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NON TUTTE LE BIMBE SONO BELLE

5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

Leggete anche l’articolo MANGIA PICCINA MANGIA

 

 

MANGIA, PICCINA MANGIA.

O-5 ANNI… Milla Luna

Il primo dono che tua madre ti fa nel momento che vieni al mondo, è il tuo primo pranzo (o cena a seconda dell’ora in cui decidi di bussare). Questo da solo basterebbe a chiarire quanto importante sia il cibo e ciò che rappresenta per chi lo dà e chi lo riceve.

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Fra te e la tua mamma, è il primo momento di condivisione reale, quando non sei più una sfocata immagine che galleggia nell’amniotico limbo acquoso del pancione, ma una personcina viva e palpitante da amare… E nutrire.

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E questo mia mamma ha fatto con zelo! Mai visto un omogeneizzato quando il boom economico riempiva i primi supermercati di prodotti per l’infanzia di ogni genere, bensì frullati di filetto, minestrine iperproteiche al doppio-parmigiano, pescetti spinati fino allo sfinimento, verdurine di prima qualità cotte nei metodi più sani del tempo… Ed ecco che nelle foto della mia infanzia, una pargoletta rotonda come una mela con rotoli e rotoli di gambette guardava curiosa e felice la macchina fotografica mentre mia mamma orgogliosa e adorante, osservava le mie bellissime guanciotte e le mie manine piene di fossette… Bei tempi!

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

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Irene, il suo sogno nel cassetto…

Ciao sono Irene dalla provincia di Lecce ho 40 anni indosso una 48-50 altezza 1.72 …

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Vi scrivo un po’ per gioco un po’ per togliermi un desiderio che ho sempre tenuto ben nascosto perché condizionata dai canoni di bellezza che rappresentano modelle molto magre.

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Fin da piccola sognavo di posare per servizi fotografici o fare l’indossatrice ….chissà  ho pensato… ora che ho conosciuto voi potrebbe anche avverarsi il mio sogno!

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Con affetto Irene

 

 

 

TAMARA: la sua infanzia e la sua rivincita!

Ciao Ragazze, questa è la mia storia.

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Per anni, fin da quando ero una bambina, ho provato sempre disagio e sconforto nell’essere una ragazza, oggi ‘curvy’, ma in passato chiamata ‘cicciona’

Anche quando andavo al mercato con la mia nonna, le sue amiche mi chiamavano così…

Ho dovuto sempre giustificarmi davanti alla gente per quella che ero, dicendo agli altri ed a me stessa che “ciò che conta è quello che sei dentro”…
Quante paranoie e pianti perché venivo chiusa negli armadi dai miei compagni di scuola..

Tutte voi, che siete cresciute con me e la mia generazione, la difficoltà che si aveva nel vestirsi e sentirsi belle come gli stereotipi di modelle, in auge in quegli anni…

Tutto questo mi ha fatto crescere e prendere consapevolezza di ciò che sono, particolare che da ragazzina mi sfuggiva, ed a imparare ad accettarmi ed amarmi per come sono: con le mie curve, la mia “ciccia” e la mia cellulite.

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Voglio condividere con voi il progetto #beautifulcurvy, al quale ho avuto l’onore di partecipare.

Il progetto sostiene e aiuta tutte le persone che devono prendere ancora questa consapevolezza: “amiamoci per come siamo!!!”

Barbara Christmann dice che la curva più bella è il nostro sorriso… Beh qua noi sorridiamo tutte!!!

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Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

Sono contenta di poter condividere la mia storia, con persone cosi speciali …

Ciao mi chiamo Estela Regina e non sono mai stata una ragazza magra, fin da bambina avevo i rotolini e le gambine morbide (a mia mamma piacevano tantissimo dato che le mordeva in continuazione) … 

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Fin da piccola non avevo mai dato importanza a questo fatto perché correvo giocavo e ridevo, a 4 anni ballavo la samba (sono brasiliana) ero una bambina moooolto felice
Iniziai le elementari in Brasile, e li iniziarono i miei problemi, i compagni non volevano giocare con me perché ero “grassa”, buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore perché mi dicevano che dovevo mangiare di meno senno scoppiavo …
Mi buttavano addosso i sassi perché dicevano che rimbalzavano ….
A 9 anni mi sono trasferita in Italia, dato che mio papà era qua già da un po’ …
Pensavo che qua avrei ricominciato e nessuno mi avrebbe preso in giro ma così non fu …
Un giorno un ragazzo mi spinse giù dalle scale dicendo che ero una palla e dovevo rotolare , oppure durante la ricreazione nascosti dalle maestre mi calciavano la pancia e le gambe …
Mia mamma dopo un po’ si ammalò (oggi sta meglio per fortuna) e dovette tornare in Brasile per operarsi con urgenza. I 40 giorni che lei è stata in Brasile mi è successo di tutto e sono ingrassata 25 chili …
Nemmeno alle medie le cose cambiarono e venivo presa di mira anche dagli insegnanti che mi davano della cicciona davanti agli altri che ridevano e si prendevano gioco di me …
Per anni mi sono tagliata per esternare il dolore che avevo dentro, dolore che gli altri mi avevano causato…

