SE NON SEI BELLA NON PUOI ESSERE FELICE

Ovviamente il titolo è provocatorio! Se mi conosci sai che non potrei mai essere d’accordo con una simile affermazione, se non mi conosci mi presento: sono Fabiana, Curvy Coach. Che significa? Che aiuto le donne a vivere bene la loro forma, qualunque essa sia.

Leggendo la mia presentazione verrebbe subito da pensare che le donne che si rivolgono a me siano tutte quelle in sovrappeso, che si rispecchiano nella mia esperienza e che trovano in me una persona affine, qualcuno che le capisce a fondo e non le giudica per il loro aspetto. Certo, questa è una grande fetta del mio target ma recentemente ho avuto modo di fare delle coaching con alcune donne che, pur essendo dimagrite o avendo risolto ciò che per loro era un difetto estetico, non erano comunque felici come avevano immaginato!

Noi donne tendiamo ad avere degli ideali di bellezza molto chiari e francamente un po’ impossibili. Abbiamo come modello le donne copertina, quelle alte, magre, toniche, sorridenti e felici e crediamo che se anche noi fossimo come loro saremmo altrettanto felici. In questa meravigliosa fantasia non teniamo conto, però, di alcuni fattori che sono super importanti.

QUALCOSA CHE FORSE NON TIENI IN CONSIDERAZIONE

Le pose fanno la differenza nelle foto

Innanzitutto le donne copertina non sempre sono come appaiono: già trent’anni fa si parlava di Photoshop e dei suoi miracoli. Le foto che ci propongono sono ritoccate! Lo so che lo sai, ma forse non sai quanto siano ritoccate! Ho scoperto su Instagram una influencer che mostra esattamente come fanno le modelle ad ottimizzare gli scatti già solo con le pose e ti assicuro che sono rimasta basita da quanto saper posare sia fondamentale per sembrare al top! Mettici poi un sapiente uso delle luci di scena, del trucco e del ritocco digitale ed ecco qui che anche un popò moscio, cellulitico con smagliature può diventare un sedere da favola.

Secondo punto: le modelle nascono modelle, almeno per alcune caratteristiche: l’altezza che se non ce l’hai non c’è santo che possa regalartela! Da che mondo è mondo un abito sta visivamente meglio su una donna alta 1,80 che su una alta 1,50. La conformazione ossea, le gambe lunghe, le caviglie sottili, la distribuzione del grasso corporeo (sì perché anche quelle magre hanno del tessuto sottocutaneo che disegna le forme del corpo, se non si affamano per diventare asciutte), sono tutte caratteristiche che elargisce la Natura e, anche volendo rivolgersi al chirurgo migliore del mondo, non si possono cambiare (o forse sì ma a che prezzo?).

Terzo punto: le modelle sono modelle per lavoro. Quindi già nasci con determinate caratteristiche e in più ti pagano per mantenerti al top: una modella di professione non passa ore seduta alla scrivania o al banco di un bar a servire clienti per poi dedicare un quarto d’ora di corsa ogni tanto alla sua bellezza! Da quando si sveglia a quando va a dormire tutte le sue azioni sono mirate al mantenimento e all’incremento del suo appeal. Capisci bene che ciascuna di noi, con tutti i nostri difetti, se vivesse la sua vita così sarebbe già una strafiga! Magari una strafiga alta 1,60, ma comunque super curata, palestrata, in peso forma, mani e piedi sempre top, depilata, con trucco e parrucco impeccabili, rendo l’idea?

Quarto punto: CHI TI DICE CHE LE MODELLE CHE TU VEDI BELLE, SORRIDENTI IN COPERTINA SIANO DAVVERO FELICI? Abbiamo decine di casi di donne meravigliose che, nonostante il loro talento e la loro incredibile bellezza non erano felici, tanto da decidere di togliersi la vita o di rovinarsela con alcool, droghe e spesso subendo violenze psicologiche dai loro compagni o dalla loro famiglia.

