Armocromia, Benessere e bellezza nei colori

“Vivere una vita a colori è il segreto della felicità” è il motto che mi porto a dietro dal 2014, dalla nascita del mio primo figlio. Il diventare madre mi ha reso la vita a colori nel vero senso della parola: dal grigio, al giallo, al rosso, ogni sfumatura è un’emozione così come trattano nei libri illustrati dei bambini.

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I colori si possono studiare per svariati argomenti come la cromoterapia o l’armocromia.

Nella CROMOTERAPIA si può imparare come alcuni colori abbinati alla luce possano avere effetti curativi sulla salute e influenzare per fino la guarigione o il miglioramento in una patologia (associato ad una buona dieta).

Nell’abbigliamento possiamo indossare un determinato colore per darci energia o migliorare l’umore.

Nelle pareti di casa si possono giocare con vari colori in base alla disposizioni delle stanze e a come si vivono.  Il verde trasmette calma ed è tranquillizzante può essere indicato in camera da letto ma anche in un salotto, magari accompagnato da quadri con mare e barche.

Ogni Colore è associato ad un’emozione, avere la possibilità di dedicare una parete a stanza ai colori principali ci può permettere di fare “un bagno di colore” quando lo si necessità. Il giallo è un colore allegro e può mettere felicità non solo a chi lo indossa ma a chi si ha di fronte.

Nell’AMOCROMIA applicata al beauty e allo shopping invece dobbiamo valutarci oggettivamente (un colore ci sta bene o ci piace semplicemente? lo usiamo come confort-zone o perchè ci valorizza?) lasciando da parte il nostro gusto.

Le caratteristiche dei colori da valutare nel corso dell’analisi sono quattro:  sottotono, valore, contrasto e intensità divise in 4 stagioni: Primavera e Autunno – caratterizzate da colori caldi – Estate e Inverno, con sfumature fredde. Ogni palette comprende quasi tutti i colori, ma con caratteristiche personalizzate (più opache o brillanti).

La regola principale è: scegliere in base alla pelle, agli occhi e al colore naturale dei capelli. A chi staranno bene colori caldi ha incarnato avorio/pesca o ambrato e si abbronza facilmente. Viceversa chi ha colori freddi ha la pelle tipicamente rosata, che si scotta al sole oppure anche olivastra, che in estate si abbronza, ma in inverno diventa grigiastra”.

Identificare la nostra palette di colori è fondamentale nella scelta di abiti e accessori, ma anche di capelli e make-up, per creare un fantastico senso di armonia e di bellezza.

Avete presente quando vi fanno tanti complimenti, ma in realtà non avete fatto nulla in particolare? Magari indossate semplicemente un colore che vi illumina (e che non accentua occhiaie o altre macchie)!

Vi ho messo curiosità? continua….

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Il presente articolo è stato scritto dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

Intervista a Sophia Curvy – Abiti a misura di formosità!

A #meraviglieapalazzo ero divertita nel curiosare dietro al backstage i capi della prossima collezione. Ci sono abiti per tutti i corpi e gusti. Perfino io, taglia 48, ho potuto indossare un pantalone in pizzo nero e riuscire a sentirmi a mio agio.

Dovete sapere che, dopo la prima gravidanza il mio corpo si è trasformato, ho sempre sentito disagio da ragazza nel trovare magliette che potessero starmi bene con una 5^ di seno e un jeans 42; aumentando la vita e la pancetta ho evitato negli ultimi anni i pantaloni. E’ stata una piacevole sorpresa rendermi conto di stare bene con qualcosa che ritenevo fosse più adatto “alle magre”.

Donne, il mio suggerimento, per come ho avuto modo di capire in questi mesi è che possiamo stare bene con tutto! Non con abiti che ci nascondono ma con capi scelti che possano valorizzare i nostri punti di forza (le mie gambe) e nascondere i piccoli difetti. Non dobbiamo privarci di nulla, bisogna solo scegliere in base alla nostra forma.

