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STEREOTIPI COME GABBIE DORATE – intervista Dott.ssa Di Pietro

A seguito dell’articolo Educazione e buone abitudini alimentari abbiamo pensato di intervistare la Dott.sa Paola di Pietro. Essendo mamma sono in cerca costante di risposte e informazioni esterne per la risoluzione di problemi. Negli ultimi anni ho lavorato costantemente su me stessa per cercare di essere una persona migliore, chiedendo aiuti esterni, leggendo libri, ma anche mettendo in discussione in primis le mie azioni. Ho cercato pertanto di formulare quesiti che potessero essere utili non solo a me ma agli adulti lettori di Curvy Pride; siano essi genitori o persone attente.


Paola-Convegno Dott.sa Paola di Pietro è laureata in Lettere moderne con una tesi sull’ayurveda e in Antropologia con una tesi sulle emozioni nella malattia e nella cura con l’omeopatia, ha inoltre frequentato corsi di pedagogia, omeopatia, floriterapia. Ha scritto diversi libri in collaborazione con la dr.ssa Rita Tanas, che si occupa di bambini e adolescenti (perledelfini.it) e il dr. Stefano Gastaldi, psicologo del centro Minotauro di Milano. Sul sito la bibliografia intera.


1) Ho avuto modo di conoscere il suo libro “bimbi in forma senza diete” e di ritenerlo prezioso per l’insegnamento al rapporto col cibo. Agli adulti di oggi cosa consiglierebbe?

Mi fa piacere che abbia trovato utile il mio libro e soprattutto sono lieta del motivo, che è proprio l’obiettivo che avevo quando l’ho scritto: aiutare le persone a conquistare un rapporto equilibrato con l’alimentazione e con se stesse. Agli adulti consiglio più o meno le medesime cose che suggerisco ai bambini e cioè di mangiare in modo sano e bilanciato, adeguando la quantità al proprio stile di vita, tenendo in considerazione il piacere e la salute, senza dimenticare gli aspetti emotivi e relazionali legati al cibo

Beautiful curvy women with good body image

2) Nei giorni moderni si parla di “curvy” (traduzione “formosa”) indicando ogni taglia topo la 44, lei ritiene sia corretto?

Certo che no! Il problema però non è il numero della taglia ma le etichette in sé, perché catalogano gli individui e stabiliscono presunte normalità. Credo invece che bisognerebbe valorizzare le differenze, cioè il fatto che ogni persona sia unica.

3) Sto lavorando su me stessa e i miei figli sull’accettazione di se e degli altri liberi da stereotipi/etichette; non è gradevole puntare il dito e dire SEI magra, SEI grassa, sei alta o bassa. La bellezza sta nell’unicità e nella percezione di come vediamo le cose cosa consiglierebbe nell’educazione a riguardo?

I giudizi a volte diventano condanne e le etichette riducono la persona a una sola dimensione, dimenticando che ciascuno di noi è un essere ricco e complesso, oltre che unico. Ciò vale in particolare per il giudizio estetico, che sminuisce l’individuo a un corpo da mostrare e a una forma predefinita a cui conformarsi, senza tenere conto di qualità come l’intelligenza e la sensibilità né delle qualità e delle potenzialità personali. Saper riconoscere gli stereotipi e cercare di superarli è un obiettivo importantissimo, anche per vincere molte piaghe sociali come il bullismo, l’intolleranza, le disuguaglianze, l’emarginazione e l’esclusione sociale. È utile per potersi esprimere e per essere liberi. Infatti, anche i giudizi e gli stereotipi considerati positivi diventano delle gabbie, seppure dorate, da cui è difficile uscire. Accogliere le diversità è realmente una fonte di ricchezza: solo la differenziazione cellulare permette la vita, solo la collaborazione tra persone diverse per cultura ed esperienza personale permette la soluzione creativa e soddisfacente dei problemi. Inoltre, valorizzare le diversità ci permette di trovare in ciascuno pregi e limiti, consentendo a ognuno di avere lati positivi su cui fondare la propria autostima e punti deboli su cui orientare il lavoro di crescita personale. Inevitabilmente, questo realizza una condizione di rispetto verso gli altri, oltre che verso di sé. Per farlo, occorre riconoscere le qualità dei propri figli e delle proprie figlie, anche e soprattutto quando non sono quelle che in genere ci si aspetta che abbiano, e mostrarle loro. È anche importante evitare di identificare le persone con una loro qualità o un loro difetto, con qualcosa che hanno fatto o detto, ma ricordarsi di considerarle sempre nella loro complessa unicità.

