“AUTORI TRA LE RIGHE”: UN FORMAT TUTTO NUOVO PER LE INTERVISTE SOCIAL AGLI AUTORI DEI NOSTRI LIBRI

A partire da lunedì 23 maggio ripartono le interviste in diretta Instagram agli autori e alle autrici dei nostri libri. La nostra socia Fabiana Sacco, ideatrice del progetto, intervisterà gli autori di MI RACCONTO PER TE, antologia di racconti di vita uscita l’8 marzo scorso, curata da Antonella Simona D’Aulerio, edita da Giraldi Editore e con la prefazione di Serena Grandi. Ecco cosa ci racconta Fabiana:

“Dopo le interviste agli autori di DILLO A CURVY PRIDE – la nostra prima raccolta di storie di vita, uscita a dicembre 2020, ndr – abbiamo voluto riproporre queste dirette perché è un modo semplice e molto efficace per arrivare al pubblico. Oggi i social sono lo strumento più usato e immediato per condividere contenuti e abbiamo la possibilità di conoscere chi sono davvero le persone che hanno contribuito alla realizzazione dei libri.

La scorsa edizione delle dirette ha avuto un grande successo: i follower ci hanno dimostrato tutto il loro interesse, hanno potuto fare domande in tempo reale, hanno commentato i loro racconti favoriti, hanno potuto scoprire com’è stato per gli autori condividere le loro storie, a volte anche molto personali e toccanti. Ci sono state dirette in cui abbiamo riso e altre in cui non abbiamo potuto trattenere le lacrime. Con le storie di vita è così: ti prendono e ti trasportano nel loro mondo. È facile immedesimarsi, perché i racconti parlano d’amore, di amicizia, di lavoro, della vita di ogni giorno. C’è chi ha rivissuto i ricordi della casa della nonna, chi ha ricominciato la sua vita dopo una separazione, dopo una delusione, dopo una perdita. C’è chi ha raccontato la propria esperienza con i disturbi alimentari o con l’omosessualità. Chi ci ha trasportati dritti negli anni ’90. Insomma, le storie dei nostri libri sono le storie di tutti, e tutti noi possiamo trovare in quelle pagine un pezzettino di noi stessi.

Da quest’anno il format sarà strutturato con 3 domande, sempre le stesse, ad ogni ospite. Sarà divertente e curioso confrontare le risposte dei nostri autori. Ogni incontro durerà circa 10 minuti e sarà pubblicato sui nostri social, in modo da poterlo condividere e rivedere in ogni momento. Lo abbiamo intitolarlo AUTORI TRA LE RIGHE perché quello che desideriamo portare a galla sono le sfumature degli argomenti trattati e le curiosità che ci sono rimaste dopo aver letto tutti i racconti. Vi invito a seguirci e a commentare le dirette: gli autori non vedono l’ora di cominciare a raccontarsi per noi anche dal vivo!

Potrete seguire le dirette ogni lunedì e giovedì alle 19.00 sul profilo Instagram curvypride_official e/o vederle pubblicate subito dopo sui nostri vari canali social. Seguite le nostre stories per scoprire chi saranno gli autori del giorno. Buone dirette a tutti!

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Un grazie a tutte le socie e soci che che credono nell’ Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

DILLO A CURVY PRIDE VINCE LA BENEMERENZA DEL PREMIO MELVIN JONES. VI RACCONTO LA MIA SERATA MAGICA A BOLOGNA

Dillo a Curvy Pride vince la benemerenza del primo concorso letterario Melvin Jones indetto dai Lions di Ferrara. Vi racconto la magia di una serata d’estate a Bologna.

“…E a ritirare il premio, Fabiana Sacco!” Quando ho sentito il mio nome è stato bellissimo, emozionante. Chi mi conosce lo sa che sono sempre abbastanza disinvolta in società ma questo evento è stato qualcosa di diverso, qualcosa di unico, che non avevo mai vissuto prima. Essere in quel salone meraviglioso con attori, scrittori, giornalisti e autorità mi ha fatto tremare le ginocchia! Il nostro libro DILLO A CURVY PRIDE era tra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Nazionale Melvin Jones, intitolato ‘Talento, ambizione, filantropia per migliorare il mondo’ e si è portato a casa una benemerenza che la giuria ha voluto riconoscerci per il grande contributo sociale apportato con le nostre storie di vita. Ma cominciamo dall’inizio.

