SII TRISTE, MA SOPRATTUTTO SII FELICE. IL MIO PERCORSO VERSO LA FELICITÀ

La nostra amica Elisa ci racconta come ha fatto a sconfiggere la tristezza

Ciao, sono Elisa. Vivo a Roma e ho 27 anni. Ti racconto cosa succede dentro di me nei momenti difficili. Benvenuta/o nel mio mondo. Penso che un’emozione è l’assenza del suo opposto. La felicità è l’assenza della tristezza e viceversa. Ecco, partirei proprio da qui, dalle mie interpretazioni di tristezza e di felicità.

Piacere, io sono la Tristezza.

Immagina che la mia tristezza sia una me-bambina che si accuccia in uno spazio buio. Il pavimento è fatto di acqua che proviene dalle lacrime che sono come spine, che scavano sulle guance senza far fuoriuscire nulla. Eh si, perché il dolore, per quanto piangi, sembra non uscire mai. Quella bambina urla senza dire una parola. È un grido silenzioso che fa un rumore straziante. Ci sarebbe da inserire un girone simile nell’inferno dantesco. Quella bambina la sento nel mio cuore. La potenza di quel torrente impetuoso di dolore mi inonda il petto. Molte volte vorrei strapparmi la pelle e far uscire quel dolore.

Forse anche tu hai dentro quella bambina. Non sempre si fa sentire, ma quando arriva hai la sensazione di cadere giù, sprofondando in uno spazio indefinito. Credo che almeno una volta nella vita anche tu ti sia sentita andare giù. Perché la vita è fatta di alti e bassi, di ostacoli che bisogna superare. Per non parlare poi di quando l’ostacolo sei tu. Ti assicuro che quello è la montagna più difficile da scalare. Più che una montagna è come una torre di carte sempre in bilico ma che purtroppo non crolla mai. Immagina di essere tu quella torre, senza stabilità, in bilico tra l’istinto e la ragione. In bilico tra te stesso e te stesso. Insomma, è tutto un gran casino.

Ora ti racconto cosa ho fatto quando mi sono trovata davanti la mia torre.

Sto ferma a fissare l’ostacolo dal basso verso l’alto. Mamma mia, non ce la farò mai! Sembra che la torre vacilli sempre di più e io, che ormai ho toccato il fondo, sto affogando nelle mie stesse lacrime. Una vacanza al mare fa piacere a tutti, ma non quando le onde ti trafiggono ovunque. Una vocina dentro di me -la mia ragione- mi dice che non è l’unica scelta.  È pur vero che partendo dal basso non posso affondare ancora di più. Non ho nulla da perdere. Non ti nego che ho un po’ paura. Magari andrà bene. Magari andrà male. Ma che mi frega. Se va male ritorno al punto di partenza e non sarò sicuramente più triste di quanto lo sia già.

“Punta verso l’alto”

Così ci provo. Un piccolo movimento. Una gamba su e mi spingo verso l’alto. Ho finalmente un obiettivo: salire! E la soddisfazione di riuscire a fare quel passo mi ha fatto dimenticare per un attimo la tristezza. Guardo in alto…oh mamma quanta strada! Guardo in basso…beh almeno non tocco più il fondo e un pezzo di strada già l’ho fatta! Nella scalata ogni tanto incontro dei palloncini che volano e mi si avvicinano. Li osservo. Sono le persone che amo, sono i miei traguardi…sono la mia forza. Wow, non sono sola. Li tocco. Sono strani, come se avessero una forza gravitazionale ma al contrario, che li porta verso su. Beh, sono salva! Se mi sentirò stanca o penserò di non farcela posso aggrapparmi a questi palloncini. Arrivo in cima con una nuova versione di me.

Piacere, sono Gioia!

Ti vorrei dire una cosa. Non avere paura di essere triste perché solo così capirai quanto il valore di essere felice. Solo scoprendo la tristezza potrai gustarti la felicità. E credimi, la felicità esiste. È dentro di te! Trovala e rendila sempre presente.

Finalmente la felicità!

