COSPLAY E BODY SHAMING

Cosplay.
Per chi non lo sapesse il cosplay è l’arte di impersonificare ed interpretare un personaggio reale o di fantasia, proveniente dal cinema, animazione, fumetti ecc, riproducendone gli abiti, il trucco e le movenze.
Una community di appassionati e spesso definiti “nerd” che oltre a sfoggiare i propri costumi alle fiere di settore e ad immortalarli in servizi fotografici dedicati, spesso partecipa a vere e proprie gare dove vengono giudicate le abilità sartoriali, di crafting, l’interpretazione ed il make up.
Io stessa faccio parte di questi artisti, ed ho gareggiato per tanti anni portando a casa trofei e soddisfazioni personali.

Negli ultimi periodi però, anche questo settore è stato colpito dalla grassofobia, comportando flame quasi giornalieri sui social network, in particolare facebook.
Non so se sia dovuto ad un cambio generazionale di cosplayer, fatto sta che sempre più spesso ragazzine molto giovani vengono messe alla pubblica gogna, dove senza alcuna pietà le loro forme vengono mortificate, umiliate, sbeffeggiate.
Come se fosse umanamente possibile avere certi canoni anatomici sfoggiati da alcune delle protagoniste di fumetti e manga. E’ un po’ come tornare al discorso (finalmente superato) della fisicità della Barbie. Spesso le donne nei fumetti (soprattutto manga giapponesi) hanno vite sottilissime, seni enormi, gambe poco più larghe delle braccia. Insomma, non una fisicità compatibile con la maggior parte delle teenager. Che fare quindi?
La soluzione offerta dai leoni da tastiera è semplice: copriti e fai un altro personaggio, o meglio non uscire proprio di casa finché non sarai magra. Ma perché bisogna sempre distruggere i sogni degli altri? Quale perverso piacere porta?
Il Cosplay per come l’ho vissuto io, è sempre stato un’isola felice, in cui potevi essere chi volevi, indipendentemente dalla tua fisicità, dal tuo sesso, dalla tua età e dal colore della tua pelle. Ti piace Sailor Moon? Bene! Vestiti da Sailor Moon e divertiti! Questo è il Cosplay nella maggior parte del globo.
Ma chissà perché, qui in Italia ha preso questa piega spiacevole. Troppe volte ho visto ragazzine piangere e rinunciare di salire sul palco poco prima di una gara, solo perché qualcuno aveva bisbigliato “guarda, ha la cellulite”, rinunciando a mostrare il frutto di mesi di lavoro.
ll cosplay è un modo per sentirsi liberi di essere chi si vuole, perciò no grazie, almeno qui il body shaming non lo voglio vedere.

Curvy Pride sostiene la pluralità della bellezza e dell’essere, e si impegna a contrastare i fenomeni di bullismo, discriminazione e body shaming. Perché tutte/i possano imparare ad apprezzare la propria fisicità ed unicità.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

#walkforcleanplanet Covid19 Edition

Durante la quarantena, per ovvi motivi, il progetto di #walkforcleanplanet (se non conosci il progetto ti invito a leggere gli altri articoli in merito qui https://curvypride.wordpress.com/2019/09/02/walk-for-clean-planet-e-tiny-people-big-problems-storia-di-una-curvy-ecofriendly-e-dei-suoi-progetti-di-sensibilizzazione-ambientale/ e qui https://curvypride.wordpress.com/2019/11/23/walk-for-clean-planet-prime-uscite/) si è dovuto fermare come tutti.

Parlando con i volontari durante questo periodo, era tanta la voglia di poter comunque andare sulle nostre amate spiagge per camminare e pulire ma abbiamo diligentemente aspettato perché (e qui lo dico con una nota di orgoglio) i miei volontari sono tra le persone col senso civico più alto che conosca.
Abbiamo aspettato. Guardato dai nostri balconi. Aspettato.
Si è fatto poi spazio alla speranza: sì, ragazzi, qualcosa sta cambiando! Il Mondo sta tirando finalmente il fiato! E via ad emozionarci nel vedere le immagini dei delfini nei porti, dell’acqua tornata limpida a Venezia (chi mai lo avrebbe detto che mi sarei commossa per una medusa che nuota nel canale), fiori ovunque…insomma, lo spettacolo della Natura che finalmente si riappropriava dei suoi spazi.
Che bello.
Abbiamo creduto che dopo questo momento difficile che ci ha avvicinati tutti, l’umanità si rialzasse con più rispetto per la terra che calpesta. Insomma, Madre Natura ci aveva appena mostrato quanto spettacolare sia senza di noi, quanto noi siamo la causa di degrado e sporcizia.


