I LOOP DI AGATA – IL LAVORO NOBILITA, FORSE!

Questo è il diario di Agata. Chi è Agata? Sono io, sei tu. È la tua migliore amica, tua sorella, la vicina di casa che canta mentre stende i panni. È la donna romantica che piange guardando un film, la guerriera che si sveglia presto per andare al lavoro e che si destreggia tra figli, famiglia e doveri. Agata convive con i suoi loop, invadentissime paranoie tutte femminili che la mettono spesso in difficoltà di fronte alle cose della vita. Adesso ha deciso di tenerne un Diario. Un bel Diario in cui scrivere tutto quello che le passa per la mente. Per scoprire se riesce a conoscersi un po’ di più, per condividere i suoi pensieri. Per se stessa, per te.

Caro Diario,

come al solito stasera la mia vena polemica mi porta a scriverti, so che dovrei farlo più spesso ma a volte mi sento ridicola da sola, sai… la storia del diario a quarant’anni… va bene sto procrastinando. Dicevo, non sono mai stata un tipo negativo, diciamo che sono un po’ fatalista, mi spiego, se una cosa deve accadere, beh… che accada! A volte ci si aggrappa ai luoghi comuni come: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, “ognuno è artefice del suo destino”, e via dicendo; sinceramente spesso mi sembra solo un modo per non ammettere che alla vita piace ficcanasare per vedere di farti lo sgambetto in un percorso già intriso di ostacoli.

Dovrebbero cambiare in “il lavoro nobilita l’essere umano”, sarò provocatoria, ma accidenti è vero. Mi dirai che in realtà la parola uomo è utilizzata in modo generico, ma perché generalizzare usando la versione maschile di “essere umano”? Ah noooo, la donna non è un essere umano, in effetti: la casa, i figli, magari un genitore malato, il ciclo, sicuramente lo psicologo e la ricerca di un lavoro che le permetta di gestire anche tutto il resto. Potremmo provare con un call center ma, ok si le donne hanno la parlantina ma, non per tutte procacciare appuntamenti è un gioco da ragazzi, per non parlare dell’ansia delle provvigioni. No dai, bocciato. Possiamo provare con quelle ditte di rivendita. “Organizza il party a casa tua, senza impegno, per le tue amiche, vicine di casa, nonne, zie, mamme, prepara un buffettino e, sempre senza impegno VENDI o fai in modo che altre facciano la stessa cosa con il regalo per la padrona di casa, che solitamente è una stramaledetta penna che guarda caso sarà del tuo colore preferito, ma ricorda, tutto questo SENZA IMPEGNO. Uno strazio!

Meglio ancora se un colloquio di lavoro diventa una colonscopia della tua vita. Con la scusa di essere donne e avere la malsana abitudine di procreare, ci manca solo che ti chiedano quando hai fatto sesso l’ultima volta, ricordandoti magari che hai la stessa vita sessuale della ruota di scorta della tua auto vecchia 15 anni. Sei in età da marito e devi per forza desiderare di diventare madre, non puoi solo avere il desiderio di dedicarti a te stessa e alla tua scalata professionale, magari semplicemente non ti interessa perché ti senti appagata così, certamente di questo passo torneremo dallo psicologo prima menzionato per discutere del fatto che qualunque cosa tu faccia, NON ANDRA’ BENE.

Il Diavolo Veste Prada

Dovrebbero aggiungere un altro girone dell’inferno: LA SOCIETA’!!

Va beh, siamo donne, ci inventeremo qualcosa… senza contare su troppa solidarietà femminile però sia chiaro. Parlando al telefono con una mia amica mi ha detto che ha chiesto informazioni ad una sua vicina di casa, proprietaria da anni di un bar, per aprire la medesima attività e lei le ha risposto: GUARDA CHE E’ TROPPO DIFFICILE, METTITI A FARE QUELLA ROBA DELLE UNGHIE. Scusa ma chi diavolo ti ha nominato le unghie? Ma perché mi devi rispondere così?? Benedette siano le onicotecniche, ma come dice sempre la mia, “ognuno faccia il suo lavoro”.

