“NON VOLEVO ESSERE UNA PANCHINA ROSSA”

Ogni panchina rossa, colore del sangue, è il simbolo del femminicidio, è il simbolo di un posto occupato da una donna che non c’è più e che è stata portata via dalla violenza. UN VUOTO INCOLMABILE!

Foto dal web

A novembre, la ricorrenza per me più sentita è il giorno 25: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.
Giornata da me sentita in modo particolare perché  ho provato la violenza di tipo domestico sulla mia pelle e per diversi anni.

Le donne che subiscono violenza reagiscono tutte in modo diverso, probabilmente a seconda del maltrattamento subìto, ma una delle cose che accomuna tutte noi è la tendenza ad ISOLARSI dalla società e, senza rendersene effettivamente conto, ci si ritrova in quella che io chiamo una “bolla di sapone inquinata”, una routine che per noi diventa NORMALITÀ.

MODEL :IO , CREDIT PH : ANDREA SIMONE

Molte donne NON RICONOSCONO da subito la violenza, anzi, la tendenza è quella di giustificare, oppure, per questioni di tipo familiare, cercare di andare avanti lo stesso in quella situazione scomoda che si è creata.

È molto difficile prendere consapevolezza di ciò che stà accadendo, perciò ho deciso di raggruppare in maniera schematica le varie forme di violenza e poi parlarvi della mia storia.

Purtroppo il discorso violenza sulle donne è così vasto! In alcuni paesi del mondo è di tipo culturale o meramente punitivo: si pensi ad esempio alle donne sfigurate con l’acido, alle tantissime minori abusate o alle mutazioni genitali femminili; storie che sembrano appartenere ad un altro mondo, invece accadono proprio nel nostro e ancora oggi che siamo nel 2020!!

MODEL:IO , CREDIT PH :MONICA BURRASCHINI .
Le scarpe rosse :Elina Chauvet ha dato vita al movimento “zapatos rojos”; ogni paio di scarpe rappresenta una donna e la traccia della violenza subìta

Iniziamo a vedere  insieme quali sono le forme di violenza in modo da riconoscerle in modo tempestivo:

VIOLENZA FISICA: sul corpo umano, ma anche sugli animali parte integranti di quella famiglia, o etero-aggressività su oggetti inanimati. Si esprime con calci, pugni, schiaffi, spintonamento, ustioni, distruggere oggetti di proprietà della parte offesa, ferire o uccidere gli animali domestici

VIOLENZA PSICOLOGICA: tutto ciò che favorisce nella donna senso di colpa, perdita di autostima e che genera ansia, inquietudine, vergogna, depressione, paura, isolamento sociale.
In questo ampio scenario troviamo quindi gli insulti, le umiliazioni, offese, manipolazione, imposizioni, possessività, intimidazione (facendo ad esempio paura con sguardi), uso di minacce e coercizioni,  puntare un’arma o solo mostrarla, minacciare di lasciarla o di suicidarsi, costringerla a ritirare le denunce, costringerla a comportamenti illegali, minacciare di fare qualcosa a terze persone (amici, parenti), trattarla solo come una domestica e non come compagna di vita, escluderla dalle decisioni che solitamente si prendono con il partner, minimizzare o ridicolizzare o fingere che non siano mai avvenuti  gli episodi di violenza, dire che è stata lei a causare la violenza, minacciare di portarle via i figli ed infine rimproveri continui per qualsiasi cosa

VIOLENZA SESSUALE: costrizione ad atti sessuali NON CONSENZIENTI, abuso, colpevolizzare la donna rispetto alle/ai bambine/i, molestie, palpeggiamenti, battute a sfondo sessuale (sia a domicilio sia in ambito lavorativo)

-VIOLENZA ECONOMICA: impedire di ottenere o mantenere un lavoro, oppure fare in modo che la donna si faccia carico di tutte le questioni economiche mantenendo anche i vizi del partner, costringerla a chiedere denaro, portarle via il suo denaro, obbligarla ad assumere impegni economici, controllarla nelle spese, non farle fare spese per se stessa

STALKING: controllare gli spostamenti, fare continue telefonate, pedinamenti, coinvolgere terze persone per controllare gli spostamenti , insomma un vero e proprio atto persecutorio ripetuto nel tempo .

