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MI SENTIVO TANTO STANCA E PRIVA DI FIDUCIA IN ME STESSA

Continua il racconto di Lorena Montanari, delle sue esperienze tormentate, felici, drammatiche, di rinascita. Continua il racconto della sua vita.
*** ENGLISH TEXT BELOW ***
“Fino all’anno scorso, il cibo era una sorta di amico/nemico.

Per tanto tempo l’ho consumato sia per punirmi, sia per gratificarmi. È difficile spiegare come io mi sentissi. A volte mangiavo perché ero triste, a volte perché ero felice.

Il cibo mi aiutava a calmarmi; mi faceva sentire protetta. Ma nello stesso tempo non era piacevole vedere il mio corpo cambiare. Ed allora vi erano periodi in cui quasi smettevo di mangiare; perdevo molto peso. Ma non mi sentivo mai soddisfatta. Che io fossi più magra o più grassa, era veramente dura guardarmi allo specchio. Mi denigravo di continuo. Non mi piaceva nulla del mio corpo.

Non riconoscevo moltissime qualità in me stessa. Ed ovviamente i rapporti sociali non mi aiutavano,anzi. L’unica persona che veramente mi ha aiutata e sostenuta, fu colui che divenne mio marito 4 anni fa. Ma sapete, la verità è questa: anche se il tuo uomo non fa altro che dirti che non ti ama per il tuo peso, che ti trova bella in tutte le taglie; ebbene, se non siamo noi a scegliere di amarci, nessuno potrà farlo al posto nostro.

Solo noi abbiamo il potere di scegliere.

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Sono stata uno yo-yo per tutta una vita.

L’ultima volta che ricominciai ad ingrassare fu due anni fa, quando dopo l’ennesimo sforzo fisico per cercare di bruciare kcal con la cyclette, dato che come sempre soffrivo di dismorfismo e qualche kg in piú per me erano percepiti come tantissimi ed alternavo sempre momenti in cui ossessivamente facevo ginnastica e mangiavo pochissimo, ed altri in cui mi abbuffavo di continuo e mi sentivo in colpa e frustrata.

Ebbene questa volta il mio corpo cedette. Una notte mi svegliai urlando dal dolore. Era come se la coscia sinistra fosse tempestata di lame. Era un dolore cronico. Lo specialista mi diagnosticò la meralgia parestesica. Dovetti affrontare una lunga cura; rimasi a letto per mesi, totalmente impossibilitata a muovermi a causa del farmaco che mi dava forte stordimento per poter attenuare il forte dolore. La cura funzionò.

Ma la binge tornò più che puntuale nella mia vita, questa volta insieme ad una forte forma di depressione che mi costrinse a casa. Uscivo pochissimo, solo la sera tardi.

Mi vergognavo della mia immagine. Non volevo mostrarmi in giro. Perché non facevo altro che passare le mie giornate sul divano, davanti alla tv con cibo spazzatura.

Mio marito mi consigliò la psicoterapia, ed accettai, perché comunque una parte di me voleva veramente cambiare, solo che mi sentivo tanto stanca e totalmente priva di fiducia in me stessa.

E così dopo un lungo percorso interiore, ho deciso di rinascere dentro e fuori.

Iniziai a piccolissimi passi. Decisi che era tempo di rivoluzione.

Prima cambiai zona di residenza. E piano piano iniziai ad uscire. Ero arrivata a 94kg. Certo, non mi piacevo per niente, volevo fare qualcosa perché grazie alla psicoterapia avevo trovato una certa forza che mi spingeva al rinnovamento.

Così iniziai a guardarmi e ad accettarmi. Dico sul serio. Pensai:”Se vuoi veramente percepirti in maniera diversa e migliorarti, devi percepirti come mai fatto prima e devi fare cose che non hai mai fatto e che hai sempre avuto paura di fare”.

Le mie più grandi paure son sempre state le stesse fin da bambina: cambiare il mio rapporto con il cibo e frequentare una palestra.

La mattina del 9 gennaio 2018, mi svegliai e decisi di iniziare ad affrontare i miei demoni. Una volta per tutte.

Mi sentivo pronta.

