Le modelle curvy, un nuovo concetto del bello

La presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato

Una rieducazione al concetto del bello, nella moda, grazie a campagne mirate e anche grazie alle modelle curvy” questa la frase della giornalista del Tg5 in un servizio che è andato in onda qualche sera fa, dedicato alle modelle curvy. Ebbene sì, adesso si volta pagina. Basta con gli stereotipi di donne bellissime, taglia 38/40. La bellezza c’è anche nella taglia oltre la 48. Come si dice: se una è bella, è bella. Dunque, care donne e cari uomini con qualche chilo in più, adesso è il nostro momento. E lo hanno capito anche gli stilisti che tante persone non sono magrissime e che anche loro, anzi, soprattutto loro, sono quelle che si vogliono esprimere indossando capi meravigliosi.

Soprattutto vogliono dimostrare che il bello sta anche in quei corpi burrosi e sensuali che esprimono calore e, talvolta, immensa sensualità. Nel servizio del telegiornale è stato proprio detto: “Sensuali, bellissime, seducenti e soprattutto curvy. Donne coraggiose che hanno rivoluzionato il mondo delle passerelle e stravolto i canoni degli stilisti. Da Fendi a Valentino, da Chanel a Versace. Tutti hanno avuto e hanno modelle curvy come testimonial. Perché la loro fisicità ha proposto modelli finalmente contemporanei”.
Chi sa bene cosa sia la bellezza curvy è proprio la presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato.
Lei, con la sua bellezza mediterranea, un corpo sinuoso e assolutamente sensuale, con una femminilità indiscussa, sostiene questi concetti dal lontano 2013. Compare anche lei in quel meraviglioso servizio del Tg5, con l’iconica maglia fucsia con il cuore bianco, logo di CurvyPride, che ormai è diventata il simbolo della community.

Ecco quindi che, nelle pagine social, si è scatenata tanta curiosità e molte ragazze e donne che sfilano hanno postato con orgoglio le loro foto più belle. “Sogno un mondo inclusivo, dove tutti possano vivere liberamente il proprio peso, la propria sessualità, la propria origine. Ognuno di noi ha il diritto di essere felice per quello che è” afferma Marianna Lo Preiato autrice del libro “La mia resilienza in un corpo morbido” oltre che fondatrice e presidente dell’associazione CurvyPride.

La storia di una donna, di tante donne, che con l’associazione Curvy Pride Aps potranno essere resilienti insieme.
Scritto da Marianna Lo Preiato, a cura di Marzia di Sessa, con la prefazione di Maria Teresa Ruta, questa è la storia di Marianna, che ha resistito alle avversità che la vita le ha riservato ed è riuscita a trasformare gli ostacoli che la potevano far cadere in un cammino di liberazione.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Barbara Braghin che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.




Barbara Braghin è giornalista e blogger. Adora la moda, i film con Marilyn Monroe anche se il suo preferito rimane sempre Pretty Woman. Da sempre fan di Madonna, adora il fucsia e ha una filosofia di vita molto strong: SE INSISTI E PERSISTI RAGGIUNGI E CONQUISTI.

UNITE PER CURVY PRIDE

Ciao, sono Fabiana Sacco, ex estetista, ex insoddisfatta della mia forma fisica e oggi Curvy Coach.

Come ho conosciuto Curvy Pride? Qualche tempo fa ero su Instagram alla ricerca di hashtag interessanti e mi sono imbattuta in #curvypride. Ho dato un’occhiata al profilo e al sito e, per dirla un po’ in gergo tecnico, la vision e la mission di questo movimento mi hanno profondamente colpita: sono esattamente gli stessi valori, desideri e priorità che anch’io condivido e vivo ogni giorno nel mio lavoro di coach.