MODEL: IO, CREDIT PH :ANDREA SIMONE ;
“una donna in gabbia”

Diversi anni fa conobbi, ahimè, il finto amore.
A lui devo i miei 7 anni DI VITA NON VISSUTA.
Una persona che mi ha ingannata con belle parole e che ha manipolato tutti i miei pensieri.

Questi lunghi anni mi hanno distrutta moralmente, psicologicamente, fisicamente.
Avevo perso tutto: famiglia, gran parte degli amici, LA MIA AUTOSTIMA.
Non curavo più il mio aspetto estetico, ero molto trasandata anche ad uscire per andare a fare la spesa, così da non andare contro alle richieste del mio carceriere che ovviamente non voleva che qualcuno là fuori mi guardasse.

Non esistevano più le chiacchiere e le uscite in compagnia di amiche e le poche uscite con amici comuni erano così imbarazzanti! Anche perché fingere di essere una coppia felice era più facile sicuramente per lui più che per me e guai se destavo qualsiasi forma di sospetto!!

Il mio corpo era cambiato, ero ingrassata molti chili: CHILI DI SOLITUDINE ED ANGOSCIA.

Il cibo era l’unico sfogo, una delle poche cose che mi appagava anche perché, a parte lavorare, lavorare e lavorare per mantenere lui ed i suoi vizi, non avevo più hobbies.

La mia vita era nera come tutti gli abiti che indossavo per coprire quel corpo deformato dalle violenze fisiche e psicologiche.

Sul lavoro accampavo scuse di ogni genere, ogni livido sul mio corpo era un affronto a me stessa. non potevo credere che stesse succedendo proprio a me tutto ciò, provavo un senso di vergogna, perenni sensi di colpa che, grazie ad un percorso psicologico, ho capito non avessero la minima  giustificazione di esistere.

Ho avuto FORTE CRISI DI IDENTITÀ prima di uscire da questo incubo in cui ho dovuto fare notevoli sforzi per ricostruire la “Laura di un tempo” anche perché, di tutte le categorie di forma di violenza riportate sopra, ho totalizzato un “bel punteggio di 4 su 5”.

Avevo così paura del giudizio degli altri!

model: IO, CREDIT PH MONICA BURRASCHINI

Quando ho deciso di dire BASTA non è stato per niente  semplice, ma lo rifarei altre 1000 volte! La LIBERTÀ e la VITA sono le cose più preziose a questo mondo e da proteggere con tutte le nostre forze, inoltre adesso sono sposata con un uomo MERAVIGLIOSO.

Vorrei un mondo in cui non sia necessario dover proteggere la nostra LIBERTÀ, LA NOSTRA DIGNITÀ, LA NOSTRA INCOLUMITÀ FISICA E PSICOLOGICA, ma ogni giorno sento storie di ogni tipo dai mass media e mi sembra che ci stiamo allontanando sempre di più dalla parola UMANITÀ, soprattutto in questo momento di LOCKDOWN, in cui sono aumentate notevolmente le richieste di alloggi sicuri da parte di molte donne costrette a rimanere al domicilio con i propri aguzzini.

Foto dal web
Foto dal web

A tutte le donne dico di SOSTENERSI e di stare attente alla MORBOSITÀ TRAVESTITA DA AMORE e che l’episodio di violenza non è, e non sarà MAI, UN SINGOLO EPISODIO.

Spero che sempre più donne denuncino i partner violenti!

Ci sono diversi aiuti di cui ogni donna può usufruire tra cui consultori, centri antiviolenza, case alloggio per donne e minori, sportelli per lo stalking, polizia, carabinieri, pronto soccorso, il numero 1522 attivo e gratuito 24 ore su 24 .

SCAPPATE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI E CHE IL MONDO SI RIEMPIA DI PANCHINE ROSSE!

