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MI SENTIVO TANTO STANCA E PRIVA DI FIDUCIA IN ME STESSA

Continua il racconto di Lorena Montanari, delle sue esperienze tormentate, felici, drammatiche, di rinascita. Continua il racconto della sua vita.
*** ENGLISH TEXT BELOW ***
“Fino all’anno scorso, il cibo era una sorta di amico/nemico.

Per tanto tempo l’ho consumato sia per punirmi, sia per gratificarmi. È difficile spiegare come io mi sentissi. A volte mangiavo perché ero triste, a volte perché ero felice.

Il cibo mi aiutava a calmarmi; mi faceva sentire protetta. Ma nello stesso tempo non era piacevole vedere il mio corpo cambiare. Ed allora vi erano periodi in cui quasi smettevo di mangiare; perdevo molto peso. Ma non mi sentivo mai soddisfatta. Che io fossi più magra o più grassa, era veramente dura guardarmi allo specchio. Mi denigravo di continuo. Non mi piaceva nulla del mio corpo.

Non riconoscevo moltissime qualità in me stessa. Ed ovviamente i rapporti sociali non mi aiutavano,anzi. L’unica persona che veramente mi ha aiutata e sostenuta, fu colui che divenne mio marito 4 anni fa. Ma sapete, la verità è questa: anche se il tuo uomo non fa altro che dirti che non ti ama per il tuo peso, che ti trova bella in tutte le taglie; ebbene, se non siamo noi a scegliere di amarci, nessuno potrà farlo al posto nostro.

Solo noi abbiamo il potere di scegliere.

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Sono stata uno yo-yo per tutta una vita.

L’ultima volta che ricominciai ad ingrassare fu due anni fa, quando dopo l’ennesimo sforzo fisico per cercare di bruciare kcal con la cyclette, dato che come sempre soffrivo di dismorfismo e qualche kg in piú per me erano percepiti come tantissimi ed alternavo sempre momenti in cui ossessivamente facevo ginnastica e mangiavo pochissimo, ed altri in cui mi abbuffavo di continuo e mi sentivo in colpa e frustrata.

Ebbene questa volta il mio corpo cedette. Una notte mi svegliai urlando dal dolore. Era come se la coscia sinistra fosse tempestata di lame. Era un dolore cronico. Lo specialista mi diagnosticò la meralgia parestesica. Dovetti affrontare una lunga cura; rimasi a letto per mesi, totalmente impossibilitata a muovermi a causa del farmaco che mi dava forte stordimento per poter attenuare il forte dolore. La cura funzionò.

Ma la binge tornò più che puntuale nella mia vita, questa volta insieme ad una forte forma di depressione che mi costrinse a casa. Uscivo pochissimo, solo la sera tardi.

Mi vergognavo della mia immagine. Non volevo mostrarmi in giro. Perché non facevo altro che passare le mie giornate sul divano, davanti alla tv con cibo spazzatura.

Mio marito mi consigliò la psicoterapia, ed accettai, perché comunque una parte di me voleva veramente cambiare, solo che mi sentivo tanto stanca e totalmente priva di fiducia in me stessa.

E così dopo un lungo percorso interiore, ho deciso di rinascere dentro e fuori.

Iniziai a piccolissimi passi. Decisi che era tempo di rivoluzione.

Prima cambiai zona di residenza. E piano piano iniziai ad uscire. Ero arrivata a 94kg. Certo, non mi piacevo per niente, volevo fare qualcosa perché grazie alla psicoterapia avevo trovato una certa forza che mi spingeva al rinnovamento.

Così iniziai a guardarmi e ad accettarmi. Dico sul serio. Pensai:”Se vuoi veramente percepirti in maniera diversa e migliorarti, devi percepirti come mai fatto prima e devi fare cose che non hai mai fatto e che hai sempre avuto paura di fare”.

Le mie più grandi paure son sempre state le stesse fin da bambina: cambiare il mio rapporto con il cibo e frequentare una palestra.

La mattina del 9 gennaio 2018, mi svegliai e decisi di iniziare ad affrontare i miei demoni. Una volta per tutte.

Mi sentivo pronta.

Iniziai a documentarmi sul binge eating, sul body positive, a confrontarmi soprattutto sui social ed iniziai piano piano a modificare il mio regime alimentare non solo in modo sano, ma anche in modo che soddisfacesse il mio gusto.

Sapete, è proprio vero: a volte ciò che non accade per una vita, può accadere in un attimo.

