MAMMA RAPPRESENTANTE IN QUARANTENA

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Ho scelto di essere rappresentante dell’ultimo anno di materna di uno dei miei 2 figli, il primogenito (Il più piccolo frequenta un’altra scuola).

Mi ritrovo ad essere uno dei tre punti di riferimento tra i genitori e le maestre di una delle 3 sezioni. La scuola è organizzata in classi miste con bambini dai 3 anni ai 6. La didattica è pressappoco la stessa nei tre anni di frequentazione fatto eccezione per laboratori aggiuntivi per i bambini età prescolare, ovvero chi dovrà iniziare l’anno successivo la scuola elementare.

Nella loro didattica IN SEDE puntano sull’autonomia, la condivisione, e l’aiuto del più piccolo. Valori molti importanti e adattabili nel contesto della scuola stessa ma discutibili in quarantena, avendo a seconda di età, esigenze diverse.

Fortunatamente nella chat di mamme non ci sono polemiche, mi limito ad inoltrare, a fare da tramite tra l’input creativo delle maestre e il lavoretto eseguito dei bambini. Mi interfaccio quasi quotidianamente con l’insegnante di riferimento nell’invio di audio, video ed esercitazioni. Nel materiale ricevuto si chiede soprattutto di fare disegni, la lettura di fiabe, o pillole di inglese. Su 22 genitori la partecipazione è di circa 1/2/3 bambini anche se da febbraio sta ormai scemando a 0.

La chiusura delle materne è avvenuta nella quarta settimana di febbraio ma Il materiale è iniziato ad arrivare a metà marzo, nelle prime settimane ho creato una pagina contenitore (Mamme Rappresentanti) alla quale non hanno aderito in molti. Dentro a essa inserisco (tranne i files delle insegnanti) tutte la pagine creative di ogni tipologia: da bigliettini in cartoncino, a forbici e colla, cartoncini colori, audio storie, inglese, pregrafismo, matematica ecc… che possono aiutare genitori come me che non sono educatori ma si improvvisano, per amore dei lori figli, tali.

Non è facile per nessuno.

Mi sono trovata a lavorare in smartworking dopo tre settimane di assunzione e in formazione; e allo stesso tempo a fare da insegnante, a gestire un uragano emotivo di urla, disagi, paure e insicurezze dei miei figli. Disagio anche a mostrare attenzione e interesse in un video con le loro insegnanti.

“ok mamma è finito? Posso andare a giocare?”

A un certo punto mi sono dovuta reinventare, a volte con difficoltà anche nel gestire la rabbia e la pazienza di me stessa nel trovare soluzione per il benessere dei miei bambini.

Poi, vedendo il materiale didattico dell’altro figlio di 3 anni, mi sono accorta che il fratello prossimo alle elementari avrebbe gradito un approccio diverso, e così ho chiesto aiuto alle maestre dell’altra scuola, ricevendo esercitazioni di pregrafismo e matematica oltre che a giochi da costruire e l’interesse è aumentato. Forse a voler ben guardare è cambiato anche il suo atteggiamento, magari si è sentito più grande e importante perché ha proposte adeguate a lui.

La sola richiesta:”Fammi un disegno, disegnami una tartaruga, disegnami il tuo cibo preferito, disegnami un arcobaleno” aveva tolto in lui la voglia di disegnare.

Essere rappresentante significa dover mediare e non poter condividere le proprie frustrazioni. .. come può un video di 2min o un vocale di 27 secondi sostituire una giornata con gli amici di 8 ore?

Siamo a fine maggio, a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico 2019-2020. Avremmo dovuto organizzare la bancarella per la festa della mamma, il materiale per la festa dei laboratori, organizzare la gita, la cena di classe e invece ognuno sarà nelle proprie case.

Anche la festa di fine anno per salutare le insegnanti e sentire cantare i nostri bambini saprà di amaro. Saprà di tempo perduto che non potremo rivivere. Saprà di un saluto frettoloso su zoom o meet di mezz’ora perché il contatto è proibito. Non danno alternative di sicurezza.