 

 

Sophia veste dalla 44 alla 68, dando spazio a tutte le fisicità, ma perché una donna formosa dovrebbe indossare i capi del Vostro brand?

Noi produciamo dalla 44 alla 68. Il nostro è un giovane brand rivolto alle ragazze, che non si devono preoccupare di avere una taglia in più e che possono divertirsi con l’abbigliamento senza problemi di vestibilità, colori, lustrini e paillettes. Essere felici a prescindere dalla taglia che si indossa. E la felicità, l’autostima, può passare anche indossando un capo di abbigliamento.

Una donna nella vita deve sentirsi bene, bella nonostante i kg che indossa. Proviamo a dare qualche consiglio in base alla forma del corpo?

L’idea nasce dal fatto che abbiamo la presunzione di poter dare un piccolo contributo alla curvy revolution con il nostro lavoro. Un importante servizio nell’aiutare le donne innanzitutto ad accettare il proprio corpo, a volergli bene, a prendersi cura di sé ed a far di tutto per condurre una vita sana. Ed anche un vestito può contribuire all’autostima, sentirsi belle con se stesse e di conseguenza con il mondo che le circonda.
E’ anche per questo che abbiamo aderito all’Associazione Curvy Pride sin dalla sua nascita diventando main sponsor ed appoggiando le varie iniziative.

 

Finalmente modelle in carne, bellissime e solari, le donne della porta accanto. Quali caratteristiche avete riconosciuto in loro?

Il nostro impegno anche quest’anno si è concentrato sull’armonizzazione della nuova collezione PE 2020 con il nostro concept: un modo di essere e di vivere, secondo uno stile “slow” fatto di tempo speso con gli amici, la famiglia, di buon cibo, a contatto con la natura, di leggerezza e di relax che ci permette di godere delle cose più semplici, ma anche più vere. Questa filosofia si traduce in line morbide e comode ed avvolgenti come l’abbraccio di un vecchio amico e in colori decisi come quelli dei ricordi più vivi.
Nei dettagli si intravede un pizzico di frivolezza, che vuole esprimere il piacere di vestire e di valorizzare la propria immagine nell’incontro con gli altri o anche solo guardandosi allo specchio, indipendentemente dalla taglia che si indossa.

 

Aspettiamo con smania la prossima collezione … quali saranno le parole chiavi/i colori che la potrà sintetizzare?

Pensiamo alla collezione come ad un bouquet dove si intrecciano colori, volumi, linee e materiali diversi che si possano abbinare in tanti modi diversi, dalla linea casual si sfuma a quella più classica e minimale e viceversa, in una armoniosa contaminazione.
Il colore è sempre uno dei punti di forza di questa collezione: molte sono infatti, le tonalità che potete trovare e sperimentare spaziando da tonalità vivaci come il rosso, il fuxia, il giallo, il verde, l’immancabile blu, senza dimenticare il classico e sempre elegantissimo nero, il beige ed il bianco che permettono infinite combinazioni.
Ogni capo è disegnato unendo lo Stile Italiano alle tendenze internazionali, per look versatili e adatti sia alle esigenze quotidiane che a quelle più importanti e speciali.
Alberto Seracchioli

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Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha formato “FelicitàFormosa” su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

STEREOTIPI COME GABBIE DORATE – intervista Dott.ssa Di Pietro

A seguito dell’articolo Educazione e buone abitudini alimentari abbiamo pensato di intervistare la Dott.sa Paola di Pietro. Essendo mamma sono in cerca costante di risposte e informazioni esterne per la risoluzione di problemi. Negli ultimi anni ho lavorato costantemente su me stessa per cercare di essere una persona migliore, chiedendo aiuti esterni, leggendo libri, ma anche mettendo in discussione in primis le mie azioni. Ho cercato pertanto di formulare quesiti che potessero essere utili non solo a me ma agli adulti lettori di Curvy Pride; siano essi genitori o persone attente.