Iniziai a mangiare sano e a uscire, a godere del centro della mia città, del bellissimo parco vicino la mia nuova casa. Un giorno una mia cara amica mi disse che praticava crossfit e che era un tipo di sport interessante adatto anche ai principianti.

Quando appresi di ciò di cui si trattava, la me ancora un po’ insicura disse “non puoi farcela. Troppo dura”. Ma la nuova me che ormai era esplosa e stava prendendo il sopravvento rispose: “Provaci, provaci sempre. Sei pronta ad amarti. Puoi riuscire in qualsiasi cosa. Devi solo volerlo”. E a fine febbraio ho iniziato a praticare crossfit.

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Ed il mio rapporto col cibo è migliorato sempre di più, sia che io mi sentissi triste e arrabbiata, sia che io mi sentissi felice e sicura. Ho continuato ad affrontare ogni paura, a superare ogni ostacolo.

Sempre avanti, mai indietro è diventato uno dei miei mantra preferiti. 

Oggi ho fatto pace col mio corpo, e sono felice della mia immagine riflessa sullo specchio. Mi vedo bella,  perché ho plasmato il dolore in amore.

Ora ci credo. E nulla mi fermerà.”

***  ENGLISH TEXT ***

Food was a sort of friend/enemy until last year.

I’ve been eating both to punish me, and to satisfy me for a very long time.

It’s very hard to explain the way I was feeling inside. Sometimes I used to eat cos I was sad, sometimes cos I was glad. Food used to get me calm; food used to protect me. But it was not pleasant to see my body changing at the same time.

So there were times where I hardly ever stopped to eat and I had been losing weight very much. But I never felt satisfied. It was really hard to look myseld at the mirror both I was slimmer, and overweight.

I used to chase my body all the time.  I liked nothing of my body and I did not recognise any of my skills.  And no social relationship could help me at all.

The only one who really helped and supported me was the man who became my husband about 4 years ago.  But you know, there is only one truth: even if your man can’t help himself from saying he loves you with any size, not for your weight; well, if we don’t choose to love ourselves, no one can do it for us.

The choice’s power is only up to us.

I have been a yo-yo girl for all of my life.

The last time I started gaining weight again, was two yrs ago, when I was trying my best to burn kcals by cyclette, since I always suffered from dysmorphism, and just few kgs more were perceived like a bounch to me, and I had been alternating times in which I was doing fitness obsessively and I used to eat very few; and tumes in which I was always binging and I used to feel guilty and frustrated. Well, this time my body gave up.

One night I wake up screaming in pain: it seemed like my left thigh was studded with blades. It was a chronic pain. Doctor’s response was meralgia paraesthetica, and I went through a long cure staying at home for months. I could not move outside, cos medicines made me confused in order to decrease pain.

The cure was successful, but binge eating came back into my life, and this time was in company of a hard form of depression that made me stay at home, like in prison. I used to go out real few times, especially at late night.

I was really ashamed of showing my body around, in public. I used to stay at home, sitting on my sofa, watching tv with junk food.  My husband adivised me a psycotherapy, and I accepted cos a still a part of me really wanted to change, but I felt very sick and totally without trust in myself.

After a long walking inside my soul, I decided to start my rebirth insideout. I started step by step. I decided it was time of revolution.

First of all, I moved in a new home, in a new neighbourhood and I slowly started going out. My weight was 94kg and I didn’t like my body at all, but I was able to find a little strenght inside me thanks to psycotherapy and I really wanted to improve my life.

This little strength was leading myself to regeneration. Seriously, I started to looking at my body and to accept it. I said to myself: “if you really want to perceive yourself differently and to improve, you have to do it as you’ve never done before; and tyou have to do things you’ve never did and always been afraid to do”.

My greatest fears have always been the same since I was a child: to change my relationship with food and to attend a gym.

It was January 9th,2018 when I woke up in the morning and I decided to start facing my demons. Once for all. I felt I got ready for it.

I started to educate my mind to binge eating, to body positive, in particular I started interacting on social networks and I slowly started changing my food habits not only in a healthy style, but also in order to satsfy my sense of taste.

You know, it’s definitely true: sometimes what does not happen in a lifetime, it can happen in a moment.

So I started eating healthier, going out, enjoying the city center, walking around the park near by my new place. I remember a dear friend of mine one day told me she was attending crossfit; she told me it was an interesting sport, fitting also to beginners.