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4) L’accettazione di se è importante ma anche la salute, non è facile trovare il giusto equilibrio tra cibo, attività fisica, cura in generale. Quale’è la giusta formula?

Dopo aver tanto esaltato l’importanza della diversità, non è facile rispondere perché non c’è una formula giusta uguale per tutti. Possiamo però dire che ciò che diventa ossessione o che crea sofferenza andrebbe affrontato, compreso e trasformato. In genere, un atteggiamento ostile verso parti di sé non aiuta ma peggiora la situazione. Accogliere e comprendere, invece, favorisce il cambiamento. Può essere difficile da capire, perché nella nostra cultura si pensa che per cambiare bisogna lottare, aggredire, combattere, mentre accogliere e accettare vuol dire rassegnarsi passivamente. In realtà non è così. Come nella vita e nelle relazioni quotidiane, l’aggressione provoca una chiusura di difesa che non lascia spazio alla comunicazione o una risposta altrettanto violenta che invece di favorire il cambiamento causa distruzione. Il mio consiglio è distinguere tra stereotipi estetici e fattori di rischio per la salute, per non cadere nelle trappole dei primi e proteggersi dai secondi. Quindi, non identificarsi con una forma fisica o una taglia, mangiare con gusto e moderazione, fare attività fisica scegliendone una piacevole e soprattutto darsi sempre delle mete che richiedono uno sforzo possibile, che siano raggiungibili. È un modo per avere due vantaggi, non uno: non solo si otterrà il successo voluto, ma con esso si rafforzerà la propria autostima e si potrà partire per un nuovo obiettivo. Il bello della vita è che ogni meta è una nuova partenza.

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5) molti pensano che col termine “dieta” si intenda il periodo in cui si viene seguiti da un nutrizionista/dietologo, ma non crede che semplicemente il modo di sintetizzare il regine alimentare corretto che andrebbe seguito sempre? Si a dolci e grassi (per esempio) ma con moderazione?

Come conferma la Treccani, dieta era “nell’antica medicina greca il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute”. Mettersi a dieta, quindi, vuol dire seguire lo stile di vita più adatto alla propria costituzione e al proprio modo di essere e capace di proteggere il benessere. Tenendo presente che, come dice l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la salute è una questione complessa, non solo fisica ma anche psicologica, ambientale e sociale. Non sempre è facile capire in cosa consista la dieta ideale per sé o per i propri figli; se le proprie abitudini finiscono per aumentare il rischio di ammalarsi o per renderci infelici, vale la pena di chiedere supporto a nutrizionisti o psicologi.

6) che consigli darebbe per evitare che i nostri figli siano vittima di bullismo o si ammalino di disturbi alimentari?

Ci sono due capisaldi dell’educazione, l’esempio e il dialogo. Spesso per i bambini ha più peso quello che facciamo di ciò che diciamo. Cominciamo a riequilibrare il nostro stile di vita e loro saranno stimolati a fare altrettanto. Per proteggerli dai disturbi del comportamento alimentare è utile non dare eccessiva importanza al peso corporeo, alla forma fisica e all’alimentazione. Sembra un controsenso, ma non lo è. I DCA sono infatti legati anche a un’eccessiva enfatizzazione dell’aspetto esteriore e del cibo. L’equilibrio a tavola dovrebbe essere una questione naturale, non un’impegno e un’attenzione ossessivi. Inoltre, legare il cibo a premi o a punizioni crea l’idea nel bambino che un alimento possa colmare un vuoto interiore, per esempio, suscitando una confusione che può avere conseguenze anche in età adulta. Per quanto riguarda il bullismo, rinforzare l’autostima di bambini e bambine sottolineando i loro pregi e insegnare loro a rispettare e apprezzare le differenze proprie e altrui sono aiuti importanti. Perché il bullismo non è un comportamento a senso unico, è l’interazione tra due persone che percepiscono e agiscono in modo opposto la propria debolezza: il bullo fa lo spavaldo e umilia per dimostrare una forza che teme di non avere e il bullizzato subisce perché crede di non meritarsi altro. C’è anche un terzo ruolo, quello di chi assiste senza reagire, facendosi complice del bullo. La nostra sfida come genitori è insegnare ai nostri figli a non vestire nessuno di questi ruoli. Non è facile. Il dialogo e la confidenza tra genitori e figli saranno alleati fondamentali, che vanno coltivati fin dai primi anni di vita.