Ma poi hanno dato l’ok ad uscire. E qui uomo mi hai delusa.
Come diceva la nota canzone “come prima, più di prima” c’è stato il boom dell’usa e getta, e di conseguenza plastica ovunque.
Non vi è giorno che non trovi i marciapiedi pieni di guanti abbandonati a volteggiare nell’aria (finendo poi come sempre in spiaggia) e mascherine mollate dove capita.
Possibile che nulla vi abbia cambiati? Neanche una pandemia globale?
Ma davvero non siete capaci di buttare dei guanti e delle mascherine nei bidoni, anche solo per motivi sanitari?

Vabbè, tranquilli, la prossima volta che andrete in pescheria i guanti non dovrete neanche metterli, li troverete già dentro al pesce.
Tanto, #andràtuttobene (?)

Curvy Pride sostiene i progetti delle proprie socie e aiuta a sviluppare il potenziale di ognuna di loro. Ti piace il progetto di #walkforcleanplanet? Vuoi saperne di più e diventare referente per la tua città? Contattaci e ti daremo maggiori info!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

È ORA DI ESSERE EGOISTA

Lo so che quando senti questa parola la tua prima reazione è negativa, essere egoista viene inteso come qualcosa di non buono, come togliere qualcosa agli altri a favore di se stessi.

D’accordo, posso capirlo, ma è davvero così sbagliato pensare prima a te stessa? È davvero così impensabile cominciare a far piacere innanzi tutto a te e poi pensare anche agli altri?

Ci sono dei valori nella vita che per me sono fondamentali: i figli, la famiglia, gli affetti più cari, l’amicizia, la salute, il lavoro. Pensandoci a mente fredda mi chiedo se sia così vero che tutto ciò debba venire prima di quello che io desidero per me, per essere davvero felice.

In genere qualsiasi madre darebbe la vita per i propri figli, qualsiasi figlia farebbe qualunque cosa per i suoi genitori, un’ottima amica correrebbe in soccorso di chi la chiama anche alle tre di notte! Non sto parlando di situazioni al limite, sto parlando della routine di ogni giorno.

Spesso sei talmente presa da tutto quello che DEVI fare e che gli altri si aspettano da te che perdi completamente di vista i tuoi desideri.

SEI PERSONA O SCHIAVA DEL SISTEMA?

Purtroppo cresciamo con il pensiero di dover fare sempre tutto per gli altri, con l’idea che tu, donna lavoratrice, terrai il tuo posto in ufficio o in negozio fino alla chiusura, finché non avrai portato a termine i tuoi compiti e tu, mamma e moglie, potrai pensare un po’ a te quando avrai finito le tue faccende, quando la casa sarà in ordine, quando il frigorifero sarà pieno, quando tutti quelli della tua famiglia saranno sistemati. Se rivesti questi ruoli allo stesso tempo, auguri! Se ti va proprio bene, ti dedicherai a te stessa e a quello che ti piace quando sarai talmente stanca che ti addormenterai e buonanotte.

Se sei convinta che lo scopo della tua vita sia quello di occuparti degli altri arriverai ad un punto in cui non ci sarà più niente a darti veramente gioia, compresa la tua immagine allo specchio. Arriverai al punto di non riconoscerti più e quando, in quel momento, avrai bisogno di aiuto, di sostegno e di conforto è probabile che chi ti sta vicino non soltanto non lo capirà ma, vedendo i tuoi segnali d’insofferenza, penserà che sei cambiata, sei diventata egoista, non sei più quella di una volta, si sentiranno defraudati delle tue attenzioni che fino a quel momento avevi elargito senza mai risparmiarti!

Se non sarai tu a regalarti quel tempo, se non sarai tu ad ascoltare te stessa, a capire quello che ti rende felice e a prendertelo, consapevole che te lo meriti tutto, non credere che lo farà qualcun altro, non sperarci!

IL CENTRO DELLA TUA VITA SEI TU

Voglio dirti qualcosa che forse ti farà storcere un po’ il naso, soprattutto se sei una mamma: RICORDATI CHE TU SEI LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA.

Sì, proprio tu. Certo, i figli sono il bene più prezioso e un grande motivo di gioia e orgoglio ma non sono L’UNICO motivo di gioia e orgoglio.

Quando sarai lì, davanti a quello specchio e non ti riconoscerai più, quando ti chiederai dov’è finita quella ragazza che aveva tanti sogni e speranze, che sorrideva con le amiche, che immaginava un futuro felice credi forse che il fatto di essere mamma, moglie, figlia e amica potrà essere la risposta?

Sai perché ti dico tutte queste cose che sono anche un po’ forti? Perché la nostra bellezza, la nostra radiosità e la nostra luce provengono prima da dentro.