Iniziai a documentarmi sul binge eating, sul body positive, a confrontarmi soprattutto sui social ed iniziai piano piano a modificare il mio regime alimentare non solo in modo sano, ma anche in modo che soddisfacesse il mio gusto.

Sapete, è proprio vero: a volte ciò che non accade per una vita, può accadere in un attimo.

Iniziai a mangiare sano e a uscire, a godere del centro della mia città, del bellissimo parco vicino la mia nuova casa. Un giorno una mia cara amica mi disse che praticava crossfit e che era un tipo di sport interessante adatto anche ai principianti.

Quando appresi di ciò di cui si trattava, la me ancora un po’ insicura disse “non puoi farcela. Troppo dura”. Ma la nuova me che ormai era esplosa e stava prendendo il sopravvento rispose: “Provaci, provaci sempre. Sei pronta ad amarti. Puoi riuscire in qualsiasi cosa. Devi solo volerlo”. E a fine febbraio ho iniziato a praticare crossfit.

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Ed il mio rapporto col cibo è migliorato sempre di più, sia che io mi sentissi triste e arrabbiata, sia che io mi sentissi felice e sicura. Ho continuato ad affrontare ogni paura, a superare ogni ostacolo.

Sempre avanti, mai indietro è diventato uno dei miei mantra preferiti. 

Oggi ho fatto pace col mio corpo, e sono felice della mia immagine riflessa sullo specchio. Mi vedo bella,  perché ho plasmato il dolore in amore.

Ora ci credo. E nulla mi fermerà.”

***  ENGLISH TEXT ***

Food was a sort of friend/enemy until last year.

I’ve been eating both to punish me, and to satisfy me for a very long time.

It’s very hard to explain the way I was feeling inside. Sometimes I used to eat cos I was sad, sometimes cos I was glad. Food used to get me calm; food used to protect me. But it was not pleasant to see my body changing at the same time.

So there were times where I hardly ever stopped to eat and I had been losing weight very much. But I never felt satisfied. It was really hard to look myseld at the mirror both I was slimmer, and overweight.

I used to chase my body all the time.  I liked nothing of my body and I did not recognise any of my skills.  And no social relationship could help me at all.

The only one who really helped and supported me was the man who became my husband about 4 years ago.  But you know, there is only one truth: even if your man can’t help himself from saying he loves you with any size, not for your weight; well, if we don’t choose to love ourselves, no one can do it for us.

The choice’s power is only up to us.

I have been a yo-yo girl for all of my life.

The last time I started gaining weight again, was two yrs ago, when I was trying my best to burn kcals by cyclette, since I always suffered from dysmorphism, and just few kgs more were perceived like a bounch to me, and I had been alternating times in which I was doing fitness obsessively and I used to eat very few; and tumes in which I was always binging and I used to feel guilty and frustrated. Well, this time my body gave up.

One night I wake up screaming in pain: it seemed like my left thigh was studded with blades. It was a chronic pain. Doctor’s response was meralgia paraesthetica, and I went through a long cure staying at home for months. I could not move outside, cos medicines made me confused in order to decrease pain.

The cure was successful, but binge eating came back into my life, and this time was in company of a hard form of depression that made me stay at home, like in prison. I used to go out real few times, especially at late night.

I was really ashamed of showing my body around, in public. I used to stay at home, sitting on my sofa, watching tv with junk food.  My husband adivised me a psycotherapy, and I accepted cos a still a part of me really wanted to change, but I felt very sick and totally without trust in myself.

After a long walking inside my soul, I decided to start my rebirth insideout. I started step by step. I decided it was time of revolution.

First of all, I moved in a new home, in a new neighbourhood and I slowly started going out. My weight was 94kg and I didn’t like my body at all, but I was able to find a little strenght inside me thanks to psycotherapy and I really wanted to improve my life.

This little strength was leading myself to regeneration. Seriously, I started to looking at my body and to accept it. I said to myself: “if you really want to perceive yourself differently and to improve, you have to do it as you’ve never done before; and tyou have to do things you’ve never did and always been afraid to do”.

My greatest fears have always been the same since I was a child: to change my relationship with food and to attend a gym.

It was January 9th,2018 when I woke up in the morning and I decided to start facing my demons. Once for all. I felt I got ready for it.

