cosa che mi viene in mente è unire i miei pensieri sentimentali/professionali ad una canzone… qui nasce Curvy Love… questa canzone nasce dopo aver notato una cosa che mi ha colpito tantissimo sui social un piccolo particolare che mi ha fatto pensare a come ci si sente davanti ad un obbiettivo una macchina fotografica, una videocamera ecc… la maggior parte delle donne metteva  la mano o il braccio davanti alla pancia per coprirsi per non farsi vedere… ecco… qui è scattata una molla… ma perché? Perché rinchiudersi in una stanza virtuale mentale fisica per non farsi vedere come in realtà si è? Siete bellissime… qui parlo di un fattore puramente estetico… oggi il mondo, grazie a Dio, è cambiato. La moda stessa guarda le curvy con molta più attenzione… è un mondo in crescita.

Secondo te è cambiato qualcosa nel modo di pensare della gente riguardo alle discriminazioni riguardanti il peso? La canzone dice che dopo che sei andata in un negozio esci con il sorriso e ti senti più bella. La psiche è importantissima. Se ti senti bella agli occhi della gente sei bella… in questi anni c’è stata una parentesi dove il canone di bellezza era sotto una 46 dove una donna era bella solo se rispettava certi canoni (secondo me anoressici) fisici al di sotto di una taglia 46. Secondo me l’estremismo in un senso o nell’altro è sbagliato perché poi andiamo a toccare temi che riguardano la salute. Come dicevo prima il mondo, grazie a Dio, sotto questo punto di vista e sotto altri aspetti sociali sta cambiando. Una persona deve vivere quello che è, non ammalarsi  per dover raggiungere a tutti costi simboli e target assurdi e che non esistono più. Ripeto finalmente ho notato una cosa da quando lavoro in questo negozio ma penso sia una costante in diverse realtà: quando una cliente o un cliente entra in un negozio curvy per la prima volta entra con titubanza e puntualmente li vedo uscire con un sorriso che parte dal cuore… perché hanno trovato quello che li fa sentire più belli… quindi vogliamoci bene e prendiamoci cura della nostra persona… in ogni senso anche nel vestirsi che è importantissimo. E’ vero l’abito non fa il monaco ma aiuta a sentirsi più belli e la gente se ne accorge come dice la canzone. Quindi il problema è solo la tua mente che se colleghi al corpo e al cuore rinasci facilmente… e allora via via restiamo ancora qua…

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Il ritornello “VIA, VIA, VIA” sembra un’esortazione a vivere. Qual è il messaggio che volete diffondere? Il messaggio è quello di vivere di dire via via togliamoci l’etichetta di scuri musoni tristi e goffi noi non siamo così il mondo curvy ragazzi è un mondo meraviglioso di gente bella sia fuori che dentro… se tu ti senti bella la gente se ne accorge. E’ una costante che vorrei fare capire… la vita cambia improvvisamente…

C’è una “curvy” a cui avete dedicato la canzone o che vi ha ispirato? Non in particolare. E’ più un messaggio per tutte quelle persone che hanno paura di mostrarsi come sono… la bellezza non ha forma né colore. La bellezza è bellezza punto.

Per te cosa significa Curvy Pride? Per me significa “branco”, “unione”… ben vengano i gruppi social come questo (in questo caso trasformatosi in Associazione di Promozione Sociale) e come altri perché aiutano le persone a capire che siamo in tanti. E poter esprimere quello che si ha dentro anche attraverso i social… è bellissimo.

Altri progetti per il futuro? Nella mia mente ci sono tantissime idee che metterle insieme e riordinarle non è facile ahahahah… Sono così… dicono un pazzo… e in parte è vero!

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Il gruppo SOTTOTRACCE è così composto: Massimo Rania (chitarra acustica, voce, autore di musiche e parole), Antonio Invidia (metronomo di Massimo Rania, batterista), Giandomenico Mascheroni (chitarra elettrica solista), Emanuele Rao (bassista, lui è l’imprevedibile manu ma a loro piace così).

Per chi li volesse ascoltare dal vivo:

  • concerto il 26 marzo 2017 alle 15 a Travedona Monate presso Matilda e Kamillo,
  • concerto il 1° maggio 2017 alle 15 a Ranco sul Molo Lago Maggiore.