Boy student getting bullied in school

7) Lei ha scritto un libro “solo ciccia e brufoli?” ma quali sono i punti più importanti?

Questo è in un certo senso il seguito del libro “Bimbi in forma senza diete”, perché riguarda gli anni che seguono l’infanzia, quelli della preadolescenza e dell’adolescenza. È un periodo delicato e complesso della vita, soprattutto perché il corpo si trasforma velocemente e quindi si impone all’attenzione di ragazze e ragazzi, spesso disorientandoli. A questo punto il tempo dell’educazione è praticamente finito e occorre stabilire una distanza che non abbandona, una presenza discreta che lascia aperta la porta alle esperienze autonome. Gli adolescenti cercano la propria identità e indipendenza, vogliono essere apprezzati dai coetanei e affermarsi nel gruppo. Il pericolo dei disturbi del comportamento alimentare in questo momento è più alto che mai. Nel libro si cerca di leggere segnali e comportamenti per trovare indizi e significati, in modo da riuscire a stare a guardare quando non ci sono pericoli e capire quando bisogna intervenire e come farlo. Per lasciare che i nostri figli possano affrontare i problemi e le crisi che li faranno crescere e aiutarli solo quando il rischio è reale e troppo grande per le loro forze.


Un sincero Grazie alla Dott.sa Paola di Pietro per il suo tempo e per questi splendidi consigli.

Valentina per Curvy Pride


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

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POTRESTI ESSERE TU LA 1° MISS CURVY ANGEL!

MISS CURVY ANGEL è il primo concorso CURVY della Liguria organizzato dall’Associazione IDEANDO.

Si svolgerà il 1 settembre 2018 presso la prestigiosa location dell’OCEAN BAY CLUB NEWBFLY di Loano (SV), una splendida discoteca sul mare.

Dalle ore 21:30 sfileranno le candidate di tutta Italia.

Dopo l’elezione di MISS CURVY ANGEL si terrà il CURVY PARTY con performance di Sophie Lamour.

Madrina dell’evento la splendida Laura Brioschi!

Sarà presente anche la nostra Presidentessa, Marianna Lo Preiato.

La vincitrice si aggiudicherà oltre al titolo di MISS CURVY ANGEL un week end per due persone nell’esclusivo Resort “Il Casale” di Finale Ligure e un servizio fotografico professionale effettuato dal fotografo Carlo Lovisolo.

Se desiderate iscriversi al concorso seguite le indicazioni presenti sul sito:

  • Invia la tua candidatura per Miss Curvy Angel all’indirizzo email concorsomisscurvyangel@gmail.com indicando: Nome, Cognome, Data di Nascita e Numero di Telefono
  • Occorre allegare una tua foto a figura intera e del viso entro e non oltre il 25 agosto 2018.
  • Ti risponderanno inviandoti modulo iscrizione e regolamento da compilare, firmare e reinviare per il completamento della candidatura.
  • Requisiti fondamentali sono: taglia dalla 44 in su ed età dai 18 ai 35 anni oltre naturalmente alla voglia di mettersi in gioco!
  • Causa numero elevato di adesioni, verrà fatta preselezione delle candidature.
  • Le ragazze selezionate per la finale verranno contattate il 26 agosto via mail.

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IDEANDO è un’associazione no profit nata dall’entusiasmo della stilista/artigiana/artista Italia Furlan che da anni opera sul territorio del finalese (dove nella sua bottega “Arti…ficio” realizza abiti, gioielli in resina, punti luce, oggettistica, sculture con materiale di recupero rigorosamente tutto handmade, esportando i propri prodotti in tutto il mondo) e da un gruppo di persone specializzate in vari settori artistici che spaziano dalla letteratura, alla musica, alla pittura… tutti uniti da un unico scopo: organizzare eventi, workshop e quant’altro utile per valorizzare la bellissima Liguria!

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MI AIUTATE A RITROVARE LA VOGLIA DI VOLERMI BENE?

Ci scrive Barbara e ci apre il suo cuore… e noi non la lasciamo sola.

Al momento non abbiamo sue foto da pubblicare, ma Barbara ci ha promesso che le condividerà presto.