Un po’ come quando siamo innamorate con il sorriso perenne e gli occhi sognanti, la testa che proprio non vuole rimanere sul collo, la mente che vaga felice immaginando le cose belle che potrebbero succedere. Ecco. Quello che ti serve è innamorarti di te stessa e per farlo devi piacerti, dentro e fuori.

Arriva un momento nella vita in cui è necessario fermarti per guardare dentro di te e capire se ciò che sei e che fai ti soddisfa davvero. Non contano gli altri, non conta il parere del marito o i condizionamenti dei tuoi genitori: conta solo quello che vuoi davvero.

Cominciare o ricominciare a mettere i tuoi sogni, i tuoi bisogni e i tuoi desideri prima di ogni altra cosa non è da egoisti, è sopravvivenza, è bisogno di sentirsi profondamente soddisfatte di sé, è quel propulsore che ti spinge a dare il meglio in tutto ciò che fai! È arrivato il momento di dedicarti ad una persona stupenda: TE STESSA!

SII FELICE DI TE STESSA E PER TE STESSA, LA GIOIA SI PROPAGA

Ti assicuro, l’ho provato sulla mia pelle: quando comincerai a riappropriarti della tua volontà sarai molto più felice, più aperta con chi ti sta intorno, più paziente, più amorevole e proprio coloro che all’inizio ti remavano contro credendosi defraudati delle tue attenzioni saranno i primi a beneficiare del tuo meraviglioso rinascere e sbocciare. Incredibilmente la felicità di chi ti sta vicino dipenderà direttamente dalla tua, che dici, può valere la pena provarci davvero?

IL PIÙ GRANDE DONO CHE PUOI FARE A CHI TI AMA È AMARE TE STESSA. Fabiana Sacco

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it





LA FELICITA’ IN UN PALLONCINO ROSSO

La felicità può essere un semplice palloncino rosso?

Fuori piove, c’è un vento fortissimo e inizio a guardare un film con mia figlia. Guardo Winnie Pooh e il ritorno al bosco dei 100 acri. La osservo, sorride e mi accorgo di quanto sia soggettivo il concetto di felicità. Un film insieme alla mamma ed i suoi occhi sono pieni di gioia.

Sono una mamma come tante, sempre impegnata e capita di sentirmi in difetto per questo. Il tempo che le dedico sarà sufficiente?

Durante la quarantena ho avuto il privilegio di stare molto di più con lei. Arrivata a sera mi sono sentita spesso “stanchissima”, perché fare tutto a casa, senza staccare: lavorare, insegnare le basi ad una bimba di prima elementare, divisa tra “aule virtuali”, “gruppo mamme Whatsapp”, farle capire che non può stare con le amichette, che non può passare il resto della giornata con la nonna materna, impegnare la sua stessa quotidianità con diverse attività, è stata dura. Soprattutto per una bimba come Benedetta così affettuosa, fisica, piena di interessi e abituata a vivere il più possibile gli spazi aperti.

Disegno realizzato da mia figlia Benedetta. Noi due insieme.

Stasera un film per bambini mi ha lasciato alcuni spunti per riflettere e voglio farlo con voi. Stasera, Winnie Pooh con il suo palloncino rosso ed il suo amico, dapprima piccolo poi adulto, con la sua cartella delle cose importanti, mi hanno fatto pensare cosa è davvero importante. Quali sono le mie priorità. Cos’è per me la felicità. Non ho mai chiesto a mia figlia cosa pensasse della felicità. E’ una bimba serena e sempre sorridente, ma non glielo ho mai domandato. Così la guardo e le chiedo: “Per te cos’è la felicità?” Pensavo mi rispondesse cose tipo “giocare con le amiche” o “andare al mare” ed invece lei mi ha risposto: STARE CON TE, MAMMA. NON IMPORTA DOVE MA STARE CON TE. Forse a voi sembra una risposta scontata, ma a me ha commosso. Ha risposto in qualche modo alla mia domanda ricorrente: “Sarà sufficiente il tempo che le dedico?“. Siamo così pieni di impegni, divisi tra lavoro, casa, famiglia che non ci accorgiamo di quanto siano importanti invece le piccole cose.

Winnie Pooh con il suo palloncino rosso, dopo aver litigato con il bimbo ormai adulto, si siede e lo aspetta guardando l’orizzonte.  “Il sole non smette mai di brillare”, dice. Il bimbo che è dentro noi si smarrisce a volte. Quello che sogniamo di essere da piccoli poi, da grandi, non sempre lo siamo. E quante volte le frustrazioni, il nervosismo li riversiamo in famiglia, sbagliando. Ma gli occhi dei nostri bambini e delle persone che amiamo ci riportano in qualche modo a casa. Ti accorgi di quanto sia importante passare del tempo di qualità con i figli perché non sempre la quantità è sufficiente per renderli sereni e felici. Esserci, connettersi con loro, sapere cosa provano e condividere momenti e stati d’animo è molto importante per la loro crescita.

