QUANDO LA TUA FAMIGLIA TI GIUDICA

Ti è mai capitato di sentirti bullizzata dalla tua famiglia? Strano a dirsi, eppure è possibile! Forse non ci viene mai in mente che a volte i primi atti di discriminazione li abbiamo vissuti proprio in quello che dovrebbe essere il nostro nido sicuro: la famiglia.

So già che starai pensando che sì, ci sono casi limite in cui genitori problematici rovinano la vita dei figli negando loro affetto, amore, attenzione ma ti assicuro che ci sono altri modi per “incasinare” i figli e i rapporti.

Se ci pensi un attimo e ti soffermi a guardare indietro, sono certa che troverai almeno un’occasione in cui avresti voluto che i tuoi familiari ti fossero più vicini, che cercassero di capirti, che prendessero le tue difese a spada tratta o che, semplicemente, ti abbracciassero in silenzio perdonandoti qualunque cosa avessi fatto.

Troppe volte i figli si sentono giudicati dai genitori o dalle persone care

Nessuno è perfetto, non nasciamo col famoso libretto delle istruzioni! Quando diventiamo genitori ne avremmo disperatamente bisogno perché è facile sbagliare. Se incasiniamo la nostra vita da adulti la responsabilità è nostra e per noi stessi ma quando si tratta della felicità di altri esseri umani messi al mondo da noi le cose cominciano a farsi ancora più importanti.

Ognuna di noi riveste più ruoli nella propria vita: siamo figlie, siamo amiche, lavoratrici, forse madri o sorelle; nessuno ci insegna come vivere questi ruoli al meglio delle nostre possibilità, ci portiamo dietro un bagaglio generazionale che molto spesso pesa tanto e ci impedisce di essere felici e di rendere felici gli altri.

Mi spiego meglio: pensa a quante volte hai detestato un certo comportamento di tua madre o tuo padre e di come ti sei ripromessa di non diventare mai come loro, oppure di come hai visto quella mamma viziare in modo (secondo te) vergognoso il suo bambino e poi, dopo anni, ti sei ritrovata a fare esattamente la stessa cosa, con gli occhi traboccanti d’amore e di indulgenza per il tuo pargolo specialissimo!

Ti ci ritrovi? Io credo di sì. Forse non del tutto, forse in maniera non così eclatante ma comunque sai perfettamente di cosa parlo.

Senti, per esempio, cosa è successo a Silvia, una mia cliente, quand’era ragazza (tranquilla, mi ha dato il permesso di raccontarlo): tra lei e sua mamma c’è sempre stato un grande amore ma lei ricorda che, fin da piccola, la mamma le diceva continuamente che avrebbe dovuto dimagrire un po’, che sarebbe stato meglio mangiare meno e perdere peso. Quando aveva circa 12 anni Silvia si prese l’influenza, stava male e non si alzava dal letto. Dopo due o tre giorni la mamma arrivò in camera della figlia con in mano una bilancia pesapersone. Lei pensava che fosse salita per portarle un po’ di brodo o per vedere come stava invece aveva in mano UNA BILANCIA.

A cosa poteva mai servire la bilancia in quel momento? Nonostante non si sentisse per niente bene e avesse la mente un po’ annebbiata, Silvia salì e vide che pesava esattamente come prima. “Ma non è possibile, tre giorni che non mangi e non hai perso neanche un etto!” Ecco tutto quello a cui riusciva a pensare la madre in quel momento! Quell’ago che andava su, mentre lei era stanca, aveva freddo e anche un po’ di capogiro la mortificò e la fece sentire in colpa, anche se lei di colpe non ne aveva affatto.

“Mangia di meno, devi dimagrire!” Quante volte Silvia si è sentita ripetere queste frasi da chi amava.

Quell’episodio la ferì profondamente e per molto tempo Silvia si è chiesta come la madre avesse potuto pensare al suo peso mentre lei era febbricitante da giorni. Era una fissazione, un pensiero costante, pretendeva dalla figlia qualcosa che neanche lei riusciva ad ottenere: la magrezza.

Lei sa che sua mamma non voleva affatto farla stare male, non aveva intenzione di ferirla, desiderava solo che lei fosse più magra. Oggi, a quasi quarant’anni, Silvia è una donna di forme generose e, nonostante abbiano un bellissimo rapporto, si sente scrutata e giudicata ogni volta che indossa un vestito un po’ più corto o qualcosa che ALLA MAMMA non piace. La mamma è convinta che certi abiti mettano in evidenza una parte del corpo di Silvia che non rispecchia i canoni di magrezza e che LEI nasconderebbe.