Salve anch’io avrei la voglia di scrivervi…

Ciao a tutti mi chiamo Barbara, sono una mamma di un bambino di quasi 8 mesi.

Volevo raccontarvi un po’ la mia storia… allora incomincio nel dirvi che all’età di 15/16 anni pesavo 65 kg, ero abbastanza in salute e mi vedevo bella, perché tutto ciò che provavo o vedevo mi stava bene. Ma dopo un anno il mio corpo ha iniziato a cambiare radicalmente e sono arrivata a pesare 85 kg e di lì la mia vita e cambiata.

Ho smesso di prendermi cura di me stessa, di vestirmi bene come facevo prima. Più cambiavo pantaloni, vestiti e maglie più mi demoralizzavo perché non mi stavano o perché mi vedevo più tonda di quello che ero e ho cominciato a mettermi cose comode e larghe per nascondere i miei punti critici.

Ogni volta che entro in un negozio per provare qualcosa mi sento male e mi viene il nervoso, perché non trovo mai qualcosa di carino e poi perché in molti negozi vedi solo vestiti per le ragazze in forma e più magre. 😢

Dopo un po’ di tempo ho scoperto di soffrire di ipotiroidismo e da lì si è capito il mio problema. Mi hanno anche detto di avere l’ovaio policistico e una maggiore presenza di ormoni maschili, e così mi hanno comunicato che avrei avuto molta ma molta difficoltà a diventare mamma; e quindi mi sono buttata ancora più giù.

Ma la mia storia va avanti. Non mi vedo una donna e una mamma alla moda o che si prende cura di se stessa. Non mi piaccio, provo disgusto ogni volta che mi vedo allo specchio. Vado al mare e mi chiedo come fa il mio compagno a star con me. 😢

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Vorrei poter diventare “modella curvy” anche solo per un giorno.  O semplicemente qualcuno, come nel programma “ma come ti vesti?”, che mi aiuti a ritrovare una nuova me. Perché anche la mia vita amorosa ne risente parecchio e molto spesso litigo con il mio lui. 😢😔

Ora mi ha chiesto di sposarmi e sono entrata in paranoia perché so già che nessun vestito mi farà sembrare diversa o più bella. 😞

La mia vita va avanti e mi faccio forza perché ho il mio piccolo cucciolo da crescere e quindi questi problemi li metto da parte.

Spero solo di cambiare e di ritornare a essere quella che ero. Ora vi auguro una buona giornata a tutte voi 😘

 

LOVE CURVY – SCEGLIERE SE STESSE: una giornata dedicata all’autostima!

Domenica 10 giugno 2018 a Rubiera (Reggio Emilia) un evento dedicato al connubio tra ciò che scegliamo di indossare e la percezione che abbiamo di noi stesse.

L’ATELIER (boutique di abbigliamento Curvy e non solo di Rubiera) in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE hanno organizzato un evento per affermare il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi.

L’evento si svolgerà in via Trento 6/A, a Rubiera (RE) dalle ore 16:00 per promuovere il rispetto e l’amore della diversità fisica, per una cultura della vita di tutti i giorni in cui essere in armonia con il proprio corpo e con la propria mente viene prima di essere perfetti.

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Per migliorare l’autostima è necessario imparare a volerci bene. SCEGLIERE NOI STESSE!” afferma Marianna Lo Preiato, Presidente dell’Associazione Curvy Pride, “Scegliere chi siamo e chi vogliamo essere senza condizionamenti o limiti imposti dall’esterno. E’ importante sentirci bene e sentire che ciò che indossiamo trasmette qualcosa di noi. Scopriremo così che anche l’abbigliamento può darci un grande aiuto nell’imparare a stimarci di più”.

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L’evento vuole far riscoprire l’importanza di sentirsi bene con se stesse, di curare il proprio aspetto non per gli altri ma per se stesse, il sentirsi a proprio agio senza vergognarsi se il proprio corpo non rispecchia i requisiti imposti dai media” dichiarano  Renata Caprioli e Paola BestettiL’intento è anche di invitare la gente a uscire dal mondo virtuale dei social per incontrarsi di persona, per conoscersi, abbracciarsi e condividere momenti di allegria che riscaldano il cuore.