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Allora ho pensato: “Cerchiamo un mini pensierino per ogni famiglia (da 07cent/1€)” per trasmettere la solidarietà, la vicinanza, l’amore al prossimo ma mi è stato domandato quale fosse il significato pedagogico di un regalo?

Il REGALO “senza motivo” può insegnare l’altruismo, la generosità nei confronti degli altri e può rimanere un pensiero positivo nel ricordo di un momento difficile.

Bisogna che ci sia sempre una ragione per un regalo?

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità


 

Cercare un lavoro, è un Lavoro!

Sono innumerevoli i portali di ricerca del lavoro: Monster, indedd, euspert, jobjoba, neuvoo, bakeka, profilcultura, linkedin, Experteer, Hostess, informagiovani, unimpiego ecc..

Ogni sito necessita di registrazione con l’inserimento di ogni dato personale, esperienze di lavoro, livello di istruzione, corsi, foto, curriculum in pdf. Ogni campo va aggiunto con tanto di dettagliata descrizione di mansioni e specifiche competenze. Il tempo medio di registrazione si aggira sull’ora e mezza.

Spesso da questi siti c’è il rimando alle agenzie interinali (adecco, lavorint, manpower, During, Synergie, Gi Group, MAW, La Risorsa Umana.it, Sinapsi grup, Randstad Italia, ecc) o al sito delle ditte nella sezione careers (Camts, Bartolini, MaxMara, Esselunga, Mondadori, Nestle, ecc) con la richiesta di inserire nuovamente dati anagrafici, esperienze lavorative, corsi, volontariato, occupazione desiderata ecc.. Tempo necessario un’altra ora.

Dopo la registrazione bisogna autorizzare l’email poi ritornare sul sito e candidarsi. Alcuni siti per aggiornare un dato ti fanno ripercorrere nuovamente tutte le voci per poi arrivare a quella di interesse. Modificata e salvata! Dopo la registrazione on line sui siti di agenzie interinali vi è giustamente la richiesta di un colloquio conoscitivo, che non è altro che la conferma di quello che hai scritto nero su bianco più la valutazione psicologica del candidato. Ad ogni opportunità dovrai comunque candidarti in autonomia per mostrare il tuo interesse all’agenzia stessa. Alcune agenzie interinali nemmeno ti contattano.

Ogni mattina l’appuntamento è con i quotidiani locali, per esempio il martedì della Gazzetta e con le newsletter. Si ricevono varie offerte, magari con le parole chiavi che hai inserito (part-time, full-time, parma, impiegata, commessa, hostess ec..) in fase di candidatura ti chiedono sempre una serie di dati + una lettera di presentazione. Certe informazioni vengono ripetutamente rischieste. Anche se ti sei candadata 2 minuti prima.

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Nel curriculum, dicevano, solo le esperienze più rilevanti, non deve essere troppo lungo; così non sai se mettere ogni mansione o creare 2500 cv in base alla candidatura che devi fare; probabibilmente deciderai di indicare le più significative.

Negli annunci: ti vogliono sotto i 29 anni. oppure dai 18 ai 25. Con esperienza, qualsiasi ruolo sia. Ma l’esperienza uno quando la dovrebbe fare?