Ecco dove sta il punto: la mamma tende a proiettare i SUOI desideri, le SUE aspettative e le SUE convinzioni sulla figlia. Questo lo facciamo un po’ tutti noi genitori, chi più e chi meno; siamo fermi sulle nostre idee e siamo certi di fare il bene dei nostri figli dicendo loro chi devono essere, come devono comportarsi e cosa provare di fronte al mondo, ma così facendo imprimiamo in loro quello che pensiamo noi. E noi siamo noi, con le nostre storie, le nostre paure e i nostri gusti personali; i nostri figli sono un’altra cosa, pensano a modo loro e vogliono vivere secondo i loro valori!

Sono certa che i commenti sul fisico, le battutine ironiche sul “mangiare come camionisti”, i continui riferimenti ai difetti che riteniamo di avere, siano deleteri per noi e per chi cresciamo con tanto amore. Facciamo i salti mortali per portare le ragazze a fare sport affinché acquisiscano sicurezza e agilità e poi le affossiamo con questo tipo di comunicazione.

Chissà se anche per te è stato così, se ancora oggi ti porti dietro le conseguenze di ciò che hai vissuto da piccola, se con i tuoi figli sei la fotocopia della tua mamma brontolona o se invece sei riuscita a tirare fuori la parte di te che ti serve per essere la mamma che vuoi!

Ti lascio con un’ultima riflessione: sappi che le persone agiscono per ciò che conoscono, si comportano al meglio di come possono fare in quel momento.

Silvia, essendo una donna molto serena e sicura di sé, non biasima la sua mamma per quello che le ha detto e che ancora oggi le fa capire tra battutine e sarcasmo. Lei sa che l’ha sempre amata tantissimo, solo che lo esprime così, in un modo non costruttivo.

Quello che sicuramente possiamo fare noi, generazioni più giovani, è informarci e fare il possibile per crescere figli che non debbano sentirsi continuamente sotto esame, soprattutto per come appaiono. Questo è uno dei valori fondanti dell’ Associazione Curvy Pride- APS: siamo persone, non siamo taglie e non siamo perfette: così come non lo è la mamma di Silvia che ha agito per amore, così come non lo sono io, né tutte voi che state leggendo. Ognuna di noi fa del suo meglio per le sue possibilità e quando c’è bisogno di aiuto, di confronto, di crescita e di unione c’è Curvy Pride.

Fabiana Sacco, Curvy Coach (ed ex mamma brontolona).

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com, mi trovi anche su FB
https://www.facebook.com/fabianasaccocurvycoach
e su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

Le modelle curvy, un nuovo concetto del bello

La presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato

Una rieducazione al concetto del bello, nella moda, grazie a campagne mirate e anche grazie alle modelle curvy” questa la frase della giornalista del Tg5 in un servizio che è andato in onda qualche sera fa, dedicato alle modelle curvy. Ebbene sì, adesso si volta pagina. Basta con gli stereotipi di donne bellissime, taglia 38/40. La bellezza c’è anche nella taglia oltre la 48. Come si dice: se una è bella, è bella. Dunque, care donne e cari uomini con qualche chilo in più, adesso è il nostro momento. E lo hanno capito anche gli stilisti che tante persone non sono magrissime e che anche loro, anzi, soprattutto loro, sono quelle che si vogliono esprimere indossando capi meravigliosi.

Soprattutto vogliono dimostrare che il bello sta anche in quei corpi burrosi e sensuali che esprimono calore e, talvolta, immensa sensualità. Nel servizio del telegiornale è stato proprio detto: “Sensuali, bellissime, seducenti e soprattutto curvy. Donne coraggiose che hanno rivoluzionato il mondo delle passerelle e stravolto i canoni degli stilisti. Da Fendi a Valentino, da Chanel a Versace. Tutti hanno avuto e hanno modelle curvy come testimonial. Perché la loro fisicità ha proposto modelli finalmente contemporanei”.
Chi sa bene cosa sia la bellezza curvy è proprio la presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato.
Lei, con la sua bellezza mediterranea, un corpo sinuoso e assolutamente sensuale, con una femminilità indiscussa, sostiene questi concetti dal lontano 2013. Compare anche lei in quel meraviglioso servizio del Tg5, con l’iconica maglia fucsia con il cuore bianco, logo di CurvyPride, che ormai è diventata il simbolo della community.

