SONO NAPOLETANA, LA PASTIERA ME LA MANGIO MA NON LA CUCINO. TI SEMBRA STRANO?

È domenica mattina. Mi giro e mi rigiro nel letto, perché non voglio essere rapida nel risveglio come al solito.  Mia figlia Giada racconta sempre che appena sveglia sono come Dracula: occhi spalancati e subito in moto per vedere cosa c’è da  fare, assennata come un vampiro in cerca di sangue. All’ improvviso i ricordi assalgono la mia mente e sento salire alle narici l’odore appetitoso di ragù che già dalle sei del mattino borbottava lentamente in cucina e si diffondeva in tutta la casa. Da buona napoletana, infatti, la mia mamma si alzava alle prime luci del giorno per preparare il pranzo domenicale, che per chi non è del Sud, sappia che è al pari di un pranzo di un matrimonio.

La voglia di inzuppare il pane e fare  la scarpetta fa danzare la mia pancia. La verità è che è solo odore, perché in realtà, sarà forse strano, IO NON AMO CUCINARE. Non mi piace stare tra i fornelli, non mi rilassa preparare pietanze succulente per la mia famiglia ma al contrario, se fosse per me avrei già messo in pensione la mia cucina.

Vi racconto di questo mio “difetto” per spiegarvi il motivo per cui ho tirato un enorme sospiro di sollievo quando davanti agli occhi mi è passato lo spot pubblicitario dei Magazzini Ikea; non sto a dilungarmi sullo spot, ma in poche parole davanti ad un’asse da stiro, la frase evidenziata era: NON AIUTARLA A STIRARE, PERCHÈ QUANDO DICI: “POSSO AIUTARE?” STAI DANDO PER SCONTATO CHE È RESPONSABILITÀ DELLA DONNA!

Finalmente qualcuno -ma io penso quasi sicuramente che sia qualcuna- diffonde  il messaggio che non è perché siamo donne siamo le uniche ad avere la responsabilità di curare ciò che invece è usato da entrambi nella coppia. Non è forse vero che dormiamo entrambi nel letto? E perché dovrei rifarlo io al mattino? Non è forse vero che entrambi utilizziamo vestiti? E perché solo io devo pensare alla lavatrice e poi a stirare? Non è forse vero che entrambi lavoriamo ? E allora perché la responsabilità della casa, dei figli, della spesa, deve essere solo mia? E perché essendo donna devo, per forza, amare cucinare? Chi lo ha stabilito che essendo donna, stare davanti ai fornelli mi faccia rilassare?

Quando le persone capiscono che sono napoletana, subito a dirmi:” Allora sarai una bravissima cuoca! Chissà che cose buone cucinerai per tuo marito, fortunato! E la Pastiera? La fai vero?” e danno per scontato che io sia la tipica brava massaia del sud. Che sia chiaro, non ho nulla contro le massaie, anzi, ma proprio non mi ci ritrovo! So suonare il pianoforte, amo scrivere libri, mi piace studiare, faccio mille cose,  mi adatto a tutto e niente è impossibile per me, ma continuamente mi viene rinfacciato “Come è possibile che non ami cucinare?” Scusate ma TUTTI amate cucinare ma sapete suonare il pianoforte, amate leggere e scrivere libri, fare sport e mille altre cose? Il mio motto è Datemi un libro da leggere e mi renderete felice! Datemi un mestolo e le mani pruderanno.

Ora , con tutto il rispetto e il bene possibile, nostri amati uomini, non è perché voi siete maschi che sapete tutti cambiare la ruota bucata dell’auto! Non è perché siete uomini che sapete essere tutti idraulici, antennisti, muratori ed elettricisti! Quindi, miei cari, da domani, quando finirete di pranzare con il buon cibo che la vostra mogliettina avrà preparato per tutti, legatela sulla sedia e non dite :” Posso farlo io?” ma FATE, FATE, FATE!

Riceviamo Questo articolo dalla nostra socia Lina Serpico e lo pubblichiamo con piacere! Un grazie di cuore a Lina e a tutti coloro che dedicano parte del loro tempo alla crescita dell’associazione CURVY PRIDE – APS.

UN EVENTO STRAORDINARIO PER PARLARE DI RESILIENZA E FORZA DELLE DONNE

Forti emozioni, confronto sincero su tematiche toccanti, impellente voglia di dire NO a stereotipi nocivi e pericolosi e molto altro durante l’evento dal titolo RESILIENZA E FORZA DELLE DONNE svoltosi lo scorso 5 dicembre 2021 al Virginia Golf Club di Appiano Gentile (CO) e organizzato in maniera impeccabile da Marta Galli. Imprenditrice, moglie, mamma e nuova socia di CURVY PRIDE – APS, ha deciso di sostenere l’associazione e impegnarsi attivamente per dare voce a tutte quelle donne che avrebbero voglia di gridare ma non riescono a farlo.

