SILVIA AMOROSINO E L’ALOPECIA: STORIA DI UNA DONNA CHE HA SCONFITTO LE SUE PAURE

Per la rubrica Curvy Pride Anthology riproponiamo questo articolo di giugno 2020 scritto dalla nostra socia Fabiana Sacco e ringraziamo Silvia Amorosino per averci raccontato la sua storia.

Silvia Amorosino soffre di alopecia. Da quando era adolescente non ha più capelli, sopracciglia né peli sul corpo. È una ragazza che ha un sorriso dolce e lo sguardo limpido di chi non si nasconde, o meglio, non si nasconde più. All’età di 15 anni era già praticamente calva. La strada che ha percorso per stare bene con se stessa è stata lunga e non certo priva di momenti davvero difficili ma oggi è una trentenne super tosta e fare quattro chiacchiere con lei è stato divertente e a tratti anche un po’ commovente (una lacrimuccia mi è scesa ma questo non gliel’ho detto).

Ecco allora per voi la trascrizione della nostra chiacchierata.

Silvia, dopo che hai perso i capelli cosa è successo?

A 15 anni io e la mia parrucca siamo andate negli Stati Uniti, in California. Ho affrontato questo viaggio da sola e soggiornavo presso una famiglia. Stavo sempre chiusa in casa, non mi andava di farmi vedere in giro,anche se di fatto non conoscevo nessuno e dovevo ancora elaborare quello che mi stava succedendo. Oggi abbiamo i social, su Internet si trova di tutto e di più: abbiamo accesso a qualsiasi tipo di informazione e basta un click per entrare in mondi virtuali che possono esserci utili per risolvere i nostri problemi o per fare comunità, all’epoca io mi sentivo sola e pensavo che la mia esperienza con la perdita dei capelli fosse qualcosa che riguardasse soltanto me, i social non erano popolari come oggi per cui non avevo modo di uscire dal mio bozzolo, era più difficile conoscere persone che vivessero il mio stesso problema.

Vedendomi sempre chiusa in camera mia, la mia mamma americana mi consigliò di cercare su Internet dei gruppi di sostegno sull’ alopecia. Lo feci e scoprii un mondo!

Non avevo idea di quante persone vivessero la mia stessa realtà e condividessero i miei stessi sentimenti. In questi siti leggevo storie di ragazze come me, raccontavano cose che conoscevo perfettamente e descrivevano le stesse situazioni che anch’io vivevo ogni giorno! In quel momento mi resi conto che non ero sola e un senso di appartenenza si risvegliò dentro di me: anch’io, come loro, potevo imparare ad accettarmi!

Il mondo virtuale ti è stato utile allora!

Certo, è stato fondamentale per sbloccarmi! Mi sentivo finalmente parte di una comunità! Anche altri avevano le mie difficoltà, anche per gli altri era difficile uscire da quella situazione e, leggendo le testimonianze di chi, come me, aveva perso i capelli, si sentiva a disagio e faticava ad accettare la situazione, prendevo sempre più consapevolezza di poter anch’io uscire da mio guscio.

Silvia indossa i suoi turbanti con eleganza, rendendo il suo look super trendy

Cosa è successo a quel punto?

Il primo passo davvero importante che ho fatto è stato uscire senza la parrucca! Ero divisa a metà tra la paura di mostrarmi agli altri e la voglia di dire BASTA a quella che io chiamavo LA MASCHERA DI FERRO, sai come quella del film con Di Caprio. Pensavo che gli altri non dovessero vedermi senza capelli…MA PERCHÉ?

Quindi avevi paura a mostrarti senza parrucca?

Altroché! Ho fatto uno step intermedio: dalla parrucca, che mi teneva caldo, mi pesava e che non sopportavo proprio più, sono passata al turbante. Mi ha aiutata, ma considera che in quel modo si vedeva che non avevo i capelli per cui sapevo che chi mi incontrava se ne accorgeva subito e poteva pensare che ero malata. Mi sono sentita nuda, indifesa ed esposta. La mia convinzione era che SE NON HAI I CAPELLI SEI BRUTTA e io non volevo essere brutta e non volevo sembrare malata. Da lì a mostrarmi anche senza turbante c’è voluto un po’ di tempo ma l’ho fatto, anche perché ballavo il tango argentino ed era abbastanza scomodo farlo con quel peso sulla testa!

