La nostra socia si racconta: SILVIA SANNINO

Chi sei? Silvia Sannino detta la Silvietta o per gli amici della palestra “Ginger”.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è un’associazione di promozione sociale che ha come messaggio basilare l’amore per se stessi in tutte le forme che io sposo a pieno

Un messaggio per la community di Curvy Pride? L’unione fa la forza! 

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Ti piace sfilare o farti fotografare? Se sì, per quale motivo? Mi piace molto di più farmi fotografare che sfilare anche se nella mia vita non sono mancate le occasioni per entrambe le cose.

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Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? So di avere dei difetti, ma ho imparato ad accettarli e renderli punti di forza per questo credo che non mi sono mai sentita discriminata se non a livello tecnico nel campo della moda dove, in alcune occasioni, ho dovuto mandare a quel paese qualcuno.

Come hai reagito? Molte volte la gente giudica senza senso quindi, nei casi più eclatanti, un vaffa e chiusa li.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Ho fatto un percorso personale e ho acquisito molta autostima nel tempo.

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Per affermare la cultura della pluralità e dell’inclusione cosa è necessario fare? Insegnare educazione civica fin da piccoli perché molte cose basilari ormai non si insegnano più e quindi alcuni comportamenti che dovrebbero essere “normali” passano per “strani”.

Una frase che ti rappresenta? Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta è abbastanza.

Silvia Sannino

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Il presente articolo è stato edito dalla socia Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del CurvyPrideBlog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.


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Editor Valentina Parenti @momincolors (socia e staff Associazione Curvy Pride – APS)

Sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale. Educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità – #educareallafelicità

BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA

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Guardando questa foto sfido chiunque a trattenere un commento, un giudizio, una critica.
Al giorno d’oggi, più che mai, è difficile astenersi dal giudicare, dal dire la propria opinione sugli altri. Diventiamo sempre di più giudici spietati degli altri ma anche di noi stessi senza soffermarci a pensare.

Ma riguardiamo attentamente questa foto.

Soffermiamoci a guardare non due corpi ma due donne. Entrambe in guerra. Con loro stesse, col mondo circostante, col passato, col futuro.

Ognuno di noi dovrebbe non giudicare, non sentenziare, non criticare ma comprendere, ascoltare, se possibile aiutare.

Siamo tutti diversi ma perfettamente e magnificamente unici. Stiamo combattendo tutti una battaglia e nelle guerre di tutti i giorni non abbiamo bisogno di giudici ma solo di affetto.

Educhiamoci all’amore. E questo che dovremmo fare.

In questo articolo voglio provare a fare un po’ di chiarezza su questo e su un fenomeno dilagante del nostro tempo: il body shaming.
L’espressione inglese body shaming che, ormai da qualche tempo, è usata anche nel linguaggio comune di noi italiani, è composta dal sostantivo body ovvero corpo e dal verbo shaming che letteralmente vuol dire “il far vergognare qualcuno”. Ebbe sì, si tratta proprio di, come parafrasa il vocabolario Treccani, “deridere qualcuno per il suo aspetto fisico e per come appare esteriormente”.

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Per quanto questo possa sembrare un comportamento ai limiti dell’umano, offendere l’altro, giudicarlo, deriderlo, è un’usanza talmente diffusa e praticata oggigiorno da prevederne addirittura la creazione di un’espressione di riferimento, appunto body shaming e di coniare un termine per coloro che praticano ciò verso gli altri: haters, letteralmente “ODIATORI”.
Il perché questo avvenga in maniera sempre più accentuata nasconde significati profondi e latenti, che vanno ben oltre il semplice beffeggiare l’altro in maniera goliardica, come avviene da tempi immemori.


Ormai è noto che i canoni estetici imposti dalla società̀ siano diventati sempre più̀ rigidi e, spesso, quando non  rientriamo tra questi, viviamo una sorta di disagio causato dal confronto tra noi e gli altri. Ai continui conflitti che l’essere umano mette in atto quotidianamente contro se stesso e il proprio aspetto fisico dai quali, il più delle volte, esce sconfitto finendo così per ammalare il corpo, si aggiungono, dunque, anche gli altri a contribuire ad ammalare il corpo.
Ci si ritrova, infatti, se diversi, ad essere etichettati, giudicati, offesi con insulti o frasi che ci fanno sentire sbagliati e provare vergogna per noi stessi. Il body shaming è una pratica che ha il fine di far, appunto, vergognare una persona del proprio corpo, ferendone l’autostima e può essere messo in atto attraverso i social, con commenti e prese in giro ad una foto, ma anche nella vita non virtuale, tra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro. È rivolta sia ad uomini che a donne, ma con maggior influenza su queste ultime. Si può considerare una vera e propria sorta di bullismo.
Esistono molti tipi di body Shaming; tra i più diffusi vi è il  Fat Shaming, che prende in giudizio le persone con qualche chilo di troppo o che hanno vere e proprie malattie, come l’obesità̀.
In questo caso, non si parla solo di insulti come, ad esempio, possono essere “cicciona” o “sembri una balena”; ma anche frasi che apparentemente possono sembrare innocue, del tipo “dovresti mangiare meno”, possono gravare sulla psiche e sull’autostima di una persona che soffre di un disagio.
Opposto al Fat Shaming vi è il Thin Shaming che, al contempo giudica le persone considerate troppo magre, fissate per lo sport, attenti alla dieta che, anche in questo caso, talvolta presentano già veri e propri disturbi alimentari e indi per cui i giudizi altrui contribuiscono ad accentuare il disagio.