Una sera, dalla pagina Facebook, ho notato che erano state organizzate delle serate di condivisione chiamate #pizzaecurve in cui si sta insieme, si fa gruppo, si condivide allegria in un ambiente senza giudizi e pregiudizi. Caspita! Ho subito pensato che avrei potuto portare questi piccoli eventi anche nella mia città, Alba, che è meravigliosa geograficamente, ricca di storia, turismo, enogastronia e cultura ma in fatto di inclusione e condivisione c’è moltissimo margine di miglioramento, a mio parere.

In meno di un minuto ho mandato un messaggio a Simona del tipo: “Ciao, sono Fabiana e vorrei sapere se è possibile diventare referente per una zona, vorrei supportare la nostra Causa anche ad Alba”. Praticamente mi sentivo già una parente!

Simona mi ha risposto, ci siamo scritte, telefonate, messaggiate e da subito c’è stato un feeling incredibile. Nel giro di qualche giorno ci siamo ritrovate a valutare proposte e novità, a stilare linee guida e soprattutto abbiamo ideato un progetto che ci piace tantissimo: CURVY LAB.

Che cosa saranno i CURVY LAB? Saranno degli incontri aperti a chiunque lo desideri e che abbia a cuore gli stessi nostri valori, incontri che verranno organizzati in più città italiane con lo scopo di creare unione, comunità, facilitare nuove amicizie e dibattere su argomenti di attualità legati a quella che è la nostra filosofia associativa. Organizzeremo incontri con professionisti per parlare di salute, di moda, di crescita personale, di cucina… insomma tutto quello che potrà venire in mente a noi e ai nostri associati per rendere questi laboratori interattivi e super interessanti. Vogliamo che torniate a casa arricchite dal tempo trascorso insieme e che non vediate l’ora di partecipare al LAB successivo!

La nostra visione dei CURVY LAB è che diventino un punto di riferimento locale per tutte quelle persone che vogliono condividere le loro esperienze e crescere insieme vivendo bene la loro vita, indipendentemente dalla forma, dall’altezza, dal colore della pelle, dall’orientamento sessuale.

Ognuno di noi ha un bagaglio di esperienze e una storia da raccontare, io, per esempio, ho sempre avuto un approccio negativo nei confronti del mio fisico, l’idea della mia forma, di come mi stavano i vestiti, di come mi sentivo rispetto alle ragazze più magre ha condizionato pesantemente la visione di me. Era un continuo mettermi a dieta, perdere qualche chilo e poi smettere.

Fino a qualche tempo fa pensavo che soltanto dimagrendo avrei potuto essere felice, soltanto conformandomi con lo stereotipo di donna “in forma” i miei problemi sarebbero spariti e io avrei potuto vivere la vita che volevo. Quanto mi sbagliavo! Non è certo la mia taglia che mi qualifica! non è il numero che vedo sulla bilancia la mattina che deve avere il potere di dirmi se quello sarà un giorno felice oppure no.

Ho smesso di vergognarmi della mia taglia, ho cominciato a credere nella mia forza e bellezza, penso e ragiono come se avessi già raggiunto tutti i miei obiettivi!

La mia storia, come quella di tante altre persone, potrà essere raccontata all’interno dei LAB, si potranno capire insieme quali sono state le dinamiche per risolvere e migliorare la propria vita, ispirando così i partecipanti. Abbiamo un mondo di idee e vi spoilero che il primo CURVY LAB si terrà in contemporanea ad Alba e a Roma domenica 15 marzo 2020. I dettagli arriveranno a breve, fammi intanto sapere che cosa ne pensi! Commenta questo articolo con le tue idee, proposte e, se ti senti abbastanza ardita, proponiti come referente per la tua zona, chissà che non si possa fare anche nella tua città?

Portando nella nostra vita rispetto, autostima, condivisione, inclusione, unione, sono fermamente convinta che non ci sia un limite al meglio e sono felice di essere qui a crearne un pezzettino con te.