Ecco quindi che, nelle pagine social, si è scatenata tanta curiosità e molte ragazze e donne che sfilano hanno postato con orgoglio le loro foto più belle. “Sogno un mondo inclusivo, dove tutti possano vivere liberamente il proprio peso, la propria sessualità, la propria origine. Ognuno di noi ha il diritto di essere felice per quello che è” afferma Marianna Lo Preiato autrice del libro “La mia resilienza in un corpo morbido” oltre che fondatrice e presidente dell’associazione CurvyPride.

La storia di una donna, di tante donne, che con l’associazione Curvy Pride Aps potranno essere resilienti insieme.
Scritto da Marianna Lo Preiato, a cura di Marzia di Sessa, con la prefazione di Maria Teresa Ruta, questa è la storia di Marianna, che ha resistito alle avversità che la vita le ha riservato ed è riuscita a trasformare gli ostacoli che la potevano far cadere in un cammino di liberazione.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Barbara Braghin che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.




Barbara Braghin è giornalista e blogger. Adora la moda, i film con Marilyn Monroe anche se il suo preferito rimane sempre Pretty Woman. Da sempre fan di Madonna, adora il fucsia e ha una filosofia di vita molto strong: SE INSISTI E PERSISTI RAGGIUNGI E CONQUISTI.

I 3 SEGRETI PER PIANIFICARE I TUOI OBIETTIVI PER IL 2021

Ciao, sono Fabiana Sacco e sono una Coach, una professionista che aiuta le donne a raggiungere i loro obiettivi e martedì 29 dicembre ci vediamo su Zoom alle 21 per parlare proprio di questo argomento!

Ho preparato un mini corso gratuito il cui scopo è di condividere con te 3 segreti molto importanti:

1) QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UN OBIETTIVO

2) COME RICONOSCERE IL TUO VERO OBIETTIVO

3) COME PIANIFICARLO NELLA TUA GIORNATA AFFINCHÉ TU POSSA RAGGIUNGERLO E ANCHE SUPERARLO!

Tante volte in passato mi sono detta: “quest’anno voglio dimagrire, quest’anno voglio dedicarmi del tempo per me, mi piacerebbe finalmente visitare quella città d’arte, vorrei iniziare un corso di ballo, vorrei leggere di più, vorrei smettere di perdere tempo in cose inutili, vorrei imparare a dire di no a quello che non mi fa star bene…” e non succedeva mai niente!

Pianifica al meglio e raggiungerai i tuoi obiettivi!

Spesso confondiamo i desideri con gli obiettivi, è per questo che non li raggiungiamo mai!

Finché non ho imparato a trasformare i miei desideri in obiettivi rimanevano lì, sospesi nel limbo del FORSE, del MAGARI e del SAREBBE BELLO RIUSCIRCI e questo non raggiungerli mai mi faceva sentire sempre più incapace e aumentava la mia frustrazione, fino a farmi mettere in dubbio non solo le mie capacità ma anche l’ importanza dei miei desideri.

Non so a te, ma a me è capitato di volere qualcosa e non riuscire mai ad averla iniziando a credere che forse non ne valesse la pena, che non ero abbastanza brava, forte o determinata per raggiungerla. In realtà non è così! In realtà mi mancavano le basi! Mi mancavano i 3 punti che ti ho scritto prima.

Imparare l’ABC degli obiettivi per me è stato illuminante ed è per questo che voglio condividere con te questi trucchi del mestiere, grazie ai quali ho finalmente raggiunto, uno dopo l’altro, molti obiettivi che inseguivo da tanto. Il successo più eclatante che ho realizzato è stato quello di avviare la mia attività da casa, organizzandomi un ufficio sul tavolo di cucina. Con una linea wifi, un portatile, tanto studio e un’ ottima pianificazione obiettivi mi sono realizzata in una professione che mi rende felice, mi sostiene economicamente ed è in continua crescita!

Per partecipare al minicorso manda una mail a curvypride@gmail.com con la tua richiesta e ti manderò il link per partecipare gratuitamente.

Prepara carta e penna, lavoreremo insieme affinché tu possa, una volta per tutte, imparare la strada migliore, più semplice e veloce per raggiungere ciò che vuoi!

Ti aspetto!

PS: Nel frattempo comincia a fare una lista di quello che vuoi ottenere in questo 2021, scrivi i tuoi obiettivi uno dopo l’altro su un quaderno o un foglio e tienilo pronto per il mini corso, lo useremo come inizio!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com, mi trovi anche su FB
https://www.facebook.com/fabianasaccocurvycoach
e su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

LA SOLITUDINE NON È UNA MALATTIA

Come una goccia d’acqua in un vaso….la senti cadere giorno dopo giorno finché col passare del tempo il vaso si riempie…e l’acqua fuoriesce incontenibile!