“Sei sposata?” Hai figli?” ti chiedono in fase di colloquio. “A no, non si preoccupi non ci basiamo su quello, lei li ha già fatti” qualcuno dice: “è ancora in età per farne altri”. “Le donne stanno solo a casa”. “Vanno a scuola?” “le va bene orario 8-19 dal lunedì al sabato?” (devo scegliere tra carriera e famiglia?), quando ci sarà una legge per “obbligare” le aziende ad assumere mamme part-time di 4/6 ore?  Richieste conoscenze 4 lingue (inglese, spagnolo, tedesco, russo). Le chiediamo un periodo di prova di 6 mesi (sottopagato). Spesso uno stage. “Grazie, ma la babysitter è gratis?” Si è vestita in modo poco sobrio (leggera scollatura su un abito nero con 2/3 fiori rosso/arancio), per questa azienda il look è total grigio (tristezza)”. “Però, non le chiederemo di cambiare il colore dei capelli” ah giusto, rossi sono inadeguati per un’impiegata. Ma chi l’ha detto? Non ho percing ne tatuaggi ma se li avessi? Non è discriminazione? Valutiamo una persona veramente così? “Adesso le chiediamo di fare un calcolo con excel, poi di impaginare un finto capitolo di un libro. come si chiama questa figura geometrica? sa impostare una lettera? sa scrivere un’email? Ad una telefonata come risponde?” Sono nata nell’era delle corrispondenti francesi alle medie, mandavo cartoline, scrivevo lettere alle amiche, poi negli uffici, rispondo al telefono da prima della prima esperienza lavorativa con buongiorno, la saluto, arrivederci. Sono ancora nella generazione del “GRAZIE, PREGO, SCUSI.”

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una locandina della campagna “MomsDon’tQuit” del 2017

Cerchiamo un grafico, ma che sia anche web designer e Videmaker, cerchiamo impiegata ma che sappia utilizzare anche il gestionale “xx”…  Ad un certo punto ti interroghi e ti chiedi se devi fare corsi di aggiornamento, così ti iscrivi a quelli gratuiti della Regione Emilia Romagna tramite enti accreditati (FormArt, Irecoop, Enaip, Google) in grado di lasciarti attestati. Serviranno? Ti richiedono disponibilità immediata. C’è! Ma per attestare la tua parola devi far richiesta della DID tramite lavoro-per-te e aggiungere lo storico lavori cosi possono valutare l’inquadramento economico con un commercialista! Alla fine uno stage!

Vi invito a vedere questo video: moms-dont-quit

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Ci lamentiamo dei social che separano le persone ma… abbiamo iniziamo a fare colloqui on line con video registrazione / presentazione magari appoggiandoci a società come easyrecrue.com. Di per se l’idea è buona ma il candidato medio non esperto di Video Maker si prepara, si veste elegantemente, sceglie un luogo in casa privo di distrazioni magari una parete bianca ma la luce è pessima non si vedono gli occhi, ne il loro colore e forse nemmeno le emozioni in compenso uno scontatissimo sorriso finto perché sta guardando se stesso riflesso e si domanda se sta per scattare un selfie?!?

Orienta, propone un test per individure le Skills trasversali. Sociopatico? Riservato? prigro? Astratto? Emotivo? Sopravvalutazione di se? QUINDI? Devo credere in me stesso ma con moderazione. Poi un grafico e delle percentuali rilevrà il profilo psicologico.

Non mi sento di dire cosa sia giusto o sbagliato, ci sono persone competenti per questo ma domandarsi cosa cercano o come “vendersi” nasce spontaneo.

Inoltre ci vorrebbe uniformità! Una volta registrati a europass in dati inseriti dovrebbero poter essere condivisi su altri siti in modo da riempire i campi automaticamente.

A un certo punto mi domando: Avete bisogno di qualcuno che si registri nella ricerca del lavoro per voi? 🙂


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Valentina Parenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

INTERVISTA A LAURA ROMANO: PLURIPREMIATA DOPPIATRICE E ATTRICE ITALIANA!

Laura Romano è una pluripremiata doppiatrice e attrice italiana. Ma è anche una mamma, una moglie, una donna, una insostituibile amica di Curvy Pride!

Ha prestato la sua voce a Helena Boham Carter in Il discorso del re, a Flora Nicholson in Grace di Monaco, ad Aisha Tyler in Criminal Minds, a Mariska Hargitay in Law & Order, a Maura Tierney in E.R. – Medici in prima lineaa Laura Prepon in Orange Is the New Black e a centinaia di altri personaggi.

Ci piace la sua similitudine con le nostre due iniziative più famose: “il doppiaggio ha già fatto #Taglialataglia da molto tempo e abbiamo #SchiacciatoGliStereotipi”!