La cartella della cose importanti ed il palloncino rosso realizzato dalla mia piccola Benedetta.

Avete mai pensato cosa mettereste nella “cartella delle cose importanti”?

Cosa vi rende felice?

Il lavoro è fondamentale, soprattutto in questo periodo storico, ma oltre a quello c’è il tempo che passa. C’è la vita: i figli, gli affetti, noi stessi.

Non si può fare a meno del lavoro ovviamente e così mi riprendo il mio piccolo tempo libero ed invece di pensare a cosa dovrò fare domani, mi fermo a sentire e vivere i minuti, il presente.

Oggi che giorno è? Oggi è oggi, dice Winnie Pooh.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Elisabetta Giordano che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Elisabetta Giordano, 38 anni. E’ mamma di una bimba di 6 anni, fotomodella curvy per hobby. Ha studiato Giurisprudenza ed è appassionata di fotografia. Impegnata nel sociale, crede molto nella pluralità della bellezza. “Amo la vita e le sfide… Sono una donna con i piedi nel presente e lo sguardo rivolto al futuro. Sempre alla ricerca della bellezza dell’essere. Curiosa, creativa. Insomma… Viva!” https://www.instagram.com/curvelybeth/

LABBRA: COME PRENDERSENE CURA IN MODO PERFETTO

Oggi voglio parlare di un argomento che può sembrare frivolo, ma in realtà credo che prendersi cura di ogni parte del proprio corpo sia un modo per sentirsi più sicure di sé, essere sempre a posto e in ordine ti dà quella sicurezza che a volte ti manca perché non hai un buon rapporto con te stessa.

Grazie a Curvy Pride posso esprimere tanti pensieri e concetti, dai più profondi come ho già fatto con gli articoli precedentemente scritti, a quelli un pochino più frivoli e leggeri, il valore principale dell’ Associazione è dare spazio a tutti per esprimersi e condividere tutto quello che può essere d’aiuto, anche cose divertenti e leggere,

E allora parliamo di labbra…..

Ho sempre considerato le labbra una parte fondamentale del viso, per tanti motivi, in primo luogo perché spesso quando parli con una persona ti guarda le labbra, in secondo luogo perché le considero un grande richiamo di sensualità,

le labbra sono una parte molto sensuale

Avere delle labbra ben curare per me significa valorizzare una parte importante del mio corpo, mi fa sentire sicura di me e di quello che dico quando parlo con le persone!

Per questo cerco di averle sempre perfette e idratate e nella mia beauty routine della cura del viso non manca l’ attenzione alle labbra.

Innanzitutto non tutte le donne hanno l’abitudine di rimuovere perfettamente il rossetto dalle labbra con i prodotti struccanti. E’ uno step che sta alla base di qualsiasi skin care, per questo basta acquistare prodotti struccanti viso adatti anche alle labbra.  Se non strucchiamo bene le labbra, spesso rimangono residui di rossetto nelle pieghette.

Non occorre acquistare un prodotto specifico, un buon prodotto struccante per il viso nell’etichetta contiene anche l’indicazione adatto alle labbra, e comunque deve essere un prodotto burroso.

Un trattamento che non faccio mai mancare nella mia beauty routine settimanale è lo scrub labbra, questa piccola coccola me la concedo una volta a settimana, richiede pochi minuti ma il risultato è molto evidente, labbra più voluminose morbide e di uno splendido colorito

Si può  fare a casa comodamente, lo faccio  la sera prima di andare a letto, e poi  applico un balsamo labbra.

Girando sul web ho provato diversi tipi di scrub fai da te e te consiglio qualcuno:

Lo scrub cannella e miele è perfetto, basta mettere in un barattolo di vetro un cucchiaio di zucchero di canna, una goccia di olio essenziale di vaniglia e cucchiaio di  miele. Mescola e forma un composto denso, una vera e propria pasta. Poi applica delicatamente sulle labbra ed esfolia, lasciate agire per un 4 minuti e sciacqua con acqua tiepida.  Il composto rimasto può essere conservato per un mese.

Da Provare anche lo scrub alla menta: metti in una ciotola un cucchiaino di miele, uno di olio d’oliva e una goccia di olio di menta piperita. Unisci circa una tazza di zucchero bianco e mescola fino a formare una pasta. Per un effetto super ammorbidente applicalo e adagia quindi un panno caldo sulle labbra per 5 minuti, sciacqua poi con acqua tiepida.