I started to educate my mind to binge eating, to body positive, in particular I started interacting on social networks and I slowly started changing my food habits not only in a healthy style, but also in order to satsfy my sense of taste.

You know, it’s definitely true: sometimes what does not happen in a lifetime, it can happen in a moment.

So I started eating healthier, going out, enjoying the city center, walking around the park near by my new place. I remember a dear friend of mine one day told me she was attending crossfit; she told me it was an interesting sport, fitting also to beginners.

When I got to know what crossfit was about, the still insecure part of me said: “It’s too hard. You can’t do it”. But the new me was exploded and was taking the upper hand over my insecurity, so I said at least: “Try. Keep on trying. You’re ready to love yourself. You can be successful anything. You just had to want it“.  And I started practicing crossfit at the end of February.

And my relationship with food got better and better, both when I was angry adn sad; and when I was happy and comfy. I kept on going through any fear, overcoming any trouble.

Always ahead, never back turned into one of my fave mantras“.

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HO SEMPRE CREDUTO DI NON ESSERE ABBASTANZA

Lorena Montanari è stata una delle prime a diventare socia dell’Associazione Curvy Pride.

La sua vita è stata travagliata per molti aspetti e piena di felicità per altri. E la racconterà a tutte noi perché chi condivide e si apre agli altri fa due regali: a se stessa e, soprattutto, alle persone che scopriranno di non essere le sole a provare determinate emozioni, positive o negative che siano.

Questo è il primo di tanti post in cui Lorena apre il suo cuore. Grazie Lory.

Seguitela su instagram “loryhealtycurvy”

*** ENGLISH TEXT BELOW ***

“Sono cresciuta con la convinzione che per essere bella, dovevo essere magrissima a tutti i costi. E così sono stata a dieta ed ho lottato contro il cibo per una vita intera. Dall’età di circa 10 anni, ho reso il mio corpo un autentico yo-yo. Sono ingrassata e dimagrita così tante volte, da non ricordare con esattezza tutti periodi che ho vissuto. Ho conosciuto bullismo; ho sempre creduto di non essere mai abbastanza. Nemmeno quando diventai una magra omologata riuscii a star bene con me stessa. Mi illudevo  per un po’, e poi bastava un evento negativo, qualche amicizia falsa, e tornavo a quei tanti kg di dolore.

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Certo,  ho tentato di accettarmi tante volte,  ma non ci sono riuscita. Finché un giorno, decisi che dovevo smetterla una volta per tutte. Soprattutto quando, lo scorso inverno del 2017, raggiunsi i 94 kg di peso per 160 cm di altezza. La mia salute era in pericolo, ed ebbi tanta paura. Da una parte avevo paura di cambiare,  di scoprire qualcosa di me che forse non mi sarebbe piaciuto; avevo paura di mettermi in gioco e lavorare duro con il mio corpo e la mia mente. Ma dall’altra parte, sentivo che era mio diritto apprezzarmi completamente e salvarmi da queste energie negative che mi stavano facendo smettere di vivere. Perché vivere senza credere in te stessa, senza apprezzarti dentro e fuori non è vita. E’ sopravvivere. Ed io mi senti veramente stanca di sopravvivere e basta.

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Così scelsi di amarmi, di rispettarmi,  di fare pace con me stessa ed il mio corpo. Decisi che era tempo di rinascere. Ed eccomi qui in questa foto recente.

Oggi ho scelto di essere felice, così ho indossato un bikini dopo anni; ho nuotato al lago con l’uomo che amo. Finalmente mi sento libera. Mi sento felice della persona che sono diventata dentro e fuori; ed ho compreso quanto la vera bellezza risieda nella nostra unicità, non in un ossessivo stereotipo!”

*** ENGLISH TEXT ***

Traduzione “I grew up just thinking I had to look very slim real badly,  in order to be beautiful. And I’ve been on a diet and in struggle against food for a whole life. My body became a real yo-yo since the age of 10. I got slimmer and I got fatter so many times that I can hardly remember all the times I’ve been through. I knew bullying; I always believed not to be ever enough. Eventhe times when I got a standard-slim I was able to feel comfy with myself. I had been in illusion for a while,  and then it just took a sad event,  or a wrong friendship,  and my many kg’s of sorrow came back.