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Come è nata la tua passione per il doppiaggio? È nato prima l’amore per il teatro, poi il mio interesse si è allargato grazie a mio fratello Maurizio che, prima di me, aveva intrapreso la carriera del doppiatore. All’inizio alternavo le tournée teatrali alla sala di doppiaggio, per anni ho fatto la gavetta, fino al momento della scelta: doppiaggio o teatro.

Come si diventa doppiatori? Prima di tutto con tanto studio: esistono anche scuole di doppiaggio, poche valide, molte totalmente inutili… Ma la mia esperienza mi porta a consigliare uno studio ampio e approfondito dell’arte della recitazione e del mestiere dell’attore. Dopodiché si inizia con molta pazienza, chiedendo di poter assistere ai turni di doppiaggio e osservando per settimane, mesi, i professionisti al lavoro per capire i dettagli di una specialità che è molto tecnica e richiede estrema precisione. Poi si passa a fare i cosiddetti “turni di brusio”: sessioni di lavoro in cui vengono convocati i doppiatori meno esperti per coprire le voci di sottofondo di un film o di una serie oppure doppiare i figuranti che dicono solo una parola, una frase, un urlo in lontananza. Man mano che si acquisisce esperienza, i direttori iniziano ad affidare parti più consistenti e a convocare ai provini per i personaggi principali.

Quali sono le maggiori differenze tra recitare e doppiare? Questa domanda mi consente di chiarire un equivoco diffuso: recitare e doppiare sono la stessa cosa. Il doppiaggio è una delle specialità della recitazione. Per essere un buon doppiatore è necessario avere tutto il bagaglio di tecnica e talento che è indispensabile per fare del teatro o del cinema ad alto livello ma, in più, è richiesta una notevole disciplina e precisione per trasmettere tutte le emozioni di un personaggio, rispettando vincoli molto stretti: la lunghezza esatta e il ritmo delle battute, il movimento delle labbra, un tono di voce che aderisca perfettamente all’immagine che c’è sullo schermo. Non è possibile imitare l’originale, perché risulterebbe una caricatura priva di anima. Perciò dobbiamo ricreare tutta la gamma dei sentimenti espressa dall’attore, mettendo tutti noi stessi ma senza avere l’ausilio del corpo e delle espressioni del viso.

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A quale età si può iniziare? Qualcuno ha cominciato molto presto, da bambino. Sicuramente iniziare giovani aiuta, si è più duttili e rapidi nell’apprendimento. Ma è indispensabile non essere fagocitati subito dal mestiere, trascurando lo studio. In teoria si può iniziare anche in età avanzata, a patto però di essere già attori professionisti che desiderano cimentarsi in una specialità diversa e che hanno la pazienza di imparare tecniche nuove.

C’è un “personaggio” che hai doppiato a cui sei particolarmente legata? Sono legata a diversi personaggi: Abby di “E.R.“, Mary Lee di “Precious”, Anne di “Mommy“, Annalise di “Le Regole del Delitto Perfetto“… Forse perché sono quelli più lontani dal mio carattere. Resto legata alle emozioni positive o negative che quei personaggi mi hanno scatenato, metto nel mio bagaglio tanto materiale su cui lavorare per continuare a studiare.

Ha mai incontrato gli attori che hai doppiato? Mi è capitato solo una volta, la protagonista di una serie spagnola in occasione della conferenza stampa di presentazione. Ma ho uno straordinario ricordo dell’incontro con un regista: il geniale Lee Daniels, regista di “Precious”. Sembrava di essere in un altro film, dopo la proiezione dell’anteprima italiana ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme, ringraziandoci reciprocamente delle emozioni che ognuno nel suo ruolo aveva trasmesso all’altro. Ogni volta che ci ripenso mi viene da piangere. Anche con Ferzan Ozpetec è stato un bellissimo incontro, felicissimo del lavoro che stavamo facendo su “Rosso Istanbul“.