Paola-Convegno Dott.sa Paola di Pietro è laureata in Lettere moderne con una tesi sull’ayurveda e in Antropologia con una tesi sulle emozioni nella malattia e nella cura con l’omeopatia, ha inoltre frequentato corsi di pedagogia, omeopatia, floriterapia. Ha scritto diversi libri in collaborazione con la dr.ssa Rita Tanas, che si occupa di bambini e adolescenti (perledelfini.it) e il dr. Stefano Gastaldi, psicologo del centro Minotauro di Milano. Sul sito la bibliografia intera.


1) Ho avuto modo di conoscere il suo libro “bimbi in forma senza diete” e di ritenerlo prezioso per l’insegnamento al rapporto col cibo. Agli adulti di oggi cosa consiglierebbe?

Mi fa piacere che abbia trovato utile il mio libro e soprattutto sono lieta del motivo, che è proprio l’obiettivo che avevo quando l’ho scritto: aiutare le persone a conquistare un rapporto equilibrato con l’alimentazione e con se stesse. Agli adulti consiglio più o meno le medesime cose che suggerisco ai bambini e cioè di mangiare in modo sano e bilanciato, adeguando la quantità al proprio stile di vita, tenendo in considerazione il piacere e la salute, senza dimenticare gli aspetti emotivi e relazionali legati al cibo

Beautiful curvy women with good body image

2) Nei giorni moderni si parla di “curvy” (traduzione “formosa”) indicando ogni taglia topo la 44, lei ritiene sia corretto?

Certo che no! Il problema però non è il numero della taglia ma le etichette in sé, perché catalogano gli individui e stabiliscono presunte normalità. Credo invece che bisognerebbe valorizzare le differenze, cioè il fatto che ogni persona sia unica.

3) Sto lavorando su me stessa e i miei figli sull’accettazione di se e degli altri liberi da stereotipi/etichette; non è gradevole puntare il dito e dire SEI magra, SEI grassa, sei alta o bassa. La bellezza sta nell’unicità e nella percezione di come vediamo le cose cosa consiglierebbe nell’educazione a riguardo?

I giudizi a volte diventano condanne e le etichette riducono la persona a una sola dimensione, dimenticando che ciascuno di noi è un essere ricco e complesso, oltre che unico. Ciò vale in particolare per il giudizio estetico, che sminuisce l’individuo a un corpo da mostrare e a una forma predefinita a cui conformarsi, senza tenere conto di qualità come l’intelligenza e la sensibilità né delle qualità e delle potenzialità personali. Saper riconoscere gli stereotipi e cercare di superarli è un obiettivo importantissimo, anche per vincere molte piaghe sociali come il bullismo, l’intolleranza, le disuguaglianze, l’emarginazione e l’esclusione sociale. È utile per potersi esprimere e per essere liberi. Infatti, anche i giudizi e gli stereotipi considerati positivi diventano delle gabbie, seppure dorate, da cui è difficile uscire. Accogliere le diversità è realmente una fonte di ricchezza: solo la differenziazione cellulare permette la vita, solo la collaborazione tra persone diverse per cultura ed esperienza personale permette la soluzione creativa e soddisfacente dei problemi. Inoltre, valorizzare le diversità ci permette di trovare in ciascuno pregi e limiti, consentendo a ognuno di avere lati positivi su cui fondare la propria autostima e punti deboli su cui orientare il lavoro di crescita personale. Inevitabilmente, questo realizza una condizione di rispetto verso gli altri, oltre che verso di sé. Per farlo, occorre riconoscere le qualità dei propri figli e delle proprie figlie, anche e soprattutto quando non sono quelle che in genere ci si aspetta che abbiano, e mostrarle loro. È anche importante evitare di identificare le persone con una loro qualità o un loro difetto, con qualcosa che hanno fatto o detto, ma ricordarsi di considerarle sempre nella loro complessa unicità.

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4) L’accettazione di se è importante ma anche la salute, non è facile trovare il giusto equilibrio tra cibo, attività fisica, cura in generale. Quale’è la giusta formula?