Dopo aver fatto lo scrub, applica sulle labbra il burro di cacao, un vero e proprio toccasana, dona idratazione. Scegline uno nutriente, con nessun profumo e colore, infatti un buon balsamo labbra può mantenere le labbra idratate per molte ore. Io ne porto uno sempre in borsetta.

Per chi come me che non è più giovanissima, (sono alla soglia dei 50 anni) consiglio di utilizzare un balsamo labbra antietà che magari contenga acido ialuronico o anche burro di karitè e olio di argan, in modo che labbra siano idratate in profondità.

Naturalmente questo va fatto tutto l’anno, nel periodo estivo maggiormente perché il rischio disidratazione è maggiore e soprattutto quando sono al mare o comunque esposta al sole scelgo un prodotto che sia anche protettivo dai raggi UV.

Herpes labiale oltre che fastidioso molto brutto a vedersi

Mi è capitato in passato di non proteggere le labbra dal sole e la conseguenza è stata un herpes labiale fastidioso e veramente poco bello a da vedere. Per questo in estate scelgo un prodotto che abbia anche un fattore di protezione.

Buoni baci con labbra scintillanti e morbidose 😊

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nellAssociazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

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Tiziana Bernardini, 49 anni,
dopo aver perso il lavoro svariate volte decide di fare la mamma a tempo pieno fino al giorno in cui sente quel ruolo troppo stretto e
si rimette in gioco. Diventa una consulente di bellezza e una coach, lavora online e oggi concilia il ruolo di mamma con quello di professionista.
La sua più grande soddisfazione
è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com

La nostra socia si racconta: LAURA TAGLIAFERRO

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Ciao a tutte/i mi presento sono Laura tagliaferro, ho 53 anni e sono socia Curvy Pride dal 2018, per me Curvy Pride é come una grande famiglia dove ci si confronta su temi come la violenza sulle donne e la discriminazione, consiglio a tutti di iscriversi perché, soprattutto si impara a amare se stesse e apprezzarsi, è una grande comunità in crescita .
Un messaggio per Curvy Pride? Una per tutte, tutte per una, insieme facciamo la differenza e ci facciamo conoscere al mondo intero .
Ho partecipato a svariati concorsi di Bellezza e Sfilate, shooting fotografici da oltre 30 anni quando allora indossavo una taglia 40/42.

Ho avuto il piacere e  l‘onore di partecipare come Ambasciatrice Curvy nel Famoso Calendario di Barbara Christmann nel 2018 , e nell’anno successivo nel 1 calendario di un noto marchio di abbigliamento curvy. Sono stata Miss Curvy e Miss Pin up a livello Nazionale, ho partecipato a trasmissioni televisive e a casting e comparse ultimo nel film con Jennifer Aniston e Adam Saddler nel Film Murder Mistery .

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Non sono mai stata discriminata nella mia forma fisica perche indossavo una 40/42 , mi è successo solo qualche anno fá a un concorso di bellezza in quanto con l’avanzare dell’etá e avendo avuto una meravigliosa figlia il mio corpo è cambiato e ho messo su peso. Mi sono sentita dire che non potevo gareggiare con le Magre e che meno male c’era una fascia per le Curvy, vi chiederete come ho reagito? Semplicemente fregandomene ( anche perché più volte pur non essendoci fascia Curvy ho portato a casa corona e fascia quindi … ) ho continuato a sfilare fiera delle mie curve e non mi è importato quello che pensavano ! Io credo che la bellezza non si debba basare ne sul peso ne sull’età ( certo che non si deve essere obesi perché se no ne va della salute, e consiglio stile di vita e alimentazione sano e movimento anche una bella camminata, ci si deve volere bene sempre e accettarsi per quello che si è) anche perché come ho ribadito più volte la bellezza è racchiusa in ogni una di noi , credo che sia il cuore la vera ricchezza , la bontà d animo che non sfiorirà mai il corpo è solo un involucro .

Come ho imparato a accettarmi e amarmi? Semplice ..  non mi sono mai odiata ne a 20 anni ne ora mi piaccio così come sono e non cambio per nessuno al mondo per me importante è vivere appieno ciò che la vita ci offre, la salute e stare bene con se stessi .
Per affermare la cultura delle pluralità per me è necessario essere tutte unite rispettare la vita è le idee degli altri, pensare positivo sempre, anche in situazioni avverse, sopratutto divulgare il messaggio che vogliamo trasmettere, condivisioni social e organizzare eventi e flash mob oltre a pizza e curvy .