E’ considerato body shaming, qualsiasi tipo di commento, frecciatina, constatazione fatta verso l’altro con lo scopo di accentuare e far provare vergogna per un lato esteriore.
Basti pensare a chi ha parti del corpo considerate non consone ai canoni estetici e a quante volte ci è capitato di sentire espressioni come “orecchie a sventola”, “che nasone”, “sembri una rana” volte a giudicare parti del corpo particolarmente pronunciate di un individuo.
Talvolta, quindi, ignari delle sofferenze e dei disagi che attraversa l’altro, pratichiamo body shaming non intenzionalmente, non curanti che frasi apparentemente innocue o beffarde possano ferire l’altro.
Il body shaming, quello mirato e volto a ferire l’altro, è un fenomeno molto diffuso, soprattutto sul web. Coloro che praticano ciò, gli haters, molto spesso soffrono essi stessi di particolari disagi e sfogano la rabbia repressa verso gli altri, senza tenere conto della sofferenza altrui.
Non vi è, purtroppo, un metodo specifico per porre fine a questo meccanismo ma possiamo educare fin da piccoli ad una piena consapevolezza di sé stessi e degli altri, educare al rispetto delle diversità, attuare tecniche per accrescere l’autostima e cercare, cosi, da grandi di non essere trascinati in certi circoli viziosi.
Possiamo imparare quindi a proteggerci da certi commenti e a scindere il giudizio altrui dalla realtà oggettiva consapevoli che tutti possono esserne “vittima” e che, molto spesso, i giudizi e le critiche pervengono da persone poco empatiche e che, talvolta, non si rendono conto realmente di ciò che stanno valutando, definendo o giudicando ma giudicano per il mero ed unico fatto di parlare e mettersi in mostra e prevaricale sull’altro. Questo atteggiamento, come detto molto diffuso sul web, volto a giudicare chi si espone mostrandosi attraverso foto o video, dice molto non di chi subisce il giudizio ma su chi giudica. Dietro gli haters, o qualsivoglia i cosiddetti “leoni da tastiera”, ma anche i bulletti del quartiere, molto spesso si nascondono persone sofferenti, ferite, vittime loro stesse di disagi e bisognose d’aiuto.

Nel mio immaginario ideale, vorrei che tutto ciò non fosse più messo in atto. Vorrei che ognuno fosse libero di vivere il proprio corpo e il proprio essere, di mostrarlo e di accettarlo per quello che è, nella propria unicità.

Ahimè, per quanto mi piaccia sognare, so che la strada verso questo mondo utopistico non giudicante, senza haters, aperto alle diversità e senza stereotipi è ancora lunga e tortuosa ma Associazioni come la nostra Curvy Pride che offrono anche community dove ritrovarsi e sentirsi accolti, movimenti di bodypositive e tutte le piccole rivoluzioni messe in atto negli ultimi anni mi fanno ben sperare in un domani migliore verso un mondo “accogliente” e non più giudicante.

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Santa Pentangelo che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 

Trentenne single, eterna sognatrice. Innamorata dell’amore e della vita che secondo lei merita di essere vissuta al meglio.
Ci mette sempre il cuore e cerca il lato positivo in tutto ciò che accade!
mail santapentangelo27@gmail.com
@misssemplicementecurvy

MAMMA RAPPRESENTANTE IN QUARANTENA

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Ho scelto di essere rappresentante dell’ultimo anno di materna di uno dei miei 2 figli, il primogenito (Il più piccolo frequenta un’altra scuola).

Mi ritrovo ad essere uno dei tre punti di riferimento tra i genitori e le maestre di una delle 3 sezioni. La scuola è organizzata in classi miste con bambini dai 3 anni ai 6. La didattica è pressappoco la stessa nei tre anni di frequentazione fatto eccezione per laboratori aggiuntivi per i bambini età prescolare, ovvero chi dovrà iniziare l’anno successivo la scuola elementare.

Nella loro didattica IN SEDE puntano sull’autonomia, la condivisione, e l’aiuto del più piccolo. Valori molti importanti e adattabili nel contesto della scuola stessa ma discutibili in quarantena, avendo a seconda di età, esigenze diverse.

Fortunatamente nella chat di mamme non ci sono polemiche, mi limito ad inoltrare, a fare da tramite tra l’input creativo delle maestre e il lavoretto eseguito dei bambini. Mi interfaccio quasi quotidianamente con l’insegnante di riferimento nell’invio di audio, video ed esercitazioni. Nel materiale ricevuto si chiede soprattutto di fare disegni, la lettura di fiabe, o pillole di inglese. Su 22 genitori la partecipazione è di circa 1/2/3 bambini anche se da febbraio sta ormai scemando a 0.

