FACCIAMO IL PUNTO (NERO) SULLA COSMESI INFANTILE

Da diversi anni sono iscritta ad un forum di cosmetica, dove ci si scambiano consigli, pareri su prodotti, esperienze. Io personalmente ne sono una patita e non nego di farne ampiamente uso.

L’altro giorno però posta una richiesta una madre, che scrive pressappoco così: ” Scrivo più per mia figlia che per me, lei ha 12 anni ed un’enormità di punti neri. L’ho portata dall’estetista a fare le sedute di pulizia del viso ma lei mal sopporta il dolore anche se l’estetista secondo me era delicata. Ora mi servono consigli per risolvere il problema in modo definitivo. Cosa devo acquistare? Come mi muovo? Ho sentito parlare di aspiratori, acido ialuronico, ma non so se bastano.”

La maggior parte delle utenti ha consigliato prontamente e correttamente di rivolgersi ad un dermatologo, altre si sono prodigate nell’elencare prodotti più o meno miracolosi.

La mia risposta è stata un po’ diversa, e ve la riporto di seguito:
“Le do un piccolo consiglio, che faccio in totale sincerità e che spero non venga preso come una critica, ma è solo perché ho vissuto esperienze simili e mi occupo di queste tematiche quotidianamente: è solo una bambina, è davvero il caso di farle pesare una “problematica” di punti neri vista la giovane età, facendole provare dolorose tecniche dall’estetista o meditare di usare acidi salicilici ed aspiratori? Per la bambina è realmente un motivo di disagio emotivo avere i puntini neri o lo è più per lei? Non la prenda come offesa, lungi dall’esserla, è palese che lei sia premurosa nei confronti di sua figlia. Ma le chiedo questo perché è una fase dell’età delicata, dove basta un niente per minare l’autostima. Se non ha mai fatto notare lei alla bambina i punti neri decretando che sono “cosa brutta da togliere, un difetto” ed è tutto partito invece da una richiesta della bambina ok allora va benissimo. Ma se invece (con tutta la buona fede ovviamente) ha pensato di dire alla bambina che così il suo viso non va, facendo di tutto per levare quei punti neri, le chiedo di fermarsi un attimo, perché rischia di farla sentire inadeguata, poco bella. I punti neri vanno e vengono, se sono situazioni gravi che creano preoccupazione si chiede ad un dermatologo e poi eventualmente ad un nutrizionista perché potrebbe essere un campanello di allarme di scorrette abitudini alimentari. Ma se sono questioni puramente estetiche possono aspettare quando sarà un poco più grande. Non dobbiamo avere così fretta di riversare sulle bambine quelle che saranno problematiche ed insicurezze da donne. Lasciamogli un po’ di spensieratezza. I punti neri, come la cellulite, le smagliature, non sono una malattia. Va bene prendersene cura, sono la prima a dirlo, ma va bene anche se ci sono. Ne parli con la bambina, e veda che ne pensa anche lei. Non ha idea di quante donne con problemi di insicurezza e bassa autostima mi abbiano detto che sia partito tutto da un banale commento della propria madre sul loro aspetto. Un abbraccio e vedrà che si risolverà col passare del tempo.


Così è nato un interessante dibattito in merito. Dalle risposte delle utenti ho avuto la conferma di quanto pensassi, ovvero che spesso veniamo “spinte” nel mondo della cosmesi sempre più in tenera età, facendo innescare quel meccanismo di spasmodica ricerca della perfezione estetica che ci seguirà per tutta la vita. E non dobbiamo cercare lontano le mani che ci spingono in questo mondo di creme, botox, acidi, rulli di giada, steamer…solitamente sono proprio quelli delle nostre madri.

Ricordo quando da adolescente anche mia mamma ogni tanto, di punto in bianco guardandomi diceva: “hai un brufolo sul mento”. Io dentro di me pensavo “beh sì, lo so, lo vedo da me…ma perché ME LO FA NOTARE?” E così finiva che allo specchio se prima non ci facevi caso ora quel brufolo era enorme e forse ce ne stavano altri. Che era da coprire col fondotinta, da cancellare, da far sparire. Ricordo che crateri mi provocavo nei maldestri tentativi di farli sparire, e degli strati stesi tipo cazzuola di fondotinta che manco era intonato al mio incarnato. Di come mi sentissi improvvisamente brutta. Tutte cose che hanno fatto più danno che bene.