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“Ora e per sempre. Uniti per Amatrice” intervista a DANIELA PALUMBO

Daniela Palumbo è un’artista poliedrica. Ha una voce soave e potente che arriva direttamente al cuore. In più è una persona generosa, estroversa ed estremamente sensibile come abbiamo avuto il piacere di scoprire la sera in cui l’abbiamo conosciuta di persona, presso il nostro Curvy Pride Point Caffè Letterario Mameli27.

Il suo racconto del 23 Agosto 2016 e il suo progetto “Ora e per sempre. Uniti per Amatrice”.

Daniela, come è nata l’idea della canzone “Ora e per Sempre – Uniti per Amatrice”? L’idea del brano nasce dall’esperienza vissuta in prima persona del terremoto ad Amatrice. Il 23 Agosto 2016 mi trovavo a Cornelle per esattezza, un piccolo paesino a pochi chilometri dal centro di Amatrice, ospite a casa di amici per passare qualche giorno in tranquillità. La notte del 24, siamo stati letteralmente catapultati fuori da i nostri letti da una scossa di indescrivibile natura. E’ durata pochi minuti ma quella sensazione non verrà mai cancellata dalla mia mente. Io ed il mio fidanzato siamo corsi a prendere i bambini che dormivano nella stanza a fianco la nostra, siamo scesi per le scale e usciti fuori. Intorno a noi tutto era scaraventato a terra, ma fortunatamente la casa ha retto e noi siamo sopravvissuti. Nelle ore seguenti abbiamo atteso di sapere cosa fosse successo. Purtroppo case intorno alla nostra erano crollate e cominciammo a renderci conto di ciò che stava accadendo. E’ stato uno scenario davvero surreale…aver vissuto questa esperienza ha fatto si che mi ponessi molte domande sul senso della vita, e la mia in particolare. Mi sono chiesta cosa poter fare per aiutare quelle povere persone con i miei pochi mezzi…e la risposta è stata cercare di non dimenticare mai, non il terremoto, non solo le vittime, ma quel senso di solidarietà che ci ha unito in quelle ore. Per questo è nata questa canzone.

Chi ha scritto il testo? E la musica? Personalmente mi sono occupata di Testo e Melodia. E’ nata molto spontaneamente perché sono parole davvero sincere. Mi hanno aiutata nell’arrangiamento del brano due musicisti meravigliosi, Riccardo Cruciani al pianoforte e Simone Coria alla chitarra (tra l’altro Simone è il mio fidanzato e si trovava insieme a me la notte del terremoto).

A chi sarà devoluto il ricavato? Dopo varie ricerche ed esserci informati per bene abbiamo optato per versare i ricavati del brano direttamente al conto del comune di Amatrice. Speriamo ovviamente che le donazioni continuino su più fronti. Ognuno è libero di aiutare con qualsiasi mezzo a propria disposizione, noi personalmente essendo musicisti abbiamo optato per una canzone.

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Come si può contribuire? Si può contribuire scaricando il brano da una delle tante piattaforme multimediali come I Tunes o Amazon Music. Basta cercare il titolo del brano “Ora e per Sempre – Uniti per Amatrice“. Altrimenti condividendo il video che trovate su You Tube, per continuare a divulgare questo messaggio di solidarietà.

Siete tornati ad Amatrice dopo il terremoto? Purtroppo non ci è stato possibile, ma siamo perennemente in contatto con i nostri amici, i quali purtroppo hanno dovuto lasciare la loro abitazione ritenuta non agibile ed ora vivono in una Roulotte nel loro giardino. Non hanno potuto/voluto abbandonare Cornelle perché in possesso di numerosi cavalli da nutrire e proteggere, soprattutto in arrivo dell’inverno.

Un messaggio per le popolazioni colpite dal sisma? Semplicemente mi sento anche io parte del popolo di Amatrice. Ero lì, ho visto le macerie, la paura negli occhi e la morte sfiorarmi. Non arrendiamoci, ricostruiamo quel meraviglioso paese, ricordiamo le vittime, i bambini, i profumi di quei luoghi. Vorrei solo stringervi tutti in un abbraccio.