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Dopo un po’ mi è stata diagnosticata la depressione e di conseguenza l’obesità grave dato che il cibo era la mia consolazione ed ogni boccone che facevo piangevo tantissimo ma per me era l’unica ancora di salvezza. 
Mi sentivo uno schifo, sporca, grassa  e un peso per i miei genitori che nonostante tutto mi sono sempre stati accanto (soprattutto mia mamma) …
Alle superiori le cose sono cambiate ho fatto amicizia, uscivo , ho trovato persone che mi volevano davvero bene e non mi giudicavano per quello che ero fuori .
Io però ancora non mi amavo perché non mi accettavo per paura del giudizio degli altri ….
Ora sono molto più felice con me stessa, penso che comunque dovrei dimagrire qualche chilo non per un fattore estetico (perché mi accetto benissimo così ora), ma per la mia salute non per compiacere agli altri …
Non riesco a mandare giù il fatto che qualcuno giudichi una persona con qualche chilo in più una persona sedentaria o che non fa nulla, una persona obesa è così perché l’unica cosa che in quel momento aveva per sfogarsi era il cibo …
Quando mangiavo per annegare le mie sofferenze ogni parte del mio corpo faceva male , ma il male e il dolore che avevo nel cuore e le brutte parole che avevo in testa facevano ancora più male ….
Ma oggi sto bene , ho un buon rapporto con il cibo e mi piacciono le mie forme sono curvy e ne vado fiera …

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E penso che qualsiasi persona che in questo momento sta passando per qualcosa di simile non si deve arrendere e chiudersi in casa come facevo io. Le capisco so quanto fa male sentirsi una nullità ma quando ti scopri e vedi che in te non esiste nessun marciume e che sono stati gli altri a fartelo credere dimagrisci di 50 chili …
Quindi credete in voi stesse, nelle vostre qualità e capacità nulla è impossibile e se proprio si vuole dimagrire lo si deve fare per se stessi e per la salute …

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

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Curvy Confidential: ROSALINDA si racconta!

Buonasera sono Rosalinda Fiume dalla provincia di Bari… ho 25 anni e premetto che non sono stata mai magra! Sin da bambina ero “la più cicciottella“, “la più formosa” della mia classe!

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Come potete ben capire, io mi sentivo molte volte diversa perché me lo facevano notare… fin quando ho imparato ad accettarmi, e ho capito che senza le mie “curve” non sarei io! Io sono fiera e mi amo per la mia taglia 50 e m faccio amare per quella che sono!

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Con il passare degli anni ho sempre notato che qui in Italia le curve non vanno di moda, però qui nel mio paese un negozio ha creduto in me e mi ha fatto togliere la timidezza e mi ha fatto posare per loro. Ed è stato un mio traguardo personale!

Rosalinda Fiume, 25 anni, provincia di Bari.

Chiara Travaglione: quanto le parole possono ferire…

Ciao sono Chiara e sono un membro dell’Associazione Curvy Pride.

Ho deciso di pubblicare un mio sfogo per cercare di essere vicina a quelle persone che, come me, sono state e/o vengono derise per il loro peso.

Non lasciatevi influenzare dalle parole altrui, non lasciatevi condizionare. Cercate la serenità dentro di voi… e amatevi, coccolatevi e godetevi la vita! Alla faccia loro!

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Non mi hanno mai torturata fisicamente, ma il dolore che le persone mi hanno inflitto quasi tutti i giorni per 24 anni, solo ed esclusivamente per il mio peso, è stato tantissimo.
Fin dalle elementari, ai doposcuola, ai campi estivi, alle scuole medie e a quelle superiori …  e in ogni posto in cui avessi il piacere di andare le persone ridevano di me e mi prendevano in giro.

Ho sempre avuto un carattere forte che mi faceva entrare da un orecchio le offese e subito dopo le faceva uscire dall’altro, ma le parole e le occhiatacce feriscono tanto quanto i gesti.
Ora ho perso più di 30 Kg, ma agli occhi della gente, quella gente secondo il quale la perfezione è solo e non oltre i 50 Kg, sono ancora una “grassona”!

Siete la rovina della serenità di chiunque sia diverso, ma vi devo ringraziare perché oggi, grazie a voi, non mi fa male più un bel niente!
Io posso dimagrire, se voglio, e diventare “perfetta” secondo i vostri canoni, ma voi farete sempre e solo una gran pena per la vostra pochezza d’animo.

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Chiara Travaglione

proprietaria del Curvy Pride Point FORTISSIMO INTIMO di Bologna