Come ripeto spesso, le parole hanno un peso, e bisogna essere attenti al modo in cui le usiamo.


Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Silvia Massaferro che dedica parte del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.


Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo

INSTAGRAM: 9 CONSIGLI BASE DA CUI PARTIRE PER UN PROFILO DA INFLUENCER ADDICTED

9 consigli base da cui partire per un profilo da influencer addicted

Oggi sono qui per darvi ben 9 consigli per un profilo instagram da influencer addicted e non mancheranno approfondimenti di esperti nel corso di questo articolo.

Mi iscrissi a Instagram nel lontano 2013 e allora avevo un profilo privato, inizialmente pubblicavo sostazialmente foto dei miei figli senza avere un’obiettivo preciso se non tenere traccia per me dei loro momenti. Poi hanno iniziato a crescere e ho deciso di evitare il più possibile la loro presenza sui social. Nel corso degli anni, dal 2018 iniziai a seguire persone “influencer” con messaggi positivi verso l’umanità e a partecipare a qualche evento formativo per estrapolare idee e suggerimenti per migliorare il profilo dal punto di vista estetico, mentre per i contenuti si sa devi avere qualcosa da dire. Ecco che quindi ho raggruppato i vari consigli base da cui partire.

  1. La biografia. Lo spazio a disposizione è davvero poco, con qualche parola bisogna descrivere chi siamo, cosa facciamo, deve essere ben chiaro il nostro messaggio, e a chi ci vogliamo rivolgere. Nella biografia si possono aggiungere hashtag creati o di progetti di cui facciamo parte, possiamo anche citare profili con cui collaboriamo.
  2. la foto profilo. Dato che é davvero una miniatura e non c’è modo di ingrandire (se non navigando in Instagram da PC) è consigliabile scegliere un’immagine bella, pulita, di voi stessi in tutto il vostro splendore (evitate foto dei vostri amici animali o del tramonto a meno che non sia proprio il profilo del vostro amico a 4 zampe).
  3. Il nome. Meglio se le persone vi riconoscono per nome e cognome, se questo però non è proprio ciò che volete potete decidere di inserirlo nel campo “name” visibile quando si clicca “modifica profilo”, in questo modo quando le persone vi cercheremo nel motore di ricerca di Instagram vi troveranno.
  4. Il link. È possibile inserire un solo collegamento a una nostra pagina web, pertanto possiamo mettere il nostro sito o il nostro blog. Se però vogliamo lasciare diverse opzioni come ciò che facciamo o brand con i quali collaboriamo può essere molto valido linktree che offre già svariate opzione con l’account free ma anche instabio.
  5. Le storie in evidenza. E’ importantissimo pubblicare stories in modo da portare i nostri utenti a casa nostra, nel nostro mondo. Sicuramente avremo più argomenti di cui ci piace parlare o condividere pertanto è consigliabile creare delle cartelle rinominate ad hoc con l’aggiunta di immagini di copertina che possano aiutare in pochi secondi a far capire cosa racchiuderà tale raccolta, potete usare un sito di grafica come canva o molto simile crello, ideali soprattutto fuori casa con il cellulare quando non si ha a disposizione i programmi adobe.
  6. Il feed. E’ la bacheca, la visualizzazione che hanno gli utenti quando vedono il nostro profilo, o come vediamo quello degli altri. Instagram a differenza di facebook raccoglie le foto in una griglia che a prima vista è come un poster, una rivista fotografica. E’ importante che la pubblicazione dei nostri post abbiano un senso. Potete pubblicare tranquillamente se avete sempre belle foto o se avete dei testi decidere di dedicarci la colonna di destra o di sinistra o centrale o di alternarli con un schema tale per cui se uno visualizza il vostro profilo troverà ordine. Con l’aiuto di un app come preview potete avere un anteprima prima di pubblicare.
  7. le foto. Essendo un social che punta sull’immagine, esse devono essere di qualità. Se non avete la fortuna di un fotografo in casa dovete improvvisarvi fotografi di voi stessi; potete per cui acquistare un luce bianca su treppiede con telecomandino (per esempio questa su Amazon) in modo da scattarvi selfie come se fossero altri a farlo evitando così la freddezza degli scatti con il braccio che si intravede. Una volta scattata la foto con un app come lightroom potete modificare i colori e decidere che le vostre foto avranno sempre certe tonalità in evidenza, ovvero la vostra palette (siti appositi vi lasciano 1/2 download gratuiti per palette sul bianco, sul nero o svariati stili).
  8. la pubblicazione. Deve essere frequente, se avete attivato un profilo professionale potete guardare le statistiche e decidere di pubblicare in determinate ore. A tal proposito potete approfondire con qualche info di esperti sui social, ne trovate davvero tanti che danno qualche piccola pills gratuitamente.
  9. Gli hashtag. Col tempo stanno avendo meno importanza ma possono essere comunque necessari. E’ consigliabile metterne circa 7 e inerenti al nostro target. Alcuni consigliano di verificare personalmente se l’hashtag utilizzato è stato bannato e quindi oscurato (ne parlo in questo articolo del 2019 qui.). Esistono anche app in grado di suggerirvi alcuni Hashtag classici da inserire.