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Una domanda probabilmente banale, ma la “taglia” del personaggio da doppiare influisce nella scelta del doppiatore o nell’intonazione della voce? Non è questione di taglia. Il timbro è legato principalmente alle corde vocali e la tecnica ti permette di utilizzare la voce con il sostegno di tutto l’apparato vocale. Quindi, usando bene gli strumenti, tutte le voci possono adattarsi a qualunque personaggio. La recitazione è fondamentale, anche per incollarsi alla taglia. In questo senso il doppiaggio è un’arte molto inclusiva, che cancella completamente i pregiudizi estetici. Per dirla con le vostre due iniziative più famose, il doppiaggio ha già fatto #Taglialataglia da molto tempo, abbiamo “schiacciato gli stereotipi”!

Laura, cos’è per te Curvy Pride? E’ un grande movimento culturale che ci sta aiutando a rimettere certi valori al proprio posto. Per me personalmente, Curvy Pride è stato la risposta ad un disagio che ho patito per un periodo della mia vita. Dai 16 ai 19 anni, quindi in un periodo di crescita molto particolare, ho avuto grossi problemi di salute. Dopo tre anni di ricerche, visite, cure inutili, abbiamo scoperto che avevo un adenoma surrenale. Nel frattempo però il mio corpo si trasformava: allo specchio non mi riconoscevo, ero gonfia, trasfigurata. Mi sentivo sempre più fuori posto rispetto a tutto. Mi chiudevo in me stessa ed ero sempre più triste. Le cure non funzionavano, le diete neppure. I rapporti con i ragazzi… Non ne parliamo nemmeno, mi vedevo orribile perciò pensavo che non avrei mai potuto piacere a nessuno. Ora mi rendo conto che gli stereotipi distorti della nostra cultura mi facevano percepire, accanto al vero problema di salute, un falso problema estetico che mi deprimeva inutilmente. Risolta la malattia grazie ad un intervento, ho ripreso in mano la mia vita! Mai più ho cercato di essere diversa, mai più ho desiderato mettermi a dieta. Ho cominciato a piacermi e a piacere agli altri per quello che ero, morbida e allegra a tavola. Mangio di tutto, meglio regalarmi un vestito che invitarmi a cena!!! Ed ho una salute di ferro! Per me curvy pride è l’inno alla vita senza stereotipi, in salute! 

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PERCHE’ UN CURVY PRIDE WALKING?

Perché un CURVY PRIDE WALKING?

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Perché vogliamo che le amicizie e le “simpatie” nate su facebook si incontrino fuori dagli smart phone e dai tablet.

Perché ci piacciono gli incontri, gli abbracci, i sorrisi, la voglia di stare insieme.

Perché è bello stare all’aria aperta, respirare il profumo del mare, camminare in allegria.

Perché è un’occasione per visitare una delle nostre bellissime città italiane: PISA!

Perché può diventare un’occasione per una gita tra madre e figlia, tra amiche, tra fidanzati, tra coniugi pensionati, tra gruppi di ragazzi, …

Perché c’è bisogno di spensieratezza.

Perché fare del movimento è importante.

Perché siamo tutti diversi e ognuno ha le proprie priorità nella vita.

C’è chi dedica ore e ore l’allenamento fisico cercando di raggiungere dei traguardi importanti in ambito sportivo.

C’è chi sgobba ore e ore sui libri per poter realizzare un sogno lavorativo.

C’è chi dedica il suo tempo a seguire con costanza la propria famiglia per amore o per malattia.

C’è chi fa diverse di queste o altre cose insieme.

Persone di diverse altezza, di diverse taglie, di diverso colore di pelle o di capelli…. PERSONE.

E a noi piace stare tutti insieme!

Perché siamo contro ogni tipo di stereotipo.

Perché è un inno alla vita e alla voglia di viverla intensamente.

Perché sarà un giorno che resterà nel nostro cuore, per sempre.

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Ci vediamo il 2 aprile 2017 a Marina di Pisa!