Il tango argentino, una delle passioni di Silvia

Ripensandoci adesso, le tue paure erano fondate? Hai davvero incontrato persone che ti hanno giudicata o derisa?

Ho sofferto, Sì, ci sono stati e ci sono tutt’ora commenti cattivi e giudizi stupidi ma mi hanno aiutata a forgiare la mia armatura. Ho imparato a farmi scivolare via queste persone e ciò che dicono. Spesso mi sento dire che anche se non ho i capelli ho un bel viso, come se questo fosse abbastanza, provate voi ad essere calve e poi vediamo se vi accontentate di avere un bel viso! Che poi, sai cosa ti dico? Quando siamo noi in primis ad avere confidenza con noi stesse e ad accettarci, allora lo fa anche il mondo. Se lo dico io puoi credermi, qualunque sia la tua situazione, se la porti con orgoglio, dignità e un sorriso, gli altri non la vedranno come un problema o un motivo di scherno. Il personaggio che dà fiato alla bocca c’è sempre ma lascio che ciò che dice sia un problema suo. Se mi amo il mondo mi ama, se mi accetto il mondo mi accetta, quindi a me la scelta.

Silvia, cosa vuoi dire a chi ha paura di mostrarsi per com’è?

Innanzi tutto che convivere con la paura è impensabile! Come fai a stare bene se temi sempre il giudizio degli altri? Io voglio stare bene e sono certa che lo vogliano anche gli altri, per cui sappiate che LE PAURE SVANISCONO. Sì, il difficile è fare il primo passo ma una volta fatto è tutto più semplice! Alla fine ho capito che abbiamo così paura di ciò che pensano gli altri perché in fondo temiamo di non essere amati. Quando ero una ragazzina sognavo un ragazzo innamorato che mi guardasse negli occhi, mi togliesse la parrucca e mi desse un bacio sulla testa pelata, quello che è successo invece è che quel bacio d’amore me lo sono data da sola, per poi prendermi anche quello di chi mi ama.

La bellezza senza la “maschera di ferro”

Grazie Silvia, questa immagine è stupenda, io e Curvy Pride ti ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi la tua storia!

È stato un piacere, i valori della vostra Associazione sono esattamente i miei per cui mi ha fatto piacere raccontare un po’ di me!

Questa intervista è stata scritta dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it





LE PROFESSORESSE GIUSTE di Vanessa Spada

Durante la sua vita la nostra Vanessa ha incontrato alcune donne davvero speciali che l’hanno compresa e hanno tirato fuori il meglio di lei. Oggi le ringrazia e si lascia ispirare dal loro esempio.

Vanessa è entrata nella mia vita per caso. Avete presente il classico “fulmine a ciel sereno”? Ecco, proprio così. So che usare sempre frasi fatte non va bene, ma quest’amicizia è nata in questo modo, senza preavviso. Forse con alcune persone abbiamo più cose in comune di quanto non ci immaginiamo. Forse quest’ anno così assurdo può lasciarci in eredità cose inaspettate o forse, semplicemente, Curvy Pride ha fatto la sua magia e ci ha avvolte con la sua aura, catapultandoci in un mondo che non sapevamo esistesse. Abbiamo scoperto che la scrittura è un ottimo modo per comunicare e che ci permette di di far emergere i nostri pensieri.

Vanessa si racconta al nostro blog

“Se non riesci a dirlo, scrivilo!” Così mi disse mia madre, quando ero appena adolescente e le confidavo il mio malessere nel non riuscire ad esprimere quello che sentivo. Da allora feci tesoro del suo consiglio, scrivendo diari dove scaraventavo la confusione che si creava nella mia mente, scrivendo riconoscenti lettere alle amiche con le quali mi sentivo vista e poesie d’amore, mai consegnate ai ragazzi su cui fantasticavo.
Questo scrivere mi ‘sistemava’, districava quest’ammasso di emozioni e pensieri esoprattutto mi faceva sentire reale.
Frequentai l’Istituto Alberghiero a Casal Bruciato, dove ebbi la fortuna di avere una professoressa d’italiano che riconobbe in me la necessità di essere
guidata e la voglia di esternare ciò che sentivo. Tra una lezione e l’altra, un giorno, mi prese da parte e mi disse: “Tieni, leggi questo libro, è una storia d’amore, ti piacerà!”. Lo lessi in una notte, sentendomi grata e sbalordita dalla capcità che quella donna aveva avuto di vedermi per davvero.
A giugno del secondo anno, dopo una gita alla fonte dell’acqua Egeria, dove ci regalarono delle t-shirt, pensammo di scriverci una dedica di fine percorso, visto
che l’anno seguente ci avrebbero smistati in classi diverse, a seconda della specialità scelta da ognuno.

