INCONTRARCI A TRASTEVERE GRAZIE A CURVY PRIDE

È passato esattamente un anno da quando sono diventata socia di Curvy Pride. A distanza di dodici mesi la mia vita è alquanto cambiata, nonostante il 2020 sia stato un anno che proprio non ha aiutato!

Cosa c’è di diverso nella mia vita? Prima di tutto le persone. Ho conosciuto decine di persone nuove e nella rubrica del mio telefono ci sono almeno 100 nomi e numeri in più. Con alcune di loro ci siamo conosciute di persona ma la stragrande maggioranza sono conoscenze virtuali e ho scoperto che in un ambiente come l’Associazione questo non cambia nulla. Non siamo meno vicine, meno in confidenza o andiamo meno d’accordo perché non ci siamo mai toccate: è come se ci conoscessimo da sempre e lavorare insieme è molto piacevole e divertente.

Con mia figlia Alessia, turiste davanti alla Fontana di Trevi

Questo aspetto l’ho toccato con mano la scorsa estate, quando ho organizzato le mie vacanze a Roma. È bastato un messaggio nel gruppo dello staff: “RAGAZZE, IO A LUGLIO VENGO A ROMA PER QUALCHE GIORNO, CHE DITE, RIUSCIAMO A VEDERCI?” Credevo rispondessero solo le romane, invece tutte mi hanno subito presa in parola! Io da Alba, in Piemonte, Valeria da Trento, Melania da Perugia eravamo quelle più lontane. Abbiamo organizzato una reunion in piena regola! La sera del mio compleanno, in un ristorantino di Trastevere, ho abbracciato per la prima volta Simona, Valeria, Melania e Laura! Credetemi quando vi dico che è stato come ritornare in famiglia, nonostante ci fossimo sempre solo viste in videochiamata e parlate al telefono.

La pasta alla Gricia, una bontà!

Una calda serata romana, l’atmosfera unica della Città Eterna, i profumi delle delizie della cucina tipica, i tavoli all’aperto, le risate, le chiacchiere della gente, il rumore dei “caciaroni” che parlavano ad alta voce (lo dico con affetto, ovviamente); tutto questo ha fatto da contorno alla nostra tavolata. Abbiamo parlato tanto, ci siamo scattate decine di foto, girato video e fatto anche una diretta nella community. Ci siamo guardate, per la prima volta tutte intere. Ci siamo riconosciute.

Eccoci qua, tutte insieme!

Ecco perché vorrei che tutti facessero parte di questo mondo: a chi non farebbe bene un’atmosfera così? A chi non farebbe piacere avere amici sempre pronti a sostenerti, ad ascoltare le tue idee, a creare con te un mondo più giusto per tutti? Persone con cui condividi valori e con cui impari a sognare in grande!

Questa è Curvy Pride! Questa è la vera sensazione che si prova entrando in questo mondo dove nessuno è giudicato, dove i valori che ci accomunano fanno da collante, ci spingono ad aprirci, a guarire dalle nostre piccole grandi ferite e a diventare migliori grazie a chi ci è vicino. Se potessi farei un monumento al giorno in cui ho deciso di entrare in Curvy Pride.

La maglietta della felicità è la nostra bandiera!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com, mi trovi anche su FB
https://www.facebook.com/fabianasaccocurvycoach
e su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

QUANDO LA TUA FAMIGLIA TI GIUDICA

Ti è mai capitato di sentirti bullizzata dalla tua famiglia? Strano a dirsi, eppure è possibile! Forse non ci viene mai in mente che a volte i primi atti di discriminazione li abbiamo vissuti proprio in quello che dovrebbe essere il nostro nido sicuro: la famiglia.

So già che starai pensando che sì, ci sono casi limite in cui genitori problematici rovinano la vita dei figli negando loro affetto, amore, attenzione ma ti assicuro che ci sono altri modi per “incasinare” i figli e i rapporti.

Se ci pensi un attimo e ti soffermi a guardare indietro, sono certa che troverai almeno un’occasione in cui avresti voluto che i tuoi familiari ti fossero più vicini, che cercassero di capirti, che prendessero le tue difese a spada tratta o che, semplicemente, ti abbracciassero in silenzio perdonandoti qualunque cosa avessi fatto.

Troppe volte i figli si sentono giudicati dai genitori o dalle persone care

Nessuno è perfetto, non nasciamo col famoso libretto delle istruzioni! Quando diventiamo genitori ne avremmo disperatamente bisogno perché è facile sbagliare. Se incasiniamo la nostra vita da adulti la responsabilità è nostra e per noi stessi ma quando si tratta della felicità di altri esseri umani messi al mondo da noi le cose cominciano a farsi ancora più importanti.

Ognuna di noi riveste più ruoli nella propria vita: siamo figlie, siamo amiche, lavoratrici, forse madri o sorelle; nessuno ci insegna come vivere questi ruoli al meglio delle nostre possibilità, ci portiamo dietro un bagaglio generazionale che molto spesso pesa tanto e ci impedisce di essere felici e di rendere felici gli altri.

Mi spiego meglio: pensa a quante volte hai detestato un certo comportamento di tua madre o tuo padre e di come ti sei ripromessa di non diventare mai come loro, oppure di come hai visto quella mamma viziare in modo (secondo te) vergognoso il suo bambino e poi, dopo anni, ti sei ritrovata a fare esattamente la stessa cosa, con gli occhi traboccanti d’amore e di indulgenza per il tuo pargolo specialissimo!

Ti ci ritrovi? Io credo di sì. Forse non del tutto, forse in maniera non così eclatante ma comunque sai perfettamente di cosa parlo.

Senti, per esempio, cosa è successo a Silvia, una mia cliente, quand’era ragazza (tranquilla, mi ha dato il permesso di raccontarlo): tra lei e sua mamma c’è sempre stato un grande amore ma lei ricorda che, fin da piccola, la mamma le diceva continuamente che avrebbe dovuto dimagrire un po’, che sarebbe stato meglio mangiare meno e perdere peso. Quando aveva circa 12 anni Silvia si prese l’influenza, stava male e non si alzava dal letto. Dopo due o tre giorni la mamma arrivò in camera della figlia con in mano una bilancia pesapersone. Lei pensava che fosse salita per portarle un po’ di brodo o per vedere come stava invece aveva in mano UNA BILANCIA.

A cosa poteva mai servire la bilancia in quel momento? Nonostante non si sentisse per niente bene e avesse la mente un po’ annebbiata, Silvia salì e vide che pesava esattamente come prima. “Ma non è possibile, tre giorni che non mangi e non hai perso neanche un etto!” Ecco tutto quello a cui riusciva a pensare la madre in quel momento! Quell’ago che andava su, mentre lei era stanca, aveva freddo e anche un po’ di capogiro la mortificò e la fece sentire in colpa, anche se lei di colpe non ne aveva affatto.

“Mangia di meno, devi dimagrire!” Quante volte Silvia si è sentita ripetere queste frasi da chi amava.

Quell’episodio la ferì profondamente e per molto tempo Silvia si è chiesta come la madre avesse potuto pensare al suo peso mentre lei era febbricitante da giorni. Era una fissazione, un pensiero costante, pretendeva dalla figlia qualcosa che neanche lei riusciva ad ottenere: la magrezza.

Lei sa che sua mamma non voleva affatto farla stare male, non aveva intenzione di ferirla, desiderava solo che lei fosse più magra. Oggi, a quasi quarant’anni, Silvia è una donna di forme generose e, nonostante abbiano un bellissimo rapporto, si sente scrutata e giudicata ogni volta che indossa un vestito un po’ più corto o qualcosa che ALLA MAMMA non piace. La mamma è convinta che certi abiti mettano in evidenza una parte del corpo di Silvia che non rispecchia i canoni di magrezza e che LEI nasconderebbe.

Ecco dove sta il punto: la mamma tende a proiettare i SUOI desideri, le SUE aspettative e le SUE convinzioni sulla figlia. Questo lo facciamo un po’ tutti noi genitori, chi più e chi meno; siamo fermi sulle nostre idee e siamo certi di fare il bene dei nostri figli dicendo loro chi devono essere, come devono comportarsi e cosa provare di fronte al mondo, ma così facendo imprimiamo in loro quello che pensiamo noi. E noi siamo noi, con le nostre storie, le nostre paure e i nostri gusti personali; i nostri figli sono un’altra cosa, pensano a modo loro e vogliono vivere secondo i loro valori!

Sono certa che i commenti sul fisico, le battutine ironiche sul “mangiare come camionisti”, i continui riferimenti ai difetti che riteniamo di avere, siano deleteri per noi e per chi cresciamo con tanto amore. Facciamo i salti mortali per portare le ragazze a fare sport affinché acquisiscano sicurezza e agilità e poi le affossiamo con questo tipo di comunicazione.

Chissà se anche per te è stato così, se ancora oggi ti porti dietro le conseguenze di ciò che hai vissuto da piccola, se con i tuoi figli sei la fotocopia della tua mamma brontolona o se invece sei riuscita a tirare fuori la parte di te che ti serve per essere la mamma che vuoi!

Ti lascio con un’ultima riflessione: sappi che le persone agiscono per ciò che conoscono, si comportano al meglio di come possono fare in quel momento.

Silvia, essendo una donna molto serena e sicura di sé, non biasima la sua mamma per quello che le ha detto e che ancora oggi le fa capire tra battutine e sarcasmo. Lei sa che l’ha sempre amata tantissimo, solo che lo esprime così, in un modo non costruttivo.

Quello che sicuramente possiamo fare noi, generazioni più giovani, è informarci e fare il possibile per crescere figli che non debbano sentirsi continuamente sotto esame, soprattutto per come appaiono. Questo è uno dei valori fondanti dell’ Associazione Curvy Pride- APS: siamo persone, non siamo taglie e non siamo perfette: così come non lo è la mamma di Silvia che ha agito per amore, così come non lo sono io, né tutte voi che state leggendo. Ognuna di noi fa del suo meglio per le sue possibilità e quando c’è bisogno di aiuto, di confronto, di crescita e di unione c’è Curvy Pride.

Fabiana Sacco, Curvy Coach (ed ex mamma brontolona).

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
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I 3 SEGRETI PER PIANIFICARE I TUOI OBIETTIVI PER IL 2021

Ciao, sono Fabiana Sacco e sono una Coach, una professionista che aiuta le donne a raggiungere i loro obiettivi e martedì 29 dicembre ci vediamo su Zoom alle 21 per parlare proprio di questo argomento!

Ho preparato un mini corso gratuito il cui scopo è di condividere con te 3 segreti molto importanti:

1) QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UN OBIETTIVO

2) COME RICONOSCERE IL TUO VERO OBIETTIVO

3) COME PIANIFICARLO NELLA TUA GIORNATA AFFINCHÉ TU POSSA RAGGIUNGERLO E ANCHE SUPERARLO!

Tante volte in passato mi sono detta: “quest’anno voglio dimagrire, quest’anno voglio dedicarmi del tempo per me, mi piacerebbe finalmente visitare quella città d’arte, vorrei iniziare un corso di ballo, vorrei leggere di più, vorrei smettere di perdere tempo in cose inutili, vorrei imparare a dire di no a quello che non mi fa star bene…” e non succedeva mai niente!

Pianifica al meglio e raggiungerai i tuoi obiettivi!

Spesso confondiamo i desideri con gli obiettivi, è per questo che non li raggiungiamo mai!

Finché non ho imparato a trasformare i miei desideri in obiettivi rimanevano lì, sospesi nel limbo del FORSE, del MAGARI e del SAREBBE BELLO RIUSCIRCI e questo non raggiungerli mai mi faceva sentire sempre più incapace e aumentava la mia frustrazione, fino a farmi mettere in dubbio non solo le mie capacità ma anche l’ importanza dei miei desideri.

Non so a te, ma a me è capitato di volere qualcosa e non riuscire mai ad averla iniziando a credere che forse non ne valesse la pena, che non ero abbastanza brava, forte o determinata per raggiungerla. In realtà non è così! In realtà mi mancavano le basi! Mi mancavano i 3 punti che ti ho scritto prima.

Imparare l’ABC degli obiettivi per me è stato illuminante ed è per questo che voglio condividere con te questi trucchi del mestiere, grazie ai quali ho finalmente raggiunto, uno dopo l’altro, molti obiettivi che inseguivo da tanto. Il successo più eclatante che ho realizzato è stato quello di avviare la mia attività da casa, organizzandomi un ufficio sul tavolo di cucina. Con una linea wifi, un portatile, tanto studio e un’ ottima pianificazione obiettivi mi sono realizzata in una professione che mi rende felice, mi sostiene economicamente ed è in continua crescita!

Per partecipare al minicorso manda una mail a curvypride@gmail.com con la tua richiesta e ti manderò il link per partecipare gratuitamente.

Prepara carta e penna, lavoreremo insieme affinché tu possa, una volta per tutte, imparare la strada migliore, più semplice e veloce per raggiungere ciò che vuoi!

Ti aspetto!

PS: Nel frattempo comincia a fare una lista di quello che vuoi ottenere in questo 2021, scrivi i tuoi obiettivi uno dopo l’altro su un quaderno o un foglio e tienilo pronto per il mini corso, lo useremo come inizio!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
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SE NON SEI BELLA NON PUOI ESSERE FELICE

Ovviamente il titolo è provocatorio! Se mi conosci sai che non potrei mai essere d’accordo con una simile affermazione, se non mi conosci mi presento: sono Fabiana, Curvy Coach. Che significa? Che aiuto le donne a vivere bene la loro forma, qualunque essa sia.

Leggendo la mia presentazione verrebbe subito da pensare che le donne che si rivolgono a me siano tutte quelle in sovrappeso, che si rispecchiano nella mia esperienza e che trovano in me una persona affine, qualcuno che le capisce a fondo e non le giudica per il loro aspetto. Certo, questa è una grande fetta del mio target ma recentemente ho avuto modo di fare delle coaching con alcune donne che, pur essendo dimagrite o avendo risolto ciò che per loro era un difetto estetico, non erano comunque felici come avevano immaginato!

Noi donne tendiamo ad avere degli ideali di bellezza molto chiari e francamente un po’ impossibili. Abbiamo come modello le donne copertina, quelle alte, magre, toniche, sorridenti e felici e crediamo che se anche noi fossimo come loro saremmo altrettanto felici. In questa meravigliosa fantasia non teniamo conto, però, di alcuni fattori che sono super importanti.

QUALCOSA CHE FORSE NON TIENI IN CONSIDERAZIONE

Le pose fanno la differenza nelle foto

Innanzitutto le donne copertina non sempre sono come appaiono: già trent’anni fa si parlava di Photoshop e dei suoi miracoli. Le foto che ci propongono sono ritoccate! Lo so che lo sai, ma forse non sai quanto siano ritoccate! Ho scoperto su Instagram una influencer che mostra esattamente come fanno le modelle ad ottimizzare gli scatti già solo con le pose e ti assicuro che sono rimasta basita da quanto saper posare sia fondamentale per sembrare al top! Mettici poi un sapiente uso delle luci di scena, del trucco e del ritocco digitale ed ecco qui che anche un popò moscio, cellulitico con smagliature può diventare un sedere da favola.

Secondo punto: le modelle nascono modelle, almeno per alcune caratteristiche: l’altezza che se non ce l’hai non c’è santo che possa regalartela! Da che mondo è mondo un abito sta visivamente meglio su una donna alta 1,80 che su una alta 1,50. La conformazione ossea, le gambe lunghe, le caviglie sottili, la distribuzione del grasso corporeo (sì perché anche quelle magre hanno del tessuto sottocutaneo che disegna le forme del corpo, se non si affamano per diventare asciutte), sono tutte caratteristiche che elargisce la Natura e, anche volendo rivolgersi al chirurgo migliore del mondo, non si possono cambiare (o forse sì ma a che prezzo?).

Terzo punto: le modelle sono modelle per lavoro. Quindi già nasci con determinate caratteristiche e in più ti pagano per mantenerti al top: una modella di professione non passa ore seduta alla scrivania o al banco di un bar a servire clienti per poi dedicare un quarto d’ora di corsa ogni tanto alla sua bellezza! Da quando si sveglia a quando va a dormire tutte le sue azioni sono mirate al mantenimento e all’incremento del suo appeal. Capisci bene che ciascuna di noi, con tutti i nostri difetti, se vivesse la sua vita così sarebbe già una strafiga! Magari una strafiga alta 1,60, ma comunque super curata, palestrata, in peso forma, mani e piedi sempre top, depilata, con trucco e parrucco impeccabili, rendo l’idea?

Quarto punto: CHI TI DICE CHE LE MODELLE CHE TU VEDI BELLE, SORRIDENTI IN COPERTINA SIANO DAVVERO FELICI? Abbiamo decine di casi di donne meravigliose che, nonostante il loro talento e la loro incredibile bellezza non erano felici, tanto da decidere di togliersi la vita o di rovinarsela con alcool, droghe e spesso subendo violenze psicologiche dai loro compagni o dalla loro famiglia.

La mia preferita era Whitney Houston: con la sua una voce angelica e col suo carisma ha incantato intere generazioni di adolescenti, una donna tanto bella fuori quanto fragile dentro che purtroppo non ha resistito alla durezza del mondo che la circondava tanto da perdersi nell’abisso della droga e dell’alcol fino a rimanerne vittima.

Whitney Houston, una voce indimenticabile credit: web

Una donna che apparentemente aveva tutto ma a cui evidentemente mancava ciò che per lei era fondamentale.

Questo è un caso estremo, ma serve per ricordarci che non tutto ciò che luccica è oro, sarebbe più utile non delegare la nostra felicità al solo aspetto fisico, perché è un’illusione.

L’aspetto fisico da solo non basta ad essere felici! Quante volte avrai pensato: “Se solo potessi essere magra! Se solo potessi essere più bella, più alta, con più seno, senza cellulite, senza pancia, allora sì che sarei felice!”

Sicuramente aiuterebbe molto! Saresti più sicura di te ma non sarebbe abbastanza.

DIPENDE DA TE? SE TI FA STARE BENE FALLO!

Vuoi essere più magra, più tonica e con meno cellulite? Ok, lavorandoci puoi ottenere questi risultati, se sono davvero giusti e importanti per te alzati e valli a prendere.

Vuoi avere più seno o il naso dritto? C’è la chirurgia, se pensi che sia la strada giusta per essere più felice ben venga, rivolgiti ad un buon chirurgo e risolvi quel difetto che non puoi migliorare da sola, ma sempre con la consapevolezza che non sarà SOLO quello a renderti felice.

Potrebbe essere più utile cominciare a guardare queste meravigliose donne per ciò che sono: donne che prestano la loro immagine per ispirarci a migliorare alcuni aspetti di noi, magari decidendo di fare un po’ di attività fisica per essere più sciolte, più flessibili e magari perdere qualche chilo se necessario, magari scegliere una pettinatura alla moda, un bel rossetto, un vestito che ci stia bene o un paio di scarpe da urlo.

SEI SICURA CHE LA TUA FELICITÀ DIPENDA DAL TUO ASPETTO? Smettiamo di credere che tutte le altre siano perfette tranne noi! Cominciamo a leggere tra le righe, è proprio lì che potremmo trovare un po’ della nostra autostima!

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
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ARCOBALENI E PALETTE

Questo articolo mi è stato ispirato da una bozza non pubblicata che aveva caricato sul nostro blog Valeria Menapace.

Valeria è una donna color cioccolato, una mamma, moglie, socia e staff di Curvy Pride.

È stata adottata quando era ancora molto piccola e da sempre vive a Trento per cui è molto simpatico vederla così colorata che parla con l’accento tipico trentino, questo aspetto aggiunge carattere alla sua figura che è già tanta bella roba, ve lo assicuro.

Valeria è un vulcano di gioia, allegria, cuore. Ha un sorriso contagioso e un’intelligenza creativa davvero top. Ogni tanto però Valeria perde di vista la vera se stessa, si intristisce un po’ e si chiude nel suo mondo, si siede in un angolino da sola al buio ed entra in una specie di piccolo letargo dell’anima: tutto diventa difficile, non si sente compresa, si convince di essere un peso e di non valere granché. È normale, tutti abbiamo i nostri momenti un po’ così e va bene, mica siamo macchine perfette! Il bello è quando hai intorno persone che ti vogliono bene e che ti tendono la mano per aiutarti a rialzarti da quell’angolino e ti accompagnano fuori, al sole caldo e luminoso della vita di sempre.

Questo articolo comincia con le sue parole, scritte in prima persona: “È molto difficile socializzare sapendo o credendo di essere diversi. Cominci a notare cose che prima non avevano nessun tipo di rilevanza, voglio dire: ho due gambe, due braccia, un naso, una bocca, due orecchie… cosa avrò mai di strano? Ah già, il colore della mia pelle! Ogni tanto il mio lato poetico esce e mi scopro a pensare che l’arcobaleno è pieno di colori e piace a tutti, perché le persone non possono essere come gli arcobaleni?”

Questi bellissimi pensieri di Valeria mi hanno dato lo spunto per alcune riflessioni: com’ è possibile che dopo più di duemila anni passati su questa Terra gli Uomini facciano ancora di queste differenze?

Perché un arcobaleno di colori, tutti diversi, tutti vicini, viene visto come un miracolo della Natura e invece un arcobaleno di colori di pelle no? Proprio come quelli su nel cielo, anche noi, grazie alla nostra diversità, possiamo creare un abbraccio, una sinergia di luce che riempie gli occhi e fa bene al cuore!

Perché DIVERSO è male? Diverso da chi, da cosa? Cosa crediamo che significhi se Valeria e le donne cioccolato come lei hanno molta melanina in più rispetto ai bianchi? E se fossimo noi bianchi ad avere troppa poca melanina? Se fossimo noi bianchi ad avere le labbra troppo sottili, i capelli troppo lisci e il naso troppo stretto? Chi ha deciso che io vado bene perché sono bianca e invece la Valeria di turno va tollerata perché di un altro colore?

Persino nell’arte, nel design, nell’arredamento, nel trucco esistono le palette: gruppi di colori in nuance o in contrasto che stanno benissimo insieme, si esaltano a vicenda e creano soluzioni ottiche vincenti e d’impatto.

Bene, da oggi, dopo aver scritto queste parole, considererò il mondo Curvy Pride come la mia grande, meravigliosa PALETTE! Un contenitore dove persone diverse, con gusti diversi, origini e stili diversi possono realmente stare insieme e non soltanto perché insieme vanno bene ma perché insieme vanno MEGLIO! Ciascuno di noi porta con sé qualcosa che è soltanto suo e che è una grande ricchezza per gli altri: il mio punto di vista può essere utile o interessante, ok, allora cosa succede nel momento in cui il mio punto di vista si sposa con quello utile e interessante di altre cento, mille persone?

Te lo dico subito, succede Curvy Pride! Te l’ho già detto che insieme siamo più forti e andiamo più lontano, vero?

Dedicato alla mia dolce Valeria, compagna di viaggio e donna che merita di più, molto di più.

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PRATICA ANCHE TU L’HAPPY TRAINING !

Hai mai notato che quando ti focalizzi su qualcosa poi cominci a vederla ovunque?

Mi spiego meglio: quando ero incinta vedevo solo donne in gravidanza, poi vedevo solo bimbi piccoli. Se hai un cane e lo porti a spasso ti accorgi magicamente che tutti sembrano avere un cane! Ho avuto il periodo in cui ero fissata con un certo tipo di borsa che desideravo e mi pareva che tutte la sfoggiassero tranne me!

Quando siamo focalizzate su qualcosa di specifico è come se i nostri occhi occhi e la nostra testa aprissero un canale preferenziale che ci permette di vedere sempre quello.

La stessa cosa vale per le sensazioni: sono certa che anche tu hai avuto un periodo della tua vita in cui vedevi tutto nero e ti sembrava che il mondo intorno a te fosse fatto solo di sfighe e cattive notizie, un po’ come dire che quando inizia ad andar male poi sembra vada sempre peggio.

Il metodo educativo degli anni scolastici non ci ha aiutate a sviluppare sicurezza e fiducia in noi stesse.

Perché ci comportiamo così? Ho provato a ragionarci e condivido con te alcune riflessioni che mi sembrano verosimili: purtroppo fin da bambine ci hanno abituate a focalizzarci solo sui nostri difetti, su quello che non facciamo abbastanza bene (abbastanza per chi? Rispetto a cosa? Mah…), le maestre ci riempivano i compiti di segni rossi, belli evidenziati, per fare in modo che i nostri errori fossero subito individuabili e, anche se il loro scopo non era quello di farci del male, di sicuro questo metodo non ci aiutava a prendere più sicurezza in noi stesse.

Forse succede ancora oggi ma non sarebbe molto meglio se invece di dirci cosa non va ci dicessero come poter migliorare? Se invece di farci sentire sbagliate, non abbastanza intelligenti o volenterose ci aiutassero concretamente a sviluppare le nostre capacità?

Invertire questa tendenza non è affatto facile, ci ritroviamo adulte, con famiglia, lavoro e responsabilità e sotto sotto siamo ancora per certi versi dei bambine insicure con una tremenda paura di sbagliare! Temiamo di esporci, di non essere abbastanza belle, abbastanza forti e lasciamo che il giudizio degli altri diventi più importante di ciò che pensiamo, di ciò che desideriamo e che ci farebbe stare bene.

Una soluzione che possiamo mettere in atto da subito è sforzarci di guardare il bello e il buono che c’è nella nostra vita. Sì lo so che non è facile perché siamo talmente abituate a lamentarci che spesso non lo vediamo neppure ma sono testimone che se cominciamo a farlo ogni giorno sarà come fare un piccolo “Happy Training”: miglioreremo sempre di più e nel giro di poche settimane ci salteranno agli occhi molte più cose belle che cose brutte.

La felicità è come un muscolo: va allenata!

Ti svelo un piccolo trucco che ho usato nel periodo dell’ Happy Training e che mi è stato utilissimo: ogni giorno scrivevo sulla mia agenda un mini obiettivo, per esempio “Oggi voglio trovare qualcosa di buono in una delle mie clienti e dirglielo”, oppure “Oggi voglio trovare un aspetto positivo di mio marito e farglielo notare” o ancora “Voglio vedere un punto di forza di quel lavoro che non mi piace” e così via. No ci sono limiti, qualsiasi aspetto della tua vita può essere guardato con una prospettiva diversa, basta allenarsi!

Immagina come migliorerà la tua vita quando sarà più ricca di pensieri, parole, persone e avvenimenti buoni per te! Allora, qual è il primo obiettivo del tuo Happy Training?

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

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“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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È ORA DI ESSERE EGOISTA

Lo so che quando senti questa parola la tua prima reazione è negativa, essere egoista viene inteso come qualcosa di non buono, come togliere qualcosa agli altri a favore di se stessi.

D’accordo, posso capirlo, ma è davvero così sbagliato pensare prima a te stessa? È davvero così impensabile cominciare a far piacere innanzi tutto a te e poi pensare anche agli altri?

Ci sono dei valori nella vita che per me sono fondamentali: i figli, la famiglia, gli affetti più cari, l’amicizia, la salute, il lavoro. Pensandoci a mente fredda mi chiedo se sia così vero che tutto ciò debba venire prima di quello che io desidero per me, per essere davvero felice.

In genere qualsiasi madre darebbe la vita per i propri figli, qualsiasi figlia farebbe qualunque cosa per i suoi genitori, un’ottima amica correrebbe in soccorso di chi la chiama anche alle tre di notte! Non sto parlando di situazioni al limite, sto parlando della routine di ogni giorno.

Spesso sei talmente presa da tutto quello che DEVI fare e che gli altri si aspettano da te che perdi completamente di vista i tuoi desideri.

SEI PERSONA O SCHIAVA DEL SISTEMA?

Purtroppo cresciamo con il pensiero di dover fare sempre tutto per gli altri, con l’idea che tu, donna lavoratrice, terrai il tuo posto in ufficio o in negozio fino alla chiusura, finché non avrai portato a termine i tuoi compiti e tu, mamma e moglie, potrai pensare un po’ a te quando avrai finito le tue faccende, quando la casa sarà in ordine, quando il frigorifero sarà pieno, quando tutti quelli della tua famiglia saranno sistemati. Se rivesti questi ruoli allo stesso tempo, auguri! Se ti va proprio bene, ti dedicherai a te stessa e a quello che ti piace quando sarai talmente stanca che ti addormenterai e buonanotte.

Se sei convinta che lo scopo della tua vita sia quello di occuparti degli altri arriverai ad un punto in cui non ci sarà più niente a darti veramente gioia, compresa la tua immagine allo specchio. Arriverai al punto di non riconoscerti più e quando, in quel momento, avrai bisogno di aiuto, di sostegno e di conforto è probabile che chi ti sta vicino non soltanto non lo capirà ma, vedendo i tuoi segnali d’insofferenza, penserà che sei cambiata, sei diventata egoista, non sei più quella di una volta, si sentiranno defraudati delle tue attenzioni che fino a quel momento avevi elargito senza mai risparmiarti!

Se non sarai tu a regalarti quel tempo, se non sarai tu ad ascoltare te stessa, a capire quello che ti rende felice e a prendertelo, consapevole che te lo meriti tutto, non credere che lo farà qualcun altro, non sperarci!

IL CENTRO DELLA TUA VITA SEI TU

Voglio dirti qualcosa che forse ti farà storcere un po’ il naso, soprattutto se sei una mamma: RICORDATI CHE TU SEI LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA.

Sì, proprio tu. Certo, i figli sono il bene più prezioso e un grande motivo di gioia e orgoglio ma non sono L’UNICO motivo di gioia e orgoglio.

Quando sarai lì, davanti a quello specchio e non ti riconoscerai più, quando ti chiederai dov’è finita quella ragazza che aveva tanti sogni e speranze, che sorrideva con le amiche, che immaginava un futuro felice credi forse che il fatto di essere mamma, moglie, figlia e amica potrà essere la risposta?

Sai perché ti dico tutte queste cose che sono anche un po’ forti? Perché la nostra bellezza, la nostra radiosità e la nostra luce provengono prima da dentro.

Un po’ come quando siamo innamorate con il sorriso perenne e gli occhi sognanti, la testa che proprio non vuole rimanere sul collo, la mente che vaga felice immaginando le cose belle che potrebbero succedere. Ecco. Quello che ti serve è innamorarti di te stessa e per farlo devi piacerti, dentro e fuori.

Arriva un momento nella vita in cui è necessario fermarti per guardare dentro di te e capire se ciò che sei e che fai ti soddisfa davvero. Non contano gli altri, non conta il parere del marito o i condizionamenti dei tuoi genitori: conta solo quello che vuoi davvero.

Cominciare o ricominciare a mettere i tuoi sogni, i tuoi bisogni e i tuoi desideri prima di ogni altra cosa non è da egoisti, è sopravvivenza, è bisogno di sentirsi profondamente soddisfatte di sé, è quel propulsore che ti spinge a dare il meglio in tutto ciò che fai! È arrivato il momento di dedicarti ad una persona stupenda: TE STESSA!

SII FELICE DI TE STESSA E PER TE STESSA, LA GIOIA SI PROPAGA

Ti assicuro, l’ho provato sulla mia pelle: quando comincerai a riappropriarti della tua volontà sarai molto più felice, più aperta con chi ti sta intorno, più paziente, più amorevole e proprio coloro che all’inizio ti remavano contro credendosi defraudati delle tue attenzioni saranno i primi a beneficiare del tuo meraviglioso rinascere e sbocciare. Incredibilmente la felicità di chi ti sta vicino dipenderà direttamente dalla tua, che dici, può valere la pena provarci davvero?

IL PIÙ GRANDE DONO CHE PUOI FARE A CHI TI AMA È AMARE TE STESSA. Fabiana Sacco

Questo articolo è stato scritto dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

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Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it





SILVIA AMOROSINO E L’ALOPECIA: STORIA DI UNA DONNA CHE HA SCONFITTO LE SUE PAURE

Silvia Amorosino soffre di alopecia. Da quando era adolescente non ha più capelli, sopracciglia né peli sul corpo. È una ragazza che ha un sorriso dolce e lo sguardo limpido di chi non si nasconde, o meglio, non si nasconde più. All’età di 15 anni era già praticamente calva. La strada che ha percorso per stare bene con se stessa è stata lunga e non certo priva di momenti davvero difficili ma oggi è una trentenne super tosta e fare quattro chiacchiere con lei è stato divertente e a tratti anche un po’ commovente (una lacrimuccia mi è scesa ma questo non gliel’ho detto).

Ecco allora per voi la trascrizione della nostra chiacchierata.

Silvia, dopo che hai perso i capelli cosa è successo?

A 15 anni io e la mia parrucca siamo andate negli Stati Uniti, in California. Ho affrontato questo viaggio da sola e soggiornavo presso una famiglia. Stavo sempre chiusa in casa, non mi andava di farmi vedere in giro,anche se di fatto non conoscevo nessuno e dovevo ancora elaborare quello che mi stava succedendo. Oggi abbiamo i social, su Internet si trova di tutto e di più: abbiamo accesso a qualsiasi tipo di informazione e basta un click per entrare in mondi virtuali che possono esserci utili per risolvere i nostri problemi o per fare comunità, all’epoca io mi sentivo sola e pensavo che la mia esperienza con la perdita dei capelli fosse qualcosa che riguardasse soltanto me, i social non erano popolari come oggi per cui non avevo modo di uscire dal mio bozzolo, era più difficile conoscere persone che vivessero il mio stesso problema.

Vedendomi sempre chiusa in camera mia, la mia mamma americana mi consigliò di cercare su Internet dei gruppi di sostegno sull’ alopecia. Lo feci e scoprii un mondo!

Non avevo idea di quante persone vivessero la mia stessa realtà e condividessero i miei stessi sentimenti. In questi siti leggevo storie di ragazze come me, raccontavano cose che conoscevo perfettamente e descrivevano le stesse situazioni che anch’io vivevo ogni giorno! In quel momento mi resi conto che non ero sola e un senso di appartenenza si risvegliò dentro di me: anch’io, come loro, potevo imparare ad accettarmi!

Il mondo virtuale ti è stato utile allora!

Certo, è stato fondamentale per sbloccarmi! Mi sentivo finalmente parte di una comunità! Anche altri avevano le mie difficoltà, anche per gli altri era difficile uscire da quella situazione e, leggendo le testimonianze di chi, come me, aveva perso i capelli, si sentiva a disagio e faticava ad accettare la situazione, prendevo sempre più consapevolezza di poter anch’io uscire da mio guscio.

Silvia indossa i suoi turbanti con eleganza, rendendo il suo look super trendy

Cosa è successo a quel punto?

Il primo passo davvero importante che ho fatto è stato uscire senza la parrucca! Ero divisa a metà tra la paura di mostrarmi agli altri e la voglia di dire BASTA a quella che io chiamavo LA MASCHERA DI FERRO, sai come quella del film con Di Caprio. Pensavo che gli altri non dovessero vedermi senza capelli…MA PERCHÉ?

Quindi avevi paura a mostrarti senza parrucca?

Altroché! Ho fatto uno step intermedio: dalla parrucca, che mi teneva caldo, mi pesava e che non sopportavo proprio più, sono passata al turbante. Mi ha aiutata, ma considera che in quel modo si vedeva che non avevo i capelli per cui sapevo che chi mi incontrava se ne accorgeva subito e poteva pensare che ero malata. Mi sono sentita nuda, indifesa ed esposta. La mia convinzione era che SE NON HAI I CAPELLI SEI BRUTTA e io non volevo essere brutta e non volevo sembrare malata. Da lì a mostrarmi anche senza turbante c’è voluto un po’ di tempo ma l’ho fatto, anche perché ballavo il tango argentino ed era abbastanza scomodo farlo con quel peso sulla testa!

Il tango argentino, una delle passioni di Silvia

Ripensandoci adesso, le tue paure erano fondate? Hai davvero incontrato persone che ti hanno giudicata o derisa?

Ho sofferto, Sì, ci sono stati e ci sono tutt’ora commenti cattivi e giudizi stupidi ma mi hanno aiutata a forgiare la mia armatura. Ho imparato a farmi scivolare via queste persone e ciò che dicono. Spesso mi sento dire che anche se non ho i capelli ho un bel viso, come se questo fosse abbastanza, provate voi ad essere calve e poi vediamo se vi accontentate di avere un bel viso! Che poi, sai cosa ti dico? Quando siamo noi in primis ad avere confidenza con noi stesse e ad accettarci, allora lo fa anche il mondo. Se lo dico io puoi credermi, qualunque sia la tua situazione, se la porti con orgoglio, dignità e un sorriso, gli altri non la vedranno come un problema o un motivo di scherno. Il personaggio che dà fiato alla bocca c’è sempre ma lascio che ciò che dice sia un problema suo. Se mi amo il mondo mi ama, se mi accetto il mondo mi accetta, quindi a me la scelta.

Silvia, cosa vuoi dire a chi ha paura di mostrarsi per com’è?

Innanzi tutto che convivere con la paura è impensabile! Come fai a stare bene se temi sempre il giudizio degli altri? Io voglio stare bene e sono certa che lo vogliano anche gli altri, per cui sappiate che LE PAURE SVANISCONO. Sì, il difficile è fare il primo passo ma una volta fatto è tutto più semplice! Alla fine ho capito che abbiamo così paura di ciò che pensano gli altri perché in fondo temiamo di non essere amati. Quando ero una ragazzina sognavo un ragazzo innamorato che mi guardasse negli occhi, mi togliesse la parrucca e mi desse un bacio sulla testa pelata, quello che è successo invece è che quel bacio d’amore me lo sono data da sola, per poi prendermi anche quello di chi mi ama.

La bellezza senza la “maschera di ferro”

Grazie Silvia, questa immagine è stupenda, io e Curvy Pride ti ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi la tua storia!

È stato un piacere, i valori della vostra Associazione sono esattamente i miei per cui mi ha fatto piacere raccontare un po’ di me!

Questa intervista è stata scritta dalla socia e membro della staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è faby.png
Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
MAIL fabythecurvycoach@gmail.com o mi trovi su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it





SCELTE DI VITA: LA MIA STORIA DI MAMMA SINGLE

Siamo donne, ragazze, madri, compagne, mogli, figlie, imprenditrici, dipendenti o casalinghe, ricopriamo tanti ruoli, non siamo mai soltanto una cosa sola. La nostra vita è senz’altro disseminata di momenti che ci hanno segnate, di scelte che abbiamo fatto, di paure che in qualche maniera abbiamo dovuto superare.

Conosco donne che erano terrorizzate dall’idea dei dolori del parto e poi, nonostante li abbiano provati, hanno avuto altri figli. Conosco donne che hanno fatto scelte coraggiose, magari avendo tutti contro, eppure hanno seguito il loro cuore o il loro cervello.

A ben pensarci tutti i giorni scegliamo: dalla cosa apparentemente più insignificante, tipo “Cosa mi metto oggi?” a quella più complessa tipo “Come gestisco quel cliente?” la nostra vita è una continua oscillazione tra ciò che potremmo fare, desideriamo fare, dobbiamo fare, vogliamo fare e speriamo di fare. Spesso decidiamo senza neanche rendercene conto.

Anch’io per molti anni ho pensato di aver fatto certe cose nella mia vita perché non avevo scelta. Dopo essere diventata mamma, a 27 anni, mi sono separata quasi subito. Il mio ex marito se n’è andato, lasciandomi con la piccola di 9 mesi. Oggi le cose sono sistemate, non ce l’ho con lui, lo racconto soltanto per contestualizzare il periodo.

Ero già abituata a gestirla io in tutto e per tutto perché allattavo ed ero in maternità, avevo modo di seguire la bimba nei suoi orari e al mattino potevo dormire un po’ di più se anche lei dormiva. Quello che ho vissuto separandomi è stato come un brusco risveglio: dopo tanti anni in cui ero parte di una coppia, avevo bene o male sempre una persona su cui poter contare, qualcuno a cui poter delegare le incombenze che non volevo, mi sono trovata SOLA. Ora dovevo pensare io a tutto.

Alessia a 3 anni dopo la merenda con la Nutella!

Ho sempre lavorato a tempo pieno per cui mi ero dovuta muovere per trovare un nido, iscriverla, fare l’inserimento coi relativi sensi di colpa prima di riprendere il lavoro. Al mattino ci svegliavamo presto, facevamo colazione, preparavo lei e me e la portavo all’asilo per poi andare a lavorare. Nel pomeriggio la riprendevo intorno alle 18 e poi cominciava la seconda parte della giornata in cui giocavamo, facevo la spesa, cucinavo, pulivo, bagnetto, pigiamino, coccole, favole e nanna. Era diventata una routine tenera e al contempo micidiale.