Grazie a tutte le persone che dedicano il loro tempo alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

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CHIAMATELA ANORESSIA, IO LA CHIAMO TRAMPOLINO DI VITA

Riceviamo e pubblichiamo questo articolo di Elisa Picconi, educatrice e laureanda ventiseienne di Roma. Dopo aver assistito a una presentazione del nostro ultimo libro MI RACCONTO PER TE, Elisa ha trovato l’ispirazione per scrivere e inviarci la sua toccante storia di vita. Storia che è stata scelta per essere pubblicata nella rubrica di Curvy Pride sulla nuova rivista online di RADIO RID96.8, dal titolo DONNE DI OGGI BUSINESS & LIFE.

La rubrica di Curvy Pride, DIAMO VOCE AL CUORE, proporrà ad ogni uscita articoli, racconti, interviste legati agli argomenti sociali e inclusivi che sono il nostro messaggio e la nostra missione. Ringraziamo quindi RADIO RID96.8 e in particolare Michelle Marie Castiello per aver voluto fortemente la nostra partecipazione al progetto. Grazie anche alla nostra nuova amica Elisa che ha avuto la grande sorpresa di essere pubblicata non solo qui sul blog, ma ancor prima, come racconto inedito, su DONNE DI OGGI. Ecco il racconto completo.

“Mi chiamo Elisa. Vivo a Roma e alla mia nascita pesavo 2.4 chili: pesavo poco ancora prima di conoscere il mondo.

Elisa Picconi, di Roma, è educatrice e sta per prendere una seconda laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Quante volte avete vissuto nella vostra vita? Forse molti penseranno: “Ma che domanda è?” Io sinceramente non le ho contate, ma sono state molte.

La sveglia suonava, mi alzavo, mi vestivo, bevevo solo un caffè per colazione e uscivo di casa per frequentare l’ultimo anno del liceo. La giornata a scuola procedeva come sempre: spiegazione noiosa, ricreazione noiosa, uscita noiosa. Ritornavo a casa e pranzavo al volo per sbrigarmi a fare i compiti. Era talmente tanta la fretta che per pranzo mi bastava anche solo una mela. Dopo i compiti mi rifugiavo nel mio mondo. Era un mondo stupendo, ascoltavo musica -per lo più deprimente- sul mio letto e guardavo il soffitto. Beh, in realtà non guardavo letteralmente il soffitto ma tutti i miei pensieri che proiettavo lì in alto.

Oggettivamente non era un mondo così tanto stupendo, ma lo era per me, perché potevo finalmente essere me stessa, senza nessuno che si intromettesse con domande o argomenti di vario genere. Per cena un boccone -o forse bocconcino come lo avrebbero definito i miei- e poi di nuovo in camera. La sera era la parte che preferivo perché chiudevo gli occhi e i pensieri si fermavano. La mia vita in quel momento si bloccava. Sembrava come se finisse e la mia mente cancellava tutto quello che avevo visto o vissuto. Forse vissuto non è nemmeno il termine appropriato, dal momento che vivere è tutt’altra cosa. Insomma, passava la notte e poi ero di nuovo sveglia. Mi alzavo e facevo tutto quello che avevo fatto il giorno precedente ma in un modo totalmente nuovo. Era come se la strada che percorrevo sempre l’avessero costruita durante la notte: avevo la sensazione che fosse la prima volta che posavo i piedi su quell’asfalto. Così come anche tutti gli edifici, le piante, gli alberi, tutto!

Ed ecco qui che vivevo la mia seconda vita. Anche se in realtà non si poteva definire vivere. Era tutto noioso, piatto, inanimato, semplicemente perché i miei occhi erano inanimati e non avevo nessun tipo di entusiasmo nel fare le cose. Quindi anche il mio cuore era inanimato. Ero praticamente una persona cieca con un cuore di latta. Mi sentivo strana in questo mondo, come se non mi appartenesse. O forse ero io che non appartenevo a lui. Beh, qualcuno era sbagliato e visto che non mi sentivo accettata da nessuno, nemmeno dalle emozioni, pensai che fossi io il problema.

Così decisi di far scomparire tutto il mondo dalla mia vita. Allontanai gli amici e persino la felicità, l’amore, la soddisfazione. Soprattutto decisi di scomparire io. Scomparire, nel vero senso della parola. I miei pasti già non erano molto abbondanti, ero particolarmente nervosa e mi passava l’appetito, così non mi era difficile scomparire. Riempivo il mio stomaco di rabbia e nervosismo e più mi guardavo allo specchio più ero convinta che qualcosa in me fosse sbagliato. Non riconoscevo più il mio volto riflesso. Salivo sulla bilancia e ogni settimana vedevo il numero che si abbassava di mezzo chilo. Era diventata una sfida contro me stessa. Più dimagrivo più scomparivo.