Chiedemmo anche ai professori di rilasciarci una dedica e la mia prof. di ricevimento scrisse “Aggredisci la vita, non le persone!” con tanto di smile. Io, che ero estremamente suscettibile in quel periodo, rimasi attonita di fronte a quelle parole. Mi ricordo proprio l’istante, la ventata che fece spalancare ‘sta finestra nella mia testa.

Per un lungo periodo fu la frase che condusse molte delle mie azioni. Non voglio farti pensare che divenni una specie di “Buddha de borgata”, che con i gomiti nel fango avanzava e sopravviveva alle tempeste ormonali… no, caro lettore, per molti anni continuai ad intermittenza ad aggredire quando non capivo.
A 21 anni approdai a Londra, più precisamente a Manor Park, dove feci la ragazza alla pari, in una famiglia italo-inglese, composta da Claudia, la mamma di Z. e G.. Claudia era una donna accogliente e il suo sorriso emanava una ricerca alla gioia che avrebbe influenzato anche il più depresso e introverso degli uomini. Parlammo a lungo e volentieri di arte, musica e libri. Mi consigliò numerosi libri che lessi con avidità, trovando in ognuno quello che cercavo, non sapendo nemmeno di averne bisogno. In una delle numerose conversazioni, mi disse: “Per me è molto importante mantenere le amicizie, nonostante la distanza e questa vita super busy”. Lei era nata in Inghilterra ma cresciuta a Testaccio, trasferitasi a Londra dopo la maturità; aveva amiche sparse tra Barcellona, Berlino, Italia e Irlanda e nonostante le migliaia di km che le divideva, il loro non era un rapporto a distanza, per lo meno con il cuore.
Quando tornai a Roma, a 23 anni, conobbi Roberta, cugina del mio fidanzato di allora. Se mi chiedessero di dare un volto all’empatia incornicerei uno dei suoi sorrisi. Lei, sociologa e autrice di numerose pubblicazioni, appena mi vide disse una cosa della quale ancora rido: “Ma questa non è troppo bona per te, Gianlù?!”
Ovviamente s’instaurò un rapporto fondato su una profonda complicità e fiducia, tanto da avermi permesso di diventare la compagna di giochi dei suoi figli, nonostante io e suo cugino ci lasciammo con leggerezza.

In tutti questi anni lei è stata la mia più grande fan e mi ha sempre incoraggiata a vedermi, nonostante io non mi sentissi in gradi di farlo. Ora ho 31 anni e vivo a Tavon, un piccolo paese circondato da montagne e boschi in Val di Non.

Qualche tempo fa ho conosciuto Curvy Pride e, durante un incontro online sull’autostima, la sensazione che ho avuto è stata quella di avere di fronte a me tutte le donne della mia vita, o, come mi piace chiamarle, le professoresse giuste!
Quelle che negli anni mi hanno aiutata a capirmi, a scoprirmi, ma soprattutto ad amarmi.
Questo scritto è dedicato a voi, alla vostra capacità di amare in forma gratuita e senza aspettative chi, come me, ha la fortuna di inciampare in questo meraviglioso gradino dal nome “Curvy Pride”.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello Staff Valeria Menapace che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valeria, puro uragano di energia, ironia, spensieratezza e positività!
Una “Xena” dei giorni nostri!
“Non è il mondo che fa noi, siamo noi che facciamo il mondo”

LA PRIMA SFILATA DI ALTA MODA ITALIANA E L’UOMO CHE LA RESE POSSIBILE

Come è nata la prima sfilata di moda tutta italiana? Ecco la curiosa storia di Giovanni Battista Giorgini che ha portato nel mondo il made in Italy.