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Sure, I’ve been trying to accept myself so many times,  but I wasn’t successful. Then,  one day,  I decided to stop it once for all. Moreover,  last winter 2017, my weight was 94kg for a 160cm height. My health was in danger, and I was really in fear. From one hand,  I was afraid to change, to discover something in myself that I might not like; I was afraid to get into the game with my mind and my body. But in the other hand,  I felt it was my right to appreciate myself to the full,  and to save myself from all these negative energies that were making me stop living. Cos to live without believing in yourself,  without accepting who you are insideout,  is not living. It is just surviving. And I was sick and tired just to survive.

At least I chose to love myself,  to respect myself,  to make peace with myself and my body. I decided it was time to rebirth. And here I am in this recent picture.

Today I decided to be happy,  so I wore a bikini after so many years; I swam at the lake with the man I love. Finally I feel free. I feel happy about who I became insideout; and I realized real beauty comes from our own uniqueness,  not from an obsessive stereothype!”

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IL MIO GROSSO GRASSO CORPO

Caterina Argentieri è entrata nel mondo di Curvy Pride! Ascoltando la poesia “The Fat Joke” di Rachel Wiley (Button Poetry), Caterina ci invita a riflettere. E voi cosa ne pensate?

L’apertura di questo articolo è affidato ad una poesia (Rachel Wiley – “The Fat Joke” – Button Poetry), ad un invito a riflettere.

La storiella inizia così: “il paziente va dal dottore «dottore mi fa male il braccio quando lo muovo così, che devo fare?» e il dottore gli risponde: « E tu non muoverlo così».

Ma… La Chiattona va dal dottore e gli chiede – Dottore mi fa male il braccio se lo muovo così, cosa dovrei fare? E il dottore le risponde – hai mai pensato alla chirurga bariatrica?-

La Chiattona va dal dottore per il vaccino anti influenzale. Il quale condirà il tutto con un sermone sul BMI (Body Mass Index – indice di massa corporeo, NdT).

La Chiattona va dal medico per un’otite, e le vien chiesto se abbia mai mangiato un’insalata.

La Chiattona va dal medico per farsi medicare il morso di un ragno, e il medico non riesce a farsi una ragione del fatto che i valori della sua pressione sanguigna siano incredibilmente bassi. O per lo meno, bassi per una persona della su stazza; gliela misura e ri-misura per tre volte… dimenticandosi completamente della tumefazione violacea del morso velenoso del ragno (altrimenti, perché la Chiattona sarebbe andata lì?)

La Chiattona va dal medico per farsi prescrivere degli anti-depressivi; le viene invece prescritto di fare sport, essendo ovvio che sia la sua ciccia la causa della sua depressione. E ovviamente , i ciccioni non fanno sport, e restano ciccioni.

La Chiattona va dal medico per un controllo trimestrale di routine e il dottore le chiede – hai seriamente pensato alla chirurgia bariatrica?-

La Chiattona ne ha le scatole piene di avere sempre la stessa diagnosi: dimagrisci. E dal medico non ci va più.

La Chiattona si rivolge al mondo dicendo- guardate che non è per niente piacevole essere considerate solo delle palle di lardo – e il mondo le risponde- e tu smettila di essere una palla di lardo.-

La Chiattona vive in un mondo che preferirebbe farla a fettine, piuttosto che accettarla con i suoi chili in più. E al diavolo le conseguenze.

La Chiattona vive in un mondo di dottori laureati su Google e su Wikipedia, che si definiscono “preoccupati” per la sua salute. E al diavolo le conseguenze.

La Chiattona vive in un mondo in cui riesce ad amare ancora in qualche modo il suo grosso grasso corpo e il mondo le urla dietro – basta santificare l’obesità-

La Chiattona si rivolge al  mondo intero dicendo- sentite: se voglio dimagrire, quanto voglio dimagrire e quante volte ci abbia provato riguarda solo me. Perché per voi magro uguale sano.

E per la stessa ragione, la mia salute , che sia più o meno a rischio, è solo affar mio. Che vi piaccia o no. Merito rispetto, e merito di esistere così come sono. “Primo non nuocere” vale anche per me – E il mondo – Ah ah bella questa!