Il programma della giornata è il seguente:

·         VILLA ERMIONE Via F. Barbolani, 22, fronte Porto. Incontro con il Pubblico 15:00-15:30

·         WALKING LIFE & CURVY PRIDE Lungomare Km 6:00 dalle 15:40-17:00

·         FLASH MOB Porto Marina di Pisa 17:00- 17:20

Per info contattare:

Associazione Arcadia (info@arcadiapisa.it)

Francesco Simone (francescosimone@hotmail.com)

Associazione Curvy Pride (curvypride@gmail.com – 3408478011)

 

Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA

Un susseguirsi di ecografie… Incontri con la genetista a capire quale delezione, quale cromosoma si era preso gioco di noi… dopo GRANDI SPERANZE… Che non è il libro… Di corsa mi invitano per la MIA sopravvivenza a fare quanto prima possibile il percorso devastante, rischioso e doloroso di un’interruzione di gravidanza perché di lì a poco, quel cuore così forte avrebbe smesso di battere… arrivata ormai quasi a otto mesi in tutto questo susseguirsi di emozioni e di scosse ormonali… io mi trattengo e cerco altre risposte, forse un’illusione, altri farmaci… Ma niente da fare finisce tutto con un’ecografia, il cuore non batte più… Vi erano segni evidenti di mega addome e sofferenza fetale… Ricovero… Quattro giorni di Travaglio FARMACI E STO PER SCOPPIARE DI TUTTO, RABBIA DOLORE… Rischio la vita… vi voglio risparmiare un dolore materialmente fisico che non si può spiegare, quando poi finisce tutto… Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA.

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La Gravidanza… Io mi sono sposata più di dieci anni fa, non mi chiedete la data sono una frana… Ma questa gravidanza non arrivava mai, mi chiedevano “sei tu che non lo vuoi un bimbo oppure non viene”, e io dicevo… NON VIENE… mia madre una donna forte che ha sacrificato la sua vita per la famiglia… Una donna intelligente, Teologa… Non si dava spiegazione, una famiglia di medici… ma niente da fare, la malattia che vent’anni prima si era presentata ad un certo punto bussa di nuovo alla porta di casa mia, ma questa volta non dà scampo alla mia peccerella…, così chiamavo mia mamma, e verso il termine di un crudo calvario, si era convinta che aspettavo un bambino, qualche giorno prima di andarsene convinta di una mia gravidanza… Lo chiamò anche per nome… Insomma la peccerella chiude gli occhi, e con lei anche la voglia di fare un figlio…

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In tutto ciò non vi ho raccontato che la mia attività lavorativa almeno… andava bene… È sempre andata a gonfie vele… Io sin da bambina volevo fare la GIORNALISTA e grazie a chi ha creduto in me, e al fatto che IL MIO ASPETTO FISICO ERA IL PRIMO BIGLIETTINO DA VISITA, soprattutto in età matura, avendo in passato lavorato molto anche nei locali come organizzatrice cantante animatrice di serate, avevo assimilato un modo tutto mio di fare giornalismo, la linea editoriale era prevalentemente ironica, quando potevo esprimere tutta me stessa erano fuochi d’artificio… Io continuo questa corsa come autrice produttrice conduttrice e chi più ne ha più ne metta… SPALLEGGIATA DA TUTTI IN FAMIGLIA E DA MIO MARITO… Insomma perché uno deve piangersi addosso… Questa è una cosa che non mi appartiene. 

L’unica mia interruzione lavorativa di vent’anni di attività avviene per una circostanza bizzarra. Io ad un certo punto senza aiuto di fecondazioni assistite e varie… dopo l’emergere di una stanchezza insistente e GONFIORE AI SENI… ed ecco che il corpo cominciava a prendere l’aspetto di una prorompente curvy, vado in farmacia e dopo aver acquistato due test di gravidanza mi accorgo… Che aspetto un bambino… Gioia stupore disperazione paura rammarico di non poter comunicare questa gioia a mia madre… Ma in fin dei conti stava accadendo una cosa bellissima, tutto ormai passava in secondo piano.