Bits of fashion history: Giovanni Battista Giorgini.

Nasce a Forte dei Marmi da un’illustre famiglia lucchese agli inizi degli anni venti, si trasferisce a Firenze e avvia un’attività di esportazione di artigianato italiano negli Stati Uniti. Dopo la crisi americana del ’29 e il secondo conflitto mondiale nel ’44, Giorgini, avendo già stretto con loro una collaborazione, riceve il compito di organizzare l’Allied Forced Gift Shop, negozio di articoli da regalo per le truppe delle forze alleate.


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LE PRINCIPALI FORME DEL CORPO FEMMINILE

Oggi faremo un po’ di chiarezza sulle varie forme del corpo femminile e le loro caratteristiche.

Poi con successivi articoli andremo a sviluppare nello specifico ogni forma e varianti. Ricorda che ogni forma del corpo è diversa dalle altre e può presentare delle varianti che andranno prese in considerazione nello specifico.

È vitale sottolineare che non esiste una forma del corpo femminile ideale o perfetta, ogni corpo è diverso.

La forma del corpo, è il risultato cumulativo della tua struttura scheletrica, la quantità e la distribuzione di muscoli, e il grasso del corpo.

Bisogna  essere oggettive!

La chiave è conoscere le tue proporzioni, poi puoi usare i capi di abbigliamento e la moda per accentuare le caratteristiche che preferisci e nascondere le altre.

(Non calcolare la pancia del dopo pasto, dopo mangiato è normale avere un po’ di gonfiore, ma quello non è pancia…)

A –  fisico a pera o triangolo

B –  Fisco a triangolo invertito

C – Fisico a rettangolo

D – Fisico a Clessidra

E – Fisico a cerchio o a mela.

A – Se la tua forma è a pera i fianchi, e a volte anche i polpacci, sono più larghi di spalle, seno e torace.

Kim Kardashian – photo: Vogue.it

Hai un busto piccolo e la vita solitamente stretta, le tue cosce sono sporgenti lateralmente come anche il sedere (questo a volte anche in fuori).

Ingrassi  per lo più da sotto l’ombelico fino alle ginocchia e in modo particolare sui fianchi e molto sulle culotte de cheval (quegli odiosi rotolini che si formano sotto e a lato del sedere)

Spesso non hai molta pancia, ma quando ti viene ti si forma un accumulo di grasso un po’ più sporgente sotto l’ombelico,  quando ingrassi molto ti viene anche sopra l’ombelico.

B – Se hai un fisico a triangolo invertito hai spalle, torace e seno grandi e fianchi e gambe snelle e slanciate, generalmente accompagnate da un sedere piccolo.

Federica Pellegrini – credits: ivid.it

Ingrassi quasi esclusivamente nella parte sopra l’ombelico; quindi braccia, seno e schiena. 

Puoi  avere la pancia in due modi differenti: puoi avere più o meno la stessa pancia della pera oppure a volte hai una pancia più omogenea come quella della mela.

C – Se sei una donna a rettangolo potrà capitarti di sentirti dire che hai un “fisico maschile”, perché potrebbe esserci della prominenza sulla pancetta. :D

Cameron Diaz – credits: Elle

Hai gambe snelle e slanciate, che scendono dritte dal bacino,  generalmente accompagnate da un sedere piccolo.

La pancia, quando ingrassa, rimane nei limite della forma e non supera mai il bacino.

D –  Se la tua forma è a clessidra, hai l’unica tra tutte le forme del corpo che ingrassa tutta in modo omogeneo: braccia, seno, schiena, fianchi e gambe.

Monica Bellucci – credits: direleidonna – photo:Getty Image

Hai il punto vita tendenzialmente stretto e la tua pancia è prevalentemente sporgente sotto l’ombelico. Se ingrassi nella pancia ti viene anche un po’ di pancetta sopra l’ombelico ma mantieni il punto vita marcato.

Cosce sporgenti, vita stretta, fianchi larghi e un sedere sporgente in fuori e lateralmente.

E  – Hai la forma a mela o a cerchio? Il tuo torace è importante e dritto, ingrassi molto nella zona del torace, il grasso si distribuisce nella pancia, nelle maniglie dell’amore e lungo la schiena.