Io sono diplomata ragioniera, con questo diploma ho avuto accesso a moltissimi corsi e tirocini, ho conosciuto tantissime persone e quelle persone, mi hanno riempita di complimenti definendomi “LA PERLA NERA” dell’azienda. In questo caso specifico poi, fui invitata anche alla cena di Natale aziendale, cosa inusuale, verso i tirocinanti, a detta dei colleghi. Ho vissuto d’illusione fino al 31.12 di quell’anno, poi con una bottiglia di spumante nell’auto e una lettera di referenze nella borsa, me ne sono andata, piuttosto mortificata sapendo che non avrei mai dimenticato quel luogo. Strano vero? Come un semplice posto di lavoro possa assomigliare tanto a… CASA. Forse anche qui c’è senso di appartenenza, voglia di capire, voglia di contesti, sentire di essere utili in qualcosa perchè effettivamente quel qualcosa lo si sa fare bene. Nel mio caso amo proprio l’ordine che il lavoro mi fa in testa e la sicurezza che acquisto giorno dopo giorno dietro a quella scrivania.

Vorrei tanto fare la segretaria, come ho sempre fatto ma ho paura che alla fine mi darò all’ippica e vivrò d’amore… aaaah l’amore, te lo racconto la prossima volta perché se è possibile riesco ad essere assurda anche lì!!

A prestissimo

Agata

Ringraziamo tutti coloro che dedicano il proprio tempo alla gestione e alla crescita del CURVY PRIDE BLOG, impegnandosi nel volontariato.

MAMMA RAPPRESENTANTE IN QUARANTENA

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Ho scelto di essere rappresentante dell’ultimo anno di materna di uno dei miei 2 figli, il primogenito (Il più piccolo frequenta un’altra scuola).

Mi ritrovo ad essere uno dei tre punti di riferimento tra i genitori e le maestre di una delle 3 sezioni. La scuola è organizzata in classi miste con bambini dai 3 anni ai 6. La didattica è pressappoco la stessa nei tre anni di frequentazione fatto eccezione per laboratori aggiuntivi per i bambini età prescolare, ovvero chi dovrà iniziare l’anno successivo la scuola elementare.

Nella loro didattica IN SEDE puntano sull’autonomia, la condivisione, e l’aiuto del più piccolo. Valori molti importanti e adattabili nel contesto della scuola stessa ma discutibili in quarantena, avendo a seconda di età, esigenze diverse.

Fortunatamente nella chat di mamme non ci sono polemiche, mi limito ad inoltrare, a fare da tramite tra l’input creativo delle maestre e il lavoretto eseguito dei bambini. Mi interfaccio quasi quotidianamente con l’insegnante di riferimento nell’invio di audio, video ed esercitazioni. Nel materiale ricevuto si chiede soprattutto di fare disegni, la lettura di fiabe, o pillole di inglese. Su 22 genitori la partecipazione è di circa 1/2/3 bambini anche se da febbraio sta ormai scemando a 0.

La chiusura delle materne è avvenuta nella quarta settimana di febbraio ma Il materiale è iniziato ad arrivare a metà marzo, nelle prime settimane ho creato una pagina contenitore (Mamme Rappresentanti) alla quale non hanno aderito in molti. Dentro a essa inserisco (tranne i files delle insegnanti) tutte la pagine creative di ogni tipologia: da bigliettini in cartoncino, a forbici e colla, cartoncini colori, audio storie, inglese, pregrafismo, matematica ecc… che possono aiutare genitori come me che non sono educatori ma si improvvisano, per amore dei lori figli, tali.

Non è facile per nessuno.

Mi sono trovata a lavorare in smartworking dopo tre settimane di assunzione e in formazione; e allo stesso tempo a fare da insegnante, a gestire un uragano emotivo di urla, disagi, paure e insicurezze dei miei figli. Disagio anche a mostrare attenzione e interesse in un video con le loro insegnanti.

“ok mamma è finito? Posso andare a giocare?”

A un certo punto mi sono dovuta reinventare, a volte con difficoltà anche nel gestire la rabbia e la pazienza di me stessa nel trovare soluzione per il benessere dei miei bambini.

Poi, vedendo il materiale didattico dell’altro figlio di 3 anni, mi sono accorta che il fratello prossimo alle elementari avrebbe gradito un approccio diverso, e così ho chiesto aiuto alle maestre dell’altra scuola, ricevendo esercitazioni di pregrafismo e matematica oltre che a giochi da costruire e l’interesse è aumentato. Forse a voler ben guardare è cambiato anche il suo atteggiamento, magari si è sentito più grande e importante perché ha proposte adeguate a lui.