La mia preferita era Whitney Houston: con la sua una voce angelica e col suo carisma ha incantato intere generazioni di adolescenti, una donna tanto bella fuori quanto fragile dentro che purtroppo non ha resistito alla durezza del mondo che la circondava tanto da perdersi nell’abisso della droga e dell’alcol fino a rimanerne vittima.

Whitney Houston, una voce indimenticabile credit: web

Una donna che apparentemente aveva tutto ma a cui evidentemente mancava ciò che per lei era fondamentale.

Questo è un caso estremo, ma serve per ricordarci che non tutto ciò che luccica è oro, sarebbe più utile non delegare la nostra felicità al solo aspetto fisico, perché è un’illusione.

L’aspetto fisico da solo non basta ad essere felici! Quante volte avrai pensato: “Se solo potessi essere magra! Se solo potessi essere più bella, più alta, con più seno, senza cellulite, senza pancia, allora sì che sarei felice!”

Sicuramente aiuterebbe molto! Saresti più sicura di te ma non sarebbe abbastanza.

DIPENDE DA TE? SE TI FA STARE BENE FALLO!

Vuoi essere più magra, più tonica e con meno cellulite? Ok, lavorandoci puoi ottenere questi risultati, se sono davvero giusti e importanti per te alzati e valli a prendere.

Vuoi avere più seno o il naso dritto? C’è la chirurgia, se pensi che sia la strada giusta per essere più felice ben venga, rivolgiti ad un buon chirurgo e risolvi quel difetto che non puoi migliorare da sola, ma sempre con la consapevolezza che non sarà SOLO quello a renderti felice.

Potrebbe essere più utile cominciare a guardare queste meravigliose donne per ciò che sono: donne che prestano la loro immagine per ispirarci a migliorare alcuni aspetti di noi, magari decidendo di fare un po’ di attività fisica per essere più sciolte, più flessibili e magari perdere qualche chilo se necessario, magari scegliere una pettinatura alla moda, un bel rossetto, un vestito che ci stia bene o un paio di scarpe da urlo.

SEI SICURA CHE LA TUA FELICITÀ DIPENDA DAL TUO ASPETTO? Smettiamo di credere che tutte le altre siano perfette tranne noi! Cominciamo a leggere tra le righe, è proprio lì che potremmo trovare un po’ della nostra autostima!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

POSSONO ESISTERE DAVVERO I CANONI DI BELLEZZA?

Sin da piccole, noi donne soprattutto, veniamo cresciute con l’idea che il bello e la bellezza siano strettamente collegati a dei canoni di bellezza definiti cui fare riferimento. Basti pensare alla bambola più famosa al mondo con cui da decenni migliaia di bambine giocano e si immedesimano: Barbie.

Barbie, la famosa bambola della Mattel.

Crescendo, però, ogni piccola bambina che sogna di assomigliare alla sua bambola preferita si renderà conto che la realtà è ben diversa e che quei canoni prestabiliti, cui fare riferimento, non possono esistere e che sono una menzogna, falsata dalla società, dalla cultura e dal tempo.

Nulla come il corpo femminile, infatti, è stato interpretato, rappresentato e simbolizzato nel corso delle epoche storiche, generando modelli iconici che sono diventati popolari per poi passare di moda con un soffio di vento.
La società, da sempre, chiede alle donne di apparire in un determinato modo, delineando, secondo canoni prestabiliti dal contesto epocale, una sorta di corpo “ideale e perfetto” il cui paradigma è in continuo cambiamento.
Si è scritta, così, una storia complessa che passa attraverso l’arte e la moda ma, purtroppo, anche attraverso la malattia mentale e la sofferenza psicologica, che vede coinvolte sempre un maggior numero di donne.