La chiusura delle materne è avvenuta nella quarta settimana di febbraio ma Il materiale è iniziato ad arrivare a metà marzo, nelle prime settimane ho creato una pagina contenitore (Mamme Rappresentanti) alla quale non hanno aderito in molti. Dentro a essa inserisco (tranne i files delle insegnanti) tutte la pagine creative di ogni tipologia: da bigliettini in cartoncino, a forbici e colla, cartoncini colori, audio storie, inglese, pregrafismo, matematica ecc… che possono aiutare genitori come me che non sono educatori ma si improvvisano, per amore dei lori figli, tali.

Non è facile per nessuno.

Mi sono trovata a lavorare in smartworking dopo tre settimane di assunzione e in formazione; e allo stesso tempo a fare da insegnante, a gestire un uragano emotivo di urla, disagi, paure e insicurezze dei miei figli. Disagio anche a mostrare attenzione e interesse in un video con le loro insegnanti.

“ok mamma è finito? Posso andare a giocare?”

A un certo punto mi sono dovuta reinventare, a volte con difficoltà anche nel gestire la rabbia e la pazienza di me stessa nel trovare soluzione per il benessere dei miei bambini.

Poi, vedendo il materiale didattico dell’altro figlio di 3 anni, mi sono accorta che il fratello prossimo alle elementari avrebbe gradito un approccio diverso, e così ho chiesto aiuto alle maestre dell’altra scuola, ricevendo esercitazioni di pregrafismo e matematica oltre che a giochi da costruire e l’interesse è aumentato. Forse a voler ben guardare è cambiato anche il suo atteggiamento, magari si è sentito più grande e importante perché ha proposte adeguate a lui.

La sola richiesta:”Fammi un disegno, disegnami una tartaruga, disegnami il tuo cibo preferito, disegnami un arcobaleno” aveva tolto in lui la voglia di disegnare.

Essere rappresentante significa dover mediare e non poter condividere le proprie frustrazioni. .. come può un video di 2min o un vocale di 27 secondi sostituire una giornata con gli amici di 8 ore?

Siamo a fine maggio, a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico 2019-2020. Avremmo dovuto organizzare la bancarella per la festa della mamma, il materiale per la festa dei laboratori, organizzare la gita, la cena di classe e invece ognuno sarà nelle proprie case.

Anche la festa di fine anno per salutare le insegnanti e sentire cantare i nostri bambini saprà di amaro. Saprà di tempo perduto che non potremo rivivere. Saprà di un saluto frettoloso su zoom o meet di mezz’ora perché il contatto è proibito. Non danno alternative di sicurezza.

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Allora ho pensato: “Cerchiamo un mini pensierino per ogni famiglia (da 07cent/1€)” per trasmettere la solidarietà, la vicinanza, l’amore al prossimo ma mi è stato domandato quale fosse il significato pedagogico di un regalo?

Il REGALO “senza motivo” può insegnare l’altruismo, la generosità nei confronti degli altri e può rimanere un pensiero positivo nel ricordo di un momento difficile.

Bisogna che ci sia sempre una ragione per un regalo?

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

 

 


 

MindFul eating – mangiare consapevolMENTE!

A Parma la  Dott.ssa Lara Ferrari Psicologa e Psicoterapeuta ci racconta il  Mindful Eating attraverso approfondimenti e domande specifiche, con l’occasione le abbiamo chiesto anche consigli per #PIZZAECURVE!!

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Mindful Eating un modo di mangiare che ci aiuta a fare pace con il cibo ed il nostro corpo

Relazione con il cibo e benessere
Essere attenti a quello che si mangia è ormai un atteggiamento molto diffuso. L’enfasi con cui nella nostra società si parla alimentazione e dieta, assieme ai canoni perfezionistici di bellezza sempre più diffusi ed imperanti ci stanno però portando a sviluppare una relazione ansiosa con il cibo, allontanandoci da un rapporto genuino ed immediato con il nostro corpo ed i suoi bisogni e spingendoci verso atteggiamenti rigidi, perfezionismo e ricerca del controllo.
Inoltre, il nostro stile di vita attuale è sempre più veloce ed intenso ed anche il momento del pasto il più delle volte è frettoloso. Si mangia spesso in modo automatico, senza quasi rendersi conto di cosa, quanto e come si stia mangiando. Si mangia di fretta, chiacchierando con qualcuno, oppure leggendo qualcosa, controllando le notifiche sul telefonino, guardando la televisione o seguendo i propri pensieri…
In tutte queste situazioni non si presta attenzione all’esperienza che si sta vivendo.
Non soltanto, qualche volta può anche capitare di non sapere perché si stia mangiando, se per necessità del corpo, per abitudine, per gestire lo stress o emozioni difficili, per noia o altro… Al di là di conclamati Disturbi del Comportamento Alimentare, sempre più diffusi, sono molte le persone che soffrono di episodi di Emotional Eating (fame nervosa) e che hanno una relazione con il cibo ed il proprio corpo difficile e dolorosa.