La sola richiesta:”Fammi un disegno, disegnami una tartaruga, disegnami il tuo cibo preferito, disegnami un arcobaleno” aveva tolto in lui la voglia di disegnare.

Essere rappresentante significa dover mediare e non poter condividere le proprie frustrazioni. .. come può un video di 2min o un vocale di 27 secondi sostituire una giornata con gli amici di 8 ore?

Siamo a fine maggio, a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico 2019-2020. Avremmo dovuto organizzare la bancarella per la festa della mamma, il materiale per la festa dei laboratori, organizzare la gita, la cena di classe e invece ognuno sarà nelle proprie case.

Anche la festa di fine anno per salutare le insegnanti e sentire cantare i nostri bambini saprà di amaro. Saprà di tempo perduto che non potremo rivivere. Saprà di un saluto frettoloso su zoom o meet di mezz’ora perché il contatto è proibito. Non danno alternative di sicurezza.

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Allora ho pensato: “Cerchiamo un mini pensierino per ogni famiglia (da 07cent/1€)” per trasmettere la solidarietà, la vicinanza, l’amore al prossimo ma mi è stato domandato quale fosse il significato pedagogico di un regalo?

Il REGALO “senza motivo” può insegnare l’altruismo, la generosità nei confronti degli altri e può rimanere un pensiero positivo nel ricordo di un momento difficile.

Bisogna che ci sia sempre una ragione per un regalo?

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

 

 


 

Cercare un lavoro, è un Lavoro!

Sono innumerevoli i portali di ricerca del lavoro: Monster, indedd, euspert, jobjoba, neuvoo, bakeka, profilcultura, linkedin, Experteer, Hostess, informagiovani, unimpiego ecc..

Ogni sito necessita di registrazione con l’inserimento di ogni dato personale, esperienze di lavoro, livello di istruzione, corsi, foto, curriculum in pdf. Ogni campo va aggiunto con tanto di dettagliata descrizione di mansioni e specifiche competenze. Il tempo medio di registrazione si aggira sull’ora e mezza.

Spesso da questi siti c’è il rimando alle agenzie interinali (adecco, lavorint, manpower, During, Synergie, Gi Group, MAW, La Risorsa Umana.it, Sinapsi grup, Randstad Italia, ecc) o al sito delle ditte nella sezione careers (Camts, Bartolini, MaxMara, Esselunga, Mondadori, Nestle, ecc) con la richiesta di inserire nuovamente dati anagrafici, esperienze lavorative, corsi, volontariato, occupazione desiderata ecc.. Tempo necessario un’altra ora.

Dopo la registrazione bisogna autorizzare l’email poi ritornare sul sito e candidarsi. Alcuni siti per aggiornare un dato ti fanno ripercorrere nuovamente tutte le voci per poi arrivare a quella di interesse. Modificata e salvata! Dopo la registrazione on line sui siti di agenzie interinali vi è giustamente la richiesta di un colloquio conoscitivo, che non è altro che la conferma di quello che hai scritto nero su bianco più la valutazione psicologica del candidato. Ad ogni opportunità dovrai comunque candidarti in autonomia per mostrare il tuo interesse all’agenzia stessa. Alcune agenzie interinali nemmeno ti contattano.

Ogni mattina l’appuntamento è con i quotidiani locali, per esempio il martedì della Gazzetta e con le newsletter. Si ricevono varie offerte, magari con le parole chiavi che hai inserito (part-time, full-time, parma, impiegata, commessa, hostess ec..) in fase di candidatura ti chiedono sempre una serie di dati + una lettera di presentazione. Certe informazioni vengono ripetutamente rischieste. Anche se ti sei candadata 2 minuti prima.

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Nel curriculum, dicevano, solo le esperienze più rilevanti, non deve essere troppo lungo; così non sai se mettere ogni mansione o creare 2500 cv in base alla candidatura che devi fare; probabibilmente deciderai di indicare le più significative.

Negli annunci: ti vogliono sotto i 29 anni. oppure dai 18 ai 25. Con esperienza, qualsiasi ruolo sia. Ma l’esperienza uno quando la dovrebbe fare?