Ma le influencer cosa hanno da aggiungere?

Alcune ragazze del mondo body positive ho iniziato a seguirle quando ancora erano a 2000/4000 follower e ben lontani dal superare i 10K. Mentre con altre l’incontro è stato più recente. Nel tempo, con costanza hanno saputo fidelizzare i lori seguaci grazie alla loro energia positiva. Ho voluto chiedere cosa fosse per loro importante e vi condivido i lori suggerimenti:

  • @Cinzia.in.wonderland afferma: per lei è importantissimo il rapporto con la community, risponde sempre a tutte le richieste e cerca perfino di aiutare le persone che le scrivono. Aggiunge inoltre che è importante un profilo curato (che faccia la differenza) e chiaro, una persona deve capire di cosa tratti guardando il tuo feed. Inoltre può essere interessante partecipare a progetti congiunti con altre pagine che fanno parlare di te.
  • @nadjalanany confida: per lei è importante trovare ispirazione, fare community, creare relazioni, trovare persone che la pensano come lei.
  • @aeromarti_curvymodel riferisce che per lei è importante che le persone capiscano ed apprezzino il messaggio che condivide oltre che ad essere d’aiuto per qualcuno.
  • @iamdanielamazzaferro secondo lei è importante che le foto siano spontanee con sorrisi e non impostate. Inoltre è necessario essere presenti, attivi per i followers.

profili instagram a confronto

Analizzando i consigli iniziali vi faccio vedere come anche io abbia sistemato e messo in ordine in modo base il mio profilo: @valentina_incolors. Io adoro i COLORI in ogni sua forma ed è per me molto difficile a volte decidere cosa pubblicare, una cosa è certa adoro i sorrisi, l’allegria, la natura e la creatività in generale.

profilo instagram valentina parenti
profilo instagram valentina parenti

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Questo articolo è stato scritto dalla socia, staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita dell’Associazione CURVY PRIDE – APS. Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Valentina Parenti (@valentina_incolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

PERCHÉ INCLUSIVITÀ NON SIA SOLO UNA BELLA PAROLA

Faccio parte di quelle persone che passano parecchio tempo su Facebook. Un po’ per lavoro, un po’ per svago, il dito scorre velocemente sulla home, finestra di vite vicine e lontane.
Nei miei placidi scorrimenti spesso la mia attenzione si sofferma sui post di una madre che ho tra i contatti, che quotidianamente vedo battersi per il diritto ad una vita normale per la propria figlia.
Ogni giorno percepisco la sua frustrazione verso chi non comprende le esigenze della sua bambina e al contempo l’orgoglio incommensurabile di madre per le quotidiane sfide che la figlia supera solo con le proprie forze.
Poiché essere curvyblogger significa anche raccontare vite reali, ho voluto chiedere a questa mamma, che per privacy chiamerò Raffaella, di narrarmi la sua storia.

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Alimentazione, Dieta e Falsi Miti!