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Che cos’è la Mindful Eating
La Mindful Eating non è una dieta, non ti dice cosa e quanto mangiare.
È piuttosto un modo di vivere la relazione con il cibo basato sulla consapevolezza, che si sofferma quindi sul come mangiare. Vivere il momento del pasto in modo consapevole porta innumerevoli benefici e, per farlo, il primo passo è ascoltarsi.
Ascoltare il cuore, la mente e il nostro corpo.
Mangiare in modo mindful significa essere pienamente presente di fronte a ciò che stai mangiando, consapevole di ogni morso e di ogni sorso in modo da poter apprezzare pienamente a livello sensoriale il cibo, porre maggiore attenzione a quello che mangi e riconnetterti con i bisogni del tuo corpo.
Un momento spesso frettoloso e superficiale come quello del pasto, dominato dal “pilota automatico”, viene così trasformato in un’esperienza piena e consapevole.
Con la Mindful Eating puoi scoprire la bellezza di ogni gesto, la sua importanza e portare piena attenzione all’atto di mangiare, soffermandoti su sapori e profumi, ma notando anche i pensieri e le emozioni che emergono e ti coinvolgono quando mangi.
Quali sono i vantaggi di questo approccio?
Imparando a mangiare con consapevolezza, tutto il cibo sembrerà infinitamente più buono e gustoso e così, essendone appagato/a molto prima, ti basterà mangiarne meno. Ma questo non è il solo vantaggio. La Mindful Eating ti insegna anche a non giudicare il tuo cibo (ma anche te stesso ed il tuo corpo!), a non classificarlo in categorie (es. “cibi buoni” e “cibi cattivi”). Il cibo è uno dei più grandi piaceri della vita ed il piacere fa bene alle persone, è sano e ci tiene in salute!
Praticando questo approccio impari, passo dopo passo, che non ci sono cibi proibiti: liberandoti da schemi rigidi di pensiero, restrizioni ed imposizioni, puoi scoprire cosa realmente ti piace e come mangiarlo in modo che ti faccia stare bene.
Puoi sviluppare un atteggiamento di auto indulgenza e compassione che apre la strada a nuove possibilità di cura e cambiamento, libero/a dal senso di colpa e dal “critico interiore”.

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Mindful Eating e relazione con il corpo
Nell’approccio della Mindful Eating al cibo, si affronta anche il tema della relazione con il proprio corpo, in una prospettiva che potremmo definire di Body Neutrality.
Un tema importante che viene affrontato nei corsi di Mindful Eating è quello della gratitudine, sia verso il cibo che verso il corpo.
Attraverso la pratica della gratitudine, impari a vedere il corpo come il mezzo che ti permette di fare tutte le esperienze della vita, piuttosto che la rappresentazione della tua autostima. Purtroppo nella nostra società viene data molta importanza all’aspetto e sono numerosissimi i messaggi (tv, giornali, film, social media..) che propongono e sostengono un unico, spesso inarrivabile, ideale di bellezza. Ma il messaggio ancora più grave che viene trasmesso è che la bellezza sia un valore centrale, indispensabile per essere felici, accettati e avere successo.
In realtà è molto importante combattere questo tipo di messaggi, perché possono portare allo sviluppo di un’immagine di sé negativa ed anche a problematiche legate all’alimentazione. Un fattore altrettanto importante da contrastare è senz’altro quello del body shaming, vale a dire la derisione di una persona per una o più caratteristiche del suo aspetto, come per esempio l’essere grasso (fat shaming) o l’avere un naso grande o essere basso…
Per creare una nuova cultura del corpo, basata sull’accettazione delle differenze e sul non giudizio, è necessario diffondere l’idea che i corpi sono molto più di quella che è la loro forma o apparenza, sono strumenti di azione e sensazione e che l’aspetto fisico è soltanto uno degli elementi che ci caratterizzano come individui e ognuno di noi è davvero molto di più della sua apparenza esteriore.

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“Consigli Mindful” per godersi la pizza del 18 ottobre
Mangiare in modo mindful non è difficile, non richiede tempo in più rispetto a quello di un normale pasto e ti permette di assaporare veramente quello che mangi.
Impegnati a goderti in modo mindful la PIZZA!