“Sei sposata?” Hai figli?” ti chiedono in fase di colloquio. “A no, non si preoccupi non ci basiamo su quello, lei li ha già fatti” qualcuno dice: “è ancora in età per farne altri”. “Le donne stanno solo a casa”. “Vanno a scuola?” “le va bene orario 8-19 dal lunedì al sabato?” (devo scegliere tra carriera e famiglia?), quando ci sarà una legge per “obbligare” le aziende ad assumere mamme part-time di 4/6 ore?  Richieste conoscenze 4 lingue (inglese, spagnolo, tedesco, russo). Le chiediamo un periodo di prova di 6 mesi (sottopagato). Spesso uno stage. “Grazie, ma la babysitter è gratis?” Si è vestita in modo poco sobrio (leggera scollatura su un abito nero con 2/3 fiori rosso/arancio), per questa azienda il look è total grigio (tristezza)”. “Però, non le chiederemo di cambiare il colore dei capelli” ah giusto, rossi sono inadeguati per un’impiegata. Ma chi l’ha detto? Non ho percing ne tatuaggi ma se li avessi? Non è discriminazione? Valutiamo una persona veramente così? “Adesso le chiediamo di fare un calcolo con excel, poi di impaginare un finto capitolo di un libro. come si chiama questa figura geometrica? sa impostare una lettera? sa scrivere un’email? Ad una telefonata come risponde?” Sono nata nell’era delle corrispondenti francesi alle medie, mandavo cartoline, scrivevo lettere alle amiche, poi negli uffici, rispondo al telefono da prima della prima esperienza lavorativa con buongiorno, la saluto, arrivederci. Sono ancora nella generazione del “GRAZIE, PREGO, SCUSI.”

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una locandina della campagna “MomsDon’tQuit” del 2017

Cerchiamo un grafico, ma che sia anche web designer e Videmaker, cerchiamo impiegata ma che sappia utilizzare anche il gestionale “xx”…  Ad un certo punto ti interroghi e ti chiedi se devi fare corsi di aggiornamento, così ti iscrivi a quelli gratuiti della Regione Emilia Romagna tramite enti accreditati (FormArt, Irecoop, Enaip, Google) in grado di lasciarti attestati. Serviranno? Ti richiedono disponibilità immediata. C’è! Ma per attestare la tua parola devi far richiesta della DID tramite lavoro-per-te e aggiungere lo storico lavori cosi possono valutare l’inquadramento economico con un commercialista! Alla fine uno stage!

Vi invito a vedere questo video: moms-dont-quit

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Ci lamentiamo dei social che separano le persone ma… abbiamo iniziamo a fare colloqui on line con video registrazione / presentazione magari appoggiandoci a società come easyrecrue.com. Di per se l’idea è buona ma il candidato medio non esperto di Video Maker si prepara, si veste elegantemente, sceglie un luogo in casa privo di distrazioni magari una parete bianca ma la luce è pessima non si vedono gli occhi, ne il loro colore e forse nemmeno le emozioni in compenso uno scontatissimo sorriso finto perché sta guardando se stesso riflesso e si domanda se sta per scattare un selfie?!?

Orienta, propone un test per individure le Skills trasversali. Sociopatico? Riservato? prigro? Astratto? Emotivo? Sopravvalutazione di se? QUINDI? Devo credere in me stesso ma con moderazione. Poi un grafico e delle percentuali rilevrà il profilo psicologico.

Non mi sento di dire cosa sia giusto o sbagliato, ci sono persone competenti per questo ma domandarsi cosa cercano o come “vendersi” nasce spontaneo.

Inoltre ci vorrebbe uniformità! Una volta registrati a europass in dati inseriti dovrebbero poter essere condivisi su altri siti in modo da riempire i campi automaticamente.

A un certo punto mi domando: Avete bisogno di qualcuno che si registri nella ricerca del lavoro per voi? 🙂


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Valentina Parenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

PERCHE’ UN CURVY PRIDE WALKING?

Perché un CURVY PRIDE WALKING?

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Perché vogliamo che le amicizie e le “simpatie” nate su facebook si incontrino fuori dagli smart phone e dai tablet.

Perché ci piacciono gli incontri, gli abbracci, i sorrisi, la voglia di stare insieme.

Perché è bello stare all’aria aperta, respirare il profumo del mare, camminare in allegria.

Perché è un’occasione per visitare una delle nostre bellissime città italiane: PISA!

Perché può diventare un’occasione per una gita tra madre e figlia, tra amiche, tra fidanzati, tra coniugi pensionati, tra gruppi di ragazzi, …

Perché c’è bisogno di spensieratezza.

Perché fare del movimento è importante.

Perché siamo tutti diversi e ognuno ha le proprie priorità nella vita.