L’evento è arricchito momenti molto coinvolgenti:

CAMBIO LOOK PER ALCUNE PARTECIPANTI a cura di Luca Sala (make-up artist e personal shopper)

DIRETTE SOCIAL condotte da Marianna Lo Preiato (Presidente Associazione Curvy Pride) insieme alle partecipanti all’evento per promuovere la pluralità dei modelli di bellezza

CONSIGLI PER UN LOOK CHE TRASMETTA LA NOSTRA UNICITA’ grazie all’esperienza e all’amore per questo lavoro di Renata Caprioli e Paola Bestetti (titolari de L’ATELIER)

FLASH MOB a chiusura della giornata, pieno di allegria per puntare all’autostima e al buonumore

BAND DI MUSICA JAZZ che accompagnerà l’evento.

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Non potete mancare!

Vi aspettiamo!

 

Contatti:

L’Atelier (via Trento 6/A Rubiera (RE) – 3755505299)

Associazione Curvy Pride (curvypride@gmail.com – 3478264983 – FB curvy pride – Instagram curvypride_official – Twitter curvypride_real)

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LOVE CURVY – SCEGLIERE NOI STESSE: una giornata dedicata all’autostima!

Domenica 10 giugno 2018 a Rubiera (Reggio Emilia) un evento dedicato al connubio tra ciò che scegliamo di indossare e la percezione che abbiamo di noi stesse.

L’ATELIER (boutique di abbigliamento Curvy e non solo di Rubiera) in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE hanno organizzato un evento per affermare il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi.

L’evento si svolgerà in via Trento 6/A, a Rubiera (RE) dalle ore 16:00 per promuovere il rispetto e l’amore della diversità fisica, per una cultura della vita di tutti i giorni in cui essere in armonia con il proprio corpo e con la propria mente viene prima di essere perfetti.

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Per migliorare l’autostima è necessario imparare a volerci bene. SCEGLIERE NOI STESSE!” afferma Marianna Lo Preiato, Presidente dell’Associazione Curvy Pride, “Scegliere chi siamo e chi vogliamo essere senza condizionamenti o limiti imposti dall’esterno. E’ importante sentirci bene e sentire che ciò che indossiamo trasmette qualcosa di noi. Scopriremo così che anche l’abbigliamento può darci un grande aiuto nell’imparare a stimarci di più”.

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L’evento vuole far riscoprire l’importanza di sentirsi bene con se stesse, di curare il proprio aspetto non per gli altri ma per se stesse, il sentirsi a proprio agio senza vergognarsi se il proprio corpo non rispecchia i requisiti imposti dai media” dichiarano  Renata Caprioli e Paola BestettiL’intento è anche di invitare la gente a uscire dal mondo virtuale dei social per incontrarsi di persona, per conoscersi, abbracciarsi e condividere momenti di allegria che riscaldano il cuore.

L’evento è arricchito momenti molto coinvolgenti:

CAMBIO LOOK PER ALCUNE PARTECIPANTI a cura di Luca Sala (make-up artist e personal shopper)

DIRETTE SOCIAL condotte da Marianna Lo Preiato (Presidente Associazione Curvy Pride) insieme alle partecipanti all’evento per promuovere la pluralità dei modelli di bellezza

CONSIGLI PER UN LOOK CHE TRASMETTA LA NOSTRA UNICITA’ grazie all’esperienza e all’amore per questo lavoro di Renata Caprioli e Paola Bestetti (titolari de L’ATELIER)

FLASH MOB a chiusura della giornata, pieno di allegria per puntare all’autostima e al buonumore

BAND DI MUSICA JAZZ che accompagnerà l’evento.

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Non potete mancare!

Vi aspettiamo!

 

Contatti:

L’Atelier (via Trento 6/A Rubiera (RE) – 3755505299)

Associazione Curvy Pride (curvypride@gmail.com – 3478264983 – FB curvy pride – Instagram curvypride_official – Twitter curvypride_real)

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CURVY PRIDE TATTOO: MONITO PER ESSERE SEMPRE FIERA DI ME STESSA

Tania Betti è una fotografa freelance a cui piace “inventare,  intrigare, giocare con il set e creare ogni volta nuovi mondi e nuove storie da raccontare”.

L’abbiamo conosciuta grazie a uno dei suoi tatuaggi che ci ha commosse e inorgoglite: Curvy Pride come monito per essere sempre fiera di se stessa.

E poi ci siamo letteralmente “innamorate” di lei, perché oltre dalla sua oggettiva bellezza estetica siamo state travolte dalla sua profondità intellettuale, dalla sua tangibile determinazione e dal suo acuto umorismo.