Le emozioni sono appena cominciate, la benemerenza Melvin Jones mi apre le porte di un palazzo storico

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Le modelle curvy, un nuovo concetto del bello

La presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato

Una rieducazione al concetto del bello, nella moda, grazie a campagne mirate e anche grazie alle modelle curvy” questa la frase della giornalista del Tg5 in un servizio che è andato in onda qualche sera fa, dedicato alle modelle curvy. Ebbene sì, adesso si volta pagina. Basta con gli stereotipi di donne bellissime, taglia 38/40. La bellezza c’è anche nella taglia oltre la 48. Come si dice: se una è bella, è bella. Dunque, care donne e cari uomini con qualche chilo in più, adesso è il nostro momento. E lo hanno capito anche gli stilisti che tante persone non sono magrissime e che anche loro, anzi, soprattutto loro, sono quelle che si vogliono esprimere indossando capi meravigliosi.

Soprattutto vogliono dimostrare che il bello sta anche in quei corpi burrosi e sensuali che esprimono calore e, talvolta, immensa sensualità. Nel servizio del telegiornale è stato proprio detto: “Sensuali, bellissime, seducenti e soprattutto curvy. Donne coraggiose che hanno rivoluzionato il mondo delle passerelle e stravolto i canoni degli stilisti. Da Fendi a Valentino, da Chanel a Versace. Tutti hanno avuto e hanno modelle curvy come testimonial. Perché la loro fisicità ha proposto modelli finalmente contemporanei”.
Chi sa bene cosa sia la bellezza curvy è proprio la presidente dell’associazione Curvy Pride, Marianna Lo Preiato.
Lei, con la sua bellezza mediterranea, un corpo sinuoso e assolutamente sensuale, con una femminilità indiscussa, sostiene questi concetti dal lontano 2013. Compare anche lei in quel meraviglioso servizio del Tg5, con l’iconica maglia fucsia con il cuore bianco, logo di CurvyPride, che ormai è diventata il simbolo della community.

Ecco quindi che, nelle pagine social, si è scatenata tanta curiosità e molte ragazze e donne che sfilano hanno postato con orgoglio le loro foto più belle. “Sogno un mondo inclusivo, dove tutti possano vivere liberamente il proprio peso, la propria sessualità, la propria origine. Ognuno di noi ha il diritto di essere felice per quello che è” afferma Marianna Lo Preiato autrice del libro “La mia resilienza in un corpo morbido” oltre che fondatrice e presidente dell’associazione CurvyPride.

La storia di una donna, di tante donne, che con l’associazione Curvy Pride Aps potranno essere resilienti insieme.
Scritto da Marianna Lo Preiato, a cura di Marzia di Sessa, con la prefazione di Maria Teresa Ruta, questa è la storia di Marianna, che ha resistito alle avversità che la vita le ha riservato ed è riuscita a trasformare gli ostacoli che la potevano far cadere in un cammino di liberazione.

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Barbara Braghin che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.




Barbara Braghin è giornalista e blogger. Adora la moda, i film con Marilyn Monroe anche se il suo preferito rimane sempre Pretty Woman. Da sempre fan di Madonna, adora il fucsia e ha una filosofia di vita molto strong: SE INSISTI E PERSISTI RAGGIUNGI E CONQUISTI.

#DilloaCurvyPride intervista all’autrice MONIA BOLOGNINI

I 33+1 protagonisti ed autori del libro DILLO A CURVY PRIDE sono persone comuni che hanno aperto il loro cuore e raccontato spaccati della loro vita, vincitori del contest promosso dalla Giraldi Editore in collaborazione con l’Associazione CURVY PRIDE – APS. Abbiamo deciso di intervistarli per farveli conoscere.