Partendo dal presupposto che nessuno vuole negare che l’obesità sia un problema,  e come tale va affrontato. Ma non come i “buoni samaritani” di cui sopra.

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Alzi la mano chi vede questa scena come “Familiare”.

Esatto, la mia mano è proprio la prima.

Ho convissuto per quasi un anno con un’infezione, che non si sapeva da dove fosse partita, per poi ritrovarmi col seder trasformato in un gigantesco puntaspilli.

Da cosa dipendeva l’infezione secondo i medici? Immagina…Puoi…

Cambia lo scenario: dieta ed esercizio fisico stavolta ci sono,  Nello stesso periodo, a causa della peggior delusione (chiamiamola col suo nome: mazzata) in campo professionale che io abbia mai avuto, ho un crollo nervoso, che richiede cure mediche. La diagnosi non cambia, nonostante io abbia fatto notare il cambio di rotta. Ma niente

Per non parlare di quelli che a malapena ti conoscono, ti fermano per strada e si sentono in diritto di dirti cosa devi fare. A quale titolo poi…

Si parlava di farmaci antidepressivi, a cui spesso si associa (o addirittura si sostituisce) la terapia psicologica, in casi di disturbi alimentari.

E in ogni caso: prima di ricorrere agli psicofarmaci, non sarebbe meglio fare un bel respiro, guardarsi intorno… e accertarsi che invece non si sia circondati da una massa di Str… ( sorry my French)?

TESTO INGLESE ORIGINALE

Rachel Wiley – “The Fat Joke” – Button Poetry

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“The old joke goes: patient walks into the doctor’s office, says: « Doctor, it hurts when I move my arm like this, what should I do?» and the doctor says « So don’t move your arm like that»

Now, Fat Girl walks into doctor’s office, says «Doctor, it hurts when I move my arm like this,’ and the doctor says, ‘Have you considered weight loss surgery?»

Fat Girl walks into the doctor office for a flu shot, and gets a lecture about BMI.

Fat Girl walks into the doctor’s office with an earache and was asked if she has ever eaten a salad.

Fat girl walks into the doctor’s office with a spider bite and the doctor obsessed her over how low her blood pressure is. Low for such a fat person anyway; insists on checking it three times before he’ll believe it, forgets completely about the mass of purple spider venom that brought her here to begin with .

“Fat Girl walks into the doctor’s to ask about anti-depressants and gets prescribed exercise instead. Because obviously her depression is because of her fat and obviously fat bodies don’t exercise and stay fat.”

Fat Girl walks into the doctor’s office for a standard 3 month follow up appointment and the doctor says «Have you considered that weight loss surgery instead?».

Fat Girl gets tired of constantly being diagnosed as fat. So Fat Girl stop walking into the doctor’s office.

Fat girl walks into the world and says «World, it hurts to exist like that » And the World says «So stop existing like that».

Fat girl walk through a world that would rather she slices herself open than to exist as she does, side effects be damned.

“Fat Girl walks into a world full of sidewalk doctors who claim to be concerned about her health, side effects be damned.

Fat Girl walks into the world and still somehow manages to love her fat body and the world says, ‘Stop glorifying obesity.’”

Fat Girl walks into the world and says «I do not owe you shrinking, you know, I do not owe you thinness, attempted thinness, or desired thinness. Because you assume thinness equals health.

For that matter, I do not owe you health, perceived or otherwise, to receive basic respect .I am deserving of care, and I am deserving to exist as I do. I am deserving of ‘first, no harm done».

And the world says, «That’s the best joke we’ve heard all day.»

Articolo di Caterina Argentieri

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ON. STEFANIA PEZZOPANE: “Siate voi stesse e cambierete il mondo”

L’onorevole Stefania Pezzopane è un membro del Parlamento della Repubblica Italiana. Abruzzese doc, madre e donna.

#Esseresestessi è il suo hashtag e anche il nostro!

Una splendida intervista a una donna straordinaria!

Di cosa ha bisogno una donna per arrivare ai vertici della politica? Forza, energia, coraggio, mantenere un proprio profilo senza cedere a pressioni, tanta competenza perché devi risolvere problemi delle persone. E poi tanta pazienza e resilienza.