Vedo cosi la solitudine che con gli anni mi ha fatto rinchiudere in me stessa.

Sono Tiziana, una donna di 49 anni, sono mamma di due splendidi adolescenti e sono una donna dalle forme morbide, che oggi chiamiamo Curvy .

Diciamo che sono nata magra, nel senso che le mie curve sono iniziate a spuntare in un determinato periodo della mia vita, ma non voglio con questo articolo raccontarti e annoiarti con tutta la mia storia personale.

Voglio invece raccontarti di come mi sono trovata sola ad un certo punto della mia vita, di come ho sofferto questa solitudine, e di come ho poi capito che non è una malattia e quindi che da sola potevo farcela a sconfiggerla.

Sono sempre stata una donna molto solare, dal sorriso facile, non ho mai avuto problemi a fare amicizia, ho sempre approcciato le persone con umiltà, serenità, buona fede, ho sempre amato fare nuove amicizie conoscere gente diversa, lo considero un arricchimento personale.

Detta così posso sembrare una persona tutt’altro che sola…anzi l’immagine che do è di una persona piena di amicizie vita sociale, insomma una vita da favola.

Non è esattamente cosi, quella goccia di acqua nel vaso, giorno dopo giorno mi ha riempito il cuore di solitudine.

Ho iniziato a rinchiudermi in me stessa da quando per la prima volta da giovane avevo più o meno 24 anni mi è stata detta la frase cosi gentile dal mio fidanzato di allora “ma questa brutta pancia la levi??” facile a dirsi ma non è esattamente cosi che funziona, non si tratta di togliere uno zainetto dalle spalle sfilando le cinghie!!

Quando iniziai il mio primo lavoro il dottore dove lavoravo mi chiamava “la culona”.

Continuando negli anni potrei raccontarti mille episodi:

  • ci fu la volta che andai a fare un colloquio di lavoro, feci test e colloquio orale, passai il tutto in maniera eccellente, ma quando mi chiamò il titolare queste furono le parole : “lei è un ottima persona molto preparata peccato che sia una palletta di ciccia!!”
  • Ci fu la volta in cui il posto di lavoro lo ottenni, ma al momento di farmi la divisa mi venne detto: “senti della tua taglia purtroppo non ho camicie puoi dimagrire una decina di kg in pochi giorni? Altrimenti diventa un problema”
  • Ci fu quella volta  al bar, dove una mamma delle amichette di mia figlia, inopportunamente fuori dal contesto della conversazione, si girò verso di me dicendo: “ma tu quando hai iniziato a prendere peso? Hai mai provato a dimagrire? Ti ci sei mai messa con la testa?”

L’elenco è lungo e doloroso, una goccia dopo l’altra….che mi ha portato a rinunciare…

  • Rinunciare a fare colloqui di lavoro
  • Rinunciare al caffè con le amiche
  • Rinunciare ad uscire di casa
  • Rinunciare…e quindi rinchiudermi in me stessa

Perché mi sentivo diversa non adeguata sbagliata!!!

Ho iniziato una lunga lotta col mio corpo per cercare una normalità, quella normalità che non mi apparteneva ma che vedevo nella testa e negli occhi delle persone che mi circondavano.

Fino a quando è arrivata la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso, quando oltre che esclusa mi sono sentita anche sfruttata, perché pur di essere accettata ero sempre disponibile ad aiutare tutti senza chiedere nulla in cambio, fin quando ho avuto bisogno io di aiuto e nessuno era disponibile.

Ed è esattamente in quel momento che mi sono resa conto di essere sola! Nel momento che ho avuto io bisogno di aiuto non c’era nessuno disponibile, avevano tutti troppo da fare, ero l’invisibile della situazione, mi sono resa conto che se a telefonare non ero io, quel telefono non squillava, se ad invitare non ero io, quegli inviti non erano contraccambiati, se avevo necessità io di disponibilità non c’era mai tempo.

Il tempo delle mie rinunce era già avviato, e quindi dopo aver perso il lavoro mi trovavo a casa perché non volevo affrontare altre umiliazioni ai colloqui di lavoro, non andavo in palestra perché non volevo essere l’oggetto delle chiacchiere sottovoce negli spogliatoi, non andavo più al bar la mattina dopo aver accompagnato i bimbi a scuola per evitare quelle domande imbarazzanti.

Cosi all’improvviso una grande solitudine è piombata nella mia vita nel mio cuore, la sofferenza è stata devastante, ho passato giornate intere guardando nel vuoto e sentendo nella mia testa solo un’unica cosa: ”sono sola”.