Foto dal web
“NON DIMENTICHIAMOCI MAI DI TUTTE LE VITTIME DI VIOLENZA”

E’ ORA DI DIRE BASTA!

foto dal web. BASTA CON TUTTA QUESTA VIOLENZA!!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell’AssociazioneCurvy Pride APS impegnandosi nel volontariato

INFERMIERA, FELICEMENTE SPOSATA. IL MIO MOTTO DI VITA E’ “SPQR: SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE ” mail : fairylaura83@gmail.com

DOLCETTO O SCHERZETTO?

Nel 2020 il virus ci ha giocato un bello scherzetto, e per questo i nostri bimbi non potranno andare a bussare di porta in porta chiedendo dolcetti (ammetto che gran parte del bottino poi lo avrei mangiato io!)
Possiamo però rendere questa ricorrenza divertente, e soprattutto gustosa, anche a casa nostra! Come fare?

Partiamo dall’ inizio, cosa significa Halloween? Non si tratta di una “festa satanica” come alcune persone credono, ma semplicemente dall’abbreviazione di “All Hallow’s Eve” che tradotto sta per “Notte degli spiriti sacri”: la vigilia di Ognissanti.
L’origine di “dolcetto o scherzetto” (trick or treat) deriva dall’usanza medievale di elemosinare di porta in porta la vigilia di Ognissanti.

Al giorno d’oggi i bambini si vestono in maschera e di porta in porta chiedono dolciumi, in caso contrario faranno uno scherzetto.
Ha origine da un’antica festività pagana e deriva dalle tradizioni celtiche e precristiane. Halloween ha inoltre radici nelle tradizioni della Roma antica, la ricorrenza è legata alla dea dei frutti e dei semi Pomona, e alle feste dedicate ai defunti, i Parentalia.
Si può dire che sia un’usanza partita da Roma, che ha fatto il giro del mondo nel corso dei secoli, per poi tornare in Italia!

Personalmente ho sempre amato questa ricorrenza, la festeggiavo già in tempi non sospetti organizzando feste a tema, la prima addirittura nel 1995! Ricordo che molti genitori non autorizzavano i propri figli a partecipare temendo che facessimo qualcosa di pericoloso legato a rituali esoterici, in realtà era un modo per trovarsi in compagnia, vestirsi in maschera e preparare e mangiare molti manicaretti “a tema”. Un giorno ho persino “preso in prestito” l’orologio a pendolo preferito di mio nonno per aggiungerlo alla scenografia, insieme a ragnatele finte, pipistrelli di cartone, e vasi di vetro riempiti di acqua colorata con etichette di pozioni fantasiose. Una delle feste più riuscite è stata nel 2004, nella foto mi vedete vestita da strega con il mio ragazzo vampiro.
True Fact: non guardo i film horror perché mi impressionano.

Festa del 2004
La festa del 2004, io e il mio ragazzo vampiro!

Voi non avrete bisogno di rubare il pendolo del nonno per festeggiare Halloween a casa! Bastano dei semplicissimi accorgimenti per entrare nel mood. Di seguito vi elenco alcuni semplici consigli, trovate comunque moltissimi spunti sul web.
MOOD:
– Decorate la casa con ragnatele finte, pipistrelli di cartoncino sulle finestre, i colori tipici sono il nero e l’arancione, date spazio alla fantasia! Se avete bambini ( vostri o “acquisiti”, prima di diventare mamma prendevo in prestito le cuginette o i bambini delle vicine ) fatevi aiutare da loro, vi stupiranno con le loro idee geniali!
– Per un effetto decadente, tagliate dei vegetali, metteteli in barattoli di vetro e riempite con acqua colorata, etichettate. Ecco che un finocchio con acqua rossa diventa un “musculus cordis” un cavolo rosso tagliato a metà un “pulmo porci”, uova sode o rape rosse sembrano bulbi oculari galleggianti…e così via…
– Se non amate le decorazioni a tema horror, optate per decorazioni a tema autunnale, zucche, pannocchie, castagne, non dimenticate le collane di aglio o cipolle intrecciate “per tener lontano i vampiri”
– In entrambi i casi la zucca è d’obbligo. Potete scavarla e ritagliarla a forma di faccia (la classica zucca di Halloween) o semplicemente con dei fori geometrici e creare dei lumini.
– Cambiate le lampadine con lampadine colorate rosse o arancioni
– Create dei segnaposto a forma di fantasmino, o dei menù a forma di bara che si apre.
Date dei nomi fantasiosi e a tema alle pietanze, non state servendo un piatto di spaghetti al pomodoro bensì un “Piatto di vermi saprofagi al sangue!”
– In caso di buffet, corredate i piatti con dei cartellini e nomi fantasiosi, il tutto scritto con un font possibilmente gotico o antico. Il diavolo sta nei dettagli 😉
– Nulla vi vieta di fare una festa in famiglia seguendo un tema specifico (Harry Potter, la Famiglia Addams, Hansel e Gretel…)
– Se amate il cinema via libera alla visione di film horror attuali o “classici” o di cartoni animati adatti all’età di tutti i presenti