C’è chi dedica ore e ore l’allenamento fisico cercando di raggiungere dei traguardi importanti in ambito sportivo.

C’è chi sgobba ore e ore sui libri per poter realizzare un sogno lavorativo.

C’è chi dedica il suo tempo a seguire con costanza la propria famiglia per amore o per malattia.

C’è chi fa diverse di queste o altre cose insieme.

Persone di diverse altezza, di diverse taglie, di diverso colore di pelle o di capelli…. PERSONE.

E a noi piace stare tutti insieme!

Perché siamo contro ogni tipo di stereotipo.

Perché è un inno alla vita e alla voglia di viverla intensamente.

Perché sarà un giorno che resterà nel nostro cuore, per sempre.

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Ci vediamo il 2 aprile 2017 a Marina di Pisa!

Il programma della giornata è il seguente:

·         VILLA ERMIONE Via F. Barbolani, 22, fronte Porto. Incontro con il Pubblico 15:00-15:30

·         WALKING LIFE & CURVY PRIDE Lungomare Km 6:00 dalle 15:40-17:00

·         FLASH MOB Porto Marina di Pisa 17:00- 17:20

Per info contattare:

Associazione Arcadia (info@arcadiapisa.it)

Francesco Simone (francescosimone@hotmail.com)

Associazione Curvy Pride (curvypride@gmail.com – 3408478011)

 

Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA

Un susseguirsi di ecografie… Incontri con la genetista a capire quale delezione, quale cromosoma si era preso gioco di noi… dopo GRANDI SPERANZE… Che non è il libro… Di corsa mi invitano per la MIA sopravvivenza a fare quanto prima possibile il percorso devastante, rischioso e doloroso di un’interruzione di gravidanza perché di lì a poco, quel cuore così forte avrebbe smesso di battere… arrivata ormai quasi a otto mesi in tutto questo susseguirsi di emozioni e di scosse ormonali… io mi trattengo e cerco altre risposte, forse un’illusione, altri farmaci… Ma niente da fare finisce tutto con un’ecografia, il cuore non batte più… Vi erano segni evidenti di mega addome e sofferenza fetale… Ricovero… Quattro giorni di Travaglio FARMACI E STO PER SCOPPIARE DI TUTTO, RABBIA DOLORE… Rischio la vita… vi voglio risparmiare un dolore materialmente fisico che non si può spiegare, quando poi finisce tutto… Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA.

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La Gravidanza… Io mi sono sposata più di dieci anni fa, non mi chiedete la data sono una frana… Ma questa gravidanza non arrivava mai, mi chiedevano “sei tu che non lo vuoi un bimbo oppure non viene”, e io dicevo… NON VIENE… mia madre una donna forte che ha sacrificato la sua vita per la famiglia… Una donna intelligente, Teologa… Non si dava spiegazione, una famiglia di medici… ma niente da fare, la malattia che vent’anni prima si era presentata ad un certo punto bussa di nuovo alla porta di casa mia, ma questa volta non dà scampo alla mia peccerella…, così chiamavo mia mamma, e verso il termine di un crudo calvario, si era convinta che aspettavo un bambino, qualche giorno prima di andarsene convinta di una mia gravidanza… Lo chiamò anche per nome… Insomma la peccerella chiude gli occhi, e con lei anche la voglia di fare un figlio…

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In tutto ciò non vi ho raccontato che la mia attività lavorativa almeno… andava bene… È sempre andata a gonfie vele… Io sin da bambina volevo fare la GIORNALISTA e grazie a chi ha creduto in me, e al fatto che IL MIO ASPETTO FISICO ERA IL PRIMO BIGLIETTINO DA VISITA, soprattutto in età matura, avendo in passato lavorato molto anche nei locali come organizzatrice cantante animatrice di serate, avevo assimilato un modo tutto mio di fare giornalismo, la linea editoriale era prevalentemente ironica, quando potevo esprimere tutta me stessa erano fuochi d’artificio… Io continuo questa corsa come autrice produttrice conduttrice e chi più ne ha più ne metta… SPALLEGGIATA DA TUTTI IN FAMIGLIA E DA MIO MARITO… Insomma perché uno deve piangersi addosso… Questa è una cosa che non mi appartiene. 