Ma dovevo reagire per i miei figli, perché la mia infelicità era contagiosa, dovevo reagire perchè la vita è una ed è facile sprecarla.

Fu una frase detta da mio figlio che mi destò dal mio stato, mi disse: “mamma se tu sei triste sono triste anche io perché non ti vedo più ridere!!!” In quel momento ho capito che la mia felicità non poteva e non doveva dipendere dagli altri!

All’inizio ho imparato ad ascoltarmi, a convivere con me stessa apprezzando quelle piccole cose che la solitudine mi regalava, mangiare un piatto di pasta ascoltando musica, piuttosto che leggere un libro in completo silenzio o anche andare in giro per la città nei vicoli più impensati. Ma l’uomo è un animale sociale e ha quindi bisogno dei suoi simili. Per tornare a star bene ho cercato dentro di me quella forza che mi permettesse di rinunciare a….”Rinunciare”. Ho iniziato a chiedermi cosa veramente volessi, cosa mi piaceva quali erano i miei desideri le mie passioni, tutto quello che avevo sommerso per non affrontare il mondo.

Ho scoperto cose di me che non sapevo di avere, grandi capacità che non pensavo di avere, ad esempio che ero brava con la tecnologia, mi sono riscoperta una brava cuoca, mi sono riscoperta una donna dalle mille sfaccettature.

Cosi ho iniziato da dove volevo ripartire, non volevo intorno persone che non mi apprezzavano per quella che ero, non volevo persone che sfruttavano solo la mia grande bontà, pian piano ho lasciato andare tutte queste persone mi sono resa conto che non avevo bisogno di gente così nella mia vita, piuttosto era meglio stare sola e ho selezionato chi veramente volevo vicino a me.

Il secondo passo è stato ricominciare a valorizzarmi come donna, ho cambiato pian pianino il modo di vestire scegliendo cose più morbide ma che valorizzavano la mia figura , ho ricominciato a truccarmi per vedermi più colorata e meno grigia davanti lo specchio, ho tagliato i capelli, ho ricominciato a curare il mio aspetto estetico e ho pian pianino ricominciato a vedermi meglio e a guardarmi allo specchio con amore.

Ma la cosa più importante è che ho ricominciato a curare il mio aspetto interno, se non mi volevano nel mondo del lavoro, bene, ho capito che il lavoro dovevo crearmelo io ripartendo da quello che era la mia indole, da quello che più mi piaceva fare.

Ho investito su di me facendo dei corsi, per cercare la mia strada, ho ricominciato ad uscire di casa. Da cosa nasce cosa e ho scoperto che per fortuna non tutte le persone sono uguali, sono nate nuove amicizie con persone molto più profonde, e ho capito che chi si nasconde dietro ad una critica lo fa per una sua insicurezza personale per sentirsi più forte.

La profondità di una persona disarma! e quando sei disarmato attacchi per non essere attaccato!

Sul mio cammino di rinascita ho incontrato l’associazione Curvy Pride, e qui ho scoperto un mondo di persone che guardano oltre. Oltre ogni fisicità, oltre ogni pregiudizio, dove chiunque può esprimersi come vuole rispettando ogni tipo di fisico o disabilità o pensiero.

La cosa fondamentale in questo mio cammino è che ho imparato che la solitudine non è una malattia, che si può uscirne partendo da se stessi, dai propri valori dalle proprie necessità. Ho imparato che apparire non è essenziale, che il mondo è bello perché vario e devo essere io a scegliere chi voglio nel mio mondo per sentirmi bene sempre con me stessa.

Oggi sono una donna felice mi sto realizzando professionalmente sono diventata una coach e anche una networker, sono una mamma felice, e quando vedo i miei figli orgogliosi di me so che ho fatto un buon lavoro.

Il mio motto è: “NON C’E’ NIENTE CHE IO NON POSSO FARE”, mi amo e mi voglio finalmente bene, adoro stare sola in tanti momenti, ma adoro ancor di più conoscere persone che la pensano come me!!! Esci dalla Rinuncia lascia andare chi non ti apprezza, là fuori c’è un mondo che ti aspetta!!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Ciao, sono Tiziana Bernardini.
Per varie vicissitudini della vita
ho deciso di fare la mamma a
tempo pieno e quando i figli
sono diventati grandi e autonomi
ho deciso di riprendermi in mano la mia vita,
mi sono rimessa in gioco, sono diventata una coach e collaboro anche con un’ azienda
che si occupa di benessere.
La mia soddisfazione più
grande è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com