Ospite d’onore della serata Marianna Lo Preiato, presidente di CURVY PRIDE – APS e autrice del libro autobiografico edito dalla Giraldi Editore LA MIA RESILIENZA IN UN CORPO MORBIDO, di cui parte del ricavato verrà donato all’associazione.

Durante la lettura di alcuni brani estratti dal libro ci sono stati momenti di grande commozione. Le donne presenti si sono sentite toccate nel profondo dal racconto sincero e coraggioso di Marianna e dalla vibrante empatia che Marta ha saputo trasmettere.

Non sentirci sole può davvero dare una mano concreta a tutte coloro che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni dolorose per tirarsene fuori e tracciare un nuovo percorso” dichiara Marta Galli “la lettura del libro di Marianna, una donna che ammiro moltissimo, mi ha toccata profondamente tanto da indurmi a impegnarmi per aiutare, insieme a CURVY PRIDE, le donne del varesotto, del comasco e di tutta Italia”.

Consapevolezza, resilienza e voglia di fare squadra sono le parole d’ordine per le prossime iniziative che nasceranno dal sodalizio tra la socia Marta Galli e le donne dell’associazione CURVY PRIDE che da anni è in prima linea per promuovere la pluralità della bellezza e dell’essere contro ogni forma di stereotipo, bullismo e discriminazione. “Abbiamo una grande forza quando facciamo catena, usiamola!” continua Marta Galli “Al di là dei vecchi e stantii luoghi comuni che ci vogliono perennemente in competizione”.

La famiglia di CURVY PRIDE si allarga: BENVENUTA MARTA!

CHI SE NE FREGA DELLA MODA CURVY?

Vi siete accorti di questa nuova rivoluzione in atto?

Vanity Fair “Donne curvy: la rivoluzione è in atto! Si parla sempre più delle donne curvy, una volta soprannominate ‘taglie forti’: e forti lo sono davvero. Dalla moda allo spettacolo, passando per il benessere, ecco perché curvy è bello (e necessario!)” Vanity Fair

Nell’occhio del mirino ultimamente ci sono le curvy. Spuntano calendari, piovono post e stories e i curvy articoli sono ovunque.

“Rivoluzione taglie forti: Tess Holiday la top model curvy che fa sognare” Il Mattino
Donna FanPage
GoWoman
YesLife
“La rivoluzione del fashion word: la moda curvy” Trinity News
“Curvy revolution, una rivoluzione partita dall’Italia e arrivata all’alta moda di NY” Elisa Dospina
it “Rivoluzione curvy, Candice Huffine è la nuova stella della Img Models. Ed è pronta a cambiare il mondo” Bellezza.it

Era ora? Beh sì, era tempo che venissero considerate come moda anche le taglie oltre la 42. Da anni disegno e confeziono outfits, senza contare quale sia la misura. Per me ciò che è importante è l’ambiente a cui è destinato l’outfit o la forma del corpo quale tavolozza su cui dipingere il quadro. Le taglie servono per determinare le circonferenze e nella produzione in serie sono sicuramente un codice fondamentale per gestire la produzione, l’assortimento e via discorrendo. Però non dimentichiamo che sono solo dei numeri. Anche io scrivo di moda e spesso mi rivolgo alle taglie dalla 46 in su, le curvy!

Anche a noi curvy hanno aperto le porte della corte della moda e ci hanno fatto entrare. Entriamo tutte con il nostro bel cartellino curvy. Si sa, l’uomo ama le mode in generale, si innamora di una cosa poi di quell’altra, poi esce una cosa più IN e tutto il resto può diventare OUT. Siamo di gran moda ora! Siamo noi ad essere veramente IN! Siamo le curvy. Non c’è niente di male.

Non possiamo proprio fare a meno di una categorizzazione, di uno stereotipo o di un badge? Per gli amanti del cartellino ci sono grandi novità in arrivo.

Il Fatto Quotidiano

Fat -dall’inglese grasso- e kini -da bikini-. Veramente? Quindi ora non vado a comprare un costume da bagno, vado a comprare un fatkini. Perché il modello del costume cambia a seconda della taglia? Mica ho capito bene…

Facciamo un passo più avanti? Parliamo di moda e basta. Chi sono io per dire questo?  Nessuno. Sono solo una tizia che indossa una taglia 46 che di lavoro e di passione immagina e realizza outfit e ambienti e scrive su un paio di blog.