Una frase che mi rappresenta? Carpe Diem, cogli l’attimo e vivi la vita fino al ultimo respiro, la vita è un soffio … grazie mille

Laura Tagliaferro

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

STORIA VERA: UNA PERSONA CHIAMATA “SASSO”

Mi chiamo LAURA ed è da quando ho ricordi delle  scuole elementari che provo sulla mia pelle il body shaming .

Ho sempre avuto la “forma tonda” ed  anche da piccola ero la bambina più in carne della classe.

Sicuramente anche la costituzione conta molto ma ancora non lo capivo, anzi, a dire il vero sono stati  i “grandi” a farmi sentire inadeguata a quell’epoca.

Ricordo ad esempio alcune frasi dette da qualche adulto nelle partite di basket, che peraltro mi piaceva come sport, frasi del tipo: “al massimo potrà fare la raccattapalle” evidenziando sia la scarsa agilità, sia  la bassa statura.

Una cosa che mi aveva messo in imbarazzo e che mi ha fatto odiare poi tutta l’attività ginnica e sportiva è stato quando, in quarta elementare, ho iniziato un corso di nuoto ed ero stata messa nella categoria dei “sassi” ossia oggetti tondi e pesanti che non riescono a galleggiare perché non ne sono in grado .

Ecco come sentirsi umiliati in mezzo secondo! oltretutto eravamo lì per imparare a nuotare e non per fare gare olimpioniche!

Con il tempo ho capito che a volte anche solo certi nomi possono fare la differenza sull’ apprendimento di un bambino, tanto è vero che, se già avevo vergogna a mettermi in costume, figuriamoci a frequentare le lezioni di nuoto!

Morale: non ho mai imparato a nuotare ; e tutto per colpa di una stupida categoria in cui ero stata inserita.

A mia mamma alcune amiche dicevano che avevo un bel viso che ha ma avrei dovuto dimagrire un po’ e questa è stata la frase epica da sempre!! Provavo un fastidio inaudito  e perché ero piccola, altrimenti adesso saprei io come rispondere …

Non parliamo poi dell’adolescenza che è stata disastrosa! Soffrivo di desquamazione cutanea al cuoio capelluto , probabilmente per la fase di sviluppo  e ho dovuto tagliare i miei lunghi capelli a “caschetto” (per favorirne la pulizia quotidiana anche con shampoo secco ) quando hanno ricominciato a crescere  crescevano in larghezza e non in lunghezza .. praticamente il nome “testa di fungo” mi ha seguito per un intero anno scolastico .

Alle medie giravo per i corridoi della scuola con un cappotto verde e blu, peraltro di seconda mano  per nascondere il mio corpo che visualizzavo come un  grosso cumolo di grasso .

Anche in quel caso non avevo ancora capito che, essendo l’ unica a portare un cappotto in pieno corridoio, invece di diventare invisibile agli occhi degli altri  ero quella più soggetta a derisione e facce disgustate .

Alle superiori il body shaming è passato dal corpo al cervello… ero molto brava a scuola  e c’erano diverse   ragazze che mi odiavano per questo .. in una occasione mi hanno picchiato perché non suggerivo nei compiti in classe.

Poi il mio corpo si è trasformato  quando, più consapevole di me stessa, con una dieta e il prezioso sostegno di mia mamma (che dalle elementari mi ha sempre seguita perché i primi disturbi alimentari li ho avuti da molto piccola), ho assunto un’alimentazione corretta  ed uno stile di vita più sano.

Ero felice, ma sempre con quella idea che dovevo piacere agli altri e non a me stessa.

Di conseguenza, una volta che da bozzolo sono divenuta farfalla, ecco che ho subìto bullismo al contrario! In pratica, a detta di qualche mia compagna di classe,  io avevo i bei voti dei professori perché ero piacente e con un bel sorriso e non perché passavo ore ed ore sui libri a studiare! Così come per il lavoro che sembra sempre che se sei più carina sia più facile trovare il posto; beh, oggi sono infermiera e garantisco che non serve essere una “gnocca” ma serve essere pronti a tutto , professionisti preparati in tecniche di ogni tipo e avere molta molta pazienza e umanità.

L’ultimo atto di body shaming che ricordo risale a qualche anno fa, quando, ad una sfilata di moda curvy e non, un ragazzo si è coperto gli occhi con le mani mentre sfilavo in passerella e mi sentivo molto orgogliosa di me e del mio corpo che oggi amo.

Non mi sono arrabbiata, mi sono solo molto rattristata per lui, perché  ho capito che nella sua testa non aveva ancora accettato che la bellezza sta nella diversità  e che ognuno di noi è “portatore sano” di qualità e caratteristiche uniche e meravigliose!!

E voi avete la vostra storia da raccontare? Vi ritrovate nel racconto che ho scritto? È capitata anche a voi questa discriminazione per il vostro corpo ?

