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Curvy Confidential: LA GIOIA DI VIVERE DI CRISTIANA DI MARE

Mi chiamo Cristiana, ho 26 anni e scrivo da Napoli. Sono diplomata in Comunicazione e Marketing, e adoro tantissimo il cinema ed il teatro.

Sono molto felice di far parte della vostra rubrica.

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Sono sempre stata una ragazza “in carne” e purtroppo ho avuto non pochi “problemi” durante la mia adolescenza. Ho vissuto sempre una situazione di disagio e di imbarazzo verso gli altri.

Ero definita sempre la “cicciona” di turno (nonostante fossi alta 1.75) e soprattutto a scuola non vivevo bene la quotidianità. E’ stato un periodo molto duro della mia vita, ma fortunatamente, dopo diverso tempo, grazie all’amore e al sostegno di mia madre, sono riuscita a superare e ad accettarmi così come sono.

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Ora finalmente, vedo “me stessa” con occhi diversi; mi vedo bella e soprattutto ho imparato ad accettarmi e a piacermi, a dispetto di tutti i  “passati pregiudizi altrui”.

Adoro la fotografia e adoro scattare foto di me stessa con un look sempre diverso, portando con me un accessorio fondamentale: IL SORRISO.

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Ho compreso che la vita è una cosa unica ed imprevedibile. Bisogna godersela e apprezzarla in ogni momento, cogliere le occasioni che lei stessa ci presenta.

Cristiana Di Mare

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#MyCurvyPride: MARIANGELA DIANA

Chi sei? Sono Mariangela Diana, 25 anni, neo-laureata iperansiosa di Carpi.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Qualcosa di essenziale nel nostro mondo. Un nuovo respiro per ogni ragazzina e donna che cerca il proprio posto nel mondo, che ha la necessità e il diritto di sentirsi bella, forte e piena di valore.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Non ho mai fatto troppo caso al mio fisico, fino ai cancelli della prima media. Camminavo con il mio nuovo zaino in spalla, carica di energia, e un ragazzo più grande ha urlato “Ecco la nuova miss” seguito da quelle che mi sembravano milioni di risate. Ogni anno in quella scuola veniva candidata la ragazza più carina, e nella loro voce c’era lo scherno che mi ha impedito di varcare quel cancello con il sorriso per un anno intero. Erano sempre lì, appoggiati alle loro bici, in sei o sette, pronti a dirmi sempre quell’unica parola, pronti a ferirmi e a farmi provare dei dolori allo stomaco che non avevo mai provato prima. Ho dovuto chiedere aiuto ai miei genitori, e qualcosa si era ormai incrinato. 
Poi è arrivato lui, che mi voleva bene ma non voleva bene a me, al mio corpo che cambiava, che si espandeva senza che ne avessi davvero il controllo, ai brufoli e alla peluria adolescenziale. La piena consapevolezza della mia bruttezza è arrivata con quell’amore acerbo e dopo tanti anni sono a volte ancora convinta che l’immagine allo specchio si sia meritata le offese, e le risate, e il nascondere una relazione per il mio fisico. Ad oggi, nei miei giorni peggiori, so di essere il mio peggior bullo.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Mi odio ancora. Ma sono crolli improvvisi, che durano ore o a volte giorni. Poi ci sono i giorni in cui mi voglio bene da impazzire. Giorni in cui indosso gonne a vita alta, tacchi scuri e camicie sbottonate. Giorni in cui oso un rossetto più brillante del solito e in cui la linea dell’eyeliner per poco non sfiora le mie sopracciglia. Giorni in cui mi sento bella, in cui ho voglia che qualcuno mi catturi in una foto, o di essere io stessa a catturare qualche sguardo. Giorni in cui sono sul palco e voglio che tutti mi guardino e sono fiera di quella ragazzina che correva a testa bassa sperando che un giorno tutto sarebbe cambiato. Poi torno ad odiarmi. E’ ancora tutto traballante.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Sono un’attrice. Lo sono da metà della mia vita ormai e purtroppo la bellezza è spesso il mio unico grande ostacolo, per un ruolo piuttosto che un altro. Vengo allontanata per il mio peso da alcune produzioni, e vorrei non facesse così male. Vorrei che la mia personalità fosse tanto forte e meravigliosa da far sembrare anche i miei difetti tali. Vorrei che la mia bellezza interiore prendesse a schiaffi il mio aspetto esteriore, e gli urlasse di non avere paura. Che non sono bella come le altre, ma che ho comunque il diritto di sentirmi fantastica.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? C’è una ragazza su instagram, Gabi Gregg. Pelle color caramello, grandi occhi scuri e milioni di riccioli neri. Curve e sorriso da ammaliare. Il suo modo di porsi, il suo orgoglio, la sua forza mi sono di grande ispirazione.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? L’insicurezza di persone come me, ferite dal passato e da se stesse. Il dimostrare al mondo che ogni persona possiede una bellezza tale da poter essere l’ispirazione di un poeta, di un pittore, di un fotografo. Che in uno sguardo, un fianco, un movimento delle dita, un sorriso può esistere un incanto sempre nuovo, diverso.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? La curva delle mie palpebre, che rivelano i miei occhi nocciola.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Un’occasione, un grido di speranza, uno sguardo al cambiamento.