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Ma come ogni scontato racconto che a volte finisce male… A volte bene… Allo scadere del quarto mese l’ecografia fa emergere un problema renale, che in letteratura medica… Il novanta per cento delle volte si risolve alla nascita, generalmente anche in utero, a dimenticavo… Era una bimba che si muoveva come una matta, lo specialista che stava seguendo il caso afferma che non ha mai sentito un battito così forte a quattro mesi, quando ci ha detto che era una bimba… Io non ho guardato subito lei, ho guardato gli occhi di Cristiano, il padre, mio marito, non avevo mai visto occhi così belli in vita mia…

I giorni passano ma per fortuna c’è il progesterone… miglior amico delle MINACCE D’ABORTO… Ma  vigliacco intruglio contro SENO FIANCHI, VISO… Quando poi a tutto questo aggiungiamo una massiccia dose di CORTISONE… Pensi Vabbè BASTA BERE MOLTO… Almeno questo mi è stato detto… Poi comunque tra allattamento e passeggiate al parco facendo fitness con il neonato… piano piano si ritorna in forma.

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Ma tutti questi farmaci sono solo la punta dell’iceberg, perché il tutto condito con una buona dose di giornate a letto fatte di TV e solitudine, di navigazione selvaggia su tutti i social, ma poi la ricompensa… Brodo brodo brodo… Perché con la minaccia d’aborto il rischio è dietro l’angolo, quindi puoi dimenticarti di andare in bagno… E tu intanto in maniera silenziosa… Cambi… E il tuo corpo cambia… Però pensi… In fondo c’è una ricompensa, la gioia assoluta, LA VITA, tu generi una vita che ha il tuo odore, le tue espressioni, e che formerà insieme a te la geometria perfetta.

Lo stato attuale è un sovrappeso importante POST ABORTO. E si post aborto perché la gravidanza miracolosamente, e anche con qualche sacrificio mi aveva fatto prendere un solo chilo al mese… Aspetta aspetta… Ma ho parlato di aborto… di gravidanza…

Tutto… certo se le cose fossero andate bene… Ma neanche a dirlo la mia storia non finisce bene.

Ho iniziato rivolgendo il mio primo pensiero ad una DONNA ALLO SPECCHIO, la classica immagine raccontata da scrittori, rappresentata da pittori, è un’immagine senza età anche un po’ sfocata. Ragazze questa qui non mi piace. Perché quella sono io con molti chili in più, con abiti che non mi valorizzano, con i capelli faccio gesti strani nella speranza che la media chioma ad un certo punto possa giocare a mio vantaggio nascondendo un ODIOSO doppio mento, ma come si può mi sono ridotta così, anzi mi hanno ridotta così, e io non ho potuto e non ho fatto nulla per cambiare queste cose.

Intanto il mio corpo si trasformava silenziosamente senza far rumore, quasi di nascosto, il MIO CORPO SI TRASFORMAVA MA LA PANCIA NON SI VEDEVA, allora io facevo tenerezza, si lo so me lo dico da sola ma è così, cercavo il pretesto quando incontravo persone per dire che ero in attesa… Finalmente dopo anni e anni e anni… Ma da subito i sintomi erano quelli che mai una donna in attesa vuole affrontare… LA SUBDOLA MINACCIA D’ABORTO… In cosa consiste la minaccia d’aborto… Oltre che a perdere un bambino e trovarsi nel cuore della notte in un lago di sangue urlando dai dolori… La minaccia d’aborto si affronta dal primo segnale con DOSI MASSICCE DI PROGESTERONE…

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Mi chiamo Anna Cicalese.

Sono una Giornalista, mi occupo di musica e spettacolo, sono autore e conduttrice TV, mi occupo di arte a 360 gradi, da sedici anni sono ufficio stampa, conduttrice e autrice format per una delle accademie più grandi al sud, conta circa quattrocento iscritti, l’organizzazione si occupa di produzioni discografiche e non solo.