FOOD
– Utilizzate la polpa delle zucche che avete svuotato per le vostre ricette dolci e salate!
– Decorate gli stuzzichini facendoli sembrare degli insetti
– Se servite risotto o pasta corta , mettete due mozzarelline ciliegine con due olive nere, sembrerà che due occhi stiano fissando il commensale
– Usate dei tagliapasta a forma di pipistrello, gatto, fantasma, zucca… per i vostri biscotti
– Allo stesso modo potete utilizzare degli stampi in silicone a tema per fare i cioccolatini
– Preparate dei muffin, metteteli a testa in giù ( con la parte larga verso il basso ) e ricopriteli con glassa bianca o con pasta di zucchero bianca, due pezzetti di cioccolato o chiodi di garofano, et voila ecco i fantasmini!
– Mele cotte al forno, cospargetele con marmellata di frutti rossi e create un vermetto verde con marzapane o pasta di zucchero, Ecco a voi una fantastica mela marcia
– Se avete bambini, preparate le mele caramellate con caramello rosso, stile strega di Biancaneve
– Create un “dolcetto o scherzetto” in casa, o nascondete i dolcetti creando una caccia al tesoro per i vostri bambini

Ecco due ricette che sono solita preparare per Halloween!
La prima è la classica ricetta americana dei Chocolate Chip Cookies, la seconda è una ricetta alternativa (ma ugualmente buona) per i Brownies: si tratta di una ricetta senza glutine o lattosio, vegetariana e vegana, adatta quindi anche a persone che possono avere delle intolleranze.

Chocolate chips cookies

CHOCOLATE CHIP COOKIES
Un classico che non può mancare ad Halloween!

Ingredienti
– 200 g farina Manitoba
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
– sale
– 100g di burro a temperatura ambiente
– 200g zucchero
– 1 cucchiaio di melassa o di miele scuro forte (es. castagno)
– 1 uovo
– 200 g gocce di cioccolato ( personalmente preferisco tagliare una tavoletta di cioccolato fondente grossolanamente )
– 130 g di noci o nocciole tritate

PREPARAZIONE
Preriscaldare il forno a 150°
In una ciotola mescolate farina, bicarbonato e una presa di sale, mettete da parte.
In un’altra ciotola lavorate il burro, lo zucchero e la melassa per circa 2 minuti, fino a ottenere una crema soffice e spumosa. Aggiungete l’uovo. Versate il composto con la farina dentro alla crema e uova e incorporare con un cucchiaio, amalgamare bene ma evitate di lavorare l’impasto troppo a lungo. Versate il cioccolato e le noci/nocciole tritate.
Formate delle palline di circa 4 cm di diametro e mettetele su una placca rivestita di carta da forno ad almeno 8 cm di distanza l’una dall’altra.
Infornate per circa 18/20 minuti e se necessario procedete con più infornate. Lasciate intiepidire i biscotti per qualche minuto prima di trasferirli a raffreddare.
Assaggiare. Ripetutamente!