Vivevo l’ossessione del peso e la soddisfazione dei chili che scomparivano per far scomparire il mio corpo.

Poi le persone cominciarono a notarmi, ma per la mia magrezza. Da una parte ero soddisfatta perché volevo diventare invisibile (fisicamente) ma d’altra parte non volevo essere invisibile (emotivamente). Avrei voluto che qualcuno guardasse il mio stomaco pieno di tante piccole mine esplosive, ma soprattutto volevo che qualcuno notasse il mio cuore di latta e lo cambiasse con un cuore vero. Il problema più grande è che avevo talmente tanto casino in testa, troppi pensieri, che non sapevo da dove cominciare a sistemate le cose dentro di me. Così scelsi la strada più semplice: rimanere in silenzio aspettando che qualcuno mi capisse. Semplice no? Anche perché non ero in grado di spiegare tutto quello che avevo dentro e speravo che qualcuno comprendesse quel mucchio di emozioni dolorose e taglienti come lame. Non fu però così tanto semplice come speravo. Le mie mille vite noiose passavano, giorno dopo giorno, e io mi guardavo sempre di più allo specchio notando il veloce cambiamento che avveniva nel mio fisico. Era incredibile che un corpicino così piccolo dentro contenesse una bomba a orologeria.

Ogni volta che mi mettevo a tavola mi guardavano tutti in modo strano e osservavano quante forchettate mettevo in bocca, per non parlare della quantità di cibo in ogni forchettata. Nei volti dei miei genitori sembrava esserci stampato “Beh? Solo quello?” Così per evitare gli sguardi costanti decisi di mangiare lontano dalla famiglia, in tempi diversi: il mio pranzo era alle 12 mentre la mia cena alle 19. Sempre e solo insalata o frutta. Poi ero anche controllata da medici, il che non migliorava molto le cose: ero costretta a rispettare una dieta che non mi piaceva proprio ma non per la qualità del cibo piuttosto per la quantità. Io volevo solo scomparire e lo volevo fare da sola. Non capivo perché gli altri me lo impedivano. Avrei solo fatto un favore al mondo intero visto che non mi accettava. Una volta, prima di andarmi a pesare dal medico, bevvi non so quanta acqua per pesare qualche etto in più, anche se diventai un acquario vivente. Avevo barato, però riuscii ad arrivare al mio scopo. Il grande Macchiavelli diceva “Il fine giustifica i mezzi!” e se dobbiamo imparare dalla storia io sono una brava allieva.

Davanti ai miei occhi non erano fette biscottate con la marmellata, ma tante calorie che mi facevano diventare grassa.

Tutto cambiò il 18 luglio del 2015 quando ero a pranzo in famiglia per festeggiare il mio compleanno e come sempre mettevo il limone ovunque. Avevo questa fissa del limone perché ero convinta che mi aiutasse a digerire quelle poche cose che ingerivo. Lo feci anche quel giorno, mettendolo sulle patate lesse. Fu allora che mio padre batté un pugno sul tavolo e cominciò a gridarmi contro. In pochi minuti aveva descritto tutte le mie mille vite malnutrite. Ma non fu questo che mi sconvolse. Fu il suo tono di voce e soprattutto il suo sguardo.

Era arrabbiato ma nella sua voce si sentiva qualcosa di rotto, qualche parola che non riusciva a buttarmi addosso perché aveva un magone in gola. Poi lo guardai e i suoi occhi non erano così tanto arrabbiati ma tristi e molto preoccupati. Vedevo quella luce di tristezza che non avevo mai visto in mio padre. Una luce che rese i suoi occhi bagnati, anche se il fiume delle sue emozioni non straripò. Così oltre al magone in gola, vidi tutto il peso nel suo cuore in un ammasso di paura, nervosismo, tristezza…tutto quello che avevo io dentro lo vedevo nel suo cuore. Io lo avevo a causa del mio posto sbagliato nel mondo e lui lo aveva per causa mia. Eravamo più simili di quello che avessi pensato. Non potevo sopportare che il dolore che non tolleravo più dentro di me lo avevo creato anche alle persone che più amavo. Lo avevo creato io! Ero così delusa da me stessa che mi alzai e me ne andai in camera. Dopo qualche minuto sola e rinchiusa nelle mie quattro mura, arrivarono a turno mio nonno, mia nonna e mia madre. Vidi in loro lo stesso dolore straziante che vidi in mio padre.