E da oggi in prima linea con Curvy Pride per me stessa e per tutte noi.

 

ANTONELLA GATTI: #SchiacciamoGliStereotipi

Chi sei?  Sono Antonella, ma per tutti… Nelly!! Ho 29 anni e vivo a Civitavecchia. Sono laureata in lingue e letterature straniere moderne, e da 5 anni lavoro per un azienda di autoricambi. Sono molto appagata da quello che faccio, in quanto per me l’ambiente di lavoro è come una famiglia.

Mi definisco una ragazza chiara e trasparente. Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose per poter affrontare al meglio la vita, cercando di trasmettere sempre un po’ di me agli altri!  Faccio parte della MITICA squadra di pallavolo Civitavecchiese che quest’anno ha aderito ad un progetto a dir poco rivoluzionario #SCHIACCIAMOGLISTEREOTIPI. E sono fiera di contribuire nel mio piccolo a questa RIVOLUZIONE.

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Cos’è per te Curvy Pride? Quando per la prima volta mi parlarono di Curvy Pride, non ero ben a conoscenza di cosa trattasse veramente questo movimento. Ma poi grazie alla nostra fantastica portavoce Gioia, mi si è aperto un mondo.

Curvy Pride va contro ogni tipo di pregiudizio bigotto e superficiale che oggi purtroppo ci mandano i mass media: quello della perfezione. Ma perfezione come la vedono loro! Chi dice che perfezione è sinonimo di Magro? Chi dice che perfezione sia sinonimo di 90/60/90? Chi decide quale sia la perfezione? … Lo decidiamo noi… Con consapevolezza, riflessione e con intelligenza!

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Da piccola sono stata “vittima” di svariate e lunghe prese in giro da parte dei miei coetanei per le mie bellissime orecchiette a sventola… Per me fu un vero trauma, tanto che non uscivo di casa senza indossare una fascia per capelli o cappelli di ogni colore. Ad oggi???? i miei capelli sono sempre legati, e non saprei vedermi senza le mie adorate orecchie!!! Questo per dimostrare che, bellezza è pace interiore.. Bellezza è intelligenza.. Bellezza è aver stima di se stessi..

Che rapporto hai con il tuo corpo? Ad oggi con il mio corpo ho un bel rapporto! Mi accetto per come sono, senza pretendere troppo!

Quanto è importante lo sport nella tua vita? Lo sport nella mia vita è importantissimo. Valvola di sfogo e occasione interpersonale per creare nuovi rapporti. Pratico la pallavolo da 16 anni, anche se con varie pause, e mi cimento nel fitness e nell’aerobica. Lo sport, ti salva la vita in moltissimi casi, e proprio per questo lo definisco come un  DIRITTO che ogni persona deve avere. Un diritto che va rispettato, e un diritto che va dato..

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Perché le curvy non vengono MAI viste come atlete? Il diritto allo sport di cui parlavo prima, spesso viene “vietato” (parola un po’ troppo forte) a qualche categoria di persone.. per esempio le curvy.. perché?

STUPIDITA’! Guardate oltre il vostro naso!!!!!!!! Nella mia favolosa squadra ce n’è di tutti i tipi: magre, curvy, alte, basse, piccole, grandi… ma divise, noi non abbiamo senso! Ognuna di noi è unica e indispensabile.. E senza ogni singolo elemento non saremmo mai diventate quelle che siamo ora. Le prima squadra in classifica, quotate per la vincita del campionato. Rappresentanti di un movimento a dir poco stupefacente.. e per arrivare a tutto ciò NESSUNO ci ha mai né pesato, né misurato le circonferenze!!!!

#SchiacciamoGliStereotipi per te significa? Questo nuovo progetto per me significa RIVOLUZIONE!!

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Il tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno nel cassetto? Viaggiare per il mondo! Sono sempre stata affascinata dallo “sconosciuto”.. quindi mi auguro che nella mia vita io possa avere sempre la possibilità di viaggiare, per conoscere, sperimentare e perché no.. Ritrovarsi!!!