Dopo aver tanto esaltato l’importanza della diversità, non è facile rispondere perché non c’è una formula giusta uguale per tutti. Possiamo però dire che ciò che diventa ossessione o che crea sofferenza andrebbe affrontato, compreso e trasformato. In genere, un atteggiamento ostile verso parti di sé non aiuta ma peggiora la situazione. Accogliere e comprendere, invece, favorisce il cambiamento. Può essere difficile da capire, perché nella nostra cultura si pensa che per cambiare bisogna lottare, aggredire, combattere, mentre accogliere e accettare vuol dire rassegnarsi passivamente. In realtà non è così. Come nella vita e nelle relazioni quotidiane, l’aggressione provoca una chiusura di difesa che non lascia spazio alla comunicazione o una risposta altrettanto violenta che invece di favorire il cambiamento causa distruzione. Il mio consiglio è distinguere tra stereotipi estetici e fattori di rischio per la salute, per non cadere nelle trappole dei primi e proteggersi dai secondi. Quindi, non identificarsi con una forma fisica o una taglia, mangiare con gusto e moderazione, fare attività fisica scegliendone una piacevole e soprattutto darsi sempre delle mete che richiedono uno sforzo possibile, che siano raggiungibili. È un modo per avere due vantaggi, non uno: non solo si otterrà il successo voluto, ma con esso si rafforzerà la propria autostima e si potrà partire per un nuovo obiettivo. Il bello della vita è che ogni meta è una nuova partenza.

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5) molti pensano che col termine “dieta” si intenda il periodo in cui si viene seguiti da un nutrizionista/dietologo, ma non crede che semplicemente il modo di sintetizzare il regine alimentare corretto che andrebbe seguito sempre? Si a dolci e grassi (per esempio) ma con moderazione?

Come conferma la Treccani, dieta era “nell’antica medicina greca il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute”. Mettersi a dieta, quindi, vuol dire seguire lo stile di vita più adatto alla propria costituzione e al proprio modo di essere e capace di proteggere il benessere. Tenendo presente che, come dice l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la salute è una questione complessa, non solo fisica ma anche psicologica, ambientale e sociale. Non sempre è facile capire in cosa consista la dieta ideale per sé o per i propri figli; se le proprie abitudini finiscono per aumentare il rischio di ammalarsi o per renderci infelici, vale la pena di chiedere supporto a nutrizionisti o psicologi.

6) che consigli darebbe per evitare che i nostri figli siano vittima di bullismo o si ammalino di disturbi alimentari?

Ci sono due capisaldi dell’educazione, l’esempio e il dialogo. Spesso per i bambini ha più peso quello che facciamo di ciò che diciamo. Cominciamo a riequilibrare il nostro stile di vita e loro saranno stimolati a fare altrettanto. Per proteggerli dai disturbi del comportamento alimentare è utile non dare eccessiva importanza al peso corporeo, alla forma fisica e all’alimentazione. Sembra un controsenso, ma non lo è. I DCA sono infatti legati anche a un’eccessiva enfatizzazione dell’aspetto esteriore e del cibo. L’equilibrio a tavola dovrebbe essere una questione naturale, non un’impegno e un’attenzione ossessivi. Inoltre, legare il cibo a premi o a punizioni crea l’idea nel bambino che un alimento possa colmare un vuoto interiore, per esempio, suscitando una confusione che può avere conseguenze anche in età adulta. Per quanto riguarda il bullismo, rinforzare l’autostima di bambini e bambine sottolineando i loro pregi e insegnare loro a rispettare e apprezzare le differenze proprie e altrui sono aiuti importanti. Perché il bullismo non è un comportamento a senso unico, è l’interazione tra due persone che percepiscono e agiscono in modo opposto la propria debolezza: il bullo fa lo spavaldo e umilia per dimostrare una forza che teme di non avere e il bullizzato subisce perché crede di non meritarsi altro. C’è anche un terzo ruolo, quello di chi assiste senza reagire, facendosi complice del bullo. La nostra sfida come genitori è insegnare ai nostri figli a non vestire nessuno di questi ruoli. Non è facile. Il dialogo e la confidenza tra genitori e figli saranno alleati fondamentali, che vanno coltivati fin dai primi anni di vita.