Oggi si aprirà a noi: MONIA, autrice del racconto “UNA PRINCIPESSA CURVY IN CARROZZA“.

Breve descrizione personale: “Mi chiamo Monia, sono una ragazza diversamente abile in carrozzina di Bologna.

Sono in carrozzina da sempre e sono la “principessa curvy in carrozza” dell’antologia.”

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso letterario “DILLO A CURVY PRIDE”? Ho voluto partecipare al concorso letterario perché mi piace scrivere e perché, scrivendo di me, mi sono messa in gioco.

Quali sono i temi che affronti nel tuo racconto? Con la mia “favola” ho voluto mettere in luce alcuni temi come l’essere diversamente abile, l’accettazione di sé in tutte le forme anche con le ruote; il rapporto con il proprio fisico.

Cosa speri che il tuo racconto possa trasmettere a chi lo leggerà? Mi piacerebbe trasmettere consapevolezza, raccontando in maniera leggera di me, voglio dire alle persone che ci sono anche io, con le ruote, che fanno parte di me. Magari non sempre si ha la possibilità di incontrare nella propria vita una persona diversamente abile e il mio racconto potrebbe essere un’occasione di contatto con una realtà diversa.




E’ cambiato qualcosa in te dopo aver scritto il racconto? Se sì, cosa? No, non è cambiato nulla, forse perché l’ho scritto con naturalezza.

Una volta lessi una frase che citava “l’umanità ha bisogno di ascoltare storie”, secondo te. Faccio un esempio per spiegarmi meglio. Nelle tribù c’è la figura del “Saggio” della persona anziana che racconta alla comunità le storie e gli aneddoti del passato proprio per tramandare il sapere e la conoscenza di fatti avvenuti per capire quali insegnamenti  si possono apprendere. La storia è fatta di storie ed è fatta di umanità ecco perché l’umanità ha bisogno di ascoltare storie. Per crescere e per conoscere.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Mi piacerebbe cambiare lavoro, magari andando a lavorare in ambito culturale, e avrei un sogno: poter andare a vivere da sola, ma c’è tanto da lavorare.

Cosa ti rende felice? Mi rende felice: essere accettata, essere d’aiuto agli altri, poter vivere la mia vita al meglio. In maniera diversa da un’altra donna mia coetanea, ma sempre al meglio.

Poi siamo sempre tutti uguali e tutti diversi.

Completa la frase “Puoi fare qualsiasi cosa se… ci credi”

Il libro “DILLO A CURVY PRIDE – Storie di vita” a cura di Antonella Simona D’Aulerio, pubblicazione Giraldi Editore con prefazione di LUCA WARD e omaggio di TONI SANTAGATA è in vendita in tutte le librerie, sul sito della casa editrice (www.giraldieditore.it) e su tutte le piattaforme on line.


Questa Intervista è stato scritta dalla socia, collaboratrice dello staff e autrice del libro #dilloacurvypride Valentina Parenti che dedica parte del suo tempo alla crescita dell’Associazione Curvy Pride – APS.


Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

QUATTRO CHIACCHIERE CON… FABIO DE NUNZIO (“IL BUON FABIO”)

Fabio De Nunzio, già inviato di “Striscia la Notizia“, è dalla parte degli obesi, persone che vivono quotidianamente sulla propria pelle il bullismo ponderale e la discriminazione, scontrandosi con impensabili barriere architettoniche.

In libreria il suo ultimo libro “Sotto il segno della Bilancia (3)” con la speranza che si diffonda una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Lo ha intervistato per Curvy Pride la nostra Caterina Argentieri.