Pensavo di aver già toccato il fondo, ma quello fu un teletrasporto negli abissi dell’oceano. Non so come, ma tutto mi fu più chiaro. Mi accorsi del mondo intorno a me, lo sentivo. Percepivo intorno a me un campo arido e ghiacciato del nord Europa, con quel silenzio inquietante e il fruscio del vento che ti terrorizza. Quello scenario lo potevo cambiare solo io e lo volevo fare da subito. Scegliere la strada più semplice dell’invisibilità aveva solo peggiorato le cose. Se volevo una vita, UNA SOLA vita e viverla con un cuore vero, dovevo cambiare me stessa, dovevo io mettere ordine dentro di me senza avere fretta di sistemare tutto e subito.

Cominciai a sistemare un po’ di pensieri con l’aiuto delle persone che amavo. Dopo aver messo ordine dentro di me dovevo solo fare un altro piccolo passo: dare voce a quei pensieri. Solo così me ne sarei liberata del tutto. Così parlai con una psicologa e iniziai a vivere, senza limiti, ogni istante facendolo diventare la mia filosofia di vita: vivere l’infinito nel finito.

E poi riuscii a vedere finalmente le piante, gli alberi e la strada che percorrevo ogni giorno. Avete presente quel cerchio cinese bianco e nero? Lo Yin e lo Yang? Bene. Se sono ciò che sono è perché mi ero persa in quella parte nera. Ero talmente smarrita che il mio unico appiglio era quella piccola pallina bianca, quell’energia positiva che mi ha cullato. Ho visto la parte peggiore, ora apprezzo e voglio vivere solo la parte migliore”.

Credere nell’infinito del finito che caratterizza ogni istante. Vivere veramente la vita.

Ringraziamo tutte le persone che dedicano il loro tempo alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato

Big Life: La dieta e i “messaggi fuorvianti”

AMARE SE STESSI È L’INIZIO DI UNA STORIA D’AMORE LUNGA TUTTA LA VITA (O.Wilde)

CUORE VERDE

Mai parole più sagge..quando la mia cara amica Marianna mi chiese di scrivere qualcosa per il suo blog Cimettolacurva ne fui subito entusiasta….mi presento..mi chiamo Silvia Bigucci, soprannominata la Big (dice già tutto ihihihi), ho 32 anni, curvy dalla nascita e sono una dietista…vi starete chiedendo ma comeee una dietista curvyy?? Vi racconto un po’ la mia storia..come vi dicevo sin dalla nascita sono sempre stata curvy (peso alla nascita 4.350 kg ihihihh) ho lottato sempre contro le forme del mio corpo, in adolescenza non so quante diete ho intrapreso e quanti specialisti poco professionali ho incontrato…

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Prima di arrivare ad accettarmi troppe lacrime ho versato per un commento di troppo, per una presa in giro, per un giudizio. Poi però apri gli occhi e ti rendi conto di quanto bella sei e di quanto vali e che tutte le cose che la gente dice non sono altro che un modo per riversare su di te le loro insicurezze…Ho deciso di intraprendere questo percorso per poter aiutare le persone ad accettarsi di più. Da anni mi occupo di disturbi alimentari e quello che dico sempre alle persone che si rivolgono a me è che la vera bellezza non sta nel peso o nella taglia ma sta in quello che una persona ha da trasmettere agli altri. Se una persona ha qualche chilo in più, senza mettere a rischio la proprio salute, e sta bene con se stessa ben venga. Per me vivere in Grande non è stata proprio una scelta, ma ho cercato sempre di farlo “alla Grande”, per questo Big Life.