Inizia ad essere mindful già dalla scelta della pizza. Chiediti qual scelta è la migliore per te in questo momento.
Respira e ascolta il tuo corpo per essere consapevole del tuo livello di fame prima di mangiare. Fai qualche respiro profondo e rilassati.
Accendi i sensi. Il momento del pasto è un’esperienza multisensoriale da vivere con i cinque sensi. Osserva il cibo che c’è nel piatto, toccalo con le mani, con le labbra e con la lingua. Cogli il profumo e la consistenza prima di deglutirlo. Puoi dare il primo morso a occhi chiusi, per focalizzarti sul gusto, senza le distrazioni della vista.
Rallenta. Rallentare mentre stai mangiando ti aiuta ad essere consapevole di quando la fame fisiologica è soddisfatta e ti permette di goderti il cibo in modo più completo.
Semplici consigli per aiutarti a rallentare:
– metti giù la forchetta o il cucchiaio tra i bocconi;
– fermati e prendi un respiro tra i bocconi,
– mastica completamente il cibo.
Ringrazia. Prenditi un momento per apprezzare il tuo pasto ed essere grato per averlo, spesso lo diamo per scontato. Ringrazia chi ha lavorato facendosi sì che il tuo cibo potesse arrivare sulla tavola e ricordati che il cibo non è un nemico, ma un dono di cui devi essere grato ogni giorno!
Controlla il tuo livello di fame durante il pasto. A metà del pasto controlla di nuovo il tuo livello di fame; potresti scoprire di non avere più fame o di non trovare più appetitoso il cibo, anche se nel tuo piatto ce n’è ancora. Datti il permesso di fermarti o di continuare sulla base di quanto sei affamato.
Mastica bene. Nota cosa succede al cibo mentre mastichi. Quanto ci vuole per masticare a fondo il cibo prima di inghiottirlo? Riesci a percepire che la fame comincia a dissolversi? Mastica bene ogni morso prima di prendere altro cibo.
• Goditi quello che mangi. Per goderti il tuo cibo devi essere pienamente presente all’esperienza del mangiare così da poter cogliere il piacere che essa può portare.


Contatti:
Dott.ssa Lara Ferrari – Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Via F. Bocchialini, n.4 43125 Parma
327 7665418 – info@laraferraripsicoterapeuta.it
http://www.laraferraripsicoterapeuta.it


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Valentina Parenti ( @momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride e della BodyPositiveCatWalk. Da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma. Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

IMMAGINA UNA VITA A COLORI: è il segreto della Felicità

Valentina Parenti è entrata nella nostra vita grazie a Pizza e Curve e ringraziamo ogni giorno il cielo per questo prezioso dono.

Oggi ha voluto aprire il suo cuore, colmo di tanta sofferenza ma anche di immenso amore.

Il suo messaggio per tutte noi: “La vita si può e si deve VIVERE A COLORI“!

“Nella Vita di ogni persona ci sono momenti difficili ma bisogna trovare la forza per andare avanti, degli spunti positivi, degli obiettivi da raggiungere.

Specialisti esterni ti possono aiutare ma il lavoro maggiore bisogna farlo noi in prima persona.

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Sono mamma di due bambini maschi (2014 e 2017) che mi hanno colorato la vita ma nel maggio 2018 ho perso la III gravidanza.  Nonostante sia già mamma, è stato per me molto difficile realizzare questa perdita un po’ perché speravo nell’arrivo di una bambina un po’ perché non sono brava negli addii in generale.

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A un certo punto, colpa anche di un’estate impegnativa a rincorrere due piccole pesti, ho realizzato che era giunto il momento di pensare anche a me, e di essere un po’ egoista.  Doveva essere il momento per mettersi in gioco e lavorare su stessi per essere più positivi, felici, ogni giorno incondizionatamente.

La felicità però si trova nelle piccole cose. Non è una destinazione ma un percorso. È accettare le difficoltà e trovare in esse crescita personale per essere persone migliori sempre.

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Gli ultimi 5 anni la vita mi ha riservato delle sfide: la malattia di una persona cara, un lutto, gravidanze complicante, problemi di salute, di cuore ma ne sono sempre uscita a testa alta. Ci sono sempre i momenti di crisi e di sconforto ma l’importante è, grazie al tempo, alle persone care, e alle nostre risorse nascoste, uscirne positivamente arricchiti.

L’incontro con Curvy pride è stato un’ulteriore ventata di aria fresca, ho scoperto donne combattive con storie da raccontare in ricerca costante di miglioramento per sé e per il futuro di tutti.

Negli anni il mio corpo a subito cambiamenti a fisarmonica ma ho sempre cercato di curarmi. Per me in primis ma anche per i miei figli. Cerco di educarli alla felicità, all’autostima e al rispetto ma non è sempre facile. Accettarci e accettare gli altri sono insegnamenti importanti fin da piccoli (#educareallafelicità).

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Sogno una società attenta al benessere degli altri. In un presente discriminante, con percezioni deviate di bellezza, sogno relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti, diffondendo che la diversità è bellezza.

… E se ci si sente belli si è anche più felici.

Voglio consigliare a ogni #girlpower che leggerà:

– Sorridi, ridere è contagioso!

– Scegli di essere sempre gentile.

– Sì positiva, sempre; ne gioverà anche la salute.

– Essere felici è una scelta!

– Essere felici è il miglior cosmetico!

Dedicato a Ginevra, a tutte le figlie, alle donne di ogni età”.