L’unica mia interruzione lavorativa di vent’anni di attività avviene per una circostanza bizzarra. Io ad un certo punto senza aiuto di fecondazioni assistite e varie… dopo l’emergere di una stanchezza insistente e GONFIORE AI SENI… ed ecco che il corpo cominciava a prendere l’aspetto di una prorompente curvy, vado in farmacia e dopo aver acquistato due test di gravidanza mi accorgo… Che aspetto un bambino… Gioia stupore disperazione paura rammarico di non poter comunicare questa gioia a mia madre… Ma in fin dei conti stava accadendo una cosa bellissima, tutto ormai passava in secondo piano.

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Ma come ogni scontato racconto che a volte finisce male… A volte bene… Allo scadere del quarto mese l’ecografia fa emergere un problema renale, che in letteratura medica… Il novanta per cento delle volte si risolve alla nascita, generalmente anche in utero, a dimenticavo… Era una bimba che si muoveva come una matta, lo specialista che stava seguendo il caso afferma che non ha mai sentito un battito così forte a quattro mesi, quando ci ha detto che era una bimba… Io non ho guardato subito lei, ho guardato gli occhi di Cristiano, il padre, mio marito, non avevo mai visto occhi così belli in vita mia…

I giorni passano ma per fortuna c’è il progesterone… miglior amico delle MINACCE D’ABORTO… Ma  vigliacco intruglio contro SENO FIANCHI, VISO… Quando poi a tutto questo aggiungiamo una massiccia dose di CORTISONE… Pensi Vabbè BASTA BERE MOLTO… Almeno questo mi è stato detto… Poi comunque tra allattamento e passeggiate al parco facendo fitness con il neonato… piano piano si ritorna in forma.

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Ma tutti questi farmaci sono solo la punta dell’iceberg, perché il tutto condito con una buona dose di giornate a letto fatte di TV e solitudine, di navigazione selvaggia su tutti i social, ma poi la ricompensa… Brodo brodo brodo… Perché con la minaccia d’aborto il rischio è dietro l’angolo, quindi puoi dimenticarti di andare in bagno… E tu intanto in maniera silenziosa… Cambi… E il tuo corpo cambia… Però pensi… In fondo c’è una ricompensa, la gioia assoluta, LA VITA, tu generi una vita che ha il tuo odore, le tue espressioni, e che formerà insieme a te la geometria perfetta.

Lo stato attuale è un sovrappeso importante POST ABORTO. E si post aborto perché la gravidanza miracolosamente, e anche con qualche sacrificio mi aveva fatto prendere un solo chilo al mese… Aspetta aspetta… Ma ho parlato di aborto… di gravidanza…

Tutto… certo se le cose fossero andate bene… Ma neanche a dirlo la mia storia non finisce bene.

Ho iniziato rivolgendo il mio primo pensiero ad una DONNA ALLO SPECCHIO, la classica immagine raccontata da scrittori, rappresentata da pittori, è un’immagine senza età anche un po’ sfocata. Ragazze questa qui non mi piace. Perché quella sono io con molti chili in più, con abiti che non mi valorizzano, con i capelli faccio gesti strani nella speranza che la media chioma ad un certo punto possa giocare a mio vantaggio nascondendo un ODIOSO doppio mento, ma come si può mi sono ridotta così, anzi mi hanno ridotta così, e io non ho potuto e non ho fatto nulla per cambiare queste cose.

Intanto il mio corpo si trasformava silenziosamente senza far rumore, quasi di nascosto, il MIO CORPO SI TRASFORMAVA MA LA PANCIA NON SI VEDEVA, allora io facevo tenerezza, si lo so me lo dico da sola ma è così, cercavo il pretesto quando incontravo persone per dire che ero in attesa… Finalmente dopo anni e anni e anni… Ma da subito i sintomi erano quelli che mai una donna in attesa vuole affrontare… LA SUBDOLA MINACCIA D’ABORTO… In cosa consiste la minaccia d’aborto… Oltre che a perdere un bambino e trovarsi nel cuore della notte in un lago di sangue urlando dai dolori… La minaccia d’aborto si affronta dal primo segnale con DOSI MASSICCE DI PROGESTERONE…

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Mi chiamo Anna Cicalese.

Sono una Giornalista, mi occupo di musica e spettacolo, sono autore e conduttrice TV, mi occupo di arte a 360 gradi, da sedici anni sono ufficio stampa, conduttrice e autrice format per una delle accademie più grandi al sud, conta circa quattrocento iscritti, l’organizzazione si occupa di produzioni discografiche e non solo.

E da oggi in prima linea con Curvy Pride per me stessa e per tutte noi.

 

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