Octavia Spencer – credits: vivobenedonna (Photo by Frederick M. Brown/Getty Images)

Hai le gambe sono sottili e slanciate e a volte il sedere in proporzione più piccolo.

La forma della tua pancia è l’unica ad essere tendenzialmente omogenea e arrotondata.

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Bene ragazze, nei prossimi articoli svilupperemo meglio ogni forma del corpo e le sue varianti. Vi riconoscete in una delle forme?

Fatemi sapere se questo articolo vi è piaciuto, commentate e fatemi le vostre domande.

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Paula Elena Liguori che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell‘associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Paula Elena Liguori Couturier per una moda senza stereotipi! info@paelicouture.com www.paelicouture.com

Nasce BODY LOVE PHOTOBOOK progetto fotografico professionale di Curvy Pride

AMA, OSA, VIVI!

Da quando abbiamo fondato Curvy Pride ci è stato chiesto innumerevoli volte di consigliare dei fotografi professionisti per realizzare un proprio book, oggi abbiamo finalmente raggiunto questo obiettivo ed è così che nasce ufficialmente BODY LOVE PHOTOBOOK, progetto in collaborazione con i nostri soci-professionisti nell’ambito della fotografia, per vivere in prima persona l’’emozione di uno shooting professionale e personale, per dire a noi stessi MI VOGLIO BENE e per sostenere l’Associazione CURVY PRIDE – APS contro stereotipi, bullismo e discriminazioni.

COME NASCE L’IDEA DEL PROGETTO BODY LOVE PHOTOBOOK

Le testimonianza delle nostre socie che hanno già vissuto queste esperienze parlano chiaro: posare per un servizio fotografico, che sia ad uso privato o professionale, è una vera e propria iniezione di autostima e di amore per il nostro corpo; ci aiuta a superare la timidezza, l’insicurezza ed è divertente, ci insegna sorridere alla vita!

I vantaggi di metterci in gioco con questo progetto sono davvero tanti! È un ottimo modo per affrontare le nostre paure estetiche, per provare l’emozione di posare per un vero servizio fotografico, per realizzare un nostro book da esibire anche durante i provini e, soprattutto, per contribuire alla lotta contro ogni forma di discriminazione.

COS’ È IL BODY LOVE PHOTOBOOK

È un book fotografico personale, con la particolarità di essere strettamente correlato al pensiero body positive.

E’ riservato esclusivamente a socie/i dell’Associazione CURVY PRIDE – APS.

Il BODY LOVE PHOTOBOOK sarà realizzato da un fotografo professionista e sarà composto sia di un book con foto stampate che di foto in formato digitale. Il book, oltre alle proprie foto personali, conterrà il logo di CURVY PRIDE, una foto della modella/o con la maglietta CURVY PRIDE, una frase del/la socio/a e l’indicazione che il progetto prevede la devoluzione di parte del ricavato all’Associazione CURVY PRIDE – APS.

Ogni fotografo, socio dell’Associazione CURVY PRIDE – APS che aderirà al progetto, presenterà le proprie proposte di book fotografici (struttura e costi).

ECCO IL NOTRO PRIMO SOCIO-FOTOGRAFO CHE HA ADERITO AL PROGETTO

Piero Beghi è un eccellente fotografo conosciuto e apprezzato nel “mondo curvy” ma è soprattutto un socio dell’Associazione CURVY PRIDE – APS.

E’ il primo socio-fotografo ad aderire al progetto BODY LOVE PHOTOBOOK!

Il nostro socio e fotografo delle donne curvy Piero Beghi

COME PARTECIPARE AL PROGETTO COME MODELLA/O

Se sei socia/o. scrivi a curvypride@gmail.com o direttamente al fotografo PIERO BEGHI bepier02@gmail.com per chiedere info specifiche: varie tipologie di book, costi, durata, tempistiche, procedura anti-covid19, trucco & parrucco, indirizzo, ecc.)

PER ADERIRE AL PROGETTO COME FOTOGRAFA/O

Se sei socia/o, scrivi a curvypride@gmail.com e invia i tuoi dati professionali

NOME

COGNOME

PARTITA IVA

SEDE DELL’ATTIVITA’ DI FOTOGRAFA/O

PROPOSTE DI “BODY LOVE PHOTOBOOK”

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