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Valentina Parenti è

“una mamma sempre attenta alle novità, le piace leggere, fotografare, sperimentare con la grafica e vestire floreale. Prova ad educare i suoi figli ad una vita felice e colorata. Immaginare che la vita sia un’enorme tela da dipingere!”

DA ORA IN POI…

Catia Proietti ha riscaldato il nostro evento CURVY PRIDE WALK&JOY che si è svolto domenica 11/11/2018 a Roma.

Con la sua sensibilità, la sua empatia e la sua energia Catia ci ha letteralmente inebriate di gioia di vivere!

“Oggi il sole è caldo sulla pelle. Nel verde del parco le magliette fucsia di Curvy Pride sembrano fiori appena sbocciati. E sbocciati sono anche i sorrisi sui volti di queste donne che sono qui, nonostante le incombenze domenicali. Donne che si sono dedicate un tempo per sé, non per una qualche forma di egoismo, ma perché hanno compreso che stando bene con se stesse il ritmo della giornata, il ritmo della vita, prende una direzione diversa. Quella che veramente desideri. Quella del cuore.

“Quando qualcosa nella tua vita cambia, cambia per sempre. Non puoi fuggire. Non puoi tornare indietro. Puoi solo dire DA ORA IN POI” E’ in queste parole in quarta di copertina che si evince il legame tra me e  Curvy Pride.

Le donne di Curvy Pride rompono gli schemi, si ribellano agli stereotipi, si liberano dalle catene del condizionamento sociale ed è quello che accade al mio giovane protagonista, Claudio, nato e cresciuto in una periferia nota alle cronache per spaccio di droga e segnato da un futuro atteso nello sguardo di tutti.

Ma Claudio, novello Rosso Malpelo, impara a conoscersi e conoscendosi, come le donne di Curvy Pride, trova il modo di ribellarsi a un destino preconfezionato per lui.

La felicità è sempre un atto di coraggio.

Lo dimostrano bene le tre professioniste dell’associazione BE&Joy che oggi hanno scandito il ritmo sportivo di questo evento: Debora Gismondi, Katia Aglietti, Carla Filippucci. La loro intuizione e la differenza con altre realtà sportive è proprio nel considerare l’individuo nella sua interezza e proporre un momento in cui il corpo e il “sentire” siano finalmente in armonia.

Grazie a voi tutte per questa splendida giornata di condivisione, di sole e risate”.

Catia Proietti

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Catia Proietti è nata e vive a Roma con marito, due figli e un cane in affido congiunto con dei buoni vicini. A 9 anni scrive a Babbo Natale chiedendo una macchina da scrivere e il suo desiderio viene esaudito con una Olivetti color carta da zucchero. 

Da sempre appassionata di lettura e drammatizzazione partecipa attivamente da anni ai progetti del comune di Roma per la promozione della lettura dal primo anno di vita.

Con il suo romanzo DA ORA IN POI, edito dalla casa editrice Il Ciliegio e patrocinato dal Ciscod (associazione benemerita del Coni contro le droghe e le dipendenze) è vincitrice del Premio Caterina Martinelli e meritevole del Premio Speciale della Giuria al concorso Premio Giovane Holden.

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UNO SFONDO BLU, UNA CURVY CHE VESTE ALLA MARINARA… ED È SUBITO “STELLE MARE E CURVY”

Perché sono importanti i “CurvEventi”? Ce lo spiega la nostra Caterina Argentieri prendendo spunto dal racconto di “STELLE MARE E CURVY“, un evento in tema Anni50 per promuovere la pluralità dei modelli di bellezza.

 

Stelle Mare e Curvy” è l’evento legato al Mondo Curvy e agli anni ’50, che si è tenuto nella splendida cornice di Termoli (CB) lo scorso 12 Agosto 2018, organizzato dall’Associazione Curvy Pride, con la collaborazione di Maddalena Tricarico ed Emiliana Di Muccio, e col patrocinio del Comune di Termoli, che in passato ha più volte espresso la sua sensibilità su tematiche quali il bullismo, specie verso chi non è esattamente un’acciughina.

Per una curiosa coincidenza, il 3 e il 4 Agosto era anche la ricorrenza del Santo Patrono di Termoli, San Basso: le luminarie erano ancora montate in città, contribuendo a rendere più magica e più “a tema anni ‘50” non solo la città, ma l’intero evento. A tratti sembrava di vedere alcune delle pubblicità di D&G, ambientate nella Sicilia delle ricorrenze religiose, in cui il sacro della celebrazione si fonde e si sublima nel profano della moda, accogliendo sia il turista che l’emigrante che torna a casa per le vacanze, stringendoli in un unico caloroso abbraccio.

 

Ed è così che mi piacerebbe si intendessero gli eventi legati al mondo curvy: un caloroso e accogliente abbraccio, che avvolga tutti senza discriminazioni.