I deliziosi Brownies

BLACK BEAN BROWNIES – gluten free – lactose free – vegan
I Brownies sono un altro dolcetto facile e veloce da preparare. In questa versione sono adatti anche alle persone intolleranti al glutine, ai vegani e vegetariani.
Questi brownies presentano un ingrediente che può apparire insolito: i fagioli neri! Vi assicuro invece che rendono l’impasto morbidissimo, per un risultato strepitoso.
Sono stata indecisa fino all’ultimo perchè c’è un’altra buonissima ricetta con la patata dolce al posto dei fagioli, ma ho pensato che i fagioli fossero più facili da reperire e che così vi evitavo di prendere le patate, bollirle, sbucciarle e ridurle in purea.
* In caso vogliate la ricetta con la patata dolce, scrivetemi!*

INGREDIENTI
– 250 g di fagioli neri sgocciolati (in alternativa usate i cannellini)
– 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 40g di fiocchi d’avena (meglio quelli piccoli, sulle confezioni trovate scritto “quick oats”)
– un pizzico di sale
– 75 g di sciroppo d’acero ( in alternativa sciroppo d’agave o miele )
– 2 cucchiai di zucchero di canna ( se non volete usare zucchero, aumentate lo sciroppo a 110g invece di 75 g )
– 40 g di olio di cocco o altro olio vegetale ( es. di semi, di arachidi… )
– 2 cucchiai di polvere di vaniglia – se non la trovate, una bustina di vanillina
– 1/2 cucchiaio di lievito
– 80/100 g di gocce di cioccolato o cioccolata in pezzi ( a vostro piacimento se ne volete di più o di meno )
– Tenete da parte alcuni pezzetti di cioccolata da spargere sulla superficie dei biscotti

PREPARAZIONE
Preriscaldare il forno a 175°C
Mescolare tutti gli ingredienti, TRANNE i pezzetti di cioccolata, in un robot da cucina con le lame o frullatore potente. L’impasto deve essere omogeneo e cremoso, fermare il robot e controllare di tanto in tanto.
Aggiungere i pezzetti di cioccolata ( tranne alcuni che metteremo sulla superficie ), mescolare con un cucchiaio.
Versare in una teglia quadrata di 20 x 20 cm ( altezza 5 cm ). La teglia deve essere antiaderente, oppure oliatela. Guarnire con i restanti pezzetti di cioccolata.
Infornare per 15/18 minuti e LASCIAR RAFFREDDARE prima di estrarli dalla teglia e tagliarli (altrimenti si rompono). La quantità basta per tagliare 9/12 brownies.
Se l’impasto vi sembra poco cotto, metterli in frigo durante la notte e magicamente avranno la consistenza giusta!
* Un trucco: prima servite i brownies, e solo dopo svelate l’ingrediente segreto, nessuno immaginerà che li avete preparati con i fagioli!
* Se lo desiderate potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale o aroma all’impasto, paticolarmente indicati menta piperita, arancia, cannella…

Buon appetito e buon Halloween!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia, staff e blogger Martina Giraldi che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

MAMMA, MODELLA CURVY E APPASSIONATA DI CUCINA E BENESSERE
In lotta con la bilancia da quando aveva 14 anni, prova tutte le diete e le ricette possibili ed immaginabili che le promettono un miraggio di dimagrimento (fallendo miseramente nel suo intento, ma al contempo migliorando il suo stile di vita).
A 38 anni incontra la filosofia Bodypositive e Curvy Pride: è amore a prima vista!
Butta la bilancia, ma fa tesoro di tutte le informazioni, le ricette ed i trucchi wellness appresi.
L’importante è stare bene, BEAUTY AND HEALTH HAVE NO SIZE-
Bellezza e salute non hanno taglia





COME AFFRONTARE IL SENSO DI FRUSTRAZIONE…

Il momento difficile che stiamo vivendo causa una forte frustrazione e una grande incertezza, sappi che è normale non sei la sola/o a provare questi sentimenti.

Per vivere tutti i giorni il nostro benessere quotidiano ed evitare il sentimento di frustrazione, la cosa importante a cui dobbiamo prestare attenzione è tenere in considerazione i nostri bisogni emotivi fondamentali.

Non importa se siamo capaci di migliorare il nostro grado di produttività o se impariamo ad organizzare meglio l’agenda e a rispettare i tempi che ci siamo dati, se non diamo la giusta importanza ai nostri bisogni emotivi, il senso di frustrazione difficilmente ci abbandonerà.