When I got to know what crossfit was about, the still insecure part of me said: “It’s too hard. You can’t do it”. But the new me was exploded and was taking the upper hand over my insecurity, so I said at least: “Try. Keep on trying. You’re ready to love yourself. You can be successful anything. You just had to want it“.  And I started practicing crossfit at the end of February.

And my relationship with food got better and better, both when I was angry adn sad; and when I was happy and comfy. I kept on going through any fear, overcoming any trouble.

Always ahead, never back turned into one of my fave mantras“.

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AUTOSTIMA QUESTA SCONOSCIUTA

La Dott.ssa Emanuela Scanu è una psicologa e una coach alimentare. Da anni impegnata nella cura dei disturbi del comportamento alimentare e nel sostegno al raggiungimento del benessere psico-fisico delle persone.

Attualmente  anche Docente di Educazione Alimentare nei Corsi per Modelle/i presso la BACKGROUND ACADEMY di Viterbo.

E’ un onore la sua collaborazione con il nostro blog che inizia con l’affrontare un argomento a noi molto a cuore: L’AUTOSTIMA!

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Lo dice la parola stessa: l’autostima è la valutazione che una persona dà di sé stessa. Questa non è un fattore statico, ma dinamico. Evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della vita.

Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell’esistenza. Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è. Significa anche essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono.

Una persona con una sana autostima non è infatti perfetta, ma, al contrario di chi non si rispetta abbastanza, sa come valorizzare le proprie abilità e capacità e come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate. La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza ed a migliorare quelli di debolezza, promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con sé stessa e con gli altri.

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La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito.

Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero fossero parte della propria persona. Il sé percepito è dato invece dall’insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere. A chi non è mai capitato di pensare: “Vorrei tanto saper fare quella cosa …” oppure  “Vorrei essere così ma non ne sono capace?”.

Tutto ciò è perfettamente normale, entro certi limiti. La soglia viene valicata nel momento in cui la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere. Così facendo la sua paura si concretizza, diviene un dato di fatto. Smettendo di lavorare e lottare per migliorarsi continuamente si finisce per peggiorare, o semplicemente per rimanere ciò che si è per tutta la vita.

Puoi sprecare un’intera esistenza nell’attesa che accadano delle cose che poi, anche quando si avverano, spesso ti lasciano più vuota di prima. Se i tuoi pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente, corri il rischio di non vivere mai pienamente e di essere quindi insoddisfatta della tua esistenza.

Di fatto, sei prigioniera dei modelli che la realtà ti impone e così facendo passi gran parte del tuo tempo a sognare di diventare ciò che non sei, a fare tuoi modi d’essere che ritieni “vincenti”, “perfetti”, ma che non ti appartengono. Questa è la strada più veloce  per distruggere l’autostima.

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Avere autostima significa piacersi, un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l’interiorità si colora istante per istante.  L’ autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull’accettazione consapevole di ciò che sei adesso, in questo preciso istante.  Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non hai fatto nel passato, senza frustrazione per ciò che non hai ancora realizzato.

Cambia dunque modo di vedere: l’ autostima è uno stato di benessere permanente che viene da dentro. Ogni volta che ti appresti a fare qualcosa, soprattutto se è la prima volta, non concentrarti unicamente sul risultato che vuoi ottenere, ma su ciò che fai, cercando di essere presente a ogni passaggio, come fosse l’unico.  Ricorda che l’autostima è un’energia molto diversa dall’ostinazione e dalla cocciutaggine: compare naturalmente quanto più la coscienza si svincola dalle influenze dell’ambiente, delle credenze, dei doveri. Migliorare l’autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente: ti devi sforzare di pensare che lo fai per te stessa e che un giorno non proverai più sensazioni di inadeguatezza e potrai  prendere decisioni in modo autonomo.  La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell’autostima consiste nel lavorare sulle tue percezioni; devi imparare a conoscerti meglio, analizzando il tuo mondo interiore in tutta la sua complessità, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche e soprattutto su quelli positivi.

Dimagrire una scelta consapevole copertina

Questo articolo è tratto dal libro della Dott.ssa Emanuela Scanu Dimagrire una scelta consapevole (Cap. IV) – Editore Campi di Carta

La Dott.ssa Scanu è anche autrice de L’ESERCITO SOTTILE/Dizionario pratico sull’anoressia (Cedis Editore Roma) e di OLTRE L’IMMAGINE/ Psicologia, Alimentazione, Stile/Un anno dei miei consigli sul WEB  (Editore Campi di Carta).