Spesso gli eventi legati al Mondo Curvy  (plus e over size, diciamola tutta) vengono travisati, e considerati come celebrazione dell’obesità, cosa che in realtà non vuol proprio essere, anzi: è un modo per dire “amati per quello che SEI” . E amarsi è il primo passo per affrontare con cognizione di causa e (perché no?) dare anche un bel calcio all’obesità. Per quanto possa sembrare strano, tali eventi sono una sana e salutare iniezione di autostima, un modo per uscire da quel guscio fatto di circoli viziosi e sensi di colpa in cui più o meno inconsciamente ci si infila. E se servono anche per dare un meritato (purtroppo solo in senso figurato) calcio nel sedere al bulletto di turno o strappare una ragazzina dalle grinfie di gruppi pro-ana… ancora meglio!

Ma tutte queste parole sono superflue per spiegare l’importanza e il valore dei “CurvEventi”: basta l’accoglienza festosa con cui siamo stati accolti a Termoli al nostro passaggio a cavallo di vespe e 500!

Volevo ringraziare  il Vespa Club Thermularum, il Club 500 d’amare, le manine d’oro di La Roia Angela di Studio A Parrucchieri, e Angelo Tullio, che ci ha aiutato a fissare con i suoi scatti la magia di questo evento. Oltre ovviamente a tutti gli sponsor che hanno reso maestoso questo evento.

Con un immenso Vi Voglio Bene alle ragazze che stanno percorrendo questa strada con me!

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno. 

Nasce CURVY PRIDE CONFIDENTIAL

Nasce il gruppo “Curvy Pride Confidential un gruppo di incontro/confronto tra noi donne per parlare del rapporto con il nostro corpo, delle nostre paure, per farci forza vicendevolmente. Un’esperienza tutta in FUCSIA, per conoscere meglio noi stesse e per fare nuove amicizie, per far emergere i nostri talenti e per aiutarci a realizzare i nostri sogni.

Insieme, con coraggio e con tanti pizzichi di buonumore!

L’idea nasce dall’ingresso all’interno dell’Associazione Curvy Pride della psicologa Emanuela Scanu, prendendo spunto da un suo consolidato progetto: il “gruppo delle Silfidi”, nato inizialmente come gruppo di confronto per persone con problemi di peso, era aperto al confronto e alla condivisione di temi al femminile. Il gruppo era guidato dalla dott.ssa Scanu, che provvedeva a far sì che tutti avessero lo spazio necessario a raccontarsi e condividere e aveva il compito di creare le conclusioni e da quelle ispirare il tema su cui lavorare il successivo incontro.

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Sulla base di questa esperienza di successo si è deciso di avviare “Curvy Pride Confidential”,  un incontro mensile tra donne di tutte le età, per una preziosa circolazione di esperienze, di modi di pensare che si traducono nella opportunità di ampliare i confini delle proprie prospettive.

Questi incontri saranno sapientemente supervisionati dalla dott.ssa Emanuela Scanu che ne sarà coordinatrice, favorendo lo scambio dei vissuti e la valorizzazione delle competenze individuali e collettive, in libertà e… con il buonumore.

Il primo incontro si svolgerà a Roma Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10:00 alle 12:00 in Piazza dei Giureconsulti (Fermata Cornelia metro A).

Contributo di partecipazione € 5,00

Per iscrizioni e/o informazioni contattateci su curvypride@gmail.com e sui nostri social o al numero 3478264983.

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L’AUTOSTIMA E’ UNA COSA SERIA

Vi amate? Vi rispettate? Sapete valorizzarvi come persone? L’autostima non è cosa di poca importanza. Quanto più vi amate e vi rispettate, migliore sarà la qualità della vostra vita. Ricordate che le emozioni e i pensieri possono influenzare la salute e quindi impariamo a volerci bene: un passo alla volta… otto per l’esattezza” di Emanuela Scanu – Psicologa e Coach Alimentare

Le PILLOLE DI AUTOSTIMA “prescritte” dalla dott.ssa Scanu durante CURVY PRIDE WALK&JOY del 21/10/2018

PRIMO PASSO – Imparate a rivolgervi verso voi stessi in modo positivo e smettetela di dirvi cose come: nessuno mi accetta, sono brutto/a, non sono capace. L’importante è che cominciate ad acquisire la consapevolezza di come comunicate: siete sicuramente giudici impietosi con voi stessi. Nulla andrà per il verso giusto se le prime critiche provengono a voi!

SECONDO PASSO Fate le cose che vi rendono felici. Prendere le vostre decisioni in base ai vostri desideri. Non aspettate l’approvazione degli altri. Non lasciate la vostra autostima in mano agli altri. Sebbene sia giusto desiderare che amici e familiari ci accettino e ci vogliano bene non potete dipendere dalla loro approvazione per essere felici.

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TERZO PASSO – Smettete di lamentarvi per ciò che credete manchi alla vostra vita, per il lavoro, il vostro fisico, valorizzate quello che avete. Smettete di pensate che i vostri difetti siano enormi o che siete in una posizione di svantaggio rispetto a chi vi circonda. Imparare ad accettarvi per quello che siete. Le vostre caratteristiche, le vostre qualità e i vostri difetti sono ciò che vi rende unici.