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Laura Chiapparini che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Ringraziamo tutti i soci e le socie che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

LAURA CHIAPPARINI, INFERMIERA E FELICEMENTE SPOSATA. IL MIO MOTTO DI VITA è “SPQR”: SORRIDI PER QUALSIASI RAGIONE !!!

COME AFFRONTARE IL SENSO DI FRUSTRAZIONE…

Il momento difficile che stiamo vivendo causa una forte frustrazione e una grande incertezza, sappi che è normale non sei la sola/o a provare questi sentimenti.

Per vivere tutti i giorni il nostro benessere quotidiano ed evitare il sentimento di frustrazione, la cosa importante a cui dobbiamo prestare attenzione è tenere in considerazione i nostri bisogni emotivi fondamentali.

Non importa se siamo capaci di migliorare il nostro grado di produttività o se impariamo ad organizzare meglio l’agenda e a rispettare i tempi che ci siamo dati, se non diamo la giusta importanza ai nostri bisogni emotivi, il senso di frustrazione difficilmente ci abbandonerà.

La vera chiave per il benessere è ricordarci che abbiamo bisogno di:

Avere una routine, che significa affidarsi a rituali, spazi, passaggi e processi che già conosciamo (esempio: io mi alzo alla stessa ora, faccio colazione, mi vesto anche se lavoro in casa, e inizio a lavorare o a svolgere le mie attività). Rivivere ogni giorno le nostre abitudini ci fa sentire più al sicuro e ci permette di risparmiare energia, che possiamo spendere in progetti creativi ed in un’elevata produttività;

Avere una forte connessione coi nostri sogni e obiettivi di vita, anche se tutto ci sembra instabile e siamo spaventati per il futuro. Rinnovare quotidianamente la capacità di sognare, di pensare al bello, a ciò che ci piace veramente fare e dedicarci alle nostre passioni, che ci fanno sentire vivi. È quel motore di vita indispensabile che riempie le giornate di senso e bellezza.


Ma di cosa fondamentalmente abbiamo bisogno:

Di avere certezze, ovvero quello che abbiamo visto finora: avere le proprie abitudini, abitare in luoghi a noi familiari, ma anche avere una situazione di stabilità economica, relazionale, di salute ed emotiva che ci permette di sentirci al sicuro, ma in questo momento qualcosa di questo ci può mancare quindi….

paradossalmente abbiamo bisogno di avere incertezze. Si hai letto bene, non è un errore di battitura. L’incertezza corrisponde al bisogno di avere sogni e obiettivi, di voler realizzare qualcosa di nuovo, di creare, sperimentarsi, correre rischi, non sapere come andrà a finire qualcosa, il bisogno di non sapere i risultati in anticipo e di lasciarsi stregare dal bellissimo viaggio per raggiungerli;

E’ il momento di tornare a sognare

ma abbiamo anche bisogno di crescita, tutti i giorni, come le piante, crescere ed espanderci. La nostra mente è curiosa e aperta a nuove conoscenze, leggere una curiosità, scoprire qualcosa che non si sapeva, fino a concentrarsi nel vero e proprio studio disciplinato di una nuova abilità o materia;

Il bisogno di sentire che valiamo e avere stima di noi stessi, ovvero tutti i giorni rinnovare l’ammirazione che abbiamo per la nostra persona, per le nostre qualità, il nostro carattere, le nostre aspirazioni, il nostro corpo, la nostra vita e per le persone a cui abbiamo scelto di stare al fianco. Essere grati di tutto ciò, che sappiamo e di quanto valiamo non è dato per scontato;

Il bisogno di dare un contributo, sapere che il lavoro che stiamo facendo è importante e che apporta un reale beneficio al mondo ma anche a noi stessi, che può essere definito da ciò che fai in azienda, così città dove risiedi, in famiglia, nel tuo gruppo di amici, ma anche semplicemente su te stesso/a è il contributo che ti dai per ripartire per rinnovarti per adeguarti al nuovo futuro.

Infine il bisogno di amore e connessione, ovvero il calore delle relazioni umane, del tatto e dell’affettività, che, nonostante la tecnologia ci stia provando, non può essere in alcun modo eguagliato dalla relazione filtrata tramite schermo, telefonate e chat.

E QUESTO PRESTO TORNERÀ’

NON ARRENDERTI! GUARDA AVANTI,

NON FERMARTI,

DOMANI SARA’ MIGLIORE DI OGGI

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Tiziana Bernardini che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

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Tiziana Bernardini, 49 anni,
dopo aver perso il lavoro svariate volte decide di fare la mamma a tempo pieno fino al giorno in cui sente quel ruolo troppo stretto e
si rimette in gioco. Diventa una consulente di bellezza e una coach, lavora online e oggi concilia il ruolo di mamma con quello di professionista.
La sua più grande soddisfazione
è aiutare le donne
a rimettersi in gioco a qualsiasi età
trovando il loro benessere
psicofisico ed economico.

