IO E I MIEI COLORI

L’integrazione è un tema molto difficile e molto sentito, soprattutto all’epoca in cui ci troviamo attualmente! Una volta era tutto molto meno evidente: non avevamo i social a tenerci aggiornati, non era possibile vedere le foto, i video e comunque documentare in tempo reale ciò che accadeva, di conseguenza non c’era occasione di parlare di moltissimi argomenti che invece oggigiorno sono abituali.

Se per me, bimba “straniera” e di colore, 25 anni fa iniziare la scuola poteva scuotere gli animi, la storia che vi racconterò complicherà ancora di più le cose….

Io…

13 maggio 1993, era il mio ottavo compleanno! Mia madre, come ogni anno, invitata tutti i miei compagni di scuola. Preparava buffet meravigliosi e organizzava ogni tipo di distrazione. Casa nostra era circondata da un enorme giardino che permetteva a noi bimbi di inventarci ogni tipo di gioco, era davvero entusiasmante!

Sembrava che lo sconcerto iniziale del mio arrivo si fosse esaurito col passare del tempo e che quindi io potessi procedere indisturbata con la mia vita!

Avevamo da poco iniziato un nuovo gioco “LA CAMPANA” , a tutti i bambini piace saltare, dopo un po’ sentii la necessità di andare in bagno… Ok qualcosa non andava!! I miei slip erano macchiati di sangue, ma io stavo benissimo. Andai da mia madre con aria colpevole, convinta di aver di nuovo sbagliato qualcosa, temendo riguardasse solo me e che per questo avrei avuto un altro motivo per sentirmi diversa. Mia madre mi guardò allibita, aumentando la mia confusione e la mia preoccupazione.

Mi fece avvicinare e mi disse che da quel momento sarei stata diversa dalle mie compagne…Come?? Oh no!! Un’altra volta? Prima il colore della pelle, ora quello sugli slip. Ma i colori non erano una cosa bella? Ogni volta che si parla di colori è una tragedia… Accidenti, io coloro i disegni e guardo il mondo attraverso i colori, com’è possibile? Guardai mia madre perplessa con un’espressione da punto interrogativo.

Iniziò a parlarmi di seno grande, trasformazioni, assorbenti e di uno pseudo rapporto coi maschietti. Non capivo assolutamente niente… Seno? Quello della Barbie? Maschietti? Quelli con i quali io e le mie amichette giochiamo a rincorrerci e a fare la battaglia con gli spazzolini da denti? Ok!

In poco tempo scoprii che giocare non sempre mi andava. In poco tempo scoprii che il mio corpo stava cambiando. In poco tempo scoprii che spesso il mio umore era altalenante. In poco tempo capii che i colori posso assumere significati diversi. Il mio primo ciclo, che sarà mai? Nulla, ma avevo 8 anni volevo giocare, andare a scuola ed essere spensierata… misi via le bambole, non era roba per me…. e ANCORA una volta mi sentii un ALIENO! (continua…)

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”
Vale

ENDOMETRIOSI: questa sconosciuta!

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Per conoscere meglio questa complessa malattia cronica ci siamo rivolti all’Associazione ONLUS GIN&DO che sostiene l’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

E’ possibile contattare l’Associazione GIN&DO all’indirizzo mail ginecologiaedonna@gmail.com oppure telefonando al numero 0512144389.

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Si sente sempre più spesso parlare di Endometriosi, ma … cos’è? E’ una malattia cronica e spesso progressiva, dove alcune cellule dell’endometrio (la mucosa uterina) si diffondono al di fuori dell’utero. Ogni mese, sotto l’influenza degli ormoni del ciclo mestruale, questo tessuto impiantato da luogo ad un sanguinamento che crea infiammazione e aderenze. Gli organi più frequentemente interessati dall’endometriosi sono l’ovaio, il peritoneo, la vagina, l’intestino, la vescica e gli ureteri. L’invasione da parte dell’endometriosi di tali organi può portare a conseguenze gravi come la stenosi intestinale e la perdita di funzione del rene in seguito a ostruzione ureterale. L’intervento chirurgico di eradicazione dell’endometriosi, spesso necessario negli stadi più avanzati, risulta estremamente complesso a causa dell’infiammazione, delle aderenze e dell’interessamento di multipli organi della pelvi di solito tenacemente adesi tra loro.