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L’aspetto estetico (altezza, taglia, ecc.) quanto può influire sulla carriera professionale di una donna? Moltissimo, ma può anche danneggiare e creare o forzare su stereotipi. Se punti solo sul corpo e credi di farcela con gli stereotipi, sarai una meteora. Da bambina mi prendevano in giro per la statura, ancora oggi mi dicono cose orribili. Ma io con questa gente mi sono sempre sentita una gigante.

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Quando le viene detto: “è impossibile” (in qualsiasi ambito), lei come reagisce? Nulla è impossibile. Proviamo.

Quanto è importate per lei il giudizio altrui? Molto importante sapere cosa gli altri pensano, ma non mi faccio condizionare dai giudizi. Troppi stanno lì a giudicare senza sapere e senza capire. Più bello capire, essere curiosi, provare interesse che giudicare sommariamente su pregiudizi o frasi fatte.

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Si è parlato molto della storia d’amore tra lei e il suo Simone Coccia. Cosa vi unisce? Tante cose, anche le differenze ci uniscono.

Molte delle amiche di Curvy Pride vivono un difficile rapporto con il proprio corpo perché ritenuto “non perfetto”, con tutto ciò che ne consegue a livello di autostima. Un messaggio per tutte loro. La perfezione non esiste, siamo tutti imperfetti, diversi, differenti. E’ quindi? Piuttosto cerchiamo di sviluppare la curiosità per gli altri. Per molti è comodo fermarsi allo stereotipo, banale ed accomodante, ma di quanta gioia si privano, poveretti. Curiamoci tutte di più, innanzitutto volendoci bene. La mia parola d’ordine è #esseresestessi. Siate voi stesse e cambierete il mondo. 

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LA SACROSANTA LIBERTA’ DI INGRASSARE O DIMAGRIRE è stata tolta anche a JOHNNY DEPP!

Rallegriamoci Donne, anche Johnny Depp non è libero di modificare il suo peso rispetto a uno “standard” di perfezione, proprio come tutte noi.

O meglio preoccupiamoci Donne, perché tutto cambia affinché tutto resti uguale.

TV, giornali, social si sono mobilitati per gridare al mondo la “spaventosa” diminuzione di peso di Johnny Depp: “Malattia grave? Depressione? Troppo magro! Malato! …”

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La stessa mobilitazione attuata nel 2015 quando si presentò alla Mostra del Cinema di Venezia e i media urlarono all’intero pianeta lo “spaventoso” aumento di peso dell’attore: “Gonfio e Ingrassato, Sciatto e Irriconoscibile”.

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Tante battaglie, tante campagne pubblicitarie, tanti flashmob per affermare il diritto alla pluralità dei modelli di bellezza ed eccoci qui a parlare non di meriti artistici, di premi conseguiti o di condanne giuridiche subite. NO, siamo di nuovo qui a parlare di… PESO!

Bene, Donne! Che tutto questo ci serva da MONITO, perché – come dice una famosa canzone – “Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai”.

E se le cose stanno così: ALZIAMO LA TESTA, RADDRIZZIAMO LE SPALLE E VIVIAMO CON GIOIA E SERENITA’ LA NOSTRA VITA! Tanto per i giudizi altrui – come recita sempre la canzone – “Sarà così finché vivrai”.

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CURVY PRIDE TATTOO: MONITO PER ESSERE SEMPRE FIERA DI ME STESSA

Tania Betti è una fotografa freelance a cui piace “inventare,  intrigare, giocare con il set e creare ogni volta nuovi mondi e nuove storie da raccontare”.

L’abbiamo conosciuta grazie a uno dei suoi tatuaggi che ci ha commosse e inorgoglite: Curvy Pride come monito per essere sempre fiera di se stessa.

E poi ci siamo letteralmente “innamorate” di lei, perché oltre dalla sua oggettiva bellezza estetica siamo state travolte dalla sua profondità intellettuale, dalla sua tangibile determinazione e dal suo acuto umorismo.

Grazie Tania per essere entrata a far parte del nostro mondo!