SPECCHIO MAGICO

In questo spazio vorrei condividere su CIMETTOLACURVA un po’ delle cose che ho imparato , dando qualche consiglio, sperimentato in prima persona, per vivere più serenamente il rapporto con il proprio corpo e con il piacere di volersi bene senza negarsi le gioie del cibo.

DIETA

La Dieta

Nel linguaggio comune la parola Dieta indica “astinenza da cibo per problemi di salute” o dieta dimagrante. Queste convinzioni in realtà sono superficiali ed errate. Tutti noi siamo a dieta, nel senso che ognuno di noi si alimenta più o meno diversamente seguendo una dieta. Una definizione appropriata di Dieta ci viene data da Salvatore Battaglia:

“Insieme degli alimenti che devono essere somministrati giornalmente all’organismo per assicurare il fabbisogno proporzionato allo sviluppo o al rinnovo dei tessuti e al consumo di energia”.

La dieta non rappresenta altro che l’insieme degli alimenti giustamente equilibrati dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

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Con l’arrivo dell’estate e la voglia di essere in forma per la “prova costume” impazzano in ogni dove messaggi forvianti “Abbassa la pressione”. “Scioglie la cellulite”. “Riduce il colesterolo”. “Fa perdere peso”. “Difende il cuore”. Messaggi a cui difficilmente si riesce a resistere. Andiamo al supermercato e li troviamo dappertutto. Accendiamo la televisione ed eccoli ad ogni ora del giorno e della notte, promossi da accreditati testimonial ad indicarci come sgonfiarci, come fare più pipì, come assumere più calcio… il tutto ovviamente con zero calorie! Veri e propri specchietti per le allodole.

CIBI DIMAGRANTI

Secondo lEfsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, quattro volte su cinque ciò che è scritto sulle etichette non corrisponde a realtà. E allora? Salvaguardiamoci, come d’altronde, con differenti iniziative, sta facendo l’Unione Europea. Come? Innanzitutto informandoci, non facendoci abbagliare da pubblicità più o meno mistificatorie, rivalutando l’alimentazione tradizionale. Se vi sembra troppo bello per essere vero, quasi sicuramente è così. Chiedetevi sempre “Chi ha detto ciò?” La persona in questione è obiettiva? L’informazione è affidabile oppure è basata su un piccolo studio?

I WANT U

Iniziate da queste domande e cominciate a guardare con sospetto chi vi sta vendendo un prodotto facendo leva sulle vostre insicurezze…la prossima settimana approfondiamo il discorso.

La Big ❤

 

Curve allo Specchio – Silvia Bigucci

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Ciao ci metto la curva, mi presento…sono Silvia Bigucci, ho 32 anni, sono di Riccione e nella vita sono una Dietista curvy 🙂 Mi occupo prevalentemente di Disturbi alimentari, il male del nostro secolo…vorrei ringraziare con tutto il cuore Marianna per il lavoro fantastico che sta facendo per il mondo curvy…sono veramente molto emozionata di mettermi a nudo davanti allo specchio e di condividere con voi una parte di me…

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Chi è la donna che vedi nello Specchio? Silvia soprannominata la BIG

Che donna sei Silvia? Sono una donna determinata, solare, che ama la vita e che crede ancora nei valori…Una donna ricca di fragilità…io mi definisco un femminone 🙂

Come sei diventata la donna che vedi? Grazie alla vita, alle persone che ho incontrato lungo il cammino e grazie al mio carattere e alla mia personalità.

Cosa ami e cosa odi del tuo passato? Il passato porta con se molto dolore, non amo molto parlarne.. ma forse è anche grazie a quello che ho vissuto che mi ha permesso di diventare la donna che sono adesso.. Del passato amo l’umiltà, il rispetto, e tutti i valori con cui i miei genitori mi hanno fatto crescere.

Ti piace Silvia e cosa ti piace di te? Si mi piaccio, dopo un lungo percorso su me stessa adesso mi piace vedere riflessa allo specchio la donna che sono diventata…mi piace la mia spontaneità, la mia umiltà nella vita, il mio carattere, il mio essere vera al 100%…una romagnola doc…

Cosa cambieresti invece di te? Cambierei l’eccessiva bontà, a volte ci sono persone che se ne approfittano…

Che rapporto hai con il tuo corpo? Un rapporto di amore e odio, un po’ come tutte le donne…quando andavo a scuola venivo sempre presa in giro per il mio fisico e in adolescenza ne ho sofferto tanto. Ho girato mille specialisti per farmi aiutare a cambiare quel corpo che tanto odiavo, ma il risultato era il sentirsi umiliata da persone che neanche minimamente capivano il perchè della mia situazione. Poi la svolta, l’incontro con una persona competente che mi ha aiutato nella metamorfosi…da tutto questo percorso è nata la voglia in me di fare la dietista, per poter aiutare le persone a trovare un giusto equilibrio con il proprio corpo.