@_tiziana.bernardini_
https://www.facebook.com/Coach.TizianaBernardini/
tizianab0471@gmail.com

La nostra socia si racconta: SILVIA SANNINO

Chi sei? Silvia Sannino detta la Silvietta o per gli amici della palestra “Ginger”.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è un’associazione di promozione sociale che ha come messaggio basilare l’amore per se stessi in tutte le forme che io sposo a pieno

Un messaggio per la community di Curvy Pride? L’unione fa la forza! 

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Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo? Mi piace molto di più farmi fotografare che sfilare anche se nella mia vita non sono mancate le occasioni per entrambe le cose.

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Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? So di avere dei difetti, ma ho imparato ad accettarli e renderli punti di forza per questo credo che non mi sono mai sentita discriminata se non a livello tecnico nel campo della moda dove, in alcune occasioni, ho dovuto mandare a quel paese qualcuno.

Come hai reagito? Molte volte la gente giudica senza senso quindi, nei casi più eclatanti, un vaffa e chiusa li.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Ho fatto un percorso personale e ho acquisito molta autostima nel tempo.

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Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare? Insegnare educazione civica fin da piccoli perché molte cose basilari ormai non si insegnano più e quindi alcuni comportamenti che dovrebbero essere “normali” passano per “strani”.

Una frase che ti rappresenta? Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta è abbastanza.

Silvia Sannino

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

CON IL SENnO DI POI

Il titolo dovrebbe lasciar intuire: ebbene sì parliamo di seno.
Stigmatizzato, additato, adorato, disprezzato, sfruttato. Un seno da nascondere, un seno da mostrare.
Il percorso che una donna attraversa durante la sua vita è spesso legato a questa parte del corpo oggetto di un’amore/odio che ci accomuna tutte.
Personalmente, da donna tonda quale sono, ho sempre avuto un seno “importante” già dalle elementari. Il che mi ha creato un disagio ENORME quanto enorme percepivo il mio busto. Ho scoperto come il mio seno fosse oggetto di scherno, da nascondere. E così via ad anni di felpe oversize da uomo per nasconderlo, curva sul banco, dalle elementari al secondo anno di liceo (postura compromessa per sempre). Anni a cambiarsi chiusa in bagno anziché nello spogliatoio con le altre durante l’ora di fisica, perché il mio corpo era “sbagliato” non andava bene, non era come quello delle mie compagne. Ricordo ancora lo choc da bambina quando realizzai che non sarei più stata a torso nudo in spiaggia.

Non è stato facile da accettare. La moda di certo non aiutava negli anni ’80/’90. Maglie con stampe? Un quadro di Rorshach una volta indossate. Stuoli di t-shirt con cagnolini che diventavano deformi mostri addosso a me. Camice ingestibili, con bottoni volanti. Infagottata in giacche enormi, con la cucitura delle spalle a metà braccio perché i sarti non concepivano una ragazza con spalle piccole e seno abbondante. Bronchiti costanti perché alla fine optavo per la giacca aperta tutto l’anno.
Poi arriva l’adolescenza, tutti sbocciano manco fosse un giardino botanico. E allora provi pure tu a mettere una maglietta scollata. Maschi come api al miele. AH, ecco a che serve! Ma poi arrivano i commenti cattivi.
Così inizia il copri, scopri, copri, troppo scollata, trasparenze no, eh così non va bene, eh no poi ti guardano, e ma se ti chini…
Vieni poi identificata con il tuo seno: catalogata in “la tettona” o “la tavola da surf” a seconda dei casi. Un bodyshaming che negli anni imperversa ancora. Come se il seno dovesse identificarci come persona e come carattere. Manco fosse il mio segno zodiacale. Ma ce lo vedete Paolo Fox che dice: assi da stiro, oggi giornata ricca di novità; tettone weekend in arrivo all’insegna del divertimento? Eh no.
Insomma, qualunque sia la sua forma, che sia vero, rifatto, strabico, coppa di champagne, enorme, a pera, a mela, a melone, sappiate che ci sarà sempre il genio di turno che dovrà commentare. Ah, non ci salveremo neanche in maternità, perché arriverà l’allattamento e anche qui si aprirà un capitolo. ENORME.
Quindi donne e future donne, con il SENnO di poi tante crisi esistenziali tornassi indietro me le eviterei. Ho il seno? Non ho il seno? Chissene. Sono semplicemente IO.



Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo