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BARBARA CHRISTMANN E IL NUOVO CALENDARIO BEAUTIFULCURVY 2018!

Barbara Christmann non ci lascia MAI SOLE!

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E’ pronto il Calendario BeautifulCurvy 2018!

E ci accompagnerà anche per tutto il nuovo anno!

Calendario 12_7672Un messaggio di positività e un inno alla diversità, dove ognuna delle 22 protagoniste, provenienti da tutta Italia, da Nord a Sud, ha potuto esprimere liberamente ciò che è e come si sente con sé stessa, dimostrando quanto la bellezza non sia nell’occhio di chi guarda, ma di chi si guarda.

Un progetto di respiro sociale, volto a catturare l’attenzione e sensibilizzare, stimolando ad andare oltre il corpo, che pur fungendo da mezzo di espressione e comunicazione contiene al suo interno molto di più.

La nuova Edizione del Calendario prenderà forma anche attraverso una MOSTRA FOTOGRAFICA allo SpazioKappa 32, di Via Kramer 32 a Milano, con l’inaugurazione il 10 Gennaio 2018 e visibile sino al 24 Gennaio.

Un invito, quindi, a non fermarsi davanti alle apparenze, a procedere oltre il pregiudizio che accomuna ogni essere umano, cercando di guardare secondo una prospettiva diversa, che non nega o limita la fisicità, ma la accoglie, scoprendo che esiste ben altro, ambasciatrici di una rivoluzione culturale in corso, ognuna con un proprio vissuto, spesso legato alla sofferenza, come un fil rouge che lega i loro racconti, ma anche l’energia oggettiva che le contraddistingue e quell’atteggiamento di libertà che non le imprigiona nel giudizio.

Un’occasione per mostrarsi senza ritocchi, maschere o particolari artifici, semplicemente per come si è, con le proprie forme e la propria età, andando contro uno stereotipo che lentamente sta lasciando il posto alla bellezza della diversità, perché la perfezione in natura non esiste e l’accettazione profonda parte proprio da qui, dalla diversità come elemento distintivo di originalità e bellezza. Una bellezza che parla di unicità, quella che differenzia ogni essere umano, che come tale ha il diritto di essere ed esistere proprio grazie alla sua specificità.

Grazie BARBARA CHRISTMANN!

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GIULIA GAMBINO E … IL FASCINOSO MONDO DEI TATUAGGI!

Sono Giulia Gambino e, insieme a Curvy Pride, vorrei aprire una finestra sul fascinoso e misterioso mondo dei tatuaggi. Domande, curiosità, scambi di opinioni, interviste, false credenze per colorare… la mia e la nostra vita!

Scrivetemi su curvypride@gmail.com oppure su giuliagambino.official@gmail.com

Secondo le credenze un tatuaggio deve avere un significato preciso, nel mio caso non è stato sempre così.

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Ho più di 20 tatuaggi e non tutti hanno una storia dietro, talvolta sono semplicemente macchie di colore che mi hanno aiutata ad amare parti del mio corpo che prima non accettavo.

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Alcuni dei miei tatuaggi sono stati realizzati da amici e amiche, non in tutti vedo un significato ma associo il tatuaggio alla persona che lo ha disegnato e al periodo in cui e stato inciso sulla mia pelle.

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Il mio corpo lo preferisco ora rispetto a qualche anno fa, è più grazioso e colorato, racconta qualche storia ed è sicuramente più amato da me stessa.

Giulia Gambino

Ciao sono Giulia, tanti mi definiscono una ”curvy diversa”. Io mi ritengo solo un po’ più colorata. Sono una modella alternativa e faccio parte del sito americano Suicidegirls.com. A differenza delle altre curvy sono spesso ritratta in foto di nudo, cosa che purtroppo fa ancora tanto scalpore in Italia, nonostante ciò sui social ho sempre trovato la doppia faccia della medaglia: chi associa la donna tatuata, con capelli colorati a qualcosa di ”illegale” e chi invece apprezza il fatto che si possa osare e mettere in mostra ciò che siamo veramente senza dare problemi a nessuno.

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CALENDARIO BEAUTIFUL CURVY 2017 – IL SOGNO CONTINUA!

Barbara Christmann è l’ideatrice e la curatrice del Calendario Beautiful Curvy 2017, un progetto giunto alla sua quinta edizione. Un inno alla vitalità, alla forza interiore, alla bellezza in tutte le sue forme!

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Nato da un desiderio di rivalsa e dalla voglia di lottare contro la discriminazione ponderale, Barbara è riuscita a proclamare il diritto ad esistere sempre e comunque attraverso una prospettiva differente, capace di soffermarsi più sul contenuto che non sul contenitore.

I ritratti fotografici sono stati realizzati da Stefano Bidini, fotografo di moda che ha sposato il progetto a partire dalla sua prima edizione.

Le protagoniste e i protagonisti che ci accompagneranno nei dodici mesi del 2017 non sono definiti “modelle e modelli”, ma ambasciatrici e ambasciatori di un inno alla vitalità, alla forza interiore, alla bellezza in tutte le sue forme.

Provenienti dal nord al sud Italia, sino al Brasile, l’Africa e la Colombia, perché la diversità risiede anche nel territorio. Una vera celebrazione dell’essere diversi eppure mossi dallo stesso obiettivo, quello di sensibilizzare l’opinione pubblica mettendoci faccia, corpo e spirito.

Donne e uomini, diversi per età, provenienza e stile, ma spesso accomunati da storie di esclusione, derisione e scherno, per non essere conformi a cliché e stereotipi di perfezione creati da un sistema, troppo spesso incurante delle difficoltà psicologiche e fisiche che riesce a generare. Un sistema che vorrebbe condizionare al punto da omologare ogni singolo individuo, unico e magico proprio per quella sua diversità.

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Il Calendario Beautiful Curvy 2017 rappresenta uno strumento attraverso il quale proporre un modello positivo, che possa aiutare a comprendere che ciò che davvero conta è l’amore per se stessi, al di là della forma che lo contiene, il rispetto della diversità, nella quale risiede l’esclusività di ogni singolo essere umano, sostenendo un concetto di benessere legato alla capacità di stare bene nel proprio corpo, in salute, sollevando, così, chiunque dal senso di inadeguatezza e frustrazione nel perseguire qualcosa che in realtà non ci appartiene.

Brava Barbara!

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Per scaricare il calendario vai su www.curvypride.it oppure su www.beautifulcurvy.com

Per ordinare l’edizione cartacea scrivi a calendario@beautifulcurvy.com

 

#MyCurvyPride: GIULIA GAMBINO

Sono una donna senza maschere e dall’anima umile che non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno. Sono tutto quello che potete vedere: franchezza, integrità, coraggio e dignità.

Chi sei? Ciao sono Giulia, tanti mi definiscono una ”curvy diversa”. Io mi ritengo solo un po’ più colorata. Sono una modella alternativa e faccio parte del sito americano Suicidegirls.com. A differenza delle altre curvy sono spesso ritratta in foto di nudo, cosa che purtroppo fa ancora tanto scalpore in Italia, nonostante ciò sui social ho sempre trovato la doppia faccia della medaglia: chi associa la donna tatuata, con capelli colorati a qualcosa di ”illegale” e chi invece apprezza il fatto che si possa osare e mettere in mostra ciò che siamo veramente senza dare problemi a nessuno.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride per me è una possibilità, la possibilità che tutte le donne con le forme hanno a disposizione per sentirsi valorizzate, cosa che aimè non sempre e facile.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Diciamo che inizialmente mi hanno proprio ”ammazzata” sui social. Fino a pochi anni fa non esistevano le modelle curvy, quindi qualunque ragazza che volesse in qualche modo entrare nel campo della moda non veniva solo scartata ma anche spesso e volentieri sottovalutata come persona, che secondo me è una delle violenze psicologiche peggiori.

Come hai reagito? Ho cercato di fare una cosa che sapevo avrebbe avuto riscontro, semplicemente con il mio corpo: una campagna fotografica contro la violenza sulle donne. Shooting me è il titolo del progetto composto da fotografie che mi ritraggono nei panni di una donna che ha subito violenze. Quando i social hanno iniziato a vedere articoli di quotidiani locali che parlavano di questo progetto hanno rivalutato la mia persona, perché purtroppo come dicevo prima una donna tatuata e con capelli colorati rappresenta ancora qualcosa di anomalo.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Beh oggi giorno è sempre più facile riuscire ad accettarci per quelle che realmente siamo poiché molte linee di abbigliamento supportano le taglie comode. Ora possiamo anche noi indossare un buon capo con le stesse caratteristiche di un capo in taglia normale.  

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza sta negli occhi di chi guarda, così dice il proverbio e io mi baso su questa filosofia. Se noi tutti notassimo il lato bello di ogni cosa sicuramente vivremmo in un mondo migliore.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Laura Brioschi e Alessia Santi da sempre sono i miei idoli curvy. Sono donne sempre sorridenti e questo credo sia una cosa veramente bella, purtroppo viviamo in un momento socio-politico-economico difficile e sempre meno persone hanno la forza di sorridere, io stessa spesso ho dei momenti malinconici (come tutti credo) ma guardando loro non può mancare il coraggio e la voglia di sorridere ancora.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Mi piacerebbe cambiare il modo di vedere una donna curvy per la società e far sì che una ragazza formosa agli occhi di un uomo e dell’intera società abbia lo stesso valore, non parlo di bellezza perché è una cosa relativa ma valore personale, cosa che purtroppo spesso ci tolgono.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? I fianchi, mi ricordano molto il ritratto della Venere di Botticelli.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Rivoluzione Sociale.

Una frase che ti rappresenta? La curva più attraente del corpo di una donna è il suo sorriso.

BARBARA CHRISTMANN: LEI E LE SUE BEAUTIFUL GIRLS!

Barbara Christmann è  una redattrice di moda e stilista italo-tedesca che lavora nel campo della moda da oltre 25 anni. Prima per delle testate tedesche e da quasi cinque anni per il suo blogmagazine Beautifulcurvy si è totalmente dedicata a valorizzare le donne con le curve! In più ci incuriosisce con articoli a 360 gradi. In tantissimi ormai la conoscono come l’ideatrice del Calendario BeautifulCurvy!

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Barbara, quando e come è nata l’idea del calendario Beautiful Curvy? L’idea è nata, perché per i giornali ho sempre organizzato dei servizi fotografici. Allora perché non fare un progetto più grande e coinvolgente per ritrarre le donne curvy in modo estetico e reale? 

Qual è il messaggio che vuoi diffondere con questo progetto, divenuto ormai un’istituzione? Il calendario vuole essere un punto di riferimento per molte donne che hanno sofferto a causa della loro fisicità diversa dai canoni imposti. Si rivolge alle donne che hanno voglia di mettersi in gioco per mostrare ad altre che si può stare bene con dei chili in più. Da non confondere con l’idea che “grasso è bello”, ma di imparare a stare bene con se stesse, senza lasciarsi condizionare dagli altri.  

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Cosa cerchi in una ragazza quando fai le selezioni per il calendario? Cerco ragazze che hanno un cuore, una coscienza, la voglia di portare avanti un discorso di stare bene con se stesse per trasmetterlo ad altre come loro, per trasmettere accettazione e benessere.

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Quante soddisfazioni hai ottenuto con questo progetto! Ce ne vuoi raccontare qualcuna? Sono soprattutto soddisfazioni personali, le ragazze diventano un po’ come le mie figlie che indirizzo con consigli per aiutarle a crescere come essere umano e trovare la strada giusta personale e professionale. Con molte sono ancora in contatto anche se vivono in giro per l’Europa. Qualcuna è diventata mamma e ho creato una specie di comunità, dove si possono chiedere consigli, confrontarsi, parlare ed aiutarsi a vicenda. Una volta che una ragazza ha fatto il calendario, entra nel gruppo delle beautiful girls, ma non  ci sono solo le “ modelle”, ma anche tante donne che non hanno fatto il calendario, sostenitrici del progetto di valorizzazione della bellezza naturale, femminile con le curve.  

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Immaginiamo, però, che dietro questo progetto ci siano tanti sacrifici, vero? Certo è un grande lavoro tra la ricerca degli sponsor, la comunicazione continua, fare capire alle aziende il valore socio-culturale dietro a questo progetto. Per fare il calendario lavoro diversi mesi perché non è solo il casting. Quest’anno si sono candidate quasi 600 ragazze, ma purtroppo tante non leggono neanche quello che scrivo, ma mandano foto senza indicazioni di nome, età, altezza, taglia e soprattutto la motivazione. Si perde tantissimo tempo inutilmente questo mi fa anche pensare, quanto interesse possono avere queste fanciulle nel calendario ?  Ogni anno decido un mood per trasmettere ogni volta una storia diversa, ma interessante. Sono mesi di tanto lavoro tra la ricerca sponsor, la ricerca delle ambasciatrici giuste, la realizzazione del calendario, la scelta delle foto e tutta la promozione dopo sui media. Inoltre ogni giorno qualcuna mi scrive per sapere quello che già c’è scritto, se solo leggesse.       

Come vivi l’intenso periodo di selezioni, preparazione e realizzazione del calendario? Quest’anno sono malata da un mese e non riesco a riprendermi, ma ho anche un anno molto pesante alle spalle. Lavoro sempre senza tregua, perché credo in quello che faccio. Il calendario viene pensato e realizzato passo dopo passo, ma sul set durante lo shooting deve essere tutto organizzato in modo che fili tutto liscio. Comunque è molto impegnativo e faticoso a livello fisico e mentale.

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Barbara, cosa è per te, intimamente, il Calendario Beautiful Curvy? Il calendario è una piccola rivoluzione per cambiare la visione della bellezza naturale e femminile. Non esistono calendari curvy con vari sponsor e tante belle donne tutte diverse. Mi fa piacere che il progetto cresce ogni anno di più sia come visibilità che come importanza. Quest’anno due ragazze si sono fatte notare Laura Brioschi, madrina del calendario e Paola Torrente, Miss Italia Curvy.

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Cosa consiglieresti a una ragazza che vuole “fare la modella!”? Fare la modella è un lavoro come tanti altri, si deve essere proporzionate, fotogeniche, essere curate nel aspetto ( pelle, capelli, unghie) e disposte a viaggiare spesso per poter lavorare. Essere disponibili a fare sacrifici senza lamentarsi, non è tutto rose e fiori.

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Quali sono le caratteristiche fisiche che una modella curvy professionista deve avere? Un bel fisico proporzionato, fare sport, mangiare sano ed equilibrato, curarsi sempre capelli, pelle, trucco, unghie.

E quali sono quelle caratteriali? Deve essere disponibile, gentile, puntuale e forte, per non abbattersi se le dicono che non va bene.

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Barbara, fai direttamente tu un augurio per il suo futuro alla tua creatura: il calendario Beautiful Curvy? Che possa essere sempre di più un punto di partenza per molte donne per imparare a valorizzarsi, amarsi e trasmettere il messaggio ad altre donne. Come dice Laura Brioschi curvy is not a crime!

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MONICA BURRASCHINI e le sue passioni: il gruppo CURVY RE-LOVE-TION e la FOTOGRAFIA!

Monica, ti conosciamo come la “colonna portante” del gruppo CURVY RE-LOVE-TION. Potresti riassumere in poche parole cos’è e di quali tematiche si occupa? Curvy ReLOVEtion è un gruppo nato con l’intenzione di accogliere donne di ogni fisicità, ma si rivolge ovviamente e principalmente a donne con le curve con lo scopo di insegnare loro ad accettarsi.
Spesso ho avuto modo di conoscere donne con gravi insicurezze e con un vissuto molto problematico a causa del peso, del rapporto conflittuale con il proprio corpo in relazione alla società in cui viviamo, in cui GRASSO sembra significare brutto, sbagliato, inadeguato.

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Perché sono presenti solo donne nel gruppo? Sono presenti solo donne perché il gruppo è nato come un salotto in cui conversare in modo molto intimo e confidenziale. Spesso ci capita di condividere storie toccanti, problematiche legate alle relazioni o più semplicemente foto in cui veniamo ritratte “senza filtro”, cosa che spesso ci riesce difficile in presenza di uomini. Cerchiamo di tutelare questa piccola oasi tutta al femminile per avere sempre un posto sicuro dove stare fra Amiche.

Quanto impegno richiede la gestione di un gruppo così intimo e profondamente emozionale? Il gruppo è stato voluto e creato da un’altra ragazza che ben presto si è dovuta avvalere della collaborazione di altre due persone per la gestione, fra le quali anch’io. Nel giro di un anno mi sono ritrovata come unica amministratrice mentre il gruppo cresceva giorno dopo giorno. L’impegno e la costanza per portarlo avanti sono stati davvero tanti. Gestire un gruppo di più di 500 donne (DIVENTATE OGGI CIRCA 800) non è stato sempre semplice, ha comportato una componente emozionale molto forte e un’attenzione continua, 24 ore su 24.
Fortunatamente “Il Gruppo” è sempre stato molto coeso, ragazze che come me sono entrate a farne parte fin dall’inizio mi hanno sempre aiutata nella gestione, proponendo spesso nuove idee. Esiste infatti un regolamento che aiuta tutte a vivere all’interno di Curvy ReLOVEtion con partecipazione, continuità ed interesse con giorni a tema e argomenti con cadenze settimanali. Fra tutte le persone che mi hanno affiancata ho scelto di “ufficializzare” il ruolo di due in particolare per starmi accanto come amministratrici. Con Erica Cavaliere e Valentina Trovato c’è stato immediatamente affiatamento e sintonia e il gruppo è decollato.

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Quanto è importante l’aiuto reciproco per imparare ad amarsi? Io credo che sia FONDAMENTALE. Parlando della mia esperienza, in Curvy ReLOVEtion ho trovato una cura a tante delle mie problematiche. Amarsi non è semplice, anche dopo anni di quotidiano impegno, ci sono giorni in cui guardarsi allo specchio diventa difficile e doloroso. Condividere il nostro malessere, esteriorizzare il nostro senso di inadeguatezza, il nostro sentirci discriminate è tanto faticoso quanto terapeutico. Nel gruppo non c’è giorno in cui non ci sia qualcuno pronto a sostenerti, che capisce perfettamente quello che provi, che sta vivendo o ha vissuto la stessa sensazione. C’è sempre, SEMPRE, un’altra donna pronta a tenderti la mano.

Cosa ti spinge a continuare e a infonderci tanto amore e dedizione? Rispondere a questa domanda non è semplice… forse perché sento fortissimo il senso di appartenenza a questa che è diventata una famiglia. Non mi sento  leader ma parte del gruppo. Spesso uso la frase “vi mando un abbraccio che vi prende tutte” ed è così che realmente vivo la quotidianità di questo posto, sento il calore di  un abbraccio virtuale che infonde forza e coraggio, a me per prima.
Poi ho incontrato persone davvero incredibili, ho instaurato amicizie di un’intensità impensabile. Alcune le ho conosciute di persona, altre le incontrerò prima o poi. Sono doni impagabili, un regalo che la vita mi ha offerto.

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Però, Monica, non sei solo “CURVY RE-LOVE-TION”. Qual è la tua professione? Esatto. La mia professione in realtà è sempre legata alle emozioni e ho la fortuna di lavorare con un mezzo in grado di trasmetterle. Sono una fotografa. Da 5 anni faccio parte dello studio FLASH ARTE, con Lorena Cabrelle che coltiva questo progetto da 15.  Ci occupiamo di fotografia a 360° ma principalmente siamo fotografe matrimonialiste.

Cosa ami della tua professione? Amo il potere straordinario di creare ricordi, di cogliere sfumature e dettagli e di renderli tangibili. Amo il contatto con le persone e il poter vivere da vicino eventi emozionanti come il matrimonio. Amo riuscire a trasmettere attraverso la fotografia ciò che vedo e che soprattutto “sento”.

La soddisfazione più grande da quando lavori? La soddisfazione più grande è sicuramente quella di ARRIVARE alle persone. Un episodio avvenuto proprio qualche settimana fa è stato quello in cui la sposa, a fine giornata, ci ha congedate abbracciandoci in lacrime, commossa per la gioia di aver scelto noi. Non smetteva di ripetere che avrebbe fatto carte false per averci nel Loro giorno perché (testuali parole) abbiamo un qualcosa di speciale che non sapeva definire, ma che si sente, si avverte. Siamo tornate a casa stanchissime, come sempre, ma con il cuore pieno.

Consigli per una coppia di sposi alla ricerca del fotografo giusto? Oltre ad un discorso di competenze (noi siamo fotografe certificate ANFM, Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti), credo che sia fondamentale affidarsi a qualcuno che sia fortemente empatico e che sappia osservare non solo con gli occhi. Una giornata come quella del proprio matrimonio è carica di emozioni, ma anche di dettagli, di attimi, di gesti, di sorrisi che durano pochi istanti. Quello che noi facciamo è ESSERCI in quei momenti.

Una foto che non deve mai mancare come ricordo del proprio matrimonio? Una delle foto che non ci facciamo mai mancare è lo sguardo dello sposo all’ingresso della futura moglie. In quel momento l’attenzione è focalizzata sulla sposa, tutti stanno guardando lei avanzare con il cuore in gola. Noi amiamo dare spazio anche all’emozione dello sposo, che spesso ha un’espressione che è un mix di gioia, stupore, adorazione, agitazione, timore, innamoramento, commozione, tensione, e mille altre sensazioni che si ripeterà raramente nella vita (o perlomeno non con tutte queste emozioni insieme). 

Un consiglio speciale per una sposa curvy affinché resti innamorata delle immagine delle sue nozze? Io consiglio a tutte le spose e in particolare alle spose curvy di godersi la giornata senza pensare a null’altro che alla propria felicità. Non fatevi problemi per il vestito o il trucco o l’acconciatura. Vi dovete sentire belle, per voi stesse. Se sentite di essere esattamente come desiderate allora dimenticate qualsiasi possibile giudizio. Il vostro sorriso sarà il sole dell’intera giornata, anche nelle fotografie!

Per concludere. Monica, se dico DONNA? Donna. Che incredibile meraviglioso universo. Donna, guerriera sensibile. Tutto il resto è dentro ognuna di noi. 

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FLASH ARTE SNC

via Mazza, 1

Gavirate (VA)

Il racconto delle CURVE ITALIANE!

Martina, Francesca e Francesca, com’è stato questo primo viaggio insieme? Bello, veramente molto bello. Ha superato di gran lunga tutte le nostre aspettative in proposito.

Tre donne curvy da sole in viaggio… a piedi. Quali sono state le reazioni delle persone che incontravate per strada? Riteniamo sia stata abbastanza positiva. Nel senso che eravamo troppo impegnate a camminare, soprattutto a non cadere, per renderci conto di reazioni varie ed eventuali. Scherzi a parte, il cammino più consistente è stato su strade isolate e in aperta campagna. Dunque, incontri veramente pochi. Ma a Perugia sì, soprattutto nell’ultimo tratto, c’è stato chi ci ha offerto un passaggio fino alle porte della città. Vedendoci stanche e affaticate, hanno avuto pietà di noi. Ma dovevamo farcela da sole, arrivare fino in cima solo grazie ai nostri sforzi.