Questa è la terza edizione de “Sotto il segno della Bilancia (3)”. Cosa l’ha portata a scrivere questo libro? Nei sei anni trascorsi dalla prima pubblicazione cosa le sembra che sia cambiato? Questo libro, che è stato scritto a quattro mani insieme a Vittorio Graziosi, è stato voluto soprattutto dalla gente, dalle persone che incontravo per strada, da associazioni di categoria che mi chiamavano, dicendomi ogni volta: “Fabio, ma per noi non si fa niente, non si parla delle nostre problematiche, delle barriere architettoniche che noi sopportiamo, delle discriminazioni, delle forme di bullismo”. E secondo me sono in tanti a viverle ogni giorno, considerato che in Italia c’è una popolazione di circa sei  milioni di persone obese. Un numero spaventoso! Il 36% dei bambini o è obeso o è in sovrappeso. Cifre allarmanti! Se non si comincia realmente a fare qualcosa, nel giro di pochi anni ci potremmo ritrovare una popolazione di persone obese, con tutto ciò che ne consegue, e senza delle linee guida appropriate. E quindi, stimolato da varie persone, io e Vittorio Grazioli abbiamo buttato giù un primo testo, la prima edizione, che è andata esaurita in breve tempo. Così abbiamo scritto la seconda edizione. Ci tengo a sottolineare che questo è un “libro aperto”: ogni volta si aggiungono degli elementi nuovi perché,  girando in Italia, hai sempre delle storie che ti possono raccontare, o di denunce che si vogliono fare, e tu le raccogli all’interno del libro. E così si arriva alla terza edizione. Il libro ha inoltre ottenuto dei riconoscimenti in tutta Italia: 3 premi letterari e, grazie al libro, sono stato nominato ad Assisi di “Cavaliere della pace”.

Volendo poi fare un bilancio, lo ritengo positivo perché,  grazie alle decine e centinaia di interviste fatte in Italia, sono stato tra i primi che ha posto l’attenzione sull’obesità e sulle problematiche ad esso connesse presso varie emittenti locali, per poi esporle anche in emittenti nazionali: tra questi vorrei citare Il Caffè di RaiUno, che sta ospitando e diffondendo una serie di video da me realizzati, e anche lo stesso Marco Liorni e il programma da lui condotto, ItaliaSi (sempre su Rai Uno), dove abbiamo anche parlato di obesità e di tutto ciò che ruota intorno ad esso. Ritengo che questo bilancio sia positivo anche per altri motivi: perché se ne parla, si pone l’accento e l’attenzione su questo problema, si organizzano dibattiti ed eventi pubblici, partendo dalla presentazione del libro, e se ne discute insieme ai Sindaci, ai Presidenti delle Regioni, agli assessori che presenziano e intervengono: tutto questo non può quindi che finire sotto il segno della positività. La strada da fare è ancora lunga, anche perché fino a poco fa ho fatto questo lavoro prevalentemente in solitaria. Ma un po’ alla volta ho trovato persone che mi hanno aiutato, tra cui Curvy Pride, e sono certo che i risultati saranno ancora più efficaci e pervasivi.

Nel libro racconta vari episodi, anche di velate discriminazioni in ambito lavorativo. A lei è mai successo? Per quanto riguarda me, in ambito lavorativo fortunatamente no, al contrario di tante altre persone che io conosco, che invece sono state discriminate o addirittura [per dire] sono state scelte persone “magre”, invece di persone che hanno dei chili in più, per tutta una serie di motivi: perché sembrano più veloci, o sembrano più attivi,  anche in ambito impiegatizio, per attività per lo più sedentarie, ove non capisco in cosa tale “velocità” venga richiesta. Molte altre volte invece succede che venga scelta  “la bella presenza” a scapito delle competenze, quindi la ragazza o il ragazzo deve essere magro, bello e muscoloso e attraente. E  se mi è concesso, seducente pure. Non prevale la meritocrazia, ma la bellezza, e questo è inammissibile. Ovviamente spero e auspico un’inversione di tendenza in tal senso. Faccio un esempio: pensiamo alle varie commesse nei negozi. Nella mia vita non ho trovato mai una commessa con dei chili in più, ma ragazze molto belle, che spesso non sfigurerebbero sulle più blasonate passerelle.

Ma spesso mi domando: ma tutte quelle ragazze che hanno bisogno di lavorare, cosa dovrebbero fare? Dimagrire e/o andando in centri estetici per potersi rifare, “rigenerare”? Tra una ragazza magra e una che ha dei chili in più, a parità di competenze, viene scelta quella più magra (e ritenuta più bella). Sicuramente ci saranno anche dei negozi con commesse con dei chili in più, ma rappresentano un’esigua minoranza. È un problema serio, perché tanta gente che ha dei chili in più non lavora proprio perché non gli si dà la possibilità di lavorare per il fatto del “problema” dei chili.