Chi è Tania? Volendo essere pragmatica; io sono una maniaca del controllo, e da qui la scelta “biologica” di fare fotografia di moda e non reportage. Sono fondamentalmente una creativa, futura sposa di un fumettista, mamma adottiva di una gatta cicciotta, appassionata amante del sushi e netflix addicted!

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Da fotografa cosa cerchi in un’inquadratura? L’inquadratura è la prima cosa che fa della fotografia una forma d’arte e non una scienza esatta, in quanto implica la soggettività del punto di vista (metaforico e letterale). C’è chi pensa infatti che fotografare debba significare rappresentare la realtà così com’è, ma quello che ognuno di noi vede in una foto non è altro che quello che il fotografo ha deciso di farci vedere, escludendo parti della scena e mettendone in risalto altre. Personalmente nelle mie inquadrature cerco in primis di esaltare il soggetto e di armonizzarlo con ciò che lo circonda, e spesso di fatti il mio punto di vista è frontale rispetto ad esso.

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E in una modella? Una modella per colpirmi deve avere delle caratteristiche ben precise: deve essere sicura di sé, conoscere e saper valorizzare il proprio corpo, seguire le mie indicazioni nelle pose ma metterci sempre un po’ di iniziativa, e piuttosto che essere bellissima avere qualche particolare imperfezione che la renda unica ed interessante (sono una grande fan di diastema, lentiggini ed orecchie a sventola!).

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Cos’è per te la bellezza? Ho sempre detto, e sempre dirò, che la bellezza non risiede nel peso bensì dell’armonia delle forme. Da brava ex studentessa di lettere classiche mi piace sempre citare in proposito il buon vecchio Seneca: “una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti“.

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Uno dei tuoi tatuaggi ci ha emozionate infinitamente. Cosa ti ha spinto a farlo? Abbiamo tutti presente il detto “predicare bene e razzolare male” ecco diciamo che sono sempre stata tanto brava a sostenere le curvy (donne e modelle) quanto a darmi addosso per il mio peso. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo ed il mio tatuaggio l’ho fatto in un momento di autoconsapevolezza, come monito affinché mi ricordasse di andare fiera di me e del lavoro che tutt’ora faccio su me stessa per trovare il mio equilibrio.

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Cosa significa per te Curvy Pride? Curvy Pride per me è un messaggio di positività ed autostima, un’incitazione a piacersi e ad accettare che non c’è niente di sbagliato nel guardarsi allo specchio e a sentirsi belle e a proprio agio anche con quei chili in più!

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LO SFOGO DI CARMEN: NON RIESCO A GUARDARMI ALLO SPECCHIO

Una nuova amica, una lettera piena di dolore, una richiesta di aiuto…

Carmen vorrebbe reagire, ma da sola non ci riesce. Le apriamo il nostro cuore?

“Ciao Curvy Pride. Ciao Maryanna Lo Preiato.

Purtroppo non riesco a guardarmi allo specchio. Non riesco. Mi guardo e vorrei solo piangere. Ne ho prese nella vita delusioni, ne ho sopportate ma le ultime sono state per me peggio di una spada nel cuore. Sto prendendo antidepressivi e il mio peso non sto qui a dire dove è arrivato.

Di solito sono quella che dà coraggio a tutti, che per tutti mette una buona parola e che anche di fronte alle cattiverie mette o, per lo meno, cerca di mettere pace, ma è difficile dare forza a noi stessi.

Amo il canto! E’ la mia vita, la mia passione ma in questo periodo non ho voglia di mettermi in gioco. Ho paura del giudizio della gente: “mamma che pancia”, “ma con quel fisico dove deve andare”…, classici giudizi quando non si capisce che spesso si aumenta di peso per stress, delusioni e non solo per il cibo.

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Io ringrazio voi che date la possibilità di esternare tutto ciò. Sono sicura che l’aver esternato ciò che provo dentro mi potrà aiutare a superare questo momento. Perché ci siete voi, c’è Gesù che mai abbandona, ci sono quei pochi amici che mi vogliono bene, i miei nipoti, la mia famiglia e Anna Cicalese che mi conosce e sa cosa il canto significhi per me… ma ora no non ce la faccio a mostrarmi alla gente, non riesco…

Carmen Cosenza

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