La vera chiave per il benessere è ricordarci che abbiamo bisogno di:

Avere una routine, che significa affidarsi a rituali, spazi, passaggi e processi che già conosciamo (esempio: io mi alzo alla stessa ora, faccio colazione, mi vesto anche se lavoro in casa, e inizio a lavorare o a svolgere le mie attività). Rivivere ogni giorno le nostre abitudini ci fa sentire più al sicuro e ci permette di risparmiare energia, che possiamo spendere in progetti creativi ed in un’elevata produttività;

Avere una forte connessione coi nostri sogni e obiettivi di vita, anche se tutto ci sembra instabile e siamo spaventati per il futuro. Rinnovare quotidianamente la capacità di sognare, di pensare al bello, a ciò che ci piace veramente fare e dedicarci alle nostre passioni, che ci fanno sentire vivi. È quel motore di vita indispensabile che riempie le giornate di senso e bellezza.


Ma di cosa fondamentalmente abbiamo bisogno:

Di avere certezze, ovvero quello che abbiamo visto finora: avere le proprie abitudini, abitare in luoghi a noi familiari, ma anche avere una situazione di stabilità economica, relazionale, di salute ed emotiva che ci permette di sentirci al sicuro, ma in questo momento qualcosa di questo ci può mancare quindi….

paradossalmente abbiamo bisogno di avere incertezze. Si hai letto bene, non è un errore di battitura. L’incertezza corrisponde al bisogno di avere sogni e obiettivi, di voler realizzare qualcosa di nuovo, di creare, sperimentarsi, correre rischi, non sapere come andrà a finire qualcosa, il bisogno di non sapere i risultati in anticipo e di lasciarsi stregare dal bellissimo viaggio per raggiungerli;

E’ il momento di tornare a sognare

ma abbiamo anche bisogno di crescita, tutti i giorni, come le piante, crescere ed espanderci. La nostra mente è curiosa e aperta a nuove conoscenze, leggere una curiosità, scoprire qualcosa che non si sapeva, fino a concentrarsi nel vero e proprio studio disciplinato di una nuova abilità o materia;

Il bisogno di sentire che valiamo e avere stima di noi stessi, ovvero tutti i giorni rinnovare l’ammirazione che abbiamo per la nostra persona, per le nostre qualità, il nostro carattere, le nostre aspirazioni, il nostro corpo, la nostra vita e per le persone a cui abbiamo scelto di stare al fianco. Essere grati di tutto ciò, che sappiamo e di quanto valiamo non è dato per scontato;

Il bisogno di dare un contributo, sapere che il lavoro che stiamo facendo è importante e che apporta un reale beneficio al mondo ma anche a noi stessi, che può essere definito da ciò che fai in azienda, così città dove risiedi, in famiglia, nel tuo gruppo di amici, ma anche semplicemente su te stesso/a è il contributo che ti dai per ripartire per rinnovarti per adeguarti al nuovo futuro.

Infine il bisogno di amore e connessione, ovvero il calore delle relazioni umane, del tatto e dell’affettività, che, nonostante la tecnologia ci stia provando, non può essere in alcun modo eguagliato dalla relazione filtrata tramite schermo, telefonate e chat.

E QUESTO PRESTO TORNERÀ’

NON ARRENDERTI! GUARDA AVANTI,

NON FERMARTI,

DOMANI SARA’ MIGLIORE DI OGGI

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

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Tiziana Bernardini, 49 anni,
dopo aver perso il lavoro svariate volte decide di fare la mamma a tempo pieno fino al giorno in cui sente quel ruolo troppo stretto e
si rimette in gioco. Diventa una consulente di bellezza e una coach, lavora online e oggi concilia il ruolo di mamma con quello di professionista.
La sua più grande soddisfazione
è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com

SCELTE DI VITA: LA MIA STORIA DI MAMMA SINGLE

Siamo donne, ragazze, madri, compagne, mogli, figlie, imprenditrici, dipendenti o casalinghe, ricopriamo tanti ruoli, non siamo mai soltanto una cosa sola. La nostra vita è senz’altro disseminata di momenti che ci hanno segnate, di scelte che abbiamo fatto, di paure che in qualche maniera abbiamo dovuto superare.