Oggi, rispetto al passato, prestiamo tantissima attenzione alla salute e al cibo ma il nostro modo di mangiare viene spesso condizionato da credenze e modi di pensare sul cibo che molte volte si rivelano dei veri e propri falsi miti.

Immagine presa dal sito web Pixabay

Quante volte abbiamo sentito dire che bisognerebbe scegliere un certo tipo di alimenti oppure evitarne altri o che certi comportamenti a tavola sono sbagliati? Sicuramente tantissime volte! Il consumismo, la pubblicità e il web non aiutano di certo ad una corretta educazione alimentare. Impazzano in ogni dove messaggi fuorvianti “Abbassa la pressione”. “Scioglie la cellulite”. “Riduce il colesterolo”. “Fa perdere peso”. “Difende il cuore”. Messaggi a cui difficilmente riusciamo a resistere.

Andiamo al supermercato e li troviamo dappertutto. Accendiamo la televisione ed eccoli ad ogni ora del giorno e della notte, promossi da accreditati testimonial, ad indicarci come sgonfiarci, come fare più pipì, come assumere più calcio… il tutto ovviamente con zero calorie! Veri e propri specchietti per le allodole che ci strizzano l’occhio dagli scaffali degli yogurt, dei dolciumi, delle bibite e persino dei salumi, delle paste e delle insalate. Insomma, è sufficiente prenderli e infilarli nel carrello, oltre che pagarli abbondantemente alla cassa, per prevenire e curare quasi tutti i disturbi di noi poveri mortali.

CREDIT: Google

Secondo un’indagine del Censis, almeno un italiano su tre naviga in rete per ottenere informazioni sulla salute. Di questi, più del 90,4% effettua ricerche su specifiche patologie, ma sempre più spesso questi contenuti così delicati sono contaminati da bufale. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), un organo molto autorevole del Servizio Sanitario Nazionale che si occupa di ricerca, controllo e analisi di molti aspetti legati al tema della salute pubblica, ha pubblicato online un elenco di falsi miti, bufale e fake news più o meno note sul tema dell’alimentazione.

Ecco un ragionamento che ci siamo fatte tutte, sono certa che lo sentirai molto familiare:

  • Se salto un pasto o mangio solo una portata mi sarà più facile stare in linea!
CREDIT:Google

Dopotutto, un giorno di digiuno fa bene!

La risposta è: FALSO!

È pensiero comune che saltare pranzi e cene sia un metodo efficace per perdere peso, e purtroppo questa pratica viene sperimentata da molti. Si crede che privando l’organismo di calorie e nutrienti durante la giornata si avrà una riduzione della massa grassa. In realtà accade che il corpo, privato di cibo, va in allerta e rallenta il dimagrimento.

Quando salti un pasto nel tuo sangue calano gli zuccheri, e sai con che conseguenze? Il tuo cervello è spinto a desiderare cibo, ti sale un senso irrefrenabile di fame e aumenta il desiderio di carboidrati, per riportare gli zuccheri a valori normali. Per questo motivo, dopo aver saltato un pasto, non solo arriverai più affamata a quello successivo, ma sarai molto più tentata di abbuffarti. Il nostro organismo è geneticamente strutturato per risparmiare energia sottoforma di grasso (per sopperire ad eventuali momenti di magra).

CREDIT: Nutrimi.it

Se una delle tue abitudini è quella di saltare la colazione, il pranzo o la cena, ben presto comincerai a perdere massa magra (muscolatura) e aumenterà quella grassa (tessuto adiposo), spesso sotto forma di grasso addominale pericoloso per il cuore. Sai cosa significa questo? Che il tuo metabolismo rallenterà, questo è certo. E un metabolismo rallentato significa che la perdita di peso si arresta; per di più, ricominciando a mangiare normalmente, è più facile riprendere rapidamente i chili persi, soprattutto sotto forma di depositi di grasso. Ma non solo!! Aumenterà il rischio di malnutrizione e il rischio di Disordini Alimentari.

Comprendi bene che l’abitudine di saltare i pasti è una pessima scelta!