Grazie Tania per essere entrata a far parte del nostro mondo!

Chi è Tania? Volendo essere pragmatica; io sono una maniaca del controllo, e da qui la scelta “biologica” di fare fotografia di moda e non reportage. Sono fondamentalmente una creativa, futura sposa di un fumettista, mamma adottiva di una gatta cicciotta, appassionata amante del sushi e netflix addicted!

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Da fotografa cosa cerchi in un’inquadratura? L’inquadratura è la prima cosa che fa della fotografia una forma d’arte e non una scienza esatta, in quanto implica la soggettività del punto di vista (metaforico e letterale). C’è chi pensa infatti che fotografare debba significare rappresentare la realtà così com’è, ma quello che ognuno di noi vede in una foto non è altro che quello che il fotografo ha deciso di farci vedere, escludendo parti della scena e mettendone in risalto altre. Personalmente nelle mie inquadrature cerco in primis di esaltare il soggetto e di armonizzarlo con ciò che lo circonda, e spesso di fatti il mio punto di vista è frontale rispetto ad esso.

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E in una modella? Una modella per colpirmi deve avere delle caratteristiche ben precise: deve essere sicura di sé, conoscere e saper valorizzare il proprio corpo, seguire le mie indicazioni nelle pose ma metterci sempre un po’ di iniziativa, e piuttosto che essere bellissima avere qualche particolare imperfezione che la renda unica ed interessante (sono una grande fan di diastema, lentiggini ed orecchie a sventola!).

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Cos’è per te la bellezza? Ho sempre detto, e sempre dirò, che la bellezza non risiede nel peso bensì dell’armonia delle forme. Da brava ex studentessa di lettere classiche mi piace sempre citare in proposito il buon vecchio Seneca: “una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti“.

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Uno dei tuoi tatuaggi ci ha emozionate infinitamente. Cosa ti ha spinto a farlo? Abbiamo tutti presente il detto “predicare bene e razzolare male” ecco diciamo che sono sempre stata tanto brava a sostenere le curvy (donne e modelle) quanto a darmi addosso per il mio peso. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo ed il mio tatuaggio l’ho fatto in un momento di autoconsapevolezza, come monito affinché mi ricordasse di andare fiera di me e del lavoro che tutt’ora faccio su me stessa per trovare il mio equilibrio.

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Cosa significa per te Curvy Pride? Curvy Pride per me è un messaggio di positività ed autostima, un’incitazione a piacersi e ad accettare che non c’è niente di sbagliato nel guardarsi allo specchio e a sentirsi belle e a proprio agio anche con quei chili in più!

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LO SFOGO DI CARMEN: NON RIESCO A GUARDARMI ALLO SPECCHIO

Una nuova amica, una lettera piena di dolore, una richiesta di aiuto…

Carmen vorrebbe reagire, ma da sola non ci riesce. Le apriamo il nostro cuore?

“Ciao Curvy Pride. Ciao Maryanna Lo Preiato.

Purtroppo non riesco a guardarmi allo specchio. Non riesco. Mi guardo e vorrei solo piangere. Ne ho prese nella vita delusioni, ne ho sopportate ma le ultime sono state per me peggio di una spada nel cuore. Sto prendendo antidepressivi e il mio peso non sto qui a dire dove è arrivato.

Di solito sono quella che dà coraggio a tutti, che per tutti mette una buona parola e che anche di fronte alle cattiverie mette o, per lo meno, cerca di mettere pace, ma è difficile dare forza a noi stessi.

Amo il canto! E’ la mia vita, la mia passione ma in questo periodo non ho voglia di mettermi in gioco. Ho paura del giudizio della gente: “mamma che pancia”, “ma con quel fisico dove deve andare”…, classici giudizi quando non si capisce che spesso si aumenta di peso per stress, delusioni e non solo per il cibo.

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Io ringrazio voi che date la possibilità di esternare tutto ciò. Sono sicura che l’aver esternato ciò che provo dentro mi potrà aiutare a superare questo momento. Perché ci siete voi, c’è Gesù che mai abbandona, ci sono quei pochi amici che mi vogliono bene, i miei nipoti, la mia famiglia e Anna Cicalese che mi conosce e sa cosa il canto significhi per me… ma ora no non ce la faccio a mostrarmi alla gente, non riesco…

Carmen Cosenza

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