Con affetto, tua Faby the Curvy Coach

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

STEREOTIPI COME GABBIE DORATE – intervista Dott.ssa Di Pietro

A seguito dell’articolo Educazione e buone abitudini alimentari abbiamo pensato di intervistare la Dott.sa Paola di Pietro. Essendo mamma sono in cerca costante di risposte e informazioni esterne per la risoluzione di problemi. Negli ultimi anni ho lavorato costantemente su me stessa per cercare di essere una persona migliore, chiedendo aiuti esterni, leggendo libri, ma anche mettendo in discussione in primis le mie azioni. Ho cercato pertanto di formulare quesiti che potessero essere utili non solo a me ma agli adulti lettori di Curvy Pride; siano essi genitori o persone attente.


Paola-Convegno Dott.sa Paola di Pietro è laureata in Lettere moderne con una tesi sull’ayurveda e in Antropologia con una tesi sulle emozioni nella malattia e nella cura con l’omeopatia, ha inoltre frequentato corsi di pedagogia, omeopatia, floriterapia. Ha scritto diversi libri in collaborazione con la dr.ssa Rita Tanas, che si occupa di bambini e adolescenti (perledelfini.it) e il dr. Stefano Gastaldi, psicologo del centro Minotauro di Milano. Sul sito la bibliografia intera.


1) Ho avuto modo di conoscere il suo libro “bimbi in forma senza diete” e di ritenerlo prezioso per l’insegnamento al rapporto col cibo. Agli adulti di oggi cosa consiglierebbe?

Mi fa piacere che abbia trovato utile il mio libro e soprattutto sono lieta del motivo, che è proprio l’obiettivo che avevo quando l’ho scritto: aiutare le persone a conquistare un rapporto equilibrato con l’alimentazione e con se stesse. Agli adulti consiglio più o meno le medesime cose che suggerisco ai bambini e cioè di mangiare in modo sano e bilanciato, adeguando la quantità al proprio stile di vita, tenendo in considerazione il piacere e la salute, senza dimenticare gli aspetti emotivi e relazionali legati al cibo

Beautiful curvy women with good body image

2) Nei giorni moderni si parla di “curvy” (traduzione “formosa”) indicando ogni taglia topo la 44, lei ritiene sia corretto?

Certo che no! Il problema però non è il numero della taglia ma le etichette in sé, perché catalogano gli individui e stabiliscono presunte normalità. Credo invece che bisognerebbe valorizzare le differenze, cioè il fatto che ogni persona sia unica.

3) Sto lavorando su me stessa e i miei figli sull’accettazione di se e degli altri liberi da stereotipi/etichette; non è gradevole puntare il dito e dire SEI magra, SEI grassa, sei alta o bassa. La bellezza sta nell’unicità e nella percezione di come vediamo le cose cosa consiglierebbe nell’educazione a riguardo?

I giudizi a volte diventano condanne e le etichette riducono la persona a una sola dimensione, dimenticando che ciascuno di noi è un essere ricco e complesso, oltre che unico. Ciò vale in particolare per il giudizio estetico, che sminuisce l’individuo a un corpo da mostrare e a una forma predefinita a cui conformarsi, senza tenere conto di qualità come l’intelligenza e la sensibilità né delle qualità e delle potenzialità personali. Saper riconoscere gli stereotipi e cercare di superarli è un obiettivo importantissimo, anche per vincere molte piaghe sociali come il bullismo, l’intolleranza, le disuguaglianze, l’emarginazione e l’esclusione sociale. È utile per potersi esprimere e per essere liberi. Infatti, anche i giudizi e gli stereotipi considerati positivi diventano delle gabbie, seppure dorate, da cui è difficile uscire. Accogliere le diversità è realmente una fonte di ricchezza: solo la differenziazione cellulare permette la vita, solo la collaborazione tra persone diverse per cultura ed esperienza personale permette la soluzione creativa e soddisfacente dei problemi. Inoltre, valorizzare le diversità ci permette di trovare in ciascuno pregi e limiti, consentendo a ognuno di avere lati positivi su cui fondare la propria autostima e punti deboli su cui orientare il lavoro di crescita personale. Inevitabilmente, questo realizza una condizione di rispetto verso gli altri, oltre che verso di sé. Per farlo, occorre riconoscere le qualità dei propri figli e delle proprie figlie, anche e soprattutto quando non sono quelle che in genere ci si aspetta che abbiano, e mostrarle loro. È anche importante evitare di identificare le persone con una loro qualità o un loro difetto, con qualcosa che hanno fatto o detto, ma ricordarsi di considerarle sempre nella loro complessa unicità.