Conosco donne che erano terrorizzate dall’idea dei dolori del parto e poi, nonostante li abbiano provati, hanno avuto altri figli. Conosco donne che hanno fatto scelte coraggiose, magari avendo tutti contro, eppure hanno seguito il loro cuore o il loro cervello.

A ben pensarci tutti i giorni scegliamo: dalla cosa apparentemente più insignificante, tipo “Cosa mi metto oggi?” a quella più complessa tipo “Come gestisco quel cliente?” la nostra vita è una continua oscillazione tra ciò che potremmo fare, desideriamo fare, dobbiamo fare, vogliamo fare e speriamo di fare. Spesso decidiamo senza neanche rendercene conto.

Anch’io per molti anni ho pensato di aver fatto certe cose nella mia vita perché non avevo scelta. Dopo essere diventata mamma, a 27 anni, mi sono separata quasi subito. Il mio ex marito se n’è andato, lasciandomi con la piccola di 9 mesi. Oggi le cose sono sistemate, non ce l’ho con lui, lo racconto soltanto per contestualizzare il periodo.

Ero già abituata a gestirla io in tutto e per tutto perché allattavo ed ero in maternità, avevo modo di seguire la bimba nei suoi orari e al mattino potevo dormire un po’ di più se anche lei dormiva. Quello che ho vissuto separandomi è stato come un brusco risveglio: dopo tanti anni in cui ero parte di una coppia, avevo bene o male sempre una persona su cui poter contare, qualcuno a cui poter delegare le incombenze che non volevo, mi sono trovata SOLA. Ora dovevo pensare io a tutto.

Alessia a 3 anni dopo la merenda con la Nutella!

Ho sempre lavorato a tempo pieno per cui mi ero dovuta muovere per trovare un nido, iscriverla, fare l’inserimento coi relativi sensi di colpa prima di riprendere il lavoro. Al mattino ci svegliavamo presto, facevamo colazione, preparavo lei e me e la portavo all’asilo per poi andare a lavorare. Nel pomeriggio la riprendevo intorno alle 18 e poi cominciava la seconda parte della giornata in cui giocavamo, facevo la spesa, cucinavo, pulivo, bagnetto, pigiamino, coccole, favole e nanna. Era diventata una routine tenera e al contempo micidiale.

La mia fortuna sono stati i nonni, tutti e quattro: su di loro ho sempre potuto contare. Il venerdì il nonno paterno andava a prenderla all’asilo e la teneva a dormire da loro, per cui avevo una serata alla settimana in cui ero “libera”. Talvolta uscivo e mi regalavo un po’ di tempo non da mamma, ero solo Fabiana, potevo uscire a cena con gli amici, potevo andare in discoteca, potevo fare quello che non facevo quando c’era lei. La realtà era che il più delle volte ero talmente stanca che me ne stavo a casa, considerando anche il fatto che all’epoca i miei amici erano in situazioni diverse dalla mia: i miei coetanei erano fidanzati o appena sposati e uscivano con le coppie, delle mie amiche single non riuscivo a tenere il passo, loro avevano altri interessi e poi magari arrivavano tardi perché il sabato non lavoravano, io alle 9 del mattino dovevo presentarmi al lavoro in buono stato e presente a me stessa, per cui evitavo di folleggiare come loro (non le giudico, lo avrei fatto se il mio giorno di riposo fosse stato il sabato). Avrei potuto farmi tenere la bambina qualche volta nei fine settimana ma già la vedevo poco, lei stava più volentieri con me e io ero felice di coccolarmela, in più ho sempre pensato che se fai i figli poi te li devi anche smazzare, non me la sentivo di “mollarla” per andarmi a divertire. Giusto o sbagliato che sia, ho fatto quello che mi sembrava buono in quel momento.