La mia fortuna sono stati i nonni, tutti e quattro: su di loro ho sempre potuto contare. Il venerdì il nonno paterno andava a prenderla all’asilo e la teneva a dormire da loro, per cui avevo una serata alla settimana in cui ero “libera”. Talvolta uscivo e mi regalavo un po’ di tempo non da mamma, ero solo Fabiana, potevo uscire a cena con gli amici, potevo andare in discoteca, potevo fare quello che non facevo quando c’era lei. La realtà era che il più delle volte ero talmente stanca che me ne stavo a casa, considerando anche il fatto che all’epoca i miei amici erano in situazioni diverse dalla mia: i miei coetanei erano fidanzati o appena sposati e uscivano con le coppie, delle mie amiche single non riuscivo a tenere il passo, loro avevano altri interessi e poi magari arrivavano tardi perché il sabato non lavoravano, io alle 9 del mattino dovevo presentarmi al lavoro in buono stato e presente a me stessa, per cui evitavo di folleggiare come loro (non le giudico, lo avrei fatto se il mio giorno di riposo fosse stato il sabato). Avrei potuto farmi tenere la bambina qualche volta nei fine settimana ma già la vedevo poco, lei stava più volentieri con me e io ero felice di coccolarmela, in più ho sempre pensato che se fai i figli poi te li devi anche smazzare, non me la sentivo di “mollarla” per andarmi a divertire. Giusto o sbagliato che sia, ho fatto quello che mi sembrava buono in quel momento.

Io e Alessia quando aveva 4 anni

Io sono stata la prima a sposarmi, avevo appena 22 anni. Ho fatto tutto prima degli altri: quando a 30 ero già mamma di una bimba di 3 anni e separata da un po’ c’era chi si doveva sposare, chi era single, chi aveva appena trovato lavoro e chi passava il suo tempo libero a prenotare tavolini in discoteca. Mi sentivo fuori dal mondo. Io dovevo far quadrare i conti, litigando col mio ex, facendo bella faccia davanti ai miei genitori perché non volevo preoccuparli, dovevo pensare a tutte quelle cose che avevo sempre delegato a lui: il bollo, il tagliando, l’assicurazione, la revisione. Affitto da rinnovare, burocrazia da sbrigare, insomma, tutte cose che detestavo (infatti mi è successo di scordarmene, pagando multe che non mi potevo permettere).

La Fabiana di oggi gestirebbe certe cose in maniera diversa, sarebbe molto più brava con la burocrazia, si sarebbe appoggiata di più agli amici, alle persone care, avrebbe chiesto aiuto e si sarebbe confidata coi genitori ma la Fabiana di oggi ha 18 anni di esperienza in più, sa molte più cose, è meno rigida con se stessa ed è un’altra persona!

Perché vi racconto tutto questo? Perché sono certa che qualcuno di voi, leggendo la mia storia, starà pensando che sono stata brava, che ho avuto tanta forza, che sono una persona che, nonostante le difficoltà, si è fatta coraggio e ha tirato su una figlia praticamente da sola, una figlia che oggi, alla soglia dei 18 anni, è una ragazza meravigliosa, matura, che mi sostiene e mi adora, con cui ho un rapporto splendido e unico e di cui io vado fiera, per usare un eufemismo.

Il nostro rapporto giocoso

Per anni ho pensato di non aver fatto poi granché. Quando qualcuno mi faceva notare queste cose per farmi un complimento io rispondevo: ” E che altro avrei potuto fare? Non avevo scelta! Dovevo fare ciò che ho fatto, non c’erano opzioni”. Solo da poco ho invece capito che c’erano eccome le opzioni! Avrei potuto fare tutto diversamente!

In primo luogo avrei potuto smettere di pagare un affitto e tornare dai miei, non mi avrebbero mai detto di no. Avrei avuto un grande aiuto ma io questo non l’ho mai preso in considerazione: avrei rinunciato a quel po’ di indipendenza che avevo, avrei dovuto rinunciare al mio tempo esclusivo con mia figlia, non saremmo state mai solo io e lei e poi avrei pesato troppo sulla vita dei miei. Mia mamma era in pensione, si poteva godere un po’ la sua vita dopo 40 anni di fabbrica, con che cuore le avrei sconvolto la vita? (Lo avrebbe fatto, è la mamma più meravigliosa del mondo).

Avrei potuto mollarla nei fine settimana, come facevano molte mie clienti: mi invitavano con loro a week end al mare, in giro per negozi, a divertirmi. Io non avevo né i soldi né il cuore per farlo, se pensavo che mentre io ero in piscina a chiacchierare mia figlia era piazzata davanti alla tv dai nonni, per cui me la tenevo sempre con me quando non ero al lavoro. Ero felice così.

In effetti, ripensandoci, avevo eccome la scelta, solo che in quegli anni non la vedevo, il mio cervello non la percepiva. Questo è ciò che voglio dire a tutte voi meravigliose donne che credete di non fare niente di grande: ogni giorno facciamo qualcosa di grande, e se cominciassimo a prendercene il merito?

Se cominciassimo a prendere atto che quello che facciamo è grande, è importante? È fondamentale essere noi per prime a riconoscerci il nostro valore altrimenti nessuno intorno a noi lo farà! Non aspettiamo che il mondo si accorga di quanto valiamo, scriviamocelo in faccia e mostriamolo con orgoglio. Non per vanto, non per essere meglio degli altri ma per essere d’ispirazione, per aiutare chi ha bisogno di un’iniezione di autostima, chi ha bisogno di vedere che se l’ho fatto io allora puoi farlo anche tu.

Riconosciamo tutte le nostre doti e mostriamole con dignità, con tenerezza e con la forza aggraziata di cui siamo capaci noi donne e il mondo sarà da subito un posto un po’ più bello per tutti.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Fabiana Sacco che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una coach e la sua più grande passione è aiutare tutte le donne che vogliono stare bene nella loro forma fisica, qualunque essa sia.
Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo”!
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