Affinché la tua alimentazione sia sana, corretta e ti faccia stare bene e ti permetta di mantenere il tuo peso, è necessario che tu dia al tuo corpo tutti i nutrienti in opportune proporzioni. La qualità del cibo e la frequenza dei pasti giocano un ruolo fondamentale per la tua salute e bellezza: le linee guida consigliano di mangiare cinque volte al giorno con una corretta ripartizione calorica tra i vari pasti:

CREDIT: Google
  • la colazione dovrebbe apportare un 15-20% delle calorie giornaliere ma non meno del 12-13% e non più del 20%.
  • lo spuntino dovrebbe apportare un 5-10% delle calorie giornaliere ma non meno del 4% e non più del 10%.
  • il pranzo dovrebbe apportare un 35-40% delle calorie giornaliere ma non meno del 35% e assolutamente non più del 40%.
  • la merenda dovrebbe apportare un 5-10% delle calorie giornaliere ma non meno del 4% e non più del 10%
  • la cena dovrebbe apportare un 30-35% delle calorie giornaliere ma non meno del 30% e assolutamente non più del 35%.

Questo articolo è pubblicato dalla socia e Dietista – Nutrizionista Silvia Bigucci che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Dott.ssa Silvia Bigucci Dietista-Nutrizionista-Lifestyle Trainer-Counselor
Specializzata nel Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, del Sovrappeso e dell’Obesità. Counselor Nutrizionale. Si occupa di dietoterapia, educazione alimentare e modificazione degli stili di vita. Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Bologna. Per 14 anni ha lavorato come referente Dietista all’interno dell’ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi.
Per contatti:
Mail: silviabigucci@libero.it
Pagina web: www.silviabiguccidietista.it
Pagina facebook https://www.facebook.com/dietista.silviabigucci/
Instagram dietista.silviabigucci

LA NUTRIZIONISTA CON LE CURVE

Benvenuti!

Mi presento, mi chiamo Silvia Bigucci, ho 39 anni e sono una Dietista specializzata nel Trattamento dei Disturbi Alimentari. Con questo primo articolo desidero farvi entrare nel mio mondo, farvi conoscere una parte di me e aprirvi le porte del mio cuore.

Io nel mio Ambulatorio

Caratteristiche particolari? Sono Curvy nel corpo e nell’animo. Sì, avete letto bene! Sono Curvy e sono una Nutrizionista, vi suona un po’strano?

In questo mondo in cui gli stereotipi la fanno da padrone, siamo abituati a pensare alla figura della Nutrizionista come l’incarnazione della perfezione, con un corpo che rientra perfettamente negli standard di bellezza imposti dalla nostra società.

Io rappresento la Nutrizionista che non ti aspetti, oggi fiera della mia taglia 46-48, fiera delle mie curve, delle mie imperfezioni e delle mie insicurezze. Vi basti pensare che da qualche anno ho iniziato a partecipare a concorsi di bellezza e sfilate per donne Curvy. È nato tutto come un gioco, una sfida con me stessa e, perché no, per una rivincita personale, poi con il tempo ho capito che anche in quel contesto potevo essere di esempio per qualcuno e portare il messaggio che ognuno è bello con e per la sua unicità. Per arrivare a questa consapevolezza di me stessa ho dovuto percorrere molta strada e superare molti ostacoli.

Quando sono nata pesavo la bellezza di 4,350 kg quindi si può dire che sin dalla nascita sono sempre stata tanta! Fuori dalle curve standard di crescita quando ero piccola e fuori dal BMI (indice di massa corporea) di normalità da quando ero adolescente. Man mano che crescevo cominciavo a lottare contro le forme e l’accettazione del mio corpo. Le parole “Devi dimagrire” risuonavano costantemente nella mia testa e facevano parte del mio quotidiano. Ricordo che quelle parole mi venivano ripetute regolarmente dal mio medico ogni volta che facevo una semplice visita magari per un banale mal di gola. Altre volte, da persone più grandi di me, mi veniva detto “hai un viso bellissimo, peccato che non sei magra!”. Ricordo benissimo tutti gli appellativi e le prese in giro dei bambini: da “cicciona” a “fai schifo” ho sentito di tutto, compresi tanti nomignoli non troppo simpatici.

Mi ricordo che, presa dalla disperazione, ero arrivata a picchiarli quando la maestra non vedeva. Lo so che non si dovrebbe fare, ma all’epoca ero disperata e quella era l’unica soluzione che, nella mia testa di bambina, avevo trovato per ribellarmi a tutto quel dolore.