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4) L’accettazione di se è importante ma anche la salute, non è facile trovare il giusto equilibrio tra cibo, attività fisica, cura in generale. Quale’è la giusta formula?

Dopo aver tanto esaltato l’importanza della diversità, non è facile rispondere perché non c’è una formula giusta uguale per tutti. Possiamo però dire che ciò che diventa ossessione o che crea sofferenza andrebbe affrontato, compreso e trasformato. In genere, un atteggiamento ostile verso parti di sé non aiuta ma peggiora la situazione. Accogliere e comprendere, invece, favorisce il cambiamento. Può essere difficile da capire, perché nella nostra cultura si pensa che per cambiare bisogna lottare, aggredire, combattere, mentre accogliere e accettare vuol dire rassegnarsi passivamente. In realtà non è così. Come nella vita e nelle relazioni quotidiane, l’aggressione provoca una chiusura di difesa che non lascia spazio alla comunicazione o una risposta altrettanto violenta che invece di favorire il cambiamento causa distruzione. Il mio consiglio è distinguere tra stereotipi estetici e fattori di rischio per la salute, per non cadere nelle trappole dei primi e proteggersi dai secondi. Quindi, non identificarsi con una forma fisica o una taglia, mangiare con gusto e moderazione, fare attività fisica scegliendone una piacevole e soprattutto darsi sempre delle mete che richiedono uno sforzo possibile, che siano raggiungibili. È un modo per avere due vantaggi, non uno: non solo si otterrà il successo voluto, ma con esso si rafforzerà la propria autostima e si potrà partire per un nuovo obiettivo. Il bello della vita è che ogni meta è una nuova partenza.

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5) molti pensano che col termine “dieta” si intenda il periodo in cui si viene seguiti da un nutrizionista/dietologo, ma non crede che semplicemente il modo di sintetizzare il regine alimentare corretto che andrebbe seguito sempre? Si a dolci e grassi (per esempio) ma con moderazione?

Come conferma la Treccani, dieta era “nell’antica medicina greca il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute”. Mettersi a dieta, quindi, vuol dire seguire lo stile di vita più adatto alla propria costituzione e al proprio modo di essere e capace di proteggere il benessere. Tenendo presente che, come dice l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la salute è una questione complessa, non solo fisica ma anche psicologica, ambientale e sociale. Non sempre è facile capire in cosa consista la dieta ideale per sé o per i propri figli; se le proprie abitudini finiscono per aumentare il rischio di ammalarsi o per renderci infelici, vale la pena di chiedere supporto a nutrizionisti o psicologi.

6) che consigli darebbe per evitare che i nostri figli siano vittima di bullismo o si ammalino di disturbi alimentari?

Ci sono due capisaldi dell’educazione, l’esempio e il dialogo. Spesso per i bambini ha più peso quello che facciamo di ciò che diciamo. Cominciamo a riequilibrare il nostro stile di vita e loro saranno stimolati a fare altrettanto. Per proteggerli dai disturbi del comportamento alimentare è utile non dare eccessiva importanza al peso corporeo, alla forma fisica e all’alimentazione. Sembra un controsenso, ma non lo è. I DCA sono infatti legati anche a un’eccessiva enfatizzazione dell’aspetto esteriore e del cibo. L’equilibrio a tavola dovrebbe essere una questione naturale, non un’impegno e un’attenzione ossessivi. Inoltre, legare il cibo a premi o a punizioni crea l’idea nel bambino che un alimento possa colmare un vuoto interiore, per esempio, suscitando una confusione che può avere conseguenze anche in età adulta. Per quanto riguarda il bullismo, rinforzare l’autostima di bambini e bambine sottolineando i loro pregi e insegnare loro a rispettare e apprezzare le differenze proprie e altrui sono aiuti importanti. Perché il bullismo non è un comportamento a senso unico, è l’interazione tra due persone che percepiscono e agiscono in modo opposto la propria debolezza: il bullo fa lo spavaldo e umilia per dimostrare una forza che teme di non avere e il bullizzato subisce perché crede di non meritarsi altro. C’è anche un terzo ruolo, quello di chi assiste senza reagire, facendosi complice del bullo. La nostra sfida come genitori è insegnare ai nostri figli a non vestire nessuno di questi ruoli. Non è facile. Il dialogo e la confidenza tra genitori e figli saranno alleati fondamentali, che vanno coltivati fin dai primi anni di vita.

Boy student getting bullied in school

7) Lei ha scritto un libro “solo ciccia e brufoli?” ma quali sono i punti più importanti?

Questo è in un certo senso il seguito del libro “Bimbi in forma senza diete”, perché riguarda gli anni che seguono l’infanzia, quelli della preadolescenza e dell’adolescenza. È un periodo delicato e complesso della vita, soprattutto perché il corpo si trasforma velocemente e quindi si impone all’attenzione di ragazze e ragazzi, spesso disorientandoli. A questo punto il tempo dell’educazione è praticamente finito e occorre stabilire una distanza che non abbandona, una presenza discreta che lascia aperta la porta alle esperienze autonome. Gli adolescenti cercano la propria identità e indipendenza, vogliono essere apprezzati dai coetanei e affermarsi nel gruppo. Il pericolo dei disturbi del comportamento alimentare in questo momento è più alto che mai. Nel libro si cerca di leggere segnali e comportamenti per trovare indizi e significati, in modo da riuscire a stare a guardare quando non ci sono pericoli e capire quando bisogna intervenire e come farlo. Per lasciare che i nostri figli possano affrontare i problemi e le crisi che li faranno crescere e aiutarli solo quando il rischio è reale e troppo grande per le loro forze.


Un sincero Grazie alla Dott.sa Paola di Pietro per il suo tempo e per questi splendidi consigli.

Valentina per Curvy Pride


Valentina DSC_1207BBBParenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità.

POTRESTI ESSERE TU LA 1° MISS CURVY ANGEL!

MISS CURVY ANGEL è il primo concorso CURVY della Liguria organizzato dall’Associazione IDEANDO.

Si svolgerà il 1 settembre 2018 presso la prestigiosa location dell’OCEAN BAY CLUB NEWBFLY di Loano (SV), una splendida discoteca sul mare.

Dalle ore 21:30 sfileranno le candidate di tutta Italia.

Dopo l’elezione di MISS CURVY ANGEL si terrà il CURVY PARTY con performance di Sophie Lamour.

Madrina dell’evento la splendida Laura Brioschi!

Sarà presente anche la nostra Presidentessa, Marianna Lo Preiato.

La vincitrice si aggiudicherà oltre al titolo di MISS CURVY ANGEL un week end per due persone nell’esclusivo Resort “Il Casale” di Finale Ligure e un servizio fotografico professionale effettuato dal fotografo Carlo Lovisolo.