Il corpo femminile è, molto spesso, oggetto di discussione e fonte d’ispirazione per grandi artisti e letterati, sin da tempi immemori, che lo hanno rappresentato sotto ogni forma d’arte possibile, sotto diversi punti di vista e con caratteri differenziali, talvolta opposti e dissonanti tra di essi.
Questa continua esposizione, negli anni, del corpo femminile come “oggetto idealizzato”, ha portato la donna ad una ricerca continua di perfezione e bellezza.
Non esiste, però, una definizione univoca e costante della bellezza.
Se proviamo a definire il bello, si può dire che bello sia qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di meraviglia, addirittura di estasi, ma resta comunque difficile stabilire cosa sia realmente la bellezza e soprattutto : essa potrebbe essere definita come “una proprietà dei corpi”, proprietà che viene studiata da sempre e che ancora non si è riusciti a comprendere appieno, né a definire in modo univoco.
Alla luce di ciò, le donne, da sempre, hanno desiderato essere belle, risultare piacevoli agli occhi di chi guarda e essere apprezzate, ma di certo mai come oggi.
Nella società odierna, infatti, si è affermato un vero e proprio culto del corpo e la bellezza esteriore. In determinati casi, sembra essere più importante l’aspetto e l’apparire delle qualità morali ed intellettive. Per alcune donne è una vera e propria ossessione, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, ricorrendo se necessario, a misure estreme quali diete drastiche, ove presente qualche rotondità, allenamenti eccessivi o addirittura lifting e ritocchi a parti del viso, fino a veri e propri interventi chirurgici per assottigliare alcune parti o riempirne altre.
Tutto ciò è dettato dalla percezione che le donne stesse hanno del proprio corpo e come lo vivono, quanto esse tendano a confrontarlo con altri corpi ma anche come esso è visto e presentato dagli altri.
La questione è proprio questa: gli altri e come ci vedono.
L’altrui giudizio, infatti, può influenzare, fin dall’infanzia, la visione che si ha di noi stessi. Visione che, se distorta, può sfociare in atteggiamenti dannosi e autolesionistici, quali disturbi alimentari, come bulimia e anoressia, scarsa autostima, disturbi somatici, fobia sociale, manie compulsive ossessive e altre patologie, quali la dismorfofobia o disturbo da dismorfismo corporeo, ovvero quella fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea. Tali disturbi, che si presentano già nei primi anni dell’adolescenza, hanno conseguenze che si possono protrarre sino all’età adulta, talvolta irreparabili. La percezione che ogni individuo ha di se stesso e del proprio corpo può condizionare un’intera esistenza: conflitti con se stessi, difficoltà negli approcci con gli altri, insicurezze, paure nell’agire sono tra le più comuni problematiche, ma non le sole che, chi vive un rapporto poco sano col proprio corpo, incontrerà nel corso della vita.

Fondamentale, perciò, è educare sin dall’infanzia a comprendere il senso e ad amare il proprio corpo e il proprio essere, con le varie sfaccettature che esso presenta. La realtà odierna e la società nella quale ci apprestiamo a vivere, purtroppo però, presentando canoni di bellezza sempre più idealizzati, non supporta famiglie ed educatori in questo processo educativo anzi talvolta il contesto fruisce da vero e proprio ostacolo. È, infatti, proprio il contesto sociale in cui l’individuo vive a influire nella percezione che si ha di se, quindi, noi tutti e in questo la nostra associazione, dobbiamo impegnarci a promuovere, non più canoni di bellezza idealizzati e irraggiungibili e, soprattutto, non più canoni univoci cui fare riferimento, ma la pluralità della bellezza, educare alla bellezza in tutte le sue forme e soprattutto educare all’amore, verso noi stessi e gli altri.
Solo così potremo abbattere i canoni di bellezza e tutto ciò che di sbagliato e negativo comportano.

Se vi va potete scrivermi e raccontarmi di voi, possiamo confrontarci e parlare.
Mi trovate all’email santapentangelo27@gmail.com o sul mio Instagram santa.pentangelo

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Santa Pentangelo che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Trentenne, eterna sognatrice. Innamorata dell’amore e della vita che secondo lei merita di essere vissuta al meglio. Ci mette sempre il cuore e cerca il lato positivo in tutto ciò che accade!