Facciamocela questa risata. Usiamo pure il fatkini e riconosciamoci curvy  ma sdrammatizziamo lo stereotipo e prendiamoci cura di gestirlo adeguatamente  quando lo incontriamo. Perché in fin dei conti, chi se ne frega della moda curvy?

Questo articolo è stato scritto dalla socia e blogger Paula Elena Liguori che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie ed i soci che credono nell‘Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

LA NOSTRA SOCIA SI RACCONTA: CRISTIANA IANNOTTA

Alle nuove socie viene inoltrata l’intervista alla quale si è liberi di aderire. Oggi si racconta a noi Cristiana Iannotta.

Chi sei?
Mi chiamo Cristiana, sono un’impiegata statale e, nel tempo libero coltivo la mia passione: scrivere.
Come hai conosciuto l’Associazione Curvy Pride?
Tramite Catia Proietti.

Che significa per te essere diventata socia?
Al momento conoscere nuove persone e condividere con loro dei valori importanti.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità?
A volte ma, sono sincera, poche.
Come hai reagito?
Le prime volte mi sono chiusa in me stessa, poi mi sono fatta coraggio e sono andata avanti.
Come hai imparato ad accettarti e ad amarti?
Con il tempo ho capito che ognuno di noi è unico e che se non piaccio a qualcuno non è esclusivamente per causa mia.
Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo?
Mi è sempre piaciuto, da quando ero ragazzina, anche se sono timida. Avevo circa 25 anni quando ho frequentato dei corsi di portamento e sono stati molto importanti. E’ stato un modo per forzare la timidezza e per guardarmi con altri occhi.

Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare?
Parlare. Esserci. Farsi conoscere, senza scimmiottare “gli altri”, ma elevando le qualità di ognuno. Che siano fisiche o intellettive o pratiche.
Una frase che ti rappresenta?
“… e uscirono a rivedere le stelle.”
Un messaggio per la community di Curvy Pride?
Amarsi per come siamo è un grande scoglio da superare, ma la soddisfazione è tanta quando si arriva alla meta.

La nostra nuova socia Cristiana Iannotta indossa col sorriso la “maglietta della felicità”

Questa intervista è stata pubblicata dalla socia, staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita dell’Associazione CURVY PRIDE – APS.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valentina Parenti (@valentina_incolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

INSTAGRAM: 9 CONSIGLI BASE DA CUI PARTIRE PER UN PROFILO DA INFLUENCER ADDICTED

9 consigli base da cui partire per un profilo da influencer addicted

Oggi sono qui per darvi ben 9 consigli per un profilo instagram da influencer addicted e non mancheranno approfondimenti di esperti nel corso di questo articolo.

Mi iscrissi a Instagram nel lontano 2013 e allora avevo un profilo privato, inizialmente pubblicavo sostazialmente foto dei miei figli senza avere un’obiettivo preciso se non tenere traccia per me dei loro momenti. Poi hanno iniziato a crescere e ho deciso di evitare il più possibile la loro presenza sui social. Nel corso degli anni, dal 2018 iniziai a seguire persone “influencer” con messaggi positivi verso l’umanità e a partecipare a qualche evento formativo per estrapolare idee e suggerimenti per migliorare il profilo dal punto di vista estetico, mentre per i contenuti si sa devi avere qualcosa da dire. Ecco che quindi ho raggruppato i vari consigli base da cui partire.