Una frase che ti rappresenta? I am sweetness, I am bratty, I’m a princess, I’m a fatty, I’m a mess of contradictions in a dress (Sono dolcezza, sono impertinenza, sono una principessa, sono una cicciottella, sono un cumulo di contraddizioni vestite a sera). E’ la canzone finale del musical di Shrek. Sì, è una favola per bambini, ma la reputo una delle più belle e sincere storie d’amore.

Seguite Mariangela sul suo blog SEI PERSONALITA’ IN CERCA D’AUTORE

FINALMENTE IO

23 ANNI … Milla Luna

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L’amore con colui sarebbe diventato mio marito sbocciò in aprile, in una sera di poesie e vino rimanemmo a lungo a parlare.

Ricordo che raccontai molto di me, come mi piaceva dipingere come amavo la musica e la lettura. Lui era un giovane cantante, che aveva scritto le prime canzoni e aveva messo su da qualche anno la sua band musicale.

Ricordo che mi fece uno dei più bei complimenti mai ricevuti… “Hai due occhi così belli, che splendono come stelle nere“.

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Nessun accenno al mio mento lungo, alla minigonna, quel ragazzo aveva solo guardato i miei occhi, e questo aveva fatto la differenza.

Dopo un paio di anni mi operai al volto per il progenismo che mi affliggeva (ovvero il morso invertito, con l’arcata inferiore che scavalca quella superiore, causa del mento estremo e di problemi a livello masticatorio, spinale,  e con gli anni cardiaco). I medici avevano scoperto che era la causa delle mie lancinanti emicranie, del mio principio di scoliosi e di tante altre piccole patologie che non avrebbero tardato ad arrivare. Dopo 4 ore di intervento tornai dal mio innamorato fidanzato che non smise un attimo di starmi accanto. nei 3 mesi successivi potei solo assumere frullati che con gli antibiotici e l’immobilità mi fecero prendere di nuovo un bel po’ dei miei chili persi.

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

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CHI NASCE TONDO, NON PUO’ DIVENTAR QUADRATO

SEMPRE PER SEMPRE PIU’ BELLA

LA BELLEZZA E’ CIO’ CHE CONQUISTI E CIO’ CHE DIVENTI

 

LA BELLEZZA E’ CIO’ CHE CONQUISTI E CIO’ CHE DIVENTI

OGGI… Milla Luna

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Durante gli anni ho avuto altri cambiamenti nel mio corpo, alternando stati di magrezza a stati di gonfiore, ma per altri motivi lontani dal voler piacere agli altri. Ho smesso di fumare e sono ringrassata, ma questo piccolo prezzo mi ha liberata da una schiavitù di anni, sono dimagrita moltissimo per una brutta depressione, ma ne sono uscita libera dai miei fantasmi.

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Adesso l’unica cosa che mi interessa di più nella vita, è vivere in salute, per stare bene io e le persone che mi sono vicine. Non importano le taglie in più, non importa vestire all’ultima moda se questa prevede una costrizione del corpo a essere ciò che non è. La bellezza passa, è l’intelligenza e la cultura che rimangono per sempre e non c’è nessun vestito che possa coprire l’ignoranza.