Sempre rimanendo in ambito lavorativo: dall’alto della sua esperienza , che consigli darebbe a un* ragazz* “diversamente magr*” che volesse seguire le sue orme? Come dico a tutti, se uno ha un obiettivo, bisogna lavorarci, bisogna saltare tutti i vari ostacoli , e puntare diritti alla meta. Dimagrire indubbiamente fa bene a tutti , ma l’adipe non deve essere un alibi per giustificare le proprie sconfitte: bisogna sempre tentare, in qualsiasi condizione, e se hai un obiettivo in testa, lavorarci, lavorarci, lavorarci, studiare e arrivarci.

Una categoria con cui spesso gli obesi non hanno un buon rapporto sono i medici. In qualità di “Cavaliere  della pace” che “messaggio di pace” invierebbe loro? A volte accade, è accaduto anche me da piccolo e avevo già dei chili in più: avevo il terrore di andare dal pediatra perché, ogni volta che andavo, salivo sulla bilancia e lui mi guardava sempre con quella faccina “eh eh eh… ma devi dimagrire, devi dimagrire devi dimagrire”. Quando dici queste cose ad un bambino, ma anche ad un adulto, spesso non si riesce ad ottenere l’effetto voluto. L’obeso spesso è una persona provata: è provata dagli insulti, dalle prese in giro, dai suoi chili in più, dalla sua fatica, dalla sua forma di pesantezza. Sarebbe “cosa buona e giusta” prestare attenzione alle parole e al come si parla ad un obeso: spesso e volentieri la causa del problema, del suo atteggiamento malato col cibo risiede proprio nella sua testa. Per onestà va anche detto che quello del medico non è un compito e un lavoro facile, ma un approccio strutturato in maniera più “amichevole” potrebbe essere di giovamento: a ben poco serve il terrorismo psicologico dato dalla litania delle malattie a cui può andare incontro. Avete mai visto un fumatore smettere di fumare solo perché sul pacchetto sta scritto “Nuoce gravemente alla salute”? Come detto, al medico sta la tutela della mostra salute. Ma non guasterebbe ricordarsi che le persone hanno anche una testa, e pensare anche al particolare momento della loro vita che stanno vivendo.

Il mondo della moda sembra essersi finalmente accorto che esistono le Curvy e le Plus Size. Secondo lei è una vera attenzione ad un problema o solo business? Ma no! È una questione di business sicuramente! Se pensiamo per un attimo che solo in Italia ci sono oltre sei milioni di persone obese e milioni di persone in sovrappeso è normale che si venga a creare una forma di business, è normalissimo che sia così. Sono anche aumentati i negozi che arrivano a vestire fino alla taglia 84. Certo, saranno più facili da trovare nelle grandi città… Ricordo, ad esempio, quando ero più piccolo dovevo spostarmi, spesso arrivando anche fino a Roma per potermi vestire adeguatamente. Oggi invece i negozi che vestono oltre le taglie standard sono aumentati, sia da uomo che da donna, anche perché ne è aumentata la richiesta. Vent’anni fa la percentuale di persone sovrappeso e di obesi presenti in Italia era molto più esigua.

Facciamo un gioco: Pubblicità Progresso la sceglie per creare una campagna di sensibilizzazione. Come la progetterebbe? Su cosa focalizzerebbe la sua attenzione? Io porrei l’attenzione sulle scuole. Farei una campagna nazionale per eliminare da tutte le scuole d’Italia i distributori di merendine, patatine e bevande gassate, e li sostituirei con  distributori di frutta, verdura, yogurt e acqua naturale . Bisogna iniziare dalle scuole se vogliamo insegnare ai ragazzi come tutelare la propria salute, e contribuire a ridurre le cifre da record di cui parlavo.

Grazie a Fabio De Nunzio per la sua disponibilità e per suo impegno a diffondere una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

 

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