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Quali sono i sintomi? Il sanguinamento extra-uterino provoca dolori fortissimi, che incidono pesantemente sulla qualità di vita della donna invalidandone le normali attività quotidiane. Il dolore spesso è maggiore durante e dopo la mestruazione. Altri sintomi sono dolore durante i rapporti, dolore ad andare di corpo e al retto, dolore alla minzione. L’endometriosi può provocare spesso anche infertilità  a causa di multipli fattori quali le aderenze tra gli organi pelvici, l’infiammazione cronica e le alterazioni dell’utero e delle ovaie.

Perché questa malattia si conosce così poco? Purtroppo l’endometriosi ancora oggi non viene subito riconosciuta e tante donne ne soffrono ma non sono a conoscenza dell’effettivo problema. Tuttora il forte dolore durante il ciclo, riferito dalle pazienti viene spesso sottovalutato dal medico curante, dal ginecologo e dai familiari.

Come reagiscono psicologicamente le donne affette dalla malattia? Le donne affette da endometriosi proprio per la presenza dei sintomi sopraelencati hanno una qualità di vita estremamente compromessa. Hanno difficoltà a svolgere le attività quotidiane, l’attività lavorativa e spesso anche la vita sociale. Pertanto presentano più spesso sintomi di disagio psicologico, con livelli più elevati diansia o depressione. I dolori continui portano a uno stato di stress quotidiano, all’idea di essere in balìa della malattia, di non poterla controllare, o addirittura a identificarsi con la malattia stessa. Vi è inoltre la sofferenza legata al fatto di non veder riconosciuto il proprio dolore e la sofferenza psicologica legata alla minaccia di infertilità.

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È una malattia curabile? Curare l’endometriosi in maniera definitiva purtroppo non è possibile. Esistono però diverse strategie terapeutiche, mediante terapia medica e/o chirurgica capaci di migliorare i sintomi e la qualità di vita delle pazienti. La terapia ormonale, inibendo l’azione ormonale dell’ovaio, è in  grado nella maggior parte de casi di ottenere un miglioramento della sintomatologia e di evitare la progressione della malattia. Nei casi più severi di endometriosi e nelle pazienti che non trovano giovamento dalla terapia medica, l’intervento chirurgico in laparoscopia permette di asportare le lesioni endometriosiche, alleviando i sintomi e migliorando cosi la qualità di vita delle pazienti. Essendo tuttavia una malattia cronica e recidivante, è necessario che le pazienti si sottopongano a regolari controlli ginecologici e assumano la terapia ormonale a lungo termine.

E’ possibile prevenire l’Endometriosi? Una prevenzione primaria cioè che eviti l’insorgenza della malattia non esiste perché tuttora non si conoscono esattamente le cause per cui si manifesta questa malattia. Si pensa che alla base vi sia una predisposizione genetica associata a fattori ambientali.  E’ importante sottolineare che la diagnosi precoce consente strategie terapeutiche efficaci e buone chances riproduttive.

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A quali esami è necessario sottoporsi per scoprire se si è affetti da Endometriosi? E’ di fondamentale importanza l’anamnesi, interrogando la paziente sulla sua sintomatologia e la visita ginecologica che consente di valutare la possibile presenza della malattia endometriosica. L’ecografia pelvica transvaginale è senza alcun dubbio una delle più importanti indagini diagnostiche poiché permette mediante un esame dinamico e poco invasivo di visualizzare le cisti ed i noduli di endometriosi.

Consigli utili per chi è affetto da Endometriosi?

1) Non sottovalutare o sminuire il proprio dolore.

2) Se c’è dolore durante i rapporti sessuali, non esitare a sottoporre la questione al proprio ginecologo.

3) Rivolgersi a centri specializzati nella gestione dell’endometriosi.

4) Entrare nella logica della gestione a lungo termine della malattia.

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