Si è libere nel corpo quando si è libere nello spirito, questo mondo ci vuole perfetti, scattanti, e vincenti? Noi rispondiamo con la normalità, la riflessione e la comprensione.

Per accettare se stessi e gli altri bisogna tornare a farsi travolgere dalle emozioni, non concentrarsi più, in piccoli mondi fatti di “io”, ma in un mondo umano che comprende tutti “noi” e che come tale vede le differenze come facce diverse di un unico infinito prisma di possibilità.

Ora a 40 anni e con tante esperienze alle spalle, io mi piaccio, e tanto! Anche con le forme morbide della maturità, con la pancia non proprio piatta, e qualche chiletto in più. In cambio ho una mente libera, un cuore grande che la sofferenza ha reso sensibile, e due occhi felici che splendono come stelle nere ma luminose. Perché quello che sono oggi è quello per cui tanto ho lottato, per cui ancora non ho finito di lottare, il mio corpo mi riserva ancora tante sorprese e io sono pronta ad accoglierle tutte.

Giovani donne, vogliatevi bene! Studiate, leggete, informatevi e amate. Un chilo in più si potrà sempre perdere, ma quello che si perde soffrendo non si potrà più riguadagnare.

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Dopo un paio di anni mi operai al volto per il progenismo che mi affliggeva (ovvero il morso invertito, con l’arcata inferiore che scavalca quella superiore, causa del mento estremo e di problemi a livello masticatorio, spinale,  e con gli anni cardiaco). I medici avevano scoperto che era la causa delle mie lancinanti emicranie, del mio principio di scoliosi e di tante altre piccole patologie che non avrebbero tardato ad arrivare. Dopo 4 ore di intervento tornai dal mio innamorato fidanzato che non smise un attimo di starmi accanto. Nei 3 mesi successivi potei solo assumere frullati che con gli antibiotici e l’immobilità mi fecero prendere di nuovo un bel po’ dei miei chili persi.

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13-18 ANNI… Milla Luna

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Alle Superiori non andò meglio, parole come brutta, grassa e cicciona mi accompagnarono per un bel pezzo.

Ricordo che una professoressa mi disse con fare acido una volta che mi ero assentata per un fine settimana spirituale… “Non credo che il ritiro ti abbia fatto bene, visto che non ti sei ritirata neanche un pò!

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Purtroppo su chi è debole, se i ragazzi scaricano le loro paure, (essere grassi, brutti, sfigati) gli adulti scaricano le loro frustrazioni.

Alla fine mi feci deliberatamente bocciare per non avere più in classe i miei aguzzini, la classe che venne l’anno dopo non mi accettò, ma neanche mi prese di mira.

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Semplicemente venni ignorata durante l’anno scolastico e questo fu la cosa più vicina alla tranquillità che mi fu concessa, non era la felicità ma quanto meno la tregua.

Milla Luna

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5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

Milla Luna

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MANGIA, PICCINA MANGIA.

O-5 ANNI… Milla Luna

Il primo dono che tua madre ti fa nel momento che vieni al mondo, è il tuo primo pranzo (o cena a seconda dell’ora in cui decidi di bussare). Questo da solo basterebbe a chiarire quanto importante sia il cibo e ciò che rappresenta per chi lo dà e chi lo riceve.

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Fra te e la tua mamma, è il primo momento di condivisione reale, quando non sei più una sfocata immagine che galleggia nell’amniotico limbo acquoso del pancione, ma una personcina viva e palpitante da amare… E nutrire.

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E questo mia mamma ha fatto con zelo! Mai visto un omogeneizzato quando il boom economico riempiva i primi supermercati di prodotti per l’infanzia di ogni genere, bensì frullati di filetto, minestrine iperproteiche al doppio-parmigiano, pescetti spinati fino allo sfinimento, verdurine di prima qualità cotte nei metodi più sani del tempo… Ed ecco che nelle foto della mia infanzia, una pargoletta rotonda come una mela con rotoli e rotoli di gambette guardava curiosa e felice la macchina fotografica mentre mia mamma orgogliosa e adorante, osservava le mie bellissime guanciotte e le mie manine piene di fossette… Bei tempi!

Milla Luna

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