Boy student getting bullied in school

7) Lei ha scritto un libro “solo ciccia e brufoli?” ma quali sono i punti più importanti?

Questo è in un certo senso il seguito del libro “Bimbi in forma senza diete”, perché riguarda gli anni che seguono l’infanzia, quelli della preadolescenza e dell’adolescenza. È un periodo delicato e complesso della vita, soprattutto perché il corpo si trasforma velocemente e quindi si impone all’attenzione di ragazze e ragazzi, spesso disorientandoli. A questo punto il tempo dell’educazione è praticamente finito e occorre stabilire una distanza che non abbandona, una presenza discreta che lascia aperta la porta alle esperienze autonome. Gli adolescenti cercano la propria identità e indipendenza, vogliono essere apprezzati dai coetanei e affermarsi nel gruppo. Il pericolo dei disturbi del comportamento alimentare in questo momento è più alto che mai. Nel libro si cerca di leggere segnali e comportamenti per trovare indizi e significati, in modo da riuscire a stare a guardare quando non ci sono pericoli e capire quando bisogna intervenire e come farlo. Per lasciare che i nostri figli possano affrontare i problemi e le crisi che li faranno crescere e aiutarli solo quando il rischio è reale e troppo grande per le loro forze.


Un sincero Grazie alla Dott.sa Paola di Pietro per il suo tempo e per questi splendidi consigli.

Valentina per Curvy Pride


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Le illustrazioni di MORENA FRATTO: FEMMES CURVY!

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Alla presentazione della Collezione MARA VENIER per Luisa Viola ho avuto molti spunti di ispirazione!

La bellissima e travolgente Mara Venier ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti.

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Ho avuto anche il piacere di conoscere Marianna Lo Preiato, la presidente dell’Associazione Curvy Pride. E’ una persona davvero fantastica.

E’ una donna che incarna in pieno tutte le qualità del mondo Curvy e ciò che le mie illustrazioni “Plus is more” vogliono rappresentare.

 

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E’ La bellezza non ha taglia! Guardate queste meravigliose donne e ditemi se  non ho ragione!

 

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Alla prossima occasione! Plus is more! Morena

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Morena Fratto è una fashion designer e un’illustratrice “curvy inside and out”. I suoi lavori sono ispirati all’universo plus size. Le sue illustrazioni mostrano quanta bellezza possa essere dietro ogni curva, anche quella di un sorriso.
Per visionare le illustrazioni di Morena e/o per contattarla: Instagram – Facebook Sito

#MyCurvyPride: TAMARA PROVINI

Chi sei? Mi chiamo Tamara ed ho 34 anni ed ho sempre combattuto con l’essere formosa.

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Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Fin da quando ero bambina sono sempre stata giudicata per quella in “ciccia”…

Come hai reagito? Mi sono sempre fatta un sacco di paranoie perché i ragazzi non si voltavano a guardarmi e mi sono sempre consolata dicendomi che l’importante è esser belli dentro, però la vita non va sempre così . Ti accorgi che mentre cresci anche l’aspetto fisico conta e devi avere carattere per andare avanti.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Sicuramente non potrò mai indossare una minigonna, ma adesso conta poco: si può essere femminili anche con altro addosso .

Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Non c’è un ideale di bellezza che mi rappresenta, ma penso alla fiumana di Donne che con la maglietta fucsia che partecipano al Curvy Pride.

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Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Credo nel Curvy Revolution,  per dare spazio a persone come me sempre derise e soprattutto orgogliose di essere quelle che sono. Probabilmente se avessi 20/30 kg in meno non sarei quella che sono.

Una frase che ti rappresenta? Il mio messaggio: Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di averci incrociato…Perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica… Sempre lascia un po’ di sé e prende un poco di noi.

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