  1. La biografia. Lo spazio a disposizione è davvero poco, con qualche parola bisogna descrivere chi siamo, cosa facciamo, deve essere ben chiaro il nostro messaggio, e a chi ci vogliamo rivolgere. Nella biografia si possono aggiungere hashtag creati o di progetti di cui facciamo parte, possiamo anche citare profili con cui collaboriamo.
  2. la foto profilo. Dato che é davvero una miniatura e non c’è modo di ingrandire (se non navigando in Instagram da PC) è consigliabile scegliere un’immagine bella, pulita, di voi stessi in tutto il vostro splendore (evitate foto dei vostri amici animali o del tramonto a meno che non sia proprio il profilo del vostro amico a 4 zampe).
  3. Il nome. Meglio se le persone vi riconoscono per nome e cognome, se questo però non è proprio ciò che volete potete decidere di inserirlo nel campo “name” visibile quando si clicca “modifica profilo”, in questo modo quando le persone vi cercheremo nel motore di ricerca di Instagram vi troveranno.
  4. Il link. È possibile inserire un solo collegamento a una nostra pagina web, pertanto possiamo mettere il nostro sito o il nostro blog. Se però vogliamo lasciare diverse opzioni come ciò che facciamo o brand con i quali collaboriamo può essere molto valido linktree che offre già svariate opzione con l’account free ma anche instabio.
  5. Le storie in evidenza. E’ importantissimo pubblicare stories in modo da portare i nostri utenti a casa nostra, nel nostro mondo. Sicuramente avremo più argomenti di cui ci piace parlare o condividere pertanto è consigliabile creare delle cartelle rinominate ad hoc con l’aggiunta di immagini di copertina che possano aiutare in pochi secondi a far capire cosa racchiuderà tale raccolta, potete usare un sito di grafica come canva o molto simile crello, ideali soprattutto fuori casa con il cellulare quando non si ha a disposizione i programmi adobe.
  6. Il feed. E’ la bacheca, la visualizzazione che hanno gli utenti quando vedono il nostro profilo, o come vediamo quello degli altri. Instagram a differenza di facebook raccoglie le foto in una griglia che a prima vista è come un poster, una rivista fotografica. E’ importante che la pubblicazione dei nostri post abbiano un senso. Potete pubblicare tranquillamente se avete sempre belle foto o se avete dei testi decidere di dedicarci la colonna di destra o di sinistra o centrale o di alternarli con un schema tale per cui se uno visualizza il vostro profilo troverà ordine. Con l’aiuto di un app come preview potete avere un anteprima prima di pubblicare.
  7. le foto. Essendo un social che punta sull’immagine, esse devono essere di qualità. Se non avete la fortuna di un fotografo in casa dovete improvvisarvi fotografi di voi stessi; potete per cui acquistare un luce bianca su treppiede con telecomandino (per esempio questa su Amazon) in modo da scattarvi selfie come se fossero altri a farlo evitando così la freddezza degli scatti con il braccio che si intravede. Una volta scattata la foto con un app come lightroom potete modificare i colori e decidere che le vostre foto avranno sempre certe tonalità in evidenza, ovvero la vostra palette (siti appositi vi lasciano 1/2 download gratuiti per palette sul bianco, sul nero o svariati stili).
  8. la pubblicazione. Deve essere frequente, se avete attivato un profilo professionale potete guardare le statistiche e decidere di pubblicare in determinate ore. A tal proposito potete approfondire con qualche info di esperti sui social, ne trovate davvero tanti che danno qualche piccola pills gratuitamente.
  9. Gli hashtag. Col tempo stanno avendo meno importanza ma possono essere comunque necessari. E’ consigliabile metterne circa 7 e inerenti al nostro target. Alcuni consigliano di verificare personalmente se l’hashtag utilizzato è stato bannato e quindi oscurato (ne parlo in questo articolo del 2019 qui.). Esistono anche app in grado di suggerirvi alcuni Hashtag classici da inserire.

Ma le influencer cosa hanno da aggiungere?

Alcune ragazze del mondo body positive ho iniziato a seguirle quando ancora erano a 2000/4000 follower e ben lontani dal superare i 10K. Mentre con altre l’incontro è stato più recente. Nel tempo, con costanza hanno saputo fidelizzare i lori seguaci grazie alla loro energia positiva. Ho voluto chiedere cosa fosse per loro importante e vi condivido i lori suggerimenti:

  • @Cinzia.in.wonderland afferma: per lei è importantissimo il rapporto con la community, risponde sempre a tutte le richieste e cerca perfino di aiutare le persone che le scrivono. Aggiunge inoltre che è importante un profilo curato (che faccia la differenza) e chiaro, una persona deve capire di cosa tratti guardando il tuo feed. Inoltre può essere interessante partecipare a progetti congiunti con altre pagine che fanno parlare di te.
  • @nadjalanany confida: per lei è importante trovare ispirazione, fare community, creare relazioni, trovare persone che la pensano come lei.
  • @aeromarti_curvymodel riferisce che per lei è importante che le persone capiscano ed apprezzino il messaggio che condivide oltre che ad essere d’aiuto per qualcuno.
  • @iamdanielamazzaferro secondo lei è importante che le foto siano spontanee con sorrisi e non impostate. Inoltre è necessario essere presenti, attivi per i followers.

profili instagram a confronto

Analizzando i consigli iniziali vi faccio vedere come anche io abbia sistemato e messo in ordine in modo base il mio profilo: @valentina_incolors. Io adoro i COLORI in ogni sua forma ed è per me molto difficile a volte decidere cosa pubblicare, una cosa è certa adoro i sorrisi, l’allegria, la natura e la creatività in generale.

profilo instagram valentina parenti
profilo instagram valentina parenti

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Questo articolo è stato scritto dalla socia, staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita dell’Associazione CURVY PRIDE – APS. Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valentina Parenti (@valentina_incolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

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