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Quanto è stata dura – a livello fisico – questa esperienza? Sicuramente non è stata un’impresa titanica, impossibile da portare a termine, ma nemmeno una passeggiata spensierata. Alcuni sentieri sono stati molto più impegnativi di altri, ma ne siamo uscite. Abbiamo incontrato del fango, un fiume impossibile da attraversare e strade che definire poco agevoli è un eufemismo. Eppure, siamo qui a raccontarlo a tutti.
Avete mai pensato di mollare? No, mollare mai. Altrimenti tutto questo non avrebbe avuto senso. Probabilmente, c’è stato un po’ di sconforto, abbiamo risentito della fatica, soprattutto nei tratti più difficili, ma davvero niente d’impossibile. Ma se non ci fossimo fatte forza l’una con l’altra, sia con battute esilaranti sia con foto decisamente buffe, sarebbe stato molto più difficile portare a termine quest’avventura nel modo migliore.
L’incontro con i gestori dei Ristoranti/B&B/Alberghi che vi hanno ospitate, come è stato? Meraviglioso. L’accoglienza non è stata semplicemente bella, ma davvero eccezionale. C’è chi ci ha letteralmente recuperato da una situazione difficile, c’è chi ci ha condotto in luoghi che pensavamo di non riuscire a visitare, chi ci ha accolto come persone di famiglia e chi, ancora, ci ha dedicato del tempo prezioso pur essendo indaffarato con il proprio lavoro. Decisamente, il nostro primo viaggio a piedi, non sarebbe potuto essere migliore.
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Come sono le località che avete visitato… viste all’alba? Sappiamo benissimo che la perfezione non esiste, eppure non riusciremmo a spiegare diversamente l’atmosfera magica che pervade questi luoghi prima che il sole faccia capolino dalla nebbia. Osservare borghi e città che si risvegliavano lentamente, i primi lavoratori mattinieri che ci salutavano lasciando le proprie abitazioni e quell’intenso aroma di croissant e crema pasticcera che si diffondeva nell’aria, rendeva davvero imperdibile questo “quadro”. E mentre il sole sorgeva, in un attimo, si dimenticavano le levatacce notturne e i chilometri percorsi nella più fitta oscurità.
Cosa è cambiato nel vostro rapporto personale? Sicuramente è maturato, è cresciuto. E’ diventato più forte. Del resto, era la prima volta che trascorrevamo tutte e tre del tempo insieme.
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Avete mai litigato? Litigato proprio no. Certo, qualche incomprensione c’è stata, soprattutto visti i nostri caratteri forti. Ma niente di insuperabile, ovviamente.
Immaginiamo pianti e risate durante il viaggio. Il ricordo più “faticoso” e quello più divertente? Più faticoso? Beh, di sicuro il tratto che ci ha portate al fiume Orcia. Ce l’avevano descritto come un fiumiciattolo, quasi un ruscelletto facile da attraversare. Dopo aver percorso oltre 7 chilometri su strada dissestata, in compagnia di un cagnolino che poi ci ha abbandonate presagendo, forse, il pericolo, ci siamo trovate davanti un fiume gonfio, limaccioso e con il guado crollato. E perciò, impossibile da attraversare. Con un colpo di fortuna, siamo riuscite a tornare su in cima, ma il timore di dover fare tutta quella strada a ritroso, un po’ ci ha frastornate. Tra i più divertenti, l’aver camminato nel fango, anche se la situazione era veramente grottesca a tratti, e aver dato da mangiare a un asinello sardo. Che meraviglia!
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Qual è il “souvenir” più prezioso che ognuna di voi ha riportato con sé a casa propria? Di sicuro, una nuova consapevolezza. Una forza d’animo non indifferente che può portarci veramente lontano. E poi ci sono i ricordi, i video, le fotografie e i racconti di vita dei nostri ospiti. Questi li porteremo dentro per sempre.
Avete redatto un “pacchetto Curve Italiane” per coloro che avessero intenzione di replicare il vostro stesso itinerario (anche in auto!)? Da buone “terrone”, siamo decisamente scaramantiche. Qualcosa in programma c’è ma, al momento, è ancora top secret.
Il prossimo viaggio in programma? Stiamo valutando di scoprire la Puglia, soprattutto un tratto dell’Appia Antica da Gravina di Puglia a Brindisi. Anzi, se c’è qualche struttura sul territorio che intenda ospitarci, si faccia pure avanti. Noi siamo qui per questo!
Cosa vuole diventare “Curve Italiane”? Quello che è nato quasi per scherzo, si propone di diventare un progetto davvero ambizioso. In modo particolare, infatti, Curve Italiane vuole essere un vero proprio punto di riferimento nell’attività di monitoraggio turistico sul territorio. Scegliendo di percorrere a piedi quegli itinerari poco noti, ancora non intaccati dal turismo di massa, non solo cerchiamo di promuovere questi luoghi inesplorati ma aiutiamo le strutture a farsi conoscere anche all’esterno, grazie al nostro reportage continuo, costituito da foto, interviste e video. Inoltre, a tutte le strutture ospitanti, proporremo la nostra attività di gestione dei canali social, per aumentare visibilità e web reputation. Un pacchetto completo, insomma, targato Curve Italiane.
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Un consiglio alle amiche e agli amici dell’Associazione Curvy Pride? Non abbiate paura di mettervi in gioco. Se avete un progetto da realizzare, buttatevi a capofitto. Spesso, le imprese all’apparenza più ardue, sono quelle che regalano le maggiori soddisfazioni. Il progetto Curve Italiane è nato così, per caso e chissà, adesso, dove ci condurrà. Noi siamo fiduciose, poi si vedrà.

 

 

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Per contattarle scrivete a curveitaliane@hotmail.com