Non mi ricordo a che età intrapresi la prima dieta, sicuramente prestissimo; ricordo invece quante ne feci e quanti specialisti poco professionali incontrai lungo il mio cammino. “Specialisti”, se così vogliamo chiamarli, che non perdevano occasione per umiliarmi se il controllo non andava secondo le loro aspettative. Ricordo di un nutrizionista, da cui mi portarono i miei genitori verso i 14 anni, che al primo incontro senza neanche cercare di capire quale poteva essere il mio disagio o la mia difficoltà con il cibo mi disse “ma non ti fai schifo!”. Ricordo benissimo che mi sentii morire dentro!

Fortunatamente non tutti erano così. Prima di arrivare ad amarmi e accettarmi sono andata in frantumi troppe volte, ho versato troppe lacrime per un commento di troppo, per una presa in giro, per un giudizio.

Col tempo ho sentito l’esigenza di lavorare tanto su me stessa sia mentalmente, grazie all’aiuto della psicoterapia, che fisicamente. Ho così iniziato ad abbracciare e ricostruire ogni parte rotta di me, ogni imperfezione, ogni crepa.

Mi sono aggiustata, proprio come avviene nell’arte Giapponese del Kintsugi dove un vaso rotto viene fissato con una resina cosparsa di polvere d’oro: nel momento in cui la ceramica viene risaldata con l’oro, il vaso diventa più bello e più prezioso rispetto all’originale.

Come succede ai vasi, anche le persone che hanno sofferto e hanno ferite nel corpo e nell’anima, quando valorizzano le loro cicatrici diventano ancora più preziose.

È vero, pensateci: perfino le perle nascono dal dolore, dalla sofferenza di un’ostrica ferita da un predatore o da una lesione cicatrizzata.

Immagine presa dal sito web Pixabay

La sofferenza fa parte della vita, e se impariamo ad ascoltarla e a riconoscerla, c’insegna che siamo vivi; se poi riusciamo ad accoglierla ci cambia, rendendoci più forti. Elaborare una ferita è un processo lento, che necessita di tanta cura, pazienza e soprattutto tanto amore, e assicura risultati imprevisti e bellissimi esattamente come ho fatto con me stessa.

Questo percorso e queste esperienze di vita hanno fatto nascere in me l’esigenza e il desiderio di aiutare gli altri a stare bene con se stessi. Da qui la decisione di intraprendere gli studi per diventare Dietista e di specializzarmi nel Trattamento dei Disturbi Alimentari per capire ancora più a fondo il legame esistente tra mente e corpo, tra cibo ed emozioni, tra cibo e relazioni. Quello che ho promesso a me stessa è stato di non essere mai come gli “specialisti” che ho incontrato, ogni persona che entra nel mio studio deve sentirsi accolta, capita, accettata e mai giudicata.

In questi 15 anni di lavoro ho conosciuto soprattutto tantissime donne, anche molto giovani, ossessionate dal proprio aspetto fisico, in perenne lotta per perdere chili, convinte che sia questa la soluzione. Se è giusto controllare il peso ai fini di una buona salute, è d’altra parte estremamente dannoso annullare o mortificare la propria natura.

CREDIT: Google

Quello che dico sempre è che la vera bellezza è la nostra unicità e autenticità. Amate, coccolate e prendetevi cura di ogni vostro difetto o imperfezione. Lo stare bene con se stessi non deve dipendere da una taglia o dal peso sulla bilancia.

AMARE SE STESSI È L’INIZIO DI UNA STORIA D’AMORE LUNGA TUTTA LA VITA (O.Wilde)

Immagine presa dal sito web Pixabay

Questo articolo è pubblicato dalla socia e Dietista – Nutrizionista Silvia Bigucci che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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Dott.ssa Silvia Bigucci Dietista-Nutrizionista-Lifestyle Trainer-Counselor
Specializzata nel Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, del Sovrappeso e dell’Obesità. Counselor Nutrizionale. Si occupa di dietoterapia, educazione alimentare e modificazione degli stili di vita. Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Bologna. Per 14 anni ha lavorato come referente Dietista all’interno dell’ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi.
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