E con la bilancia? La uso con i miei pazienti ahahahah

Come ci convivi con la taglia? In adolescenza sono arrivata ad indossare una 54. Adesso nella mia 46 ci convivo bene. So come valorizzare la mia femminilità e quali difettucci mascherare 🙂

Che cos’è la bellezza e quanto è importante per te? Quello che ripeto sempre alle ragazze che vedo è che la bellezza non è il numero sulla bilancia, non è essere alti o bassi, non è la taglia dei vestiti…la bellezza è quello che una persona trasmette, quello che una persona ha da dare, la bellezza è quanto amore una persona mette nelle cose che fa. Questo secondo me è la bellezza.

Silvia e il cibo. Adoro il cibo…è una goduria allo stato puro…adoro i dolci, la cioccolata, la pizza, il sushi, la pasta al forno, la piadina…insomma tutte cose che mi mantengono perfettamente in forma 🙂 E che forma!!!

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A cosa non sai resistere, non solo a tavola? Non so resistere al sorriso e alla gioia dei mie nipoti, alla felicità di Aisha (la mia cagnolina) quando torno a casa da lei, non so resistere alla vita e a quello che ogni giorno mi regala…

A cosa non sai rinunciare? Al ballo…adoro ballare, è il mio antidepressivo naturale. La mia vita è sempre stata accompagnata da un ballo, sono passata dalla danza classica, ai latini, ai caraibici, e negli ultimi 2 anni al tango (passione allo stato puro).

Cosa piace agli altri di te e cosa piace a te degli altri? Oddio questo forse bisognerebbe chiederlo agli altri…credo la mia solarità, l’amore che trasmetto e la mia semplicità. Degli altri mi piace il rispetto, la sincerità.

Quanto conta il giudizio degli altri? Quando ero più piccola contava molto. Crescendo e maturando ho imparato a capire che il vero giudice di tutto sono io e nessun altro. Ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire su quello che faccio, quello che dico, quello che sono…che dire Fatti suoi…io vado avanti per la mia strada.

Cosa ti fa soffrire? La cattiveria, l’invidia, l’insensibilità di certe persone, la menzogna.

Quale aggettivo ti da più fastidio in relazione al tuo corpo? Cicciona.

Uomini e curve. Qual è la retta che li unisce? Uomini e curve sono un connubio perfetto, sbandamento e passione allo stato puro 🙂

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Sei felice? Direi abbastanza.

Cosa ti rende felice? La mia vita, quello che sto costruendo e l’amore. Cosa ti manca per essere felice? Un po’ di tranquillità lavorativa.

La donna in cui ti rispecchi di più. In ogni donna della mia vita, da mia madre, mia nonna, mia sorella, le mie amiche…

La canzone a cui ti senti più legata. “La cura” di Franco Battiato…la considero la canzone d’amore per eccellenza…ognuno di noi se la dovrebbe autodedicare “perchè sei un essere speciale ed io avrò cura di te”…

Il film che ami di più. “Vi presento Joe Black” –>”Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui vivi.Io ti dico: Buttati a capofitto!Trovati qualcuno che ti ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera! Come trovarlo? Bè, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perchè la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perchè se non hai tentato non hai mai vissuto”

La frase che ti racconta. “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso” di Charlie Chaplin.

Cosa vedi davanti a te? Tanti progetti lavorativi e affettivi 🙂 Incrocio le dita.

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Di’ qualcosa a te stessa. Non cambiare mai, affronta la vita con grinta e a testa alta..I SOGNI SI AVVERANO QUANDO CI CREDI…

“E’ una follia odiare tutte le rose perchè una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perchè uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perchè uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perchè una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perchè uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perchè qualcosa non è andato per il verso giusto…Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio” “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry

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