Io e Alessia quando aveva 4 anni

Io sono stata la prima a sposarmi, avevo appena 22 anni. Ho fatto tutto prima degli altri: quando a 30 ero già mamma di una bimba di 3 anni e separata da un po’ c’era chi si doveva sposare, chi era single, chi aveva appena trovato lavoro e chi passava il suo tempo libero a prenotare tavolini in discoteca. Mi sentivo fuori dal mondo. Io dovevo far quadrare i conti, litigando col mio ex, facendo bella faccia davanti ai miei genitori perché non volevo preoccuparli, dovevo pensare a tutte quelle cose che avevo sempre delegato a lui: il bollo, il tagliando, l’assicurazione, la revisione. Affitto da rinnovare, burocrazia da sbrigare, insomma, tutte cose che detestavo (infatti mi è successo di scordarmene, pagando multe che non mi potevo permettere).

La Fabiana di oggi gestirebbe certe cose in maniera diversa, sarebbe molto più brava con la burocrazia, si sarebbe appoggiata di più agli amici, alle persone care, avrebbe chiesto aiuto e si sarebbe confidata coi genitori ma la Fabiana di oggi ha 18 anni di esperienza in più, sa molte più cose, è meno rigida con se stessa ed è un’altra persona!

Perché vi racconto tutto questo? Perché sono certa che qualcuno di voi, leggendo la mia storia, starà pensando che sono stata brava, che ho avuto tanta forza, che sono una persona che, nonostante le difficoltà, si è fatta coraggio e ha tirato su una figlia praticamente da sola, una figlia che oggi, alla soglia dei 18 anni, è una ragazza meravigliosa, matura, che mi sostiene e mi adora, con cui ho un rapporto splendido e unico e di cui io vado fiera, per usare un eufemismo.

Il nostro rapporto giocoso

Per anni ho pensato di non aver fatto poi granché. Quando qualcuno mi faceva notare queste cose per farmi un complimento io rispondevo: ” E che altro avrei potuto fare? Non avevo scelta! Dovevo fare ciò che ho fatto, non c’erano opzioni”. Solo da poco ho invece capito che c’erano eccome le opzioni! Avrei potuto fare tutto diversamente!

In primo luogo avrei potuto smettere di pagare un affitto e tornare dai miei, non mi avrebbero mai detto di no. Avrei avuto un grande aiuto ma io questo non l’ho mai preso in considerazione: avrei rinunciato a quel po’ di indipendenza che avevo, avrei dovuto rinunciare al mio tempo esclusivo con mia figlia, non saremmo state mai solo io e lei e poi avrei pesato troppo sulla vita dei miei. Mia mamma era in pensione, si poteva godere un po’ la sua vita dopo 40 anni di fabbrica, con che cuore le avrei sconvolto la vita? (Lo avrebbe fatto, è la mamma più meravigliosa del mondo).

Avrei potuto mollarla nei fine settimana, come facevano molte mie clienti: mi invitavano con loro a week end al mare, in giro per negozi, a divertirmi. Io non avevo né i soldi né il cuore per farlo, se pensavo che mentre io ero in piscina a chiacchierare mia figlia era piazzata davanti alla tv dai nonni, per cui me la tenevo sempre con me quando non ero al lavoro. Ero felice così.

In effetti, ripensandoci, avevo eccome la scelta, solo che in quegli anni non la vedevo, il mio cervello non la percepiva. Questo è ciò che voglio dire a tutte voi meravigliose donne che credete di non fare niente di grande: ogni giorno facciamo qualcosa di grande, e se cominciassimo a prendercene il merito?

Se cominciassimo a prendere atto che quello che facciamo è grande, è importante? È fondamentale essere noi per prime a riconoscerci il nostro valore altrimenti nessuno intorno a noi lo farà! Non aspettiamo che il mondo si accorga di quanto valiamo, scriviamocelo in faccia e mostriamolo con orgoglio. Non per vanto, non per essere meglio degli altri ma per essere d’ispirazione, per aiutare chi ha bisogno di un’iniezione di autostima, chi ha bisogno di vedere che se l’ho fatto io allora puoi farlo anche tu.

Riconosciamo tutte le nostre doti e mostriamole con dignità, con tenerezza e con la forza aggraziata di cui siamo capaci noi donne e il mondo sarà da subito un posto un po’ più bello per tutti.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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