QUARTO PASSO – Imparate ad essere grati per quello che avete che si tratti del lavoro, la vostra famiglia, gli amici o le cose che possedete. A volte, basta cambiare punto di vista per essere felici, guardate da un’altra prospettiva: attorno a voi ci sono persone per le quali sarebbe un sogno avere ciò che avete voi.

QUINTO PASSO – Socializzate, ma solo a patto che vi circondiate di persone positive. Avere una rete di supporto è molto importante per l’autostima così come è importante chiacchierare con gli amici, condividere esperienze e creare ricordi che dureranno tutta la vita. Tenevi strette le  persone che vi sostengono e vi vogliono bene, allontanate le relazioni tossiche che portano a critiche negative fine a se stesse perché sono i grandi nemici della vostra autostima.

SESTO PASSO – Parola d’ordine: valorizzate le vostre qualità, imparate ad essere generosi con voi stessi. E’ uno dei compiti più difficili da portare a termine, ma quando riuscirete a guardarvi con affetto e ad accettare chi siete, la vostra autostima migliorerà. Potete cominciare con una lista di tutte le vostre qualità. In un primo momento, avrete difficoltà a trovarle. Se non riuscite a sbloccarvi, chiedete aiuto ad un amico oppure a un membro della vostra famiglia alla fine avrete chiaro ciò che vi rende unici.

SETTIMO PASSO – Abbasso la perfezione. Nessuno è perfetto, tutti sbagliano. Cercare di eliminare tutti i difetti e cercare di fare tutto perfettamente non farà altro che rendervi infelici. Se vi concentrate troppo sui difetti, con il tempo comincerete a vedere la vostra vita da quella prospettiva. Questo modo di vedere la vita non è sano e non vi farà per niente bene.

 

OTTAVO PASSO – Imparate a darvi dei limiti. Quando dovete pianificare qualcosa non cercate di andare oltre le vostre possibilità, concentratevi piuttosto a vivere. E’ giusto migliorarsi ed accettare le sfide, ma solo se questo vi diverte e vi fa stare bene. Un’autostima sana è la base di una bella vita. Cercate di impegnarvi per migliorare la vostra autostima e fatelo per voi stessi. Se doveste avere la sensazione di non fare la vita che invece desiderate, fate di tutto per cambiarla, ma fatelo in modo tale da vivere a pieno ogni momento.

ULTIMO CONSIGLIO – ripetete ogni giorno:

“Oggi decido che il resto della mia vita sarà la parte migliore”

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Dott.ssa Emanuela Scanu

Psicologa e Coach Alimentare

www.emanuelascanupsicologa.com

Cell. 333 84 67 496

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CURVY PRIDE WALK&JOY – UNA TRAINER CONTAGIOSA: DEBORA GISMONDI

Debora Gismondi è una delle ideatrici di CURVY PRIDE WALK&JOY, insieme Katia Aglietti e Carla Filippucci (trainer) e all’Associazione Curvy Pride.

L’energia e il sorriso contagioso di Debora renderanno CURVY PRIDE WALK&JOY un incontro colmo di energia, entusiasmo e allegria.

Conosciamola meglio!

Chi è Debora? Una donna che ama la vita! Felicemente 50enne e felicemente moglie e mamma, sono innamorata della danza e del fitness.

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Come è nata la tua passione per il fitness? La mia passione è la vita e, come espressione più meravigliosa, la Danza. Quindi la danza e tutte le discipline che hanno relazione con la danza sono le mie discipline preferite.

Come è nata l’idea di CURVY PRIDE WALK&JOY? Lavoro nei centri fitness& wellness da più di trent’anni. Ho notato, nel tempo, che alcune donne non frequentano le palestre per la paura di essere giudicate, di non essere all’altezza di un presunto ideale di corpo perfetto. CURVY PRIDE WALK&JOY vuole tendere la mano a tutte quelle persone che hanno voglia di fare sport, ma si vergognano di farlo. CURVY PRIDE WALK&JOY è nata dalla fusione di energie e idee di donne che si sentono libere da stereotipi e che vogliono creare momenti di meraviglioso e gioioso benessere. Che sia fisico e mentale.

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Chi può partecipare a CURVY PRIDE WALK&JOY? TUTTI !!! Perché il nostro obiettivo è proprio questo: avvicinare chi non ha mai avuto coraggio e modo.

Perché bisogna fare dello sport? Perché il nostro corpo e la nostra mente sono come una qualsiasi altra macchina… una meravigliosa macchina che bisogna però “usare”. Il camminare porta benefici al corpo e mente. Non solo a ossa muscoli, tendini, cartilagini, cuore, apparato respiratorio… ma anche alla mente .

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Tre consigli da seguire giornalmente?  Dormire bene, alimentarsi in modo equilibrato, e fare una attività fisica anche se blanda costante. E sorridere !!!

Qual è la tua particolarità? La leggerezza della mente!

Oltre allo sport quali sono le tue passioni? Le mie passioni si racchiudono in una sola… ESSERE FELICI !!!

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