Se desiderate iscriversi al concorso seguite le indicazioni presenti sul sito:

  • Invia la tua candidatura per Miss Curvy Angel all’indirizzo email concorsomisscurvyangel@gmail.com indicando: Nome, Cognome, Data di Nascita e Numero di Telefono
  • Occorre allegare una tua foto a figura intera e del viso entro e non oltre il 25 agosto 2018.
  • Ti risponderanno inviandoti modulo iscrizione e regolamento da compilare, firmare e reinviare per il completamento della candidatura.
  • Requisiti fondamentali sono: taglia dalla 44 in su ed età dai 18 ai 35 anni oltre naturalmente alla voglia di mettersi in gioco!
  • Causa numero elevato di adesioni, verrà fatta preselezione delle candidature.
  • Le ragazze selezionate per la finale verranno contattate il 26 agosto via mail.

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IDEANDO è un’associazione no profit nata dall’entusiasmo della stilista/artigiana/artista Italia Furlan che da anni opera sul territorio del finalese (dove nella sua bottega “Arti…ficio” realizza abiti, gioielli in resina, punti luce, oggettistica, sculture con materiale di recupero rigorosamente tutto handmade, esportando i propri prodotti in tutto il mondo) e da un gruppo di persone specializzate in vari settori artistici che spaziano dalla letteratura, alla musica, alla pittura… tutti uniti da un unico scopo: organizzare eventi, workshop e quant’altro utile per valorizzare la bellissima Liguria!

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MI AIUTATE A RITROVARE LA VOGLIA DI VOLERMI BENE?

Ci scrive Barbara e ci apre il suo cuore… e noi non la lasciamo sola.

Al momento non abbiamo sue foto da pubblicare, ma Barbara ci ha promesso che le condividerà presto.

Salve anch’io avrei la voglia di scrivervi…

Ciao a tutti mi chiamo Barbara, sono una mamma di un bambino di quasi 8 mesi.

Volevo raccontarvi un po’ la mia storia… allora incomincio nel dirvi che all’età di 15/16 anni pesavo 65 kg, ero abbastanza in salute e mi vedevo bella, perché tutto ciò che provavo o vedevo mi stava bene. Ma dopo un anno il mio corpo ha iniziato a cambiare radicalmente e sono arrivata a pesare 85 kg e di lì la mia vita e cambiata.

Ho smesso di prendermi cura di me stessa, di vestirmi bene come facevo prima. Più cambiavo pantaloni, vestiti e maglie più mi demoralizzavo perché non mi stavano o perché mi vedevo più tonda di quello che ero e ho cominciato a mettermi cose comode e larghe per nascondere i miei punti critici.

Ogni volta che entro in un negozio per provare qualcosa mi sento male e mi viene il nervoso, perché non trovo mai qualcosa di carino e poi perché in molti negozi vedi solo vestiti per le ragazze in forma e più magre. 😢

Dopo un po’ di tempo ho scoperto di soffrire di ipotiroidismo e da lì si è capito il mio problema. Mi hanno anche detto di avere l’ovaio policistico e una maggiore presenza di ormoni maschili, e così mi hanno comunicato che avrei avuto molta ma molta difficoltà a diventare mamma; e quindi mi sono buttata ancora più giù.

Ma la mia storia va avanti. Non mi vedo una donna e una mamma alla moda o che si prende cura di se stessa. Non mi piaccio, provo disgusto ogni volta che mi vedo allo specchio. Vado al mare e mi chiedo come fa il mio compagno a star con me. 😢

frasi-lutto

Vorrei poter diventare “modella curvy” anche solo per un giorno.  O semplicemente qualcuno, come nel programma “ma come ti vesti?”, che mi aiuti a ritrovare una nuova me. Perché anche la mia vita amorosa ne risente parecchio e molto spesso litigo con il mio lui. 😢😔

Ora mi ha chiesto di sposarmi e sono entrata in paranoia perché so già che nessun vestito mi farà sembrare diversa o più bella. 😞

La mia vita va avanti e mi faccio forza perché ho il mio piccolo cucciolo da crescere e quindi questi problemi li metto da parte.

Spero solo di cambiare e di ritornare a essere quella che ero. Ora vi auguro una buona giornata a tutte voi 😘