ARCOBALENI E PALETTE

Questo articolo mi è stato ispirato da una bozza non pubblicata che aveva caricato sul nostro blog Valeria Menapace.

Valeria è una donna color cioccolato, una mamma, moglie, socia e staff di Curvy Pride.

È stata adottata quando era ancora molto piccola e da sempre vive a Trento per cui è molto simpatico vederla così colorata che parla con l’accento tipico trentino, questo aspetto aggiunge carattere alla sua figura che è già tanta bella roba, ve lo assicuro.

Valeria è un vulcano di gioia, allegria, cuore. Ha un sorriso contagioso e un’intelligenza creativa davvero top. Ogni tanto però Valeria perde di vista la vera se stessa, si intristisce un po’ e si chiude nel suo mondo, si siede in un angolino da sola al buio ed entra in una specie di piccolo letargo dell’anima: tutto diventa difficile, non si sente compresa, si convince di essere un peso e di non valere granché. È normale, tutti abbiamo i nostri momenti un po’ così e va bene, mica siamo macchine perfette! Il bello è quando hai intorno persone che ti vogliono bene e che ti tendono la mano per aiutarti a rialzarti da quell’angolino e ti accompagnano fuori, al sole caldo e luminoso della vita di sempre.

Questo articolo comincia con le sue parole, scritte in prima persona: “È molto difficile socializzare sapendo o credendo di essere diversi. Cominci a notare cose che prima non avevano nessun tipo di rilevanza, voglio dire: ho due gambe, due braccia, un naso, una bocca, due orecchie… cosa avrò mai di strano? Ah già, il colore della mia pelle! Ogni tanto il mio lato poetico esce e mi scopro a pensare che l’arcobaleno è pieno di colori e piace a tutti, perché le persone non possono essere come gli arcobaleni?”

Questi bellissimi pensieri di Valeria mi hanno dato lo spunto per alcune riflessioni: com’ è possibile che dopo più di duemila anni passati su questa Terra gli Uomini facciano ancora di queste differenze?

Perché un arcobaleno di colori, tutti diversi, tutti vicini, viene visto come un miracolo della Natura e invece un arcobaleno di colori di pelle no? Proprio come quelli su nel cielo, anche noi, grazie alla nostra diversità, possiamo creare un abbraccio, una sinergia di luce che riempie gli occhi e fa bene al cuore!

Perché DIVERSO è male? Diverso da chi, da cosa? Cosa crediamo che significhi se Valeria e le donne cioccolato come lei hanno molta melanina in più rispetto ai bianchi? E se fossimo noi bianchi ad avere troppa poca melanina? Se fossimo noi bianchi ad avere le labbra troppo sottili, i capelli troppo lisci e il naso troppo stretto? Chi ha deciso che io vado bene perché sono bianca e invece la Valeria di turno va tollerata perché di un altro colore?

Persino nell’arte, nel design, nell’arredamento, nel trucco esistono le palette: gruppi di colori in nuance o in contrasto che stanno benissimo insieme, si esaltano a vicenda e creano soluzioni ottiche vincenti e d’impatto.

Bene, da oggi, dopo aver scritto queste parole, considererò il mondo Curvy Pride come la mia grande, meravigliosa PALETTE! Un contenitore dove persone diverse, con gusti diversi, origini e stili diversi possono realmente stare insieme e non soltanto perché insieme vanno bene ma perché insieme vanno MEGLIO! Ciascuno di noi porta con sé qualcosa che è soltanto suo e che è una grande ricchezza per gli altri: il mio punto di vista può essere utile o interessante, ok, allora cosa succede nel momento in cui il mio punto di vista si sposa con quello utile e interessante di altre cento, mille persone?

Te lo dico subito, succede Curvy Pride! Te l’ho già detto che insieme siamo più forti e andiamo più lontano, vero?

Dedicato alla mia dolce Valeria, compagna di viaggio e donna che merita di più, molto di più.

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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